Catalogo ragionato di exagia bizantini in vetro dal territorio italiano e da recenti listini d’asta, in “Temporis Signa”, 3, 2008, pp. 289-311 more |
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TEMPORIS SIGNA
Archeologia della tarda antichita
e del medioevo
III - 2008
FONDAZIONE
CENTRO ITALIANO DI STUDI SULL ALTO MEDIOEVO
SPOLETO
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Si I \tox> sski. Vw* snUo ilatiis uphientalog'uo dell'ai'clieologia lauioan-
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dalla cllie^a di San Salviilore ad Amelia ................................................ »
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s Pr.\i /i. // suburbia osiiense Ira lardoantico ed alieniedipevp. Recenri
indagini an'healogivtie e prime note sttliarredo lilurgico ictifiored ......
I Ckri.iMO. // polio allomedievale di Napoli. I na uuova lellina dellr
lonii alia luce delle recenii tcoperte ........................................................ 277
ARCHEOLOGIA E MONETA
Catalogo ragionato di exagia bizantini in vetro
dal territorio italiano e da recenti listini cTasta
Gli exagia 1 bizantini in vetro sono oggctti piuttosto rari, se posti a confronto con i pezzi in
metallo utilizzati con la stessa funzione 2, ossia la verifica ponderale delle monete 3. L'inleresse
dei numismatici nei loro confronti, dopo i lavori pionierislici di Roger Bey (1873), Gustave
Schlumberger (1895), Andreas David Mordtmann (1898), Alexis de Markoff (1910), Ugo Monneret
de Villard (1922), Marcel Jungfleisch (1932), e ripreso da qualche tempo con rinnovato vigore e -
come naturale - con metodologia affinala . L'attenzione suscitata da tali stmmenti metrologici
negli ultimi quindici anni e ben attestata da alcune esposizioni dedicate alia civilta bizanlina, nelle
quali ha trovato visibilita anche un certo numero di exagia vitrei \ in quanto lipid di quest'area
culturale 6, che li trasmettera poi, a seguito della conquisla dell'Egitto, al mondo islamico 7.
II Icrminc exagium indica, nclla sua prima accezione. I'a/.ione del pesare: pcrtanio. vendere sub exagio significa "vendere a peso". Da BB-
SS deriva il senso (iguralo di "peso esallo". "campione ponderale" (\edi U, Babylon, Exagium. in Dictiomtaire ties antiquites grecques et rontai-
nes,W\. Paris. 1892, pp. 873-878).
" La mancan/a sugli exagia vitrei di iscri/ioni direllamenle legale alia lerminologia monelale. quali la leliera greca N o il gnippo di letiere
SOL che nil pesi monelali metallic! richiamano. invece, espressamenic la moneia d'oto in uso nel mondo bi/anlino (vimwmi/salidus). ha rcso
complesso I'esalto riconoscimenlo della fun/ione dei primi. che vennero inierpretati in passato anche quali amulcti, monele, gelloni da gioco,
lessen (per qualche limitata riserva, aneora recentementc. vedi G. Kknnitii Sams, 77ie Weighing Implements, in Yassi Ada. I. .4 Seventh-Century
Byzantine Shipwreck, cdd. G. F. Bass - F. H. van Doormsck Jr.. College Station, 1982. pp. 211-212: L. S*GUt, Vetri, in Roma dall'aniichita al me-
dioevo. Archeologia e slnria net Museo .\azionale Romano Crypto Balbi. Roma. 2001, pp. 318-319).
' Le fonti giuridiche. da Costantino 1 a Giustiniano I (vedi BABSLON 1892 (nota 1|, pp. 873-878; G. Y'ikas - J. NrABm, Security in Byzan-
tium. Unking, Sealing and Weighing, Washingl<m. 1980, pp. 29-30; M. Hisdy, Studies in the Byzantine Monetary Economy tc. 300-14501. Cam-
bridge. 1985, pp. 329-338; S. BfiNMU* Byzantine Weights. An Inlnxluclion. London, 1996, pp. 9-13), impongono lutili/./o di pesi per il control-
10 delle monete. limitatamenle a nominali aurei. perdu' essi possono venire fraudolentemcntc tagliati, ridotti o tosati. non specificando, pero,
11 materiale con il quale tali pesi erano labbricati. Sulla base di osserva/.ioni p<mdometriche e palcografiche relative ad alctini esemplari con
monogramma a blocco assegnabili all'ela di Giuslino II, un utili//o degli exagia vitrei anche per la verifica ponderale delle fra/ioni del follis e
stata recentemente proposta da E. Sciiiihach, Glasgewichte ftir Follis-Prii^ungen ans der Zeil des Kaisers Justinos II, in Bvzantinische Zeilschrifi.
XCIJ (2005). pp. 495-501.
■* Nel disinteresse pressoche assolulo degli anni centrali del Noveccnio. si segnala, di comm. I'ampio repertorio di exagia vitrei pubblicato
a piii riprese da Jean Forien de R<»chesnard (J. Forii.\ or R(mhks\ari), Is pesage monetaire. Les poids de verre, in Archeonumis, 1972/4, pp. 16-
21; 1972/5, pp. 32-43; 1973/6. pp. 5-17).
* Vedi Byzance. fan byzantin dans les collections publiques francaises. Catalogo della moslra (Paris. 3 novemhre 1992-1" fevriei 1993). Pa-
ris. 1992. pp. 93-97; Byzantium. Treasures of Byzantine Art and Culture from British Collections. London. 1994. pp. 14-15; 87-90; Rom und
Byzunz. Archtieologische Kostbarkeiten aus Baxem. Catalogo della moslra (Munched, 20 Oktober 1998-14 Febniar 1999). Miinchen. 1998. pp.
153-155; 162-165; Byzanz. Das Licht aus dem Osten. Kult und Alltag im Hyzantinischen Reich vom -4. bis 15, Jahrhundert. Catalogo della moslra
(Paderbom. De/ember 2001-Marz 2002), Main/ am Rhein. 2001, pp. 265-268; Die Welt von Byzanz. Europas ostliches Erlre. Catalogo della mo-
slra (Munehen, 22 Oklober 2004-3 April 2005). Miinchen. 2004. pp. 45; 367.
6 I piii anlichi exagia di eta mmana recano il nome dcH'impcratorc Giuliano e sono in metallo, come saranno poi tulti i successive In prc-
ecden/a si ritiene che la funzione di conirollo delle monete potesse awak-rsi di pesi di lipo commerciale. oltre che di apposite bilancine dota-
te di un conlrappeso fisso (vedi M. FiaofiRfi - G. Dm;YRoT - M. Mariiv litdances ntoneiaires a tare fixe, in Gallia. LIII 11996|, pp. 345-362), ta-
lora costitiiito da una vera moneta (vedi G. Di PASOtAi.fi. Strumenli per pesare. in Homo falter: natura. scienza 8 tecnica nell'antica Pompei. Mi-
lano, 1999. p. 297. n. 365; C. Corii - N. Giordam, Pondera. Pesi e misun- nell'antichita. Campogalliano. 2001. p. 183). Il ricorso al vetro e alle-
stato in ambito genericamente ponderale nel mondo one male gia nel II secolo d.C. quando una prescri/ione. tramandata dalta raecolta di
leggi giudaiche della Tosefta, impone la labhrica/ionc di pesi solo in piclra e in vetro, vielando invece il ricorso ad ogni lipo di metallo (vedi
A. Bfi\-DAVii». Weights Must Be Made Onl\ Prom Glass. An Ancient Glass Weight, in Palestine Exploration Quarterly. CII-CIII [1970-19711. pp.
101-107). Forii.n in RocHi svuui 1972/4 (nota 4), pp. 18-21 descrive alcuni pesi in vetro di pmdu/ione fenicia e romano-egi/iana. che merile-
rebbero uno studio piii approfondito.
' I primi esemplari noli si datano al 690 e sono conirassegnati dal nome del calilio Abd al-Malik (684-708 d.C; vedi P. Baku., Poids mone-
taires en verre byzantino-araltes. in Revue Beige de Numisrnatique. 1958. pp. 127-134; A. H. Morion, A Catalogue of Early Islamic Glass Stamps
in the British Museum. London. 1993). Sccondo P. Balog. The Fatimid Glass JetOtt, in Annali dell'lstitulo Italiano di Numismatica. 18-19 (1972-
1973). pp. 188-195. a pailire dal regno di al-Hakim (386-411 E '996-1020 d.C), i pesi in vetro avrehbero assunto il valore di monete verc c
pruprie. in sostitu/ione della valuta in ramc.
290
Cl.Al IJIA PERASSI
Rispetto ai lavori della line dell'Otlocenlo e degli inizi del Novecenlo, che avevano essenzial-
menle l'inlenlo di redigeiv i primi cataloghi dei pesi bizanlini in velro, altingendo ad esemplari
conservati in collezioni pubbliche o private, vengono oggi approlonditi aleuni aspelii particolari di
questa classe di mannfatli. legali alia loro eronologia '\ agli aspelti metrologici 9. a quelli icono-
grafici . Da non pochi anni, inolire, iniziano ad essere pubblicati pezzi dolati di un piii o menu
accurato contesto di rinvenimenlo, come e per Vexagiion rilrovalo insieme a otto pesi in bronzo sul
relitto di Yassi Ada (primo quarto del VII secolo d.C.) ", o per i ventnno esemplari seoperti a Sardi
nel 1996 , Nel primo caso, i pesi liirono recnperali nel loro natnrale contesto lunzionalc legato al-
ia pesatura: erano inlatli enstoditi in una enstodia lignea, chiusa da un lucchetlo, insieme ad alme-
no tie stadere, a un piatto di bilancia e a monete in oro e bronzo. nella dispensa principale della
nave ". Nel secondo. il ritrovamento degli exa^ia in un ambiente ulilizzato « as a chapel or small
church at some point in its history » w, richiama la Novella giustinianea con la quale, nel 545. l'im-
peratore prescrisse che i pesi campione fosscro cusloditi in sanclissima iiniusciiiiisqiie civitatis ec-
cksia . Grazie ai nuovi ritrovamenti, e stato anche possibile avanzare qualche primo tetltativo di
quadri regional!
Questa breve nota, cerlamenle par/.iale e del lutto preliminare, ha dunque lo scopo di prcsenta-
re insieme. per la prima volta, i pochissimi exunio vitrei ritrovati sul tcrritorio italiano dei quali ho,
fino ad ora. notizia. Ad essi ho ritenuto opportuno far seguire la schcdalura di una ventina di pesi
campione in velro apparsi in recenti vendite alla-ta. che. seppur privi di dati contestualizzanti, so-
no. in non pochi casi. di notevole inieres.se.
EXACIA VITREI DAI. TBRRtTORIO ITALIANO
Si tratta di quindici esemplari: due provengono dalla Liguria, uno da Roma, i rcstanti dodici
dalla Sicilia . Ho gia discusso molti dei pezzi siciliani nel corso del I Congresso Inlernazionale di
Archeologia della Sicilia bizantina (Corleone, 30 luglio-2 agosto 1998): per la lorn piesenlazione
analitica rimando dunque agli Atti del convegno, edili nel 2002 dall'lstitulo Siciliano di Studi Bi-
zanlini e Neoellenici di Palermo ls. Saranno invece esaminali in questa sede in modo approlondilo
Yexagiinn da Kaukana. che allora non mi era nolo, e quelli da Piazza Armerina. per i quali si dispo-
ne oggi di piii precisi dati di contesto.
Le tipologie attestate dagli exagia rinvenuti in Italia sono molteplici. ma non ho riscontrato
esemplari appartenenti ad una stessa serie. Sono documentati pertanlo pesi con monogramma cru-
ciforme (Roma. Akrai.6, Kaukana, Sicilia.13.14.15); monogramma a blocco (Akrai.7); monogram-
" Vedi Bim>mi 1996 (nola 31. pp 60-65; Cm. Emwisiik. Byzantine HWe/i/s. In The Txnnumic lli\lory of Byzantium. From the Seventh
Thruugft the Fifnenlh Century, cj. A. i Un II. Washington, 2003. p. oOo.
*Vedi C. Emwimo. Byzantine Weighty, in Byzantium. Treasures of Byzantine Art and Culture from British Collections, l-ondon. 1994. pp.
IS: 87-90: Sum hum 2005 (nnu 3).
10 Vedi C. Pirassi. Some iscrillo e immaetne raflinurata. Gli exavia bizanlini hi iv/m. In Aniilus sui ellinii. Identita e rappresentazione netili
anelli-siuillo loitKobardi. Am della (iiomata di Studio (Milan,, 29 aprile 20041. a cum di S. Li m km» Shw. Milano. 2006. pp. 81-98.
" KUMUII S*ms 1982 (nola 2). p. 204. n. W.9: il peso prcscnta un p.tcoln Inrci. di sospensionet?).
|; M. M. PUliWUM • F. HerOX* A Html of liarlv Byzantine (Haw Weiehls fntn Sardis. in Ameiiean Journal of Xumisnitilics. X (1998). pp.
105-120.
11 Vedi Ki KM SjMW 1982 Inula 2). pp. 204-205 (le munele, 54 /olles. now semissl e setle tremissi a nomc ili Mauri/in Tiberio, Foca ed
Eraclio. si dal......Ira la line del VI e il piilllo tularin del VII secolo).
14 Vedi Fi nan u - Heist* 1998 (n..la 121. p. 114.
u Novella CXXVIII. caput 15 (vedi HfM» 1985 |nola 3|. p. 3321.
