Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di età romana fra Oriente e Occidente, in L’Africa RomanaXV, Roma 2004, II, pp. 897-934 more |
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LAfrica
romana
Ai confini dell'Impero:
contatti, scambi, conflitti
Atti del xv convegno di studio
Tozeur, 11-15 dicembre 2002
A cura di Mustapha Khanoussi, Paola Ruggeri, Cinzia Vismara
Estratto
Carocci editore
Claudia Perassi
Nomismata pro gemmis:
pendenti monetali di eta romana
fra Oriente e Occidente*
No?nismatibus aureis vel argenteis veteribus pro gemmis uti solent:
le parole di Sesto Pomponio, giurista attivo fra l'eta di Adriano e
quella di Marco Aurelio e Lucio Vero, riportate nel Digesto (vii, i,
28), sono la sola testimonianza letteraria circa il riutilizzo con fun-
zione ornamentale delle monete nella gioielleria romana1, consue-
tudine invece ampiamente attestata dalla realta archeologica. La
documentazione relativa a monete romane trasformate in pendenti
di collana, in castoni di anelli, in elementi decorativi di armillae e
fibulae, si arricchisce infatti costantemente, sia con la riedizione di
pezzi gia noti in bibliografia, sia con la presentazione di nuovi
* Questa ricerca si e awalsa a vario titolo della cooperazione di molte persone,
che mi e gradito ringraziare: Peter Kos del Narodni Muzej Slovenije di Ljubljana,
Robert Cohon del Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City e Pierre Salama mi
hanno fornito utili notizie su monili dall'area balcanica, sulla collana da Aboukir e su
gioielli africani. I colleghi Carlo Maria Mazzucchi e Giovanni Negri, insieme a Simo-
na Russo dell'Istituto Papirologico "G. Vitelli" di Firenze, hanno chiarito mold miei
dubbi di natura paleografica, giuridica e papirologica. Giuseppe Girola della Societa
Numismatica Italiana, Ann Abid del Cleveland Museum of Art e Malgorzata Kacza-
rowska della Warsaw University Library sono stati infine preziosissimi collaboratori
nella ricerca di testi e riviste di difficile reperibilita.
1. Cfr. A. J. Bruhn, Coins and Costume in Late Antiquity, Washington 1993, p.
1; R. Pi:ra, La moneta antica come talismano, in Atti del Convegno Internazionale di
Studi numismatici "Moneta e non moneta" = «RIN», 95, 1993, p. 356; infra, nota 87.
Sulla impossibility di interpretare invece come riferiti a pendenti monetali alcuni passi
di Dione (78, 16, 5.1; frgm. Mai 81, p. 554 e Const. Man. w. 1975-9) e di Filostrato
(VA, 1, 15), come pure e stato proposto da F. J. Kuhn, Betrachtungen uber Majesta-
ten und Majestatsbeleidigungen der romischen Kaiserzeit, Aalen 1965, pp. 155-6 e da
Bruhn, Coins, cit., p. 54, nota 3, cfr. C. Pkrassi, // pendente aureo con moneta di Sa-
lonino dagli scavi dell'Universita Cattolica di Milano, in Ricerche archeologiche nei cor-
tili dell'Universita Cattolica di Milano. Dall'Antichita al Medioevo, Atti delle Giomate
di studio (Milano 2000; 2001), Milano 2003, p. 23.
L'Africa romana xv, Tozeur 2002, Roma 2004, pp. 895-932.
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Claudia Perassi
esemplari. Nel primo caso cito la preziosa messa a punto da parte
di P. Salama del tesoro di Lambaesis2, collegato erroneamente in
passato ad un ritrovamento da Timgad 3; nel secondo la pubblica-
zione del pendente con moneta d'oro di Salonino dagli scavi ar-
cheologici della necropoli deH'Universita Cattolica di Milano4, che
ha permesso di implementare le numericamente esigue attestazioni
relative a gioielli monetali dalla Cisalpina5.
Molteplici sono anche gli esemplari proposti alia vendita nei ca-
taloghi d'asta: solo fra il 2000 e il 2002 sono stati battuti, fra gli
altri, un denario di Clodio Albino6, un denario di Settimio Seve-
ro7, un aureo di Treboniano Gallo8, un foUis di Licinio 119, tutti
montati in una cornice dotata di appiccagnolo. Seppur privi di
qualsiasi dato contestualizzante, i pezzi ora citati apportano co-
munque alcuni interessanti elementi alia nostra conoscenza di que-
sto tipo di monili: attestano infatti il reimpiego di denari e perfino
2. P. Salama, Le tresor d'orfevrerie et monnaies decouvert en 1906 dans le camp
de Lambese. Essai de presentation, «RN», 157, 2001, pp. 337-46.
3. Cfr. J. Hi;urgon, Le tresor de Te'nes, Paris 1958, p. 65, nota 2.
4. II pendente e stato ritrovato all'interno della sepoltura bisoma in nuda terra
3217, insieme con un anello e un nodo d'Eracle, entrambi d'oro (cfr. Pkrassi, // pen-
dente, cit.).
5. Fino ad allora erano noti un pendente con aureo di Gallieno rinvenuto a Par-
ma nel 1821, un pendente con aureo di Valeriano forse dallo stesso tesoro parmcnse,
comparso sul mercato antiquario nel 1907 e ora disperso; un pendente con solido di
Teodosio dai dintorni di Lodi e due fibule con solidi di Onorio e Valentiniano 111,
scoperte in una sepoltura probabilmente gota della necropoli di Villa Clelia a Imola
(cfr. perassi, // pendente, cit., p. 15, con bibliografia precedente).
6. Miinzen und Medaillen, Auktion 214, Februar 2001, n. 1729: il denario e in-
castonato in una montatura circolare che incornicia la moneta sul diritto con un sot-
tilissimo filo d'oro awolto a spirale.
7. Miinzen und Medaillen, Auktion 220, Februar 2002, n. 1643 e Auktion 224,
November 2002, n. 681: la cornice e simile a quella del pendente con denario di
Clodio Albino (vedi nota precedente), ma in argento.
8. II pendente e stato inizialmente battuto da Gorny & Mosch (Auktion 112,
Oktober 2001, n. 4386) e successivamente dalla ditta Lanz (Miinzen der An/ike, Auk-
tion 109, Mai 2002, n. 773): la cornice d'oro riprende il motivo del filo di metallo ri-
torto, saldandolo pero lungo il bordo della montatura circolare e non all'interno di
essa.
9. Miinzen und Medaillen, Auktion 224, November 2002, n. 873: il follis e rac-
chiuso entro una cornice d'oro a sottilissimi archetu. La sua non perfetta saldatura
intorno al bordo della moneta potrebbe anche far supporre che quest'ultima abbia
preso il posto di un esemplare precedente (non penso necessariamente ad una sosti-
tuzione moderna).
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana
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di folles, invece delle consuete monete d'oro10 e l'uso di montatu-
re molto semplici ancora nel iv secolo d.C. avanzato.
Anche la conoscenza di questa particolare categoria di manufat-
ti si approfondisce continuamente, soprattutto in seguito all'impul-
so dato da C. Brenot e C. Metzger con il loro lavoro di sintesi sui
ritrovamenti di gioielli monetali nell'Occidente romano, edito nel
1992". L'angolatura geografica particolare dei due autori stimola
ad affrontare ora l'analisi degli esemplari rinvenuti in altre zone
delTImpero, ossia le regioni che si affacciano a sud e a oriente del
MediterraneoI2. Si tratta di una prima, parziale, messa a punto
che non ha la pretesa di completezza dello studio francese, basato
su 84 ritrovamenti, con la catalogazione di 139 pezzi13. Tali cifre
danno conto della diffusione della moda dei gioielli monetali in
Occidente, tanto piu che esse non comprendono la categoria meno
sfarzosa di questo tipo di ornamentazione, ossia quella che si limita
a trasformare le monete in pendenti di collana o cintura semplice-
mente dotandole di un foro passante14. I monili monetali noti per
10. L'utilizzo di monete d'oro doveva sembrare cosi imprescindibile da indurre
talora a ricoprire con una foglia aurea monete in metalli diversi da questo: e il caso
dei denari di Settimio Severe e di Caracalla montati in cornice ritrovati a L'Houmeau
(cfr. J. Flouri-t, G. Nicolini, C. Mktzgkr, Les bijoux d'or gallo-romains de I'Hou-
meau [Cbarente-Maritime], «Gallia», 39, 1981, pp. 85-101). Rarissimi sono i pendenti
con monete in argento, come quello da una tomba della necropoli di Via Ostiense a
Roma con denario di Adriano (cfr. G. Bordknachk Battaglia, Corredi funerari di
eta imperiale e barbarica nel Museo Nazionale di Roma, Roma 1983, pp. 92-4).
11. C. Brknot, C. Mktzgkr, Trouvailles des bijoux monetaires dans I'Occident
romain, in L'or monnaye, ill. Trouvailles des monnaies d'or dans I'Occident romain
(Actes de la Table Ronde, Paris 1987), Paris 1992, pp. 315-70.
12. Ho escluso i ritrovamenti dal Norico, dalla Pannonia, Mesia e Tracia, poiche
gia indagati da Brknot, Metzgkr, Trouvailles, cit., pp. 336-8.
13. A questi ritrovamenti si devono aggiungere per la Gallia un pendente con
aureo di Gordiano 111 da Vaise (F. Barattk, C. Mktzgkr, G. Aubin, Le tresor de
Vaise a Lyon [Rhone], Lyon 1999, pp. 127-30), per l'ltalia i pendenti con monete di
Salonino da Milano, di Adriano da Roma, di Valeriano da Parma o dal territorio cir-
costante (citati supra, alle note 1, 5, 10). Incerta e invece la provenienza, se dal terri-
torio francese o italiano, di un pendente con aureo di Filippo iuniore della Collezio-
ne Castellani (Pkrassi, // pendente, cit., p. 21).
14. Cito, per esempio, le venti silique forate (sedici di Valentiniano 111 e quattro
di Teodosio 11) dalla tomba 126 della necropoli di Basel, Kleinhuningen reimpiegate
come pendenti di una cintura insieme ad altri elementi ornamentali (B. Scmarli, Kan-
ton Basel Stadt, in Choix de touvailles monetaires. Trouvailles d'tglises: Aperqu, Lau-
sanne 1993, pp. 63-5) e l'antoniniano di Salonina con foro passante dalla tomba 3148
della gia citata necropoli dell'Universita Cattolica, rinvenuto insieme ad altri elementi
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Claudia Perassi
1'area mediterranea non sono mold15, anche se spesso di eccezio-
nale sontuosita. In questa sede prendero in esame unicamente le
collane alle quali sono agganciati uno o piu pendenti monetali16.
