Il “Numidian Hoard” del Malta National Archaeological Museum, in "L’Africa romana XVII", Roma 2008, pp. 1375-1402 more

L Africa romana Le ricchezze dell'Africa. Risorse, produzioni, scambi Atti del xvn convegno di studio Sevilla, 14-17 dicembre 2006 A cura di Julian Gonzalez, Paola Ruggeri, Cinzia Vismara e Raimondo Zucca Estratto Carocci editore Claudia Perassi II "Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum L'attivita di valorizzazione dei beni culturali maltesi, awiata dalla Missione Archeologica Italiana a Malta alia ripresa delle proprie at- tivita nel 1995', comprende anche la catalogazione delle circa 9.000 monete antiche della National Numismatic Collection, con- servata presso il Malta National Archaeological Museum di Vallet- ta2. Fra di esse e stato individuato un piccolo gruppo di monete numide, indicato come "Numidian Hoard" da un cartellino pre- messo alia busta contenente la prima moneta3. Ogni involucro ri- porta inoltre, come identificativo, in aggiunta al numero di inventa- rio e alia specificazione "Numidia/Masinissa", una lettera "H", ad evidenza iniziale di hoard. Le monete cosi denominate sono 84. Al momento dell'apertura, due buste sono pero risultate vuote (cat. nn. 83-4)4. Tre esemplari * Claudia Perassi, Istituto di Archeologia, Universita Cattolica del Sacro Cuore, Milano. 1. La Missione e costituita da Unita di ricerca dell'Universita "La Sapienza* di Roma, dell'Universita del Salento, dell'Universita degli Studi di Foggia e dell'Univer- sita Cattolica di Milano, sotto la direzione di Maria Pia Rossignani. Le indagini ar- cheologiche, awiate nel 1963, avevano subito una lunga interruzione a partire dagli inizi degli anni Settanta. 2. II materiale numismatico e al momento depositato presso la National Bank della capitale maltese, in attesa del termine dei lavori di ristrutturazione del Meda- gliere. 3. Ho catalogato il piccolo nucleo monetale nel corso di un soggiorno a Malta nel maggio del 2006, finanziato con fondi coi-in 2003 (coordinatore scientifico prof. Alberto Cazzella). Dcsidero ringraziare la dott. Suzannah Depasquale, Curator of Ar- chaeology presso la National Agency for Museum and Cultural Heritage, per l'opero- sa collaborazione. Le fotografie delle monete sono state eseguite da David Cardona. 4. L'appartenenza al "Numidian Hoard" delle monete che erano originariamente contenute nelle due buste e pero certa, poiche anche su queste ultime e apposta la scritta "Numidia/Masinissa/H". VAfrica romana xvn, Sevilla 2006, Roma 2008, pp. 1375-1402. 1376 Claudia Pcrassi sono stati ritrovati gravemente compromessi nella loro integrita, manifestazione evidence di una sindrome da "cancro del bronzo", che ha trasformato parti piu o meno estese dei tondelli in una sot- tile polvere verde-azzurrognola (cat. nn. 12, 26, 80; fig. i)5. Non infrequentemente gli esemplari mostrano lungo il bordo un pro- nunciato codolo di fusione o/e un incavo piu o meno profondo, entrambi conseguenti alTutilizzo di forme multiple per la fusione dei tondelli (fig. 2) . Un pezzo presenta, invece, un largo globulo in forte rilievo posizionato al centro del campo del D/ (cat. n. 3; fig. 3): tale particolarita, segnalata anche in altri ripostigli numidi, attende ancor oggi una spiegazione soddisfacente, ma pare legata al processo di coniazione delle monete7. L'orientamento dei conii e pressoche costantemente di 360°8. Non sono stati individuati legami di conio, ne esemplari in piom- bo9. Un solo pezzo reca la misteriosa scritta "172" (cat. n. 63; fig. 8a), apposta a mano sul R/. 5. Prcoccupanti traccc di cancro del bronzo sono state purtroppo riscontrate su non pochi altri esemplari, con grave pregiudi/io per la loro futura conservazione. in mancanza di operazioni di rcstauro della superficic metallica, con applicazione di ini- bitori. 6. Le singole forme per la fusione crano cioe collegate tramite brcvi canali. a loro volta uniti a un canale centralc. Tale matrice multipla. dalla struttura alberiformc. pcr- mettcva il fluire del metallo da una forma all'altra, con la fabbricazione simultanca di piu tondelli monetali, I dischetti cosi ottenuti dovevano poi esserc separati, con un col- po di sgorbia. dal metallo che si era solidificato nci canali di congiunzione. Se I'opcra- zionc di stacco non era cscguita con perizia, il bordo del tondcllo poteva essere intacca- to o, viceversa, mantenere in parte il codolo di fusione. I due dementi possono cocsi- stere sullo stcsso esemplarc. Su questo aspetto tecnico della produzione monetale antica. cfr. F. Barixlo, Archeologia della monela. Produzione e ulilizzo nell'antichita, Roma 2006, p. 98; per la sua applicazione nella monctazione numida, cfr. D. GtaiN, Un tresor de monnaies numides trouve' a Cherchel (?) a la fin du xix" sihle, «Tresors monctaires». 11, 1989, p. 14. 7. Ivi, p. 15. Meno netla e la presenza del globulo centrale anche su un sccondo esemplare, piuttosto usurato (cat. n. 82; PKS. 7). 8. Sono slate riscontrate quattro sole eccezioni: due esemplari presentano il R/ ruotato di 30° (cat. nn. 33, 65), due invece di 330° (cat. nn. 24, 59). 9. Ritrovamenti di esemplari numidi in questo metallo. o in piombo ricoperto da una pcllicola di bronzo, sono frequenti, ma csscnzialmente circoscritti alia zona del- I'Algeria comprcsa fra Costantina c Algeri (cfr. J. Alkxandropoulos, Les monnaies de I'Afrique antique I400 av. J.-C.-40 ap. J.-C], Toulouse 2000, pp. 164-5). Sccondo Gerin, Un trfsor de monnaies, cit., p. 15, gli esemplari in piombo sarebbero prece- dent! a quclli in bronzo. // "Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum <}77 Composizione del "Numidian Hoard" Le 82 monete pervenute raffigurano al D/ una testa maschile barba- ta, con corona di lauro, rivolta a sinistra, identificata come ritratto reale10, e al R/ un cavallo al galoppo, anch'esso verso sinistra". Sulla base della classificazione tipocronologica proposta da Jacques Alexandropoulos per la monetazione dei re numidi'2, il "Numidian Hoard" risulta composto da 12 esemplari della serie 12 (14% del totale) e da 70 esemplari della serie 18 (84% del totale)'3. Questi ultimi sono cosi suddivisi: 23 pezzi del tipo 18, 46 del tipo 18 va- riante a, uno del tipo 18 contromarcato D (cfr. grafico i). Tutti gli esemplari del piccolo nucleo monetale appartengono dunque, se- condo Alexandropoulos, alia produzione della zecca di Cirta, che utilizza sui propri nominali il tipo del ritratto reale laureato'4. La serie 12 15 (cat. nn. 1-12) si caratterizza per la presenza sul 10. II ritratto reale, con o senza diadema, compare sulla monctazione numida con le cmissioni in bronzo e argento battute da Syphax e dal figlio Vcrmina (215-200 ca. a.C; cfr. Alijcandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., pp. 141-2). II tipo sara riprcso da Massinissa, nelle varianti con diadema e con corona di lauro, che sembrano dipendere dall'utilizzo di due zecche different!, rispcttivamente localizzate a Siga e a Cirta (ivi, p. 154; cfr. anche infra, nota 14). Per altre proposte identificative del soggetto monetale (Ercole, Melqart, Giovc), oggi pero supcratc, cfr. J. Mazard, Corpus nummorum Numidiae Mauretaniaeque, Paris 1955. PP- 23-4; Auj(androp<)u los, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 154; H. R. Baldus, Die MiiHzprdgung der nu- midiscben Konigreiche, in Die Numider. Reiter und Konige nbrdlich der Sahara, Austel- lungskatalog Rheinisches Landesmuseum Bonn, Bonn 1979, p. 191. 11. Sul soggetto del cavallo, che la monctazione numida ha in comune con quel- le di Cartaginc c dei sovrani mauri, cfr. Mazard, Corpus nummorum, cit., pp. 25-6; Baldus, Die Munzprdgung, cit., pp. 192; 648; M. C. Nicolau Kormikiari, Numidian Royal Portrait, in xiu Congreso International de Nunismatica. Madrid 200J. Adas, Ma- drid 2005, p. 352. 12. Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit. 13. £ ipotizzabile che rientrasscro in una di queste tipologic anche le due mone- te oggi irrecupcrabili (= 2% del totale), in quanto le scritte identificative apposte sul- Ic buste nelle quali crano originariamcnte contcnutc non differiscono da quelle rinve- nute sugli altri involucri. 14. La localizzazione dell'attivita di coniazione della monctazione numida a Ctrta e a Siga, citta "capital!" del regno, poste rispettivamente in Massylia c in Masaesylia, non esclude «l'cxistence momentanee d'ateliers paralleles officicls ou semi-officicls, et cela sans parler des ateliers vraisemblablemcnt marginaux» (ivi, p. 151; cfr. anche su- pra, nota io). Sulla zecca di Siga, cfr. anche J. P. Laporti:, Siga et I'ile de Rachgoun. Annexe 1. Numismalique, in L'Africa romana xvi, pp. 2571-7. 15. Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 396. Claudia Perassi Grafico r: Composizione del "Numidian Hoard". ■ Tipo 12 □ Tipo 18 □ Tipo 18 conir. D ■ Tipo 18 var. a ■ Busta vuota Tabella r: Serie 18 6,50-16,75 6,25-16,49 6,00-16,24 5,75-15,99 5,50-15,74 5,25-15,49 5,00-15,24 4,75-14,99 4,50-14,74 14,25-14,49 "4,00-14,24 3,75-13,99 3:25-13:49 3,00-13,24 2,75-12,99 2,50-12,74 2,25-12,49 2,00-12,24 1,75-11,99 1.50-11,74 Numero esemplari R/, nel campo monetale sotto al corpo del cavallo, della scritta bi- letteraie in punico MN (fig. 4), interpretata come acronimo delle lettere iniziali e finali del nome reale, secondo l'uso della moneta- // 'Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum 1379 Fig. r: "Numidian Hoard" (catalogo n. 12). Fig. 2: "Numidian Hoard" (catalogo n. 42). Fig. 3: "Numidian Hoard" (catalogo n. 3). Fig. 4: "Numidian Hoard" (catalogo n. 9). 1380 Claudia Pcrassi zione numida. Tenuto conto che le due lettere si addicono sia al nome di Massinissa, sia a quello del figlio Micipsa , Alexandro- poulos attribuisce tale tipo di monetazione ai regni di entrambi i sovrani, dunque con un ampio excursus cronologico, dal 203 al 118 a.C.17. II nominale viene interpretato come un'unita, con diametro compreso fra 25 e 28 mm e peso di 12,97 gr- La media ponderale degli undici esemplari integri del "Numidian Hoard" si attesta a 13,28 gr, leggermente superiore pertanto a quella indicata da Ale- xandropoulos, con una moda ancora maggiore's. La serie 1819 (cat. nn. 13-3$) ripete i soggetti della serie 12, ma e anepigrafe (fig. 5). Nella variante "a" (cat. nn. 36-81) si ar- ricchisce della notazione di un globetto al R/, collocato sotto al ventre del cavallo (fig. 6). Un solo esemplare e dotato su questo lato di un simbolo accessorio in rilievo, costituito dalla testa di Ammone, rivolta verso il basso (cat. n. 82; fig. 7)20. L'ambito cro- nologico proposto da Alexandropoulos per la serie 18, costituita ancora da un'unita21, che avrebbe preso come modello le ultime 16. I nomi dei due sovrani in alfabeto punico mm infaiii MSNSN e MKWSN. 17. Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., pp. 153-j. II lungo regno di Massinissa si esicsc dal 203 ca. al 148 a.C; quello del figlio Micipsa, salilo al Bo- no insiemc ai fratclli Gulussa e Mastanabal. morti entrambi al piu urdi nel 140/139. termino nel 118 (dr. M.-R. Alfoldi, Die Geschichle des numidischen Konigreiches und seiner Nachfolger, in Die Numider, cit., pp. j 1 -9; E. Storm, Massinissa. Numidien im Aufbruch, Stuttgart 2001). Mazard, Corpus nummorum, cit., p. 32, ipotizza invece un'adozionc della sigla MN anchc da parte di altri sovrani, in quanto pcrcepita ormai come tradizionale della monetazione numida. 18. N. ess. 11; peso min. 8,96; peso mass. 13,41; media: 13,28; mcdiana: 13,71; moda: 13.75-13,99; o: 1,71. 19. Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., pp. 397-8. 20. Cfr. ivi. pp. 166-7; Mazard, Corpus nummorum, cit., p. 25. 1 simboli, che pos- sono anche assumere la forma di una contromarca, sono costituiti. oltre che dalla testa di Ammone, dal "segno di Tanit", da un trofeo, un globulo. un occhio c una "S" rove- sciata. L'adozione sulla monetazione numida della testa di Ammone richiamerebbc il culto di Alessandro Magno, sccondo F. Coarixli, Y. Tiiebert, Architecture funtraire el helUnisme numide. «MEFRA», 100, 1988/2, pp. 812-3, mentre LI. ManmuvRI, Monele puniche Repertorio epigrafico e numismalico delle leggende puniche, (Bollcttino di Numi- smatica. Monografia/6). Roma 1995, p. 197. ipotizza un legamc con la popolazione dei Garamanti, dei quali Giove/Ammone costituiva la principale divinita. 21. I multipli, di valorc forse quintuplo c doppio, sono rari (Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 387, nn. 16-7); piu abbondante e la coniazione di una frazione che pare corris|x>nderc a V4 dell'unita (ivi, p. 398, n. 19), seguita da pezzi corrispondenti a '/« (ivi, p. 398, n. 20). // 'Numidian Hoard' del Malla National Archaeological Museum Fig. 5: "Numidian I loard" (catalogo n. 20). Fig. 6: "Numidian Hoard" (catalogo n. 47). Fig. 7: "Numidian Hoard" (catalogo n. 82). Claudia Perassi b Fig. 8 a-b: "Numidian Hoard" (catalogo nn. 63, 72). // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum 1383 monete in bronzo di Cartagine", che - a suo awiso - sarebbero dei trishekels ridotti, e lo stesso della serie 12 (203-118 a.C), pur non esser.do ancora ben chiaro il rapporto ponderale fra l'emissio- ne con legenda e quella anepigrafc e con la possibility di una emissione per quest'ultima ben posteriore, fino al regno di Giuba 1 (60-46 a.C.)23. La media ponderale dei 67 esemplari integri del "Numidian Hoard" (14,08 gr)24 e lievemente inferiore a quella in- dicata da Alexandropoulos (14,5 gr). Scindendo pero gli esemplari senza globetto da quelli con globetto, si hanno medie ponderali differenti, piu pesante per le monete prive di globetto (14,56)2', di poco piu leggera per le altre (13,86 gr) (cfr. tabb. 1-2)26. Una classificazione troppo ampia sembra dunque avere l'inconveniente - gia segnalato peraltro da Alexandropoulos27 - di raggruppare in- sieme monete che possono essere state coniate in momenti crono- logici differenti, come sembra indicare la svalutazione ponderale evidenziata. Pur nella esiguita del campione, le monete del "Numidian Hoard" pongono in risalto l'estrema varieta iconografica e stilistica dei soggetti utilizzati dalla monetazione numida. Le differenze sono molto evidenti nella raffigurazione della testa reale sul D/ degli esemplari28. La barba appuntita pud essere dunque cosi esagerata- mente lunga da superare il contorno della perlinatura che circonda il campo monetale (fig. 8a), ma anche tanto corta da aderire al profilo del memo (fig. 8b). I capelli ondulati, da sofficemente mossi (fig. 9a), possono trasformarsi in una regolare sequenza di 22. Cft. ivi, pp. 139-62, sui molivi di contatto fra gli esemplari cartagincsi c quelli numiJi: diametro, lipo di tondello, motivi iconografici. II peso delle monete numide e irvece piu leggero (14,5 grammi conlro 17,7). 23. La lunga coniazione delle serie sembra indiziata dalla degenerazione icono- grafia e ponderale che si risconlra fra gli esemplari (cfr. ivi, p. 16}). Secondo Gerin, [Un trfsor de monnaies, cit., p. 17), invece, le monete anepigrafi con globeno sareb- bero .interior! a quelle con legenda bilcttcrale al R/. 24. N. ess. 67; peso min. 8,90; peso mass. 17,39; media: 14,08; mcdiana: 14,2; moda trimodalc (13,23-13,49; 14,30-14,74; 14,75-14,99); tr. 1,46. 25. N. ess. 22; peso min. u.58; peso mass. 16,63; media: 14,56; mediana: 14,7: moda trimodalc (14.00-14.24: 14,75-14,99: 16,50-16,75); o: :,j6. 