'* Vedi C. Phianm. Pesi rnonelali hizanttnt in iwni dal territono \u thano. in B\zaniino-Sicula l\ Alii del I Confess., Iiuciiia/ioiialc di Ar-
eheolo^ia della Sieilia bi/anlina (Corleone, 30 lurlm-J agoslo 19981. Palermo. 2002 (Isliluto Siciliano di Sludi Bi/anlini e Ncocllcnici. Qua-
derni 151. pp. 439-474. A. M. Makoiim. I'cm vitrei bizanlini nei Uiisei siciliani. in Studi in onore di Giovanni Bovnu. I, Ravenna, 1989. pp.
355-361 si era linillala ad un scmpliec elenco dei pe//i. sen/a coinmcllo ne inquadramcnto slorico ne pmposla di scioelimcnln per i mono-
:■■ .unini che non venivani) risolli dalla bihlio^ralia prvcedenlc.
1 L'csislen/a di un Iredicesinui eseniplaiv semhra c<ingellurahile sulla base di una rapidissima e null niiilln ebiara allernia/iiine di Paul
Baio^. elle (rallandit dei 32 geltoni islamici jvisseduli dal Musen di Siracus;i (31 ritrovali nel 1912 prcsso il Caslelln di Dounalu^ata. uno rin-
vcnulu a Sofiana). strive - die baleli eonlains also a Bv/anline e.vri^iffMi ■ (vedi P. Balou. Fatimid and Po\l-fatimid f»7«*\ Jvlon\ from Sicily, in
Sludi UfuMwJ, 7 119751, P- 128).
'* Pi rvvsi 2002 (nola 16).
CATALOGO RAGIONATO Dl EXAGIA BIZANTINI IN VETRO
291
ma e iscrizione circolare (Akrai.8); monogramma delormato (Piazza Armerina.l 1); monogramma e
bliStO imperiale (Luni); busio imperiale c iscrizione circolare (Albenga. Siracusa.5, Piazza Armeri-
na.10, Palermo?); iscrizione lineare (Siracusa.4) l9. II rovescio e, come sempre in quesla classe di
oggetli, anepigrale e aniconico. La rcalta ilaliana, per quanto il campione sia ad oggi numerica-
mente esiguo, conferma dunque la maggior diffusione della tipologia limitala al solo monogramma
centrale, con una netta prevalenza per le sigle onomastiche siruiiuraie a croce. Per- la sua rarita. si
segnala Yexagiiim da Siracusa (n. 4). esclusivamente epigrafico. sul quale l'iscrizione e disposta su
ire righe. al centro del dischetto.
Come nolo, si rilienc allualmenle che il momento di uliliz/o degli exagia vitrei si ponga nel VI
secolo :o e nella prima meta del VII. All'inlerno di questa cronologia di massima, una migliore defi-
nizione cronologica e possibile unicamente per i pesi contraddistinti da un monogramma. Nel
mondo bi/aiitino, inlaiti, le abbreviazioni onomastiche strutturate a blocco raggiungono l'apice
della loro diffusione nel V e nel VI secolo21. I primi monogrammi a croce a noi pervenuti. riman-
dando al nome deH'imperatrice Teodora, si datano al 534. Nella seconda meta del VI secolo si assi-
ste. dunque. all'utilizzo contemporaneo dei due tipi22, ma gia all'inizio del secolo successivo il nuo-
vo genere cruciforme si impone nel gusto del tempo. Di conseguenza, la produzione degli exagia
con monogrammi a blocco si deve considerare precedente al VII secolo, quella dei pesi con sigle
onomastiche strutturate a croce successiva (ma di quanto?) al 534. Limit! temporal! piii stringent!
possono lorse essere lissali dal confronto con la moneta/ioiK' coeva, che attesta la comparsa dei
monogrammi a croce su penlanummi di Giustiniano I della zecca di Anliochia del 565 e la piii tar-
da attestazione di una sigla a blocco nell'eta di Giustino II (565-578) . Ancora piii complessa e,
naluralmente, la datazione degli esemplari privi di monogramma.
Quanto al termine cronologico finale per l'utilizzo degli exagia vitrei bizantini (meta del VII
d.C), messo in relazione da Christopher Entwistle con la « contraction of the economy » e con la
« disruption ol the administrative apparatus involved in their manufacture and distribution », con-
seguenti alia perdila dell'Egilto e della Siria , non escludo che possa essere in qualche modo vi-
ziato da una visione "egillocenlrica" della questione, che estende a tutto il territorio bizantino il
daio relativo a quella zona del MediteiTaneo, dove, effettivamente, il ricorso a tali strumenti ponde-
rali cessa con la conquista araba fra il 21 e il 25 H (641-646)""'. Solo il ritrovamento di exagia bi-
zantini in contesti stratigrafici successivi alia meta del VII secolo, nelle aree che piii a lungo rima-
sero nell'orbita polilica di Costantinopoli, potrebbe pero riaprire la questione.
I dati di contesto relativi agli esemplari dal territorio italiano non permettono di meglio circo-
scrivere la datazione dei pesi campione in vetro. Si tratta infatti, nella massima parte delle attesta-
zioni, di indicazioni che si limitano a tramandare la localita della scoperta dei pezzi. Solo per cin-
que exagia le informazioni riguardano un contesto piii circoscritto, ossia le indagini archeologiche
che hanno interessato la lahenia E del I-'oro di Luni. la chiesa di S. Carlo ad Albenga, la Ciypta Bal-
bi a Roma e la villa romana di Piazza Armerina. In tutti i casi, pero, i dati stratigrafici sono poco
significativi. trattandosi di interri o di grandi accumuli di materiale. Anche l'associazione con altri
manufatti, quando nota, non fomisce indicazioni di rilievo. II punto di pailenza per l'utilizzo degli
exagia bizantini in Italia mi pare possa essere comunque ritenuto I'anno 554, nel corso del quale la
Pragmatica Sanzione di Giustiniano 1 (cap. 19) dispose, in relazione al territorio italiano, che le
merci e le monete fossero date e ricevute sulla base delle misure e dei pesi che erano stati distri-
'* Delle olio grandi categoric proposic da E\r*iMii 2002 (nola 8). p. 614. non vino dunque rapprescntatc unicamcnle quelle conlraddi-
slinlc dal solo buslo o da un conlravsegno di valorc.
x L'cscmplarc. solo cpigralico. sul quale compare il nomc v*Vi ia» (vedi Fowls iti Ro* ill s\»mi I97Z'4 (nola 4|. p. 12. n. Dl). non puo esse-
re allribuilo aU'omonimo impcraloic bi/anlino (491-518), in base a considcra/.ioni palcograliche (vedi M M Ji v.nus*il. /.s dem'ratix cl
HWW||Wffi > byzaiuins en irnc tie la Collection Frohner, in Bulletin tie I'lmlittit d'E^ypte, XIV 11951-19321. P- 235) e lipologicbc (vedi PntMH
20(>r> [nola IU|. pp Ss SM. I piimi extt^iii dolali *li Home imperiale risalgono, dunque, a Giustiniano I (vedi Pikassi 2006 [nola I0|, p. 861. al
quale si deve anche I'inlensa allivila legislaliva. lesa alia convlte//a delle opeia/.ioni di pesalura delle monelc, appenu sopia ricordala.
Jl Vedi W. Seibi. MonoKrannn, in Reallexicon zur byzttntiniscllen Kunst, hrsg. M. Ri sn i, VI, Stuttgart. 2005. coll. 589-614.
Vedi Son 2005 (nola 21), col. 593.
MVedi Sum 200? Inola 21). col. 593: W. Fl\k. Da* Irtthbyzitnltmsclle Monogram. Unlerstichtingen zu U>sunt;unoKlicllkeilen. in Jahrbtuh tier
Ofterreichiuhen Byzanlinistik. XXX (1981). p. 77).
" Emwisiu 2002 (nola 8). p. 614.
" Vedi Buoc 1958 (nola 7).
292
CLAUDIA PERASSI
buili 2*. II termine finale e fomito, naturalmente, dal passaggio delle diverse "Italie bizantine", con
scansioni cronologiche fra loro anche mollo differenti, sotto il conirollo di altre entila poliliche.
Non e questa la sede per affrontare la complessa quesiione del rapporlo ponderale fra i pesi
campione in vetro e i nominali del sistema monetale bizantino. Mi limilo a riprendere l'osservazio-
ne di Eniwistle circa l'utilizzo dei primi, per determinare « the tolerance above or below which a
coin would not be accepted » 21. Analisi statistiche su oltre 500 pezzi, anticipate dallo stesso Entwi-
stle, hanno pertanto dimostrato come la maggior parte degli exagia vitrei fosse preposta alia verili-
ca ponderale del .vo//V/;is/nomisma e delle sue frazioni . I dodici esemplari dal temtorio italiano,
per i quali si dispone del dato ponderale, si dispongono essenzialmente su tie diverse scale di valo-
ri: da gr 4,39 a gr 3,80 (tre pezzi; diam. mm 25); da gr 2,90 a gr 1,80 (quattro pezzi; diam. da mm
25 a mm 19); da gr 1,50 a gr 1,30 (tre pezzi; diam. da mm 19 a mm 11) che possono essere messe
in relazione con la verifica ponderale di un soliclus, di un semissis e di un treniissis.
X.Liguha, Limi, Foro, Tabema E (US 1496) 29
peso: gr 4,39; diam.: mm 25; colore: blu cobalto; bordo largo e bombato, con una marcata sporgenza nella
pane aha del dischetto.
In alto, busto drappeggiato dell'imperatore, visto di fronle, limitatamente allc spalle. A d. e a s., crocc patente,
sotto alia quale e un elemenlo di forma rettangolare, di difficile interpretazione. Sotlo, monogramma a
blocco: AKAKIOY so.
Luni, Depositi della Soprintendenza (CM 21822/1).
La tipologia contraddistinla da un busto e da un monogramma, costantementc a blocco, trova
pochissime attestazioni. Mi risulta, infatti, documentata unicamente su exagia a nome di "Axax/.o;
e di Maimvoc (vedi oltre, n. 22). L'identificazione del busto raffigurato negli exagia vitrei bizantini
non e univocamente proposta dagli studiosi. Motivazioni di ordine iconografico e storico, sulle
quali non ritomo, mi fanno ritenere si tratti, in tutte le classi che utilizzano tale effigie, del busto
imperiale !l. La figura pud essere estesa alia notazione di entrambe le braccia, teniae sollevate ver-
so l'allo, owero del solo braccio destro, anch'esso rialzato, owero, come nel caso dett'exagiitni da
Luni, limitata alle sole spalle.
-'" Vedl Hrsov 1985 (nola 3). pp. 332-333.
17 Entwistle 1994 (nola 9) p. 15. Si dcvc anchc tenere presente come le bilancc in uso ncl mondo antico non raggiungesseio certamcnlc la
snfisticatczza e la precisione di quelle atluali. A qucslc considcrazioni sc ne possono aggiungcre allre. di lipo melrologico. relative alia Out-
luazione del peso del solido e dclla libra in ela bizanlina (vedi EsiwisriF 1994 [nola 91. pp. 14-15; Babhos 1892 (nola II. p. 876; Forks DC
Rochessaki) 1972/4 [nola 4), pp. 17-18). La funzione di pesi monetali e esplicilamenle indicala nelle serine che compaiono sni pesi in velro
arahi di epoca umayyadc e abbaside. direlli discendenli degli analoghi oggetli di ela bizanlina (vedi Baioc, 1972-1973 [nola 7|, p. 188). Consi-
dcrazioni melrologiche relalivc ai pesi campione arabi. hanno inollrc dimoslralo che . a difference of several hundrcdlhs of a gram was tole-
rated • c Che • in the more prolific groups the weight tolerance is wider ■ (vedi V. Novak, Falimid and Post- Falimid Glass Jelons in tht Nativ-
rial Musmon, Prague, in Numismatic Chronicle. 157 [19971. P- 94).
2t Vedi Esrwism: 2002 (nola 8). p. 614; ran esemplari dotati di marchi di valore erano invecc indicali per pesare solidi di standard piu
leggero. mnltipli del solido. ma anche multipli e frazioni dcll'oncia (vedi anche Schilbach 2005 [nola 31).
WC. Pf.rassi, Pesi monetali tli eta bizantina in vetro e in inetalln dagli scavi di tunl, in Quademi del Centra Stttdi Ltinensi, VI (2000). pp.
53-64.