Per la descrizione puntuale dei singoli elementi che le costituisco-
no, rimando alia tab. 2.
Numidia
Lambaesis 1 (tab. 2, n. 9; figg. 7, 8)
La recentissima, puntuale presentazione del tesoro da Lambaesis ad
opera di P. Salama, appena sopra richiamata17, permette di rico-
struire con una certa sicurezza le due collane con pendenti monetali
rinvenute nel 1906 nelle vicinanze della porta occidentale dell'accam-
di collana, alcuni dei quali interpretabili quali "pendagli-amuleti" (cfr. C. Perassi, Le
monete della necropoli: osservazioni sul rituale funerario, in Ricerche archeologiche net
cortili dell'Universita Cattolica. La necropoli tardoantica, Atti delle Giornate di Studio
[Milano 1999], Milano 2001, p. 111). Sulle monete forate, cfr. J.-P. Callu, La perfo-
ration de I'or romain, in Die Miinze. Bild-Botscbaft-Bedeutung. Festschrift fur Maria R.-
Alfoldi, Frankfurt am Main-Berlin-New York 1991, pp. 99-121.
15. Per alcuni di essi un'origine orientale e solo congetturabile e per questo
sono stati esclusi dalla mia ricerca. £ il caso del pendente con aureo di Adriano con-
servato al Museo Benaki di Atene (cfr. A. Yeroulanou, Diatrita. Pierced-work Gold
Jewellery from the jrd to the yth Century, Athens 1999, n. 4), che pur presenta carat-
teristiche formali della cornice e dell'elemento di sospensione identiche a quelle di
due pendenti di una collana da Assuan. Anche la vistosa collana con tre pendenti
con aurei di Otacilia, Probo e Gordiano ill del Field Museum of Natural History di
Chicago, di ignota provenienza (Ykroulanou, Diatrita, cit., n. 7) e simile per molti
particolari alle sfarzose collane dal territorio egiziano. All'opposto la stringatezza della
fonte bibliografica impedisce talora di accertare l'effettiva natura monetaria di monili
ritrovati nell'area che qui interessa. Cosi awiene per il ritrovamento algerino di ATn
Meddah, che comprendeva un certo numero di gioielli femminili, fra i quali sono se-
gnalati anche alcuni pendentifs (cfr. P. Salama, La chasse aux tresors dans le Maghreb
classique, in L'Africa romana xiv, pp. 1977-8, Inv. 25). Basata su un fraintendimento
di K. Regling, Die an tike Miinzen, p. 123 mi pare infine la segnalazione di un ritro-
vamento egiziano da Karnak, in A. R. FacsAdy, Roman Mounted Coins, «AArch-
Hung», 51, 1999-2000, p. 272.
16. Oltre alle collane, sono noti altri tipi di monili monetali: cito le due spille
da Aleppo con aurei di Giulia Domna, ora a Berlino (Ykroulanou, Diatrita, cit., n.
142) e una cintura di provenienza siriana, formata da due catene a pesanti maglie
d'oro unite a due medaglioni con aurei di Traiano e Adriano, conservata a Parigi
(Bruiin, Coins, cit., p. 29).
17. Cfr. anche Salama, La chasse, cit., pp. 1979-82, Inv. 30.
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana
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pamento romano, occultate con altri gioielli entro un piccolo reci-
piente in ceramica18. Un pendente dall'ampia cornice a pelte trafo-
rate che racchiude un aureo di Giulia Domna del 198-200 d.C.
(13,45 gr), doveva essere appeso in origine alia catena in oro ritrova-
ta spezzata nello stesso contenitore. Infilato in essa e un elemento se-
paratore a struttura cilindrica, decorato con file di perline e strigila-
ture: si deve pertanto supporre che il monile fosse in realta comple-
tato da due pendenti monetaliI9. La lunghezza della collana (attual-
mente 0,84 m) poteva essere regolata grazie al movimento delle due
bobine in lamina d'oro dalla caratteristica forma ad "anforetta", rin-
venute anch'esse inserite nella catena20. La loro decorazione con de-
pression! circolari ornate al centro da un globetto non e attestata da
nessun altro collier monetale. £ invece simile al motivo ornamentale
delle due bobine utilizzate per l'allungo di una collana dal tesoro
alessandrino di Rue Octavien Auguste, priva di ciondoli anche se
dotata di quattro elementi distanziatori21 (fig. 13). Anche i cilindri
separatori dei due monili sono rassomiglianti.
La presenza del dispositivo che permette di regolare la lun-
ghezza delle catene esclude certamente la pertinenza a questa pri-
ma collana da Lambaesis del fermaglio monetale rinvenuto nello
stesso tesoro (= Lambaesis 2)". La compresenza nel deposito di
quattro aurei, il piu recente dei quali si data al 234 d.C.23, indica
18. Per tutte Ie notizie sul rinvenimento e per lo studio degli altri oggetti ritro-
vati, rimando a Salama, Le tresor, cit.
19. Cfr. ivi, p. 343. Nel caso di pendenti solo ipotizzabili, faro sempre riferimen-
to a pendenti monetali, pur non escludendo in teoria la possibility di collane con
pendenti monetali e non. II solo caso noto in tal senso e rappresentato dalla collana
da Naix-aux-Forges, pervcnuta pero incompleta, che e stata ricostruita riunendo in-
sieme quattro pendenti con aurei e due cammei (cfr. BreNOT, Mi-tzgkr, Trouvailles,
cit., n. 35).
20. A. Ballu, Rapport sur les travaux de fouilles executes en 1906 par le Service
des Monuments bistoriques en Algerie, «BAC», 1907 riferisce della presenza di «i
chaine [...] avec 3 coulants»: quest'ultimo numero dovrebbe pertanto comprendere
1'elemento separatore e le due bobine.
21. E. Breccia, Municipality d'Alexandrie. Le Musee greco-romain (1925-19}!),
Bergamo 1932, p. 29, n. 7, tav. xxi, 78; Bruhn, Coins, cit., pp. 12-3; Salama, Le tre-
sor, cit., p. 343 (sul tesoro, vedi infra, nota 92). La collana sembra sia stata rinvenuta
integra: in presenza degli elementi separatori, la mancanza di pendenti, che possiamo
ipotizzare in numero di tre o cinque, resta pertanto enigmatica.
22. Secondo Salama (Le tresor, cit., p. 342) il fermaglio potrebbe invece apparte-
nere alia collana. Ma nessuna collana dotata di bobine regolatrici e prowista anche
di un sistema di apertura e chiusura delle catene (cfr. tab. 2, nn. 2, 3, 4, 7).
23. Ivi, pp. 340-1: i tre aurei piu antichi furono emessi nel 156, 218 e 230 d.C.
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Claudia Perassi
una trasformazione della moneta di Giulia Domna in monile non
molto tempo dopo la sua emissione. Salama ipotizza una relazione
fra il nascondimento del tesoro e le violenze seguite alia proclama-
zione ad Augusti del proconsole d'Africa M. Antonio Gordiano e
di suo figlio, nei primi mesi del 238 d.C.24.
Lambaesis 2 (tab. 2, n. 13; fig. ii)
L'occultamento, fra i monili da Lambaesis, anche di un fermaglio al
centro del quale e incastonato un aureo di Caracalla del 206-8 d.C.
(12,55 gr)» permette di ipotizzare l'esistenza di una seconda collana
monetale. Tale sistema di chiusura e infatti sempre pertinente a cate-
ne alle quali sono sospesi pendenti di questo tipo25. Non sappiamo
pero quanti e quali fossero. Per la datazione della collana, sono valide
le osservazioni cronologiche prospettate per il precedente monile.
Dechmya (presso 1'antica Rapidum, oggi Sour Djouab)
(tab. 2, n. 5)
II ritrovamento di una collana con pendenti monetali in questo vil-
laggio algerino e testimoniato unicamente da una concisa nota del
collezionista A. Lefevre, che vi avrebbe visto nel 1927 «un magnifi-
que collier portant 5 aurei dont 3 d'Hadrien»26. P. Salama, che ri-
porta la notizia, sottolinea pero la non completa attendibilita della
fonte27.
II tesoro comprendeva pero altre 73 monete in bronzo, che non vennero classificate,
e un denario di Macrino (ivi, p. 338).
24. Ivi, pp. 345-6.
25. Oltre alia collana da Aboukir (cfr. infra), ricordo quella dal tesoro di Cam-
pobello di Mazara con un solido di Teodosio 11 come pendente e due solidi di Ono-
rio montati nei fermagli, databile forse al tardo vi secolo d.C. (R. Farioli Campana
Tl, La cultura artistica nelle regioni bizantine a"Italia dal vi all'xi secolo, in / Bizantini
in Italia, Milano 1982, p. 414, n. 228). Per la collana da Naix-aux-Forges, cfr. supra,
nota 19). Fermagli isolati sono citati da FacsAdy, Roman, cit., pp. 299, 300, 307 (C.
C. Vkrmeulk, Numismatics in Antiquity. The Preservation and Dispay of Coins in An-
cient Greece and Rome, «SNR», 54, 1975, nn. 13. 27 interprets invece gli oggetti
come parti di spille).
26. A. LEFfeVRE, Les monnaies romaines d'Aumale, «Bull. Soc. Geographie d'Al-
ger», 1939, p. 194.
27. Salama, Le tresor, cit., p. 342, nota 13. Per Salama, La chasse, cit., p. 1977,
Inv. 23 la notizia potrebbe far parte delle leggende sorte attorno ai tesori che si favo-
leggia siano nascosti nella tomba reale della dinastia mauretania a Kbor Roumia,
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 901
Cirenaica
Sidi bu-Zeid (tab. 2, n. 6)
II 17 ottobre 1970 vennero battuti all'asta da Christie's a Londra
tredici solidi coniati in eta valentiniana e teodosiana, insieme con
un bracciale, tre frammenti di collana e quattro doppi solidi di
Costantino trasformati in pendenti. Le cornici in opus interrasile di
questi ultimi, in due casi esagonali, in due altri circolari, li qualifi-
carono come i piu spettacolari e raffinati fra tutti i ciondoli mone-
tali fino ad allora conosciuti, per la ricercatezza del lavoro a trafo-
ro e per l'inserimento fra i racemi del piano di fondo di sei busti
maschili e femminili sporgenti in forte aggetto28. Tutti gli oggetti
furono ben presto messi in relazione con una scarna notizia ripor-
tata dalla rivista «Libya antiqua» del 1968, relativa ad un ritrova-
mento awenuto casualmente l'anno prima a Sidi bu-Zeid, presso
Bengasi, costituito da «forty golden coins from the Roman age;
four necklaces composed of round gold medals from the reign to
Constantine 4th cent. AD; four golden small colonnettes»29. Tale
accostamento venne pero in seguito pressoche concordemente re-
spinto, poiche si appuro che l'esistenza dei quattro prestigiosi pen-
denti era nota sul mercato antiquario europeo fin dal 1965 J°. La
vicenda dei pendenti costantiniani si concludera una trentina di
anni dopo 1'asta londinese, quando il Cleveland Museum of Art
entrera in possesso di un pendente rapportabile ai quattro prece-
denti per il tipo di cornice arricchito da busti, per il multiplo di
presso Tipasa, la cui costruzione si data al 33 a.C. circa (Salama, La chasse, cit., p.
