ISTITUTO DI ARCHEOLOGIA
SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE IN ARCHEOLOGIA
RJCERCHE ARCHEOLOGICHE
NEI CORTILI DELL'UNIVERSITA CATTOLICA
DALL'ANTICHITA AL MEDIOEVO
ASPETTI INSEDIATIVI E MANUFATTI
Atti delle giornate di studio
Milano 24 gennaio 2000
Milano 24 gennaio 2001
a cura di
SILVIA LUSUARDI SIENA e MARIA PIA ROSSIGNANI
ESTRATTO
university
CLAUDIA I'ERASSI
11 pendente aureo con moneta di Salonino
dagli scavi dell'Universita Cattolica di Milano
Terminavo il mio intcrvento nel corso del primo
incontro dedicate) agli scavi della necropoli
dell'l niversita Cattolica con un rapido accenno
a unp dei pezzi piu appariscenti restituiti dai
corredi tombali di questo sepolcreto, ossia il
pendente di collana entro il quale e incastonata
una moneta d'oro1, rinvenuto nella tomba US
3217 (fig. 1 e tav. 1.1-2)-. Allatlraltiva dell'og-
getto in se, che gia da sola induce ad una pre-
sentazione del monile piu approfondita, si
assomma la considerazione circa la rarita di
ritrovanienti sul territorio italiano di pendenti.
anelll, fibule e bracciali di eta romana che reim-
piegano monete in funzione ornamentale. Per
quanto attiene ai pendenti monetali con cornice
e all'area dell'Italia settentrionale. Claude Brenot
e Catherine Metzger nel loro lavoro di sintesi sui
ritrovanienti di gioielli con moneta nella parte
occidentale dell'impero, edito nel 1992-\ segna-
lano unicamente il pendente con aureo di
Gallieno rinvenuto a Parma nel 1821, insieme ad
altri gioielli e a 33 aurei datati da Nerone a
Ostiliano1. e quello con solido di Teodosio. dai
dintorni di Lodi\ Ad essi si ajigiunge ora il pen-
dente dalla necropoli milanese6.
Se si.estende la ricerca a tutto il territorio italia-
no, la campionatura si amplia. per esempio con
il caso dei denario d'argento di Adriano inserito
in un cerchietto d'oro liscio, ritrovato in una
tomba della necropoli di via Ostiense a Roma,
presso la Basilica di S. Paolo. Si tratta probabil-
mente di uno dei piu antichi pendenti con
moneta romana a noi pervenuti. poiche la sepol-
tura si data alia prima meta del II secolo d.C.7. A
tale proposito merita di essere ricordata la nota
testimonianza di Sesto Pomponio (Digest. VII
1 Non definisco di proposilo tale oggetto come 'medaglione
monetario'. traducendo cioe il termine 'medaillon monetaire'
adottato in lavori di lingua francese. quali la splendida pubbli-
cazione del tesoro d'Fauze iLe tresor d'liaitze 1992). perche mi
pare possa ingenerare confusione ton i veri e propri 'meda-
glioni-moneta', ossia i multipli di moneia in oro e in argenlo
usati anch'essi lalora tome pendenti di tollana. Con niaggior
pretisione BRENOT - METZGER 1992 adoitano invete la defini-
zione di 'pendentU monetaire'.
1 I'ERASSI 2001. p. 111. II pendente e stato esposio nella mosira
lenuia a Milano Ira il 3 aprile e IB giugno 1997 in occasione
del XVI cenlenario della morte di sanl'Ambrogio(I'ERASSI 1997,
p. 187).
' BKKNOT - METZGER 1992. pp. 319-342 (per un tensimenlo di
pendenti monciali dei quali e nolo il conlesto di rinvenimen-
10, basato su 25 esemplari, vedi anehe FaCsAdy 1999-2000,
pp. 271-273).
' II tesoro. racthiuso in un recipicnte fiitile, venne alia lute
tasualmenie nel 1821, in <xeasione dei lavori di eoslruzione
tlel Teairo Ducale della tilla (VERMEUU 1975. n. AO; BRENOT-
MITZGEK 1992. n. 59: F.RCOLANI COCC11I 1992. pp. 135-136;
GELICHI 1994. pp. 42-43; FACSADY 1999-2000. p. 312.
Gallienus 121. Ad esso apparteneva forse anthe un setondo
pendente, ton aureo di Valeriano, tompars(» sul mercato anti-
quariO nel 1907 e ora disperso (CAIAAN1 MARINI 1990. p. 351;
ERCOLAN1 COCCHI 1992, pp. 134. 136; PAVESI 2001. p. 178);
GNECCHI 1909. p. 26 ne IndicaVa pen") la provenienza dalla
campagna nel dintorni di Parma
1 PERONl 1967, n. 51, pp. 100-101; BRENOT - METZGER 1992,
n. 61: pp. 35l 364. nota 37: PAVESI 2001. pp. 79-81. II pen-
dente e talvolta citato in bibliografia con erronee provenienze
dai territorio pavese (OrfMgmtf dell'Italia anttca 1%1. p.
214, n. 742; CARDUCCI 1962, p. 60. tav. 60; MANSIIEUJ 1963. p
137; FACSADY 199>;-2000. p. 320, Theodcxsius). Sul possibile
inserimento del solido in una cornice a pelte di eta preceden-
te. vedi BRENOT - METZGER 1992, pp. 354, 364. nota 37.
FACsADY 1999-2000, p. 292 e PAVESI 2001. p. 80 considerano
invece la montatura contemporanea alia moneta.
" Li documentazione relativa a gioielli monetali dall'ltalia set-
tentrionale si completa con il ritrovamento in una sepoltura
ptobabflmente gOta della necropoli di Villa Clelia a Imola di
due fibule ton solidi di Onorio e Valentiniano 111 (ERCOLANI
COCCHI 1992. p. 143; ERCOUN1 COCCIII 1993. pp. 77-81).
Sulla ipotizzabile provenienza dai territorio italiano di un pen-
dente ton moneia di Filippo iuniore eonservato nella Colle-
zione Castellani, vedi infra.
BORDENACHE BATTAGLIA 1983. pp. 92-94; BRENOT -
METZGER 1992. p. 365, nota 42. Montature tostituite da una
scmplicissima cornice a cerchio sono documentate anthe da
un pendente ton aureo di Domiziano, di provenienza egizia-
na e eonservato al British Museum di Londra (FACsAl)Y 1999-
2(KX), pp. 291-295, DomitJan l) e da un secondo ton aureo di
Caracalla da Val-de-la-Haye (Seine-Maritime), ora a Rouen
(BRENOT - METZGER I992, n. 34; FACSADY 1999-2000, p. 304.
Caracalla 10).
I-
1,28), giureconsulto attivo fra l'eta di Adriano e
cjuclla cli Marco Aurelio. che attesta proprio ai
suoi tempi luso d utilizzare pro gem mis aniiclie
monete d'oro o d'argento*. I ritrovamenti si infit-
CiSCOno in eta piu avanzata. ma in ambito cultu-
rale diverso da quello prettamente romano,
come documenta la spettacolare collana dal
tesoro rinvenuio nei pressi di Campobello di
Ma/ara, con un solido di Teodosio II come pen-
dente e clue solidi di Onorio incaslonati nei fer-
magli, databile forse al tardo vi secolo, ed inter-
rata insieme con allri gioielli e con solidi bizan-
lini di due secoli piii tardi''.
in moneta
Al centre del gioiello dalla necropoli milanese e
incastonata una noneta d'oro di Salonino. La
dtolatura sul IV Lie cor sal valerianvs n caes
conscnte cli assegnare l'emissione alia /ecca cli
Roma, poiche gli analoghi aurei e quinarii aurei
coniati a nome di Salonino a Colonici Agrippina
si dilleren/iano da quelli di produzione romana
proprio per la scritta posta su quesio lato dei
nominal!, che e infatti salon valerianvs caes.
Ancora la scrina sul D/ permeiie cli collocare
cronologicamente la moneta fra la nomina di
Salonino a Cesare e la sua uccisione. avvenuta a
Colonia a opera dell'usurpatore Postumo. Grazie
alle lunghe e complesse ricerche condone dal
Mommsen in poi sulle oscure vicende che ebbe-
ro come protagonisti i figli di Gallieno. .sembra
ormai di poter restringere questi due avveni-
menti della vita di Salonino fra la meta del
ossia dopo la morte del fratello maggiore
Valeriano iuniore, e Testate del 26010.
Non forniscono un termine ante quern per la
coniazione della moneta le emissioni di Salonino
come Augustus. L'assunzione della coreggen/.a
dell'impero da parte del figlio di Gallieno e
menzionata infatti unicamente su aurei e antoni-
niani battuti dalla zecca di Colonia nel corso del-
I'assedio di Postumo e non sembra sia mai stata
riconosciuta dal padre", tanto che gli antoninia-
ni emessi a Roma per commemorare la morte di
Salonino designano quest'ultimo semplicemente
come Saloninus Valerianus Caesar12. Non e
dunque improbabile che emissioni della zecca
di Roma indichino il giovane ancora come
Caesar, mentre a Colonia egli gia conia monete
quale Augustus. II soggetto sul R7 della moneta
milanese sembra comunque indicarla fra quelle
approntate proprio in concomitanza con la no-
mina del figlio cli Gallieno a Caesar (vedi infra).
Le emissioni auree coniate a Roma a nome di
Salonino comprendono aurei e quinarii aurei".
F. attestato anche un 'inedaglione', noto in un
unico esemplare. battuto pern utilizzando il
COnio di un antoniniano". Non e agevole deter-
minare con sicurezza quale nominale sia stato
inserito nel pendente dalla necropoli milanese.
poiche il peso della moneta non e accertabile
indipendentemente da c|uello della cornice c he-
la racchiude e del gancio cli sospensione. Il peso
totale del gioiello e di gr 6.8315. La media pon-
" PERA 1993, p. 356; BRUHN 1993, p. 1. Penclcnti con monete
da Nerone a Commodosono recensiti da FACsAlJY 1999-2000.
pp. 29-1-300: se in moliicasi la struttura della cornice indica un
reimpiego delle monete con funzione decoraliva solo mollo
tempo dopo la loro err.issione (FACsAl)Y 1999-2000. pp. 292-
293). monete di Vitellio. Domiziano. Ner\'a. Traiano e Marciana
subiscono un riuso in senso ornamentale gia nel corso della
prima meta del II secolo d.C. (FACSADY 1999-2000. p. 293).