10 Ho gia chiarilo come la barra orizzontale posta alia base del monogramma non fomii una leltera "della" ne una "lamba". poichc non
vicne raggiunla dai Irani obliqui della "alfa", che si inncstano tnvece a mela circa delle linee vcrticali allc quali sono sovrapposle le letlere
"omicron" e "upsilon" (vedi Pr.iussi 2000 [nola 291. p. 72. nota 66),
11 Per un approfondilo esame della quesiione. vedi Pkrassi 2006 (nola 10).
CATAI.OGO RAGIONATO Dl EXAGIA BIZANTINI IN VETRO
293
II peso lunense trova stringenti confronti con almeno altri quatiro esemplari, lutli bin scuro e
luiti caratterizzali da un bordo ampio. dall'acceniuala bombatura e da un busto imperiale limitato
alia nota/ione delle spalle <;. Di nessuno e nota la provenicn/a. Ad essi puo ora essere aggiunto an-
che Yexagiiim da una recente vendila all'asta (vcdi oltre, cat. n. 23). A nome di 'Axaxio; sono perve-
nuli anche exagia caraltcri/./.ati dal solo monogramma ccnlrale di slruttura, pero crucilorme, co-
si da far pcnsare all'esisten/a di due diversi personaggi omonimi. Sono oltre 450 le sigle onomasti-
che attestarc sui pesi in vetro bizantini . La loro abbondanza, posta in rapporto con il periodo
piuttosto breve della produzione di tali strumenti ponderali. ha permesso di capire che i mono-
grammi impressi devono essere riferiti non solo all'f.Taoyo;, ti"i; IIoXeii);, direttamente menzionalo su
alcune serie. ma anche ad altri eparchi, per esempio quelli provinciali o di citta diverse dalla capi-
tale delllmpero35, e probabilmente anche a funzionari subalterni della prefettura <&. Le lonti non
attestano comunque nessun eparca di Costantinopoli chiamato 'Axuxioc, anche se il nome della
maggior parte di tali funzionari resta per noi ignoto 37.
II recupero tleWexagiutii lunense aucnne in uno strato superficiale della tabema E del Foro cittadi-
no, dunque in un contesto in qualche modo relazionato con un ambiente di lipo commcrcialc. nel qua-
le doveva essere naturale il ricorso a uno stmmento per il controllo ponderale della monete ls. Segnalo
come tie exagia vitrei e uno in metallo vennero recuperati a Sardi nella tabema El. in uno strato asso-
ciato al crollo del secondo piano dell'edificio ,9. L'estensione cronologica della dominazione bizantina
di Luni indica in modo inequivocabile solo una produzione della serie di exagia a nome di Akakios con
monogramma e busto imperiale successiva al 552 e precedcnte al 643, momento nel quale - per altro -
i monogrammi dalla struttura a blocco erano onriai divenuti desueti.
2. Liguria. Albenga, 1968, lavori di ripavimetilazione delta Cliiesa di San Carlo
peso: gr 2.10: diam.: mm 21: colore: verde/giallastro; bordo piultoslo stretto.
Al centro, busto drappeggiato deH'imperatore, visto di frontc, la niappa nella mano destra sollcvata verso I'al-
to; a d.. croce. Inlorno. +EIII(-)EOAOTOY£IIAI'X0.
Genova, Deposilo della Soprinlenclenza per i Beni Archeologici della Liguria (n. inv. 92501).
'•' HouMcm. The Mcnil Collection (79-24.100); Parigi. Bibliolhcquc Naliunalc. ex Colle/ione Fruhncr (vedi Jlsr.nnscli 1931-1932 Inula 20).
n. 22: Londra. Bniish Museum (MA 84.5-19.5). Munchcn. Sammlung C.S. (inv. 704). Per i primi ire esemplari. vedi Prmsst 2000 (nola 29).
pp. 61-63: per rullim<i. Die Well iwi Hyzimz. liitropas ostluhe* lirlte. Munchen. 2001. p. 44. n. 31.
"Vcdi Tonus in RocitbssMtn 1972/5 (nola 4). p. 40. n. F2. Ai quattro exagia qui caialogali. deve essere aggiunlo un quinlo esemplarc. di
pmvenienza siriana. erroneamente indicalo come - Monogrammsicgcl • in H. Hakkai t it. XOYIIPOM. Abraxax. Juhwe u. s. aus Syrien. in Tyche.
VII (1992). p. 44. la!. 9. n. 6 (peso sconosciulo: diam. mm 24-25; spessore mm 3; colore giallo/verdc; bordo ampio e rilcvato). t- cerlamenle
un exae,iuin vilrco anche loggetto calalogalo nella slessa sede quale ■ Bischofssicgcl ■: il dischello, di colore vcrdc chiaro, prcscnla al cenlro
la consuela raliigurazionc del buslo imperiale con mappa nella deslra sollevala. circondalo da un'iscri/ionc (peso sconosciulo; diam. mm 22-
25; bordo piulloslo sollile. ma irreg€)lare). La lolografia del pe//o (lal. 9. n. 4) permelle di perccpirc con chiarczza le parti ini/iali e finali del-
la scrilla. ossia • ! llll ;l IIAPXOY. II nome dell'eparca pi»lrcbbe. lorse. corrisponderc a IQANNOY.
14II dalo e ripnrtalo da Bfmiaii 1996 (nola 3). p. 60.
" Vcdi Bisdaii 1996 (nola 3). p. 60; EsTWisllf 2002 (nola 8), p. 614.
Vedi I). I*'i issi i. U- Prefer ile Cunstiinlinnple. les pnids-illaUins el Vexlainpilhige ile Vainenterie mi VI el tin VII siecle. in Heme Niunisnwli-
que. XXVIII (1986). p. 127.
'' Per il periodo compreso fra il 527 e il 615/616 J. R Martindale elenca 34 nomi di eparchi. dei quali si conoscc I'esalla cronotogia. L'c-
parcalo di allri 36 puo essere solo geneiicamenle coIIik.iIo nel \'l o nel VII secolo (vedi J. R. Mabiimhi t The Pmsopograpliy >>' the luile Rit-
man Empire 1527-6411, 1MB. Cambridge. 1992. pp. 1479 1481).
,BSugli allri pesi bi/anlini da Luni. lulli pero in metallo, \edi PmAssl 2000 (nola 29). pp. 64-69; C. Pmussi. Ijx dociimenlazione moneiale.
in S. Li si »ki>i Sh sa • M. Sasnazaho - C. Pirassi. Ai confmi delt'lmperrh Insediamenli e fonificazioni bizanline nel Medilerraneo (kxidenlale (17-
VII sccolnl. Alii del Convegno (Bordighera, 14-17 mar/o 2002), in corso di stampa.
"Vcdi J. S. Ckawkird. The Byzanline Simps al Sardis. Cambridge MA-London, 1990, pp. 88-89.
40 B. Massaho. Velri rumani dui nuovi scavi della necmpoli del "Monte" di Allwnnu (Swonaf: rapporlo prelintinare, in // velro dalianlichila al-
I'ela ctmteinporanea. Alii della I Giomala Nazionale di StudJ (Venezia 1995). Venezia, 1996. pp. 29-33: B. Massabo. Xlagiche Irasparenze. I rem
294
CLAUDIA PERASSI
La classe degli exagia caratterizzati da un busto imperiale collocaio al ccniro della superficie in-
cusa c da un'iscrizione circolare che menziona il titolo di i'.Tiio/o;, preceduto o meno dalla prcposi-
/ione fait, e il nome del funzionario in carica. e ben atlesiaia. La parte epigrafica e dunque da in-
tendere nel significato di: « [exagiunt prodotto] sotto I'eparca/al tempo dell'eparca... ». La specifica-
zione, su un limitato numero di esemplari. relativa allcjiuo/o:; Ttj; n6/.t°(i>; e allT.tmo/o; "Ptojuic 41 ha
pcrmesso cli riconoscere in tale eparca innan/.ilutto quello di Costantinopoli, al quale era inlalti al-
lidato il controllo delle attivita economiche, commerciali e industriali della capitale dell'lmpero,
con il rifornimento di pesi, misure e bilance marcale dal proprio sigillo . Come appena rimarcato,
noii si pno escludere, pero, la partecipa/ione all'emissione dei pesi vitrei anche di eparchi diversi
da quelli in funzione a Costantinopoli J<.
Risultano noti una quindicina di exagia a nome dell'eparca ©eoooto; 44. tulti accomunati dalla
stessa grada/.ione di colore giallo/verde e dalla raffigurazione del busto imperiale limitata al brac-
cio destro che stringe la mappa. L'iscrizione puo invece essere Strutturata in due diverse forme:
nella prima le lettere finali del nome dell'eparca appaiono giustapposte 4S, mentre la seconda, alia
quale appartiene anche l'esemplare ligure. non le sintetizza in un unico segno grafico. Per due
esemplari e nota la provenienza 46, ossia la citta siriana di Horns 47 e I'isola di Creta 48. L'exagium
ligure per incite cli documentare dunque, ancora una volta, come esemplari Ira loro cosi simili da
fare prnspcttare una comune fabbricazione temporale e di luogo siano diffusi a Oriente e a Occi-
denle dell'lmpero, sotlolineando in questo caso una gesiione centralizzala di tali strumenti ponde-
rali.
Le lonti attestano un eparca di Costantinopoli chiamato ©eoootoc in carica sotto l'imperatore
GiuStlnO I, fra il 522 e il 52 3 49. II nome Teodoto e, per6. molto comune neH'onomastica bizantina,
cosi da non consentirc una sicura identilicazione fra i due personaggi, a motivo della nostra in-
completa conoscenza degli individui che ricoprirono la carica dell'eparcato nella capitale dell'lmpe-
ro. Tale incerto riconoscimento rende perlanto poco efficace I'utilizzo del peso da Albenga nella
complessa definizione cronologica dei pesi in vetro con busto maschile e scritta circolare, da alcu-
ni ritenuti posteriori agli exagia con monogramma a blocco $", la cui produzione - come appena
osservato - cessa agli inizi del VII secolo. L'esemplare ligure, rinvenuto in uno strato di intent) nel
corso di uno scavo di limitata estensione e durata, permette dunque unicamente di restringere il
periodo di emissione degli exagia ,i nome di Teodoto fra il 568 E il 643, ossia ;il periodo della domi-
dellantiea Albingaunum, Milano, 2000. pp. 144. n. 135; 183, n. I; Pfrassi 2002 (nola 29). pp. 63-64; Roma e la Uguria Mantima: Mcoti IV-X.
La capitale erisliana < lata rvgione di con/iiie. Alii del Corsn c del Catalogo della Moslra (Gcnova. 14 fcbbralo - 31 agoslo 2003). a cura di M.
Mari faaro, Genova - Bordighcra. 2003. tig. 69.
41 Vedi H. Griooirf., L'l.luo/oz '/Vjmijc A propos d'un poid-.-elalon tytfWffw, in Bulletin de Correspondence llellenique. Ill (1907). pp. 321-327;
Ffissfi 1986 (nola 36). p. 122; Bimiaii 1996 (nc.la 3). p 16; Emmistif 2002 Inula 8), p. 614.
,: Vedi R. Gi m i and, Elude* s»» I'hisloire udmiitislrulive de I'empire Byzanlin. L'Eparuue. in Byzanlinoslavica. Xl.l (1980). p. 25: il compilo
della maichialiua era aflidald ad appositi lun/ionari. delli |tnl').)jirral.
41 Alle considcrazioni supra esposlc, si aggiunge ancbe il lallo ehe il (ermine faiio/uc pu6 assumcrc un Iriplice signifiealo; eparca della Cilia, os-
sia di Coslanlinopoli: eparca prelello o govemalore di una rcgionc o di una cilia; eparca codicillario (vedi Gi hi ask 1980 Inula 421, p. 32)
44 Vedi Forifn at Ruchinsaro 1972/5 Inula 4). p. 38. n. E 29; Bvamc Das Ikhk ails dem osten. Main/ am Rbein. 2001. p. 268. n III 79; Die Well
\itn Bszan; (nofa 32), p. 367. n. 858; a quesli si aggiunge t>ra un esemplarc da una recenle vendila all'asla leal. n. 26).
4* Vedi. per esempio. A. df Markoff. Exagia byzanlins en \xrre, in Proces-verbaiix el mifinoires du Congre* hileniational de \mmsmaliqiie el
d'Arl de la medaille cotilempttraine (Bruxcllcs 1910). Brusclles. 1910. nn. 7-8; G. Sinn mbfri.f.r, Poids de verre elalons numelilomies d'ongme
byUntlm, in Arvii* des Eludes Grtcques. VII (1895). p. 70. n. 10.
4RSccondo U. Monnerei nr. Viiiard. Exagia bizanlini in vein?, in Rivisia llaliana di Nuniismatica, 1922, p. 99. n. I7f un peso in velro a no-
me dell'eparca Tcodolo sarcbhc conseivalo anche presso il Museo Crisliano Valicann. Lo sludioso non indica nc la provenienwi, ntf alcun cla-
lo melrologico o descrillivo deU'esemplare. Nonoslanle le mie ricerche. non ho polulo verilicare rcsallc//a ill lale alierma/ionc. NeM'ipolesi.
purtroppo per ora del lullo indimoslrabile. di un rinvenimcnlo del pe//o a Roma, si irallerebbe di un imporlanle conlronlo di ambilo ilalia-
no per Vcxaginm ligure.
47 Vedi Archaeologische Anzeiger 1911. col. 451.
41 Si in i vwiri.fr 1895 (nola 45). p. 66. n. 10.
411 Si Iralla di Theodolos Kolnkvnlhios. che inlcrvcnnc su ordine dell'imperalore conlro le fa/ioni che minacciavano la iranquillita di Co-
slanlinopoli. maudando a mone nn cerlo numero di agilalori. II suo intcrvcnlo sconsidcrato conlro la fa/ione dei Blu gli valse, pen"). I'csilio a
Genisalemmc (vedi Ff.issfi 1986 [rlOU 36|, p. 120. nola 3; OuiUND 1980 Inula 42), p. 149; Martindai.f. 1992 |noia 37), TheiMloios 3).
