La periferia dell’Impero nel linguaggio figurativo monetale romano, in "In limine. Ricerche su marginalità e periferia nel mondo antico", Milano 2004, pp. 171-249 more |
51 views |
1 c e r c h e
a cura di
GABRIELLA VANOTTI
CLAUDIA PERASSI
In limine
Ricerche su marginalita
e periferia nel mondo antico
ESTRATTO
university
CLAUDIA PERASSI
La periferia dell'impero nel linguaggio
figurativo monetale romano
La tematica 'etnico-geografico-politica' godette di una certa for-
tuna nel repertorio figurativo monetale romano1. VenUnove sono
infatti le province la cui immagine personificata compare sulle
monete di eta repubblicana e imperiale, secondo lo schema rias-
suntivo proposto da Janusz Ostrowski al termine del suo volume
Les personnifications des provinces dans I'art romain, edito nel 19902.
A queste si devono aggiungere le piu rare personificazioni di
nationes, ossia di collettivita etniche dalle caratteristiche culturali
e sociali proprie3, e di altre realta geografiche pardcolari, quali
' Pur esscndo convenzionale l'uso del termine pravincia per indicare personificazio-
ni che concretizzano in immagini realta etnico-geograiBco-politiche, seguendo le
puntuali osservazioni avanzate da F. Salcedo, Africa. Iconografia de unaprovincia roma-
no, Roma/Madrid 1996 (Bibliotheca Italica 21), pp. 17-19, adottero nel corso di que-
sto studio il termine di 'natio', mas adecuado, por su extension conceptual, a la iconografia
depueilos y provincias. Ho naturalmente escluso I'esame delle personificazioni di Italia,
Roma, Tiber e Constantinopolis. Quest'ultima citta assume forma personificata sulla
moneta romana solo nel 330, quando Costantino eleva Bisanzio a capitate dell'im-
pero. Prendero inoltre in considerazione la monetazione romana provinciale solo
quando da essa derivano modelli e spunti iconografici alia produzione monetale
imperiale. Segnalo infine che, per non appesantire inutilmente l'apparato delle
note, per le monete di eta imperiale limit" i rimandi iconografici e bibliografici alle
tavole del volume di J. M. C. toynbee, The Hadrianic "Province" Series, in The Hadrianic
School. A Chapter in the History of Greek Art, Cambridge 1934 (rist. anastauca Roma
1967), dalle quali si risale agevolmente alia catalogazione del Roman Imperial Coinage.
* J. Ostrowski, les personnifications des provinces dans I'art romain, Warszawa 1990
(Travaux du Centre d'Archeologie Mediterraneenne de l'Academie Polonaise des
Sciences 27), pp. 222-223. Le province individuate sono: Achaia, Aegyptos, Africa,
Arabia, Armenia, Asia, Bithinia et Pontus, Britannia, Cappadocia, Cilicia, Dado, Gallia,
Germaiia, Hispania, Italia, ludaea, Libya (personificazione della provincia di
Cyrenaica), Macedonia, Mauretania, Moesia, Noricum, Pannonia, Phoenice, Phrygia, Sicilia,
Syria, Thracia, oltre a due casi dubbi (Dalmalia e Mesopotamia).
5 E il caso, per esempio, delle monete di Traiano e di Adriano con Dardania, zona
della Moesia Superior abitata dai Dardani; delle emissioni di Antonino Pio con Parthia
e Scythia, paesi posti al di fuori dell"impero romano; di medaglioni e monete della
172
tU^UDIA PEKASSI
citta famose e fiumi illustri4.
E nel periodo compreso fra gli anni Ottanta e Settanta del I
secolo a. C. che le personificazioni di province fanno la loro
prima apparizione sulla monetazione di Roma, con le teste di
Hispania e di Africa raffigurate rispettivamente sul D/ di denari di
Aulo Postumio Albino dell'8P e sul D/ di aurei di Fompeo del
716. In eta imperiale l'interesse politico e culturale verso i territo-
ri e le nationes sempre piu remoti dall'Urbe che entrano a far
parte dell' oikoumene romana, apre la strada al rigoglioso sviluppo
della tematica 'etnico-politica', che proseguira fino al rv secolo
avanzato. Durante questo lungo percorso si avranno periodi di
maggior intensita, fra i quali spiccano in assoluto gli anni di
Adriano e di Antonino Pio. II primo emettera infatti dal 134 al
138 monete commemorative dei due viaggi compiuti fra il 121 e
il 125 e il 128 e il 1347, sulle quali trova posto la raffigurazione di
prima meta del rv- secolo con Somalia, personificazione della natio dei Sarmati.
Ancora piu numerose sono le raffigurazioni di nationes su manufatti dhersi dalle
monete.
* Per il primo caso ricordo monete di Adriano e di Antonino Pio con la personifica-
zione di Alexandria (toynbee, The Hadrianic, tav. ii, nn. 15-21; tav. vii, nn. 7-8) e quel-
le - del solo Adriano - con Sicomedia (Toynbee, The Hadrianic, tav. v, n. 21), oltre alle
innumerevoli emissioni con la raffigurazione personificata di Conslantinopolis (vedi
M. Vickers, Conslantinopolis, in Lexicon Iconographicum Mythologiae Classicae [da ora in
avanti = LIMC], m/1, Zurich-Munchen 1986. pp. 302. n. 3; 304). Per il secondo, le
monete, ancora di emissione adrianea. con la personificazione di .Vitus (toynbee, The
Hadrianic, pp. 30-33, tav. i, nn. 11-22).
* M.H. Crawford, Roman Republican Coinage (da ora in avanti = RRQ, Cambridge
1974, n. 372/2. La personificazione e raffigurata con i lunghi capelli che sfuggono in
parte dal velo che le copre la testa (Tovnbee, The Hadrianic, tav. xv, n. 4; vedi anche
J. Arce, La iconograjia de 'Hispania" en epoca romana, «Archivo Espanol de
Arqueologia-. 53 [1980], p. 82).
6 Africa reca sul capo le exuviae elephantis. per le quali vedi oltre (RRC 402/la-b;
Tovnbee, The Hadrianic, tav. x, n. 6; R. Pera, / riferimenli aUAjrica nelle emissioni mone-
tali della zecca di Roma, in L'Africa Romana VIII [Cagliari 1990], Roma 1991, p. 503;
Salcedo, Africa, p. 73, n. 2). Lo stesso Pompeo, in occasione del triontb del 61, fece
collocare nel portico presso il teatro che portava il suo nome quattordici statue raf-
figuranti le nationes vinte, opera di Coponio (Plin. Sat. Hist. xxxvi 41-42; Svet. Sero
xlvi 2), esponente della scuola di Pasitele (vedi F. coarelli, II complesso pompeiano del
CUimpo Marzio e la sua derivazione scultorea, •Rendiconti della Pontificia Accademia
Romana di Archeologia., 44 [ 1971-1972], pp. 116-117). L'importanza delle celebra-
zioni trionfali pompeiane per Io sviluppo della tematica ■euiico-politica' a Roma e
rafforzata dalla sfilata, nel corso della pompe, di altrettante immagini di quelle stesse
gentes sconfitte dal generale (Plin. Sat. Hist. vii 98; 37.12-14).
7 SHA, Hadr. 17, 8 definisce Adriano peregrinationis cupidus. Per la datazione della
ij. PERIFERIA DEIX IMPERO NEL UNGUAGGIO nGURATIVO MONETALE
173
ben 23 nationes fra quelle visitate8, mentre un anno dopo il suo
successore ne raffigurera dieci sulla propria monetazione, per
ricordare l'awenuto condono deU'aurum coronarium (vedi infra)9.
In alcuni momenti, particolari nationes assurgeranno a un ruolo
privilegiato nella tematica monetale: e il caso di Iudaea sulle emis-
sioni flavie, o di Duciu su quelle traiancc, a motivo delle campagne
militari condotte in quelle regioni, o della Pannonia Superior e di
quella Inferior sulle monete di Traiano Decio, a causa della origi-
ne pannonica di questi10.
Anche questo specifico aspetto deU'iconografia monetale e
parte di un ambito figurativo piu ampio, connesso in senso lato
all' imagerie trionfale di ascendenza ellenistica". Raffigurazioni di
nationes ornavano infatti, con il loro intenso messaggio ideologi-
co, monument! pubblici a Roma e sul territorio dell'impero1*. Nel
serie. vedi H. MvTTINCLY. Coiru of the Roman Empire in the British Museum (da ora in
avanti = BMCEmp.), London. 1923-1950, iii, pp. cxlii-odiii (una datazione piu com-
pressa, fra Testate del 137 e il 138 e proposta invece da P. L, Strack, Untersuchungen
zur romischen Reichsprdgung des zweiten fahrhunderts. ii, Stuttgart 1933, p. 139). Furono
coniati aurei, denari. sesterzi, dupondi, assi. Da ora in poi, indicherd unicamente la
cronologia delle monete adrianee non comprese fra tali Reiseerinnerungsmunien.
8 E in questa occasione che fanno la loro prima comparsa sulla monetazione alcune
nationes come Achaia. Cappadocia, Cilicia, Soricum che non avevano mai assunto in
precedenza una forma personificata (Ostrowski, Les personnifications, p. 58). La serie
comprende anche raffigurazioni di due importanti citta orientali, le gia citate
Alexandria e Sicomedia (vedi Tovnbee, The Hadrianic, pp. 24-143; H. Sciiachinger, Die
Reisen des Kaisers Hadrian nach Aussagen der Munzbilder, •Numismausche Zeitschrift-,
104/105 [1997], pp. 83-108; P. Serafin, La moneta al tempo di Adriano. in Adriano e il
suo mausolen. Studi. inaagini e interpretazioni, Milano 1998, pp. 193-194).
9 Le monete raffigurano in effetti nove province, piu Phoenice, che solo dal 198 sara
costituita in realta amministrativa autonoma. Sono inoltre raffigurate la citta di
Alexandria e due paesi. la Parthia e la Schytia, che non appartenevano formalmente
all'impero romano (vedi TOYNBEE. The Hadrianic School, pp. 144-152). Anche per le
monete di Antonino Pio segnalero la data di emissione solo nel caso in cui non
appartengano alia serie qui menzionata.
10 Era nato infatti nella Pannonia Inferior, a Sirmium secondo Aur. Vict. xxix 1. a
Budalia, un villaggio posto a 15 km da questa citta, secondo Eut ix 4.
" Personificazioni etnico-politiche sono attentate gia neH'Egitto faraonico con il
monumento di Shishak, che raffigurava la personificazione del nomo di Tebe accan-
to a Ramesse ii. In eta ellenistica le raffigurazioni di citta e nazioni si moltipliche-
ranno, encontrando un medio perfecto de difusion y exposicion publico a troves de los desfiles
triunfales (Salcedo, Africa, p. 26). Sui precedenti delle personificazioni romane. vedi
Toynbee, The Hadnanic pp. 7-12; Ostrowski, Ijs personnifications, p. 36.
" n primo monumento noto dalle fonti letterarie e numismatiche e l'ara collocata a
Lugdunum nel santuario dedicato ad Augusto. con iscritti i nomi dei 64 popoli celti-
174
CLAUDIA PERASSI
primo caso e sufficiente ricordare i rilievi del Tempio del Divus
Hadrianus, eretto da Antonino Pio nel 145 nel Campo Marzio,
che hanno restituito diciassette personificazioni di province e
nationes, in stato piu o meno frammentario13; nel secondo, il por-
tico nord del Sebasteion di eta giulio-claudia di Aphrodisia di Caria,
del quale restano sedici basi iscritte con i nomi di gentes e di isole,
oltre a cinque rilievi figurati14. Sotto forma di statue, personifica-
zioni degli ethne sconfitti potevano sfilare perfino durante i fune-
rali imperiali: le fonti ne tramandano la presenza alle esequie di
Augusto (Dio lvi 34, 3) e di Pertinace (Dio lxxv 4, 5)15.
Una testimonianza del potere evocativo delle personificazioni
delle province quali simboli dell'ecumene romana e data infine
dal racconto di un sogno premonitore di Settimio Severo (SHA,
Sev. m 4-5), nel corso del quale quest'ultimo, intento a contem-
plare dalla cima di un monte il mondo intero e Roma, viene accla-
mato dalle province (evidentemente distinguibili in quanto tali),
che cantano accompagnate dal suono della lira e del flauto16.
Immagini di nationes erano certamente diffuse anche nel
repertorio figurativo di ambito privato, come documentano
gemme, lucerne, oggetti di toreutica, manufatti bronzei, mosaici,
ci e le statue di ognuno di essi (vedi P. Liverani, "Nationes " e "civitates " nella propagan-
da imperiale, in «Mitteilungen des deutschen archaeologischen Institute*. 102 [1995],
p. 220).
15 LlVERANI, "Nationes", pp. 229-223: nonostante le molte ipotesi avanzate, resta incer-
ta l'esatta collocazione dei rilievi, posu forse all'intemo della cella (vedi M.
ClPOLLONE, Hadrianus, Divus, Templum, in Lexicon Topographicum Vrbis Romae, iii, Roma
1996, pp. 7-8). L*esistenza di altre quattro figure e attestata da disegni rinascimenta-
li (M. ClPOLLONE, Le province deU'Hadrianeum. Un lema deU'ideologia imperiale romana,
-Annali della Facolta di Lettere e Filosofia deU'Universita degli Studi di Perugia-, 16
[1978-1979], pp. 43-17).
" Vedi R. R. R. Smith, "Simulacra gentium ": the "ethne"from the Sebasteion at Aphrodisias,
•Journal of Roman Studies., 78 (1988), pp. 51-77.
15 ClPOLLONE, Le province, pp. 46-47; J. arce, Funus imperatorum. Los funerales de los empe-
radores romanos, Madrid 1990, p. 53. Anche in questo caso e possibile rawisare un pre-
cedente di eta ellenistica, ossia la pompe funebre di Tolomeo ii Filadelfo awenuta del
246 a. C. (ClPOLLONE, Le province, p. 47).
16 II sogno awenne tra il 178 e il 181, mentre Settimio Severo si trovava nella Hispania
Citerior (vedi G. Dareggi, // sogno di Settimio Severo [S.H.A. 111,4-5] e la personificazione
delle province romane tra finzione letteraria e realta storica, in G. Bonamente - F. Heim -
J.-P. Callu (a cura di), Historiae Augustae Colloquium Argentoratense, 1996, Bari 1998.
pp. 137-151).
la periff.ria delltmpero nel unguacc.io figurattvo monetale
175
rilievi, sarcofagi17. Quest'ampia circolazione mediatica ne doveva
permettere un agevole riconoscimento all'interno dell'ampia
categoria dei concetti personificati, che tanto spazio ebbe nella
tematica figurativa della moneta romana.
Lo studio delle nationes nell'arte e nella monetazione romana
vanta una consolidata tradizione, a partire dai lavori dell'inizio
del secolo scorso di Piotr Biehkowski e di Michael Jatta, fino alio
studio edito nel 1934, ma ancor oggi fondamentale, di Jocelyn M.
C. Toynbee, ai quali si sono recentemente aggiunti il volume
poc'anzi citato di Janusz Ostrowski e le voci relative a singole per-
sonificazioni redatte da piu autori per il Lexicon Iconographicum
Mithologiae Classical6. Nel corso del mio lavoro mi propongo di
percorrere un itinerario inverso rispetto a quello generalmente
adottato negli studi precedenti, che prendono in esame via via le
singole personificazioni, definendone le caratteristiche peculiari.
Appuntero invece la mia attenzione su alcune categorie espressi-
ve comuni - i rari elementi paesaggistici che circondano le per-
sonificazioni; gli atteggiamenti e i gesti secondo i quali esse sono
raffigurate; l'abbigliamento. i copricapi e le calzature che indos-
sano; i particolari accessori (oggetti. vegetali. animali) che esse
tengono nelle mani o che stanno ai loro piedi -, nel tentativo di
individuare quali fossero gli elementi che nel linguaggio figurati-
vo monetale romano valessero a definire la realta periferica del-
l'impero nel suo complesso e nelle sue singole unita compositive.
Scopo della ricerca sara anche quello di rintracciare l'eventuale
" Una ricca esemplificazione per le province di Africa e di Mauretania in salcedo,
Africa, pp. 178; 268-272; F. salcedo GarcES. Estilo africanoy estilo dulico en la imagen de
Africa, in L'Africa Romana XI (Cartagine 1994). D, Ozieri 1996, pp. 1091-1102.
18 P. BlENKOWSKl, Simulacris barbararum gentium apud Romanos. Corporis barbarorum pro-
dromus, Cracociae 1900; M. Jatta, Le rappresentanze figurate delle province romane, Roma
1908; Toynbee, The Hadrianic School pp. 24-143. Fra i lavori successivi a Ostrowski,
Les personnifications, segnalo J.A. Garzon Blanco, Iconografia numismatica de las pro-
vincias europeas desde Trajano a Antonio (sic!) Pio, «Boletin des Seminario de Estudios
de Arte y Arqueologia» 57 (1991), pp. 259-266; N. Methy, La representation des
Provinces dans le monnayage romain de I'epoque imperiale (70-235 apresf. C), "Quademi
Ticinesi di Numismatica e Antichita Classica», 21 (1992). pp. 267-295 e Salcedo,
Africa. Quest'ultimo studio, oltre a costituire un contributo essenziale per quanto
riguarda la nalio africana, e ricco di stimolanti riflessioni relative all*analisi semanti-
ca delle personificazioni (vedi soprattutto pp. 7-16), che ho tenuto presenti nella mia
ricerca. Altri lavori saranno citati in seguito. in riferimento alle nationes di volta in
volta menzionate.
176
claudia plkassi
contributo offerto dalla monetazione locale alia formazione di
tale repertorio figurative nell'ambito di un vivace scambio cultu-
rale fra le zecche provincial dell'impero e quella di Roma.
1. Ilpaesaggio
Come nella massima parte delle rafiigurazioni monetali, anche le
personificazioni di nationes si stagliano sul fondo neutro del ton-
dello metallico19. Pur non essendo dunque mai inserite in un vero
e proprio paesaggio, talora particolari secondari del tipo princi-
pale20 sembrano voler richiamare, in una sorta di pars pro toto, lo
scenario naturale caratteristico del territorio che le personifica-
zioni rappresentano in modo allegorico.