26. N. ess. 45; peso min. 8,90: peso mass. 17,59: media: 15,86; mediana: 13,81; moda: 1 5,25-13,49; o: 1,45. 27. ALiotANDROPOUUK, Lei monnaies de I'Afrique, cit., p. 163. 28. Pet un'accurata suddivisione in sottotipi del soggetto, cfr. GftRiN, Un tre'sor de monnaiei. cit., pp. 12-3. Claudia Pcrassi b Fig. 10 a-b: "Numidian Hoard" (catalogo nn. 68, 53). b Fig. 11 a-b: "Numidian Hoard" (catalogo nn. 22, 81). // "Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum C Fig. 12 a-c: "Numidian Hoard" (catalogo nn. 45, 16, 43). Tabclla 2: Scric 18a, i ~ 1 ' 11 Hi 0 1 2 3 4 5 6 Numcro cscmplari i386 Claudia Pcrassi stretti e compatti ricci a lumachella (fig. 9b)29. La resa stilistica muta da teste organicamente ben costruite (fig. 10) a teste disarti- colate, con un'anomala accentuazione dei tratti fisiognomici, che fanno assumere al ritratto reaJe un aspetto grottesco, quasi carica- turale (figg. 1 e 11). Per quanto riguarda il tipo del cavallo, l'ani- male e costantemente bardato, con le zampe posteriori ritte sulla linea di esergo, mentre il corpo si distende nelJo spazio con un movimento piu o meno rampante (fig. i2a-b). A differenza di quanto awiene per la testa barbata, le forme si mantengono sem- pre ben proporzionate, con punte di raffinata eleganza nella resa dell'animale in taluni conii (fig. 12c). II "Numidian Hoard" e veramente un ripostiglio? Resta ora da chiedersi se sia possibile considerare l'insieme di mo- nete definite quali "Numidian Hoard" come un ripostiglio, su basi meno aleatorie del cartoncino premesso alia prima di esse'°. I cri- teri che utilizzero per cercare di rispondere a questo intcrrogativo sono di tipo esterno, ossia la consultazione dei dati di archivio e il confronto con ripostigli simili, e di tipo interno, dunque l'esame della patina che ricopre gli esemplari e la valutazione della coeren- za numismatica di questi3'. Lo spoglio delle annate del «Museum Annual Report», principale fonte documentaria per i ritrovamenti archeologici sul territorio malte- se, non ha evidenziato alcuna notizia circa un ripostiglio formato da monete numide5*. II fascicolo relativo al 1908-09 segnala, invece, la 19. Segnalo anchc il taglio del collo. piii o meno evideniememc arcuaio e le di- mensioni della testa, che risulta talora cosl grandc da esse re quasi comprcssa cntro il contorno perlinato. 30. L'esame grafologico della scritta non ha consentito ai rcsponsabili della So- printendenza maltose di risalirc n( al suo autorc n£ all'occasione in cui fu apposta. 31. La pcrfctta sovrapposizione cronologica delle seric che compongono il "Nu- midian Hoard" non rende possibile impostare uno studio statistico del gruzzolo mo- netale basato sulla data di emissione delle monete. Come ben noto. in un ripostiglio. generalmente, le emissioni piii antiche e quelle piu recenti sono attestate da un nu- mero minimo di esemplari: tale caratteristica conferisce alia distribuzione cronologica delle monete un andamcnto di tipo gaussiano (sui criteri per il riconoscimento di un ripostiglio, cfr. R. KBBCB, The Normal Hoard, in Slatistique et numismatique, «PACT» v, 1981, pp. 299-308 = Roman Coins and Archaeology. Collected Papers, Wcttcrcn 2003, pp. 283-8: Gf.RiN, Un Ire'sor de monnaies, cit., pp. 9-11). 32. Mi e gradito ringraziare il dott. Nathaniel Cutajar, Acting Superintendent of Cultural Heritage, per la sua collaborazionc in talc riccrca archivistica. // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum 1387 donazione al National Archaeological Museum, nel marzo del 1909, della collezione numismatica di proprieta del prof. S. L. Pisani, in se- guito alia morte del collezionista awenuta nell'ottobre dell'anno prece- dente35. La descrizione del lascito, in forma piii che essenziale, si li- mita a menzionare per l'eta antica, oltre a un migliaio di esemplari monetali di eta romana34, una quantita imprecisata di monete puni- che, costituita da esemplari di Cartagine e della zecca melitense «of a punic type with Phoenician, Greek or Roman inscription» che - si precisa - furono trovati a Malta. Lo stesso Pisani aveva pubblicato nel 1896 un breve catalogo del proprio Medagliere, suddiviso per am- biti cronologici. Fra le monete cartaginesi venivano menzionati anche due esemplari ascritti a "Re della Numidia" '6: nella raccolta Pisani, dunque, non vi era traccia del "Numidian Hoard", a meno di conget- turare un ingresso nella collezione di quest'ultimo fra l'anno di pub- blicazione del catalogo e la sua donazione all'istituzione museale mal- tese. Ma nemmeno la brevissima illustrazione della "Numismatic Col- lection" del National Archaeological Museum, pubblicata da P. H. K. Gray nel «Museum Annual Report» del 1955-5657, accenna alia pre- senza di alcuna moneta numida, ne tanto meno di un intero riposti- glio formato da esemplari emessi dai re della Numidia58. L'esame delle alterazioni subite dalla superficie metallica delle mo- 33. «Museum Annual Report*, 1908-09, p. 2. 34. Si trattava di 388 esemplari rcpubblicani nei tre metalli e di 363 impcriali, in argento c bronzo. II settore prettamente numismatico della raccolta comprcnde\ra anchc 927 monete dei Cavalieri di Malta in oro, argento e rame; 17 della Rcpubblica francesc c 393 dei sovrani inglesi, da George ill a Victoria L Decorazioni e mcdaglie dei Cavalieri di Malta complctavano la collezione (cfr. ibid.). 33. La monctazionc della zecca di Melita ha avuto inizio dopo I'annessionc dell'ar- cipelago maltcse a Roma (datazione tradizionalc: dal 211 al 15 a.C: cfr. E. CoLBOtO. Maltese Coins 0/ the Roman Period, «NC», scr. vn, xi, 1971, pp. 67-91). Sulle diverse serie I'ctnico d'appartcnenza e espresso in punico, grcco c latino. 1 soggetti attingono a un repcrtorio culturale molto vasto, con iconografie di tipo punico-cgizio, greco- cllenistico, romano. Sulla monctazionc melitense, cfr. da ultimo C. Perassi, M. Nova rese. La monelazione di Melita e di Gaulos: note per un riesame, in L Africa romana xvi, pp. 2377-404. 36. Medagliere di Malta e Gozo daliepoca fenicia allattuale regnante S. M. la Regi- na Vittoria del Prof. S. L Pisani, M. D., C. M. G, Medico Principale del Governo, Mal- ta 1896, p. v. Per una cstcsa citazionc e un commcnto del passo, cfr. infra, p. 1393. 37. P. H. K. Gray, Numismatic Collection, -Museum Annual Report*, 1935-36, pp. i:-3- 38. Fra le "Ancient Sicily Coins" segnala invece «a fairly large hoard of small bronze coins of the so-called Siculo-Punic variety* (ivi, p. 11). 1388 Claudia Perassi nete, a causa dei processi di corrosione chimica ed elettrochimica provocati dai fattori ambientali che possono aver agito su di esse (aria, acqua, natura del terreno, contatto con materiale organico o con altri metalli...)}9, consente di rilevare su tutti gli esemplari del "Numidian Hoard" la presenza di una patina variegata, composta principalmente da cuprite, che assume su taluni pezzi tonalita rosso intenso, alternata a strati piu o meno estesi di malachite4". Si pud pertanto ipotizzare un occultamento degli 82 esemplari nelle stesse condizioni ambientali, pur nella consapevolezza che anche le caratteri- stiche del luogo e la modalita in cui le monete vengono conservate dopo il Ioro ritrovamento influiscono sulla formazione della patina. Lo stato di usura dei pezzi e piuttosto vario, e non sempre esattamente percepibile a causa dell'intensa corrosione di alcuni esemplari, cosi da non petmettere osservazioni particolarmente si- gnificative sulla durata in circolazione dei singoli esemplari. II gra- do di usura e quello di corrosione sono stati comunque indicati nel catalogo (voci U, C delle schede), utilizzando gli indici propo- sti per lo studio delle monete antiche dal «Groupe Suisse pour l'e- tude des trouvailles monetaires»4'. Per quanto riguarda lo stato di usura, prevalgono gli indici intermedi 2 e 3, che indicano monete leggermente consume o consunte. Quanto alia composizione, il gruppo di monete denominato "Numidian Hoard" appare coerente, senza la presenza di evidenti 39. Cfr. R. Mazzixi, Paline su manufatti metallic/, in Le Paline. Genesi, significa- to, conservavone, (Kcrmes, Quadcrni), Fircnzc 2005, pp. 29-43; molto utile, per quanto riguarda il materiale numismatico, c la consultazionc del sito hup:/ /www.monctcantichc.org/patine/scsterzi.htm (a cura di R. Salati, L. Bassi; marzo 2007). 