'' FAKIOLI Ca.MI>anaT1 1982. p. 414. n. 228. Insieme al monile
furono ritrovati solidi ciatati da Tiberio \' (698) a Leone III e
Cosuniino V (741-775). Sulla persistenza dell'ulilizzo delle
monete con funzione ornamentale in ambito franco, goto e
longobardo, cui si accompagna talora anche la consuetudine
cli riproclurrc sui gioielli a sbalzo o per impressione un lato cli
eseinplari monetali. vedi cla ultimo COKKADo 2IMMI. pp J.Vi-
240; ARSLAN in corso di stamp.i. sui ritrovamenti dal
Haiixiriaim. HI M ill. 2000.
'" Non e cjuesta la sede per ripercorrere il coniplesso percorso
della ricerca storica su Salonino e sul fratello Valeriano iunio-
re I ii .u . urata e densa analisi delle moltepUl I IpottSl IVUIza-
te dal 1857 in avanti. con la proposta dei limiti cronologici che
c|ui si riprendono. e in ZACCARIA 1978. pp. 59-155. Posteriore
a c|uesto articolo. e LIKSKER 1988. pp. 455-460. che ha indica-
to come date estreme r>er la morte di Valeriano iuniore e la
nomina di Salonino il novembre del 257 e il febbnto del 258.
Sull'uccisione del secondo figlio di Gallieno. awenuta certa-
mente nel corso del 260. la cui esatta determinazione cronolo-
gica e connessa con la possibilita di accertare la durata del-
l assedio cli Colonia <<|ualchc settimana? qualche mese?), vedi
anche SIHHL 1979, pp. 117-122. Recentemente VON JKIINK
1996. p. 200 e CHRISTOL 1997. pp. 137-141 hanno ribadito.
anche sulla base cli un nuovo dato epigrafico. una cronologia
relativa all estate del 260 (inizio del mese di agosto?) per la
presa del potere cla parte di Postumo e la conseguente morte
di Salonino (vedi anche LARMJHE 1975. p. 867).
" Vedi ZACCARIA 1978. pp. 151-155. con bibliografia pa-ce-
dente; SHIHL 1979. pp 117-122; CHRISTOL 1997. p. 141.
,2 RlC\/\. p. 124. n. 15. Sul R/ compare la raffigurazione di
un'aquila e la scritta CONSKCRATIO.
" R1C V/l. pp. 123-127; GOBL 2000. pp. 82-83 assegna le
monete coniate nella zecca romana a nome di Valeriano II e
Salonino alle emissioni 2-5 di Gallieno, che data fra il 255/256
e il 257.
1 • Al IV e la scriita SAI.< >\ VALERIANVS CAES; al R/ la raffigura-
zione di cinque strumenti sacerclotali e la scritta IMTIAS AVcl.
L'esemplare sembra essere slalo ciassificato due voile in AYC
V/l. In entrambi i casi con un rimando a COHEN 188S. \. p
522. n. 10. viene infatti catalogato una prima volta (p. 123. n.
2) un esemplare indicato quale aureo Ixittuto con il conio di
un antoniniano (gr 5.20; mm 20). una seconda (p. 125. n. 16)
un esemplare schedato invece quale medaglione (gr 5.21 e
22 mm).
" Calcoli. seppur mollo approssimativi. basati sul volume della
moneta e sul peso specifico dell'oro. sembrano comunc|ue
indicare una peso del nominale poco consono alia pondome-
tria quinarii aurei del periodo.
Id
clerale degli aurei coniati a Roma fra il 258 e il
259 durante il regno congiunto di Valeriano e
Gallieno e stata calcolata da Jean-Pierre Callu in
gr 2,28; in gr 2,58 invece per le emissioni
approntate fra il 260 e il 262"'. I rarissimi quina-
rii aurei coniati in questo periodo paiono indi-
care una pondometria attorno a gr 1,55/1,6217.
Accostamenti con il peso di pendenti monetali
che racchiudono aurei o quinarii aurei contem-
poranei alia moneta cli Salonino sono difficil-
mente esperibili. Raramente infatti le pubblica-
zioni riportano anche il dato ponderale relativo
a tale tipo di gioielli18. Inoltre la moneta puo
essere montata entro una cornice maggiormente
elaborate rispetto a quella del gioiello milanese
- e quindi certamente di peso diverso - come e
il caso ded'atireo di Gallieno dal tesoro di Parma
prima menzionato, racchiuso in una cornice a
raggiera di petali, molto piu larga e massiccia1''.
o l'aureo di Vittorino rinvenuto nei pressi
dell'Aja, dalla sontuosa cornice in opus intercissi-
le20. Inutilizzabile in tal senso e anche un pen-
dente dal cosiddetto 'Tesoro della Diarchia', poi-
che, in una cornice pur analoga a quella del
gioiello milanese, e pero racchiuso un doppio
aureo di Valeriano seniore del 254-25621.
Il diametro della moneta di Salonino, che non
puo pero essere valutato millimetricamente,
sembra piu prossimo a quello dell'aureo del
periodo che non a quello della sua frazione. La
parte a vista misura infatti mm 16 ca. II diametro
totale del gioiello e di mm 27.5: quello della sua
parte centrale, comprensivo dunque del cerchio
d'oro che racchiude la moneta, e di mm 20 ca.22.
La massima parte di pendenti di collana con
monete auree della seconda meta del III secolo
testimonia pero l'inserimento di aurei e di loro
multipli23. Pare anzi che il reimpiego in funzio-
ne ornamentale dei quinarii aurei sia riservato a
quei gioielli o a quelle parti di essi per i quali
poteva essere preferibile utilizzare monete di
dimensioni inferiori. E il caso degli esemplari a
nome di Lucilla, di Commodo e di Severo
Alessandro la cui cornice e dotata di due
occbielli metallici simmetrici, chiaro indizio di
una loro funzione quali elementi di chiusura di
catene in metallo alle quali dovevano essere
agganciati uno o piu pendenti monetali2'.
Quinarii aurei possono essere talora inseriti nel
castone di anelli. come documentano un esem-
plare da Rouen con quinario di Severo
Alessandro2"' e uno da Amiens con quinario di
Massimino il Trace26. Eccezionale appare invece
la collana o cintura di circa 40 cm ritrovata in
una tomba a Laibach-Ljubljana (Slovenia) nel
1914, costituita da otto quinarii aurei di Gallieno
racchiusi in cornice e alternati con sette gemme,
anch'esse prowiste di montatura27. L'ultima
segnalazione a me nota riguarda infine un qui-
nario aureo forato di Valeriano iuniore, in origi-
ne dotato anche di gancio di sospensione, ma
certamente privo di cornice, dal tesoro di
Thiingersheim, in Baviera28.
La moneta di Salonino (aureo o quinario, come
16 CALLi: 1969. pp. 432-433. Per gli aurei coniati durante il
regno di Valeriano e Gallieno, RICV/1, p. 31 calcola invece un
peso medio di gr 3.25 ca.
La media di gr 1,55 e calcolata da CALLU 1969. p. 432, nota
5 su un solo escmplare 'incontestabile'. II dato ponderale for-
nito dal quinario aureo pubblicato in MAZZINI 1957, p. 100, n.
44 permette di ottenere una indicazione di gr 1,62.
18 E il caso del pendente con aureo di Valeriano seniore da
Cetetea Alba, del quale HOFFMANN - VON CLAF.R 1968, pp. 85-
86 si limitano a fornire il diametro.
19 CALVANI MARINI 1990, p. 351 (gr 26,5; diam. cm 4.5).
» ZADOKS-JITIA 1987. pp. 164-165 (gr 16,03).
11 Bank Leu 1991. p. 201, n. g (gr 12,42). II tesoro raggruppa-
va. oltre ad altri monili e a 46 aurei, per lo meno sette mone-
te d'oro in forma di pendenti, ossia un aureo di Adriano. un
aureo di Marco Aurelio, un aureo di Setlimio Severo, un aureo
di Macrino, due aurei di Gordiano III e un doppio aureo di
Valeriano seniore. Non se ne conosce la provenienza.
11 II quinario aureo MAZZINI 1957. p. 100. n. 44 misura mm 16.
l'aureo in KICV/l. p. 125, n. 17 mm 20 (misure desunte dalle
fotografie degli esemplari), quello in Bank leu 1991. n, 247
mm 18.
23 Tale propensione e attestata per tutto il periodo di produ-
zione dei pendenti monetali: delle 134 monete (da Nerone a
Onorio) riutilizzate in funzione ornamentale recensite da
FACSADY 1999-2000 ben 106 sono infatti aurei (FACSADY 1999-
2000. p. 277).
M FACSADY 1999-2000. pp. 299. Lucilla; 300, Commodus 1; 307,
Severus Alexander 4 (VERMEULF 1975. nn. 13. 27 le interpreta
invece come parti di spilla). L'ulilizzo di monete con funzione
di ferniaglio e ben documeniato: oltre alia collana dal tesoro di
Canipobello di Mazara poc'anzi citata (vedi nota 9), mi limito
a citare quella ritrovata ad Alx>ukir (Egitto), ora alia Nelson
Gallery di Kansas City, alia quale sono agganciati undici aurei
entro cornice a filigrana, il piu tardo dei quali appartiene alle
emissioni di Gordiano III, e un aureo di chiusura a nome di
Severo Alessandro (VERMEULF 1975, n. 29; METZGER 1980, p.
86; FACsAnY 1999-2000. p. 273).
BRKNOT - METZGER 1992, n. 16.
-'' BRKNOT - METZGER 1992, n. 43.
r ALFOLDI 1926. p. 78; FACSADY 1999-2000. p. 312. Gallienus
1-8. Gli otto quinarii appartengono tutti ad un'unica emissione
della zecca di Mediolanum (fflC'V/l, p. 97. n. 370). Tale circo-
stanza ha fatto ipotizzare che essi costituissero lammontare di
un donalivum imperiale (sull'eventuale, possibile caratlerizza-
zione in senso militare dei pendenti monetali di 111 secolo, vedi
la discussione riportata in LORIOT 1983, p. 269 e le osserva-
zioni in Le Iresor d'liauze 1992. p. 304; ma sulla interpretazio-
ne della tomba slovena come femminile per la presenza in essa
di un paio di orecchini, vedi infra, nota 65). L'accostamento di
otto monete d'oro della seconda meta del HI secolo montate in
cornice (da Treljoniano Gallo a Gallieno) con gemme semi-
preziose e documeniato anche da una 'collana' di probabile
origine egiziana (BRUHN 1993, pp. 34-35: i dubbi sulla sua
esatta ricostruzione potrebbero essere ridiscussi proprio grazic
al confronto con il ritrovamento sloveno). Ringrazio Erika
Rozsarova per avermi cortesemente fornito la traduzione dal-
1'ungherese del testo relativo al ritrovamento da Ijibach-
Ljubljana.