L'aspetto paesaggistico di una regione puo essere semplice-
mente suggerito dagli animali, dalle piante e dalle fronde tenuti
in mano o collocati a fianco delle personificazioni: cosi, per esem-
pio, le spighe che fuoriescono da grandi ceste poste accanto ad
Africa o che essa racchiude nella destra, richiamano la diffusa col-
tivazione di cereali in quell'area; la palma alia quale si appoggia
l'afflitta immagine di Iudaea o posta dietro alle spalle di Phoenice,
insieme con il dromedario che accompagna Arabia e alio scorpio-
ne di Africa, assurgono a simboli dei territori desertici di quelle
19 Eccezioni a questa consuetudine iconografica si dalano esseniialmente alia prima
eta imperiale: mi limit" > a richiamare i sesterzi di Nerone batluli fra il 63 e il 67 circa
nelle zecche di Roma e di Lugdunum con le figure di Cerere e Annona sedute in
primo piano, dietro alia quali trova posto un'ara inghirlandata con sopra un modio
e, ancora piu lontano, la prua sporgente di una nave annonaria. che immette la scena
in un paesaggio fluviale o marino (vedi C. Perassi, Aspetti di rovesciamento delta lemali-
ca monelale augustea nella monetazione di Nerone [zecche occidenlali], in L. Castagna -
G. Vogt-Spira (hrsg. von), Pervertere: Aslhetik dec Verkehrung. Literatur und Kultur nero-
nischer Zeit und ihre Hezeplion, Munchen-Leiprig 2002. pp. 55-54) e I'ampia serie dedi-
cata da Domiziano alia celebrazione di sacrifici in occasione dei Ludi Saecularrs
dell'88, che vengono officiati dall'imperatore e dai suoi assislenti costantemente di
fronte alia facciata di un tempio.
*° Sul rapporto tra immagini secondarie e principali. vedi M. Caltabiano.
Immagtni/parola, grammatica e sinlassi di un lessico iconografico monelale, in La 'parola'
delle immagini e delle forme di scriltura. Modi e tecniche delta comunicazione net mondc anti-
co, Soveria Mannelli 1998, pp. 57-73: M. Caccamo Caltabiano. Immagini/parole: il les-
sico iconografico monelale, in B. KLUU - B. Weisser (hrsg. von), XII Intemationaler
Numismalischer Kongress (Berlin, September 1997), i, Berlin 2000, pp. 179-184.
la perifer1a deu.impero nel unguaggio figuratpvo monetale
177
regioni mediterranee; l'ibis e il serpente di Aegyptos sono infine
elementi faunistici tipici del paesaggio nilouco. Anche l'attributo
della corona murale portata sul capo da alcune personificazioni
puo essere inteso in senso lato come una caratterizzazione terri-
toriale, poiche richiama un paesaggio fortemente antropizzato,
per la diffusa presenza di citta21. Piu raramente una piu esplicita
definizione ambientale si ottiene con l'inserimento nella compo-
sizione di alcuni elementi in grado di descrivere rorografia o l'i-
drografia del territorio simboleggiato dalla personificazione.
1.1. La terra
I monti, anzitutto. Le personificazioni di tre province occidentali
sono accomunate dalla presenza di una roccia sulla quale siedo-
no o sulla quale puntano il gomito per sostenersi, stando semi-
sdraiate a terra. Questo tipo di sedile ha in effetti precedenti illu-
stri, che risalgono, in un remoto cammino a ritroso, fino alia
prima immagine personificata di un citta, la celeberrima Tyche di
Antiochia, opera di Eutychides di Sicione (296-293 a.C. ca.), raf-
figurata, appunto, assisa sopra una conformazione rocciosa.
Potrebbe trattarsi, dunque, soltanto della ripresa di un modulo
iconografico tipico di questo genere di personificazioni. Ma 1'in-
teresse ravvisabile nelle immagini monetali verso i rilievi montuo-
si di una regione e — come vedremo in seguito anche verso i fiumi -
trova una chiara corrispondenza con quanto riferisce Tacito
(Ann. ii 41, 2) a proposito del trionfo sulle popolazioni germani-
che celebrato nel 17 a. C. da Geimanico Cesare. Nel corso della
processione furono trasportati infatu, oltre alle consuete rafiigu-
razioni di battaglie, proprio simulacra montium e fluminum, che,
evidentemente, avevano il compito di descrivere il paesaggio nel
quale si era svolto il conflitto. Anche il vagheggiato trionfo di Caio
Cesare descritto da Ovidio (Ars i 325-326), vede esibire in corteo
le immagini allegoriche dei loca, dei montis e delle aquae delle
terre conquistate in Oriente dal giorane condottiero.
Sulla monetazione romana imperiale e Dacia a essere effigiata
per prima mentre siede su un rialzo pietroso, su emissioni di
sesterzi, dupondi e assi che Traiano dedica nel 112-114 alia cele-
" 1 singoli attributi citati saranno esaminati piu avanti.
178
claudia pkrassi
brazione della nuova provincia (fig. la)22. Viene cosi posto in
risalto l'aspetto montuoso di gran parte del paese23, occupato
dalle Alpes Bastarnicae e dal Mons Serrorum, Tale caratteristica ter-
ritoriale ha un corrispondente piu realisdco anche nei rilievi
della Colonna Traiana, dove gli awenimend saliend delle campa-
gne daciche sono costantemente inseriti in un paesaggio monta-
gnoso e le fortificazioni dei Daci sono poste sulla sommita di rilie-
vi pietrosi24.
II pardcolare, awertito evidentemente come consono alia defi-
nizione iconografica di Dacia, ricompare in seguito su nominali
adrianei, cosdtuendo anche in questo caso il sedile sul quale e
assisa la personificazione25. Gli incisori della zecca di Roma lo uu-
lizzano inoltre per definire la provincia di Britannia su sesterzi,
dupondi e assi emessi da Adriano nel 11926. La personificazione e
raffigurata in un atteggiamento di vigilanza, con il piede destro
puntato sopra un ammasso pietroso (fig. lb). Vi sarebbe pertan-
to un'allusione alia conformazione montuosa delle desolate
lande della parte settentrionale dell'isola27, regione verso cui
Adriano appunto ben presto la propria attenzione, che culmino
con 1'edificazione del Vallo, alio scopo di rendere sicura la fron-
tiera fra le regioni romanizzate del sud e quelle ancora inaffida-
bili del nord. Tali considerazioni e la regolarita con la quale sono
disposd i ciottoli che compongono il cumulo hanno indotto a
riconoscere nella roccia una rappresentazione schematizzata pro-
prio del Vallo Adriano28. Ma sia la datazione delle monete, di tre
** Toynbee, The Hadrianic, tav. xiii. nn. 16-17 (legenda: dacia avgvst provincia).
a Ibi, p. 76.
" L. Rossi, Trajan's Column and IheDacian Wars, London 1971. p. 164. Vedi, ad es., S.
Settis - A. La regina - G. Acosn - V. Farineua, La Colonna Traiana, Torino 1988, figg.
66, 75, 83, 85. 87, 93, 95, 97. 100-102. 225,
15 toynbee, The Hadrianic, tav. Ill, nn. 23-26.
86 Ibi, p. 56, tav. in, nn. 13-15 (legenda: Britannia). Fra le molte personificazioni di
nationes celebrate da Adriano, Britannia e la sola a essere raffigurata in un'emissione
a li stante. oltre che sulle Reiseerinnerungsmunzen.
■ ToYNBEE, The Hadrianic, p. 56.
H. MattingI-V, Some Historical Coins of Hadrian, •Journal of Roman Studies-, 15
(1925), p. 214; Toynbee, The Hadrianic, p. 56. Questi potrebbero pertanto essere
interpretati come i fiiari di pierre collocali al di sopra della spessa zolla erbosa che
formava la base della poderosa linea difensiva.
1.a periferia dei1tmpf.ro nel unguacciio fiourattvo monet.ale
179
anni almeno precedente alia effetdva costruzione del Vallo29, sia
la constatazione che un'idendca simmetria nella collocazione dei
massi si ritrova nelle rocce assegnate ad altre personificazioni30,
mi sembrano rendere piu probabile l'interpretazione di questo
pardcolare in senso strettamente orografico.
Esso e ripreso da Antonino Pio su sesterzi del 14331 e su dupon-
di e assi del 15532, in entrambi i casi cosdtuendo l'elemento sul
quale siede Britannia, colta in atteggiamento vigile sui nominali di
modulo maggiore, di rassegnata sconfitta su quelli inferiori (fig.
lc). Anche per la prima emissione, da mettere in rapporto con la
sconfitta dei Britanni da parte di Lollio Urbico nel 143, che ebbe
come conseguenza lo spostamento della linea difensiva romana
piu a nord rispetto a quella stabilita da Adriano, con l'erezione di
un nuovo Vallo detto appunto Antonino (Hist. Aug. PiusV 4)33, si
propone l'incertezza interpretadva tra rappresentazione della
montuosita dei territori settentrionali e rappresentazione del
muro di frontiera34. La riproposizione del pardcolare sulle altre
emissioni di Antonino Pio di dodici anni piu tarde e successiva-
mente su un medaglione in bronzo di Commodo del 185 (fig. ld)3S
induce a prediligere la prima di esse, anche se alcuni esemplari
presentano in effetd una conformazione dell ammasso pietroso
dall'andamento molto regolare, con un profilo superiore piano36.
Emissioni adrianee assegnano infine un sostegno roccioso
anche ad Hispania, raffigurata semisdraiata al suolo, con il gomi-
w La linea difensiva venne infatti edificata fra il 122 e il 128. mattincly, BMCEmp. Ill,
pp. clxiii. risolve l'aporia cronologica ipotizzando che il piano della costruzione fosse
gia in Hadrian's mind (vedi anche GAR7.6N Blanco, Iconografia, p. 259).
50 Vedi, ad esempio, il sedile di Dacia in Toynbee, The Hadrianic, tav. m, n. 23.
11 Toynbee. The Hadrianic, p. 59, tav. xi, n. 25.
,s Ibi. pp. 60-61. tav. xi, nn. 2627.
" Ibi, pp. 59-60.
M Vedi J. Toynbee, Britannia on Roman Coins of the Second Century A. O., -Journal of
Roman Studies* 14 (1924), p. 150.
■ Id.. The Hadrianic, pp. 62-63. tav. xii. n. 1 (legenda: brtttania p m tr p x imp Ml cos
un p p). L"emissione e da porre in relazione con la repressione della ribellione delle
popolazioni indigene attuala dai generali di Commodo, ricordata da Dio lxxiii 8 e
da SUA, Comm. 8; 13 (vedi Toynbee. The Hadnanic, p. 62).
M Vedi, ad esempio. Id., The Hadrianic, tav. xi, n. 27.
180
UAl 1HA i'KRASSl
to sinistra puntato sopra di esso (fig. 24d)37. Toynbee propone di
vedervi una probabile allusione alia rocca di Gibilterra, l'andca
Kalpe38. In tal caso si avrebbe un rimando a una ben precisa con-
formazione montuosa, e per di piu dotata di una forte valenza
simbolica neirimmaginario antico, per la sua funzione di confine
del mondo conosciuto. Osservando, perd, come proprio davand
all'ammasso roccioso o ai piedi della personificazione sia colloca-
to un coniglio39, la cui presenza - come meglio diremo - sembra
atta a qualificare la ricchezza mineraria della provincia di
Hispania, mi pare sia possibile avanzare una seconda ipotesi inter-
pretadva, nel senso di un piu generico richiamo alle zone mon-
tuose della regione, ricche appunto di giacimenti di metalli pre-
ziosi40. La figura reclinata della provincia ispanica che si sosdene
a un ammasso di rocce ritoma su sesterzi di Lucio Vero, emessi
perd forse in una zecca diversa da Roma41. Aurei di Leliano del
267 circa, battud a Mogontiacurri1*, ripropongono il soggetto di
una figura femminile appoggiata a un rilievo pietroso davanti al
quale e posto un coniglio, accompagnandola con la legenda
temporvm feucitas: la sua pertinenza al mondo ispanico, seppur
dubbia43, potrebbe indicare un'origine spagnola deirusurpatore44.
Ancora all'attivita innovatrice di Adriano si deve la definizione
orografica di mi 'ultra natio, questa volta posta nell'area orientale
*7 Ibi, lav. nn. 10-14.
M /Ai, p. 103; ARCE, La iconografia, p. 93. Non mi risulta pero che la rocca sia mai stata
personificata nell'arte greca e romana.
"toynbee, The HadrianU, p. 103.
40 Per la localizzazione dei piu important! giacimenti ispanici di oro e di argento, vedi
J. F. Healy, Miniere e metallurgia nel mondo greco e romano. Roma 1993, pp. 50; 54-56.
■ Toynbee. TheHadrianic, p. 105, tav. xv, n. 19 (legenda: hispania). L'emissione sem-
bra da collegare con I'adozione di Lucio Vero da parte di Adriano, del quale viene
ricordata appunto I'origine ispanica.
" Toynbee, The Hadrianic. p. 105. tav. xv. n. 20.
u L'emissione non e accolta fra le testimonialize iconografiche di Hispania da F.
S\lcedo, Hispania, in L/AfCvm/1. Zurich-Munchen 1997, pp. 638-640.
44 Vedi P. H. Webb. Roman Imperial Coinage\/2, London 1933 (rist. 1968). pp. 370: piu
incerto sarebbe un riferimento al controllo della provincia da parte di Leliano o ad
una proclamazione delle truppe la dislocate in suo favore. L "interpretazione della
figura con Tellus, proposta in alternativa dallo stesso autore (p. 372, n. 1), trovereb-
be invece giustificazione nella legenda, che richiama la felicita dei tempi.
la per1fer1a of.u.'impk ro nel unguaggio figurativo monetale
181
del Mediterraneo. Su sesterzi, dupondi e assi celebradvi dei viag-
gi del princeps, Cappadocia e infatd raffigurata in piedi, mentre
dene nella mano destra protesa un cumulo di rocce, impilate una
sopra 1'altra a formare una sorta di montagnola (fig. 2a)45. La stes-
sa personificazione impressa su sesterzi di Antonino Pio e una
ripresa puntuale del dpo adrianeo, con la sola difierenza che il
mondcello e collocato ai suoi piedi (fig. 2b)46. All'intemo del
sistema montuoso microasiadco, pardcolare importanza rivesdva
il Mons Argaeus, il rilievo piu elevato dell'intera regione, alle pen-
dici del quale sorgeva Eusebeia-Caesarea, metropoli dei Cappadoci47.
La montagna, secondo la tesdmonianza di Massimo Tirio (Diss. 2,
8), era dotata anche di un carattere sacro, tanto da essere vene-
rata come una vera e propria divinita dagli abitand del paese. Con
tale monte viene pertanto identificato il 'modello' sorretto dalla
personificazione monetale, o posto ai suoi piedi. In questo caso
pardcolare il richiamo a un aspetto peculiare della religiosita
indigena sembra prevalere sulla connotazione in senso orografi-
co del territorio che essa rappresenta. E probabile che lo spunto
per caratterizzare in tal modo Cappadocia sia venuto agli incisori
della zecca di Roma dalla monetazione locale, che fin dalle emis-
sioni del re Archaelaos (36 a.C. - 17 d.C.) aveva udlizzato l'imma-
gine del Monte Argeo48. II soggetto, con numerose variand, era
stato ripreso in seguito sulle monete della zecca di Caesarea, a par-
dre dalla creazione della provincia in eta dberiana, fino alia
prima meta del in secolo. Emissioni che si datano da Commodo a
Gordiano ill sottolineano, anzi, proprio il carattere sacro del
monte con il ricorso a svariad simboli astrali, o ponendo il suo
dgalma sopra a un altare, talora ornato da una ghirlanda, o addi-
rittura entro una schemadzzata struttura templare, il cui frontone
a toynbee. The Hadrianic. tav. iii. nn. 17-20.
46 Ibi, nn. 12-15. II monte appare talora a sinistra, talora a destra: in questo caso su di
esso pud essere puntato il vexillum che Cappadocia tiene nella mano sinistra. Monete
di Severo Alessandro della zecca di Caesarea riproporranno in seguito I'iconografia
adrianea e antonina di Cappadocia in riferimento a Serapide, raffigurato anch'egli
con in mano il modello di un monte.
47 P. Weiss, Argaios. in /JAfCn/1, Zurich-Munchen 1984, pp. 584-586.
48 Ibi. p. 585, nn. 6-7: sopra al monte e posta un'aquila, o altemativamente una corona.
182
claudia pf.rassi
appare decorato da una Stella49. Talora anche sesterzi di Antonino
Pio della serie reladva all' aurum coronarium possono sormontare il
modellino del monte con un astro (fig. 2c)50.
1.2. Le acque
Come gia accennato, l'iconografia monetale di una natio pud
essere definita da elemend che fanno riferimento alia sua con-
formazione idrografica. Su sesterzi di Traiano del 116-11751 sono
proprio le personificazioni del Tigri e dell'Eufrate a diventare
esse stesse simbolo del territorio lungo il quale si snoda il loro
corso maestoso (fig. 3a). I due fiumi, indisdnguibili l'uno dall'al-
tro, sono raffigurad secondo la consueta iconografia fluviale
come vecchi barbud, a petto nudo, con un panneggio attorno ai
fianchi, semisdraiad al suolo, un gomito puntato sopra un vaso
dal quale fuoriesce dell'acqua e una canna palustre tenuta nella
mano52. Poiche la legenda monetale celebra la riduzione in pote-
statem Populi Romani dell'Armenia e della Mesopotamia e il regno
armeno sconfitto e personificato da una figura femminile seduta
in atteggiamento di afflizione ai piedi deH'imperatore in armi53, e
evidente che le personificazioni fluviali vogliono essere il simbolo
geografico del territorio mesopotamico, che diventa nel contem-
po simbolo polidco del nuovo limes orientale dell'impero: Parthis
obstet Euphrates scrive infatti Seneca (Nat. 1 Praef. 9)54.
19 Ibi, p. 585, nn. 8-16. All eta adrianea si datano monete in argento con la raffigurazio-
ne del Mons Argaeus sovrastato da tre stelle (vedi w. wroth, Catalogue of the Greek Coins
in the British Museum, Galatia, Cappadocia and Syria, London 1899, p. 60, nn. 123-126).