40. Si tratta del fcnomeno dcrto di bending, probabilmente dovuto all'alternarsi di condizioni ambientali aerobie e anaerobic, nel quale la cuprite (ossido di rame) in- vade gcncralmcnie gli strati intcrni della moncta. mcntre la malachite (carbonato di rame) quelli esterni. 41. Cfr. Usure el corrosion. Tables de reference pour la determination de trouvail- les mone'taires, Inventaire des trouvailles mone'taires suisses, Lausanne 1993. In una scala asccndcntc, il grado 1 indica una moncta non o poco usurata/corrosa. il grado 5 una moncta frusta/interamentc corrosa. Sul rapporto csistentc fra la durata in cir- colazione delle monete c I'usura delle Ioro supcrfici mctalliche, cfr. G. Gorini, Zurn Miinzumlatif in Nachrbmischer Zeit in Obenlalien, «Littcrac Numismaticac Vindobo- nenscs», 4, 1992, pp. 77-84; F. DiXAMARi; Le frai el ses lois ou de /'evolution des especes, Paris 1994; P. Skraiin, Sullo "stato di conservazione" delle monete, in Forme di contatto Ira moneta locale e moneta stramera nel mondo anlico, Atti del Convegno Internationale (Aosla 199s), Rubano, pp. 131-6. // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum 1389 elementi di disturbo, per pondometria, tipologia, cronologia, zecca di emissione. II confronto con ripostigli simili deve tenere conto innanzitutto del fatto che non sappiamo se 1'eventuale ripostiglio conservato presso il National Archaeological Museum di Valletta sia giunto fino a noi integro. Inoltre non sono purtroppo numerosi i ripostigli di monete numide editi4*. II censimento dei ritrovamenti di tale numerario in Africa settentrionale, pubblicato da Paolo Visona nel i9894,) ne segnala solo sei44, ma di essi unicamente quelli rinve- nuti a Costantina, nell'Oued Rummel, durante la prima guerra mondiale e nei dintorni della stessa citta prima del 1927 possono essere awicinati al "Numidian Hoard", in quanto costituiti unica- mente da esemplari di produzione numida. II primo se ne differen- zia pero nettamente, per l'elevata quantita di esemplari (2.011), per l'occultamento anche di numerosi nominali in piombo45 e per un'estensione cronologica un po' piii ampia, che si spinge, seppur con pochissimi pezzi, fino ad emissioni a nome di Adherbal (otto esemplari; 118-112 a.C.) e di Gauda/Gulussa (tre esemplari; 105-? a.C.)46. II secondo, invece, del quale non e pero nota 1'esatta con- sistenza, che doveva essere comunque norevole, e composto, come quello maltese, da soli esemplari (tutti in bronzo?) assegnabili alia 42. Cfr. a tale proposito GP.rin, Un trfsor de monnaies, cit., pp. :j-6. 43. P. VisonA, Finds of Numidian Coins (c. 104148 a.C.) in North Africa, «Trc- sors monetaires», 11, 1989, pp. 18-23. 44. Algeri (Algeria) 1941: monete di Icosium c numide (ivi, p. 19, n, 2); Costan- tina (Algeria) 1914 ca: 611 monete numide in bronzo e 1.400 in piombo (ivi, p. 20, n. 8h); Oucd Rummel, presso Costantina (Algeria), ante 1927: numero imprccisato di monete numide in bronzo (ivi, p. 20, n. 8d): Tiddis 'Algeria): due monclc numide in un ripostiglio interrato nel 610-640 d.C. (ivi, p. 21, n. 22b); El Djcm (Tunisia): circa 1.000 monete romane (i-m ca d.C.?), fra le quali alraeno due numide in bronzo (ivi, p. 22, n. 29); Tcboursouk (Tunisia): circa 1.000 monete numide e puniche, fra le quali una in piombo (ivi, p. 22, n. 38). 45. Cfr. G. Thomas, Sur une trouvaille des monnaies numides, «RN», s. v, 11, 1949, pp. 114-9; M. Thompson, O. Mv)rkiiolm, C. M. Kraay, An Inventory of Greek Coin Hoard. New York 1969, n. 2304 (con proposta per un occultamento tra il 11 c il i sec. a.C). II ripostiglio risulta composto da 1.400 esemplari in piombo c da 611 in bronzo. I primi sono tutti del tipo con legenda biletterale punica MN (Alc- xandropoulos 12); tre esemplari risultano contromarcati con testa di Ammonc. I pezzi in bronzo assegnabili ai regni di Massinissa c Micipsa comprendono 318 esemplari con legenda biletterale MN e 281 con globulo (in un caso collocato sopra al cavallo). Prcssochc la meta dei pezzi e contromarcata con il simbolo della testa di Ammonc. 46. Corrispondono ai tipi Alexandropoulos 13, 13a, 14. i}9<> Claudia Pcrassi produzione di Massinissa/Micipsa. La concisa presentazione del ri- trovamento, riportata da Antoine, si limita alia descrizione del sog- getto dei R/ monetali, costituito dal consueto cavallo al galoppo, con una prevalenza di pezzi anepigrafi, a fronte di un numero mi- nore di monete caratterizzate da «deux caracteres puniques sous le cheval»47. Non si puo escludere che fra i primi rientrassero anche esemplari contraddistinti dal globulo sotto al ventre del cavallo, non riconosciuto da Antoine. Quanto alle monete con legenda bi- letterale, la ioro esatta identificazione rimane incerta, poiche pezzi di questo tipo possono recare, oltre alle lettere MN, anche l'abbre- viazione HT48. A questi due ripostigli ne puo essere aggiunto un terzo, ritrova- to forse a Cherchel (Algeria) alia fine del xix secolo, accuratamen- te ricomposto con notevole acribia da Dominique Gerin49. Forma- to da 80 monete, tutte in bronzo, ha dunque una consistenza nu- merica quasi identica a quella del "Numidian Hoard", ma presenta una maggiore varieta di tipologie5", due delle quali appartengono, secondo la classificazione proposta da Alexandropoulos, alia pro- 47. Cfr. General Antoinf, Numismatique afrkaine, «Bullelin de la Socictc ar- cheologique de Sousse», 23, 1927, p. 33. La brevissima noiizia e riportata all'intemo del censimento delle circa 500 monete chc lautore pote raccoglierc ncl corso di un suo soggiorno di quattro anni in Tunisia. Fra un «assez grand nombre de bronzes de la serie Micipsa/Massinissa», si spccifica, dunque, che «la plus grande partie de ccs deux sortes de pieces» (R/ cavallo owcro cavallo con legenda bilcttcralc punica) pro- viene da un rinvenimcnto dai dintorni di Costantina. 48. VisonA, Finds of Numidian Coins, cit., p. 20, dcfiniscc infatti le monete del ri- trovamento dalTOued Rummel come "similar to SNGCop. 504-5io» (cfr. G. K. Ji-jjkins (ed.), Sylloge Nummomm Graecorum. The Royal Collection of Coins and Medals. Danish National Museum, fasc. 42, North Africa: Syrthica-Mauretania, Copenhagen 1968). La le- genda HT costituisce I'abbrcviazionc dcll'attributo hmmlkt, tcrmine astratto che signifi- ca "regalita", usato sullc monete nel senso concreto di "re, principc" (cfr. A. M. Bisi, Monete con legenda punica e neopunica del Museo Nazionale di Napoli, «AI1N», 16-17, 1969-70, pp. 113-4; ManFBEDI, Monete puniche, cit., pp. 98-9). 49. Gf.rin, Un tre"sor de rnonnaies, cit.*. sulla complessa opera di riconoscimento degli esemplari chc formavano il ripostiglio, donato nel 1894 al Cabinet des mcdaillcs di Parigi da Victor Waillc (1852-1907), professore alia Facolta di Lettere di Algeri c autore di scavi sul sito di Cherchel, cfr. ivi, pp. 9-11. 