1963, nota 34).
28. Due pendenti (uno esagonale ed uno circolare) furono acquistati dalla Dum-
barton Oaks Collection di Washington (cfr. Age of Spirituality. Late Antiquity and
Early Christian Art, New York 1979, p. 304). II secondo pendente circolare, danneg-
giato per la mancanza di uno dei busti, entro invece a far parte nel 1973 delle colle-
zioni del Museo del Louvre di Parigi (cfr. N. Duval, Chronique des Musses. Nouvel-
les acquisitions. Grand medaillon monetaire du I\r* siecle, «Revue du Louvre», 1973/6,
pp. 367-73), mentre l'ultimo, inizialmente acquistato da un privato, passo infine nel
1984 alle raccolte del British Museum di Londra (cfr. Byzantium. Treasures of Byzan-
tine Art and Culture from British Collections, London 1994, pp. 26-7).
29. A. Al-SAdawiyah, Archaeological News: Sidi bu Zeid, «LibAnt», 5, 1968, p.
206.
30. N. Dorr, P. Bastien, Trisor de solidi (353-388), «SNR», 63, 1984, pp.
205-6.
Claudia Perassi
solido che vi e incastonato, per la tecnica di lavorazione, per lo
stato di conservazione31. I cinque monili monetari sono pertanto
oggi considerati parti di una stessa collana, unica nel suo genere,
tanto che se ne propone un possibile schema ricostruttivo, che
pone al centro il pendente ora a Cleveland, a motivo della sua cor-
nice ottogonale. Ad esso sono affiancati i due circolari, seguiti a
loro volta da quelli esagonali32.
Sgombrato dunque l'equivoco circa l'origine libica dei pendenti
con doppi solidi di Costantino, resta a tutt'oggi aperta la questione
su cosa fu effettivamente ritrovato a Sidi bu-Zeid. II gruzzolo di
monete e stato in parte ricostruito, con la catalogazione di 390 so-
lidi datati fra il 353 d.C. e il 388 d.C.?3. Per quanto riguarda inve-
ce i monili, la piu che stringata descrizione fornita dalla rivista libi-
ca mi pare permetta di congetturare il rinvenimento non tanto di
quattro collane, quanto di un'unica collana costituita da quattro
catene metalliche, secondo una tipologia tipica dei colliers a piu
pendenti (cfr. tab. 2, nn. 2, 3, 7). II numero dei ciondoli pud esse-
re ipotizzato fra tre e cinque. La notazione infatti relativa a quattro
piccole colonnette in oro deve essere interpretata come pertinente
in realta a quattro elementi distanziatori dei pendenti, che talora -
come vedremo - assumono proprio la forma di pilastrini a sei fac-
ce, con le due estremita modanate in una sorta di base e di capi-
tello. II numero di quattro sembra dunque adatto a tenere divisi
cinque pendenti34. Ma raramente anche i ciondoli piu esterni al
gruppo possono essere seguiti da un separatore35: in questo caso
al monile da Sidi bu-Zeid dovevano essere appesi solo tre penden-
ti. £ certo infine che le monete d'oro utilizzate pro gemmis appar-
tenessero a emissioni di Costantino (1 ?): non e pero possibile ac-
certare se fossero aurei, solidi o multipli di entrambi. II contempo-
raneo occultamento di solidi datati al 388 d.C. potrebbe indicare
una fabbricazione del monile anche successiva alTeta costantiniana.
31. B. Df.ppf.rt-Lippitz, Late Roman Splendor: Jewelry from the Age of Cons tan-
tine, «Cleveland Studies in History of Art», 1, 1996, pp. 30-71.
32. Ivi, p. 57, fig. 22.
33. Durr, Bastikn, Tre'sor de solidi, cit.
34. Cfr. tab. 2, nn. 3-4.
35. La collana conservata a Chicago (cfr. supra, nota 15) ha infatti tre pendenti
e quattro elementi distanziatori.
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 903
Egitto
Aboukir (tab. 2, n. 1; fig. i)
Presso il Nelson-Atkins Museum of Art di Kansas City e conserva-
ta la collana con il piu elevato numero di pendenti monetali a noi
pervenuta36. Undici sono infatti gli aurei montati in cornice e ag-
ganciati a due catene lunghe 77 cm, chiuse da un fermaglio nel
quale e incastonato un dodicesimo aureo. I pendenti sono tenuti
separati da nove elementi distanziatori lisci, a forma a pilastrino
poligonale, con cornici modanate alle estremita37. Devo alia pre-
ziosa collaborazione di Robert Cohon la possibility di indicare con
esattezza la completa sequenza degli aurei utilizzati: anche le piu
attente pubblicazioni, infatti, pur indicando il numero complessivo
di undici monete, ne elencano in realta sempre una di meno38.
Partendo dal fermaglio e procedendo in senso orario, si hanno
dunque le seguenti corrispondenze con la numerazione adottata
nella tab. i che presenta invece i pendenti sulla base della sequen-
za cronologica delle monete: i° = 1; 20 = 6; 30 = 8; 40 = y, 50
= 7; 6° = 11; 7° = 10; 8° = 3; 9° = 2; io° = 9; n° = 4- n
monile raggiunge il peso complessivo di 309 gr. I pendenti hanno
un diametro variabile fra 4,2 e 4,7 cm, con 1'eccezione di quello
centrale (5 cm). L'elemento di chiusura misura invece 2,9 cm. La
disposizione dei pendenti suggerisce la ricerca di una certa simme-
tria sulla base dei diversi tipi di cornice utilizzati, che vanno dalla
semplice sequenza di piu file di archetti, alia compatta consistenza
metallica di un giro di pelte, all'intreccio traforato di elaborate vo-
lute vegetali. II ciondolo posto al centro, con aureo di Gordiano
m, data la collana almeno al 238-44 d.C. Questa datazione pud es-
36. Nonostante la sua eccezionalita, il monile non e stato fino ad oggi studiato
in modo approfondito. Anche la recentissima pubblicazione di B. Bf.rgmann, W.
Watson, The Moon and the Stars: Afterlife of a Roman Empress, Mount Holyoke
College Art Museum 1999, p. 26, n. 38 si limita a una citazione corsiva, inferiore alle
dieci righe.
37. La collana e priva del separatore che doveva distanziare il primo e il secon-
do pendente posti a sinistra del fermaglio.
38. Vi-.rmf.ulf., Numismatics, cit., n. 29; L. Pirzio Biroli Stf.fanfj.li, L'oro dei
Romani. Gioielli di eta imperiale, Milano 1992, p. 267, n. 229; Yeroulanou, Diatrita,
cit., p. 202, n. 5 catalogano infatti un solo aureo di Antonino Pio. FacsAdy, Roman,
cit., p. 273 raggiunge l'esatto numero di undici, comprendendo pero anche l'aureo di
Severo Alessandro, incorniciato invece entro il fermaglio della collana.
9o4
Claudia Perassi
sere estesa anche ai pendenti con monete piu antiche, per i tipi di
cornice che utilizzano, caratteristici del m secolo d.C.39.
Una generica provenienza dal territorio egiziano del monile, ap-
partenuto inizialmente alia Collezione Hirsch, e nota fin dal
194740. C. Vermeule fu il primo ad indicarla nel 1965 con piu
esattezza come «probably from a tomb at Aboukir»41. Dodici anni
dopo e segnalata con maggior convinzione dallo stesso autore sem-
plicemente «from Aboukir near Alexandria in Egypt»42.
Alessandria? (tab. 2, n. 8; fig. 6)
In parte ricomposta, e quasi certamente incompleta, e la collana di
origine egiziana, forse alessandrina, oggi al Metropolitan Museum
of Art di New York (lungh. 75 cm)43. Due aurei di Severo Ales-
sandro sono incorniciati in due montature in opus interrasile, diffe-
rent per dimensioni (5,5 cm e 3,4 cm) e per tipo di decoro. La
maggior pesantezza del pendente con cornice piu larga induce a
presupporre l'originaria presenza di un terzo ciondolo monetario,
che lo doveva affiancare sull'altro lato, per questioni di equilibrio
complessivo.
L'ipotesi e rafforzata dalla presenza di due elementi separato-
ri44, diversi per lunghezza e per la decorazione delle due estremi-
ta45. La struttura a forma di pilastrini e simile a quella dei distan-
ziatori del collier da Aboukir.
39. Yeroulanou, Diatrita, cit., pp. 91, 109, 142, 147, 156.
40. W. M. Millicken, Exibition of Gold, «BulIetin of Cleveland Museum of
Art», 34/9, 1947, tav. 6a.
41. C. vermeule, A Greek Theme and its Survivals. The Ruler's Shield Image in
Tomb and Temple, «PAPhS», 109, 1965, p. 383.
42. vermeule, Numismatics, cit., p. 20. Vermeule (ivi, n. 29a) assegna alio stesso
ritrovamento una seconda collana con un appariscente medaglione dal quale sporge
un busto maschile, identificato come quello di un alto ufficiale egiziano. II rovescio
raffigura Osiride, fiancheggiato da due hawks.
43. Vermeule, Numismatics, cit., n. 28; Bruiin, Coins, cit., pp. 39-40; YiiROULA-
nou, Diatrita, cit., n. 6.
44. Bruiin, Coins, cit., p. 39.
45. Lunghezze diverse dei separatori sono documentate da altre collane, come
quella da Aboukir (tab. 2, n. 1). Separatori piu corti venivano utilizzati per distanzia-
re i pendenti man mano piu lontani da quello centrale.