M Vedi r. vollkommer, Kappadokia, UMCv/\, Zurich-Munchen 1990. p. 964, n. 5.
51 Toynbee, The Hadrianic, tav. ix, nn. 12-14; J. Ch. Balty, Armenia, in UMC ll/l,
Zurich-Munchen 1984, p. 611, nn. 1, 2 (legenda: Armenia et Mesopotamia in pote-
statem p. r. redactae).
58 L'iconografia e di origine tardo-ellenistica e sostituisce le precedenti che avevano
simboleggiato i fiumi dapprima come tori androposopi barbati e, dalla meta del V
secolo, come giovani figure maschili con coma o orecchie taurine (vedi R. M. Gais,
Some Problems of River-God Iconography, "American Journal of Archeology-, 82, 1978,
pp. 355-370; C. Weiss, Fluvii, in L/MCrv/1, Zurich-Munchen 1988, pp. 139-148).
" La personificazione e infatti caratterizzata dalla tiara (Toynbee, The Hadrianic, p.
16), per la quale vedi infra.
MJ. Ch. Balty, Euphrates, in UMC rv/1, Zurich-Munchen 1988, pp. 70-74;J. Ch. Balty,
Tigris, in UMCvm/l, Zurich-Munchen 1997, pp. 27-29.
la periferia dell'impero nel unguaggio figurattvo monetale
183
Ancora il Tigri e 1'Eufrate sono raffigurad su medaglioni in JE
di Marco Aurelio e Lucio Vero del 167-16955.1 due Augusti, in abiti
militari, vengono incoronad da altrettante Victariae in piedi alle
loro spalle, mentre al suolo giace semisdraiata una personifica-
zione femminile (Armenia? Una prigioniera armena?), ai lad della
quale staiinu nuuvauieiiie le figure reclinate dei due fiumi meso-
potamici'16. Composizioni simili permangono ancora nel III seco-
lo, su medaglioni in M di Severo Alessandro del 233 e di Gallieno
del 262, entrambi emessi in occasione di celebrazioni trionfali
connesse con vittorie ottenute sui Persiani57.
Sesterzi di Antonino Pio raffigurano invece Syria nell'atto di
puntare il piede destro sulla schiena di un personaggio maschile
che nuota ai suoi piedi, emergendo con il busto e un braccio dalle
acque (fig. 3b)w. Si tratta dunque della personificazione del
fiume Orontes, sulla cui riva destra sorgeva Antiochia, capitale della
provincia siriana. E proprio dalla famosissima Tyche di Andochia,
prima menzionata59, dipende il tipo monetale di eta antonina,
attraverso la mediazione di monete della zecca locale. II gruppo
bronzeo, composto dalla raffigurazione della citta sotto i tratd di
una Tyche seduta sopra una roccia ai piedi della quale scorre il
fiume, simboleggiato da un giovane che nuota fra i flutti e sulla
cui spall.i Andochia posa il piede, era stato infatu adottato come
tipo monetale delle emissioni della zecca siriana fin dai tempi del
re armeno Tigrane (83-69 a. C), con riprese successive in eta
tardo repubblicana, augustea, traianea ed adrianea60.
55 Toynbee, The Hadrianic, tav. ix, nn. 8-9. II R/ e anepigrafe.
56 Balty, Euphrates, p. 72, n. 22. L'identificazione con Tigri ed Eufrate e suggerita
dalla titolatura imperiale al D/, che menziona l'epiteto di Parthicus Maximus.
Giustamente Balty, Euphrates, p. 72 esclude che una delle due personificazioni flu-
viali sia di sesso femminile, come indicato invece da Toynbee, The Hadrianic, p. 17.
" Balty, Euphrates, p. 72, nn. 23-24 (la legenda del primo medaglione riporta la tito-
latura imperiale; quella del secondo e invece fides EXERCrrvs). Secondo F. Gnecchi, /
medaglioni romani, i, Milano 1912 p. 52, n. 3 i fiumi raffigurati sarebbero piuttosto la
Sava e la Drava.
"Toynbee, The Hadrianic, tav. vui, n. 14.
59 Sulla complessa ricostruzione ideale dell'originale. vedi J. Ch. Balty, Antiocheia, in
UMC i/l, Zurich-Munchen 1981, pp. 840-851.
60 Vedi Balty, Antiocheia, pp. 845-847, nn. 33-90. Assi in oricalco con legenda in lin-
gua latina, ma coniati probabilmente in Oriente per commemorare il soggiomo di
Adriano ad Antiochia nel corso di uno dei suoi due viaggi, riportano il ritratto impe-
184
claudia perassi
La personificazione di un fiume ricorre, inline su sesterzi di
Traiano del 105-111 (fig. 3c), in una composizione di rara effica-
cia, che simboleggia la sottomissione senza scampo della Dacia
alle armi romane61. Quest'ultima e infatti trattenuta violentemen-
te a terra da un personaggio maschile barbuto, a petto nudo, con
un drappeggio disposto attomo ai fianchi e alle gambe e svolaz-
zante dietro alia schiena e intomo al capo, a rendeme l'imperio-
sita del movimento. Nella sinistra tiene delle canne palustri, men-
tre afferra con la destra la gola di Dacia, sulla quale punta anche
il ginocchio corrispondente, in un atto di impietosa oppressione
fisica.
Vari particolari iconografici (l'elemento vegetale racchiuso
nella raano, la barba imponente, il panneggio disposto a guisa di
aureola e vistosamente ondeggiante intorno al corpo) si ritrova-
no altresi nella figura incisa su aurei e denari traianei del 106
circa, caratterizzati in esergo dalla legenda danwtvs (fig. 3d)62.
Tale identificazione deve pertanto essere estesa anche al perso-
naggio raffigurato sui sesterzi successivi65. II fiume, confine natu-
rale fra i territori dell'impero e quelli abitati dai Daci64, e qualifi-
cato dunque su questi ultimi quale alleato di Roma nell 'opera di
assoggettamento della nuova provincia. Reso infatti facilmente
valicabile grazie alia costruzione di un ponte di barche, sostituito
nel corso della seconda guerra dacica da uno in pietra65, consen-
d l'agevole passaggio delle truppe romane in Dacia in direzione
riale al D/ e la Tithe della citta al R/ (toynbee, The Hadrianic, pp. 131-133; lav. xvin,
nn. 2-4).
61 Tovnbee, The Hadrianic, lav. XJB, n. 14 (legenda: spqr optimo pr1nopi).
6S Ibi, lav. xiii, n. 5. II carallere fluviale e in questo caso accenlualo dalla presenza di
un recipienle dal quale fuoriesce dell'acqua, tenulo sotto al gomilo sinistro. e da una
barca che sporge limitatamente alia prua dietro alia figura e su cui la stessa appoggia
il braccio destro, stando semisdraiala a terra.
65 Per i motivi che impediscono di riconoscervi invece Tiberis, come pure e stato pro-
posto, vedi Toynbee, The Hadrianic, p. 75.
M Virgilio definisce Vlster. ossia il corso inferiore del Danubio, coniuralio dei Daci
(Georg. ii 497).
a Toynbee, The Hadrianic, p. 75. La costruzione. opera di Apollodoro di Damasco.
univa le due rive del fiume a Ponies e a Drobetae. La sua consacrazione e raffigurata
anche sulla Colonna Traiana (sett1s - La Regina - Acosn - Fajuneua, La Colon no, p.
147. fig. 179).
ia periferia dellimpero nel unguaggio figurattvo monetale
185
della capitale Sarmizegetusa. Non diversamente sui rilievi della
Colonna Traiana la personificazione di Danuvius, barbata e inco-
ronata di canne, assiste benevola alia marcia dell'esercito romano
che avanza sui ponte di barche gettato sopra alle sue acque, in un
atteggiamento di assistenza simile a quello esercitato dallo stesso
fiume nei riguardi di Costandno e il suo esercito in marcia sopra
un ponte a tre arcate su medaglioni in AZ del 328 con legenda
DAmws66.
Le due emissioni traianee sopra citate permettono di inter-
pretare come raffigurazione fluviale anche il vegliardo con canna
nelle mani e un braccio posato sopra un'uma dalla quale fuorie-
sce dell'acqua, raffigurato reclinato ai piedi dell'imperatore su
sesterzi di Domiziano emessi fra 1*85 e T8767. E molto probabile
che il soggetto monetale rimandi alia personificazione del fiume
Rhenns, con evidente allusione all'atdvita militare e organizzativa
messa in atto da Domiziano proprio nella zona del limes che cor-
reva fra Reno e Danubio, dove vennero impiantad gli Agri decu-
males.
Fra i soggetd della monetazione adrianea trovano spazio altre
due raffigurazioni fluviali. La serie reladva ai viaggi del princeps
raffigura infatti Nilus, da mettere in stretta relazione con le emis-
sioni celebradve di Aegyptos68 (fig. 22a-b): prevale nella scelta di
alcuni particolari accessori dell'immagine monetale (coccodrillo,
ippopotamo, canne palustri) un intento fortemente descritdvo
del paesaggio lungo il quale scorre il fiume. Altri attribud esalta-
66 Per il rilievo della Colonna Traiana, vedi Settis - La Regina - Acosn - Farinella. Ijx
Colonna, fig. 6; per i medaglioni di Costanlino, da mettere in relazione con la cam-
pagna conlro i Goti, C. M. Petolescu, Danuvius, in UMCw/\, p. 343. n. 9).
"7 TOYNBEE, The Hadrianic, p. 88; lav. xiv, n. 12 (R/ anepigrafe; 1'identificazione e clas-
sificata fra quelle sehr wahrscheinlich da R. Vollkommer. Rhenos, Rhenus, in LIMCVU/1,
p. 633, n. 11). E forse da inlerprelare come personificazione dello stesso fiume ger-
manico anche la figura di vegliardo semisdraiala al suolo, con ancora nella sinistra,
il braccio destro appoggiato su una nave che sporge dietro di lui. quello sinistro inve-
ce su un'uma dalla quale fuoriesce dell'acqua su numerose emissioni di Postumo del
260-269 con legenda salvs pro\tnciarvm (Vollkommer. Rhenos, Rhenus, p. 633, n. 13;
per un'altra raffigurazione probabile del Reno su monete di eta severiana. vedi n. 12).
** Toynbee, The Hadrianic, lav. i, nn. 11-22. Sulle motivazioni sottese alia scelta di raf-
figurare ,Vi7uj. superando cosi rantrsione personale del princeps verso il fiume egi-
ziano nelle cui acque era annegato l'amato Antinoo. vedi Toynbee, The Hadrianic,
pp. 30-33.
186
cuaudia pkrassi
no invece il carattere benefico del fiume, alle cui piene il suolo
egiziano deve la propria fertilita69. Questa ricchezza iconografica
e la presenza della legenda nilvs rende del tutto agevole il rico-
noscimento del fiume egiziano.
Ben piii incerta e invece rinterpretazione della seconda per-
sonilicazione iluviale, per la sua minima caratterizzazione, basata
unicamante sul timone tenuto nella mano destra e sull'anfora
dalla quale sgorga 1'acqua, posta invece sotto al braccio sinistra.
Effigiata su aurei anepigrafi, che Toynbee pone in relazione con
l'attivita militare svolta da Adriano in Britannia, viene dalla stessa
studiosa identificata con il fiume Tina (odierno Tyne)70.
La sola personificazione di Britannia appare caratterizzata sulle
monete da un minimo particolare iconografico inteso a richia-
mare una distesa di acqua, non piu fluviale, bensi marina. Sesterzi
di Antonino Pio del 140-143 (fig. 3e) raffigurano infatti la pro-
vincia, ormai pacata e vigile, seduta su un globo che fiuttua sopra
a piccole onde71: e evidence il desiderio di dare risalto in tal modo
alia natura peculiare della provincia britannica, completamente
circondata dal mare, e i cui abitanti vivono penitus toto divisos orbe
(Verg. Egl. i 66)n. Ancora alia fine del hi secolo il famoso meda-
glione multiplo di dieci aurei dal tesoro di Beaurains73, coniato a
Treviri nel 297 per il donativum elargito da Costanzo Cloro in
seguito alia riconquista della Britannia nell'anno precedente,
porra in primo piano una galea romana occupata da quattro sol-
dati, armati di scudo e di elmo, che avanza fra le onde del fretum
69 Per i singoli element] della composizione, vedi infra.
70 Toynbee. The Hadrianic. pp. 139-140 (vedi anche BMCF.mp. U, pp. cxxix-cxxx).
Strack, Untersuchungrn, p. 86 collega invece la raffigurazione con I'idrografia della
provincia ispanica.
" toynbee. Britannia, pp. 58-59; Toynbee, The Hadrianic, lav. xi. n. 25 (legenda: bri-
tannia).
" Secondo toynbee, The Hadrianic, p. 139, tav. vi, n. 17 denari di Adriano del terzo
consolato, da metterc in relazione con altre emissioni relative a Britannia, rafligure-
rebbero proprio Ocean us, come un vecchio barbuto, semisdraiato al suolo, con anco-
ra nella destra e il braccio sinistra puntato su un delfino.
"P. Bastien-C. Metzger, U tresor de Beaurains (dit d'Arras), Arras 1977 (Memoiresde
la Commission Departementale des Monuments Historiques du Pas-de-Calais, 17),
pp. 94-95; toynbee, The Hadrianic, p. 65; tav. xil, n. 10 (legenda: redditor lvcis
aeternae).
LA PERIFERIA DKI.I 'IMPERO NEI. I JNC.l'AGGlO FIGl RATIVO MONKTAI.E
187
Britannicum (fig. 3f)74- La scelta di raffigurare questo aspetto della
spedizione contro Carausio si giustifica ampiamente, poiche pro-
prio l'attraversata del feruidum oceanum (Pan. rv 14, 4) che separa
le isole britanniche dal continente, fin dai tempi di Cesare rap-
presentava un titolo di gloria per tutti i comandanti che guidava-
no le truppe romane alia conquisia della Britannia75.
2. Gli atteggiamenti, i gesti
La seconda caratterisdca che accomuna le personificazioni di
nationes sulla monetazione imperiale e data dalla loro presenta-
zione pressoche solamente a figura intera. Tale schema iconogra-
fico era gia stalo utilizzato in eta repubblicana fin dal 46-45 per la
raffigurazione di Hispania su denari emessi in una zecca ispanica
da Marco Poblicio e da Marco Minazio Sabino, rispetdvamente
legatus propraetore e proquaestore di Gneo Pompeo76. Poiche sulle
emissioni di eta imperiale il D/ delle monete e dominato ormai
dal ritratto deWAugustus, o dell'Augusta o del Caesar, sono unica-
mente Hispania7' e Gallia79 a essere ancora effigiate limitatamen-
te alia testa (fig. 4a, b), talvolta perfino su questo lato dei nomi-
nali, su emissioni coniate durante la guerra chile del 68-70 in zec-
che iberiche, galliche e africane, che potevano forse esprimersi
con maggior liberta rispetto ai modelli elaborad nella zecca della
capitale, accentrati appunto sul ritratto del princeps. Si tratta di
teste poco caratterizzate, cosi che il loro riconoscimento icono-
" P. bastien. Multiples d'or, adventus et panegyriques de Constance Chlorr, -Bulletin de la
Societe Numismatique Francaise-, 15 (1978/1), pp. 1-6.
" n Panegirico di Costanzo del 297 ricorda come Cesare. a causa della facilita delle
vittorie ottenute in Britannia, ebbe come solo motivo di orgoglio in quella spedizio-
ne proprio l'aver attraversato I'Oceano (Pan. IV 11, 4). Lo stesso vantoera stato attri-
buito ad Antonino Pio da Frontone, ancora secondo Pan. IV 14, 2.
76 RRC 470/lb-d. La personificazione. rappresentata nel gesto di accogliere un sol-
dato o lo stesso Pompeo, ha dato adito a differenti interpretazioni (Hispania, Baetica,
Tarraconense, Corduba, Tarraco), che pero condividono l'ambientazione ispanica del-
l'episodio: vedi Toynbee, The Hadrianic, pp. 98-99; Arce, Im iconografia. pp. 81-84; F.
Salcedo, Hispania, in UMC vill/1, Zurich-Munchen 1997, p. 639, n. 18.
77 Toynbee, The Hadrianic, pp. 100-101, tav. xrv, n. 1; xv, nn. 10-13; Arce, Iji iconogra-
fia, p. 84, nn. 7-8.
78 Toynbee, The Hadrianic, pp. 83-84, tav. xrv, nn. 3-5.
188
claudia perassi
grafico e affidato in parte alle armi che le attomiano, tipiche
delle popolazioni galliche e iberiche79. Per Hispania si aggiunge il
richiamo alia fertilita del suolo mediante le spighe di grano80. Ma
le scritte menzionano anche esplicitamente il nome delle due
province (hispania, gallia, tres galuae)81.
2.1. Gesti ed atteggiamend comuni a piu personificazioni
Le personificazioni di nationes possono essere raffigurate da sole
o interagire con altri personaggi. In entrambi i casi vengono ela-
borati alcuni modelli iconografici che - evidentemente sentiti
come paradigmadci per illustrare una determinata condizione -
possono essere applicad indifferentemente a ognuna di esse. II
caso piu esplicito in tal senso e cosdtuito dalle serie adrianee,
basate su tre diverse dpologie che, in modo allegorico, illustrano
la relazione fra l'imperatore e la provincia (o citta) e che vengo-
no udlizzate per tutte le regioni deH'impero toccate da Adriano
nel corso dei suoi viaggi, senza alcuna variazione. Cosi tutte le
emissioni che ricordano Yadventus Augusti raffigurano la personi-
ficazione in piedi, di fronte all'imperatore, con una patera nella
destra dalla quale sacrifica sopra un'ara o a un tripode82. Adriano
stende invece il braccio destro in un gesto di saluto e di direzione
del sacrificio83. La stessa scena e udlizzata per Africa, Alexandria,
Arabia, Asia, Bithynia, Britannia, Cilicia, Gallia, Hispania, Iudaea,
Macedonia, Mauretania, Moesia, Noricum, Phrygia, Sicilia, Thracia,
oltre che per Italia (figg. 12, 18a-b, 19c, 21a-b, 22c)84. In quale
79 Arce, La iconografia, p. 93. Su questo tipo di armi, vedi infra.
80 Gallia surrettiziamente se ne appropria (Toynbee, The Hadrianic, p. 83).
81 In quest'ultimo caso si devono intendere le province galliche AeW Aquitania, della
Lugdunensis e della Belgica.