28 BRENOT - METZGER 1992, n. 72 (vedi anche p. 362, nota 25;
L7
si e detto) £ comunque cli grande rarita21'. Per
questo non mi sembra inopportuno un suo
esame particolareggiato, mettendola cioe a con-
fronto con i pochi altri esemplari editi che mi e
Maio possibile reperire. Si tratta dell'aureo pub-
blicato in Roman Imperial Coinage V 1 (da ora
in avanti = R1C 17; fig. 2a)30 e di quello apparte-
nuto inizialmente alia Collezione Weintraub che,
passato in seguito nella Collezione Nelson
bunker Hunt, e siato battuto cla ultimo nell'asta
del maggio 1991 della Banca Leu di Zurigo ( =
Leu 217; fig. 2b)31. I due esemplari ora citati
sono affermati come coniati con i medesimi
conii per il D/ e per il R/ nei cataloghi di vendi-
ta del secondo. Considerero inoltre il quinario
aureo della dispersa Collezione Mazzini (=
MAZZINI 44; fig. 2c)32.
Sul D/ della moneta milanese e posto il ritratto
del giovanissimo Cesare: Salonino doveva avere
meno di died anni al momento della nomina33.
Raffigurato con il busto visto leggermente di
spalle. indossa la corazza e il pahutamentum. La
testa, piccola e dai volumi compatti. secondo la
struttura tipica dei ritratti monetali di questo
periodo, ha tratti regolari, ma incisivi e ben deli-
neati. II soffice trattamenio della capigliatura,
con corte Liocche ondulate. vivacemente dispo-
ste. meglio riuscite nella zona frontale, invece
plasticamente piu attenuate per probabile que-
stione di coniatura in quella occipito-parietale, si
armonizza con la struttura del volto. dalle super-
fici morbide e carnose, e con quella del collo,
animate) dalle pieghe proprie di un florido ritrat-
to infantile, cui si innesta il piccolo mento arro-
tondato-3'. II ritratto presenta forti consonanze di
stile e di esecuzione con quello effigiato sul qui-
nario aureo MAZZINI 11. Pur con tutti i limiti che
comporta il confronto fra due monete sulla base
della sola documentazione fotografica. non mi
sembra improbabile che i conii con i quali sono
stati approntati i due esemplari siano opera di
un unico artista incisore. Ritrovo la rnedesima
mano nella formulazione della zona mento-
collo, di quella oculare e della linea di profilo
della fronte e del naso. Molto simile e anche la
sagomatura del rilievo della guancia. La testa sul
quinario mi pare risentire pero di una esecuzio-
ne piii affrettata nelle ciocche dei capelli e nelle
rigide pieghe del mantello sul dorso.
Per quaitto riguarda la scritta posta sul D della
moneta milanese, si deve segnalare come essa
denoti una certa incapacita delfincisore a calco-
lare il rapporto fra la superficie del campo
monetale a sua disposizione e le lettere dell'i-
scrizione. Infatti, mentre all'inizio della scritta
queste ultime sono fra loro spaziate con regola-
rita, al centra le lettere ...]RIANV[... sono disposte
con una certa congestione, indizio di una valu-
tazione approssimativa degli spazi necessari per
incidere I'intera titolatura. Le lettere finali. infine.
riprendono. accentuandola. l'ampia spaziatura
della parte iniziale. Maggior regolarita nella di-
sposizione delle lettere hanno invece le serine
delle monete che ho assunto a confronto.
Al R/. posati sulla linea dell'esergo, sono sei
strumenti sacrificali (fig. 1 e tav. 1,2). L'insieme
sull.i mi.i tra*formazione in pendente mollo icnijjo dopo la
data cli cniissione, vedi pp. 352-353). II quinario aureo di
Adriano con iippiccagnolo dai dincorni di Worms e invece pro-
babUmente falso (Calu; - Loriot 1990. p. 397; brenot -
Metzger 1992. n. 50).
Olire a pendenti che. come quello da Milano. riutilizzano
monete estremamenle rare, sono noli anche gioiclli con mone-
le non altrimcnti documeniaie. e il caso dell'aureo di Viliorino
dai lerrilorio olandese (Zadoks-JITTA 1987. p. 164; ma la sies-
sa moneta era siata identificata come RIC 8 dalla slessa
zadoks-jitta 1957. p. 455. noia 1) o di quello di Valeriano
seniore dai gia menzionalo Tesoro della Diarchia' Uiank Ijrn
IWI. p. 201. n. g).
w RIC\/\, p. 125, n. 17, lav. V.71. grado di rarita 3 (con daia-
zione. ormai inaccettabile. al 256; vedi ZACCARIA 1978, p. 62,
noia 12).
11 Hank leu loiio 247 («cxtrcmcly r.irc») l.'aureo era gia
comparso nell'asia della Banca Leu 10. 1974. lotto 362 e suc-
cessivamente in quella di Sotheby del 21-22 giugno 1990 {The
Ntlson Dunker llunt Collection /mfiorlunt <iieek timl Raman
Coins, lotto 822).
b mazzini 1957, p. 100. n. 44 («rarissimo»; KlC\/\. p. 125, n.
21. grado di rarita 4). ii quinario aureo e erroneamente classi-
ficalo come aureo in gobl 2000. uf. 25. n. 267a(2). tabelle 6
(p. 163: Standort Mazzini 44). Per I'aureo rafTigurato al n.
267;i< 1) della stessa iavol3 (si iraiia indubiiabilmenie dell*aureo
RIC 17). viene indicato un inesano rimando bibliografico a
gohl 1978. 1588 (GOBL 2000, p. 163). Lesemplare qui illu-
strate) e infatti un 1/2 aureus, battuto nel 1909 dalla Cjsa d'Asta
Hirsch (Kal. 24. 2317; vedi GOBL 1978. p. 185). I'oiche esso e
identico al quinario MAZZINI 44. e probabile die il quinario sia
entrato a far parte della Collezione milanese di Giuseppe
Mazzini proprio in queH'occasione.
*( Non e nolo a quale eta Salonino sia stato proelamato Cesare.
La llisloria Augusta (Trig. Tyr. 3,3) lo indica al momento della
morte dapprima come finer, poi come ailulescens. Con ogni
probability. Salonino nac<|ue comunque prima dell inizk) del
regno congiunto di Gallieno e Valeriano. ossia prima del 253
(vedi ZACCARIA 1978. p. 138). GAGE 1975. p. 850 ipotizza elic-
it figlio di Gallieno sia nalo «peu apres les fetes du millesimus
annus*, dunque poco prima del 248.
" Sui ritralti monetali e a lutto tondo di Salonino. vedi
DELHRiiCK 1940. pp. 98-99; 120-121; FELLETTI MAJ 1958, pp.
241-246; WEC.NKR 1979, pp 123-128 II volto effigiato sulla
moneta in esame esprime compiutamente la 'knabenhaflc
Jiigendlichkeit' tipica della ritrattistica monetale del figlio di
Gallieno nel suo nolo di Caesar (WEGNER 1979. p. 123). Si
avvicina per niolti panicolan alia testa di fciovane militare iden-
dfloUu, sepput non unlvucamente, con Salonino, rafflgurata su
un medaglione d'argento appartenente a un signum ritrovato
negli scavi delle rovine del castellum di NiederbielxT (vedi
NOTTBOIIM 1951. pp 364-366). Li accomuna la struttura car-
nosa del volto. il mento piccolo e prominente. la bocca sotii-
le. il naso corto e diritto. i capelli a brevissima frangia sulla
fronte. a soffici ciocche sul capo (per confronti monetali. vedi
ROBERTSON 1978. p. 34, nn. 6-7. tav. 9; MAZZINI 1957, p. 101.
n. prima 58. tav. 30; p. 102, n. 90. tav. 30; WEGNER 1979. lav.
48. nn. c-d).
IS
non tiene in alcun conto le vere proporzioni
degli oggetti (fatto del resto non insolito nelle
raffigurazioni sulle monete), tanto che il bastone
augurale e molto piii piccolo della brocca e la
patera e ridotta a un minuscolo cerchio con glo-
betto centrale. Ma, in realta, questi anomali rap-
porti dimensionali creano una armonia compo-
sitiva, facendo emergere la grande anfora posta
al centra. In tutti gli esemplari in esame e da
osservare una impostazione tendenzialmente
piu disegnativa che plastica, da attribuire, in
misura non ben precisabile, piu a un orienta-
mcnio di stile decorativo che non ad una insuf-
ficientemente efficace capacita creativa, anche
se e abbastanza frequente il fatto che i R/ mone-
tali siano meno curati dei D/. La scritta, quasi
completamente celata dalla lamina ribattuta sul
retro della moneta, e sicuramente PIETAS AVGG.
Il soggetto vanta una lunga tradizione nella ico-
nografia monetale romana. Senza voler ripercor-
rere una persistenza che data dall'eta di Silla,
intensificandosi soprattutto nel periodo tardo-
repubblicano, quando la raffigurazione degli
strumenti per il culto celebra sulle monete le
cariche sacerdotali ricoperte da coloro che ne
curano l'emissione35, e sufficiente ricordare
come il soggetto compaia per la prima volta in
eta imperiale in relazione con un Caesar nel
140-144. Aurei, denari e sesterzi di Marco
Aurelio raffigurano infatti un aspergilhim, un
guttus, un lituus e un simpulum commentando-
li con la scritta PIETAS AVC*'. Strumenti sacerdo-
tali variamente assortiti e disposti compaiono in
seguito su monete di Caesares del II e del III se-
colo. La composizione che raggruppa ben sei
oggetti cultuali, come sulle emissioni in oro di
Salonino, e pera raramente attestata, ossia uni-
camente su monete di Caracalla, Massimo e
Gordiano lll-r. Il soggetto consente una lettura
su molteplici piani ideologico-propagandistici.
Con esso si ricordano i riti religiosi che si com-
piono in occasione della nomina a Cesare del-
lerede designato e il suo inserimento negli
amplissima collegia, ma anche si esaltano la pie-
tas erga deos dell Augustus e del Caesar e l'af-
fetto che lega fra loro i membri della casa impe-
riale (pielas in propinquos), assicurando una
successione senza traumi e, percio stesso, la
continuita dell'impero38.