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 905
II Cairo (dintorni) (tab. 2, n. 4; fig. 4)
Battuta all'asta da Sotheby's nel 1957 e oggi nella collezione statu-
nitense Weaver, la collana rinvenuta a nord del Cairo, nelle vici-
nanze del lago El-Borollos, e unica nel suo genere, in quanto i cin-
que pendenti che vi sono sospesi incorniciano delle pseudomonete
«en style de 1'atelier d'Alexandrie»46, composte da due bracteae in
lamina d'oro, impresse su monete di Commodo, Caracalla e Giulia
Domna. Nella fotografia del catalogo d'asta le due catene appaiono
spezzate47: e probabile pertanto che 1'ordine originario dei ciondo-
li sia stato modificato. Esso non rispetta infatti le consuete regole
di simmetria fra i diversi tipi di cornice. Sarebbe invece possibile
alternare ai tre pendenti con cornice a palmette i due con cornice
ad archetti. I quattro elementi separatori tubolari sono simili a
quello della collana Lambaesis 1. La lunghezza del collier poteva
essere regolata da due bobine decorate con rosette, palmette e
conchiglie.
Memphis (tab. 2, n. 3; fig. 3)
II Metropolitan Museum of Art di New York possiede un secondo
collier monetale di provenienza egiziana, rinvenuto a Memphis48.
Alia catena d'oro, lunga 91 cm, sono sospesi cinque pendenti con
aurei (diam. 4,3 cm ca.). La loro disposizione tiene conto anche in
questo caso del motivo decorativo delle cornici, alternando tre
montature a volute vegetali con due invece a palmette. Gli elemen-
ti distanziatori hanno struttura cilindrica. Le bobine per 1'estensio-
ne delle quattro catene presentano una particolare decorazione a
piccole "maschere" e a conchiglie, non altrimenti attestata.
La moneta piu tarda, ossia l'aureo di Severo Alessandro inca-
stonato nel pendente posto a destra di quello centrale, fornisce la
data del 227 d.C. come termine post quern per la fabbricazione
della collana.
46. Salama, Le tre'sor, cit., p. 344, n. 6.
47. Ivi, tav. xxxrv.
48. Vkrmeulk, Numismatics, cit., n. 26; Bruiin, Coins, cit., pp. 38-39; Ykroula
nou, Diatrita, cit., n. 2. L'anello di sospensione del pendente centrale e moderno.
906
Claudia Perassi
Antinoe? Tomet? (tab. 2, n. 11; fig. 10)
Da Antinoe o da Tomet, presso Assiut, proviene una sobria catena
in maglie di filo d'oro a forma di otto, dalla quale pende un unico
pendente, perd di grande effetto49. Un multiplo di solido di Ono-
rio, emesso nella zecca di Mediolanum fra il 398 d.C. e il 402 d.C,
e infatti inserito in un'ampia cornice a opus interrasile, dalla fitta
decorazione a volute. Fra i suoi racemi si snodano due nastri trafo-
rati disposti a quadrato che, intrecciandosi, danno origine ad una
Stella a otto raggi. Anche il largo anello di sospensione e lavorato a
traforo.
Assuan? (tab. 2, n. 7; fig. 5)
Certamente di provenienza egiziana, e forse da Assuan50, e una
collana dell'ex collezione Bachofen von Echt, ora al Kunsthistori-
sches Museum di Vienna51. Pressoche identica nella struttura ge-
nerale al collier da Memphis, se ne differenzia per il minor numero
di pendenti. II suo aspetto e pero stato modificato nel secolo scor-
so. Una fotografia del 1903 raffigura infatti la collana con tre cion-
doli, che reimpiegano aurei di Antonino Pio, Gordiano m e Com-
modo52. Quest'ultima moneta venne in seguito sostituita, cosi che
la cornice include oggi un aureo di Marco Aurelio. Nella catena e
stato inoltre inserito un quarto pendente con cornice a pelte, deco-
rato con un aureo di Faustina senior. La sua iniziale appartenenza
al monile e pero plausibile, perche la ripresa fotografica mostra le
quattro catene spezzate, con la possibility dunque che esso ne sia
fuoriuscito, tanto piu che la cornice e uguale a quella del pendente
con aureo di Antonino Pio53. Inoltre 1'utilizzo di tre elementi di-
49. A. GREIFBNHAGEN, Schmuckarbeiten in Edelmetall, V. Fundgruppen, Berlin
1970, pp. 65-6; Spatantike und friihes Christentum. Ausstellung in Liebieghaus Mu-
seum alter Plastik, Frankfurt am Main, Frankfurt am Main 1983, p. 452, n. 60;
Bruhn, Coins, cit., pp. 23-4; Ykroulanou, Diatrita, cit., n. 9. M. R. AlfOldi, Multi-
plo d'oro con grande cerchio in opus interrasile e anello, in }8? d.C: Ambrogio e Ago-
stino. Le sorgenti dell'Europa (Catalogo della Mostra, Milano, dicembre 2003-maggio
2004), Milano 2004, p. 380, n. 128.
50. Bruhn, Coins, cit., p. 8.
51. Ivi, pp. 8-9; Ykroulanou, Diatrita, cit., n. 2; Salama, Le tresor, cit., pp.
343-4. n. 3-
52. Bruhn, Coins, cit., p. 8; Yf.roulanou, Diatrita, cit., n. 2.
53. Ibid.
Nomismata pro gemmis: pendenli monetali di eta romana
stanziatori cilindrici, simili a quelli della collana da Memphis, adat-
ti pertanto a tenere separati quattro pendenti, indica la presenza
gia in antico di un simile numero di ciondoli. Le due consuete bo-
bine permettono di regolare la lunghezza della collana: la loro de-
corazione richiama quella della collana rinvenuta presso II Cairo.
La datazione del gioiello e successiva al 238-44, per il riutilizzo pro
gemma dell'aureo di Gordiano ill.
Egitto (tab. 2, n. 2; fig. 2)
La collana conservata alia Walters Art Gallery di Baltimora (lungh.
91,4 cm), di origine egiziana54, mostra strettissime affinita con
quelle da Assuan e dal Cairo per la struttura cilindrica degli de-
menti separatori e per la decorazione delle due bobine, che assu-
mono pero una forma piu schiacciata, con bordi dei fori di ingres-
so e di uscita meno slanciati. Incastonati negli otto pendenti (diam.
2,7 cm ca.) sono sette aurei, il piu tardo di Faustina senior, ed una
pseudomoneta formata da due bracteae in lamina d'oro con testa
di Sol sul diritto e di Luna sul rovescio. Potrebbero essere state ot-
tenute per impressione da due antoniniani di Caracalla, che raffi-
guravano al diritto rispettivamente il busto dzWAugustus con coro-
na di raggi e quello deWAugusta sul crescente lunare55. In tal caso
il monile sarebbe anch'esso da datare in eta severiana.
Egitto (tab. 2, n. 10; fig. 9)
Una generica provenienza egiziana e indicata per una compatta ca-
tena in oro, lunga 50,8 cm, conservata al British Museum di Lon-
dra, alia quale e agganciato un pendente monetale che racchiude
entro un semplice cerchio d'oro liscio un aureo di Domiziano del
91 d.C. La complessa composizione del monile, nel quale due cap-
sule triangolari decorate con stilizzati uraei in filo perlinato si frap-
pongono fra le estremita della catena e due rondelle in filo metalli-
co con decorazione a traforo, connesse a loro volta ad un sistema
di chiusura a gancio, permette di confrontarla con analoghi esem-
54. Pirzio Biroli Stf.fanpxli, L'oro, cit., p. 266, n. 227; Bruhn, Coins, cit., pp.
36-8; Salama, Le tresor, cit., p. 343, n. 2. Sulla ipotizzabile origine egiziana del moni-
le, cfr. Bruhn, Coins, cit., p. 12.
55. Ivi, p. 36.
908 Claudia Perassi
plari egiziani, la cui fabbricazione si pone alia fine del i-inizi del n
secolo56.
Siria
Aleppo (dintorni)?57 (tab. 2, n. 14; fig. 12)
Probabilmente dai dintorni di Aleppo proviene un oggetto di con-
troversa interpretazione. L'aspetto attuale e dovuto ad un assem-
blaggio di eta moderna. Si tratta di una "catena" incompleta, for-
mata da otto aurei, tutti databili agli anni Cinquanta del m secolo
d.C. (da Treboniano Gallo a Gallieno), montati in cornice ed alter-
nati a sette smeraldi e a due zaffiri. Le cornici sono dotate di due
piccoli fori passanti in posizione opposta l'uno alTaltro, certamente
di fattura antica, attraverso i quali penetra il filo di collegamento.
II rovescio delle monete e nascosto da una sorta di capsula in la-
mina d'oro.
Se ne ipotizza un uso quale collana, o cintura, o ornamento per
lo scollo di una veste'8. La sua fabbricazione pud essere posta in-
torno al 270 d.C.59.
Dubbi sono stati piu volte avanzati sull'esattezza di tale ricom-
posizione, poiche una vecchia fotografia mostra gli aurei agganciati
fra di loro a formare una catena, ma senza 1'inserimento delle pie-
tre preziose60. In se e per se, pero, una sequenza di monete in
cornice alternate a gemme non e da escludere, come testimonia un
"monile" rinvenuto nel 1914 in una tomba femminile di Emona
(Laibach-Ljubljana), oggi disperso61. Una collana/cintura, lunga
56. B. ppeiler, Romischer Goldschmuck der ersten und zweiten Jabrbunderts n.
Chr. nach datierten Funden, Mainz 1970, pp. 64-6; Pirzio Biroli StepANELLI, L'oro,
cit., pp. 248-9, n. 127.
57. Cosi in Spatantike, cit., p. 392, n. 12. Bruiin, Coins, cit., indica invece una
probabile origine egiziana.
58. Bruiin, Coins, cit., pp. 34-5.
59. Spatantike, cit., p. 392.
60. Grkifkniiagen, Schmuckarbeiten, cit., [, pp. 73-4, fig. 60; Spatantike, cit., p.
392: al ccntro della catena e inserita una nona moneta (aureo di Giulia Domna) con
cornice e rovescio non occultato da capsule metalliche. Poiche sul suo lato posteriore
e saldato un gancio per l'alloggiamento di un ardiglione, il monile doveva in realta
essere utilizzato come spilla (cfr. Ykroulanou, Diatrita, cit., n. 142).
61. A. AlfOldi, Gallienus csdszdr gydzelmi szdmai es legiospenzei, «Numizmatikai
K6zl6ny», 1926, p. 78; P. Kos, Die Fundmunzen der romischen Zeit in Slowenien,
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana
circa 40 cm, era infatti costituita da otto quinari aurei di Gallieno
racchiusi in cornici, talora ad archetti talora ad ovuli e lance, e in-
tervaUati a sette gemme, prowiste invece di una semplice cerchia-
tura di metallo. Soltanto la pietra collocata al centro era dotata di
una montatura a palmette trifogliformi, di diametro piu grande,
cosi da permetterne una maggiore visibilita62.