82 Vedi Toynbee. The Hadrianic, p. 4; r. Brilliant, Gesture and Rank in Roman Art. The
Use of Gestures to Denote Status in Roman Sculpture and Coinage, New Haven 1963, p. 135
•Memoirs of the Connecticut Academy of Arts & Sciences*, 14).
85 Secondo Briujavt, Gesture, p. 135 la superimposition del braccio dell'imperatore
rispetto a quello delle personificazioni reflects the dominant Imperial authority.
84 Se ne discosta in parte Iudaea, che e accompagnata da due bambini (vedi infra).
Sesterzi dedicati dXVadventus Alexandria* possono inoltre sostituire la personificazione
della citta con Iside ed Osiride (vedi infra). Anche la zecca di Alessandria riprende il
tema deH"arrivo di Adriano, ma la personificazione e raffigurata nell'atto di baciare
la mano del princeps (Toynbee, The Hadrianic, tav. xi, n. 10).
la perifer1a dellimpero nel unguaggio figurattvo monetale
189
zona deH'impero Adriano sia effetdvamente pervenuto viene rive-
lato dalla scritta monetale, costantemente adventyt avg cui segue
il nome al caso locativo della provincia o della citta visitate, e dai
particolari accessori che definiscono la singola personificazione:
innanzitutto gli oggetd tenud in mano, ma anche, talora, la veste
o il copricapo indossau (vedi infra).
Le stesse osservazioni possono essere avanzate per il dpo adria-
neo definito da Toynbee «Restitutor» e per quello indicato come
«Provincia» sulle Reiseerinnerungmunzen di Adriano, oltre che per
la serie emessa da Antonino Pio per celebrare la remissione del-
Yaurum coronarium. Nel primo caso il princeps rialza la personifica-
zione inginocchiata a terra, che tende la mano destra verso di lui
(figg. 14a, 15, 16a, 17b, 20b, 2Id, 25a)85: in tale schema icono-
grafico viene pertanto resa visibile la relazione di dipendenza e di
assistenza che si instaura fra i due agenti86. Nella seconda serie la
personificazione e raffigurata stante, o semisdraiata a terra, al
centro del campo monetale (figg. 2a, 10, 20a, 21c, 24a-b)87; nel-
l'uldma dene costantemente nella destra un oggetto che fa espli-
cito riferimento al pagamento del tributo (figg. 2b-c, 3b, 13,17a,
23a-c, 25)88.
Nei casi appena citati siamo in presenza di schemi composidvi
che si dispiegano in emissioni coerenti, piu o meno ampie, conia-
te pero da un solo princeps. Alcuni di essi sono saltuariamente
ripresi dalla monetazione successiva. II gesto di rialzare una per-
sonificazione inginocchiata si ritrova, per esempio, anche nella
tematica monetale del in secolo, quando emissioni di Gallieno,
Valeriano iuniore, Postumo e Vittorino presenteranno imperato-
ri e usurpatori quali restitutores Galliae/arum (fig. 5a)89. Muldpli di
85 Le personificazioni rappresentate sono quelle di Achaia, Africa, Arabia, Asia,
Bithynia, Gallia, Hispania, Judaea (e accompagnata da due bambini), Libya, Macedonia,
.\icomedia, Phrygia, Sicilia.
86 Vedi Brilliant, Gesture, p. 136.
87 Le personificazioni rappresentate sono quelle di: Aegyptos, Africa, Alexandria, Asia,
Britannia, Cappadocia, Doric Germania, Hispania, Iudaea, Mauretania, Sicilia.
88 Vedi infra, 4.1.5. Le personificazioni rappresentate sono quelle di Africa, Alexandria,
Asia, Cappadocia, Daria, Hispania, Mauretania, Parthia, Phoenice, Scythia, Sicilia, Syria,
Thracia.
89 Toynbee, The Hadrianic, p. 85; tav. xrv, nn. 10.
190
claudia perassi
Costanzo Cloro con legenda pietas avgg raffigureranno in tal
modo, invece, la riconquista della Britannia e la sua riannessione
alia compagine imperiale, dopo la secessione di Carausio e
Alletto (fig. 5b)90.
Una tematica che godra anch'essa di notevole successo all'in-
terno del linguaggio figurativo monetale di eta imperiale, tanto
da essere riproposta quasi inalterata per quattro secoli, e quella
relativa alia condizione di prigioniere e di supplici delle nationes
via via sconfitte dalla potenza roraana91. Mi riferisco, per esempio,
alle numerose personificazioni colte in atteggiamento di profon-
da afflizione in seguito alia disfatta subita: semisdraiate o sedute
al suolo, tengono la testa abbassata, sorreggendola con espressio-
ne di awilimento con una mano, ormai incapaci di rialzare da
terra lo sguardo, una volta orgoglioso. La loro posizione di captae
pud essere indicata dal particolare della mani legate dietro alia
schiena. Tale schema, che si completa con la notazione di cumu-
li di armi rese inutilizzabili dalla sconfitta o dalla incombente pre-
senza di un trofeo, e adottato per la prima volta da Vespasiano in
relazione a Iudaea (fig. 6a)92. E ripreso in seguito da Domiziano
per Germania (fig. 6b)9S, da Traiano per Dacia94, da Marco Aurelio
ancora per Germania95; da Marco Aurelio e Lucio Vero per
90 Ibi, tav. xii, n. 8.
91 In merito a queste rappresentazioni monetali acceso e stato il dibattito sulla effet-
tiva volonta di raffigurare simbolicamente la nalin o non invece un suo esponenle di
sesso femminile prigioniero, analogamente con quanto awiene per la popolazione
maschile (vedi Ostrowski, Les personnifications, pp. 37-41; Methy, La representation, pp.
271-273). Sui gesti di domininio utilizzati nelle raffigurazioni di nationes, vedi
Salcedo, Africa, pp. 41-48; sulla scelta della donna quale rappresentante di un popo-
lo sottomesso, vedi p. Zanker, Le donne e i bambini bariari sui rilievi della Colonna
Aureliana, Un'arte per I'impero. Funzione e inlenzione delle immagini nel mondo romano,
Milano 2002. in pp. 63-77.
^Tc-ynbee, The Hadrianic, p. 124; tav. xvil, nn. 1-11.
95 Si tratta di denari e di un multiplo in argento coniati fra 1'85 e il 96 (Toynbee, The
Hadrianic, pp. 91-92; tav. xii, nn. 18-19: legenda: imp viii cos xi cens pot p).
94 Toynbee, The Hadrianic, pp. 72-73; tav. xii, nn. 12-28: la legenda delle numerose
emissioni, coniate nei tre metalli fra il 106e il 111. riportacostantemente parte della
dtolatura imperiale, ma talora in esergo trova posto la scritta: dac cap.
95 Ibi, p. 89; tav. xrv, nn. 24-26. Oltre che su denari coniad fra il 173 e il 177, il sog-
getto compare su contemporanei multipli in argento. Solo la legenda germania
svbacta fa riferimento al soggetto monetale.
la periferia dell impero nel linguaggio figurattvo monetale
191
Armenia96, da Lucio Vero nuovamente per Parthia9'. II motivo ico-
nografico avra una certa fortuna ancora nel rv secolo, con la raf-
figurazione delle awilite personificazioni di Alamannia, Francia e
Sarmatia (fig. 6c)98.
Un secondo filone iconografico, dotato pero di minor svilup-
po rispetto al precedente, compare sulle emissioni di Augusto
celebrative dell'occupazione dell'Armenia99. L'atteggiamento sup-
plice di un esponente della natio orientale, che si esplica nel gesto
di tendere entrambe le braccia e nella posizione in ginocchio, si
completa nelle riprese posteriori con la presenza di un secondo
personaggio, nel quale si incama l'autorita roraana e verso il
quale pertanto si indirizza concretamente la richiesta di pieta.
Tale schema ha il suo massimo sviluppo sulle emissioni traianee i
cui soggetti fanno riferimento alle guerre daciche100. La personi-
ficazione di Dacia invoca clemenza rivolgendosi all'imperatore,
raffigurato mentre eleva un trofeo con le armi sottratte ai nemi-
ci101, o mentre, stando a cavallo, trafigge la stessa personificazio-
ne, quasi travolgendola sotto alle zampe della cavalcatura (fig.
7a)102. La supplica pud essere anche diretta verso una divinita
femminile seduta in trono, identificata sulle diverse emissioni con
96 Si tratta di aurei e denari con legenda all'esergo armenia (toynbee, The Hadrianic,
p. 124; tav. rx, nn. 5-6).
97 Ibi, tav. ix, n. 25 (la legenda del medaglione fa riferimento alia titolatura imperiale).
98 T. Ganschow. Francia. in UMC viii/1, Zurich-Munchen 1997. p. 592. n. 1; r. von
kommer, Sarmatia, in L/AfCvm/1, Zurich-Munchen 1994, p. 694, n. 5; J. Bracker,
Alamannia, in UMC\/\, Zurich-Munchen 1981, p. 480, nn. 2-3.
99 ii soggetto e raffigurato su aurei e denari coniad nel 19 ca. con legenda: caesar divi
f arme C\pt (toynbee, The Hadrianic, p. 10, tav. rx, n. 2).
100 emissioni, coniate a piu riprese fra il 101 e il 114, si riferiscono alia prima guer-
ra dacica, alia seconda e alia organizzazione della Dacia come provincia (Toynbee,
77i< Hadrianic, p. 71). Sui gesu uulizzad dall'arte romana per esprimere il tema della
submissio, vedi salcedo, Africa, pp. 48-52.
101 toynbee, The Hadrianic, tav. xii, n. 11 (per l'idenuficazione della figura come fem-
minile, vedi p. 71: la legenda degli aurei, coniad fra il 101 e il 102, fa riferimento alia
dtolatura imperiale).
105 L'emissione, databile fra il 104 e il 111, comprende aurei, dupondi, sesterzi e assi
e reca la legenda spqr optimo principi (Toynbee, The Hadrianic, tav. xm, nn. 1-5).
Secondo Brilliant, Gesture, p. 110 il personaggio travolto dalla cavalcatura imperiale
sarebbe un Dacian fallen: si tratta pero certamente di una figura femminile, come
indica la veste e la netta sporgenza del seno.
192
claudia perassi
Pax, Felicitas e Roma103. La caratterizzazione delle nationes sconfit-
te quali supplici sara presto lasciata cadere dalla iconografia
monetale romana: dopo i sesterzi del 116-117 dello stesso
Traiano, celebrativi della incoronazione del re partico
Parthamaspates104, ritomera infatd solo alia fine del in secolo sul
medagtione dal tesoro di Beaurains, poc'anzi citato (fig. 3f)105. La
personificazione di Londinium e rafiigurata in ginocchio fuori
dalle mm a cittadine, in atteggiamento supplice nei confronti di
Costanzo Cloro che avanza a cavallo verso di lei. Ben piu aggres-
sivo e invece il gesto di Costantino ii nei confrond di Sarmatia su
medaglioni e solidi del 322-324 e del 332-333, poiche la personi-
ficazione leva le braccia invocando la pietas dell'imperatore, che
la trattiene invece a terra premendola sotto al piede, in un gesto
di consumata imperiosita (fig. 7b)I06.
2.2. Gesd ed atteggiamenti dpici di una sola personificazione
Pochissimi sono invece i soggetti monetali che descrivono un
evento specifico, che coinvolge una sola, particolare natio, e che
pertanto non possono essere duplicad ed applicad ad altre per-
sonificazioni 'etnico-politiche', se non attenuandone il simboli-
smo precipuo. Cito a tale proposito aurei, denari e sesterzi di
Commodo del 191-192 (fig. 8a)107 sui quali Africa e rafiigurata in
atto di consegnare un mazzo di spighe all'imperatore che le sta di
fronte108. II soggetto celebra dunque l'organizzazione da parte di
"" Toynbee. The Hadrianic, p. 74, lav. xill, nn. 7-9 (legenda: spqr optimo principi); G.
G. Bellom, Significati storico-politici delle figurazioni e delle scrille delle monete da Augusta
a Traiano (zecche di Roma e 'imperatorie'), in Aufstieg und Niedergang der romischen Well,
a/1, Berlin-New York 1974, pp. 1103-1104.
1M Toynbee, The Hadrianic, p. 124; tav. ix, nn. 23-24 (legenda: rex parthis datvs).
Traiano, seduto in abiti miliatri su un podio, con accanto una guardia pretoriana.
pone la corona sul capo del sovrano, mentre Parthia, inginocchiata di fronte al palco,
tende le mani verso il princeps (vedi Brilliant, Gesture, p. 109).
105 Vedi supra, nota 73 (sotto alia personificazione sono le lettere lon).
106 Toynbee, The Hadrianic, tav. xv, nn. 2-3; von KoMMER, Sarmatia, p. 694, n. 1. Vedi
Brilliant, Gesture, p. 193 (sulla diffusione del motivo iconografico in relazione alle
popolazioni barbariche nei IV secolo, pp. 189-195).
m Toynbee, The Hadrianic, tav. x, n. 13; Pera, / riferimenti, pp. 508-509; Salcedo,
Africa, p. 149.
108 Commodo e raffigurato come Ercole, in nudita eroica, con la clava tenuta nella
sinistra e puntata su un tronco d'albero.
la periferja dell'impero nel unguaggio figurattvo monetale
193
Commodo nel 186 di una classem Afrkanam, quae subsidio esset, si
forte Alexandrinaefrumenta cessassent (SHA, Comm. xvii 7)109. La flot-
ta venne chiamata Africana Commodiana Herculea. L'allusione al
trasporto \ia mare e resa esplicita dalla prua sulla quale l'impera-
tore poggia il piede destro110. Si osservi, pero, come l'attenzione
non sia focalizzata sulla provincia africana in quanto tale, ma sulla
previdenza e prowidenza dell'imperatore che soccorre alle neces-
sity alimentari di Roma, come indica chiaramente la legenda:
providentiae avg[vsti] '". II gesto della consegna di un mazzo di
spighe aH'imperatore da parte di una personificazione femminile
e ripreso in seguito da Caracalla, su sesterzi del 215 (fig. 8b)"2: la
mancanza delle exuviae elephantis sul capo della personificazione e
la presenza di un coccodrillo schiacciato dal piede dell'imperato-
re suggeriscono una idendficazione della figura femminile con
Alexandria o con Iside, piuttosto che con Africa113. La memoria di
un ben preciso awenimento si stempera dunque in una generica
allegoria, che esalta il ruolo fondamentale della citta alessandrina
neH'approwigionamento granario dell'Urbe.
Un vero e proprio unicum pud essere invece considerato il sog-
getto di aurei di Traiano del 106-1II114. II princeps, in abid milita-
ri, presenta una figura femminile colta nel gesto della proskynesis
a un personaggio maschile, togato e barbato. La scena viene per-
tanto interpretata come raffigurazione allegorica della ratificazio-
109 BMCEmp. rv. p. clxix.
110 Non pare dunque fondata 1'obiezione di Mattingly (BMCEmp. iv, p. clxix), che
non vede nella scena alcun attributo riferibile al mare.
1,1 Meno probabile mi pare 1'integrazione come providentiae avg[vstae], che quali-
ficherebbe la Providenlia come essa stessa Augusta poiche proveniente daH'imperato-
re. La scena e infatti centrata sull'operato di Commodo. piu che sulla Providenlia in
se, ossia e incarnata in un ben preciso atto deH'imperatore.
118 Toyt-jbee, The Hadrianic, tav. x, n. 17 (legenda: p m tr p xviii imp iii cos mi p p).
115 Non e infatti accolta come tale ne da ostrowski, Les personnification, ne da
Salcedo, Africa (vedi anche toynbee, The Hadrianic, p. 37, nota 10). L"identificazione
con Alexandria mi pare suggerita anche dal rapido passo con il quale la personifica-
zione si awicina a Caracalla: tale dinamismo e infatti tipico della figura allegorica
della citta egiziana (vedi, ad esempio, Toynbee, The Hadrianic, taw. vn, n. 8; xi, nn. 9-
10). Sull'ambiguo rapporto tra le raffigurazioni di Alexandria ed Africa, vedi F.
Salcedo Garces, lAlejandria o Africa? Ambiguedady Ambivalencia, in «Archivo Espanol
de Arqueologi'a», 67 (1994), pp. 71-78.
IM Toynbee, The Hadrianic, tav. xm, n. 6 (legenda: spqr Optimo principi).
194
claudia pf.rassi
ne della pace da parte del senato di Roma al termine della secon-
da guerra dacica. Le due personificazioni che interagiscono con
Traiano sono dunque quella di Dacia e quella del senato, o del
suo Genius115.
I gesd fino a ora descritti non tendono comunque a qualifica-
rc 1c nationes per alcunc loro carattcristiche particolari, ma riman-
dano piuttosto al loro rapporto, di sottomissione o di coopera-
zione, con la potenza romana. Particolarmente significadvo a tale
proposito e anche l'atteggiamento delle personificazioni della
Pannonia Superiore della Pannonia Inferiorsu aurei, antoniniani ed
emissioni in JE di Traiano Decio del 249-251, poiche esse sono raf-
figurate nell'atto di sollevare verso l'alto la destra, con le dita
aperte e ben evidenziate, o in quello di stringersi reciprocamente
la mano, reggendo nel contempo un'insegna militare, cosi da
simboleggiare la fides delle due province nei confront! dell'impe-
ratore (fig. 9)116.
II solo gesto compiuto da una personificazione 'etnico-politi-
ca' in grado di richiamare un elemento distintivo della popola-
zione che essa rappresenta, si ha con Mauretania (fig. 10). La natio
compare per la prima volta sulla monetazione romana con
Adriano"7. Nella serie «Provincia» e raffigurata secondo diverse
varianti dpologiche, che la riprendono costantemente nell'atto di
condurre per le redini un cavallo che avanza al passo, talora a
destra, talaltra a sinistra. La personificazione puo essere a sua
volta collocata di fronte o davanti all'animale in movimento.