50. II ripostiglio comprende 11 esemplari della serie con tipo del R/ cavallo, pal- ma e legenda MN (Alfxandropoulos, Les rnonnaies de I'Afrtque, cit., p. 398, n. 23; zecca di Siga); 18 della serie con tipo del R/ cavallo e Stella (ivi, p. 399, n. 25; zecca di Siga); 3 della serie con al D/ legenda MN e al R/ cavallo con legenda HT (ivi, p. 396, n. n); 48 con tipo del R/ cavallo/cavallo con globetto (ivi, p. 39, nn. i8-i8a). // 'Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum I39I duzione della zecca di Siga, mentre non contiene nessuna moneta con tipo del cavallo e legenda biletterale MN al R/. La serie mag- giormente attestata, con 48 pezzi, e, anche in questo ripostiglio, quella con cavallo al galoppo verso sinistra, con o senza globetto. Nemmeno il ripostiglio da Cherchel (?) include esemplari successi- vi alle serie attribuibili a Massinissa/Micipsa. Ripostigli ingenti, dalla complessa composizione che raduna in- sieme nominali numidi, punici, greci e romani (talora anche con forme premonetali), provengono invece dal territorio croato5'. I consistenti nuclei di monete numide presenti nei ripostigli di Gra- cac, Mazin e Stikada, i soli per i quali si dispone di cataloghi det- tagliati, sono formati in netta prevalenza da esemplari del tipo ca- vallo con o senza globetto al R/ (93%; 81%; 86%)'2. La serie con legenda MN al R/ e anch'essa attestata, ma con un numero note- volmente minore di pezzi (5%; 14%; 11%)". I tre segmenti di numerario numida si completano con pochissimi esemplari appar- tenenti ad altre serie (2%; 5%; 3%)54. Un ultimo confronto puo essere indicato con due gruzzoli di monete numide dal territorio italiano". Si tratta di due ritrova- 51. Si tratta dei ripostigli cosiddctti "Mazin type", dal nome della localita dove venne rinvenuto nel 1896 il piu consistcntc di cssi: cfr. L Mirnik, Circulation of North African etc. currency in lllyricum, «Arheoloski Vestnikw, 38, 1987, pp. 369-92, con il censimento dei dodici rinvenimenti. La presenza tanto abbondante di moneta numida in qucst'area assai ristretta dellTUirico occidentale non sembra aver trovato fino ad oggi una spicgazione soddisfacente (cfr. ivi, p. 373; Gf.rin, Un trisor de rnon- naies, cit., p. 16). II suo occultamento secondo Mirnik, Circulation of North African, cit., pp. 373-4, sarebbe da mcltcrc in relazione con gli scontri fra Iapodi e Romani, awenuti fra il 129 e il 78/76 a.C. Di originc illirica e forse anche il ripostiglio Evans conservato a Oxford, composto da 76 pezzi, dei quali 74 del tipo cavallo con o senza globulo e con legenda MN (almeno quattro) e 2 con scritta MN al D/ e scritta HT al R/ (cfr. GfiUNi Un tresor de rnonnaies, cit., p. 16). 52. Ripostiglio di Gracac: 202 pezzi, dei quali 11 contromarcati con testa di Ammone Ubid.); ripostiglio di Mazin: 216/7 pezzi {ibid.); ripostiglio di Stikada: 91 pezzi, dei quali 5 contromarcati con testa di Ammone Ubid.). 53. Ripostiglio di Gracac: 11 pezzi; ripostiglio di Mazin: 39 pezzi; ripostiglio di Stikada: 12 pezzi (ivi, p. 17). 54. Ripostiglio di Gracac: due pezzi con al R/ cavallo c astro, due pezzi con le- genda GN, un pczzo con legenda MN al D/ e HT al R/ (ivi, p. 16); ripostiglio di Mazin: 10 pezzi con al R/ cavallo e astro, quattro o cinque con legenda MN al D/ c HT al W Ubid.); ripostiglio di Stikada: uno o due pezzi con legenda MN al D/ e HT al W, un pezzo con legenda GN Ubid.). 55. Sono debitrice delle prcziose scgnalazioni a Paolo Visona, Associate Profes- 1392 Claudia Pcrassi menti ottocenteschi, noti pertanto in modo sommario. II primo ri- trovamento awenne intorno al 1862 «dans Ie territoire de Viterbe ou dans les terres qui s'etendent un peu au dela»: l'esiguo nucleo monetale, entrato poi nella collezione Lovatti, fu brevemente de- scritto da Raffaele Garrucci,6. Risulta, dunque, formato da tredici pezzi, tutti del tipo testa barbata/cavallo al galoppo. Uno solo e in bronzo (= Alexandropoulos 23, zecca di Siga),v, nove sono in piombo (= Alexandropoulos 12) e tre in stagno (uno = Alexan- dropoulos 18 a; due = Alexandropoulos 12). Anche I'excursus cro- nologico del ripostiglio da Viterbo non scende dunque oltre la produzione monetale assegnata a Massinissa/Micipsa. Del secondo rinvenimento si ha notizia grazie a Carlo Rinaldini, che vi dedico una rapida attenzione riferendo di «scavi d'Ancona», effettuati fra il 1863 e il 1864'8. L'occasionc della scoperta fu data da lavori di «spurgo del porto»: le «molte monete [...] tutte di bronzo fuso, e d'un egual tipo» sarebbero pertanto «per qualche occasione cadute nel mare». Rinaldini attribuisce erroneamente gli esemplari alia zecca di Panormo59, ma la sua descrizione permette di assegnarli alia produzione numida. Si tratta ancora una volta di pezzi caratterizzati al R/ dal tipo del cavallo al galoppo, nelle va- rianti con o senza legenda biletterale e con o senza globetto. sor Adjunct prcsso I'Art Department dell'Universita del Kentucky: a lui si deve il me- mo di aver riportato all'attenzione degli studiosi i due nuclei monetali e l'csatta com- prensione del secondo (cfr. Foreign Currency in Elruru circa 400-100 b.C: Distribu- tion Patterns, in W. Hkckkl, R. Sullivan (eds.). Ancient Coins in the Graeco-Roman World. The Nickle Numismatic Papers. Waterloo 1984. pp. 227; 231, nota 17). Al prof. Visona vanno anche i miei ringraziamenti per I'attcnta Icttura del mio testo. 56. R. Garrucci, Notice sur quelques plombs antiques. «RN», n.s. vn, 1862, pp. 410-6. L'autcnticita della scoperta fu ribadita l'anno successivo dallo stcsso Garrucci, Chronique. Plombs antiques, ivi, n.s. vm, 1863, p. 289. 37. Secondo la relazione di Garrucci (ivi, pp. 412-3), infatti, il capo reale e cin- to dal diadema e dietro al corpo del cavallo e raffigurata una palma, inclinata verso desira. Manca I'csplicila scgnalazione della presenza al R/ della legenda biletterale MN, tipica della seric, ma cssa puo esscre dedotta dalla descrizione generate del gruzzolo monetale (ivi, p. 413). 58. Cfr. C. Rinalimni, Scavi d'Ancona. «Bullcttino dcll'Instituto di Corrispondcn za Archeologica*. 1863, p. 12. 39. L'incsatto riconoscimento e ribadito ancora da S. Piattklli, Ricerche sulla circolazione monetaria nelle Marche in eta antica. in Ricercbe sui materiali e studi tipo- logici, Roma 1996, p. a, e da R. Rossi. La moneta greca nelle Marche: nuovi dati e critiche riflessioni. ivi, p. 30. // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum '393 Massinissa, l'isola di Melita e il fanum Iunonis Se la natura di ripostiglio del gruppo di monete definito "Numidian Hoard" puo essere dunque ipotizzata con qualche fondamento, pur rimanendo irrisolvibili i dubbi sulla sua integrita, resta ancora da chiedersi se sia ipotizzabile un suo ritrovamento sul territorio maltese, che fu possedimento dapprima fenicio, poi cartaginese6" e dal 218 a.C. romano6'. La comprensione dell'area di circolazione delle mone- te di Massinissa c dei suoi successori e uno dei tanti aspetti ancora irrisolti della monetazione numida62. Ripostigli ed esemplari isolati sono stati ritrovati non solo da un capo all'altro del Maghreb, dal Marocco alia Tunisia6', ma anche in ambiti territoriali molto distant! dalle coste africane, come attestano i censimenti di Brigitte Fischer64, di Marc Bar6' e di Giovanni Gorini66, che segnalano il rinvenimento di monete numide sporadiche rispettivamente in Gallia67, in Gallia 60. II periodo corrispondente all'occupazione fenicio-punica delle isolc, a partire dalla fine dell'vin sccolo a.C, si puo ricostruirc csscnzialmente sulla base della docu- mentazionc archeologica, poiche le fonti serine sono a tale proposito quasi siicnti (cfr. B. Bruno, L'arcipelago maltese in eta romana e bizantina. Attivita economicbe e scambi al centra del Mediterraneo, Bari 2004, p. 17). 