Constantinopolis (tab. 2, n. 12)
R. Gadant in uno dei primi, pionieristici studi dedicati ai pendenti
monetali, cito a piu riprese una collana d'oro ornata da un pen-
dente con ampia cornice d'oro traforata che racchiudeva un aureo
di Costanzo 1163. L'autore forni anche la notizia relativa alia sco-
perta del monile entro la tomba di Aelia Verina, moglie dell'impe-
ratore Leone 1 (457-74 d.G). II ritrovamento e dunque da localiz-
zare a Constantinopolis-. quattro anni dopo la morte, awenuta in
Isauria probabilmente nel 484 d.C, il corpo di Verina fu infatti
trasportato nella capitale, per essere sepolto accanto a quello della
figlia Ariadne64.
II pendente, conservato secondo la testimonianza di Gadant al-
meno fino al 1910 ad Autun nella collezione Romiszowski, risulta
oggi disperso. II suo aspetto e pertanto quasi completamente igno-
to, nonostante un recente tentativo di rapportarlo, piu o meno di-
rettamente, con un pastiche conservato alia Walters Art Gallery di
Baltimora, ricreato come frammento di cintura, o di pettorale o di
collare (fig. 14)63. Esso e effettivamente incentrato su un multiplo
di solido di Costanzo 11, racchiuso in una elaborata cornice in opus
interrasile dal disegno a strettissimo graticcio, alia quale sono salda-
Berlin 1988, 1, p. 321, n. 5; FacsAdy, Roman, cit., p. 312; Pt.rassi, // pendente, cit.
pp. 17, 23.
62. Poiche tutti i quinari appartengono ad una sola emissione della zecca di Me-
diolanum, si e ipotizzato che costituissero l'ammontare di un donativum imperiale. La
tomba si qualifica pero certamente come femminile, per la presenza di un paio di
orecchini (cfr. la figura in AlfOldi, Gallienus, cit., p. 78).
63. R. Gadant, Note sur un pendenti/ romain en or trouve a Autun et sur des
bijoux analogues de I'epoque romaine, «Soc. Eduenne Lettres, Sciences et Arts», 38,
1910, pp. 358; 371, n. 40, l Cfr. anche Bruiin, Coins, cit., p. 30.
64. Malalas, p. 389; cfr. J. B. Bury, History of the Later Roman Empire, Lon-
don 1923, i, p. 398.
65. Cfr. Vhrmf.ule, Numismatics, cit., n. 53; Yf.roulanou, Diatrita, cit., n. 180;
Pirzio Biroli Stefanelli, L'oro, cit., p. 272, n. 258.
Claudia Perassi
te tre catenelle, concluse da piccole pietre dure e perle. II meda-
glione e a sua volta collegato ad un aureo di Faustina senior dalla
montatura simile, ma piu piccola, grazie a quattro catenelle d'oro,
pero di fattura moderna, ricostruite su un'analoga, originaria serie
conservata sul suo lato opposto. Secondo A. Bursche il multiplo di
solido di Costanzo n sarebbe stato in origine utilizzato in una Kai-
serfibeln, da mettere in relazione con il gioiello ritrovato nella se-
poltura di Verina66. Ma la descrizione di Gadant e chiara circa la
scoperta in quel luogo di «un collier d'or garni d'un pendentif».
Per lo stesso autore, inoltre, il rovescio della moneta era occultato
dalla montatura, tanto da non poter essere descritto. II multiplo di
Baltimora, invece, risulta leggibile nel tipo e perfino nell'indicazio-
ne di zecca: solo la legenda intorno al bordo e nascosta sotto alia
cornice 7, cosa non infrequente del resto nei pendenti monetali.
Osservazioni conclusive
Le osservazioni che seguono saranno limitate essenzialmente alia do-
cumentazione proveniente dall'area egiziana, poiche le attestazioni
dalle altre regioni orientali e meridionali deU'Impero sono talmente
scarse da non permettere di elaborare qualsiasi discorso di insieme.
Emerge innanzitutto come le collane monetali qui rinvenute, pur si-
mili per alcuni aspetti a quelle dalTOccidente romano, presentino
pero alcune caratteristiche peculiari. Cinque dei nove monili con un
numero di pendenti superiore a uno sono infatti composti da piu
catene a loop-in-loop doppio (in genere quattro), la cui lunghezza
poteva essere regolata da due bobine in lamina d'oro, variamente de-
corate. Rosette, palmette e conchiglie inserite entro uno schema a li-
nee intrecciate ornano le bobine di tre collane, tutte dal territorio
egiziano (tab. 2, nn. 2, 4, 7). Particolari, ma fra loro differenti, sono
invece i motivi sbalzati su quelle dei monili da Memphis e da Lam-
baesis 1. Al di fuori dall'area oggetto della mia indagine, due vaghi a
forma di anforetta sono stati ritrovati in connessione con pendenti
monetali unicamente - a quanto mi risulta - nel tesoro di Rabako-
vacsi (Ungheria): non e certa pero la loro funzione quali bobine di
66. A. Burschk, Roman Gold Medallions in Barbaricum. Symbols of Power and
Prestige of Germanic Elite in Late Antiquity, in x;; International Numismatischer
Kongress (Berlin 1997), Berlin 2000, n, p. 762.
67. Per la descrizione del rovescio, cfr. Bruiin, Coins, cit., p. 44. Bursche, Ro-
man, cit., p. 762 indica la presenza di «traces of cathc-plate on its reverse*.
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana
911
allungo delle catene o quali distanziatori dei tre ciondoli con aurei
di Valeriano 1 e 1168.
La sola collana a piu pendenti dal territorio egiziano di lun-
ghezza fissa, dotata pertanto di un sistema di apertura, anch'esso
di tipo monetale (tab. 2, n. 1), trova invece una corrispondenza
puntuale nel collier che e possibile ricomporre assommando i sette
pendenti rinvenuti nel ricchissimo tesoro di Beaurains (Pas-de-
Calais)69. Priva del fermaglio, ma nel complesso simile a queste, e
anche la collana ricostruibile dall'unione dei sette pendenti dal
"Tesoro della Diarchia", di provenienza purtroppo sconosciuta70.
Per quanto riguarda la struttura degli elementi separatori, inse-
riti fra i pendenti per impedire che si sovrapponessero gli uni agli
altri, tipici delle collane dall'area africana ed egiziana sembrano es-
sere quelli a forma cilindrica, variamente modanati e decorati da
solcature parallele e da file di perline (tab. 2, nn. 2, 3, 4, 7, 9).
Comuni invece anche ai ritrovamenti dalla Gallia sono i distanzia-
tori a foggia di pilastrino, come i sei del tesoro di Beaurains, appe-
na citato71, e i cinque da quello di Naix-aux-Forges (Meuse)72: le
loro facce sono pero decorate da un filo d'oro disposto a zig-zag.
Piu articolato e il quadro che emerge in relazione ai motivi de-
corativi utilizzati nelle montature dei pendenti monetali rinvenuti a
sud e ad est del Mediterraneo. In linea generale, si pud per ora
constatare come essi abbiano in molti casi riscontri piu o meno
puntuali con quelli di ciondoli occidentali. Cosi le cornici a volute
vegetali del pendente da Aboukir con aureo di Gordiano 1 e dei
68. Sul ritrovamento, cfr. E. Thomas, Romische Villen in Pannonien, Budapest
1964, pp. 289-90; Brknot, Metzger, Trouvailles, cit., n. 65. Entrambi sono decorati
da una fitta serie di incisioni circolari: uno e giunto frammentato. Non paiono pero
dotati dei quattro forellini normalmente posti in corrispondenza di uno dei due colli
delle anforette, per permettere il passaggio all'esterno delle catene, le cui estremita
sono saldate dentro le bobine (cfr. M. A. AleOldi, A Rdbakovdcsi romai ekszerlelet,
«Folia Archaeologica», 6, 1954, tav. xvm, n. 3).
69. P. Bastien, C. Metzger, Le tresor de Beaurains (dit d'Arras), Arras 1977,
tav. xi; Brenot, Metzger, Trouvailles, cit., n. 36. II monile doveva essere all'origine
costituito da almeno nove pendenti, con dieci elementi distanziatori (cfr. Bastien,
Metzger, Le trtsor, cit., p. 186).
70. Cfr. A Roman Necklace of the Third Quarter of the Third Century A.D., in
Bank Leu 799/ (Auktion 52, Mai 1991), p. 200, n. d; Baratte, Metzger, Aubin, Le
tresor, cit., fig. 109.
71. Bastien, Metzger, Le tresor, cit., pp. 177-178; Brenot, Metzger, Trouvail-
les, cit., n. 36.
72. Per quest'ultimo, cfr. Yeroulanou, Diatrita, cit., fig. 131.
912
Claudia Perassi
due ciondoli da Memphis con aurei di Severo Alessandro sono si-
mili alia cornice dei due pendenti del monile da Naix-aux-Forges
con aurei di Adriano e Settimio Severo73. La semplice montatura a
piu file di archetti dei pendenti piu esterni della collana da Abou-
kir, con aurei di Adriano e di Antonino Pio, trova invece corri-
spondenza in quella dell'aureo di Adriano da Beaurains74. Ancora,
la decorazione a ovuli e lance di quattro delle otto cornici che rac-
chiudono le monete reimpiegate nella collana/cintura da Aleppo
pud essere accostata a quella di numerosi monili scoperti in Occi-
dente, come quelli dalla necropoli di Milano con moneta di Saloni-
no e da Rouen con aureo di Commodo75. Le pelte traforate del
pendente con aureo di Giulia Domna da Lambaesis richiamano in-
fine la decorazione di un pendente rinvenuto a Nassau (Rhein-
land), nel quale e montato un aureo di Settimio Severo76. Questo
intreccio di mode e di tecniche fra Oriente e Occidente neU'ambi-
to dei monili monetali riflette quanto si puo osservare piu in gene-
rale nella gioielleria romana di in secolo d.C, con la diffusione at-
traverso tutto l'lmpero degli stessi tipi di gioielli, degli stessi sog-
getti e del loro trattamento77.
Piu rari sono invece i tipi di cornice che, almeno per ora, non
paiono trovare confronti con ritrovamenti da altre aree geografiche,
come le palmette a trifoglio alternate a pelte della cornice del pen-
dente con aureo di Gordiano in da Assuan, l'elaborato schema
della montatura che incastona un multiplo di Onorio da Antinoe/
Tomet78, lo squisito disegno della cornice montata attorno all'au-
reo di Faustina senior da Aboukir, incentrato su un sinuoso tralcio
di vite dai piccoli grappoli d'uva alternati a foglie. Si tratta forse
delTemergere di qualche peculiarita locale all'interno della diffusis-
sima arte deU'opus inierrasile?