*° FliLGlli M - Hunt/ 1998 Inula 12). p. 111. II rilrovamcnlo a Sucidava. in uno slralo dalabile al VI secolo. di un esemplare con un buslo
imperiale e iscri/.ione relaliva a Flavin Gemn/io (vedi E. PoPESCU. Inscriptili grecesli si laline din secolele IV-Xlil descopehle in Romania. Buca-
resli. 1976. p. 310. n 302) pare conlraddirc quesla propnsla cmnologica. lanto piii sc si liene presenle che un eparca di Costanlinopoli con
lale nome esercilrt la sua carica Ira il 560 e il 562 (vedi Gi iilami 1980 Inula 42], pp. 149-150; Mariimiaii 1992 (nola 371. Gcronlius 3).
CATALOGO RAGIONATO Dl EXAGIA B1ZANTINI IN VETRO
295
na/.ione bizantina di Albenga, quando la citta rivesti un ruolo di parlicolare rilievo ncl sisiema di-
fensivo del Ponente ligure, divcncndo anche seek- di una guarnigionc militare bi/aniina
3. Lazio, Roma, Ciypta Balbi,:
peso: ? (frammcniaio: circa 1/5); diam.: mm 23 ca.; colore: bin; bordo largo e bombaio.
Al centro. monogramma cruciforme.
Roma. Musco Na/ionale Romano Crypta Balbi.
II pezzo e ridotto, purtroppo, a circa un quinto delle sue dimensioni originarie. Si caratterizza
per la presen/.a del solo monogramma cruciforme, disposto al centro della superficie incusa. Lucia
Sagui dubila dcll'ellettiva classilica/.ione del dischetto vitreo - e di lulli quelli conlraddistinli uni-
camente da un monogramma - quale exagium monelale, per la mancan/a di ogni rilerimento su di
esso aH'autorila imperiale o eparcale, cosi come contesta la funzione di strumenli di comparazione
e di verifica del peso delle monete di tutti gli oggetti di questo tipo, a causa della loro non perfetta
corrispondenza con la coeva pondometria monetale n. L'esemplare dalla Ciypta Balbi e pertanto
calalogato in modo generico, quale « dischetto con monogramma cruciforme »: nell'eventualita di
un suo effettivo utilizzo in ambito ponderale, si tratterebbe, comunque, di un peso privo di valore
ulficiale . Le difficolta prospetlate dalla studiosa, sulle quali a lungo si e interrogata in passato la
ricerca numismatica, mi paiono pero ormai risolte dai piu recenti studi sugli exagia vitrei bizantini,
piu volte cilati nel corso del presente lavoro. Ouanto alio scioglimcnto del monogramma, del quale
e sopraw issula in modo inequivocabile soltanto la lettera collocata aU'estremita inferiore della cro-
ce, la stessa Sagui propone di interpretarlo « come uno dei ran casi finora noti con iscrizione in la-
tino » riferendolo pertanto, seppur in modo dubitativo, a un LAV[RENTIVS].
La mia visione del pezzo puo essere, per ota, limitata aH'immagine e al disegno che ne correda-
no la pubblicazione. Tale esame. certamente parziale, permette pero di suggerire una lettura della
sigla onomastica basata sull'alfabeto greco, come consueto negli exagia vitrei. Se. dunque. la lettera
leggibile legata aU'estremita inferiore del braccio verticale della croce puo essere intesa. senza diffi-
colta, sia come una "a" lalina, sia come una "alfa" greca, cio che rimane di quella collocata a sini-
stra mi sembra possa essere deciftato, oltre che come una "elle", anche come la parte inferiore di
una "epsilon", della quale 1'asta della croce costituisce il tratto orizzontalc centrale. Piii dubilativa e
invece la comprensione della lettera inserita a destra del monogramma, poiche essa cade nella zo-
na del dischetto interessata dalla frattura. In luogo di una V. si potrebbe forse leggere una "ni",
della quale sarebbe soprawissuto solo il tratto obliquo. Le tre lettere A. N, E potrebbero allora ri-
mandare a un "Avoofu, nome attestato su un limitatissimo numero di exagia vitrei .
Su Albcnga hi/antina, vedi N. Christif.. The Ume.s Bizantino Reviewed: lite Defence al Uniiria. A. D. S68'643. in Ri\'i\lu di Sliidi Ligitri. LV
(1989), pp. 21-22; N. Cllklsiih. Byzantine Uniiria: an Imperial Province tgtbui the Longobards. «. D. 568-643. in Paper o/ the British School of
Rome. 58 (1990). p. 250: E. Zanim. Italic bizanline. Ban. 1998. pp. 234-235.
"S*gu 2001 (noia 2». pp. 318-319. n. 11.3.394.
"Sv.ii 2001 Inula 2). p. 318.
"Sv.ll 2001 (iKita 2). pp. 318-319.
" Sv.i i 2001 (H0M 2], p. 319, M.-nza alcuna indica/ionv bibliognitica di rifchmcnlo. La pivscn/a di monopnimmi lalini su exagia vitrei
non mi risulla sia mai slala rilc\'ata.
" Vcdi Forii s ni Rck MSNARu 1972/5 (n<ila 4). p. 40. nn. F5-F6. Si Mitt di due csemplari. cnlrambi di colon bill. GOtM il peBEO dalla Cryp-
lii Halhi: il sccondo disrKint* la A in bassn. la \ a sinistra, la E a dcslra, dunque in sensn inverse) rispellii al pe//t> ponuno, Per un sigillci, an-
ch'cno dalla Crvpla Balbi. con mimogramma cnicilnrme che sinleti//a il nome AS.\I*1:I)Y. vedi F. Mara//i. Sit;illi dai deposit! di VII e VIII sc.
coin dell'Fsedra della Cnptn Balbi. in Roma dall'antichila al medioevo (nola 21. p. 261. n. 11.2.7. Per munogrammi risolvibili in Ste<i«\i)1'. che
296
c I \l HI A PI R \SSI
L'esemplare romano proviene da un deposito dalabilc alia fine del VII secolo, dalo cronologico
che cosiiiuiscc dunquc il lemine ante quem per la sua fabbrica/.ione. Nell'accumulo erano presenti
matcriali vitrei semilavorali e recuperali per la fusione, resli di lavora/.ione e scarti, per un peso
complessivo di gr 1.600, documentando I'esistenza, nelle vicinanza dell'esedra della Crypia. di
un'officina preposla anche alia fabbrica/.ione del vetro . II peso, Irammentato e perianlo non piii
Utilizzabile nella sua funzione di sirumenlo di verilica, attendeva, dunque, di essere riciclalo nella
prepara/.ione deH'amalgama.
4. Sicilia, Siracusa S8
peso: gr 1,50; dium.: mm 11; colore: verde opaco; sen/a bordo.
Su ire righe +MI/KH<t-0/r,()Y con andamenlo da deslra verso sinistra.
Siracusa. Museo Archeologico Regionale "P. Orsi" (n. inv. 12419).
I.Vsemplare appartiene a una classe pochissimo attestata. nella quale un nome proprio e im-
presso al centro del dischetto. disposto su piii righe. II confronto con un exagiitiu sul quale compa-
re la scritta: CONSTAN/TINVS/CAESAR/A, che ritengo sia da assegnare a Costantino II, per il suo
puntuale confronto con il rovescio di folks della zecca di Cizico del 325-326 5'1, potrebbe, forse, se-
gnalare una datazione aha per questi pesi campione esclusivamente epigrafici e privi di mono-
grammi. Per un secondo pezzo a nome di Niceforo, con scritta pero dall'andamento sinistrorso, og-
gi alia Dumbarton Oaks Collection di Washington, e indicata una possibile provenienza da
Costantinopoli60.
5. Sicilia, Siracusa 61
peso: ?: diam.: ?; colore: ?; bordo ?
Al centro, busto deH'imperatore; intorno, +EniAE(0NTOCEIIAPX\
Catania, Museo del Convento di San Nicola di Arena (fino al 1922; oggi irreperibile).
II pezzo. attualmente irreperibile 62, e nolo solo grazie a segnalazioni bibliografiche. nelle quali
il prevalere dell'interesse epigrafico ha fatto si che non venissero tramandati i dati relativi al peso,
al diameiro e al colore deU'esemplare. Lexagium appartiene ad una delle tipologie piii comuni, os-
sia quella con busto imperiale circondati da un'iscrizione. rappresentata da ben qualtro esemplari
fra quelli ritrovati in Italia. Non sono a conoscenza, di contro, di nessun altro peso campione a no-
me o con monogramma di Leone. Poiche le fonti serine non menzionano nessun eparca di Costan-
tinopoli cost chiamato, Yexaffum siracusano costiluirebbe il solo documento relativo all'attivita di
tale funzionario M, se non si tratta invece di un funzionario altrove attivo.
dispongono 11* IcIIctv A. E. N in modi) idenlico al peso romano. vedi G. Zacos - A. Vfcf.ir.rv. B\zatttme l*ad Stab. Basel. 1972. III. tax. 241. nn
442-443 <il ccniro dvlla crocc fotma la Icllcra "phi", mcnlrc all'eslremila superiore del braccki vcrticalc sono giuMapptmc It- Icllcrc "tau".
"omicn>n" c "upsilon"). Un Andrea* fu eparca di CoManlinopoli ncH'aprile del S63 (vedi Fiivmi. 1986 (nola 361. P- 128).
" Per il deposilo. vedi Sai.i i 2001 (nola 2). p. 307.
'" I*. Orsi. Sicilia bizanlma. Roma. 1942 (Colle/ione meridionale, serie III: il Me/zogiorno artislieo). p. 195, n. 3. fig. I03.c (gr 1.6); Mar-
ciiFst 2001/02 (nola 16). p. 359; Pnussi 2002 (nola 16). pp. 464-165.
"Vedi Ptrassi 2006 (nola 10). p. 85.
™ Per i confronii. vedi Pfjiasm 2002 (nola 16). pp. 464-465.
" CIC IV. n. 9030: PrRASsi 2002 (nola 16), p. 466.
"Vedi Pi.r*ssi 2002 (nola 16). p. 466.
"Vedi MARriM.Ait 1992 (nola 37), 1MB. Leo 16.
CATALOGO RAGIONATO Dl BXAGIA B1ZANTINI IN YETRO
297
6. Sicilia, Akrai I Palazzolo Acreide, SR)
64
peso: gr 1.80: diam.: mm 22; colore: verde chiaro; bordo largo e piano.
Al cenlro, monogramma cruciformc: 0KOAQPOY.
Siracusa, Museo Archeologico Regionale "P. Orsi" (acquisto, n. inv. 24992).
La serie con monogramma centrale riferibile a ©aSocooo; e pervenuta in numerosi esemplari.
sni qnali la sigla onomaslica pud presentare qualche varia/ionc nella disposi/.ione dellc lettere 6S,
oltre all'aggiunta di elementi accessori quali una corona o l'indicazione dclla carica di eparca **.
L'asscgnazione di lulli i pezzi alio siesso personaggio non e, dunque. sicura. tanto piu chc Teodoro
e nome molto frequente nell'onomaslica bizantina "7. L'acquisto dell'esemplare siciliano ad Akrai
indica una sua fabbricazione posterior*; almeno al 535-536, ossia alia prcsa dell'isola da parte dei
Bizantini, o piii rcalislicamenic succcssiva al 554, anno della promulgazionc dclla Pragmaiica San-
zione. collimando percio con la cronologia deducibile dalla struttura del monogramma.
7. Sicilia, Akrai (Palazzolo Acreide, SR)
peso: gr 1.39: diam.: mm 19: colore: blu coballo: bordo irrcgolare
Al cenlro, monogramma a blocco: IIAYAOY; a s.. crocc palenle.
Siracusa, Museo Archeologico Regionale "P. Orsi" (acquislo. n. inv. 29249)
Una provenienza dal mercato anliquario di Akrai e segnalata ncH'inventario del Museo "P. Orsi"
anche per il peso con monogramma non cruciforme risolvibile in ilAYAOY. L'accostamento con
esemplari editi non ha portato, fino ad ora, all'individuazione di pesi perfetlamente ideniici a quel-
lo siciliano . Le fonli non hanno iramandato nessuna nolizia circa un eparca di Coslaniinopoli
chiamalo Paulas. Pud essere, forse, significativa la constalazione che nessuno degli exagia con mo-
nogramma che siglano lale nome indichi anche una sua funzione quale eparca.
" Orsi 1942 (not* 58), p. 195, il I. lig. I03.a (gr 1.8): Maruiku 2001/02 (nola 16). p. 360: Pi. ... 2002 (nula 16). pp. 448-153.
£ lultora incerto so I'invcrMonc nella colloca/iunc di due Icllcrc in uno siesso monogramma debba essere indi/io per cscludciTic I'auri-
bu/.if>nc ad un unico pcrsonaggio (vedi FeiSSKL 1986 Inola 36], p. 132. nola 79; piu dubilalivamcnlc D. Fr-.lssi'l.. Poids tie The'odoie. in Byzance.
L'nrt Inzaittin dans les collections publiqnes francaises, Paris. 1992. p. 96. n. 50).
Per un quadro dci contronti. vedi Puussi 2002 Inola 16). p. 450.
" Per I'cvenluale accostamcnlo dcgli exagia a un ceno Teodoro Tcganislc, che fu eparca di Coslaniinopoli per quallro voile prima del 526.
o a un sccondo eparca chiamalo Teodoro. allivo sollo I'impcralore Eraclio, nel 612. vedi Pirassi 2002 (nola 16). pp. 451-153.