61. Secondo Liv., xxi, 31, la conquista romana awenne nel 218 a.C, per opera del console Ti. Scmpronio Longo, nel corso di operazioni preliminari alia scconda guerra punica. La tcstimonianza di Nevio (Bell Pun., iv, 37), epitomato da Orosio, (iv, 8, 3), riferiscc di un'incursionc devastatrice da pane della fiotta romana gia du- rante il primo scontro fra Roma e Cartagine (nel 257 o 255 a.C, secondo lc diverse ricostruzioni della storiografia moderna). che non avrebbe avuto pero conscgucn2e politiche (cfr. F. P. Rizz< >, Malta e Sicilia in eta romana: aspetti di storia politico e co- slituzionale, «KolcaIos», 22-2$, 1976-77. pp. 173-214: A. Bon an no. Roman Malta/ Malta Romana. The Archaeological Heritage of the Maltese Islands, Roma 1992. pp. 62-3; Bruno, L'arcipelago mallese, cit., pp. 17-8). 62. Cfr. Alijcandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 169; Balihjs, Die Munzpragung, cit., p. 301: scgnala che monete numide circolavano in Africa in gran- de quantita ancora in eta imperiale (vedi supra, nota 44). 63. Cfr. ibid.; VisonA, Finds of Numidian Coins, cit. 64. B. Fiscm-Jt, Les monnaies antiques d'Afrique du Nord Iroiwfos en Gaule, «Gailia». Supp). 1987, pp. 108-29. 65. M. Bar, Monnaies grecques et assimiUes trouve'es en Belgique, Bruxelles 1991. 66. G. Gorini, La presenza greca in Italia setlentrionale: la documenlazione nu- mismatica, in Griegos in Occidente, Scvilla 1992, pp. 91-114. 67. Per esemplari del tipo testa maschilc/cavallo a] galoppo a sinistra, cfr. Fi scher, Les monnaies antiques, cit., p. 108, n. 52 (Avenc, Hcrault); p. 111, n. 34 (Ccilhes-et-Rocozels, Hcrault): p. 113. n. 36 (Huelgoat, Nord-Finistere; globetto?): p. ■394 Claudia Perassi Belgica6* e sullc due sponde dell'Adriaiico69. Per l'area occidentale della penisola italiana richiamo l'attenzione su due recenti segnalazio- ni di ambito ligure, che riguardano un esemplare da Perti, nell'entro- terra di Finale Ligure (Savona), del tipo cavallo, legenda biletterale MN7°, e un esemplare dagli scavi 1945-76 condotti ad Albium Inlc- melium (od. Ventimiglia)7', della serie testa maschile MN/cavallo HT. Gli scavi di Cosa hanno invece restituito una moneta con testa maschile al D/, cavallo al R/72. 114, n. 58 (Izernorc, Ain; esemplare in piombo); p. 115, n. 59 (Jublains, Maycnnc: simbolo: testa di Ammone); p. 120, n. 64 (Lyon. Rhone; numcro imprecisato; un esemplare in piombo); 123, n. 68 (Marseille, Bouches-du-Rhone); p. raj, n. 70 (din- torni di Penmarc'h, Sud-Finistere; legenda biletterale punica); p. 126, n. 72 (Riez, Alpesde-Haute-Provcnce); pp. 127-8, n. 74 (Vielle-Toulouse, Haure Garonne; legen- da biletterale punica AL). 68. Per esemplari del tipo testa maschile/cavallo al galoppo a sinistra, cfr. Bak, Monnaies grecques, cit„ p. 41, n. 11 (Clavicr-Vcrvoz, Huy, esemplare in piombo), p. 49, n. 18.02 (Flavion, Philippeville; simbolo; testa di Ammone?). 69. Sono segnalati esemplari del tipo testa barbata/cavallo al galoppo da Anco- na, Spalato, Zara, Aquileia e dal Veneto (cfr. Gokini, La presenza greca, cit., p. 104; Id., La collezione numismatica, in / Musei di Aquileia = «Antichita Altoadriatichc>», 24, 1984, p. 292, nn. 9-10; Id., La circolazione in ambienle adrialico, in La monetazio- ne dell'ela dionigiana, Alii delivrn Convegno del Centra Internationale di Studi Numi- smatic! (Napoli, 29 maggio-t giugno 1983), Roma 1993, pp. 282-3; VisonA, Foreign Currency in Elruria, cit., p. 231, nota 17). Recenti scavi sul promontorio croato di Ploca hanno restituito un esemplare della scric Alexandropoulos 18a: cfr. M. Bona CIO MandiniC, The Coin Finds at Ploca Promontory, in / Greci in Adriatico, 2. Sup- plemento del Convegno Internationale (Urbino, 11-34 ottobre 1999), Roma 2004, p. 156. Per attestazioni dal territorio slovacco, tedesco e greco, cfr. Mirnik, Circulation of North African, cit., p. 372. 70. Cfr. G. Murialdo, Le monete, in Aa. Vv., Perti. Un territorio rurale nel Fi- nalese tra preistoria e I'eta moderna. Finale Ligure 1996, pp. J4-5; G. Fka, Presenze numismaliche preromane nel Piemonte meridionale, in Forme di contatto, cit., p. 118. 71. Cfr. L. M. Biuoino, Monete nordafricane del in-i secolo a.C. da Ventimiglia, in L'Africa romana XVI, p. 1642, n. 3 (gr 7,5; mm 23). Non c invece accertabile la provenienza locale di quattro monete numide. due di Massinissa/Micipsa (= Alexan- dropoulos 18 a), una di Adherbal (■ Alexandropoulos 23c) e una in argento di Giu- ba 1, continue nel Musco di Palazzo Rosso a Gen ova dalle collezioni private Viviani e Caccianotti (cfr. R. Pijia, Monete di Numidia nelle Collezioni di Palazzo Rosso a Ge- nova, in L'Africa romana XII, pp. 1329-34). 72. Cfr. B. T. BunnKY, Cosa: the Coins. «MAAR», 34, 1980, p. 40, n. 24 (cfr. an- che VlsonA, Foreign Currency in Elruria, cit., p. 227). Per il territorio siciliano, le inda- gini archeologiche condotte a Morgantina fra il 193; e il 1962 hanno ponato alia luce un esemplare della scric Alexandropoulos 18. con contromarca al D/ (occhio?), S rove- sciata e O sul R/ (cfr. Morgantina Studies, 11, The Coins, Princeton 1989, n. 484). // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum i}95 Molto piu ran sono invece i ritrovamenti in aree Iontane dal ter- ritorio africano di monete numide riunite in ripostigli. Essi paiono li- mitati ai grandi accumuli croati, al modesto gruzzolo da Viterbo e a quello piu consistente da Ancona, dei quali si e appena detto. Anche l'isola di Malta sembra inserirsi in questo complesso quadro di rinvenimenti isolati7'. II catalogo della collezione Pisani, come poco sopra indicato, classifica infatti fra gli esemplari cartagi- nesi due monete che raffigurano al D/ una «Testa maschile con ghirlanda», identificata con quella di un "Re della Numidia"74. Pi- sani descrive il primo pezzo, un bronzo di «media grandezza», come caratterizzato al R/ da un cavallo in corsa. Sotto, compare la scritta «in lettere fenicie ...? L»7': si dovrebbe pertanto trattare di un esemplare del valore di un'unita, emesso dal figlio di Micipsa, Adherbal, frailii8eilii2 a.C. Tali emissioni recano infatti al R/ proprio la legenda biletterale onomastica >L76. II soggetto appo- sto sul R/ della seconda moneta, indicata come un «bronzo gran- dew, e costituito invece, secondo le parole dello stesso Pisani, da un cavallo in piedi dietro cui e un caduceo, mentre sotto e appo- sta «un'epigrafe fenicia quasi illeggibile»77. L'esemplare dovrebbe essere dunque un pezzo del valore di due unita, coniato da Massi- nissa o da Micipsa, con diametro di 34-35 mm78. Poiche la notizia relativa alia donazione della raccolta Pisani al National Archaeological Museum - come gia osservato - indica per il gruppo di monete cartaginesi una provenienza dal territorio maltese, mi pare ipotizzabile un ritrovamento locale anche per i 73. Per un analogo ambito insularc, cito la presenza di un esemplare numida nella Collezione Belvisi di Pantclleria (Alexandropoulos 18a), vedi M. R. Viola, Cata- logo delle monete puniche, in E. Acquaro, B. Ckrashtti (a cura di), Pantelleria puni- ca. Saggi crilici sui dali archeologici e riflessioni storiche per una nuuva generuiione di ricerca, Bologna 2006, pp. 291-2, n. 43. Una moneta della scric Alexandropoulos 18 c documentata anche nell'Antiquarium della Chiesa di Santa Restituta a Lacco Ameno, sull'isola di Ischia (vedi L. Pedroni, Le monete conservate nell'Antiquarium della Chiesa di S. Restituta, «BNum», 32-33, 1999, p. 160, n. 20). 74. Medagliere di Malta e Gozo, cit., p. v. 75- Ibid. 76. Cfr. Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 396, n. 13 (zecca di Siga). sotto alia testa reale sul D/ sono le lettere puniche HT, non riportate dal Pisani nella descrizionc del proprio esemplare. 