Tiene nella mano libera uno o due giavellotti, che puo portare
altresi appoggiati sulla spalla. E evidente pertanto la caratterizza-
zione di Mauretania quale patria dei famosi cavalieri e lancieri
mauri, ricordad dalle fond letterarie"8 e udlizzad anche da
Traiano nel corso della campagne daciche (Dio 68, 18) "9. La pre-
1.5 Ibi, p. 74.
1.6 Ibi, xviii, nn. 5. 7-8.
117 Ibi, tav. v, nn. 10-14.
118 Vedi Or. Cam. i 22,2; Sail., lug. ci 4; xcviii 4; cvi 5; Strab. xvil 3,7.
119 toynbee, The Hadrianic, p. 124. Le loro imprese sono illustrate anche dai rilievi
della Colonna Traiana, sulla quale i cavalieri sono effigiati mentre montano senza
sella ne briglia, secondo il loro costume (Settis - L\ Regina - Acosn - Farinella, La
Colonna, fig. 96). Latto di condurre un cavallo non e ripreso dalle altre serie ad na-
nce, ne da quelle di Antonino Pio relative a Mauretania. Ritoma invece su un sester-
zio di Commodo con legenda MAVRETANIA, che raffigura pero un personaggio maschi-
la periferia deu.'impero nel unguaggio figurattvo monetale
195
senza del cavallo risendrebbe anche di un precedente substrato
culturale legato ad Aulisua, divinita dpica della religione dei
Mauri, associata iconograficamente proprio a questo animale. II
soggetto di un cavallo libero o con le briglie al collo appartiene
infatd anche alia temadca monetale dei sovrani mauri, quali
Bocco I (118?-80 a. C), Bocco n (49-33 a. C.) e Tolomeo (24-40
a.C.)120.
3. L'abbigliamento
3.1. Le vesd
Aspetto a lungo studiato della iconografia monetale121, l'abbiglia-
mento indossato dalle personificazioni di nationes raggruppa que-
ste uldme in due categoric entrambe ben rappresentate. Nel
primo gruppo esse vestono abid che possiamo definire di tipo
'greco-romano', mentre nel secondo sono abbigliate con costumi
che riprendono quelli dpici dei popoli che simboleggiano.
Numerose personificazioni, dunque, occidentali come orien-
le, dunque un abitante della regione africana, citato da H. Co hen, Description histori-
que des monnaies frappees sous iEmpire romain. iii, Paris 1880, p. 274, n. 356, ma giudi-
cato come un probabile falso antico da BMCEmp. rv, p. 848, n. 2 (vedi T. Ganschow,
Mauretania, in LIMCvm/1, Zurich-Munchen 1997, p. 818, n. 13).
120 J. alexandropoulos. Les monnaies de I'Afrique antique (400 av. J. C. - 40 ap. J. C),
Toulose 2000, pp. 406, n. 44; 410, n. 62; 428, n.J2 (non classifica nessuna moneta con
tale soggetto fra le emissioni del re Bogud [49-38 a. C. ], diversamente da quanto indi-
cato da Salcedo, Iconografia, p. 204). Un cavaliere in groppa alia sua cavalcatura e un
cavallo erano gia stati utilizzati come soggetti monetali dai re di Numidia, a partire
da Siface (213-200 a.C. ca.) e in precedenza da Cartagine (vedi Alexandropoulos,
Les monnaies, pp. 144-145).
lsl Proprio questo aspetto rappresenta uno degli elementi discriminanti le diverse
categorie nelle quali i diversi studiosi suddividono tali personificazioni. Cosi il secon-
do gruppo individuato da Bienkowski, Simulacris, ossia quello della 'Provincia pia fide-
fis'risulta costituito da tre sottogruppi, che distinguono le personificazioni sulla base
del diverso abbigliamento: chitone e imatio, veste amazzonica, abito nazionale; il
«Tipo ideale- proposto da jatta, Le rappresentanze e caratterizzato da -vestimento e
armi greco-romane», a fronte di quello •Provincia pia o fidetis- connotato dall"uso di
-vestimento e armi nazionali». La foggia dell'abito greco-romano, amazzonico o
nazionale contraddistingue anche i gruppi proposti da Strack, Untersuchungen, men-
tre per Toynbee, TTie Hadrianic il tipo realistico si differenzia da quello ideale per l'a-
dozione di abiti di tipo nazionale invece di quelli greco-romani.
196
claudia pkrassi
tali, indossano chitone ed imado, o il solo chitone (figg. Id, 3f, 5b,
8a-b, 14a-b, 16a, 17a-b, 19b.d, 20a, 21c, 22c, 23a, 24a-d, 25a-b)122.
Talora il mantello puo ricoprire anche il capo123 o ricadere dal
braccio in una lunga falda (fig. 9)m. L'adozione di questo dpo di
abbigliamento da parte di alcune nationes occidentali e stata inter-
pretata quale simbolo dell'ingresso di popoli barbari neW'oikou-
mene civilizzata125. Ma l'equazione 'abito greco-romano = paese
totalmente romanizzato; abito nazionale = paese appena pacifica-
to' mi pare peccare di un eccessivo schematismo, che interpreta
unicamente in senso storico le immagini delle personificazioni.
Britannia, per esempio, veste una corta tunica126, le bracae, ossia
una sorta di pantaloni in lana adatti a proteggere le gambe dal
freddo, dpiche dei Celd, Germani e Sarmad127, e un ampio man-
tello sfrangiato sulle emissioni adrianee del 119 (fig. lb); chitone
e imado su quelle del 134; altemativamente entrambi i dpi di
abbigliamento su monete di Antonino Pio del 140-143; il solo
costume 'nazionale' su dupondi e assi del 155 (fig. lc); di nuovo
m Questo tipo di abbigliamento e indossato da Aehaia. Aegyptos, Africa, Alamannia.
Arabia, Asia, Bithynia, Britannia, Cilicia, Gallia, Hispania, Iudaea, Lybia, Macedonia,
Mauretania, Moaia, Norieum, Pannonia, Phoenice, Sicilia, Syria, Thracia.
'** Iudaea in atto di sacrificare sopra a un'ara su sesterzi di Adriano (ToYNBEE, The
Hadrianic, tav. v, n. 2) e lc due Pannoniae su monete di Traiano Decio (vedi supra,
nota 116). Nel primo caso si sottolinea in tal modo la sacralita del gesto compiuto
dalla personificazione, nel secondo the sanctity of the fides Pannonia is offering (L.
HOUGHTALIN, Pannonia, Pannoniae, in LIMCvu/1, Zurich-Munchen 1994, p. 171).
"* Vedi, ad esempio, l'abbigliamento di Africa e di Asia su monete di Adriano; di
Sicilia su monete di Antonino Pio e di Pannonia su monete di Lucio Elio (TOYNBEE,
The Hadrianic, taw. 0, n. 5-6; III, n. 1; Mil, nn. 12-23; M, nn. 6-9).
m Vedi supra, nota 121 e methy. La representation, pp. 286-287.
iK La raffigurazione di tuniche nei fregi d'armi di eta romana e in genere da metle-
re in relazione con vittorie ottenute su popolazioni barbariche (E. POUTO, Fulgentibus
armis. Introduzione alio studio dei fregi d'armi antichi, Roma 1998, p. 48). Sul diverso tipo
di tunica indossato dai Romani e dalle popolazioni barbariche, essenzialmente basa-
to sull'assenza o presenza delle maniche, vedi J.P. WlU>, The Clothing of Britannia,
Gallia Belgica and Germania Inferior, in Aufstieg und Niedergang der romischen Welt, II,
12/3, Berlin-New York 1985. pp. 410-411.
irl Potevano essere sia morbide che aderenri alle gambe. La loro lunghezza variava
dal ginocchio alia caviglia, ma talora ricoprivano anche il piede. Bracae piu corte in
cuoio erano indossate dai soldati (vedi WILD, The Clothing, p. 378; G. Sette,
L'abbigliamento, Roma 2000, pp. 45-46). Bracae sono raffigurate anche nei pannelli
dell'arco di Orange, insieme con armi celtiche e germaniche (vedi PoLrro,
Fulgentibus. pp. 48; 152-155).
la perifer1a dellimpero nei. ijnguaggio ficurattvo monetale
197
le due diverse vesd su emissioni di Commodo (fig. Id). Vi e forse,
quindi, un prevalere dell'interesse etnografico in alcuni casi, con
1'elaborazione di personificazioni molto caratterizzate128, il ricor-
so invece a modelli standardizzad in altri, adeguando cioe anche
questa particolare temadca al tipico schema di ascendenza classi-
ca adottato sulle monete per la raffigurazione di figure femmini-
li 'astratte' (personificazioni e divinita), che sono quasi costante-
mente abbigliate con chitone e imado129. Proprio in eta antonina,
inoltre, si stcmpera la netta contrapposizione fra vesd barbariche
e vesd greco-romane: le bracae, pur mantenendo un carattere non
nazionale, sono funzionalmente adottate non solo dai soldad, ma
anche dai citladini romani che si stanziano nelle fredde regioni
del nord dell'impero130.
Bracae sono indossate anche da Dacia, Germania e Alamannia
(figg. la, 3c, 6b-c)131. Talora, anzi, costituiscono il solo indumen-
to di quest'uldma (fig. 6b), che si presenta dunque a petto nudo,
accentuando il carattere nazionale dell'abito femminile germani-
co, descritto da Tacito (Germ. 17, 3) come privo di maniche, cosi
da lasciare scoperte le braccia e parte del seno (fig. lib)132.
Abiu particolari sono inoltre indossati da talune personifica-
zioni di paesi orientali, che assumono pertanto una forte caratte-
rizzazione esodca. E il caso di Armenia, Phrygia, Parthia e Scythia135,
che indossano un breve mantello e una tunica corta al ginocchio,
™ Bracata e definita la Gallia Narbonensis da Plinio, Nat. Hist. Ill 5, 31.
,w Fra i rarissimi casi di un abbigliamento estemporaneo ricordo il caso di Spes, carat-
terizzata. almeno fino al iii secolo, da abiti di ascendenza arcaicizzante, con chitone
e imatio di tipo ionico (vedi c. Perassi, Spa. Iconografia, simbologia, ideologia nella mone-
ta romana [1-111 sec.], Milano 1991. pp. 10-12).
"° wild, Clothing p. 413; sette, L'abbigliamento, p. 45. L'adozione delle bracae doveva
essersi diffusa cosi estesamente da indurre Onorio a emanare nel 397 sanzioni gra-
vissime nei confronti di coloro che le indossavano all"interno della citta di Roma
(vedi J. L. Murga, Tra leya de Honorio sobre el modo de vatir los Romanos, •Studia et
Documenta Historiae et Iuris- 39 [1973], pp. 129-137). Naturalmente si verified
anche il caso contrario, ossia l'ampia difFtisione di vesti di tipo romano fra le popo-
lazioni barbariche in their daire to be romanised (Wild, Clothing p. 410).
1,1 toynbee, The Hadrianic. taw. Mil. nn. 2-3; xn, n. 11; xiii, nn. 16-17; XIV. nn. 15. 19-20.
"' Ibi. p. 95. Su aurei di Adriano la seminudita di Africa puo essere intesa invece quale
allusione al clima torrido della regione (toynbee. The Hadrianic, p. 34). Una caratte-
rizzazione della stessa personificazione attraverso il richiamo al calore del sole e in
Claudiano, che la descrive come calido rubiconda die (de cons. Stil ii 257).
toynbee. The Hadrianic, taw. ix, nn. 12-14. v. nn. 23-24; Mil. nn. 7.11.
198
claudia perassi
dalla quale sporgono le anaxyrides, ossia gli ampi pantaloni delle
popolazioni orientali (figg. 13, 15, 23c)134.
Un abbigliamento composto da una corta tunica, alia quale si
sovrappone talora un mantello, e in dotazione invece di Bithynia,
Cappadocia, Gallia, Hispania, Mauretania, Moesia, Noricum, Phoenice
e Thracia135 (figg. 2a-c, 10, 18a, 21a, 23b, 25c): e evidente in que-
sto caso il desiderio di enfatizzare il ruolo militare di queste pro-
vince o dei loro abitanti, che, ormai inseriti fra le truppe ausilia-
rie dell'impero, collaborano nell'attivita di difesa del limes roma-
no. NeU'uniformita del tipo risaltano il manto di Cappadocia su
monete di Adriano e di Antonino Pio, in quanto termina in una
sorta di duplice coda omata da fiocchi di pelliccia (fig. 2a-b)136, e
quelli di Britannia su monete di Adriano e di Thracia su monete
di Antonino Pio, per il loro orlo sfrangiato (fig. lb)137.
3.2. I copricapi
Ancor piu che nelle vesti, e nell'adozione di alcuni copricapi che
riconografia monetale perviene a una rappresentazione peculia-
re di alcune personificazioni 'etnico-politiche'. Alcuni di essi,
anzi, sono awertiti cosi esclusivi di una determinata natio da esse-
re indossati da una sola fra queste e - in alcuni casi - da sostitui-
re l'immagine personificata con una oggettivazione, dotata della
stessa forza evocatrice158.
Prima di esaminare i copricapi regionali attestati, e necessario
premettere qualche osservazione circa la valenza etnografica e
latamente culturale che pud essere assegnata perfino al modo in
cui sono acconciate le chiome di una personificazione. Come per
le vesti, la caratterizzazione si gioca fra connotazione etnografica
154 E questo, ad esempio, l'abbigliamento indossato dal guerriero e sacerdote frigio
Cibelo e dal re dei Parti Vologese, rispetcvamente nella descrizione di Verg. Aen. XI
777; Lucian. Hist, corner. 19. Sulle anaxyrides, vedi sette. L'abbigtiamento, p. 45; A.
Brzostkowska, Une etude sur "anaxyrides ' employes par Procope de Cesaree a base de la tra-
dition litterairegreeque et romaine, «Eos», 68 (1980), pp. 251-265.
155 toynbee, The Hadrianic, taw. Ill, on. 8-11. 17-20; IV, nn. 10-17; V, nn. 10-20. 22. 27;
Vn, nn. 12-15; vm, nn. 5-6. 8-10; xrv. n. 2.
156 Ibi, tav. m, n. 20.
Ibi, tav. viu, 15.
158 Vedi Salcedo, Africa, pp. 10-11.
la perifer1a dell'impero nel unguaggio figurattvo monetale
199
e giudizio politico: il tratto distintivo della capigliatura scomposta
viene utilizzato pertanto per qualificare lo stato barbarico di una
regione e delle popolazioni che vi risiedono, mentre l'adozione
di un'ordinata acconciatura di ascendenza classica sottolinea I'av-
venuto inserimento nella compagine politica e culturale dell'im-
pero romano, pur nei limiti poc'anzi segnalati. Esemplari in tal
senso sono i casi di Hispania e di Gallia. Raffigurazioni monetali
create nel corso del i secolo a. C.139 caratterizzano le due personi-
ficazioni con lunghe chiome scarmigliate (fig. 11a). I loro capelli
sono invece raccolti sulla nuca in un piccolo nodo o stretti in una
breve treccia sulle emissioni del 68-69 gia citate (fig. 4a-b)140.
In eta imperiale, quando le personificazioni, per la loro deri-
vazione da schemi figurativi di ascendenza classica, si presentano
con i capelli ordinatamente raccolti sulla nuca in una piccola
crocchia, e stridente la caratterizzazione di alcune province occi-
dentali (Germania, Britannia ed Hispania) ancora come figure
femminili dalle chiome sciolte e arruffate. Emissioni di
Domiziano e Traiano relative alia conquista della Germania sono
in tale senso assai significative. Su aurei, denari e medaglioni in
argento coniati dal primo fra 1*85 e il 96141, la personificazione e
scarmigliata, seduta al suolo in atteggiamento di afflitta resa al
conquistatore romano o raffigurata nel gesto di consegnare uno
scudo all'imperatore, di fronte al quale sta inginocchiata (fig.
19a). Aurei e denari emessi da Traiano fra il 98 e il 100 rappre-
sentano invece la provincia adesso pacificata e armonicamente
inserita nella compagine imperiale142. Germania, seduta sopra un
cumulo di armi, ormai inutilizzate, tiene infatti nella destra pro-
tesa un ramo di ulivo: le sue chiome non sono piu arruffate, ma
in parte raccolte a corona attorno alia testa, in parte attorte in
lunghe trecce che le scendono sul collo143. Aurei di Leliano del
159 Per Gallia, vedi i denari di L. Ostilio Saserna, coniati nel 48: dietro alia testa e raf-
figurata una tromba da guerra gallica (Toynbee, The Hadrianic, tav. xiii, n. 31; RRC
448/3); per Hispania, i denari di Aulo Postumio Albino, qui citati a nota 5.
'*> Vedi supra, note 77-80.
1,1 Toynbee, The Hadrianic, tav. xrv, nn. 18-20 (legenda: imp vii cos xi cens). II segno
iconografico delle lunghe chiome scarmigliate ha in se anche il significato di «lutto
perpetuo della donna barbara asservita- (Zanker. Ledonne, p. 75).
'** Toynbee, The Hadrianic, tav. xrv, nn. 21-22 (legenda: p m tr p cos ii p p).
145 Vedi toynbee, The Hadrianic, pp. 92-93; G. G. Belloni, Un aureo di Traiano con la
200
claudia perassi
268 con legenda virtvs militvm, emessi probabilmente a
Mogontiacum, raffigurano nuovamente Germania con le lunghe
chiome sciolte sulle spalle, la tunica che lascia scoperto un seno,
la Lancia nella destra e uno stendardo nella sinistra (fig. lib)144.
In ambito letterario il topos soprawive anche piu a lungo, fino
al gia menzionato Panegirico di Costanzo del 297, nel quale la
barbarie dei Britanni e descritta con i tratti della prolixo crine ruti-
lantia (16, 4), mentre la ferox Gallia avra ancora in Claudiano l'at-
tributo del repexis crinus (de cons. Stil. n 240-242).