" Orsi 1942 (noia 58). p. 195. n. 2. lig. I03.b (gr 5: sic!); Mmciiixi 2001/02 (nola 16). p. 360; Pfjussi 2002 (nola 16). pp. 458-160.
'"'Orsi 1942 (nola 58). p. 195 indicava a conlronlo ire pesi della collc/.ionc del British Museum, osscrvando pcro come essi prcscnlino una
"cpsilon" involula nell'asla destia della "pi", assenle mvecc sul |h'so siciliano. Per un lale mnnn}!r.iiiima scinbia peio preleiibile nun snojiii-
memo in ElAETOY (vedi Forii \ Dr. Rooifsnahd, 1973/6 Inola 4|, pp. 5-6, nn. F34a-f). Per esemplari con qualche piccola dificrcn/a rispetlo al-
IVuicm'" da Akrai, come la mancan/a della croce posla a sinistra, vedi Pi rassi 2002 (nola 16), p. 460.
298
CLAUDIA PERASSI
8. Sicilia, Akrai (Palazzolo Acreide, SRI "
peso: gr 1.91; diam.: mm 19; colore: grigio-blu cupo; bordo molto slrelto.
Al centra, monogramma a blocco: AKYAINOY (?); intorno. +EnAPXOYIIO.\eu)C.
Siracusa. Museo Archeologico Regionalc "P. Orsi" (acquislo. n. inv. 45305).
II terzo pe/./.o conservato a Siracusa, e indicato anch'esso come acquistalo ad Akrai7I, riveste
tin interesse notevole. poiche viene ad arricchire una (ipologia poco documentata. costituila da un
monogramma racchiuso enlro una scritla disposta lungo la circonferen/a del disco cenirale 7J. che
men/iona espressamenie il ruolo deH'eparca di Costantinopoli. La sigla onomaslica, nella quale so-
no ben evident! le lettere N, A, K. O, Y, mentre una I e una L possono essere celate nella strutiura
delta grande "ni" e della "alfa" soltosiante, rimanda forse a un certo AKYAINOY che - nel silen-
/.io delle IVmti - avrebbe diinque rivestito l eparchia citladina durante il VI secolo7"4.
9. Sicilia, Kaukana (RG) n
peso: gr 1,30; diam.: mm 14; colore: giallo trasparente: bordo largo e bombalo, ma irregolare.
Al ceniro, circondalo da un cerchk) in rllievo, monogramma cniciforme: IOYAIANOY.
Ragusa. Museo Regionale Ibleo. velrina 26 (sen/a n. inv.).
L'esemplare da Kaukana appariiene alia categoria piii diffusa dei pesi vitrei bi/.antini, contrad-
distinta dal solo monogramma centrale. La struttura cruciforme di questo depone per una fabbri-
ca/.ione del pe/./.o nella seconda mela del VI secolo e in quello successivo. Segnalo che un primo
loulianos rivesti la funzione di eparca di Costantinopoli sotto Giustino II, fra il 565 e il 566; un se-
condo invece. nel 580 '". Forien de Rochesnard classifica otto pe/./.i a nome di Giuliano, per nessu-
no dei quali si hanno indica/.ioni relative all'occasione o al luogo della scopeila ". dotati di due di-
versi monogrammi dalla composi/.ione a croce. h'exagiwn da Kaukana appartiene alia tipologia piii
Makimim 2001/02 (not* 16). p. 358: Pi MM 2002 (noH 16), pp. 461-463.
71 I numcri di inventario mollo diffcrculi dei Ira pesi mi paiono cscludcrc una loro canlcmpOnUMa ImmlMfoM nc\\n raccolla siratUNana I
dunqiM anchc un Unit conicnipuranco acquislo.
TJ La pallicolarila della serie e aeereseiula dalla eonsuila/ione che. Ira gli exo^ia con schlla eiruolare t'IIAPXOYIIOAf(l)C. e Tunica con un
monogramma a bloeco. Rclativamenle piii numerosi sono quelli c«in monogramma cnicilorme. Pill dilluM. inline, quelli con buslo maseliile
centrale.
" Per I'eselusionc di allri scioglimenli. quali MKOAA( >Y. ANIKIOY. KA WIMKOY. KAPINOY. vedi PDUHI 2002 (Data 16). p. 462.
* Appartengono alia slessa serie almeno allri due pesi campione. che hanno evidenli aflinila con l'esemplare siciliano nella grada/ione
cromalica e nella conforma/ione del disehello, piulloslo piccolo e conlornato da un bordo sotlilc e poco rilevalo (\edi Pirassi 2002 (nola 16).
p. 462).
" Muhiiksi: 20012002 (nola 16). pp. 360-361
|* Vcdi Frasstx 1986 (nola 36). pp. 135-136. nola 92; 151: Martivd«ie (nola 37). III. pp. 735-738.
" Vcdi Roam De Rochessard 1972/5 (mila 4). p. 42. n. F 22 ivpe A (la lellera N nel lipo B ha. invecc. il Irallo obliquo disposlo da deslra a
sinistra). Un csemplarc. ora consen-alo al Museo del Louvre, appancneva ini/ialmcnle alia colle/ionc Stirlin-Dorigny di Istanbul (vcdi
Si hi i mherokk 1895 Inola 451. P- 70. n. 22).
( \ I \l (>(,() R U.IOWIO 1)1 K.VV.IA BIZWIIM l\ \ l-TRO
299
diffusa, nella quale la leltera "ni", posla all'eslrcmita sinistra del braccio orizzontale della croce,
presenta il H allo obliquo eon andamenlo regolare, ossia da sinistra a destra n. Tipieo della serie e
anche la notazione di una spessa linea rilevata. ehe circonda la sigla onomastiea. I dali relativi al
rilrovamenlo dcU'esemplare siciliano non vanno ollre una generiea provenienza da Kaukana. I'an-
coraggio lardo-aniieo e bizantino loealizzalo lungo la costa meridionale della Sieilia. ehe costitui,
Ira il IV e il VII secolo, il punio di parienza clelle roile mariiiime dirette verso I'arcipelago maltese
e I'Africa settenlrionale
10. Sieilia, Piazza Arnieritia I EN), 1952, villa rontaiia, xysius, lalo mid, Stanza di Occidente s"
peso: gr 2.15; diam.: mn 22; colore: verde chiaro; bordo piullosto slrelto e piallo.
Al ccnlro. buslo drappeggiato dcU'impcralorc. visto di fronle, la mappa nella mano destra sollevala VCTSO I'al-
lo. Inlorno: +CEIM TOY*.
Siraeusa. Musco Archeologico Rcgionalc "P. Oi'si" (sen/a n. inv.).
Si tratta dell'unico peso in velro di ela bizanlina venulo alia luce in Sieilia durante una attivita
di scavo, die mi risulta edito. Al centro della superlicie incusa e raffigurato il consuelo busto impe-
riale, dotato di mappa. bltomo cone un'iserizione, limitata alia menzione del nome Etir.'iov, senza
alcuna ulleriore specificazione. Si tratla di una lipologia poco frequente, attestala. ollre ehe sugli
exagia di Sergio, su quelli a nome di Demoslene, Hcsuchio. Nilo, Teodoro e Teopompo"1. L'assen-
za del monogramma non permetle di irarre dalla conformazione deHVsBjgfalH alcuna indicazione
di tipo cronologico. Ma un esemplare uguale a quello siciliano. del quale e nolo solo il peso (gr
4,45), apparteneva alia Collezione del Re d'Egitto, ora dispersa n. Costiiuila da veniidue pezzi 83, la
raccoha doveva cerloessere lormata in parte, se non nella sua lolalita, ila pezzi provenienti dal ter-
ritorio egiziano, zona di rinvenimento di numerosi csemplari conservati in altre collezioni. Tale da-
te permette di rcstringere la fabbricazione dei pesi campione con scrilta +CEPNOY* a prima della
conqtiista araba dell'Egitto del 641-646.
Atlorno alia grande villa romana di Piazza Armerina, si costitui sin d&U'ela bizanlina un nuclei)
abilalo, denominato Paldtia. che divenne in seguito, dopo la conquista araba dell'isola avviala nel-
1*827, un importante centro islamico '<4. L'exagitnn In ritrovato nello strato leiroso depositato sopra
al pavimentO della Stanza di OceidentC s\ un locale rettangolare comunicanlc, tramitc un vestibolo
'* Per un allro pe//o con qncslo monogmmma. vcdi allelic intra. cal. u 18; per I'eNcmplarc della collc/ionc C.S. {inv. n. 1700) di Munchen,
\cdi Bxzanz (nola 441, p 266, n. 111.75.
^ Vcdi G. Di Sii mm». // viltenniti bizantino di Kaukana. Spazi urban/, mumiinenti pnbbtici ■ ■! edilizia pnvala, in Byzantinn-Siettla IV. Alii del
I Congrcsso Inlcma/ionalc di Archcologia della Sieilia hi/anlina (Corleonc. 30 luglio - 2 agoslo 1998). Palermo. 2002. pp. 173-190.
*° G. V. Ghsni i. I* pttitls man^laires en verrc bvzaitlins. byzanlint'-ainlh1.', tt nNI prmt'nanl ties Inwlles tie la Villa rnniaine tie Piazza Anne-
rilM, in Annates tin 4 Ombres biternalitinal tl'l-tiide lli%torii/ite tin Vene (Ravenne-Vcnisc 1967), Liege. 1969. p. 138: G. V. Gimiii, Ixt Villa n>
mm Piazza Annerma Palazzti lirttilin, Recanali. 1999. II. / reperti. p. 138, n. 2: p. 142. lav. 11.2; Makiiiisi 2001/02 (nola 16). p. .359; Pi rassi
2002 (BOM 16). p. 469.
"| Vcdi Forifn Di R.h iiu-sard 1972/5 (nola 4), pp. 33, n. E5: 35. nn. EI2-EI3. 36. n. E19; 37. n. E24; 37-38. n. E27; 38. n. E31.
Vedi Forks Di Rot ni-ssARt> 1972 5 (nola 4). p. 37. n. E24. A nome di Sergio sono pervenuli anehe pesi eon il solo monogramma centrale
o con monogramma racchiuso cnlni una scrilla circokuv (vedi Forii s Dt Rikhissarh 1973 6 Inoia 4|. pp. 6-7. nn. F40-F4I; Z«os - \'i'-i i k-i
1972 [nola 561, P- 1696, n. 3000B; Die Well mn Byzanz (nola 32). p. 367, n. 863).
"Vedi JtM.iiiiMH (nola 20). p. 27; FoRir.s in R<x iii.ssaru 1973/6 (nola 4). p. 16. I pesi della raccoha lumno insehli da Monnerel de Vil-
lard nel proprio calalogo. con la segnala/ione che gli era slalo possibile sludiarli peisonahm-nle (Mossi ri i hi Vm aki> 1922 [nola 461. P- 93.
nola I).
"Vcdi Cestui 1999 (nola 80). I. p. 17.
" Vcdi Gestiii 1999 (nola 80). I. p. 217.
300
CLAUDIA PERASS1
di disimpegno, con il portico meridionale del monumcntale xystus della villa. L'interro restitui an-
che resti di tegole, coppi, capilelli ionici e corinzi, ollre a ceramiche acrome e invetriate di eta me-
dievale 8n. II contesto di rinvenimento non fornisce pertanto nessuna indicazione che permetta una
miglior definizione cronologica del peso bizantino.
1 {.Sicilia, Piazza Armerina {EN), 1952, villa romana, perisiilio, cortile, sul piano attuale 87
peso: gr 3,80: diam.: mm 25; colore: bianco; senza bordo (?).
Al centra, monogramma deformato.
Siracusa. Museo Archeologico Rcgionale "P. Orsi" (senza n. inv.).
Il peso appartiene alia categoria definita da Paul Balog dei pesi "bizantino arabi" M, contraddi-
stinti dalla delormazione delle leltere che compongono il monogramma centrale (classe I). Copiate
maldestramente, esse si tramutano in segni grafici privi di qualsiasi significato. SuH'esemplare sici-
liano tale alterazione raggiunge un grado estremo, cosi da impedire non solo di appurare quale po-
lessc i'ssi'H' la sigla onomaslica presa a modello, ma anche il tipo ili monogramma imitato, se ciofi
del genere a croce, del quale sembrerebbe mantenere l'intersecazione peipendicolare dei due brac-
ci, duplicando quello verticale, o di quello a blocco, come e consueto per quesla classe di exagia,
basato forse, in questo caso. su una grande "eta" centrale.
Balog ritiene che i pesi in vetro "bizantino arabi" furono prodotti privatamente da mercanti
copti, ad imitazione di quelli bizantini, dopo la cadula dell'Egitto in mano araba e prima dell'intro-
duzione degli exagia con legenda in caratteri cufici, negli ultimi anni del VII secolo, dunque ha il
25 H (646) e il 77 H (696)s''. L'utilizzo anche in Sicilia di strumenti ponderali vitrei a monogram-
ma delormato, attestato daU'esemplare ritrovato a Piazza Armerina 90, mi pare poire una comples-
sa serie di interrogativi. Si tratla, cioe, di pezzi prodotti in Egitto e giunti sull'isola in seguito alia
conquista islamica, successiva pero di quasi due secoli al momento finale della loro produzione 91,
o non invece di esemplari prodotti localmente, analogamente a quanto awenne in ambito egiziano,
in una fase di passaggio "non-ufficiale", precedente alia diffusione anche in Sicilia dei pesi arabi?