77. Medagliere di Malta e Gozo, cit., p. v. 78. Cfr. ALiiXANDRoi'ouLtK, Les monnaies de I'Afrique, cit., p. 397, n. t7 (il W non reca in realta alcuna scritta sotto al cavallo. che, d'altra parte, anche lo stesso Pi- sani fatica a vedcre sul pezzo della propria collezione). Claudia Pcrassi due esemplari numidi, catalogati dal loro proprietario fra quelli emessi da Cartagine. Anche le monete numide descritte da Pisani devono essere confluite nella National Numismatic Collection: ri- tengo si possa forse trattare di due esemplari assegnati a Micipsa nello scarno elenco stilato in occasione del recente deposito della raccolta presso la Central Bank of Malta di Valletta79. Solo una loro visione autoptica potra pero confermare o smentire tale attri- buzione. Rapporti fra Massinissa e l'arcipelago maltese difficilmente defi- nibili pero nella loro esatta natura, sono attestati da Cicerone (Verr., ii, 4, 103-4) e da Valerio Massimo (1, 2, ex. 8)8°. I due autori nar- rano di uno sbarco della flotta di Massinissa sulle coste dell'isola di Melita*', non lontano dal fanum lunonis, nel corso del quale il praefectus classis numida asporto dal tempio delle zanne di elefante di incredibile grandezza. Ritornato in Africa, ne fece dono a Massi- nissa. II re dapprima accetto il regalo, ma, conosciuta in seguito la provenienza delle zanne, le rimandd a Malta su una quinqueremi, con uomini fidati. Esse vennero cosi ricollocate nel tempio di Giu- none con un'iscrizione giustificativa in punico, nella quale si affer- mava che il re Massinissa, ignaro, aveva accettato le zanne, ma, avendone compresa l'origine, si era preoccupato di fade portare in- dietro e risistemare82. II fanum lunonis e oggi identificato con l'area santuariale di Tas-Silg, nella parte sud-orientale dell'isola, affacciata sull'ampia 79. Box 11 "Numidia, Kings, Micipsa". £ ipotizzabile che talc sia la scritta ap- posta sul contenitorc dcllc due monete, che il comptlaiore dell'clcnco si deve essere limitato a copiare. Piu difficile mi sembra che gli esemplari possano essere identificati con le due monete mancanti del "Numidian Hoard", proprio a causa della diffcrenic dicitura. 80. I due passi sono stati esaminati da J. Busuitil, Ivory Tusks, «Melita Histori- ca», 5, 1970, pp. 248-50 (cfr. anche bruno, L'arcipelago maltese, cit., p. 18). Sulla di- pendenza del tesio di Valerio Massimo da quello dell'Arpinate, cfr. Busuttil, Ivory Tusks, cit., pp. 248-9. 81. Poiche Massinissa e definito rex sia da Cicerone sia da Valerio Massimo, l'e- pisodio si deve coilocare fra il 203 c il 148 a.C, ma piu probabilmcnte nel M secolo a.C. (ivi, p. 249). 82. Regem Masinissam imprudentem accepisse, re cognita reportandos reponendos- que airasse (Cic, Verr,, 11, 4, 104): lo stile dell'iscrizionc riponata da Cicerone e quello tipico del linguaggio religioso, ricco di assonanze e allitterazioni (ivi, p. 249). Secondo I'oratore, le zanne sarebbcro poi state trafugate per ordine di Verrc. insicme con una grande quantita d'avorio e molti ornamenti, fra i quali una statua di Victoria (ivi, p. 248), // 'Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum '397 baia di Marsaxlokk, il principale porto antico dell'arcipelago. II tempio, che sorge su un preesistente luogo cultuale megalitico del- l'eta del rame (3100-2600 a.C, fase di Tarxien), fu dedicato dap- prima alia dea fenicia Astarte, assimilata in seguito a Hera/ Giunone8'. Joseph Busuttil, a quanto mi risulta il solo studioso moderno che ha dedicato un'attenzione specifica all'episodio delle zanne asportate dal fanum lunonis**, escludendo che lo sbarco della flotta numida a Melita possa aver avuto il carattere di una vi- sita di cortesia e di uno sbarco occasionale, lo colloca all'interno di un piu vasto piano militare di Massinissa, volto alia conquista degli ex possedimenti cartaginesi passati in mano romana8'. I Romani non si sarebbero opposti a tali mire espansionistiche fino a quando rimasero circoscritte nell'ambito del territorio africano, ma le osta- colarono nel momento in cui coinvolsero «islands and places el- sewhere especially if these belonged to other Provinces»86. Nella vicenda narrata dalle fonti latine mi pare si possa perce- pire un atteggiamento di profondo rispetto da parte di Massinissa non tanto per la potenza di Roma, quanto per la potente dea tito- lare del grande santuario internazionale melitense87, cosi da fare intravedere una rete di rapporti fra il regno numida e l'arcipelago maltese piu profondi e duraturi di un singolo sbarco a scopo di 83. Sul tempio, oggctto delle indagini archeologichc della Missione Italiana fin dal- I'inizio delle proprie attivita sul territorio maltese nel 1963, cfr. da ultimo Un luogo di culto al centro del Mediterraneo: il santuario di Tas-Silg dalla preistoria all'eti bizantina. Alii della Giomala di Sludio teituta allVniversila degli Sludi di Roma "La Sapienza" (Roma, 21 mano 100s), «Scienzc dcll'Antichita», 12, 2004-5, pp. 231-386. Sulla fasc fenicio-punica. costituita da almeno due fasi costruttive (vi-v a.C; iv-ii a.C), cfr. anche A. Ciasca, Documenti di architettura fenicia e punica a Malta, in Atti del 11 Congresso In- ternazionale di Sludi fenici e punici, Roma 1991, pp. 755-8; Bruno, L'arcipelago maltese, cit., pp. 106-7. 84. II passo di Cicerone c riportato anche da F. DECRET, M. Fantar, L'Afrique du Nord dans I'Antiquite. Histoire et Civilisation (des origines au \f siecle), Paris 1981, pp. 112-3, in quanto tcstimonianza dell'interessc al possesso di una flotta mili- tare, oltrc che commcrciale, da parte di Massinissa. 85. Cfr. BusirniL, Ivory Tusks, cit., p. 250; tale ricostruzione e accolta anche da Bruno, L'arcipelago maltese, cit., p. 103. 86. Secondo Bruno, L'arcipelago maltese, cit., p. to3, nota 26, la versione defor- mata dei fatti, tramandata da Cicerone, avrebbe avuto lo scopo di accentuarc la col- pevolezza di Verre. 87. Sul prestigio godtito in area mcditerranca dall'antiquum fanum lunonis (Cic, Verr., 11, 4, 103) fin dall'epoca preromana, cfr. ivi. p. 115. Claudia Perassi conquista88. La versione dell'epigrafe riportata da Valerio Massimo connota, infatti, la restituzione delle zanne come un atto di ripara- zione verso la dea: libenter deae reddidisse*9. In questo intreccio di relazioni potrebbe trovare giustificazione anche la presenza sul ter- ritorio maltese del piccolo nucleo di monete numide, individuato nella collezione nazionale90. Catalog*) Massinissa (203-148 a.C.) o Micipsa (148-118 a.C); AE; 1 unita; zecca di Cirla (e altre indeterminate della Massylia) D/ Testa del re a s., con corona di lauro. Bordo perlinato R/ Cavallo al galoppo verso s.; sotto al ventre, lcttere puniche MN. Bordo lineare Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., n. 12 1. n. inv. 4146; 15,41 gr; 26,5 mm; 360°; U = D/ 2, R/ 1; C = 2 2. n. inv. 4141; 14,35 gr; 26 mm; 3600; U = 2; C = 2 3. n. inv. 4149; 14,21 gr; 26 mm; 3600; U = D/ 4, R/ 3-4; C = 2; fig. 3 4. n. inv. 4129; 13,99 gr; 26,5 mm; 360°; U = 2-3; C = 1 88. Sul silo di Tas-Silg, per il pcriodo comprcso Ira la fine del ill secolo a.C. e il successivo, le anfore di produzione nord-africana «scmbrano rapprcscntare [...] poco piu di un tcrzo delle prcsenze» (cfr. ivi, p. 116). Sull'attestazione in altri siti maltcsi di contenitori da trasporto nord-africani, adibiti al commercio di olio e ga- rum, per la fase fine ill a.C.-fine 1 a.C, cfr. ivi, pp. 142-3. La documeniazione mone- tale proveniente dalle indagini archeologioc condone dalla Missionc Iialiana a Malta nelle campagne di scavo 1963-70 a Tas-Silg non ha restituito numerario numida (cfr. M. Novaresi;, Monete puniche e siciliane dal santuario di Tas-Silg a Malta [campagne di scavo 1963-19701, «RIN», 107, 2006, pp. 49-79). 