Anche per il R della moneta milanese il con-
fronto piu pertinente e con il quinario MAZZINI
44 (fig. 3c). I due esemplari hanno infatti in
comune la disposizione degli oggetti, ossia, da
sinistra a destra, aspergillum, simpulum, guttus.
patera, secespita, lituus, mentre i due aurei RIC
17 (fig. 3a) e Leu 247 (fig. 3b) ne invertono l'or-
dine. Ancora differente e la posizione del guttus,
che in MAZZINI 44 e sull'esemplare da Milano ha
il versatoio volto a destra, sugli aurei e girato,
invece, verso sinistra. Un'osservazione piu mar-
ginale riguarda infine la forma del simpulum,
che e sommariamenre disegnato, ossia limitara-
mente al suo profilo, sulla moneta dalla necro-
poli milanese e sul quinario MAZZINI 44. Sugli
aurei RIC 17 e Leu 247, invece, viene annotata
anche la cavita interna dell'attingitoio. Tali con-
front iconografici parrebbero dunque indicare
come il gioiello milanese incastoni in realta -
eccezionalmente - un quinario aureo. Si dovreb-
be altrimenti pensare ad una variante all'interno
di una peraltro limitata emissione di aurei, o alia
coniazione di un aureo con il conio approntato
in realta per l'emissione di quinarii, fenomeno
questo, dell'utilizzo di uno stesso conio per la
produzione di nominali diversi, non infrequente
nella produzione delle zecche monetali attive
nel 111 secolo. In analogia con quest'ultima ipo-
tesi, fra le monete di Salonino si segnala il caso
di un punzone di antoniniano utilizzato per
coniare un tondello d'oro di 20 mm di diame-
tro39.
La cornice
La cornice d'oro del pendente milanese e piut-
tosto semplice (fig. 4). La moneta e inserita in
una montatura circolare di lamina che la trattie-
ne in modo tale da permettere sul lato in vista,
ossia quello con il ritratto, la visione completa
della figura e della scritta. Questa cerchiatura e
a sua volta alloggiata in una seconda lamina,
non perfettamente congiunta a quella sottostan-
te sul lato sinistro della moneta, sulla quale e
saldata la cornice ornamentale vera e propria,
probabilmente grazie all'utilizzo di crysocolla,
un composto a base di carbonato basico di
rame, come osservato in altri pendenti con
" Una rassegna dei soggetti monelali che raffigurano strumen-
ti cultuali, dall'eta repubblicana all'impero, e in BMCEmp. III.
pp. xl-xliii.
■ BMCEmp. IV, p. 42, nn. 276-279 (aurei); p. 226. nn. 1405-
1406 (sesterzi).
l" La raffigurazione piu comunemente documentata compren-
de infatti solo cinque strumenti (lintus. secespila. guttus. sim-
pulum e (ts/x.'rgillum). Per la composizione che unisce a que-
sti anche la patera, simbolo dei seplemuiri epitloiies. vedi
BMCEmp. V, p. 150, nn. 611-612; p. 151, nn. 615-616 (sesterzi
e assi di Caracalla del 196-197|?|); BMCEmp. VI, p. 232, nn. 119-
122; p. 239, nn. 204.208 (sesterzi e assi di Massimo del 236 e
236-237); p. 256, n. 65 (sesterzio di Gordiano III del luglio 238).
* Vedi W1SSOWA 1902-1909, p. 2505; ULRICII 1930, pp. 72-73;
LIEGLE 1935, pp. 67-68. Sulla propaganda dinastica nelle
monete dei figli di Gallieno, vedi ZACCARIA 1978, pp. 103-138;
GAGE 1975, pp. 847-851.
» RfCV/1, p. 123. n. 2, nota 2. Vedi anche supra, nota 14.
19
moneta40. La cornice e caratterizzata da I ritmico
aliernarsi di It spa/i cavi triangolari. contornati
sui due lati da una sottile profilatura in rilievo. e
di 14 zone piene, talora trapezoidali. talaltra
iriangolari. Una quindicesima e nascosia sotto
all'appiccagnolo. II rovescio e liscio. In alio, in
perfetta corrispondenza del centro della testa del
ritratto, si innesta il gancio di sospensione. con-
sistente in un nastro di metallo con due scanala-
ture. ripiegato ad anello e saldato sia sulla pane
anteriore sia su quella posteriore della cornice.
Probabilmente durante la fase di allogazione
della moneta nella montatura circolare. o nel
corso della fissazione su quest'ultima della
seconda struttura anulare, la moneta ha subito
Lin violento colpo di scalpello. die ha provoca-
ti; In sfregio ben \isihile nel campo moneiale a
sinistra, e nella scritta, all'altezza della lettera 'I.'
di SAL. La lamina circolare di supporto alia cor-
nice e ribattuta molto grossolanamente sul rove-
scio del gioiello.
II procedimento messo in atto per incastonare la
moneta. dunc|ue, con il ricorso a c|uattro diversi
elementi (montatura circolare. lamina, cornice
ornamentale, appiccagnolo)" testimonia una
tecnica non troppo elegantemente rifinita, se
paragonata a quella di altri pendenti monetari,
che utilizzano invece ben due cerchiature per
trattenere la moneta. Questo ricercato procedi-
mento tecnico fa si che anche il rovescio della
moneta sia perfettamente leggibile e che il
gioiello presenti un aspelto di raffinata impecca-
bility anche sulla sua parte posteriore (tig. 5)'-.
I il caso. per esempio, dei cinque pendenti con
aurei di I.ucio \'ero, Giulia Domna e Severo
Alessandro della magnifica collana di prove-
nienza egiziana (Memphis) conservata al
Metropolitan Museum di New York e datata alia
prima meta del III secolo (fig. 6)43. Il piu mode-
sto metodo di incorniciatura documentato dal
monile milanese si ritrova. per limitarci a esem-
pi con monete pressoche contemporanee a
quella di Salonino. nei pendenti con aurei di
Valeriano seniore da Cetetea Alba (Romania)
(fig. 7) e da Rabakovacsi (Gyor-Sopron, Unghe-
ria), in quello con aureo di Valeriano iuniore
anch'esso da Rabakovacsi e in quello con aureo
di Vittorino da Neuville-sur-Ain (I.yonnaise)".
Di fattura ancora piii trascurata rispetto aU'esem-
plare milanese e invece un pendente con aureo
di Severo Alessandro. di ignota provenienza
(fig. S)4"": si noti come l'artigiano sia dovuto
ricorrere all ausilio di due piccole grappe per
trattenere laureo all'interno della cerchiatura
che, malamente ribattuta sul lato sinistro della
moneta, non e sufficiente a racchiuderla sul lato
destro.
Anche la decorazione della cornice del gioiello
milanese indica un procedimento molto sbrigati-
vo, che riproduce con poca cura e in maniera
sommaria il motivo ornamentale a 'ovuli e
lance', che alterna arcate traforate alia base con
zone piene ornate al centro da uno o piu ele-
menti lancilormi. L'ampiezza delle parti triango-
lari a traforo e infatti molto irregolare; inoltre e
sok) accennata (in talune zone invece del tutto
abolita) la struttura a lancia nelle parti piene, che
crea invece, in esemplari medio realizzati. il
caratteristico motivo a palmetta (o ventaglio
cesellato). Questo tipo di montatura e largamen-
te documentato: incornicia generalmente mone-
te delleta antonina. severiana e degli imperatori
gallici. Ma non mancano anche esemplari di eta
gallienica. II pcriodo di massima dilfusione sem-
bra anzi corrispondere proprio alia meta del III
secolo. con successive, molto sporadiche atte-
stazioni fino al IV'16: richiamo oltre ai gia men-
zionati aurei di Valeriano seniore da Cetetea
Alba, il doppio aureo di Valeriano seniore dal
Tesoro della Diarchia" (fig. 9) e gli otto quinarii
'" BRIUIN 1993. pp. 5-6. Vedi anche I'KITINAl 1991. pp. 48-49:
paves] 2001, pp. 29-33.
" Lo studio del prtxedimento altuato per la posa in opera
della moniatura nclle sue diverse fasi sara alTrontalo in un
momento succcssivo, con il ricorso anche ad analisi del metal-
lo utilizzato per la fusione dei quattro elementi che compon-
gono la montatura stessa (per analisi effeltuale su pendenti dal
territorio francese. vedi FLOIRET - NICOUM - METZGER 1981).
Per le complessc fasi di esecuzione del procedimento. vedi
FLOURET - NICOUNI - METZGER 1981. pp. 89-92; Ikmk Iffl
1991. p. 197. IJRf.NOT - MirrZC.ER 1992. p. .147; BRUIIN 1993,
pp. 3-6.
'* I pendenti sono ax^anciati a quattro catenelle d'oro di lun-
nhezza variabile e sono tenuti distan/iati fra loro da elementi
cilindrici separatori. come e tipico delle collane con piii pen-
denti monetali (vedi VERMEULE 1975. n. 26: KRCIIN 1993. pp.
38-40. fig. 6; FACSADY 1999-2000. pp. 274-275).
" Pendente da Cetetea Alba: HOFFMANN - VON CLAER 1968, p.
85; FACSADY 1999-2000, p. 311. Valerian 3; pendenti da
Rabakovacsi: THOMAS 1964. pp. 289-290: BRENOT - METZGER
1992. n. 65; FACSADY 1999-2000. p. 311, Valerian 1-2; p. 312.
Valerian junior; pendente da Neuville-sur-Ain: PONCET 1885.
p. 533. tav. 10,2; BRENOT - METZGER 1992, n. 8. Richiamo
anche i due pendenti con aurei di Traiano e di I.ucio Vero dal
tesoro di Barleux < BRENOT 1969. pp. 418-420; FACSADY 1999-
2000. p. 274) nei quali la lamina di supporto alia cornice orna-
mentale presenta un bordo ritagliato a triangoli. cosi da per-
mettere un suo piii agevole ripiegamento sul rovescio del
gioiello.
" (in ve K(nnan ■ - liyzaiilim' (Alius < Auction I > del 2-3 nur/o
1994). Numisiiiaiica Ais Classiea. lotto 2017 («ln almost con-
temporary looped mourn c 26o»).