3.2.1. La kausia
Si tratta, come ben noto, di un morbido e largo berretto fungi-
forme, realizzato in feltro o piu raramente in cuoio, indossato
aderente al capo e adatto sia a proteggere dal caldo, sia a ripara-
re dal gelo145. Sulla sua effetdva origine geo-etnografica, non
sostanziale pero in questa sede, permangono ancora due diverse
ricostruzioni: la prima strettamente macedone146, la seconda inve-
ce orientale, con una successive adozione da parte dei Macedoni
soltanto in occasione della spedizione di Alessandro147. Interessa
qui invece il 'decalage gerarchico di diffusione' della kausia: da
una iniziale destinazione quale copricapo riservato al sovrano e a
militari di aldssimo rango148, si sarebbe infatti diffusa, tra il m e il
"Germania pacata", «Notizie dal Chioslro del Monastero Maggiore», 1-2 (1968), pp.
47-58 = G. G. Beixoni, Scritti di Archeolegia, Sloria e Numismalica, Milano 1996, pp. 301-
312; per la testa di Hispania, vedi supra, per Britannia, Toynbee, The Hadrianic, p. 56.
Capelli scomposti caratterizzano anche l'aspetto di Boudicca, regina della popola-
zione britannica degli Iceni, nel ritratto tramandato da Dione (lxii 2,34).
144 L'interpretazione della figura quale Germania, proposta da A. Alfoldi, Die
Germania als Sinnbild der kriegerischen Tugend des romischen Herres, «Germania», 21
(1937), p. 96 e accettata anche da E. Kunzl, Germania, in UMC rv/1, Zurich-
Munchen 1988, pp. 183-184, n. 9.
145 A causa della sua confezione con materiali deperibili, non e giunta fino a noi nes-
suna kausia originate. La sua rappresentazione piu perspicua e data dal fregio del
tempio pergameno di Atena Polias, per la inconsueta visione del copricapo dal basso
(vedi A M. Prestianni Giallombardo, Un copricapo deU'equipaggiamento militate mace-
done: la kausia, «Quademi Ticinesi Numismatica e Antichita Classica», 22 [1993], p.
79, tav. Ill, fig. 10).
146 P. Dintsis, Hellenistische Helme, Roma 1986, pp. 183-184.
'* Prestianni Giallombardo, Un copricapo, pp. 65^57.
148 Ibi, pp. 79-84.
la periferia dell'impero nel uncuacgio fk'.uratcvo monetale
201
n secolo a. C, anche fra gli strad sociali piu bassi dell'esercito e
della popolazione civile, tanto da diventare in Macedonia un sem-
plice berretto di uso cosi comune da essere accompagnato talora
nelle fond letterarie dall'aggetdvo qualificadvo di 'macedoni-
co"49.
In ambito monetale romano, denari di Cneo Plancio nel 55150
e denari coniad in Illirico dal proconsole di Macedonia Caio
Antonio nel 43 a. C.151 raffigurano il copricapo sulla testa di un
busto visto di profilo verso destra, certamente femminile nel
primo caso, di dubbiosa interpretazione tra maschile o femmini-
le nel secondo152. Tale incertezza porta taluni a identificarlo con
il Genius Macedonia^53, altri a riconoscervi la stessa Macedonia154.
La prima e unica raffigurazione della provincia macedone sulla
monetazione imperiale romana si data alle serie adrianee. La per-
sonificazione, rappresentata in atto di libare su un'ara su dupon-
di e assi del dpo "Adventus" 155, inginocchiata invece di fronte
all'imperatore che la rialza da terra su denari, sesterzi, dupondi e
assi del dpo uJtestitutorrl56, porta costantemente sul capo la kausia
(fig. 12), che puo pertanto essere considerata un attributo esclu-
sivo delle sola Macedonia.
149 Ibi, p. 85.
150 RRC 432/1. Emissioni macedoni di iii-u secolo a. C. raffigurano sul R/ un copri-
capo di forma conica. che deve pero essere considerate un vero e proprio elmo piu
che una kausia (vedi, ad esempio, SNG. Greet. Collection Rena H. Evelpidis. Athenes, ii,
Louvain 1975, taw. 39, nn. 1426-1439; 30, nn. 1455-1456.1468).
151 In realta il fratello minore di Marco Antonio non esercito mai tale funzione, poi-
che nel 43 venne fatto prigioniero da Bruto ad Apollonia. La sua esecuzione awen-
ne l'anno successivo. L'emissione fu pertanto approntata nel corso dell'assedio subi-
to nella citta illirica, in previsione dell'esercizio del governatorato della Macedonia
(vedi D. R. sear, The History and Coinage of the Roman Imperalores [49-27 a. C.J, London
1998, p. 93).
m RRC 484/1; Toynbee. The Hadrianic, tav. xvn, n. 16 (legenda: c antonivs m f pro
cos).
155 Cosi, ad esempio. Sear, The History, p. 93.
154 Cosi RRC n, p. 739; Toynbee, The Hadrianic, p. 122.
155 Ibi, tav. v, n. 5.
156 Ibi, tav. v, nn. 6-9.
202
claudia perassi
3.2.2. La tiara
Condiviso invece da Armenia su sesterzi di Traiano e su aurei e
denari di Marco Aurelio e Lucio Vero (fig. 3a)157 e da Schythia su
sesterzi e assi di Antonino Pio (fig. 13)158, e l'attributo delta tiara,
il berretto a calotta troncoconica dalle infinite variand, indossato
da quasi tutte le popolazioni dell'Asia nord-occidentale e, in una
versione piu sfarzosa, anche dai sovrani dell'Armenia e della
Commagene159. Ritratti dei re armeni su emissioni coniate dal I
secolo a. C. in poi raffigurano infatti sul capo del sovrano una son-
tuosa tiara, omata dalla raffigurazione di aquile e stelle e conclusa
da una sorta di corona metallica160. La sua pregnanza semantica
quale simbolo della popolazione armena e illustrata anche da
aurei e denari di Augusto coniati a Pergamo nel 19-18 a. C. circa,
con legenda Armenia capta o Armenia recepta: il soggetto del R/
rappresenta infatd una dara sulla sinistra e un arco con faretra
sulla destra161.
3.2.3. Le exuviae elephantis
Fin dall'eta repubblicana Africa e raffigurata sulle monete roma-
ne con il capo racchiuso entro le exuviae elephantis. Questo parti-
colare dpo di copricapo vantava in ambito monetale una lunghis-
sima tradizione iconografica, a pardre dalle emissioni del 321 a.
C. ca. di Tolomeo i dedicate alia celebrazione di Alessandro,
ritratto con il capo omato dalle spoglie elefantine in ricordo della
conquista dell'India162. Le exuviae elephantis ricorrono in seguito
Ibi, tav. ix, nn. 5^ (legenda: armen). 12-14 (vedi supra, nota 47).
158 Ibi, tav. viii, n. 11.
159 II ruolo svolto dalla tiara quale simbolo del potere regale armeno e significativa-
mente illustrato dal resoconto della cerimonia di incoronazione di Tiridate da parte
di Nerone. II momento ideologicamente piu eloquente consistette infatti nel gesto
compiuto dal princeps di togliere la tiara dal capo del sovrano orientate per sosutuir-
la con il diadema (SveL Sew 13).
160 GA. TlRATSYAN, The Armenian Tiara: a Historico-cuUural Interpretation, -Vestnik
Drevnej Istorii-. 1982. pp. 90-96 (riass. in inglese a p. 96).
161 BMCEmp. i. p. 129, nn. 672-675. Per il significato della tiara quale simbolo di una
vittoria ottenuta su popoli orientali. vedi anche A. Tempesta, / rilievi con armi Cesi: ipo-
tesi di ricomposizione e di interpretazione, •Bullettino della Commissione Archeologica
Comunale di Roma., 94/2 (1991-1992), p. 326; Pouto, Fulgentibus, p. 52.
168 o. m0rkholm, Early Hellenistic Coinage from the Accession of Alexander to the I'eace of
l.\ PER1FERIA DEli.'IMPERO NEL UNGUACXMO FK'.URAnVO MONETALE
203
con notevole frequenza sulla monetazione ellenistica, associate a
busd maschili163 e, dal 117 a.C, anche femminililfr4. A quesd
modelli atdngono i re di Numidia quando collegano il soggetto
monetale di una testa femminile ricoperta dalle spoglie elefanti-
ne all ambito africano. La sua identificazione e pero incerta fra
quella di una vera e propria allcgoria della natio africana e quella
di una divinita locale di primo piano: anche se e probabile che
neirimmagine giochino diversi piani di riferimento simbolico165.
Ancora dibattuta e, infine, la quesdone se tale innovazione ico-
nografica debba essere assegnata alia monetazione di Iarba (108-
81 a.C.)166 o di Giuba I (60P-46 a.C.)167. E invece certo che le emis-
sioni dei sovrani africani rappresentano la fonte ispiratrice per i
gia citad aurei di Pompeo, che - emessi nel 71 — cosdtuiscono la
prima raffigurazione della provincia di Africa, creata nel 146, sulla
monetazione romana168. Da quella data e fino alle emissioni di
Clodio Macro di zecca africana del 68, il repertorio figuradvo
della personificazione sara limitato alia sola visione del busto,
Apamea (336-188 b. C), Cambridge 1991, pp. 27, 63. La conformazione della sola
orecchia del pachiderma visibile nel ritratto monetale qualifica infatti I'animale
come un rappresentante della specie indiana. Come ben noto, tale iconografia col-
lega idealmente la conquista delPIndia da parte di Alessandro con il trionfo di
Dioniso nella stessa terra (H. H. ScuLLARD. The Elephant in the Greek and Roman World.
London 1974, pp. 76-77).
IU Salcedo, Africa, pp. 128-130.
IM Monete in Al coniate a Paphos raffigurano infatti un busto femminile, identifica-
to con Cleopatra ii o hi, la cui testa e omata della spoglia di elefante. E evidente il
desiderio di ribadire il potere dei Lagidi attraverso un richiamo al fondatore
Alessandro (J. Whitehorne, Cleopatras, London-New York 1994, fig. 5).
165 Secondo Salcedo, Africa, pp. 131-132 il busto femminile assume il carattere di
emblema del nuovo regno africano: in particolare le exuviae elephantis, con il loro
richiamo alia figura di Alessandro, costituiscono una sorta di legittimazione del pote-
re regale, rimandando nel contempo alia religiosita locale, per l'associazione dell'e-
lefante con Tanit e Cibele, e alia fauna tipica della regione.
166 salcedo, Africa, pp. 132-133; M. Le Clay, Africa, in UMC\/\, Zurich-Munchen
1981, p. 255. Si tratta di monete in bronzo anepigrafe. sul D/ delle quali compare
una testa maschile. La loro attribuzione a Iarba e pertanto solo congetturale.
Alexandropoulos, Les monnaies, p. 403. n. 37 le assegna pertanto al regno della
Numidia occidentale. datandole ipoteticamente al 60-50 a. C. ca.
167 Cosi Al-exandropoulos, Les monnaies, pp. 182-184.
168 pju cne un;l npresa puntuale dell'immagine, si tratta in realta di un'adozione del
tipo, ossia del busto femminile con exuviae elephantis. E sufficiente osservare la diversa
aderenza alia testa dei due copricapo e la diversa evidenza dell'orecchio del pachiderma.
204
claudia perassi
sempre caratterizzato dalle exuviae elephantis169.
Ancora una volta si segnala percio il ruolo innovatore della
monetazione di Adriano, che introduce la figura intera di Africa su
piu emissioni delle serie commemorative dei propri viaggi170.
Sempre reca sul capo le spoglie elefantine, ben percepibili talvolta
solo grazie al particolare della proboscide sollevata verso l'alto
(figg. 14a, 24a). Questa caratterizzazione di Africa si manterra inal-
terata fino agli anni iniziali del rv secolo, essendo riproposta su
monete e medaglioni di Antonino Pio del 139 e 160171, su monete e
medaglioni di Commodo del 190-192 (fig. 8a)'72, su monete di Set-
timio Severo del 194-195173 e infine su piu emissioni di eta tetrarchi-
ca coniate fra il 296 e il 307 nella zecca di Carthago™ (figg. 14b).
E evidente che una cosi lunga persistenza iconografica condu-
ce le exuviae elephantis ad assumere sfumature semantiche diffe-
renti, che attingono a differenti substrati di riferimento. Al signi-
ficato politico e propagandistico che ancora le spoglie elefantine
rivestono sulla monetazione romana fra il I secolo a.C. e il I seco-
lo d. C, in quanto simboli del territorio africano sul quale si eser-
cita di volta in volta il potere di Roma, del partito pompeiano e di
Clodio Macro, dall'eta adrianea in poi esse mi paiono diventare
un piu sommesso richiamo a un elemento tipico della fauna loca-
le, dalla quale Africa attinge ricchezza grazie al commercio dell'a-
vorio e delle bestie utilizzate per i ludi circensi (vedi infra).
II copricapo costituito dalle exuviae elephantis, pur cosi tipico,
viene condiviso da Africa con un'altra personificazione, simbolo
169 Toynbee, The Hadrianic, tav. x, nn. 6-9 (nessuna legenda fa riferimento alia perso-
nificazione raffigurata). Sulle monete di Clodio Macro, vedi A. Gara. La monetazione
diMacer, .Rivista Italiana di Numismatica-, 72 (1970), pp. 64-65.
170 toynbee. The Hadrianic, tav. ii, nn. 23-24; tav. n, nn. 1-14.
171 Ibi, tav. vii, nn. 2-6; tav. x, n. 10. Sul possibile collegamento del soggetto dei meda-
glioni con le campagne condotte in Mauretania contro i Mauri circa dieci anni prima
e menzionate in SHA, Ant. 5,4, vedi Toynbee, The Hadrianic, pp. 36-37; Pera, / riferi-
menti, p. 508.
"! Toynbee, The Hadrianic, tav. x, nn. 11-13 (nessuna legenda fa riferimento ad
Africa). Per una meno sicura raffigurazione commodiana di Africa con exuviae ele-
phantis attestata da un solo esemplare ben leggibile, vedi Pera, / riferimenti, p. 510.
175 Toynbee, The Hadrianic, tav. x, nn. 14-16.
m Ibi, tav. x, nn. 18-19.
la perjff.ru dellimpero nel uncuaggio figuratwo monetale
205
di una natio ubicata sul suolo africano. Mauretania su emissioni di
Adriano del tipo «Adventus» puo avere infatti il capo adornato
delle spoglie elefantine (fig. 10)175. D'altra parte la presenza di
elefanti in questa zona e esplicitamente attestata da Strabone
(x\n 3, 4) e da Plinio (Nat. Hist. V 18; vni 32): Elephantos fert Africa
ultra Syrticos solitudines et in Mauretania™'.
3.2.4. II pilleus
II morbido copricapo di lana, feltro o pelle, dalla calotta arroton-
data o appuntita, largamente diffuso fra le genti mediterranee177,
e indossato sulla monetazione romana di eta imperiale da perso-
nificazioni 'etnico-politiche' orientali (Dacia su emissioni traianee
e Phrygia su monete di Adriano)178 (figg. la, 3c, 15) e occidentali
(Francia su multipli, solidi e frazioni di Costantino e di Crispo
Cesare)179.
Nel caso di Dacia e sufficiente richiamare i nobili Daci, fra i
quali forse e da riconoscere anche lo stesso Decebalo, raffigurati
pilleati sui rilievi della Colonna Traiana180 e i nobili pilophori citati
da Dione (68, 9). L'uso del copricapo da parte di Phrygia assume
invece un significato piu profondo, poiche richiama anche il
culto di Attis. II pilleus costituisce infatti il tipico berretto della
divinita frigia181.
Meno pregnante sembra invece il legame del pilleus con
Francia. Testimonianze iconografiche permettono di ricostruire il
copricapo femminile delle popolazioni della Britannia, Gallia e
Germania Inferior come un berretto costituito da materiale legge-
175 Ibi, p. 124.
176 Sull'adozione del soggetto di Africa con copricapo di spoglie elefantine da parte
della monetazione dei sovrani mauri, vedi Salcedo, Africa, p. 203.
177 Sette, L'abbigliamento, pp. 74-75.
178Toynbee, The Hadrianic, taw. xii, nn. 15-17; xill, nn. 14. 16-17; v, nn. 23-24.
179 Ostrowski, Les personnifications, p. 142, n. 21 (legenda: gavdivm romanorvm fran-
cia); T. Ganschow. Francia, p. 592, n. 1.
180 Settis - La Regina - Agosti - Farinella, La Colonna, figg. 31, 54, 103, 128, 167. 205,
229-230, 260, 279.
181 Sull'abbigliamento della divinita, vedi M. vermaseren - M. De Boer, Attis, in LIMC
III/1, Zurich-Munchen 1986, pp. 22-44; sulle implicazioni religiose del pilleus, A.
savio, // berretto frigio sulla monetazione greca; un viaggio da Oriente ad Occidente, «Rivista
Italiana di Numismatica., 103 (2002), pp. 51-69.
206
claudia perassi
ro, che awolge strettamente la testa, scendendo fino al collo e
nascondendo tutu i capelli, mentre rari documend riferibili alia
popolazione maschile sembrano indicare l'uso di una sorta di
petaso182.
3.2.5. La trisceles
II termine, come ben noto, indica un'immagine simbolica costi-
tuita da tre gambe piegate nella stessa direzione, disposte su un
piano orizzontale in moto circolare. Nel fulcro che le riunisce
pud trovare collocazione una testa femminile o un gorgoneion.
Originario simbolo orientale del movimento apparente del sole,
fu collegato alia Sicilia sulla base della conformazione triangolare
dell'isola183. La comparsa della trisceles sulla monetazione siciliana
si data al 317: stateri e tetradrammi di Agatocle di Siracusa la raf-
figurano infatti nell'esergo, mentre dracme dello stesso anno uti-
lizzano il simbolo quale tipo principale del R/184. La forza allusi-
va del simbolo fa si che esso goda di una certa fortuna anche sulla
monetazione romana di eta repubblicana185.
La prima raffigurazione della personificazione di Sicilia su mone-
te imperiali risale a sesterzi di Adriano, sui quali viene elaborata
una nuora dpologia della provincia, ripresa in seguito da
Antonino Pio186. Elemento caratterizzante e dunque la grande tri-
sceles che la personificazione reca sulla testa a mo' di originalissi-
,8i wild, Clothing, pp. 392; 383.