89. Per il culio di Astanc in ambilo numida, cfr. Storm, Massinissa, cit., pp. 152-3. 90. Sul significato dclla diffusione della monetazionc numida in terriiori anche molto lontani dall'Africa (cfr. supra), fenoneno che rienira nel piu ampio quadra del- la presenza di moneta greca in ambili gcografici posti ben al di fuori della propria area di produzione. sono state avanzate Ic piu diverse giustificazioni. Mentre Fischer considera le monete africane rinvenute in Gallia come specie effcttivamentc circolanti, in momenti caratterizzati da penuria di moneta divisionalc dopo la conquista romana (Les monnaies antiques, cit., pp. 147-52; cfr. anche le osservazioni di Bar, Monnaies grecques, cit., pp. 235-41; Manprkdi, Monete puniche, cit., p. 197), il numerario grcco ritrovato in Italia settentrionale e invece considerato da Gorini quale strumento di prestigio, owero mezzo di accumulo di ricchezza, owero offerta votiva (cfr. La pre- senza greca, cit., pp. 94, 96). Complemcnlarc a talc problcmalica c il ruolo giocato dal mcrcenariato africano nella diffusione di moneta numida nel bacino mcditerranco (cfr. Mani-kedi, Monete puniche, cit., p. 197: G. Gorini, Circolaxione monetale, in Archeohgia nelle Marche. Dalla Preistoria clieta Tardoantica. Firenze 2003, p. 383). // 'Numidian Hoard" del Malta National Archaeological Museum 1399 5- n. inv. 4142; 13,95 gr; 26 mm; 3600; U = 1 -2; C = 2 6. n. inv. 4148; 13,94 gr; 28 mm; 3600; U = 2-3; C = 2-3; R/ tracce delle lettere puniche 7- n. inv. 4160; 13,48 gr; 26,5 mm; 3600; U = 3-4; C = 2; R/ tracce delle lcttere puniche 8. n. inv. 4151; 13,37 gr; 26,5 mm; 3600; U = 3-4; C = 2 n. inv. 4152; 12,67 gr; 25,5 mm; 3600; U = 2; C = 2; fig. 4. 10. n. inv. 4122; 11,74 8r; 23X25 mm; 3600; U = D/ 4, R/ 3; C = 2 11. n. inv. 4143; 8,96 gr; 24,5 mm; 360°; U = 4; C = 1; R/ lettere puniche? 12. n. inv. 4128; 8,28 gr (fr.); 21x24,5 mm; 360°; U = 2; C =3-4; fig. i Massinissa (203-148 a.C.) o Micipsa (148-118 a.C); AE; 1 unita; zecca di Cirla (e altre indeterminate della Massylia) D/ Testa del re a s., con corona di lauro. Bordo perlinato R/ Cavallo al galoppo verso s. Bordo lineare Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., n. 18 13. n. inv. 4096; 16,63 gr; 27 mm; 3600; U = 2-3; C = 2 14. n. inv. 4133; 16,57 gr; 26 mm; 3600; U = D/ 3, R/ 2; C = 2 15. n. inv. 4167; 16,57 gr; 27,5 mm; 3600; U = 2-3; C = 2 16. n. inv. 4112; 15,81 gr; 28,5X26,5 mm; 360°; U = D/ 4, W 2-3; C = 3; fig. 12b 17. n. inv. 4126; 15,81 gr; 25X26 mm; 3600; U = D/ 3-4, W 3; C = 2; W tracce del tipo 18. n. inv. 4111; 15,73 gr; 29x26,5 mm; 360°; U = D/ 1, R/ 2; C = 2; fig. 9b 19. n. inv. 4102; 15,48 gr; 26,5 mm; 3600; U = 3; C = 1 20. n. inv. 4134; 15,19 gr; 26; 3600 mm; U = 2; C = 2; fig. 5 21. n. inv. 4166; 14,92 gr; 27; 3600 mm; U = 2-3; C = 2 22. n. inv. 4162; 14,84 gr; 25,5; 360° mm; U = 2; C = 2; fig. 11a 23. n. inv. 4137; 14,77 gr; 26,5; 3600 mm; U = 3; C = 2 24. n. inv. 4145; 14,63 gr; 23X24,5 mm; 330°; U = 2-3; C = 2 25. n. inv. 4139; 14,35 gr; 24X25,5 mm; 360°; U = 3; C = 2 26. n. inv. 4155; 14,24 gr (fr.); 24X27 m; 360°; U = 3-4; C = 4 27. n. inv. 4168; 14,21 gr; 26 mm; 3600; U = D/ 3, WJ 2-3; C = 2 28. n. inv. 4104; 14,19 gr; 27 mm; 360°; U = 3-4; C = 2 29. n. inv. 4153; 14,11 gr; 25,5 mm; 3600; U = 3-4; C = 2 30. n. inv. 4105; 13,66 gr; 26 mm; 3600; U = 3; C = 2 31. n. inv. 4120; 13,55 gr; 26x24 mm; 3600; U = 3; C = 2 32. n. inv. 4144; 13,03 gr; 27,5 mm; 3600; U = 1-2; C = 2 33. n. inv. 4100; 12,79 gr; 26,5 mm; 300; U = 2; C = 2 34. n. inv. 4169; 12,23 gf; 24>5 mm; 36°°; U = 4; C = 1; D/ R/ Tipo quasi evanido 35. n. inv. 4136; 11,58 gr; 26 mm; 360°; U = 3; C = D/ 3, R/ 2-3 1400 Clati(ii3 Pcrassi Massinissa (203-148 a.C.) o Micipsa (148-118 a.C); AE; 1 unita; zecca di Cirta (c altrc indeterminate della Massylia) D/ Testa del re a s., con corona di lauro. Bordo perlinato R/ CavalJo al galoppo verso s.; sotto al ventre, globetto. Bordo lineare Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., n. 18, var. a 36. n. inv. 4176; 17.59 gr; 27,5 mm; 3600; U = D/2-3, R/ 3; C = 1 37. n. inv. 4164; 15,94 8ri *6 mm: 300°i U = D/ 3, R/ 2-3: C = 2 38. n. inv. 4095; 15.66 gr; 26 mm; 3600; U = 3; C = 2 39. n. inv. 4106; 15,65 gr; 26,5 mm; 360°; U = 3; C = 2 40. n. inv. 4154; 15,60 gr; 25X27 mm; 3600; U = 2; C = 2 41. n. inv. 4113; 15,46 gr; 25,5 mm; 360°; U = D/ 4, R/ 2-3; C = 3 42. n. inv. 4107; 15,24 gr; 26 mm; 360°; U = 2; C = 2; fig. 2 43. n. inv. 4150; 15,12 gr; 26,5 mm; 360°; U = D/ 3, R/ 2; C = 2; fig. 12c 44. n. inv. 4135; 15,11 gr; 25,5 mm; 3600; U = 3; C = 3 45. n. inv. 4132; 14,93 gr; 24X26 mm; 3600; U = D/ 2-3, R/ 2; C = 2; fig. 12a 46. n. inv. 4130; 14,89 gr; 26 mm; 3600; U = 1-3; C = 1 47. n. inv. 4119; 14,85 gr; 27,5X26 mm; 3600; U = D/ 3, R/ 2; C = 2; fig. 6 48. n. inv. 4147; 14,72 gr; 26 mm; 360°; U = 3-4; C = 2 49. n. inv. 4170; 14,70 gr; 25X25,5 mm; 360°; U = D/ 3, R/ 2-3; C = 2 50. n. inv. 4117; 14,69 gr; 26 mm; 3600; U = 2; C = 2 51. n. inv. 4114; 14,65 gr; 25,5 mm; 3600; U = 2-3; C = 2 52. n. inv. 4094; 14,50 gr; 27 mm; 3600; U = 3; C = 2 53. n. inv. 4110; 14,36 gr; 26 mm; 3600; U = 2-3; C = 2; fig. 10b 54. n. inv. 4156; 14,36 gr; 26,5 mm; 360°; U = D/ 3, R/ 2; C = 2 55. n. inv. 4099; 14,25 gr (fr.); 26 mm; 3600; U = 1; C = 2 56. n. inv. 4101; 14,15 gr; 26 mm; 3600; U = D/ 2, R/ 3; C = 2 57. n. inv. 4163; 13,88 gr; 26 mm; 360°; U = 3; C = 2 58. n. inv. 4161; 13,81 gr; 26,5 mm; 360°; U = 2-3; C = 2 59. n. inv. 4165; 13,76 gr; 25x25,5 mm; 330°; U = D/ 3, R/ 2-3; C = 2 60. n. inv. 4173; 13,62 gr; 26 mm; 3600; U = 3-4; C = 1 61. n. inv. 4131; 13,52 gr; 25,5 mm; 360°; U = 2-3; C = 2 62. n. inv. 4140; 13,48 gr; 26 mm; 360°; U = 3; C = 2 63. n. inv. 4157; 13,45 gr; 27 mm; 360°; U = D/ 1, R/ 2; C = r; sul R/ la scritta 172; fig 8. 64. n. inv. 4123; 13,43 gr; 25,5 mm; 3600; U = D/ 1-2, R/ 2; C = 2; fig. 9a 65. n. inv. 4109; 13,40 gr; 26 mm; 300; U = 2; C = 2 66. n. inv. 4171; 13,38 gr; 25 mm; 360°; U = 3; C = 2 67. n. inv. 4097; 13,29 gr; 28 mm; 360°; U = D/ 3-4 (o conio stanco?); R/ 2; C = 2 68. n. inv. 4115; 13,17 gr; 26 mm; 3600; U = 2-3; C = 2; fig. 10a 69. n. inv. 4116; 13,07 gr; 26 mm; 360°; U = 2-3; C = 2 // 'Numidian Hoard' del Malta National Archaeological Museum 1401 70. n. inv. 4108; 12,93 gr; 24X27 mm; 3600; U = 2; C = 2 71. n. inv. 4159; 12,92 gr; 26,5 mm; 360°; U = 2-3; C = 2 72. n. inv. 4103; 12,70 gr; 26 mm; 3600; U = 2-3; C = 2; fig. 8b 73. n. inv. 4158; 12,53 gr; 25 mm; 3600; U = 3-4; C = i; R/ globetto? 74. n. inv. 4:77; 12,53 25 mm; 3600; U = 2-3; C = 1 75. n. inv. 4175; 12,35 gr; 25 mm; 3600; U = 3; C = : 76. n. inv. 4138; 12,28 gr; 26 mm; 360°; U = 3; C = 1 77. n. inv. 4172; 11,67 gr (fr.); 25X26,5 mm; 3600; U = 3; C = 2 78. n. inv. 4127; 11,66 gr; 26 mm; 360°; U = 1-2; C = 2 79. n. inv. 4174; 11,62 gr; 26 mm; 3600; U = D/ 3-4, R/ 3; C = 1 80. n. inv. 4098: 11,02 gr (fr.); 27 mm; 3600; U = 1-2; C = 4 81. n. inv. 4118; 8,90 gr; 23X25 mm; 360°; U = 3; C = 2; fig. nb Massinissa (203-148 a.C.) o Micipsa (148-118 a.C); 1 unita; zecca di Cirta (e altre indeterminate della Massylia) D/ Testa del re a s., con corona di lauro. Bordo perlinato R/ CavalJo al galoppo verso s.; sotto al ventre del cavallo, testa di Ammone in rilievo. Bordo lineare Alexandropoulos, Les monnaies de I'Afrique, cit., n. 18, contr. d 82. n. inv. 4121; 13,04 gr; 25,5 mm; 3600; D/ 3-4, W 3; C = 2; fig. 7 "Numidia/Masinissa" 83. n. inv. 4124 (moneta irreperibile) 84. n. inv. 4125 (moneta irreperibile)
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