'" Vedi BRENOT - METZGER 1992. p. 346; FACSADY 1999-2000.
pp. 282-283 (."FlowerptuA"pattern, type O. Ai pendenti qui
citati. si possono aggiungere i due esemplari con aurei di
Traiano e di Adriano uniti da una pesanle catena, di prove-
nienza siriana. conservati ora al Museo del Louvre (METZGER
1980. p. 86: BRCIIN 1993. p. 29) e quello con doppio aureo di
Valeriano seniore dal gia menzionato Tesoro della Diarchia'
(vedi supra, nota 21).
20
aurei di Gallieno da Laibach-Ljubljana47. Molto
simile alia cornice del pendente dalla necropoli
dellUniversita Cattolica e anche la montatura
che racchiude una moneta d'oro di Filippo
iuniore Caesar appartenente alia Collezione
Castellani, per il quale si puo forse ipotizzare un
rinvenimento in qualche zona dell'Italia centrale
o meridionale, in alternativa ad un suo acquisto
da parte di Alessandro Castellani sul mercato
antiquario d'Oltralpe18. Oltre che per una infe-
riore vistosita complessiva, data dalla sua mino-
re altezza, la cornice di quest'ultimo pezzo si dif-
ferenzia da quella del pendente milanese per la
presenza di zone non traforate poste fra le pal-
mette49.
La tipologia a ovuli e lance non e tipica solo dei
pendenti monetali: si ritrova infatti anche in
monili che racchiudono gemme e cammei, come
quello della seconda meta del III secolo, con
cammeo pero di eta precedente, dal corredo
della tomba A da S. Pietro Incariano (Verona)50.
Pur con i limiti di esecuzione ora segnalati, il
gioiello dalla tomba milanese rientra comunque
appieno, per le sue caratteristiche tecniche e
ornamentali, nel I gruppo della classificazione
proposta da Claude Brenot e Catherine Metzger
nel loro studio sui pendenti monetali5'. Secondo
gli stessi autori, il periodo iniziale di produzione
di questo tipo di gioielli sembra porsi cronologi-
camente fra l'eta severiana e gli inizi del iv seco-
lo52. Affermazione che mi pare pero non tenere
conto della precisa testimonianza di Pomponio,
citata all'inizio, circa l'utilizzo di monete in fun-
zione di gemme gia nel II secolo53.
// ritrovamento
L'inumazione in nuda terra 3217 dal settore UC
VII della necropoli dell Universita Cattolica con-
teneva due individui di sesso maschile51, rispet-
tivamente di 35/40 e 18/20 anni, deposti l'uno in
posizione capovolta rispetto all'altro (fig. 10)55.
I.a sepoltura rientra nel periodo A della necro-
poli milanese ed e assegnabile alia seconda
meta del III secolo56. In questo caso, dunque,
siamo in presenza di una deposizione del gioiel-
lo awenuta quasi contemporaneamente all'e-
missione della moneta e alia conseguente fab-
bricazione del pendente monetale. II monile gia-
ceva sotto alia scapola destra dell'inumato piii
anziano, deposto per primo (US 3218A). Nello
stesso punto erano anche un anello d'oro (fig.
11) e un piccolo nodo d'F.racle (fig. 12)57. Non e
stata invece rinvenuta alcuna catena di sospen-
sione in metallo. F. quindi logico supporre che il
pendente fosse agganciato a un cordone in
materiale deperibile. probabilmente di cuoio o
di tessuto, secondo una moda documentata da
altri gioielli con moneta del Gaippo I della clas-
sificazione Brenot-Metzger58.
La modalita del rinvenimento dei tre oggetti
nella sepoltura induce a credere che anche l'a-
nello fosse sospeso al cordoncino al quale era
Vedi supra, nota 27. Le sei gemme che compongono la col-
lana/cintura sono invece inclusc in una semplice cerchialura tii
metallo. Solo la pielra collocata al centro e doiata di una mon-
lalura simile a quelle delle monele, ma di diamelro piti gran-
de. per permetlerne una maggiore visibility.
* Devo la segnalazione e le nolizie circa le possibili zone di
provenienza del pezzo a Patrizia Serafin. che ringrazio per la
prezio.sa comunicazione. II pendenie non e pubblicato nel
Catalogo della Collezione Castellani; sulla formazione della
raccolta, ora conservala al Museo di Villa Giulia a Roma, vedi
La collezione Augusto Castellani 2000. pp. 167-169.
* Per questa sua carallerisiica. la cornice corrisponde al tipo
"Flower petal", type li della classificazione proposta da
FACSADY 1999-2000. p. 282. I due pendenti di sicura prove-
nienza dal territorio italiano (da Parma e da Ixxli. come si e
dctto). sono dotati invece rispettivamente di una cornice a
petali stilizzati disposti a raggiera e di una cornice a traforo con
un motivo a pelte (vedi supra, note 4-5).
w BF.SCHI 1974-1975. p. 455. fig. 4. Cito anche la cornice che cir-
conda una grande ametista collocata in posizione centrale nella
collana in oro e granaii da Tonosa (Siria). daiabilc al III secolo
(P1KZIO BIROI.1 STEFANELLI 1992, p. 189. fig. 226; pp. 258-259.
n. 176) e un cammeo del Romisch-germanisches Zentralmuseum
di Mainz, di provenienza ignota. anch'esso del III secolo
(PIR/.IO HIROLI STEFANELLI 1992, pp. 263-264, n. 210, fig. 305).
" BRENOT - METZGER 1992, pp. 345-346: oltre che da una cor-
nice a "ovuli e lance', i pendenti di questo gruppo possono
essere anche carattcrizzati da una montatura .i pellc o in opus
interassile.
M BRENOT - METZGER 1992. pp. 348. 352; PIRZIO BIROI.I
STEFANELI.1 1992. pp. 128-129; BARATTE - METZGER - AUBIN
1999, p. 128.
" Per una datazione dei pendenti con moneta anche al I e II
secolo d.C, vedi PIRZIO BIROL1 STEFANELLI 1992. p. 88;
SERAFIN PETRILLO 1993, p. 367; !/■ tresor d'Eauze 1992. p. 28,
nota 33-
Desidero ringraziare i colleghi Silvia Lusuardi Siena e Marco
Sannazaro per avere discusso con me. in piti occasioni e con
la massima liberalita. i tanti aspetti archeologici del ritrova-
mento. dai quali sono scaturite osservazioni di grande interes-
se per I'interpretazione funzionale del gioiello milanese e del-
I'intera categoria dei pendenti con moneta.
" l.'individuo deposto per primo Qungh. cm 169) si presenta-
va complete), anche se leggermente sconnesso in alcune parti.
Era disteso in posizione supina. con la testa reclinata verso
sinistra e il tronco spostato nella stessa direzione, il braccio
destro ripiegato sul torace e gli arti inferiori incrociati. II
secondo individuo Qungh. cm 182), anch'esso supino, sovrap-
poneva e copriva la testa, il gomito e il ginocchio sinistri del
primo. rispettivamente con il gomito. il ginocchio e il piede
sillistri. La testa eta leclinala verso sinistra, il biaccio desuo
piegato ad angolo retto e appoggiato sulla testa, il braccio sini-
stro piegato sul torace. Gli arti inferiori erano leggermente spo-
stali verso sinistra (SANNAZARO ET AL. 1997. pp. 186-187). Per
una presentazione cronologica e topografica della necropoli.
vedi da ultimo SANNAZARO 2001 (dati riassuntivi della tomba
3217 a p. 219).
SANNAZARO - CAITANEO - RAVEDONI 1997. p. 186.
57 SANNAZARO - CATTANEO - RAVEDONI 1997. pp. 186-187.
w BRENOT - METZGER 1992, p. 345; BARATTE - METZGER -
21
agganciato il pendente monetale (fig. 13)- Esso,
infatti, parzialmente coperto dal pendente stes-
SO, giaceva nel terreno in modo tale che la parte
del cerchio di metallo opposta al castone fosse
esattaniente posta alia stessa altezza dell'appic-
cagnolo del pendente, attraverso il quale dove-
va passare il laccio 11i sospensione. Durante la
fase di deposizione del cadavere nella fossa, i
due oggetti appesi al cordoncino potrebbero
essersi spostati. scivolando dal petto del defun-
to sotto alia sua schiena. Queste considerazioni
rendono improbabile l'ipotesi che il pendente,
l'anello e il nodo d'F.racle fossero custoditi entro
una borsetta, o in un contenitore simile, in mate-
rials deperibile. Lo scavo non ne ha infatti resti-
tuito alcun resto.
La tipologia dell'anello e tipica del III sccolo. Il
nastro si allarga sulla spalla a formare due foglie
stilizzate, intagliate lungo il bordo. II semplicis-
simo pseudocastone in oro, quadrangolare e in
leggero rilievo. e privo di decorazioni. Cito a
confronto due anelli eon spalla ritagliata a foglia.
il primo da Cardiff con cammeo decorato con una
testa di Medusa, il secondo dal semplice castone
in metallo, come quello milanese, arricchito
per6 dall'incisione dell'immagine di un cardo59.
II nodo d'Eracie, lungo circa 17 mm e largo circa
mm. e solcato da fittissime incisioni general-
mente superficiali. in alcuni punti pero molto
profonde60. II peso corrisponde a gr 1,24. La sua
assodazione con un pendente monetale trova
numerose conferme in altri ritrovamenti. Cito il
caso del piccolo tesoro di l'lloumeau (Charente-
Maritime), ritrovato nel 1<)7»), che c-omprencleva,
Ira I'altro. due pendenti monetaii con denari di
Settimio Severo e di Caracalla ricoperti da una
foglia d'oro e un nodo d'Eracle, appunto, a
superficie pero liscia, di dimensioni simili a
c|uello milanese61. In tali contesti la maglia di
metallo avrebbe svolto, secondo Catherine
Metzger, la funzione eli fermaglio per il cordone
al c)uale era appeso il pendente: l'altra estremita
del nastro doveva penanto terminare probabil-
mente con un uncino c he potesse essere aggan-
ciato al nodo erculeo"-'. Nessuno dei ritrovamen-
ti eitati. compreso c|uello della tomba milanese.
ha pero restituito un simile gancio da appaiare
al nodo-fermaglio. Inoltre, la funzione di ferma-
glio del nodo d'Eracle. aeeoppiato ad un uncino,
non mi risulta in realta documentata da nessuna
eollana in metallo di eta romana: segnalo an/.i
come le stesse catene formate da maglie a forma
di ncxlo erculeo utilizzino un sistema di chiusu-
ra a gancio ed anello6-\ Per questi motivi si deve
forse pensare a una diversa funzione del ncxlo
d'Eracle, che. fissato alle due estremita del
nastro di cuoio o tessuto. avrebbe cioe avuto
uno scopo semplicemente decorativo e non
invece quello di permettere la effettiva apertura
e chiusura del cordone (fig. 14). E evidente che
in una tale ricostruzione il laccio doveva avere
una lunghezza tale da poter essere indossato
facendolo passare attorno alia testa, senza che
fosse necessaria una sua apertura.