11 recupero dell'esemplare in esame sul piano attuale del quartiere del Perisiilio della Villa romana
di Piazza Armerina, non pare permette di meglio definire la cronologia dei pesi a monogramma al-
teralo in ambito siciliano. Nello stesso sito la continuity d'uso di exagia vitrei per la verifica delle
monete, anche in eta araba, e attestata dal rinvenimento di sette esemplari con scritta in caratteri
" Vedi Gomu 1999 (nou 80), I. p. 217.
'' Gtsiiu 1969 (noia 801. p. 138: Guam 1999 (now 80). p. 138. n. 3; p. 142. lav. H.3; Peiussi 2002 Inoia 16), pp. 470-471.
■ Vedi Baiik; 1958 (ni)la 7). pp. 128-131. Pel' un sccondo esemplare. da una vendila Gomv & Mosch, vedi intra, cat. n. 33.
Vcdi anche Forihn di: Rosi iiiaarii 1973/6 (noia 4), pp. 13-15.
MGSM1IU 1969 (noia 80). p. 138 inscriva ipolclicamcmc nclla calcgoria dcgli arabobi/anlini un sccondo cscmplare, dall'iscrizione quasi il-
Icggibik- (vedi anche PBMSSI 2002 [note 16). pp. 470-471), classiticalo Invece come arabo. probabilmcnlc del periodo falimila in GkntOJ 1999
(noia 80). p. 141, n. 5.
1,1 L'occupa/.ione della Sicilia lu scandila dalla pivsa delle principali cilia: Palermo nell'831. Cefalii nell'857. Enna Ira PS58 e T859. la capi-
lale Siracusa nell'878. Taomiina nel 902 (vedi F. BiRGARr-ii.a, // Mezzouionia tlai Bitanlim a Fetlerico II. in Storta tFltana, III. Torino, 1983. pp.
214-215; The New CamhridKe Medieval History , vol. II [c 700-c. 900], ed. R. McKinKRirK. Cambridge. 1995, p. 347).
CATALOGO RAGIONATO Dl KXAGIA BIZANTINI IN VETRO
301
cufici, dalabili all'eta laiimila (X-XII secolo) ',z. II pez/.o piii antico, Ira quelli per i quali e sialo
possibile decilrare I'iscri/ione, risale al califlo Al Mansur Al Hakim, dunque al periodo compreso
Ira il 386 H (996) e il 411 H (1020) "\
Un'anticipaz.ione al V secolo dei pesi con monogramma deformalo, die apparierebbero dunque
a una fase anteriore a quella in cui si dilTusero le sigle onomastiche strutturate a blocco, e slata in-
vece proposta, sia pure in forma dubitaiiva, da Christopher Entwislle**, partendo dalla considera-
/ione che. nella seconda meta del VII secolo, pare poco probabile una imita/.ione dei monogram-
ma a blocco, ormai sostiluili da quelli cruciformi. La certa posteriority di questi uliimi rispetio a
quelli, poirebbe pero non significare anche - a quanlo ne sappiamo - una caduta in disuso degli
exagia prodotii in preceden/a, che dunque avrebbero comunque potuto essere effetlivamenie
imitati.
Una ricerca sistemalica di pezzi con monogramma alterato per i quali sia nolo il conteslo di
provenienza, permctlercbbc cli meglio detinire le aree di dillusione di lali pesi, chiarendo innan/.i-
lullo se il loro uso fu limilalo alle sole zone del Mediterraneo inleressate dalla conquisla araba e,
dunque, anche la loro reale funzione.
\2.Sicilia (Palermo?) 95
peso: ?i diam.: ?; colore: ?; bordo ?
Al centra, busto deirimperatore. Intorno, +APOCCPl68nAPX0.
Palermo (segnalalo come irrepcribile gia da Monnekkt ok Viii-Ard 1922 |nola 46], p. 97, n, 4c).
Si Iratla del solo exagia a me nolo per il quale si puo, lorse, ipoti/./.arc un rinvenimenlo nella
Sicilia occideniale. Gia irreperibile agli inizi del secolo scorso, venne censilo, limiiatamenie alia
parte epigrafica, nel Corpus Inscripiiomim Graecarum, con l'indicazione topografica: Palermo, in
Museo Regiae Academiae 9". La serie e documenlala in piu esemplari. che rappresentano una scala
ponderale completa, dal solido al iremisse '. II colore, quando e riferilo, e in tulli i casi costiiuilo
da gradazioni cromaliche del vcrde. Per ire esemplari e documenlala anche la provenienza, ossi.i
Ci/.ico, Melilopol (Ucraina), Egilto. Quesl'ullimo po/./.o lornisce penanlo una data/.ione anteriore al
641-646 per la produzione degli exagia a nome di Droserios 98.
13. Sidlia"
peso: gr 2.03: diam.: mm 21: colore: blu coballo; bordo largo e bombato.
Al ccntro. monogramma cruciforme: K(0N|...|0.
Siracusa, Museo Archoologico Regionale "P. Orsi" (acquisio: n. inv. 39051).
"Ct.vini I999(mila80), ii, pp. I38-I4I
"OtNTIU 1999 (noia 80). ii. p. 141, n. 7.
" Vrdl Exnwsiu 1994 (m>iu 9), p. 90. n. 91.
"CIC IV, n. 8995: Makiiiim 2001/02 (nola 16). p. 358: Pi ba-.m 2002 Inula 16). pp. 467-468.
* ii norm* dcllcpaiva c iu ivalla Iclio t-nitiK-aincntc quale i'oi i i'll )n
■ Vcdi Pkkvssi 2002 Inula 16). p. 468
" l a sua lun/jonc di cpaiva di Coslanhnopitli sarebbe IcMinmniala dalla sola istri/ionc- appitsla sn>;h <-*<ii;i« (vcdi Maktimimi 1992 Inola
37). mia Dnncrius 2).
"MuicHrst 2O0ID2 Inola 16). p. 361: Pirasm 2002 (noia 16). pp. 453-454.
302
( I \l hl\ I'HRASSI
L'inventario del museo siracusano si limita ad indicare un acquisio del pezzo. sen/.a precisarne
pen") I'esatta provenien/a. Non sono in grado di propone lino scioglimento del monogramma crucf-
Fontie, nemmeno in via ipoleliea, a pane nn possibile ini/.io del nome siglato con le lellere K<>N.
La leltura quale KSiNXTANTINOY, che pure e stala proposta l,K), mi pare poco probabile, poiche ver-
rebbe meno una delle caratteristiche proprie dei monogrammi bizantini, ossia quella di sintetizza-
re luiie le lellere del nome che viene marcato "".
14. Sictito "'2
peso: gr 2.90 (piecola fratltra a ore 12); diam.: mm 25: colore: bin cobalto; bordo largo e bombato.
Al centra, monogramma cmcilorme: MKOAAOY.
Colfezione privata siciliana
I pesi campione a nome NIKOAAOY, dei quali ho polulo rinlracciare una riprodu/ione grali-
ca , presenlano tutti una forma "sbilanciala" della croce del monogramma. L'asia verticale non c
inlalli inlei"secata esattamenie a meta da quella oriz/ontale, cosicche il braccio al quale si innesta-
no le lettere "omicron" e "upsilon" giuslapposte risulla molto piii breve di quello che lermina con
la "alia". Pin- nella diilusione del nome \ikolaos nell'onomastica bi/.anlina. lale caralteristica mi
pare pennellere di assegnare tutti gli esemplari ad uno stesso personaggio.
\5.Sicilia ,0J
peso: gr 4,30; diam.: mm 25; colore: giallastro; bordo largo e bombato
Al centra, monogramma crucilormo: *A0)PENTlOY o "PACOPENTINOY.
ColUv.ione privata siciliana.
II quinto peso di provenien/.a siciliana con monogramma crucilorme e contraddistinto dall'a-
spetio conluso della sigla onomastica, a causa deH'alfollamento delle lettere, che quasi obliterando
,no Talc scioglimcnto lu suggerilo. seppurc in forma dubilaliva. da Som uhfri.kr 1895 (nola 45>. p. 69. n. 19, In rifenmenlo a un esemplari:
ili'lta pnipria ctilkvionc. il i~ui m......■........... come quello nutt'exagiuni siciliami. dispiinc tc lellciv a una cena dislan/a dai bracci di-lla cnK'c
e nun invece perfettamcntc legale ad essi. eum'e consueludine dei nionogranuni crucifurmi. Idenlieu e anehe il illicitly della lellera "umieron".
appena aceennala (vedl PtnUSS 2002 Inula 161, p. 454).
101 Vcdi W. Huhamhr. Moiiofiram. in 77ie Oxfurd Dkliiman of Byzantium. II, New York-Oxinrd 1991. p. 1397. II solo nome a mia conosccn-
/a eomposto unicamenle dalle lellciv K. U. n. o. ossia Kuwiv. non i' proponibile per la diversa useila del easo genilivo.
,0! Prjussi 2002 (nola 16). pp. 455-456. lig. 4.
101 Vcdi PmAssi 2002 (nola 16). p. 455.
Phhassi 2002 (nola 16), pp. 456-45S. tig. 6.
C ATA LOGO RAGIONATO 1)1 liXAGIA BI/AMIM IN VKTRO
303
completamcnic la slmllura della croce. formano il nome 4>A(i)PKNTIOY o <l>.\(i)PKNTINOY ,u5. Le
fonti non tramandano nessun eparca di Costantinopoli cosi dcnominalo, ma, come piii voile osser-
vaio, non si deve escludere I'esislenza di monogrammi anche non riferibili a tali Funzionari. II ri-
trovamento di due esemplari rispettivamente in Sicilia e in Egilto lwdelimits la eronologia della se-
rie Ira il 535/554 e il 641-643.
E.Vir.M VITREI DA CATAI.OCIII DASTA
EXAC.IA CON MONOGRAM MA
Monogramma a blocco
16. peso: gr 3,90; cliam.: mm 23; colore: bin; bordo largo e molto bonibato (profile) irregolare).
Al centro, monogramma a blocco: APAKONOY (?) "".
II nome monogrammalo al centra del dischetto puo, lorse, essere risolto in APAKONOY, anche
se il solo pex/.o nolo die reca una sigla. anch'essa del tipo a blocco. similmenle risolvibile "IS. si dif-
ferenzia dall'esemplare battuto all'asla Gorny & Mosch per la mancan/.a della leltera "omicran" le-
gata al tratto obliquo della "ni". Ancora meno prababile mi sembra. pero, uno scioglimento della
sigla in ANAPOMKOY, nome che. per altro. non mi risulta attestato fra quelli monogrammati sugli
exagia bi/.antini.
17. peso: gr 4,30: diam.: mm 25; colore: verde acquamarina: bordo largo e p;atlo.
Al centro. circondato da un cerchio in rilievo, monogramma a blocco: I1ANKPATIOY .
II catalogo d'asta indica solo come probabile lo scioglimento del monogramma in IIANKPA-
TIOY. Tale solu/ione mi sembra, invece, del tutto sicura. L'esemplare, di un'inconsueta grada/.ione
cromatica fra il verde e Fazzurro e di nn'altrettanto inconsueta perfetta Fabbricazione, rappresenta
pertanto. a quanto ne so, il primo exagiutn edito, contraddistinto da tale nome proprio. La struttu-
ra a blocco della sigla onomastica depone per una sua reali/.za/.ior.e precedente alia seconda me-
ta/fine del VI secolo.
■"Vedl Piravm 2002 Inula 16). p. 457.
"" Vcdi Pi r»sm 2002 (nnta 16), p. 458.
Corny * Mosch Cicssnur Mtm&amttmm. 152 (9,10 oiiohrc 2006), n. 2732.
""Vcdi Fomis in RnMiitSAKD 1972V5 (nota 4). p. 41. n. FI4: l'esemplare appatlicnc alia collc/ione dell'tniverMU College di Londra (vcdi
W. M. F. Pimii . <Ua\\ Weights, in Xumismatic Chronicle. 1918. p. 112: peso, diamelro v colore sconusciuli).
I0" Conn * .IftnWi Cusstmr Uimjwndlunc. 152 (9/10 otlnbre 2006). n. 273 O'immaginc e puhilicala capovollal: Die Well i»m BftMIH Inula
32), p. 367, n. 860 (collc/ionc C.S.. Munchcn. inv. n. 1541).
304
CLAUDIA PERASS1
Monogramma a croce
18. peso: gr 4,46; diam.: mm 24; colore: giallo-vcrdc; bordo largo c molto bombalo, ma irregolare.
Al CCntTO, circondato da un cerchio in rilievo. monogramma cmciforme: IOYAIANOY .
Vedi supra, n. 9.
19. peso: gr 2,14 (qualchc piccola fessurazione); diam.: mm 21; colore: bin; bordo non molto largo, ma
rllevato,
Al cenlTO, monogramma cmciforme: KOANNOY '".
L'esemplare rappresenta una variants rispetto agli exagia noli con monogramma KDANNOY, nei
quali la lettera "omega" viene collocata all'cstremita inferiore del braccio verticale dclla croce,
mentre le Icllere "ni" c "alia" possono cssere connessc all'esiremita sinislra e destra di qucllo oriz-
zonlalc, o vicevei"sa "3. II pez/.o dalla vcntlila Gorny & Mosch pone, invece, la "omega" a dcslra del-
I'asta orizzontale, la "ni" a sinistra dclla slessa, collegando la "alfa" a quella verticale. Come di nor-
ma, in mile le varianti, le lettere "omicron" e "upsilon" giustapposte irovano posto all'estremita su-
perioiv dclla croce. II nome "Iox'tWii; risulta ben attestato nell'onomastica bizantina, lanto che le
fonti iramandano ben due eparchi costantinopolitani cosi chiamati: Ioannes Kokkorobios. attivo
nel 550/551, e un Ioannes non meglio speciticato, in canca sotto Giustino II (085-695) '".