73. Cfr. anche ivi, p. 31.
74. Cfr. Bastien, Mf.tzger, Le tre~sor, cit., tav. ix, n. 2 (a tre file di archetti in-
vece delle quattro del pendente egiziano).
75. Cfr. Pkrass!, // pendente, cit., p. 26, fig. 1; Brknot, Metzgkr, Trouvailles,
cit., tav. 1, n. 33.
76. Cfr. Ykroulanou, Diatrita, cit., fig. 267.
77. Cfr. ivi, pp. 117, 194, 196.
78. II motivo della Stella ottogonale inserita in uno sfondo di viticci e volute si
ritrova anche nelle cornici dei pendenti con aurei di Otacilia e Gordiano 111 del col-
lier conservato a Chicago, di ignota provenienza (cfr. supra, nota 15). Per confronti
con gioielli non monetali, cfr. Yiiroulanou, Diatrita, cit., pp. 95-6. Sul significato co-
smologico ed astrologico del motivo geometrico, cfr. Bruiin, Coins, cit., pp. 23-4.
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana
913
Un tratto distintivo dei pendenti monetali orientali sembra essere
il rifiuto della forma esagonale o ottagonale, a differenza di molti
monili di provenienza occidentale, come documentano per esempio
i tre ciondoli a otto lati ritrovati a Rennes (Hle-et-Vilaine), tutti con
aurei di Postumo79, i tre invece esagonali da Le Vieil-£vreux (Eu-
re), con aurei di Elagabalo, Caracalla e Macrino80, quattro dei sette
pendenti da Beaurians81. Caratteristica e anche l'impeccabilita della
fattura del rovescio. II procedimento messo in atto per incastonare
le monete, con il ricorso a due anelli in oro che le trattengono inse-
rendosi uno nell'altro, fa si che anche la parte posteriore del nomi-
nale sia perfettamente leggibile e che il gioiello presenti un aspetto
elegantemente rifinito su entrambi i lati (figg. r, 3)82. In modo
molto piu grossolano monili rinvenuti in Occidente racchiudono la
moneta in modo tale da presentare, con una certa frequenza, rove-
sci che espongono lamine ripiegate in spesse ondulazioni, o dal bor-
do ritagliato a triangoli cosi da permettere un loro piu agevole ripie-
gamento, o addirittura rinforzate da piccole grappe83.
Per quanto riguarda i limiti cronologici delle monete utilizzate
nelle collane oggetto della presente ricerca (cfr. tab. i), 1'esemplare
piu antico appartiene al monile di origine egiziana, ora a Baltimo-
79. Cfr. Bruhn, Coins, cit., fig. 15; BRENOT, Metzger, Trouvailles, cit., n. 17.
Un quarto pendente, anch'esso con aureo di Postumo, ha invece una struttura circo-
lare.
80. Brenot, Metzger, Trouvailles, cit., fig. 3, nn. i9a-c.
81. Tre sono ottogonali e racchiudono aurei di Commodo, Caracalla (i lati sono
Ieggermente concavi) e Postumo. In quello esagonale e inserito un aureo di Adriano
(cfr. Bastikn, Metzger, Le tresor, cit., taw. ix, n. 1; x, nn. 4, 5, 8).
82. Cfr. i rovesci delle collane da Aboukir (Vermeule, Numismatics, cit., fig. m,
5) , Memphis (Bruiin, Coins, cit., fig. 6), Alessandria? (Yeroulanou, Diatrita, cit.,
fig. 137), Antinoe/Tomet (Spatantike, cit., p. 60), Lambaesis 1 (Salama, Le tresor, cit.,
tav. xxxu). Sulle tecniche di fissaggio delle monete all'interno della cornice, cfr.
Flourkt, Nicolini, Metzger, Les bijoux, cit., pp. 89-92; Bruhn, Coins, cit., pp. 3-6;
Perassi, // pendente, cit., pp. 19-20.
83. Cfr. ad esempio il pendente con moneta di Salonino, citato piu volte (supra,
nota 4); i due pendenti da Barleux (Somme) con aurei di Traiano e Lucio Vero
(Brenot, Metzger, Trouvailles, cit., tav. 1, nn. 37a-b) e il pendente con aureo di Se-
vero Alessandro (Greek, Roman & Byzantine Coins, Auktion D, marzo 1994, Numi-
smatica Ars Classica, n. 2017). Anche due dei sette pendenti da Beaurains, che come
gia osservato dovevano comporre una collana simile per appariscenza a quelle egizia-
ne, hanno rovesci poco curati (Bastien, Metzger, Le tresor, cit., taw. ix, n. 2; x, n.
6) . Simili agli impeccabili ciondoli egiziani sono invece, ad esempio, i tre poc'anzi ci-
tati da Le Vieil-£vreux (supra, nota 80).
9i4
Claudia Perassi
ra: racchiude infatti un aureo di Vitellio del 69 d.C. La datazione
della collana e pero incerta: accogliendo infatti l'ipotesi di una fab-
bricazione della pseudomoneta che vi e agganciata da calchi di an-
toninani del 196-217 d.C. (cfr. supra), essa si pone all'inizio del in
secolo d.C; respingendola, il terminus post quern e rappresentato
da un aureo di Faustina senior del 141 d.C. circa. Un reimpiego in
senso ornamentale della moneta di Vitellio prima dell'eta severiana
pare pero suffragato dal tipo di cornice a palmette che la circonda,
poiche non utilizza ancora la tecnica deWopus interrasile*4. Meno
problematic© e il caso dell'aureo di Domiziano del 91 d.C. rac-
chiuso in un sobrio cerchio d'oro, unico pendente della collana
egiziana conservata al British Museum. La particolare conformazio-
ne del monile suggerisce infatti di collocarne la fabbricazione alia
fine del 1 secolo d.C. o agli inizi del successivo85. Siamo dunque
in presenza di uno dei piu antichi pendenti monetali a noi perve-
nuti86. Lo stesso tipo di montatura si ritrova nel ciondolo con de-
nario di Adriano, ritrovato in una tomba femminile della prima
meta del 11 secolo d.C. della necropoli romana di via Ostiense 7.
Per questi rarissimi monili monetali antecedenti al in secolo d.C,
periodo della massima diffusione dei gioielli monetali nel mondo
romano, merita di essere richiamato il passo di Sesto Pomponio ci-
tato all'inizio, per la contemporaneity della fonte giuridica con le
attestazioni archeologiche88. La precoce diffusione della moda del
84. Ykroulanou, Diatrita, cit., pp. 23; 109 (per una datazione ancora al 11 sec.
d.C. cfr. anche FacsAdy, Roman, cit., p. 292). La stessa montatura circonda anche
l'aureo di Marciana della stessa collana. La datazione al in secolo d.C. e invece accol-
ta da Pirzio Biroli Stepanelu, L'oro, cit., n. 227.
85. Cfr. supra, pp. 907-8.
86. Due collane simili, con pendenti costituiti da un aureo di Tiberio e da un au-
reo di Domiziano montati entro un cerchio d'oro, sono conservate a Berlino (A. Grix
ffjmhagkn, Schmuckarbeiten in Edelmetall, 11: Einzelstiicke, Berlin 1975, p. 32, tav. 28).
La provenienza e ignota, ma entrambe hanno motivi decorativi di stile egittizzante.
87. BoRDENACHE Baitaglia, Corredi, cit., pp. 92-4. II pendente con aureo di
Caracalla da Val-de-la-Haye (Seine-Maritime: BRENOT, MnTZGiiR, Trouvailles, cit., n.
34) con analoga montatura, riutilizza forse una cornice piu antica.
88. II frammento appartiene al Commento esegetico al Trattato di diritto civile di
Masurio Sabino, giureconsulto di eta neroniana. Utilizzando fonti di questo tipo, non si e
sempre in grado di stabilire se l'esegeta riporti l'opinione dell'autore che sta commentan-
do o non invece un'opinione letta altrove. O. Lknix, Palingenesia iuris civilis, Lipsiae
1889, n. 457 accoglie pertanto il frammento, inserendolo nel libro v (De usu fructu e de
usu legato) della ricostruzione del testo sabiniano, a differenza di R. Astolh, / libri tres
iuris civilis di Sabino, Padova 2001. La complessita giuridica dell'argomento, relativo all'u-
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 915
gioiello monetale in ambito egiziano non deve stupire: qui era in-
fatti certamente gia diffusa in eta ellenistica, come documentano
due cinture d'oro, la cui decorazione centrale e costituita da un
medaglione con ampia cornice entro la quale e racchiuso un otto-
dramma rispettivamente di Tolomeo m (235-22 a.C.) e di Tolomeo
iv Filopatore (221-04 a.C). La prima e conservata al Museo del
Cairo ed apparteneva alia Collezione del Re d'Egitto (fig. 15); per
la seconda, ora al Metropolitan Museum of Art di New York, si
indica una probabilmente provenienza dal Fayyum89.
I restanti aurei di 1 e 11 secolo d.C. agganciati alle collane qui
presentate sono tutti racchiusi entro cornici in opus interassile. Poi-
che tale tipo di lavorazione del metallo non si riscontra mai in
contesti precedenti al in secolo d.C.9°, la loro trasformazione in
pendenti deve essere awenuta per lo meno in eta severiana91. La
presenza di moneta d'oro imperiale sul territorio egiziano nei primi
tre secoli dell'Impero e attestata da alcuni ripostigli92, che segnala-
sufrutto ricavabile da monete veteres utilizzate pro gemmis, induce a dedicare al fram-
mento di Pomponio un prossimo studio specifico. Pendenti con monete da Nerone a
Commodo sono recensiti in FacsAdy, Roman, cit., pp. 294-300, con una trasformazione
in monili pero successiva in molti casi alia loro emissione.
89. Abd El-Mohskn El-Khac.hab, Some Recent Acquisitions in the Cairo Mu-
seum, «JEA», 50, 1964, p. 144, tav. xiii, n.i; C. R. Clark, Ptolemaic jewelry,
«BMM», 30/8, 1935, p. 163, fig. 2; Vermeule, Numismatics, cit., nn. 2-3. La precoce
diffusione dei gioielli monetali in Oriente e attestata anche dalla catena con statere
degli Oponzi del 369-38 a.C. come pendaglio centrale, rinvenuto in una tomba della
Focide (P. Serafin Petrillo, La moneta come ornamento: gioielli monetali antichi e
moderni, in "Moneta e non moneta", cit., pp. 366-7) e da due anelli con monete di
Panticapeo del 330-15 a.C. ritrovati a Ryzhanovka (M. Mielczarek, Gold Pantica-
paean Coins Set in Rings Found in the Great Ryzhanovka Barrow [Ukraine], «Archeo-
logia», 37, 1986, pp. 99-105).