II ritrovamento milanese amplia l esiguo numero
di pendenti con monete di eta romana ritrovati
in tombe'". Mi e stato possibile recensire a tut-
t'njijji unicamente quindiei oceorrenze. Solo di
Al ITO. p. 12K Anche [xt il pendente dalla necropoli
della \'ia Ostiense tvedi supra, nota 7) non e doeumentato il
ritrovamento di alcun resto di catena, cosi da implicare il ricor-
so a una sringa di materiale deperibile (BORI)KNACIIK
BATTAGUA 1983. pp. 93-94). L'ulilizzo di un semplice nastro di
cuoio o di stoffa e ricostruibile anche nel caso di pendenti non
monetaii poco appariscenti. come 1'amulelo d'oro a forma di
mcdaglielta ri:rovato a Roma in localita Vallerano. nel sarcofa-
go di una fandulla della tomba 2 (Mislero di una fanciulla
1996, p. 13).
"' I'IRZIO H1KOI.1 SIKIANia.l.l 1992. pp. 264. n. 216. fig. 249;
265. n. 217, fig. 250. II motive) a foglia della spalla si ritrova
anche nell'anello da una tomba rinvenula a Crniliste. presso
I'rilep (Macedonia), in RUSKVA-SI.OKOSLA 1991, p. 175. n. 207,
con incastonata una gemma con iscrizione.
II ncxlo d'Eracle. utilizzalo in oreficeria fin dall'eta ellenisti-
ca come elemento di eollana. fermaglio di bracciale o castone
per anello. entro a far parte anche del repertorio decorativo
della gioielleha romana. essendo impicgato. soprattuttu nel II
e III secolo d.C. come nuglia di eollana. alternato a pietre
colorate (BASTIKN - MKTZGKR 1977. pp. 166-167; Le Iresor
d'Eauzt 1992 p. 27). In questo caso, pero. «le fil eonstituant
le motif est plat et non ciixulaia-» (FI.OURET - N1COUNI -
Ml-TZGKR 1981. p. 100; vedi. per es., la eollana in oro e pla-
sma, da Tortosa, Siria. clalabile al 11-111 secolo. in I'IRZIO KIROU
STEFANEUJ 1992. p. 198. fig. 240; p. 262, n. 205). come sono
invece il nodo del tesoro di l'lloumeau (vedi infra) e quello
dalla sepouura milanese
61 II ncxlo e lungo mm 16.5. largo mm 6,5 e pesa gr 0,61
(FLOl'RKT - NICOUNI - MKTZCiKR 1981. p. 95). II tesoro inclu-
cleva anche un corto lulx» quadrangolare foralo. con funzione
di separatore. e due piccoli ettagoni di metallo. di incerta uti-
lizzazione. Anche il tesoro cli lleuc|ueville (Hure). oltre ad alcu-
ni gioielli, a oggetti d'argenteria e a molte monete. contene%*a
un aureo di Nerone montatc» in una cornice in opus inUmissi-
lee un ncxlo d'Eracle (BRKNOT - MKTZGKR 1992. n. 15). II ritro-
vamento cli Rabakovacsi (t 'ngheria) comprendeva invece, oltre
ai tre aurei in cornice gia citali, alc uni elementi separatori e un
frammento di eollana con nodo cl l-racle e rx-rle di smeralclo
(I1RKNOT - MKTZGKR l'W2, n. 65). Per il tesoro di Beaurains.
vedi infra, nola 62.
"; METZGER 1980. p. 100. Un ncxlo d'F.racle in sottilissimo lilo
d'oro e dcxcimentato anche dal rieehissimo tesoro di Beaurains
(BASllKN - MKTZGKR 1977. pp. 165-166): una sua assodazione
con gli cxio pendenti monetari rinvenuti. in funzione di fenna-
glio della eollana di supporto. £ pero da escludere. perche la
chiusura di quest'ullima era quasi certamente costituita da un
aureo di Faustina iunic»re con due ganci lalerali (BASTIEN -
Miri'ZGKR 1<)77, p. 186; vedi anche supra, nota 24).
"' Vedi, per esempio. I'IRZIO BIROU STF:KANKLU 1992, p. 199,
fig. 241.
'" Secondo FACSADY 1999-2(KK), p. 293 la penuria di ritrova-
menti cli lali gioielli nelle sc-pollure sareblx' da collegare con il
significato di bene pre/ioso che cssi venivano ad assumere
all'interno del patrimonio familiare. F. infatti frequente il loro
11
died e nolo il sesso dell'inumato: in nove casi si
trattava di una tomba femminile; in uno solo,
forse, di un soldato''\ l.a presenza del gioiello
con moneta di Salonino in un'inumazione dop-
piamente maschile apporta dunque un font- ele-
mento di discontinuita, in quanto un uso mulie-
bre dei pendenti con moneta pare indicato
anche dal loro non infrcqucnte ritrovamento in
capsellae eniro le quali erano custoditi insieme a
monili certamente femminili''6. Ricordo a tale
proposito Tingente tesoro di Kauze. sotterrato
nel 261 d.C. ca.. che celava, insieme a oltre
28.000 monete e a numerosi Oggetli preziosi, i
gioielli di un ricco cofanetto femminile. com-
prendente. fra l'altro. una collana con tre pen-
denti monetali (due aurei di Klagabalo e uno di
Scvero Alessandro)1'".
Non mi paiono contraddire la documentazione
archeologica neppure le scarsissime testimo-
nianze letterarie di eta romana che fanno riferi-
mento a personaggi di sesso maschile puniti per
un loro irriguardosc > comportamento tenuto in
relazione a una moneta68, che talora sono stati
interpretati come testimonianze di un uso
maschile dei pendenti monetali. Se infatti Dione
(I.XXVIII.16.5.1) e I'hilostrato ( Vita Apoll. 1.15) si
limitano a indicare la circostanza che un VOIW-
<)|iu e una 6oa/jir| erano portati su di se rispet-
tivamente da un giovanc c.ivaliere entrato in un
lupanare e da uno schiavo mentre veniva battu-
to dal suo padrone, non suggerendo dunque in
nessun mcxlo una trasformazione in monile
delle due monete. anche i Irammenti di Dione
Cassio (Mai 81. p. 554 e Const. Man. v. 1975-
1979) relativi all'accusa cli laesa maieslas rivolta
ad un uomo di rango consolare e ad un senato-
re entrati in una latrina con un voniona di
Tiberio, non mi sembrano permettere questa
interpretazione, come pure e stato proposto"".
La fonte si limita infatti a narrare come entrambi
portassero le monete Ev xoajioi^ ed ejuxoaju-
cHov. facendo riferimento dunque non tanto ail
una collocazione degli esemplari monetali sul
petto dei colpevoli. c|uanto all'usanza, ben docu-
mentata per il mondo romano, di occultare il
denaro spicciolo nel v.okivoc/sinus, ossia nel
leinbo della toga ripiegato ed awolto intorno al
petto e al braccio sinistro. che assumeva pertan-
to il ruolo di una tasca.
/</ fiinzione dei [xnuleitti monetali: fra gusto e
ideologia
l.a caratterizzazione dei pendenti monetali quali
gioielli deH'ornamentazione maschile o femmini-
le non si pone unicamente come una questione
legata alia moda e al gusto, ma si inserisce nella
ancor oggi dibattuta problematical circa i motivi
che portarono ad utilizzare le monete come ele-
<x"cullamento insieme con le rieehczzc della famiglia a cui
appartenevano Imnnclv c altri lx*ni mobili). talvolla anche
mollo tempo dopo la loro fabbricazione. Pur in mane an/a di
documentazione puntuale. VI-RMKULE 1975. p. 29 asseriscc
come doubtless from tombs le prcstigiose collane con penden-
ti monetali di provenienza cgiziana.
',l II caialogo dei gioielli con monete d'oro rinvenuti
nell'Occidente romano, in HRKNOT - MKTZ.GKR 1992. pp. 319-
3i2. segnala nove ritrovamenti di pendenti in tomba. Per il ter-
rilorio francese vengono catalogati i ritrovamenti di Nimcs (n
2): pendente con aureo di Postumo nella tomba di una ragaz-
za; Sauvian (n. 4): pendente con solido di Graziano in una
sepoltura femminile: Orleans (n. 28): pendente con aureo di
Pertinace in un cleposito lunerjrio non meglio definito:
Hreuilpont (n. 3D: pendente con una moneta d'oro di
Valentiniano Hi in una tomba femminile cli ejx>ca merovingia;
Witternesse (n. 41): pendente con aureo di Severo Alessandro
in una tomba (non e specificato il sesso dell'inumato);
Plombieres (n. -t5): pendente ion aureo di Setrimio Severo in
una tomba (sesso non specificato). Per il territorio tedesco.
Colonia (n. 46a): pendente con un multiplo di sette solidi e
|x-ndente con un solido bizantino da una tomba femminile di
eta franca; Hanau-Steinheim (n. 7-i): pendente con tremisse di
OnoriO in una scpoliura (se.vv> non specincalo); Soesi (n. 79):
pondenle con solido di Valcriano seniore nella tomba 106
(sevso non specificato). LU'At'RIK 19~S. p. 9S1 menziona una
collana con cinque aurei di Postumo in una tomba femminile
da Krottorf. Kr. Osclieislelx'H (Niedersachsen). 111(1 UN 1993.
pp, 30; 54, nota x cita inoltre un antoniniano di Caracalla in
una tomba femminile da una localita non meglio precisala
della Renania e il pendente con medaglione di Costanzo II rin-
venuto a Costantinopoli nella tomba deirimperatrice Verina.
moglie di U-one 1. mona nel 4K-I. t 'na sepoltura da Laibach-
l.jubliana (vedi supra, nota 27) conteneva. oltre alia
oolUna/cintuni gia citata, anche una catena a sempllclsslme
maglie d'oro, un bracciale e un paio di orecchini. qualiflean-
closi pertanto anch'essa come femminile Per il territorio italia-
no. ricordo infine il denario cli Aclriano in cornice d'oro trova-
10 al collo cli una 'fanciulla' in una tomba a fossa sulla via
Ostiense (BORDKNACIIE KMTAia.lA 19K3. pp. 93-94). Per con-
tro. LORIOT 19*13. p. 269 cita il caso di un pendente con mone-
ta di Settimio Severo. ora a Herlino, ritrovato a Nassau, pcx'o al
cli la del limes, die «a pu appartenir a un soldat»
"" BRKNOT - MHTZOHR 1992. p. 359 tendono a sottovalularc
t|uesto dato. poiche. con I'esclusione del Tesoro di Kennes. gli
altri cleposili «sont d'origine barbarc et tout pc»rte a croire que
ccs memes medaillons etaienl alors portes par des hommes».