185 Secondo F. Salcedo Garces, Trinakria: enlre abstraction y figuration, «Ostraka», 3/2,
1994. pp. 433-134 le prime raffigurazioni della trisceles in territorio siciliano si incon-
trano in vasi di produzione rodio-minoica del Ml secolo.
184 Salcedo Garces, Trinakria, pp. 434; 436, nn. 1-4 (per altre raffigurazioni sulla
monetazione siciliana, vedi nn. 5-7).
185 Assi emessi nel 100 da Lenlulo Marcellino raffigurano al D/. al di sopra della pnia.
soggetto fisso di questo lipo di nominale, la trisceles, in ricordo della presa di Siracusa
del 212 a opera dell'antenato Claudio Marcello (RRC 329/2; Salcedo Garces.
Trinakria, p. 436, n. 8). Denari del 50 coniati da Marcellino raffigurano al D/ il ritrat-
to del conquistatore di Siracusa. dietro al quale e collocata la trisceles (RRC439/1). II
simbolo dell'isola non compare invece su denari successivi, emessi da Mn. Aquillio
nel 72 e da L. Aquillio Floro nel 19, i cui soggetti commemorano l'azione vittoriosa
dell'antenato Manlio Aquillio, proconsole in Sicilia nel 101, nel corso della seconda
rivolta senile (BMCEmp. i, p. 9, nn. 49-50).
I86Toynbee, The Hadrianic, taw. v, nn. 25-26; vill, nn. 12-13.
la periferia dellimpero nel unguaggio figurattvo monetale
207
mo copricapo (fig. 16a)187. A modvo della relazione privilegiata
che la trisceles ha con l'isola siciliana, essa si connota quale attri-
buto esclusivo di Sicilia.
II potere evocadvo del simbolo e talmente intenso da permettere
di sosdtiiire alia immagine personificata dell'isola la sola figura
della trisceles, su aurei di Aquillio Floro del 19 a.C. circa e su dena-
ri di Clodio Macro del 68 di zecca africana188. II passaggio da per-
sonificazione a oggetdvazione e precipuo sui sesterzi, dupondi e
assi di Adriano della serie «Provincia» dedicad alia Sicilia. Essi
infatd sosdtuiscono la consueta immagine della personificazione
con la triscele, le cui tre gambe sono tenute insieme da un colos-
sale gorgoneion (fig. 16b)189. Lo stesso soggetto e ripreso da meda-
glioni in /E del 134-138190.
3.2.6. La corona muralis
Simbolo per eccellenza della qualita cittadina di una personifica-
zione a pardre dalla piu volte citata Tyche di Andochia, la corona
muralis oma il capo di numerose allegorie di nationes sulla mone-
tazione romana di eta adrianea e antonina191. Si tratta principal-
187 Tale iconografia molto particolare risulta attestata gia da un affresco della Regio
hi di Pompei datato al i secolo d. C, oggi scomparso (Salcedo Garces, Trinakria,
p. 441, n. 32; R.J.A. Wilson, Sikelia, LIMCvn/X, Zurich-Munchen 1994, pp. 759-760,
n. 6).
188 BMCEmp. i. pp. 7, n. 35; 287, n. 5; Salcedo Garces, Trinakria, p. 437, nn. 15-16
(legenda: sicilia).
189 Secondo BMCEmp. iii. p. 516, n. +. che cita Cohen 1407, sarebbero documentati
anche sesterzi che raffigurano sotto alia triscele Scylla, due o tre figure non identifi-
cabili. e il pharos di Messina; ma i dettagli della composizione sono in realta abba-
stanza oscuri. Si avrebbe in questo caso una curiosa ripresa di elementi gia presenti
su piii emissioni coniate da Sesto Pompeo Magno Pio in Sicilia nel 42-10 (RRC
51 l/4a) e l'unico ricorso, in tutta la monetazione imperiale, a un monumento per
caratterizzare una realta provinciale. Le due figure potrebbero esser allora i piifralres
catanesi, Amphinomos e Anapias, soggetto anch'essi di denari pompei.un. con evi-
dente richiamo a un mito molto caro alia culture e alia religiosita isolana.
190 BMCEmp. in, pp. 516-517, nn. f-1779; Gnecchi, / medagUoni, ill, p. 19, n. 87.
II suo utilizzo quale simbolo di potere religioso e politico si ritrova in realta gia in
testi e documenti iconografici del ii millennio di ambito ittita e ugaritico (vedi S. M.
Paul, Jerusalem of Gold. A Song and an Ancient Crown, -British Archaeological Reports*,
3 [1977], p. 31; Salcedo, Africa, pp. 29-30). Sui rapporto iconografico fra personifi-
cazioni di citta, alcune divinita quali Cibele e Demetra, e Tyche, che possono tutte
essere dotate della corona murale, vedi L. Villard, Tyche, in LIMC viii/2, Zurich-
Munchen 1997, p. 117.
208
claudia perassi
mente di personificazioni di ambito orientale: Asia, Bithynia,
Cappadocia, Phoenice, Syria (figg. 2a-c, 17a, 20b, 25)l92, regioni nelle
quali l'istituzione cittadina vantava una lunghissima tradizione.
Anche Hispania puo talvolta essere dotata della corona turrita su
emissioni adrianee (fig. 23a)193, cosi come Pannonia su sesterzi e
dupondi/assi coniati a nome di Lucio Elio Cesare nel 137194. In
tal modo viene pertanto simboleggiata la compiula romanizzazio-
ne delle due province, con la fondazione di nuove citta e la tra-
sformazione di centri indigeni in veri e propri agglomerati urba-
ni. In seguito antoniniani e dupondi di Postumo del 260-269,
celebrativi dell'usurpatore quale Restitutor Galliarum195, attribui-
ranno il copricapo della corona muralis anche alia personificazio-
ne delle province galliche.
Fra le personificazioni di citta, solo Nicomedia di Bitinia su
sesterzi e dupondi/assi di Adriano indossa la corona turrita (fig.
17b)196. Alexandria ne e invece costantemente priva.
3.2.7. Elmi
La caratterizzazione militare di alcune personificazioni di nationes
(Cilicia e Noricum [fig. 18a] su sesterzi di Adriano; Britannia su
sesterzi di Antonino Pio del 140-143; Gallia su antoniniani e
dupondi di Postumo)197 assegna a esse anche un copricapo di tipo
198 Toynbee, The Hadrianic, taw. m, nn. 2-4; vil, nn. 9-11; ill, nn. 5-11.17-20; vill, nn. 8-
10.14.
195 Ibi, taw. iv, nn. 18-23; Vm, n. 4. I busti delle tre province dioclezianee di Baetica,
Lusitania e CaJakcia sono dotati della corona murale ancora nel V secolo, nell'illu-
strazione della Notitia Dignitatum (salcedo, Hispania, p. 639, n. 17).
m Toynbee, The Hadrianic, tav. 6, nn. 6-10 (legenda: tr pot cos ii pannonia). II sog-
getto dell*emissione, coniata in occasione dell'adozione di Lucio Elio da parte di
Adriano, vuole celebrare l'incarico di govematore delle due province pannoniche
assegnato al Caesar.
m Ibi, p. 91; tav. xrv, nn. 7-9.
I% Ibi, tav. v, n. 21. Per raffigurazioni della personificazione dotata dell'attributo della
corona muralis su monete della zecca locale a partire dal 47-46 a. C. fino all'eta gallie-
nica, vedi L. Kahil, Nikomedia, in UMCw/\, Zurich-Munchen 1992, pp. 904-905, nn.
1-17.
197 Per Britannia, vedi toynbee, The Hadrianic taw. Ill, nn. 21-22; xi, n. 23 (legenda:
britan); per Gallia, nota 195; per Noricum, E. DlEZ, Noricum, in UMC Vl/l, Zurich-
Miinchen 1992, p. 934, n. 1 (contra, toynbee, The Hadrianic, p. 126, nota 8; sull'iden-
tita talora maschile della personificazione. vedi Toynbee, The Hadrianic pp. 123-124).
la perifer1a dell'impero nel linguaggio figurattvo monetale
209
bellico, che le minime dimensioni dell'immagine monetale impe-
discono di dotare di particolari descrittivi precisi, a eccezione del-
l'elmo indossato da Cilicia, che appare sormontato da un impo-
nente cimiero (fig. 18b).
3.2.8. Serti vegetali
Una corona formata da spighe intrecciate e posta intomo al capo
di Hispania su denari di Galba (fig. 4a)198, con allusione immediata
alia ricchezza naturale della provincia, ma forse anche con un piu
sottile richiamo a un'antica divinita indigena199. Alia flora locale e
alia religione isiaca fa contemporaneamente riferimento anche il
fiore di loto che oma la testa di Aegyptos e di Alexandria su emissio-
ni rispetuvamente di Adriano e di Antonino Pio (fig. 21c)200.
3.3. Le calzature
A motivo del loro conformarsi a modelli di ascendenza classica ed
ellenistica, le personificazioni 'etnico-politiche' sulla monetazio-
ne romana sono generalmente a piedi nudi. Pochissime indossa-
no invece delle calzature. Se sulle monete il parucolare risulta
spesso sfuggente, in quanto di minime dimensioni e per il fatto
che i piedi delle figure sono celati dalla lunghezza della veste,
anche statue di province e nationes di maggiori dimensioni rara-
mente hanno le estremita inferiori protette da calzature, come le
ghette stringate e alte fino al ginocchio indossate da Mauritania
nel plinto dell'Hadrianeum o le caligae della statua di Cappadocia
dalla Villa Adriana201.
198 Toynbee, The Hadrianic, tav. xv, n. 13.
199 La divinita potrebbe essere identificata in Ataecina, il cui culto, insieme guerriero
e agreste, era diffuso in un'estesa area della provincia ispanica (Salcedo, Hispania, p.
640).
M0 Vedi M.-O. Jentel, Aigyptos, in UMC i/l, Zurich-Munchen 1981, p. 379, n. 1;
Toynbee, 77k- Hadrianic, tav. vn, n. 8. Per le piante di loto come elementi caratterizzanti
del paesaggio nilotico, vedi F. Borca, // paesaggio nilotico nelle telterature greca e romana,
•Materiali e discussioni per I'analisi dei testi classici», 49 (1998), p. 193. La stessa per-
sonificazione del Nilo puo talora essere incoronata con fiori di loto (M.-O. Jentel,
Neilus, in UMCw/\, Zurich-Munchen 1992, p. 726). II loto quale attributo di Iside si
riscontra dall'eta egizia a quella imperiale (vedi M. Malaise, hide ellenistica, in Iside. 11
mito, il mislero, la magia [Catalogo della Mostra, Milano 1997], Milano 1997, p. 89).
*" Per la prima, vedi Ganschow, Mauretania, p. 816, n. 1; per la seconda. Kappadokia,
p. 964, n. 10.
210
claudia perassi
II segno iconografico si rileva con maggior frequenza nella raf-
figurazione di personificazioni orientali: Macedonia su dupondi e
assi di Adriano202, Parthia su sesterzi di Antonino Pio20S,
Mauretania su sesterzi, dupondi e assi di Adriano e su sesterzi di
Antonino Pio204, Cappadocia su sesterzi, dupondi e assi di
Adriano206 e sesterzi di Antonino Pio206, Phoenice su sesterzi di
Antonino Pio(figg. 2a-c, 10, 25c)207. Fra quelle poste a Occidente,
pare attestato per la sola Britannia su sesterzi, dupondi e assi di
Adriano208 e su sesterzi di Antonino Pio del 140-143 (fig. lb)209. Si
tratta in ogni caso di calzari piu o meno lunghi, una sorta di cal-
cei, dei quali si percepisce soprattutto un marcato rigonfiamento
orizzontale a meta polpaccio, che sta a indicare il risvolto termi-
nale della calzatura. La presenza di questi stivaletti deriva alle per-
sonificazioni da una loro caratterizzazione in senso bellico: esse
indossano infatd in tal caso sempre corte vesti al ginocchio di tipo
militare, mentre possono racchiudere nelle mani o le armi pecu-
liar! delle popolazioni che rappresentano, o un oggetto che
richiama comunque la conduzione della guerra (il vexillum per
Cappadocia, la lancia per Phoenice, lo scudo e la lancia per
Britannia).
Piu incerta rimane questa interpretazione per la personifica-
zione di Macedonia nella serie adrianea dell' «Adventus»iW. Essa
dene infatd nella destra una frusta, che, secondo Toynbee, avreb-
be la funzione di simboleggiare l'allevamento di besdame diffuso
nel paese211. L'attributo potrebbe pero richiamare con piu perti-
808 Vedi supra, note 108-109.
*" Toynbee, The Hadrianic, tav. van, n. 7.
8M Vedi supra, nola 117 e toynbee, The Hadrianic, taw. v, nn. 16-19; viii, nn. 5-6.
805 Ibi, tav. hi, nn. 17-20.
806 Ibi, taw. vii, 12-15; vni, n. 1.
807 Ibi, tav. viii, nn. 8-10.
808 Ibi, tav. hi, nn. 12-15 (legenda: Britannia).
809 Ibi, tav. xi, nn. 24-25 (legenda: Britannia).
810 Ibi, tav. v, n. 6.
811 Ibi, p. 122. Adriano avrebbe infatti attuato prowedimenti a favore dell'economia
agricola della provincia. Hence the "restorer" type (ma in effetti Macedonia proprio in
questa serie non appare dotata dell"attributo della frusta). Un'allusione ai ca\-alli da
corsa e da battaglia macedoni e suggerita invece da H. Mattingly (Toynbee, The
Hadrianic, p. 122, nota 6).
la periferia dell'impero nel unguaggio ficurativo monetale
211
nenza la famosa cavalleria macedone: Macedonia reca infatd sul
capo proprio la kausia, il copricapo diffuso anche in ambito mili-
tare, come poco sopra ricordato.
4. Gli attributi caratterizzanti: oggetti, animali, vegetali
4.1. Oggetti
Gli oggetti tenuti nelle mani o posti accanto alle personificazioni
di nationes rientrano in alcune piu ampie tematiche che fanno
riferimento all'attivita militare, al commercio e aH'agricoltura,
alia religione e alia cultura, al tributo dell'aurum coronarium.
Talvolta uno stesso attributo puo attingere a molteplici categorie
semantiche.
4.1.1. Armi ed equipaggiamento militare
Archi, faretre e frecce; giavellotti e lance; spade e scimitarre;
pugnali e scudi sono gli strumenti del combattimento militare
prescelti per caratterizzare numerose personificazioni. In que-
st'aspetto dunque le raffigurazioni monetali esprimono anch'esse
quell 'interesse per l'armamento dei popoli stranieri che, mode-
stamente presente in Grecia, diventa invece preponderante a
Roma, tanto che le armi dei nemici sconfitti assurgono a simboli
dei popoli stessi, riuscendo a evocame la natura particolare212. In
alcuni casi e pei tanto evidente il desiderio di caratterizzare attra-
verso la forma peculiare delle armi una determinata natio, o per
lo meno la sua piu generale appartenenza all'area occidentale od
orientale deH'impero213.
Lo strumento militare che meglio si presta a questa differen-
ziazione tipologica e lo scudo, arma di difesa per eccellenza214.
818 Vedi Poijto. Fulgentibus, pp. 28-29.
815 Anche per le raffigurazioni monetali si pone il problema se le armi raffigurate
debbano essere considerate di fantasia o abbiano invece una corrispondenza nel
reale equipaggiamento militare. Per una risposta in tal senso nell'ambito dei fregi
figurati. vedi pouto, Fulgentibus, p. 38.
211 Fra gli strumenti di difesa rientra anche l'elmo: portato al capo da talune perso-
nificazioni (vedi supra, 3.2.7.), e tenuto nella destra protesa da Pannonia su antoni-
niani della zecca di Antiochia coniati a nome di Erennio Etrusco e Ostiliano nel 250-
212
claudia perassi
Uno scudo dalla forma esagonale, assegnato alle popolazioni ger-
maniche, o comunque nordiche, anche nei fregi a rilievo215,
accompagna pertanto piu raffigurazioni di Germania, a partire da
aurei, denari e sesterzi di Domiziano dell'85-96216. Collocato a
terra o posto a sostegno della personificazione inginocchiata di
fronte all'imperatore (fig. 19a), assume chiaramente la funzione
di simbolo della resa delle popolazioni germaniche. Su denari di
Adriano lo scudo esagonale tenuto nelle mani dalla personifica-
zione mi pare divenire invece soltanto un richiamo etnografico
alle popolazioni che abitano la provincia ormai pacificata217.
Britannia e dotata di uno scudo dalla forma allungata, ma ovale e
fortemente bombato (fig. lb-d): si tratla pertanto anche in que-
sto caso di una caratterizzazione deH'arma che conosce l'aspetto
reale degli scuta in uso fra le popolazioni barbariche, celtiche e ger-
maniche218.
Piu ambigua sembra essere invece la forma del piccolo scudo
decorato sopra al quale siede l'afflitta personificazione di Dacia su
piu emissioni di Traiano219. II suo profilo varia infatti da ovale a
perfettamente circolare: il confronto con le armi daciche raffigu-
rate sulla Colonna Traiana, che assegnano ai soldati daci un corto
e largo scutum ovale220, induce a considerare lo scudo circolare
della raffigurazione monetale come un probabile travisamento.
Un'arma di questo tipo e infine assegnata anche ad Hispania su
piu emissioni del 68-69221: potrebbe pertanto trattarsi della caetra.
251 (toynbee, The Hadrianic, tav. Will, nn. 9-10). Armi sono infine utilizzale per for-
mare il trofeo ai piedi del quale siedono afllitte alcune personificazioni, quali Dacia,
Britannia, Germania, Alamannia, ludaea (toynbee. The Hadrianic, taw. xii, nn. 18-23;
xil, nn. 3-5; xrv, nn. 15. 25-26; xv, nn. 1: xvii, n. 9).
815 Polito, Fulgentibus, pp. 42-43.
"* Toynbee, The Hadrianic, lav. xrv, nn. 18-20 (legenda: imp viii cos xi cens pot p p).
Due scudi dalla forma oblunga formano anche il trofeo ai piedi del quale gemono
due Cermani sconfitti (toynbee, The Hadrianic. tav. xiv, n. 16).
117 toynbee. The Hadrianic, tav. iv, nn. 6-9.