Mononramma centrale e iscrizione
20. peso: gr 3,90; diam.: mm 25: colore: bin senro; bordo irregolarc.
Al centre, monogramma illeggibile. Intomo. » e iscrizione illeggibilc "4.
""Conn * Match Gitssenei Mflm/lmftnn. 147 (7 maivo 2006). n. 2507.
111 Gomv A Mosch Giesscncr Miiiizhtintlltoii:. 147 (7 tnar/o 2006). n. 2508 <tl monogramma Men," sciolto in WT12MOY. nomc non allri-
mcnli allcMalu sugli cxagia vitrei bi/iinlini).
"-' Vcdi FOMM oc Rosoiuson 1972/5 Inula 4). p. 42. nn. FI9 (l>pe A), F20 (lypc B).
'" IX'I primo si ricorda t'inltfrvenlu ncl curso di una rivsa tra i Verdi c i Blu ncll'lppodromo (vcdi Fhvm i 1986 Inula 361, p. 123: Gi ilh\d
1980 Inula 42|. pp. 149; 152).
IM Corny & Mosch GtasttW Mwizhaiulhaig, 152 (9/10 ottobtc 2006). n. 2733b.
CAT A LOGO RAGIONATO Dl KXAGIA BIZANTINI IN VETRO
305
La categoiia degli exagia contraddisiinti da un'iscrizione posta intorno a un monogram ma cen-
irale e rara. La legenda puo essere com posta da un nome proprio al genitivo "\ da un nome pro-
prio nello stesso caso seguito dalla specilicazione tJiaoypii "*, owero ancora dalla sola menzione
della carica dell'eparcato . Nel primo caso il monogramma ribadisce il nome gia espresso nell'i-
scrizione circolare. nel secondo, invece, ne sintetizza uno diverso "8. II precario stato di conserva-
zione dell'esemplare baiiulo nell'asta Gorn\ & Moscb e l'impossibiliia di una sua visione autoptica,
non pcrmcitono, purtroppo, di appurare la categoiia di appartenenza deW'exagium.
21. peso: gr 1.30; diam.: mm 18; colore: blu scuro; bordo slrelto e bombalo.
Al centro, monogramma illeggibilc. Intorno, iscrizione illeggibile "'.
Vedi supra, n. 20
Exagia con monogramma b busiq impbrialb
Monogramma a blocco e un busio
22. peso: gr 2.23; diam.: mm 19x23; colore: giallo scuro; bordo molto stretto.
Al centro, busto deH'imperaiore drappeggiato e con aureola, visto di fronte, limitatamenle alle spalle. Sotto.
monogramma a blocco: maptinoy ".
L'exagium appartiene alia classe. poco attestata. che unisce alia raffigurazione di un busto. col-
locato in questo caso in alto, un monogramma, costantemente a blocco (vedi supra, n. I). Gli
esemplari sui quali la sigki onomaslica rimanda al nome Maimvoc i:i si segnalano per la notazione
di una giande aureola, che cinge la lesta del personaggio effigiato. Tale particolare riveste un ruolo
essenziale nella corretta inlerprela/.ionc del busto impresso sugli exagia vitrei, poiche il nimbo e
prerogativa - fra i mortali - del solo imperatore . Ouanti rawisano, dunque. nel personaggio nor-
"" Vedi FnmiMih Rostursvuro 1972/5 (noia 4). p. 41, n. FI5 (KYIIPAZIOY).
"" Vedi POWl s Df Rom nam 1972/5 (nola 4), p. 42, n. F 18.
"! Fokiis in Rokmsnud 197J/6 (nola 4), pp. 5. n. F Jl (monogramma: NIKOAAOY); 6-7, n. F40 (monogramma: XFFI IOY).
1" Questa ullima cla-sse di exaxia c nola in una sola serie, nella quale il mime dell'eparea 'li'*iwnc si aeeompagna a un monogramma di dif-
licile Milu/ione. ma the oggi si propene di riierire all'impetalore Mauh/io (582-602: vedi tMiwisiu 1994 |noia 8). p. 89. n. 88).
'"Gomv & Uotch rillllim Mmrjiandhmg. 152. 9/IOollobre 2006. n. 27J4b.
'"Frank Siendtem AG, 2J. 29 oiinhre 2000. n. 1006; Byzan; Inoia 441. p. 266. n. 111.76 e Die Well ton Byzim; (nola J2), p. 44.1.29 (Colle/io-
nc C.S.. MUnehen. Inv. n. 1705).
Ul Vedi PoaUN lit RoKHWUU 1972/5 (nola 4), p. J6, n. EI7.
'"Si veda. per esempio. il buslo Irontale di Giuvliniano I effigialo Mil muiliplo in oro del valore di 36 solidi. iralugalo a Parigi nel I8J1
(vedi C. MottnissoN. Mommies, lis uridines: de Conslanlin a t'lcniwclasme. in Bxzance. L'arx bynimine dans le* cttlleelioiis pnhbltuiie\ franeais.
Paris. 1992. pp. 168-169). Due o Ire ligure imperiali diademale e nimbale. vedute in Irono. eon lo sccllro nella deMra e il globo nella sinislra.
o rappresenlale in alio di iraliggere un animale maeulalo poslo ai loni piedi eompaiono su raffinali pesi in melallo di iwi eommereiale della
line del IV-V secolo (vedi Esmisui 1994 |nola 81, pp. 48-49. nn. 29. Jl).
306
claudia perassi
malmente riprodoito sui pcsi campionc in vetro l'eparca di Costantinopoli, in questi casi particola-
i i sono costretli a riconoscervi invece I'imperatore. L'idenlilicazione con Crisio e inlalti cerlamente
da rigettare, perche la prima raffigurazione del Figlio di Dio compare sulla monetazione bizantina
solo con emissioni di Giustiniano II, coniale durante il sub primo (692-695) e secondo (705-711)
periodo di regno in una lase cronologica, dunque. succcssiva al momenlo di ulilizzo dei mono-
grammi a blocco.
23. peso: gr 1,28; diani.: mm ?; colore: blu; bordo StrettO,
Al cenlro, busio drappcggialo deH'imperatore, visto di Ironic, limilalamente alle spalle; ai lali, croce. SoUo,
monogramma a blocco: AKAKIOY (?) ,J4.
V'edi supra, n. 1.
Monogramma a blocco e clue busti
24. peso: gr 4,26: diani.: mm 25: colore: nero. con iridiscenze gialle, verdi e rosate; bordo mollo largo e
bombate
In alio. bustO dell'imperatore, drappcggialo e con aureola cruciforme, visto di Ironic, limilalamente alle spal-
le; a d. e a s. croce patcnle. Solto. a s., bustO drappcggialo dell'imperatore, visto di Ironic, con mappa nella
mano deslra sollevala; a d., monogramma a blocco: KtONCTANTINOY 0 KIONCTANTIOY (?) 12S.
Non conosco altri exagia simili a questo, per lo meno fra quelli editi nclle pubblica/.ioni di piii
diffusa consultazione: esso poirebbe, dunque, documentare una lipologia lino ad oggi ignota. L'e-
semplare appare di grande rarila, anche per quanto riguarda la conlormazione della superficie cir-
colare incusa, nella quale trovano posto due busti, disposti uno sotto all'altro, e tin monogramma,
coliocalo in basso, a destra. Nolle pochissime altre serie cosi caratterizzate, inlalti, la sigla onoma-
Stica e impressa nella parte inleriore del dischelto. monire i due busti. affiancali, sono disposti in
alto
La ralligurazione sugli exagia vitrei di due o - come vedremo - anche di Ire busti, non si accor-
da con la lunzionc dell'oparca tli Costaniinopoli, poiche vi fu coslanlemonlo tin solo eparca in cari-
Vmli J. D. B»< Ki-NRiiHii. The Xmnimuuic Iconography of Justinian II (6X5-095; 705-711), New York, 1959 (Numismatic Notes and Mo-
nographs. 144). 46-62,
Fmnk Stanbfrg AC 23,29 ottobre 20oo. h. 1007.
Baldwin's Auctions UJ, Dmitry Markov Coins & Medals, UtiM Numismatics UJ. The New York Sale XIV. 10 gennato 2007, n. 497.
i:" Vedi Fowrs in Rotiir&\ARi> I972'5 (nota 4). p, 36. n. £21 (nionogranima a blocco: nviviO: Fokii s di. RikiiVsvxkii I972'5 (nola 4). p. 32,
n. El (monocjamma cmcilomic erroncamcnle inleso come MNareNuY; per la corrctta letlura rfiNGBUuV, che da conlo della lelleni "lambda",
posla aireslremila inferiore del braccio verlicale della croce. vedi Estwisn 1 1994 [nola 81. p. 90. n. 90).
CATAI.OGO RAGIONATO DI EXAGIA BIZANTINI IN VETRO
307
Ca nclla capilale dell'Impero II personaggio raffigurato nella zona superiore del peso in esame,
ha il capo circondato da un'aureola, nella quale e iscritla la croce. Come appena segnalato, consi-
derazioni di ordine cronologico impediscono di riconoscere nei busti nimbati ralTigurati sugli exa-
gia vitrei una rappresentazione di Cristo. A queste si aggiunge il confronto con esemplari la cui
iscrizione menziona il nomc e la tilolalura di Giusliniano I. che rappresentano il busto dell'impera-
tore cinio da un'aureola del tullo simile l2s. I busli mullipli devono pertanto essere inlesi come rife-
riti a due o piii membri della lamiglia imperiale, in analogia con soggelti della monelazione bizan-
lina di VI e VII secolo. Anche nei lipi monetali l'aureola puo essere prerogaliva di un solo
personaggio 129.
II monogramma e, sfortunatamente ben riconoscibile solo nella parte sinistra della strultura a
blocco, per lo meno nella visione tramite fotografia. Riconosco innanzitulto una (0, legata all'estre-
miia inlcriore dell'asta verlicale sinistra della grande leltera che costituisce il perno del monogram-
ma, nella quale ritcngo si possa riconoscere una "ni" . Alio stesso tratto e giustapposta in alto una
"omicron", come tipico in questo genere di monogrammi. Una breve linea verticale, posta solto
quest'ultima letlera, concorre a lormare sia una lettera "tau", sia, insieme ad un secondo breve
tratto orizzontale collocato poco piu in basso, una "sigma" rivolto verso sinistra (se non si tratta,
invecc della reiterazione di una "tau"). Una "alfa" mi pare venga formala dalle stanghette obliqua e
verticale sinistra della "ni", fra le quali si percepisce infatti la presenza di un breve tratto di colle-
gamento. forse con apice verso il basso. Una "upsilon" e certamente legata all'eslremita superiore
del tratto verticale destro della lettera centrale. Se la mia lettura e conetta. ipotizzando che una
"kappa" sia in legatura con quest'ultimo segno, impresso nella parte poco leggibile del dischelto vi-
Ireo, il nome siglato sarebbe costituito dalle lettere K. (0. N. C. T. A. I. O. Y rimandando, dunque, a
un personaggio di nome Kwvoravttvo? o Kiovoti'ivtuk.
Sono pervenuti exagia contraddistinti da un monogramma a blocco scioglibile in tal senso, ma
sollanto epigrafici. La sigla onomastica, inollre, lega in modo differente la "sigma" alia "ni" centra-
le '". Anche questo aspetto concorre, dunque. ad accrescere I'importanza deW'exagium con due bu-
sti e un monogramma. approntato da un certo Konstantinos/Konstantios.
Monogramma e tie busli
25. peso: gr 3,63; diam.: mm ?; colore: blu; botdo largo e bombato.
In alio, busto drappcggialo c con corona, vislo di Ironic, linnilalamcnlc allc spallo. Sotto, due husti drappeg-
giati. visto di fronle. limitatamcnte alio spallc: in mezzo, monogramma? 132
,:7Gim.la\u 1980 (nota 42 >. p. 32: I'espressione "i olio cnuo/oi. documenlala in lesti ■ dc l'Haule Epoque ■ la rifcrimento all'eparca del piv-
Utrio c all'eparca Urbis.
I!" Eni\\istlI: 1994 (nola 8). p. 87. n. 82.
'•''Villi PhKvssi 2006 (nola 101. pp. 88-89.
110 U lellerc gcneralmenle pciMe al cenlm della Mruiwra a hliiccii sunn P. M. N. H (vedi Sf.mt 2005 |ni>la 211. col. 591).
'" Vedi Bylonct (nola 65). p. 96. n. 48; Dl MmKOFI 1910 {nola 45). p. 642. n. 24 ("sigma" Icgala al Irallii venicale desim. nienirc queOo a
sinislra n«n presenla il Irattlnd a meiii della sua allez/a). Per una rassegna dei pe//i noli, vedi Forien Dt Roiiiesnaru 1973/6 (nota 4). p. 5. n.
F32 (il monogramma e erroneaniente seiollo in MKOAAOY).
1,1 Frank Sumbcm AC. 23. 29 ottobre 2000. n. 1004.