Ma. su una diversa. piii recente presa cli posizione della stessa
Metzger. vedi infra.
II tesoro era costituito da 6 aurei. 28.003 monete d'argenio.
45 cli bronzo e un medaglione. anch'esso di bronzo. I monili.
lulti dalabili fra la fine del II e la meta del III secolo. include
vano otto collane d'oro e di pietre preziose o semipreziose. tre
braccialetti di lamina, cinque coppie di orecchini. un cammeo
e intagli. quattro anelli d'oro. Si rinvennero anche <|uattro spil-
11 d'osso. due coltelli in avorio. tre lingotti e sette cucchiai d'ar-
genio. oltre a un ancllo-chiave di bronzo. prolwbilmente la
chiave del cofanetto porta-gioielli. che pero non fu ritrovato
(vedi le Iresiir d'lUiuzv 1992. p. 344). Sull interpretazione dei
gioielli come /Hinirv femminile, vedi U- Iresor d'Eauze 1992,
pp. 67-68; 115.
™ La mancanza di rispetto riguarda non la moneta in se e |X*r
se, ma l immagine dell'im|X'ralore che essa reca incisa (KUIIN
1965, pp. 155-156).
'" KI UN 1965. pp. 155-156; 11RH1IN 1993. p. 5-i. nota 3.
•I
menti decorativi di pendenti, anelli, bracciali e
fibulc. L'ipotesi certamente piu stimolante attri-
buisce a questi gioielli una valenza di tipo ideo-
logico. E questa la tesi sostenuta con molta con-
vinzione da Claude Brenot e Catherine Metzger
nel loro lavoro di sintesi, piu volte richiamato.
Partendo dalla constatazione che la concentra-
zione dei ritrovamenti occidentali di pendenti
con aurei di II e III secolo e particolarmente
densa per la regione intorno a Lugdunum, i due
autori deducono che proprio in questa zona, nel
periodo burrascoso che ando dallawento di
Settimio Severo alia caduta dell'impero delle
Gallic l'esibizione di tali pendenti avrebbe costi-
tuito una pubblica manifestazione di fedelta
politica e di attaccamento verso la famiglia
imperiale da parte di coloro che li indossavano70.
Pur viziata da un forse eccessivo 'gallocentri-
smo'71, tale ipotesi che assegna ai gioielli mone-
tali una spiccata funzione ideologica parrebbe
molto efficace nel caso del ritrovamento milane-
se, come ha messo recentemente in evidenza
Marco Sannazaro72. Siamo infatti in presenza di
una sepoltura maschile, la cui cronologia non
deve essere di molto posteriore alia data di
emissione della moneta di Salonino e in una
citta nella quale «poteva essere particolarmente
sentita la fedelta a Gallieno e alia sua dinastia».
La deposizione simultanea dei due inumati
potrebbe anzi essere addirittura posta in relazio-
ne con la congiura che porto nel 268 all'assassi-
nio dell'imperatore proprio a Milano e alia con-
seguente violenta eliminazione di satellites pro-
piuquusque. testimoniata da Aurelio Vittore.
Ma, in generale. il valore ideologico dei pen-
denti monetali mi pare essere infirmato dalla
loro connessione con l'ornamentazione femmi-
nile, come confermato anche dalla recentissima
pubblicazione del tesoro di Vaise (Rhone), nel
quale ancora una volta un pendente con aureo
di Gordiano III e associate) a monili tipicamente
muliebri. Catherine Metzger, che con altri autori
ne ha curato la pubblicazione, assume pertanto
un atteggiamento maggiormente ca\ito rispetto
alle precedenti, piii convinte asserzioni73. D'altra
parte anche l'anello dalla tomba milanese che
pur racchiudeva due inumati di sesso maschile,
a causa delle sue dimensioni, sembra maggior-
mente consono ad un uso femminile, se portato
normalmente, ossia alia terza falange '. Segnalo
inoltre come la tomba femminile dalla necropo-
li romana di via Ostiense citata all'inizio del mio
intervento, dalla quale proviene il pendente con
un denario d'argento di Adriano, abbia restituito
anche un analogo anellino d'oro con pseudoca-
stone di forma ovale a superficie liscia75. E in
questo contesto il pendente venne ritrovato pro-
prio sul collo dell'inumata. Lit presenza di gioiel-
li dell'ornamentazione femminile all'interno
della sepoltura bisoma maschile della necropoli
dell'Universita Cattolica, potrebbe allora trovare
una spiegazione in un gesto di tenerezza com-
piuto al momento della deposizione dell'inuma-
to da parte di una donna a lui legata da vincoli
d'affetto.
La questione della funzione ideologica dei pen-
denti monetali andrebbe certamente approfondi-
ta in relazione ad un'eventuale maggiore visibi-
lita pubblica e politica assunta dalla donna
romana nel corso del III secolo. In questa sede
mi limito a segnalare come il passo Hist. Aug.
Gall. 16,6 (Matroiias ad consilium si turn rugauit
isdemque manum sibi osculantibus quaternos
aureos sui nominis dec/it), che potrebbe essere
"" BRKNOT - METZGER 1992. p. 358. Sullo scopo anche cele-
brativo dei monili con monete in relazione alia figura dell'im-
peratore, vedi inoltre BKCATTI 1955. p. 117: PIKZIO BIROLI
STEFANELLI 1992. p. 94: SERAFIN PETRILLO 1993. p. 368:
FACSADY 1999-2000. p. 293. Un significalo poliiico e escluso
nella scella degli aurei da incorniciare nei pendenli da Fauze.
«si non celle dune continuity dynasiique enlre les deux
Scvcrcs el Kes) empereuKs) que noire familie a servi(s)» (Le
tresor d'Bauze 1992, p. 66).
Mi pare infalti non lenere nella dovula considerazione la
lesiimonianza di Pomponio citata all'inizio ed alcuni incontro-
venihili dali archeologici. i quali assegnano alia moda dei pen-
denti monetali un ambito eronologico che comprende anche la
prima meta del I! d.C. (sulla trasformazione in gioielli di mone-
te da Vitellio a Marciana gia nel corso di questo secolo, vedi
supra, nota 8). L'area geografica del fenomeno si estende inol-
tre anche nella parte orieniale dell'impero. con attestazioni -
seppur meno numerose rispetto a quella occideniale - in
Dalmazia. Pannonia. Mesia, Tracia, Egitto. Dall'Egilto proven-
gono anzi alcune delle piu spettacolari collane con pendenti
monetali, databili anch'esse proprio al III secolo (vedi la docu
mentazione in FACSADY 1999-2000, pp. 273-276). Da qui la
moda si sarebbe estesa fino all'India (VERMEULE 1975, p. 23, n.
37). In un cammino a ritroso. si deve rilevare come le piii anti-
che testimonianze suH'utilizzo di monete con funzione orna-
mentale risalgano addirittura al IV secolo a.C: cito i due anel-
li con monete di Panticapeo del 330-315 a.C. ritrovati in una
tomba femminile a Ryzhanovka (Ucraina). dalabile alia secon-
da meta di quel secolo <MlELCZAREK 1986). il pendente con
doppio statere di Filippo II, le due cinture con ottodrammi di
Tolomeo IV Filopatore (VERMEULE 1975. p. 7, nn. 1-3) e la cate-
na d'argento da una tomba della Focide con uno statere degli
Oponzi del 369-338 utilizzato quale pendaglio centrale
(SERAFIN PETRI LLO 1993. pp. 366-367).
~* SANNAZARO 2(K)2. pp. 65-80. Vedi anche ARSIAN 2001. p.
182.
'■' BARATIT: - METZGER - AtlBIN 1991. pp. 127-130. L'uso
maschile puo essere invece accertato per gli anelli con casto-
ne monetario di grandi dimensioni (Barattt: - MITZGER.
AUBIN 1991. p. 130).
Diam. interno mm 17: «... on considere qu'un diami'lre inte-
rieur de 16-17 mm correspond a un anneau pone normale-
nicnl (e'est a-dire a hi troisieme plialange) par one femme»(/.t'
tresor d'Eattze 1992, p. 69). Sull'uso dei pendenti con moneta
come gioielli femminili. vedi VERMEULE 1975. pp. 30-31; /.t in-
sor d'Bauze 1992. p. 69; BRUHN 1993. pp. .30-32; FACSADY
1999-2000. p. 293.
liORDENACHE BATTAGLIA 1983. pp. 94-95 (diametro mm 14).
il
inteso quale espressione di un ruolo 'politico'
assunto da alcune donne in eta gallienica, in
quanto immesse nel consilium I'riiicipis e in
quanto destinatarie anch'esse di elargizioni
imperiali, sia pero fortemente sospettato di inat-
tendibilita, poiche rientra nella caratterizzazione
negativa della luxuria e della effeminatezza di
Gallieno, messe in rapporto «alla sua inerzia sul
piano politico e militare, particolarmente colpe-
vole in un momento di crisi e di pericolo del-
l'impero»'h e per i suoi stretti legami con Hist. Aug.
lleliog. 4.1-477. Recentemente Stephane Ratti ha
inoltre messo in rilievo la puntuale dipendenza
del passo da un'epistola di Gerolamo (22,16)78.