90. Yeroulanou, Diatrita, cit., pp. 193-4. I P'u taro"i manufatti si datano invece
alia fine del vn-inizi dell'vui secolo d.C.
91. Una tardiva trasformazione in gioielli delle monete di eta antonina e indicata
anche da Brenot, Metzger, Trouvailles, cit., p. 348, con motivazioni basate sulla
quantita di monete d'oro circolanti in Gallia nel 11 e ill secolo.
92. A. Kunisz, Udziat zlotego pieniadza w cyrkulacji na terytorium Egiptu w /-///
w.n.e., «Wiadomosci Numizmatyczne», 27, 1983, pp. 121-65 (ampio riassunto in in-
glese alle pp. 162-5) c'ta quattro ripostigli «completely authentic and sufficiendy well
known» (Karnak: circa 1.200 aurei da Adriano a Elagabalo; Kom Oshim [KaranisJ:
60 aurei di Adriano e Antonino Pio; Sakha 11 [regione del Delta]: circa 1.200 aurei
da Nerone a Marco Aurelio; Alexandria, rue Octavien Auguste: 24 aurei da Faustina
junior a Traiano Decio, un quinario aureo di Filippo 1 e un medaglione in oro di
Gallieno del valore di 12 aurei, oltre a monili, in parte frammentati) e quattro invece
916
Claudia Perassi
no come la circolazione monetale della provincia, seppur supporta-
ta essenzialmente dalla moneta in lega d'argento della zecca di
Alessandria, fosse alimentata anche daU'esterno, probabilmente in
quantita significative93. La disponibilita di aurei, comunque limita-
ta «both socially and institutionally», doveva riguardare essenzial-
mente l'amministrazione statale, le banche, i templi, l'esercito, i
commercianti e gli strati piu benestanti della popolazione, anche
se, in alcune circostanze, piccole somme di monete d'oro potevano
essere possedute da gruppi sociali piu vasti94. L'esame dei riposti-
gli ha permesso di evidenziare come nel corso del m secolo d.C.
fossero ancora circolanti aurei del secolo precedente: questa osser-
vazione concorda con quanto osservato poc'anzi a proposito degli
aurei di n secolo d.C. inseriti in montature in opus interrasile nel
secolo successivo. La constatazione avanzata da A. Kunisz circa la
tendenza attestata nella meta del in secolo d.C. «to treat gold
coins primarily as ore»95, potrebbe forse spiegare anche il diffuso
reimpiego pro gemmis degli aurei, considerati piu in una funzione
metallica che non monetaria.
La predilezione per i gioielli monetali sembra subire in Oriente
una prima, repentina interruzione intorno alia meta del in secolo
d.C, non so dire quanto reale e quanto da imputare all'esiguita
della documentazione a nostra disposizione (tab. i). Non sono in-
fatti attestate fino ad ora collane decorate con monete posteriori a
Gordiano He con esse terminano i monili da Aboukir e da Assuan.
Nell'area occidentale dell'Impero e invece ben attestata la trasfor-
mazione in gioielli di aurei coniati nella seconda meta del secolo,
in eta gallienica e anche successivamente96. Oltre questa cesura
«known only slightly» (Aboukir: circa 600 aurei da Severo Alessandro al 296; Minieh
[Alto Egitto]: 11 aurei della meta del 11 secolo d.C; Suez: 38 aurei della dinastia dei
Severi; Sakha 1 [probabilmente non autentico]: circa 40 monete d'oro e 800 d'argento
di eta non definita). Cfr. anche L. C. West, A. C. Johnson, Currency in Roman and
Byzantine Egypt, Princeton 1944, pp. 74-5.
93. Cfr. R Dunoan-Joni-s, Money and Government in the Roman Empire, Cam-
bridge 1994, pp. 90-3.
94. Kunisz, Udziai, cit., p. 165.
95. Ivi, pp. 163-5.
96. Richiamo per esempio la collana con pendente di Gallieno dal tesoro di Par-
ma, il pendente isolato di Salonino da Milano, i quattro pendenti di Postumo da
Rennes, i due di Valeriano seniore e quelJo di Valeriano iuniore da Rabakovacsi, il
bracciale con aurei da Gordiano ill a Claudio 11 da Petrijanec (Croazia) (cfr. supra,
note 5, 1, 79, 68; Brenot, Mktzger, Trouvailles, cit., n. 64).
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 917
cronologica si datano soltanto due monili orientali, entrambi con
monete di pieno iv secolo d.C. {collier da Sidi bu-Zeid e pendente
da Costantinopoli). Ancora successiva e la collana egiziana da Anti-
noe/Tomet con multiplo di Onorio.
Quanto alia dislocazione geografica dei rinvenimenti, e evidente
una loro concentrazione sul territorio egiziano e particolarmente
nell'area alessandrina. Da qui probabilmente il gusto per le monete
trasformate in monili si diffuse ancora piu ad est e ancora piu a
sud, raggiungendo anche i territori posti al di la dei confini del-
l'lmpero97, come testimoniano per esempio il pendente conservato
al British Museum di Londra probabilmente dal Pakistan nord-
occidentale, con pseudomoneta centrale che accoppia un ritratto di
profilo di Costantino (i? n?) con il soggetto di monete del Kushan
di n secolo d.C.98 e i tredici denari romani di n e m secolo d.C. e
le due bracteae trasformati in pendenti grazie all'applicazione di un
anello di sospensione cilindrico, rinvenuti a Matara (Etiopia), oc-
cultati insieme ad altri monili in oro in un vaso di bronzo sepolto
alTinterno di un edificio a carattere sacro, la cui costruzione risale
al vi secolo d.C.99.
La documentazione egiziana e particolarmente interessante an-
che perche consente il confronto con altre fonti, archeologiche e
letterarie. Fra le primi rientrano, come ben noto, i ritratti su mum-
mia (fine ii-m sec. d.C.)IO°. Lo studio che ho condotto in prece-
denza sul pendente con moneta di Salonino mi ha portato pero ad
evidenziare solo una corrispondenza complessiva fra i colliers con
97. Cfr. VerMEULE, Numismatics, cit., n. 37.
98. E. Errington, J. Cribb (eds.), The Crossroads of Asia: Transformation in
Image and Symbol in the Art of Ancient Afghanistan and Pakistan, Cambridge 1992,
pp. 19, 146. Per un secondo pendente pseudomonetale dal Pakistan, apparso sul
mercato antiquario europeo nel 1996, cfr. & GObl, The Rabatak Inscription and the
Date of Kanishka, in M. Alram, D. E. Klimburg-Salter (eds.), Coins, Art, and Chro-
nology. Essays on the pre-lslamic History of the Indo-Iranian Borderlands, Wien 1999,
pp. 165-7.
99. Una quattordicesima moneta era invece priva di elemento di sospensione.
Cfr. F. Anfray, G. Annkquin, Matara. Deuxieme, troisieme et quatrieme campagnes
des fouilles, «Annales d'£thiopie», 6, 1965, pp. 68-71, fig. 12; B. Giday, Aksumite
Coins. Currency & Banking in Ethiopia, Addis Ababa 1987, pp. 14-15, 17; cfr. anche
M. Munzi, Esotismo monetario in Africa orientale e Arabia meridionale tra antichita e
medioevo, «AIIN», 46, 1999, pp. 297-8.
100. S. Walkkr, M. Bierbrikr, Fayum. Misteriosi volti dall'Egitto, Roma 1997,
p. 123, nn. 92-3; Bruiin, Coins, cit., pp. 31-2.
918
Claudia Perassi
medaglione centrale in oro di alcuni ritratti femminili e le collane
monetali. Tale somiglianza documenta comunque la predilezione
nella societa egiziana di quel tempo per una oreficeria dalla deco-
razione vistosa, alia quale appartengono anche gli appariscenti mo-
nili monetali101. Una conferma di questo gradimento per meda-
glioni dalle elaborate cornici al centro delle quali risaltano immagi-
ni di teste o di busti, si ritrova in un frammento di bracciale di
probabile provenienza alessandrina, oggi conservato a Berlino (fig.
16)102. La sua decorazione e incentrata su un ritratto di Caracalla
e su uno di Plautilla, sbalzati su un piano liscio circolare contorna-
to da una fitta perlinatura, racchiuso a sua volta da una stretta cer-
chiatura alia quale segue una cornice, in un caso a ovuli e lance,
nell'altro a pelte. L'aspetto dei due medaglioni richiama cosl da vi-
cino quello dei pendenti monetali, da aver fatto ipotizzare che il
bracciale sia stato lavorato sopra a uno stampo tratto da due aurei
inseriti in cornice103, procedimento che pero escludo, sia per la
mancanza di ogni traccia di legenda monetale nel campo liscio fra
la perlinatura e i busti posti al centro, sia per l'altissimo rilievo di
questi ultimi.
II recente lavoro di S. Russo relativo alle attestazioni di gioielli
nei papiri di eta greco-romana '°4, fornisce oggi l'opportunita per
alcune stimolanti riflessioni. Innanzitutto 1'attestazione del termine
jtXdtuuua, indicativo probabilmente di un pendente a forma di
medaglione, «in oro o in argento, cesellato con una qualche raffi-
gurazione del dio, o liscio»'°5. L'aspetto d'insieme dei ciondoli
monetali non doveva pertanto differire di molto da quello dei
jtX.cm3uuaTa, se non per la esibizione del ritratto imperiale (o del-
VAugusta) posto costantemente in evidenza sul loro diritto: mi pare
101. Cfr. Pkrassi, // pendente, cit., p. 25. Le poche, affrettate pennellate potreb-
bero infatti raffigurare alio stesso modo pendenti decorati al centro da una raffigura-
zione della testa di Medusa (per i quali, cfr. Walker, Bihrbrikr, Fayum, cit., n. 171).
L'interpretazione quali veri e propri pendenti monetali e sostenuta da Bruhn, Coins,
cit., pp. 31-2 e FacsAdy, Roman, cit., p. 271. Ancora meno puntuale mi pare il con-
fronto con i gioielli raffigurati sulle steli da Palmira (cfr. Pkrassi, // pendente, cit., p.
25, nota 85; contra FacsAdy, Roman, cit., pp. 270-1).
102. Pirzio Biroli Stiu-'anf-xli, L'oro, cit., n. 213; Spatantike, cit., pp. 383-4, n. 3.
103. Bruhn, Coins, cit., p. 56, nota 41.
104. S. Russo, / gioielli nei papiri di eta greco-romana, Firenze 1999.
105. S. Russo, BGU 11 590 + / 161: gioielli e oggetti preziosi nelle lisle templari,
in Akten des 21. International Papyrologenkongress (Berlin 1995), Stuttgart-Leipzig
1997, 11, p. 884. Cfr. anche Russo, / gioielli, cit., p. 216.