308
CLAUDIA PHRASSI
Tie busti. limiiatamente alia testa e a parte del collo, compaiono sollanto sulla serie di exagia
caratteri/./.ata dalla notazione di un monogramma a croce, risolvibile come 0F.OAOTOY o EY0A-
AlOY l33. II cattivo stato di conservazione AeW'exagium dall'asta Sternberg non permelte di appurare
la presenza o meno della sigla onomastica. Sembra invece confermare che il busto collocato in al-
to, in posizione dunque preminente, e circondato da tin nimbo, mentre gli altri due ne sono privi.
exagia CON ISCRIZIONE CIRCOLARE E BUSTO IMPERIALE
26. peso: gr 4,05; diam.: ?; colore: verdc chiaro; bordo largo e piatto.
Al centra, busto drappeggiato dell'imperatore, visto di frame, la mappa nella destra sollevata verso I'alto; a d,
croce patente. Inlorno, +EIII0eOAOTOYEIIAPXO "J.
Per il commento, vedi supra, n. 2.
27. peso: gr 3,80; diam.: mm 25: colore: blu; bordo largo, che assume nella parte interna un profilo a corolla.
Al Centra, busto drappeggiato dcll'imperalore, visto di fronte. la mappa nella deslra sollevata verso I'alto. In-
torno. fra i petali della corolla, A-H-M-OC-(->-E-N-0 13S.
Gli esemplari a nome di Demoslene (vedi anche nn. 28-29) risaltano all'interno della produzio-
ne degli exagia con busto centrale e iscrizione per la conformazione del bordo, polilobato nella par-
te rivolta verso la superficie incusa. A quanto mi risulta, qttesto orlo cost particolare si ripresenta
unicamente su exagia a nome di Teodoro , significando, lorse, una prodttzione ravvicinata delle
clue serie.
All'interno degli otto petali trova posto il nome del funzionario. II maggior numero delle leltere
cbc In compongono, rispetto a quello dei lobi .i disposizione, costringe a collocate il gruppo OC in
uno stesso petalo, cosi come quello lormato dalla giustapposizione della O e della Y '". L'avvio del-
la scritta pud, invece, essere diversamente posizionalo, con l'inserimento della letlera A nel lobo
posto in alto, sopra alia testa dell'imperatore, come awiene per i tre pezzi qui catalogati, ma - in
casi piu rari - anche all'interno del petalo disposto a sinistra del dischetto, a ore otto l38. II partico-
1" Vedi Fowls m RocHESmM 1972/5 (nola 4). p. 38, n. E28: Die Well vim Byzam (mil 32), p. 44. n. 29 (colle/.ionc C.S.. MOnchen, n. inv. 1103).
Fnoik Sumbag AG, 23. 29 ottobie 2000. n. 1003.
Gomy & Mosch Giessemr MOmhamUunt. 152 (9/10 ouobre 2006). n. 2733a.
""Vedi Fiihiis di Rik. hi.sn arii 1972/5 (nola 4), pp. 37-38, n. E27.
"T La *tessa slmllum si ritmva anche nc-MY'semplarc conservMO at Muscti del Louvre, desciillo invece come pmv\islo di ■ neul alveoles ■
in D. Fnssu. Paids de De'moslhetie. in Byzunce. L'au byzmilhi fans tea eollecliimes pttbliqites fmnfOistS, Paris. 1992, p. 95. n. 45.
'" Vedi. per esempiii m. Makkoii 1910 [nola 45], lav. XXXI, n. 3: FoRir\ de Rochks\*ri> 1972/4 (nola 4). p. 33, n. E5 a. Non penso si possa
Irallare di un espedienle niesso in alio per differen/iare exogfa prodolli a nome di due omonimi Tun/ionari. poiche, in queslo caso, sarebbe
risullalo piii oppitiluno non ulili//are un Imrdo polilobalo.
C ATA LOGO RV.IOSUO 1)1 KXAGIA IS \l -1TRO
309
lare attests dunque, in modo incquivocabile, il ricorso a piCi pun/.oni durante la labbricazione degli
exagia a nome cli Dcniostenes "". La vcrilica di queslo aspetto lecnico e quasi semprc oslacolata dal-
la sommariela cli csecuzione dei pcsi campione vitrei, ehe rondo diflicoltosa la pcrcc/ionc dei sin-
goli dettagli della parte figurata, cosi come di un diverso ductus delle lettere dell'iscri/.ione.
La serie e documentata da un notevole numero di pe/./.i: almeno venti ,4". comprendendo anche i
tre qui calalogali. Quando nota. la lonalita cromatica del discheito vitreo e sempre nei toni del blu
scuro. Quanto alia localita di rinvenimento, solo per un esemplare e nota la scoperta nel corso di
indagini archeologiehe condotte nel silo libanese di Sarepta (od. Sarafand) II pei"sonaggio nomi-
nato potrebbe essere riconosciuto in un cerlo Demosthenes, cbe lu, secondo la proposta di Alan Ca-
meron, eparca di Costantinopoli alia line degli anni Venti del VI secolo l42. Pur soltolineando anco-
ra una volta quanto debba essere cauto I'accostamento Ira l'onomastica doeumentata dai pesi mo-
netali vitrei e quella attestata dalle fonti serine, anche questa serie di exagia indicberebbe la diffu-
sione della lipologia contraddistinta dal busto imperiale circondato da un'iscrizione in un momen-
lo non dissimile da qucllo segnalato dai pezzi a nome di Theodoros (vedi supra, n. 2).
28. peso: gr 2.23; diam.: ?; colore: blu; bordo largo, chc assume Delia parte interna un profile a corolla.
Al centro, busto clrappeggiato deH'impcratoro, visto cli Ironic, la niappa nella deslra sollevala verso l'alto. In-
torno, fra i petali della corolla, A-H-M-OC-C-)-E-N-0 M3.
Per il commento, vedi supra, n. 27.
29. peso: gr 1,84; diam.: mm 19.5: colore: bin; bordo largo, die assume nella parte interna un profilo a
corolla.
Al centro. busto drappcggialo dell'impeniloiv. visln <li fronle. la m:ippa nella deslra sollevala verso l'alto. In
torno. fra i petali della corolla, A-ll-M-OC-(-)-t-N-0
Per il commento, vedi supra, n. 27.
Sulla ICCnicl pn>dulti\a degli exagia vitrei, antora poco sludiala. ollenula sceondo alcuni Iramilc pun/onalura della laccia Miperiore di
una piccoia quanlila di \elro Uis*». Mtondo aim pel me//n delta piv>sione di una pasli|;lia di \elro bollenie Ira due maliiti di lerro. vedi Pr-
«avu 2002 Inula 16). p. 461.
'"Vedi Fiwirs in K.....•.»» 1972 5 (nota 4). p. 33. n. E5; Rum ttnd Byzanz. AnlianliiKisch e Koslbarktiun aus Baseni. Mum hen. 1998. p.
164. n. 212 (in nola sono eilali allri sctte ex-mplari inedili).
J. B. Priii h4hii. Sareplit IV. Tile Ohjeels 1mm Area II. X. 77ie Uniirrsily Museum of the I'niwrsity of Pennsylvania li\cavaliun\ al Sarajand.
Beyrouth. 1988. n. 4.109.
u: Vedi A. Cawimov TlteiHtutits iiMciniin/uc, in Greek. Rinnan and Byzantine Studies. 17 (1976). p. 286: vedi anche Rum anil Hyzanz (mila
86). p. 164. n. 212 (I'epaicalo ^irebbe dcsumibilc dal lilolo della Novella 166 di GiuMlniano: enntrn Martimmm 1992 Inula 36|. II. Demosthe-
nes 4).
'" front- Sumbtn AG, 23. 29 ollohre 2000, n, 1005
'"Corny At Muscli Ciessener MitnzliandluiiK. 147 (7 niar/o 2006). n. 2510.
310
CLAUDIA PERASSI
30. peso: gr 1.97; diam.: mm 21; colore: verde-giallo; bordo mollo slrclto.
Al centra, busto drappeggialo deH'imperatore. visto di frame, la mappa Delia destra sollevaia verso l'allo. In
alio, a d., croce? Intomo. iscrizione illcggibile l45.
31. peso: gr 1.90; diam.: mm 20; colore: giallo; bordo slretlo.
Al centro, busto deH'imperaiore. visto di fronte, la mappa nella mano destra sollevata; a d., croce patente. In-
tomo +[...]8I1APX0 '*
32. peso: gr 1,15; diam.: mm 19,5; colore: giallastro; bordo stretto.
Al centro. busto drappeggiato deH'imperatore, visto di Ironic, la mappa nella destra sollevata verso l'allo. In-
tomo, +tUI<l>.\SZlMAPX0 ,47.
Numerosi e multiformi, prodolti sia in velro sia in metallo, sono i pesi monctali giunli lino a
noi sui quali compare il nome di Flavius Zimarchos l4S. L'esemplare battuto nell'asta Corny & Mo-
sch appartiene alia varieta nella quale l'iscrizione e circoscrilta alia sola menzione onomastica, pre-
ceduia dalla consuela preposizione fall Le fonti atteslano che un Flavius Zemarchos esercit6 la
funzione di eparca di Coslantinopoli in due diverse occasioni, ossia nel 565 e in un anno non me-
glio precisato, a questo precedente l5°. Poiche un esemplare conservato alia De Menil Collection di
Houston presenta nel campo una lettera B, e stalo suggerito che l'eparca avrebbe differenziato i pe-
si conirassegnati dal proprio nome. apponendo il numerale "due" su quelli predisposti nel 565 . II
pez/.o in esame, essendone privo, apparterrebbe. in voce, alia prima eparchia di Flavius Zemarchos.
II lipo di exagia privo di monogram mi sarebbe perlanio rimasto in auge anche nella seconda mela
del VI secolo.
'" C'omv & Masch CUtssam MOmhandlung, 147 (7 marzo 2006). n. 2509.
"* Corny A Match Giasam \Uwduimlluug. 152 (9/10 otlobre 2006). n. 2734a.
u: Corny & Uosch Clessena Uam/umdlung. 147 (7 mano 2006). n. 2511.
u" Per una rassegna del peDd noli, vedi ENrWtSTU 1994 (nola 8). p. 89, n. 87,
UJ Mi risulla allcslata da un solo allru esemplare. di colore giallo (gr 1.64; mm 18.9). conservalo nella colle/ione del British Museum (vedi
Esiwislth 1994 [noia 8J. p. 89. n. 87). Forikn hi- Rost iii-snard 1972/5 (nola 4). p. 39. nn. E33-E34 calaloga invece due pe/./i nei quali la scritla.
priva del prenome. e perd eomplclala dall'aggetlivo ivftoio;, ossia glorioso.
"° Vedi Feissel 1986 (nola 36). p. 126; MAKTMMU 1992 (nola 37). III. p. 1416; GurLAND 1980 (nola 42). p. 151.
EmwBTU 1994 [noia 8], p. 89. n. 87.
CATALOGO RAGIONATO Dl EXAG1A BIZANTINI IN VETRO
311
Exagia "dizantino-aradi"
33. peso: gr 2.40; diam.: mm 21; colore: verde; bordo largo e piatto.
Al centTOi busto maschile drappeggialo, vislo di fronlc. 1c braccia sollevale verso 1'alto, con le mani spalanca-
le. Sopra, crocc fiancheggiala da due "serpenli" '".
II pezzo sembra assegnabile alia calegoria dei pesi "bizantino arabi" IS3, carattcrizzati dalla de-
forma/.ione del busto imperiale, ossia alia classe III della classificazione proposla da Paul Balog
per questo genere di exagla. In tale alterazione viene abolito ogni attributo imperiale (mappa. scet-
tro), cosicchd i busli sono limilati alia sola notazione delle spalle l54. L'esemplare in esame si difle-
renzia, dunque, da pezzi simili, perche la figura posta al centro della superficie incusa e dotata di
entrambe le braccia, che, ben sollevate verso I'alto, sono concluse dalla notazione ancbe delle ma-
ni, mollo grandi e con le dila complelamente spalancate. Come di consueto, non viene, pen"), ripro-
dolla alcuna insegna del polere. I pesi "bizantino arabi" della classe III sono sempre anepigrafi, in
modo da non richiamare I'autorila garante dell'eparca. che nei pesi bizantini veniva specificata nel-
la iscrizione posta intorno al busto imperiale. II peso dalla vendita Gomv & Mosch. con un proce-
dimento del tutto originale, trasforma invece il segno epigrafico in un segno iconograrico. La croce
collocata sopra al busto, inserita negli exagia di ambito bizantino Ira I'inizio e la line della legenda,
e infatti alliancata da due "serpenti", che, rivolgendo entrambi il capo verso I'alto, sembrano ripe-
tere landamento circolare della scritta contrallatta.
34. peso: gr 2,40; diam.: mm 22; colore: bin chiaro; bordo largo e bombato.
Intorno, iscrizione illeggibile (o monogramma deformalo?), entro un cerchio sottile
Claudia Plrassi
'*: Corny <t Mosch Giessener Miindianilhmf;. 147 (7 marai 2006). n. 2512.
" Su qucsti pesi, vedi supra, cat. n. 11.
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ARCHEOLOGIA E MONETA
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RASSEGNA 2006-2007 .................................................................................... » 391
A cura di E. Arslan, O. Bucarelu. B. Callecher, S. Del Lunco. V. La Salvia. R. Mar-
torelu. M. C. Somma, D. Stiaffini, F. R. Stasolla, L. Travaini
ABSTRACT ..................................................................................................... » 431