L'uso di incastonare monete nei gioielli potreb-
bc allora rispondere. piu semplicemente. ad una
volonta ill esibizione di ricchezza e ad una certa
forma di tesaurizzazione di monete in metallo
prezioso, essenzialmente d'oro79. A questi aspet-
ti economico-sociali. si poteva aggiungere. nella
considerazione di coloro clie sfoggiavano tali
pendenti. anche una funzione amuletica della
moneta portata su di se: un oggetto rotondo in
cui gli spiriti maligni non possono penetrare e
per di piu d'oro. di un metallo cioe che era rite-
nuto in grado di difendere dai malefici (Plin.. AW
XXXIII^)80. Un follis di Giustiniano I di una col-
lezione privata londinese illustra in modo per-
spicuo la funzione talismanica che poteva esse-
re assunta da una moneta. Dotato di foro pas-
sante, per poter essere portato al collo, reca
infatti iscritta lungo il bordo del 1) la seguente
invocazione: KE BOH0I TON <l>OPVNTA
(= «Signore. proteggi colui che lo indossa»). pre-
ceduta da una crtx'e81. Tale formula e atte.stata
con frequenza su oggetti personali a funzione
talismanica di eta bizantina. Nel caso del pen-
dente dalla necropoli milanese e in altri consi-
mili, il loro valore apotropaico poteva essere raf-
forzato dall'associazione con il nodo d'Eracle,
dotato anch'esso di virtu profilattiche82.
Infine. non si deve trascurare una mera motiva-
zione di gusto estetico, che appagava. con il
reimpiego delle monete in monili. la predilezio-
ne del tempo per una orcficcria dalla decorazio-
ne vistosa, ma era anche segno di una carenza
di originale fantasia creativa83. Questa propen-
sione e bene atte.stata da alcuni ritratti femmini-
li dal Fayum, datati proprio alia fine del II seco-
lo e a quello successivo84 (fig. 15). Al centra di
un massiccio collare aureo a girocollo e fissato
un pendente circolare d'oro dalla elaborata cor-
nice, il cui disco centrale appare decorato dalla
raffigurazione di una testa, resa con poche,
affrettate pennellate. nella quale talora sembra di
poter riconoscere una raffigurazione di Medusa.
La somiglianza complessiva con i pendenti mo-
netali e indubbia85.
La fattura non troppo curata del pendente dalla
sepoltura milanese rafforza infine l'opinione che
assegna la trasformazione in gioielli delle mone-
te di III secolo a officine private c non alia zeeca
imperiale, come sara invece per i monili con
moneta del secolo successivo*'. Insolubile, per
'" NER1 1999. p. 236; vedi anche FREZOULS 1994. pp. 135-136.
" Vedi ALFOLDI 1967. p. 19.
" ratti 2000. pp. li-lii.
VERMEULE 1975. pp. 29-30; METZGER 19H0. pp. 86-87; CAlXi:
1969. pp. 106; 428-430; Le tresor dtxiuze 1992. pp. 303-304;
PIRZIO HIROU STEFANELU 1992, p. 88; SF.RAFM PETRIU.O 1993.
p. 368; HRUIIN 1993. p. 1. Poichf immobilizzano le monete.
(ogliendolc dalla normale circolazione, i pendenti monelali
sono definiti «rcllcl d une cenaine forme de ilicsaurlsation* in
BRENOT - METZGER 1992, p. 358.
"° La funzione anche amuletica del pendenti con moneta e
indicala da ZA[X)KS-JITTA 1957. p. 156; ZAIX>KS-JITTA 1987,
pp. 163-164; CAaU 1991, p. Ill; PERA 1993. pp 348-349;
BRUHN 1993. pp. 3. 32; e invece esclusa da BRENOT 1969. p.
420 e U' tresor d'Eauze 1992. p. 65. Sul valore talismanico e
apotropaico delle monete. non solo nel mondo antico. vedi
Muiizen In Branch 1982, pp. 65-80. Per la sua spetlacolariia.
mi piace qui richiamare il rito propiziatoho messo in atto dalla
squadra della Nazionale tedesca nel corso dei rccentissimi
Campionati mondiali di calcio. che consisteva neH'occultamen-
to di un ccntesimo di marco nella meta campo degli awersa-
ri. prima di ogni partita. La consuetudine aveva avuto inizio in
occasione di un incontro particolarmente im|X>rtante, ossia la
partita di andata contro la Nazionale ucraina a Kiev per lo spa-
reggio dei gironi eliminatori. Mi e gradito ringraziare a tale
proposito Xavier Jacolxrlli. allora direttore di «Tuttosport». per
la sua preziosa collaborazione nel ricomporre tutti i dcttagli
della notizia.
La moneta e apparsa nella Mostra «<>>ina>ie of the Bizantine
Empire*, allestita fra il marzo del 1999 e il gennaio del 2000 a
Washington, presso la sede del Dumbarton Oaks. AIIT'RL
wv.-w.doaks.org/OHnF.xibition/uses/Uses6Main.html e disponi-
bile un'ottima versione in formato on-line dell'intcra esposi-
zione.
" Sulle virtu amuletiche del nodo d'Eracle. vedi BASTIEN -
METZGER 1977, p. 165; le tresor d'Eatize 1992. p. 65.
Vedi BECATTI 1955, p. 117; MANSUEUJ 1963. p. 137; HEN1G
1981. p. 110; PIRZIO B1ROU STEFANELLI 1992. p. 88; U tresor
dl-anze 1992, p. 66.
PARLASCA 1966, p. 126, nn. 1.3. tav. 31. nn. 2.4; BRt'UN 1W3,
pp. 31-32, figg. 25-26; WALKER - B1ERBRIER 1997. p. 123. nn.
92-93.
K Forzata mi pare la recisa interprelazione quali pc-ndenti con
monete proposta da BRIT1N 1993. pp. 31-31 e FACsAnv 1999-
2000. p. 271. Meno puntuale e il confronto con le riprcxluzio-
ni di gioielli su steli funcrarie soprattutto femminili da Palmira,
poiche la parte centrale dei pendenti racchiusa entro la OOfni-
ce appare in molti casi del tutto liscia (vedi. per esempio la
stele di Male e Bolaya e il bassorilievo con donna che allatta
un bambino della fine del II d.C, in CLAUSS 2002. pp. 8-1. fig.
96; 92. fig. 105; HRUIIN 1993. p. 32 non esclude la possibility
che l'aspetto monetale dei pendenti fosse suggerita tlal ricorso
alia pinura, oggi scomparsa). Altre raffigurazioni moMnuiO
invece pendenti con busti dal rilievo altissimo e con clinien-
sioni tali da superare il contorno della superficie circolare di
base, del tutto incongmi rispetto ad una immagine monetale
(BRUHN 1993. pp. 18-19, fig. 15). 1 gioielli riprixlotti sulle steli
palmiresi sono invece identificati come veri e propri pendenti
monelali da FACSADY 1999-2000. pp. 270-271.
Sulla pnxluzione in officine private dei pendenti con none-
21
ora, mi sembra il quesito se la moneta di
Salonino sia stata racchiusa in cornice in una
bottega orafa localizzata a Mediolanum o non
sia stata invece irasformata in gioiello in un'offi-
cina della Gallia, regione a cui pare si debba
assegnare la massima produzione di questi
monili nella parte occidentale dell'impero"".
Nemmeno e possibile dire se il pendente sia in
seguito giunto in citta mediante commercio.
oppure portatovi dal suo proprietario prove-
niente da Oltralpe8*.
la del III sccolo. vedi BASTIEN - METZGER 1977. p. 208;
METZGER 1980. p. 88; DF.LMAIRE 1989. pp. -193. Per il caraliere
'ulTiciale' della lavorazione dei gioiclli con montic o ineda-
glioni del secoto successive), vedi MAC MULLEN 1962. pp. 159-
166; DELMAIRE 1989, p. 494.
*" METZGER 1980, pp. 84-86: BKENOT - METZGER 1992. p. 358;
BARATTE - METZGER - AUBIN 1991, p. 130 (officinc kxalizzatC
a Lyon. Aulun e Rouen). Ipolizzano una produzione in offici-
ne della Gallia anche I'IRZIO BlROLI STEFANELLI 1992. pp. 89.
91 e LORIOT 1983. pp. 265. 269; mentre BRl'IIN 1993. pp. 2. 8.
15 indica QUflil ceniri di produzione, ohre alia Gallia, anche la
I'annonia e la Mesia. Probabilmenle labbricali in qualche gran-
de cenlro del Nord-Est della Gallia (Treviri? Colonia?) sareblie-
ro anche i gioiclli del lesoro di I-auze lie livsord'EaUze 1992.
p. 62). Sulla localizzazione sul lerrilorio egiziano e gallico di
oftlcine caratierizzale dalla produzione di different! lipologie di
cornici, vedi FACsAdy 1999-2000. p. 273.
88 Secondo BRENOT - METZGER 1992. p. 354, i ritrovamenli al
di fuori della Gallia sarebbero da «mellre sur le comple du
hasard des voyages el des deplacemenls. au cours de leur car-
rierc. de pcrsonnages iniporlanis».
Fig. 2; a. Aureo di Salonino (I)/1; b, Aureo di Salonino <!)/>;
c. Quinario aureo di Salonino (D/).
a he
RIC 17 LEU 247 MAZ/.INI 11
Fig. 3: a. Aureo di Salonino (R/); b. Aureo di Salonino (R );
C Quinario aureo di Salonino (R ).
26
Fig. 6. Collana da Memphis (New York. The Meiropolitan Museum of Art)
(BR! UN 1993. p. ID.
Fig. 7. Pendente con aureo di Valeriano seniore da Celelea Alba
(HOFFMANN - VON CLAER 19C>8. p. 85).
Fig. 8. Pendente con aureo di Severo Alessandro (Numisnuitica Ars
Classica. Auction D 1994, n. 2017).
Fig. 9. Pendente con doppio aureo di Valeriano seniore dal 'Tesoro della
Diarchia' (Bank Leu 1991. p. 210, n. g).
Fig. 10. Necropoli deH'Universita Callolica di Milano. inumazione bisoma in
nuda (erra 3217. pianla (SANNAZARO ET AL. 1997, p. 145. fig. 23).
Fig. 11. Anello d'oro dalla necropoli dell'Universita
Catlolica di Milano (tomba 3217).
Fig. 12. Nodo d'Eracle in oro dalla necropoli
dell'L'niversita Callolica di Milano (tomba 3217).
28
Fig. 13- Necropoli dell'Universita Catlolica di Milano. inumazione bisoma
in inula terra 3217 (particolare).
Fig. 14. Ipotesi ricosirutiiva del cordone con pendente monelale dalla
necropoli dell'lJniversiia Caltolica di Milano (disegno di R. Rachini).
Tavola 1
1. Pendente con moneia d'oro di Salonino dalla necropoli
dcll'l nivcrsiia Callolica di Milano (diritto).
2 Pendente urn moncla d'oro di Salonino dalla necropoli
dcll'l nivci>na Callolica di Milano (rovocio)