Nomismata pro gcmmis: pendenti monetali di eta romana
919
sia pertanto ipotizzabile che anch'essi rientrassero nella stessa cate-
goria semanticaIo6.
II riferimento costante nella documentazione papiracea dei pen-
denti tout court come beni femminili, mi sembra inoltre apportare
un valido sostegno alia identificazione dei ciondoli monetali quali
elementi dell'ornamentazione muliebre107. Degna di nota e anche
1'osservazione che i pendenti siano citati nei papiri isolatamente,
ossia senza alcun diretto riferimento al gioiello al quale dovevano
essere agganciati. Erano dunque in genere considerati ornamenti
preziosi a se stanti, perche adattabili a varie tipologie di gioielli
(bracciali, collane) o perche potevano essere appesi a semplici na-
stri di pelle o di tessuto coloratiIo8. Tale constatazione potrebbe
spiegare dunque anche i molti ritrovamenti di pendenti monetali
che non hanno restituito alcuna catena di sospensione in metal-
I0109. Rilevo infine come la connotazione amuletica dei pendenti
menzionati nella documentazione papiracea, messa in rilievo da
Russo110, doveva essere piu validamente esercitata da quei ciondoli
nei quali era stata incastonata una moneta d'oro. Le monete sono
infatti rivestite nella mentalita antica di una vigorosa funzione tali-
smanica111. In modo eclatante tale capacita e attestata nell'Egitto
del vii secolo d.C. dall'imponente pettorale, rinvenuto insieme con
la catena con multiplo di Onorio presso Assiut e ora a Berlino, co-
stituito da una torques d'oro al centro della quale e incastonata
una placca trapezoidale ornata da una pseudomoneta aurea, circon-
data a destra e a sinistra da sette monete, anch'esse d'oro, emesse
fra il 527 d.C. e il 608 d.C. (fig. 17)II2. La pseudomoneta centra-
106. Lo stretto accostamento fra due oXoKortivoi, ossia due solidi, dunque vere e
proprie monete in oro, e «un altro piccolo ;tX6Tt>nfia» in un papiro da I lermupolis del
330 d.C. (Corpus Papyrorum Raineri Archiducis Auslriae, Vindobonae 1895, i, n. 19, 10;
cfr. Russo, / gioielli, cit., p. 216), non e sufficiente a rendere piu sicuro questo nesso
(sul significato 6XoK6rnvoc, cfr. R. S. Bagnall, Currency and Inflation in Fourth Century
Egypt, «BASP» Suppl., 5, 1985, pp. 15-6; C. Morrisson, Byzantine Money: Its Produc-
tion and Circulation, in The Economic History of Byzantium, Washington 2002, p. 911).
107. In Pkrassi, // pendente, cit., pp. 23-6 ho affrontato estesamente la questio-
ne relativa ai fruitori dei pendenti monetali.
108. Russo, / gioielli, cit., p. 222.
109. £ il caso del ritrovamento milanese (Pkrassi, // pendente, cit., pp. 21-2; cfr.
anche Brknot, Metzger, Trouvailles, cit., p. 345).
no. Russo, / gioielli, cit., p. 222.
in. Perassi, //pendente, cit., p. 25 (con bibliografia precedente).
112. Grkifenhagen, Schmuckarbeiten, cit., 1, pp. 66-8; Yeroulanou, Diatrita,
cit., n. 10.
920
Claudia Perassi
le, che riprende con esattezza la tipologia di un ritratto monetale
(forse di Costantino), reca lungo il bordo una scritta invece com-
pletamente estranea ad ogni tipo di legenda monetale: «Signore,
proteggi colei che indossa [questo monile]!». La stessa scritta pro-
piziatoria, riferita perd ad un fruitore maschile, venne apposta, for-
se nel vii-viii secolo d.C, su un follis di Giustiniano, trasformato
in pendente grazie all'intaglio di un foro passante"3. Queste due
testimonianze meritano di essere accostate a quanto scrivera Mi-
chele Italico agli inizi del xn secolo (ep., 33), accompagnando il
dono di una moneta d'oro, montata in modo tale da essere portata
sopra al petto, appesa ad una catenella anch'essa d'oro"4. II dona-
tore assicura che questo PaoiXucdv v6uioua, dotato dell'immagine
di Costantino, cioe del piu imperiale, del piu pio, del migliore de-
gli imperatori e di quella della divina Elena, e investita di una for-
za misteriosa, di una virtu divina che rende coloro che lo indossa-
no invulnerabili contro tutti i mali, ma particolarmente contro le
malattie contagiose.
Questa prima, certamente incompleta collazione delle attestazioni
di collane monetali dall'Oriente romano apre la strada a nuovi, ap-
passionanti percorsi di ricerca, sui quali spero di poter ritornare
presto. Dove erano localizzati i centri di produzione? Se certamen-
te officine preposte alia fabbricazione di questa particolare classe
di monili dovevano essere molto attive in Gallia, territorio che ha
infatti restituito un numero elevato di gioielli monetali, l'attivita
produttiva doveva essere situata anche nelle aree orientali dell'Im-
pero e certamente nello stesso Egitto, dove esistevano sia la mate-
ria prima (oro, monete d'oro circolanti) sia la capacita tecnica per
produrre monili cosi raffinati "5. E ancora: si tratta sempre di og-
113. La moneta e apparsa nella mostra Coinage of the Byzantine Empire, allestita
fra il marzo 1999 e il gennaio 2000 presso la Dumbarton Oaks di Washington.
114. Cfr. H. Maguirf., Byzantine Magic, Washington 1995, pp. 5-6. Ho dedicato
all'epistola uno studio, ora in corso di stampa in «RIN», 2005.
115. Bruiin, Coins, p. 2 ipotizza l'attivita di centri produttivi in Gallia, Egitto,
Mesia e Pannonia, mentre FacsAdy, Roman, cit., pp. 273, 293 e Pirzio Biroli Stk
panelli, L'oro, cit., pp. 89-90 indicano solamente la Gallia e l'Egitto. Diversamente
Brknot, Mp.tzgkr, Trouvailles, cit., p. 358 sembrano escludere per i gioielli monetali
di 111 secolo d.C. una produzione esterna alia Gallia, con officine dislocate a Lyon,
Autun e Rouen (cfr. anche le osservazioni riportate da Salama, Le tresor, cit., pp.
340, 344). Vkrmkulk, Numismatics, cit., p. 18 ipotizza infine una possibile produzio-
ne in Italia delle collane a piu pendenti ritrovate in Egitto. Secondo AlfOLDI, Multi-
Nomismata pro gemmis: pendent: monetali di eta romana 921
getti prodotti privatamente o entrarono anche a far parte delle lar-
gitiones imperiali, come sembra indicare la coUana dai dintorni di
Assiut con multiplo di Onorio? E in tal caso, i gioielli erano ap-
prontati in officine statali, legate alle zecche?
E infine: qual era lo status dei fruitori dei gioielli monetali, sia
in riferimento al tipo (anelli, collane, spille), sia in riferimento alia
loro preziosita (semplice moneta forata, singolo pendente, coUana
con piu pendenti)?
Tabella 1: Cronologia delle monete reimpiegate in gioielleria.
»6
»3
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27
J Occidente romano
I dati per l'Occidente sono trarti da Benoit, Metzeger, Trouvailles, cit., con aggiornamenti (supra,
nota 13).
plo, cit., il pendente da Antinoe/Tomet (tab. 2, n. 11) potrebbe essere stato realizza-
to «in un'officina di corte a Costantinopoli, ad Antiochia ecc., cioe nella parte est
deU'impero».
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Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 927
Fig. v. Collana da Aboukir (Kansas City, The Nelson-Atkins Museum of
Art. Vermeule, Numismatics, cit., tav. m, 4-5).
Fig. 2: Collana dall'Egitto (Baltimore, The Walters Art Gallery; Yeroula-
nou, Diatrita, cit., fig. 23).
928
Claudia Perassi
Fig. 3: Collana da Memphis (New York, The Metropolitan Museum of Art;
Vermeule, Numismatics, cit., tav. in, 2-3).
Fig. 4: Collana dai dintorni del Cairo (Collezione Weaver; Salama, Le tre-
sor, cit., tav. 34).
Fig. 5: Collana da Assuan (?) (Vienna, Kunsthistorisches Museum; Bruhn,
Coins, cit., p. 9, fig. 3).
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 929
Fig. 6: Collana da Alessandria (?) (New York, The Metropolitan Museum
of Art; Bruhn, Coins, cit., p. 13, fig. 8).
Fig. 7: Pendente da Lambaesis (Algeri, Musee National des Antiquites et
Arts Musulman; Salama, he iresor, cit., tav. 32, n. 1046).
Fig. 8: Collana da Lambaesis (Algeri, Musee National des Antiquites et Arts
Musulman; Salama, Le tresor, cit., tav. 33, n. 1053).
93°
Claudia Perassi
Fig. 9: Collana daU'Egitto (Londra, Fig. 10: Collana da Antinoe/Tomet
British Museum; Pfeiler, Romischer, (Berlino, Staadiche Museen Preussi-
cit., tav. 12). scher Kulturbesitz, Antikenabtei-
lung; Bruhn, Coins, cit., p. 23, fig.
16).
Fig. 11: Fermaglio da Lambaesis (Algeri, Musee National des Antiquites et
Arts Musulman; Salama, Le tresor, cit., tav. 32, n. 1045).
Nomismata pro gemmis: pendenti monetali di eta romana 931
Fig. 12: Collana/cintura dai dintorni Fig. 13: Collana da Alessandria
di Aleppo (Berlino, Staatliche Mu- (Alessandria, Museo greco-romano;
seen Preussischer Kulturbesitz, An- Breccia, Municipality, cit.).
tikenabteilung; Bruhn, Coins, cit., p.
35, fig. 29).
Fig. 14: Frammento di cintura? (Baltimore, The Walters Art Gallery;
Bruhn, Coins, cit., p. 43, fig. 31).
932
Claudia Perassi
Fig. 15: Cintura dall'Egitto (II Cairo, The Cairo Museum; Abd El-Mohsen
El-Khachab, Some Recent, cit., tav. 13, fig. ia).
Fig. 16: Frammento di bracciale Fig. 17: Pettorale da Assiut (Berli-
(Berlino, Staatliche Museen Preussi- no, Staatliche Museen Preussischer
scher Kulturbesitz, Antikenabtei- Kulturbesitz, Antikenabteilung; Ye-
lung; Pirzio Biroli Stefanelli, L'oro, roulanou, Diatrita, cit., fig. 47).
cit., p. 203, fig. 247).