*" Scudi dalla forma allungata vennero adottati anche dall'esercito romano dal rv
secolo a. C. in poi, ma -la lore origine doveva essere ben presente agli osservatori
.nun In (pouto, Fulgentibus, p. 42).
'"Toynbee, The Hadrianic, tav. xil, nn. 18-23.
*" pouto, Fulgentibus, pp. 42, 194.
nl Toynbee, The Hadrianic, tav. xv, nn. 11-14.
IA per1feria DELL IMPERO NEL UNCUACJGIO nGURATTVO MONETALE
213
ossia del piccolo scudo rotondo in uso presso le popolazioni ibe-
riche (fig. 4a)222.
Fra le armi offensive assegnate alle personificazioni di nationes
sulla monetazione romana, le lance e i giavellotti assumono un
aspetto generico, incapace pertanto di individuare una specifica
popolazione (figg. lb-d, 4a, 6b, 10, lib)223, mentre talora le spade
possono, con la loro forma particolare, richiamare un popolo ben
preciso. E il caso dell'equipaggiamento di Dacia, che frequente-
mente comprende anche una spada ricurva identificabile con la
sica (fig. 19b)224, ossia la spada priva di fodero, con impugnatura
a due mani, caratteristica delle popolazioni delle province nord-
occidentali225. Un'arma di questo tipo e infatd tenuta nella sini-
stra anche da Thracia, su sesterzi coniati da Antonino Pio-'26. Arco
e faretra sono infine posu in relazione con i popoli delle steppe e
del Vicino Oriente. Aurei e denari di Marco Aurelio e Lucio Vero
*** Vedi Arce, La iconografia, p. 93; Salcedo, Hispania, p. 640. Monete in /€ di eta
augustea coniate in una zecca localizzata ne\V Hispania nord-occidentale rafngurano
al R/ uno scudo circolare dotato di una decorazione a meandro, da\-.inti al quale pos-
sono essere collocate due lance (vedi A. Burnett - M. Amandry - P.P. Ripoixes, Roman
Provincial Coinage, I: From the Death of Caesar to the Death of Vltellius [44 BC-AD 69],
London-Paris 1992, pp. 67-68, nn. 1-4).
**' Lance e giavellotti costituiscono parte dell'attrezzatura militare di Britannia su
emissioni di Adriano, Antonino Pio e Costanzo Cloro (Toynbee. The Hadrianic, taw.
Ill, nn. 12-15; JO, nn. 23-25; xii, nn. 7-8), Germania su emissioni di Domiziano e
Adriano (Toynbee, The Hadrianic, taw. xrv, n. 18; rv, nn. 6-9); Hispania su emissioni
del 68-69 e di Vespasiano (Toynbee. The Hadrianic. taw. xrv. n. 2: xv. nn. 10. 14-15.
17-18), Maurrtania su monete di Adriano e di Antonino Pio (TOYNBEE, The Hadrianic,
taw. V, nn. 10-15: vni, nn. 5-6), Dacia su denari di Traiano (TOYNBEE, The Hadrianic,
tav. xn, n.7); e Gallia su dupondi di Postumo (TWNBEE, The Hadrianic, tav. xrv, nn. 7-9).
n* TOYTJBEE, The Hadrianic, tav. xii, nn. 15-16 (emissioni di Traiano); iii, nn. 23-26
(emissioni di Adriano); vill, nn. 2-3 (emissioni di Antonino Pio).
m POLITO, Fulgentibus, p. 55; C. M. PETOIfSCU, Dacia, in L/AfClll/1, Zurich-Munchen
1986, p. 312. Sicae sono raffigurate anche sul fregio e sulla base della Colonna
Traiana (POUTO, Fulgentibus, fig. 129). Sulla difficolta ad interpretare quali spjde
ricurve i due oggetti tenuti nella destra da Phrygia su monete di Adriano, vedi
TOYNBEE, The Hadrianic, p. 127.
1,6 Toy'NBEE, The Hadrianic, tav. Mil, n. 15. II particolare ha indotto a riconoscere in
Thracia la figura femminile con chitone su un rilievo dal\'Hadrianeum. conservato a
Roma, a Palazzo Odescalchi (vedi toy'nbee, The Hadrianic, tav. xxxtv, n. 1). Anche
Gallia e Hispania possono essere dotate di spade, dalla conformazione pero molto
generica. Nel caso della seconda personificazione potrebbe trattarsi delle famose fal-
catae, ossia le corte sciabole senza fodero in uso presso le popolazioni iberiche (vedi
Poijto, Fulgentibus. p. 54; salcedo, Hispania, p. 640).
214
CLAUDIA PERASSI
emessi fra il 162 e il 165 raffigurano dunque Armenia, colta nel
consueto atteggiamento di afllizione, seduta sotto ad un trofeo:
accanto e posato un arco227. Sesterzi di Adriano dedicati all'ad-
ventus dell'imperatore in Moesia pongono nella mano della per-
sonificazione un arco, mentre una faretra a cilindro ripiena di
frecce giace a terra; arco e faretra sono infine gli attributi di
Parthia e di Schytia su sesterzi di Antonino Pio (figg. 13, 19c 23c)228.
L'equipaggiamento militare delle quattro personificazioni evoca
dunque l'abilita quali arcieri degli Armeni, dei Parti e degli Sciti,
popolazione quest'ultima insediata in parte anche nella provincia
mesiaca (Plin. Nat. Hist, m 149)229. In eta tarda Francia ed Alatnan-
nia saranno armate pure esse con arco e frecce230.
Oltre che dalla presenza delle armi, la condotta della guerra e
richiamata dagli oggetti usati come segnali silenziosi nel tumulto
del combattimento, per indicare alle truppe la direzione verso la
quale si devono muovere. Si tratta tanto di insegne mobili in uso
nell'esercito romano, quanto di insegne mobili utilizzate dalle
popolazioni barbariche231. Un signum legionario, la tipica asta
decorata con falerae, e tenuto in mano da Dacia su monete di
Traiano, da Britannia su monete di Adriano232 e da Pannonia su
antoniniani emessi fra il 249 e il 285 (figg. 1 a-d, 2e, 9)233; mentre
un vexillum, il drappo di stoffa montato su una lunga impugnatu-
ra, e assegnato a Pannonia su monete a nome di Elio Cesare, ad
Africa su assi di Adriano e su emissioni coniate fra la fine del ni
secolo e gli inizi del IV, a Cappadocia su emissioni di Adriano e del
**' toynbee. The Hadrianic, lav. Di, nn. 5-6.
888 Toynbee, The Hadrianic, taw. v, n. 20; vm, n. 7. Poiche le fonti non citano espres-
samente un soggiomo di Adriano in Moesia nel corso dei suoi grandi viaggi, Toynbee.
The Hadrianic, p. 125 collega l'emissione con la presenza dell'imperatore in quelle
zone nel 118, prima dell'ingresso ufficiale a Roma, per sedare tumuld scoppiad fra i
Sarmad e i Rossolani, dei quali riferisce SUA, Hadr. 6,6. Secondo Schachinger, Die
Reisen, p. 93, invece, Adriano a\Tebbe raggiunto la provincia nell*inverno del 123, nel
corso del primo viaggio.
889 Toynbee, The Hadrianic, p. 125.
830 Per Francia, vedi supra, nota 179; per Alamannia, Bracker, Alamannia, p. 480. nn.
3-4.
*" Pouto, Fulgentibus, p. 59.
858 Toynbee, The Hadrianic, taw. xm, nn. 16-17. 20 (legenda: dacia avcvsti e dacia
feltx); xi, nn. 24-25.
855 HouGHTALIN, Pannonia, p. 170, nn. 3-7 (legenda: pannoniae).
la PER1FERJA dellimpero nel linguaggio figurativo monetale
215
suo successore, a Cilicia, Mauretania e Noricum su emissioni del
solo Adriano, a Germania su aurei di Leliano (figg. 2a-c, 11a, 14b,
18a-b)234.
La personificazione di Dacia e raffigurata invece su sesterzi di
Antonino Pio e su aurei, quinari, antoniniani e monete in AL di
Traiano Decio del 249-251 (fig. 19d), coniati nelle zecche di
Roma e Alediolantim255 mentre stringe nella destra un'insegna
molto particolare, che sembra evocare il draco, ossia l'antico sten-
dardo sormontato da una testa di animale (lupo, asino, drago-
ne?) in uso prcsso le popolazioni daciche236. In precedenza anche
Gallia, su denari coniati nel 68237, era stata caratterizzata con il
signum tipico delle popolazioni galliche, desinente con la testa
totemica di un cinghiale.
Un'insegna indigena, ma questa volta sonora, e infine attri-
buita alia stessa personificazione su denari del 68-69 gia menzio-
nati238: dietro al suo busto sporge infatti una carnyx, ossia la trom-
ba da guerra gallica che terminava con una testa di animale fan-
tastico (figg. 4b, 11a)239.
854 Vedi supra, nota 194; Toynbee, The Hadrianic, p. 43; ostrowski, Lts personifica-
tions, p. 84-85, n. 17 (legenda: F advent avg nn); Toynbee, The Hadrianic, taw. m, nn.
17-20; vii, nn. 12-15; vm, n. 1; in, nn. 21-22; v, nn. 16-19. 22. Un'insegna con testa di
dragone e forse stretta nella sinistra anche da Armenia su un sesterzio con legenda
armenia (Strack, Unlersuchungen, p. 42, nota 103; tav. dc, n. 777; vedi anche balty,
Armenia, p. 611, n. D.a). Signa e vexilla romani sono invece tenud in mano dalle per-
sonificazioni della serie "Exercitus "coniata da Adriano durante il terzo consolato, che
fa riferimento a dodici dpi diversi, che simboleggiano altrettante realta territoriali
(Strack, Unlersuchungen, pp. 148 150).
855 Toynbee, The Hadrianic, tav. vm, nn. 2-3; xm, nn. 19-20 (legenda: dacia e dacia
FELrx). Per emissioni provinciali coniate a Viminacium fra il 244 e il 268 sulle quali la
personificazione dene un vexillum contrassegnato dalle lettere d(acia) F(elix) o dai
numerali v e xm indicadvi delle legioni stanziate in Dacia, vedi petolescu, Dacia, p.
311, nn. 15-17.
SS6 Toynbee, The Hadrianic, p. 149; Petolescu, Dacia, p. 312. Per raffigurazioni di que-
ste insegne a forma di dragone sulla base e sul fusto della Colonna Traiana, vedi
Polito, Fulgentibus, p. 60. Sulla base delle tesdmonianze di Modesto e Vegezio sem-
bra che in eta tarda i dracones entrassero a far parte anche delle insegne dell'esercito
romano (Toynbee, The Hadrianic, p. 149).
8,7 Toynbee, The Hadrianic, tav. xrv, n. 1 (legenda: concordia hispaniarvm et gal-
liarvm). L'identificazione della figura e in realta incerta fra la personificazione fem-
minile della nalio gallica e un rappresentante maschile di quella popolazione (vedi
Toynbee. The Hadrianic, p. 83).
858 Vedi supra, nota 78.
8,9 Gia in eta repubblicana le carnyces avevano assunto il significato di oggettivazione
216
claudia perassi
4.1.2. Atdvita economiche: commerci e agricoltura
La caratterizzazione di una personificazione attraverso 1'attivita
commerciale esercitata per via marittima dalla popolazione che
essa rappresenta, riguarda unicamente nationes orientali. Asia,
innanzitutto, la prima provincia romana in Asia Minore, sulle cui
coste si affacciavano porti famosi come Efeso, Smime e Mileto
appare dotata di tre attribud che richiamano la navigazione. Su
denari di Adriano la personificazione tiene in mano un dmone e
punta un piede sopra una prua (fig. 20a)240, mentre su sesterzi
dello stesso imperatore la prua le e semplicemente collocata
accanto. Tale connotazione 'marinara' persiste sulle emissioni di
Antonino Pio241, che raffigurano Asia nel gesto di sostenersi a una
grande ancora, mentre il piede poggia sulla consueta prua di
nave (fig. 17a).
Bithynia compare sulla monetazione romana unicamente con
le emissioni adrianee242. Citta portuali come Nicomedia, affacciata
sulla Propontide, e Calcedonia contribuivano alia fama della
regione quale attivo centro del commercio maritdmo. La perso-
nificazione di Bithynia e pertanto costantemente accompagnata
daH'attributo del dmone, che essa dene nella mano sinistra o
porta appoggiato sopra alia spalla (fig. 20b). A questo si aggiunge
talora un acrostolio sorretto nella mano e il gesto di puntare il
piede sopra a una prua. II solo dmone e attributo caratterizzante
anche della personificazione di Nicomedia243', il porto piu impor-
tante della provincia, che lo reca puntato sulla spalla, mentre si
inginocchia di fronte ad Adriano (fig. 17b).
Le famose citta marittime di Sidone e Tiro fanno si che l'attri-
buto simbolo per eccellenza del commercio per mare, ossia la prua,
sia assegnato anche a Phoenice, quando la natio perviene ad una
forma personificata su sesterzi di Antonino Pio del 139 (fig. 25c)244.
della popolazione gallica su piu emissioni di eta cesariana (vedi, ad esempio, RRC
468/1; 482/1).
240 Toynbee, The Hadrianic, tav. Ill, nn. 1.3-4.
341 Ibi, tav. vn, nn. 9-11.
242 Ibi, tav. m, nn.5-11.
24S Ibi, tav. v, n. 21.
244 Ibi, tav. Vll, nn. 8-10.
la periferia dellimpero nel unguaggio figurattvo monetale
217
In senso piu lato anche la presenza di vegetali e animali dpici
della flora e della fauna locali possono essere intesi a richiamare
l'atdvita commerciale di una regione dell'impero. Tipica in tal
senso puo essere considerata la connotazione di Arabia su mone-
te di Traiano ed Adriano tramite il ramo di incenso e il drome-
dario, elemend entrambi che evocano il traffico carovaniero eser-
citato delle genti che vi abitano (vedi infra). Le figure dell'elefan-
te, del leone, del coccodrillo e dell'ippopotamo, animali tipiciz-
zanti le personificazioni di Africa e di Aegyptos su emissioni datate
dal I al rv secolo, nella loro ricca polisemicita (vedi infra), non
possono infine non essere intese anche quali simboli del com-
mercio africano delle fiere utilizzate nei giochi del Circo245. Per il
pachiderma si aggiunge il rimando alia vendita dell'avorio.
Per quanto riguarda invece le atdvita agricole dpiche di un ter-
ritorio, sono essenzialmente la produzione dei cereali e della vite
a essere simboleggiate attraverso il ricorso ai vegetali stessi (per
quesd, vedi infra) o, piu raramente, attraverso alcuni strumend
udlizzad per la loro coltivazione o commercializzazione. Le mini-
me dimensioni di quesd uldmi fanno pero sorgere talvolta dubbi
sulla loro corretta identificazione. E il caso dell'arnese di forma
uncinata tenuto nella destra da Asia su denari di Adriano246 (fig.
20a), per il quale Toynbee propone una lettura quale falcetto per
la potatura delle vigne247, che e possibile accettare soprattutto per
la mancanza di valide altemadve. Ancora piu problemadca e la
definizione del piccolo oggetto quadrangolare racchiuso nella
mano destra sollevata verso l'alto della personificazione di Sicilia
su sesterzi e dupondi di Antonino Pio248, anche se tutte le inter-
845 Medaglioni e assi di Antonino Pio del 148-149 con legenda mvnificentl-\/MVNIFI-
centia avc raffigurano rispettivamente proprio un leone con le fauci spalancate e un
elefante. La stessa personificazione di Munificentia Aug su assi contemporanei e
affiancata da un felino (vedi C. Perassi, Medaglioni rotnani dedicati alia celebrazione dei
ludi circensi, in AUi del Convegno Internazionale di Studi numismatici "Monela e non mone-
ta' [Milano 1992] = -Rivista Italiana di Numismatica-, 95 [1993], pp. 393-395).
L'elenco delle fiere esibite dallo stesso Antonino negli spettacoli circensi. riportato
da SHA, Ant. X 9, comprende anche elephanti, crocodiUi, hippopotami e leones.
246 Toynbee, The Hadrianic, tav. ill, n. 1.
247 Ibi, p. 50 (1'identificazione e proposta sulla base del confronto con denari di
Adriano del 125-128 con il soggetto di Annona). Contra, vedi J. Ch. Balty, Asia II, in
LIMC ii/1, Zurich - Munchen 1984, p. 589.
248 Ibi, The Hadrianic, tav. Vm, nn. 12-13.
218
claudia perassi
pretazioni avanzate lo indicano quale simbolo della produzione
cerealicola dell'isola, che costituiva la fonte principale per le lar-
gizioni imperiali. Toynbee vede pertanto in esso una tessera fru-
mentaria, ossia il gettone che serviva per comprovare il diritto al
ritiro del grano o di altre derrate alimentari249. Al trasporto del
frumento africano a Roma attraverso una flotta creata apposita-
mente, fa esplicito riferimento invece la prua di nave posta sotto
al piede di Commodo su denari prima descritti: Africa consegna
infatti all'imperatore un mazzo di spighe.
4.1.3. Religione e cultura
Come poc'anzi ricordato, numerose sono le nationes raffigurate
nella serie adrianea del tipo «Adventus» nell'atto di compiere un
rito religioso, ossia i sacrifici che accompagnano il felice arrivo
del princeps in quella regione dell'impero. Le personificazioni
sono pertanto effigiate mentre versano da una patera libagioni o
grani di incenso sopra a un'ara o a un tripode accesi. Nella ripe-
titivita dello schema, solo alcune scene raffigurano anche la vitti-
ma pronta per essere immolata. Un toro o vitello, talora inginoc-
chiato, talora semisdraiato, talora completamente accovacciato
giace pertanto, in modo piu o meno perspicuo, ai piedi dell'alta-
re o dietro alle gambe della figura sacrificante250 (fig. 21a).
II confronto con le monete emesse a Roma in occasione delle
partenze e dei ritorni di Adriano dall'LIrbe, permette di rilevare
come venissero invocate alcune divinita la cui sfera di influenza si
eseicitava in merito al propizio svolgimento dei viaggi, ossia
Fortuna Redux, Neptunus e Felicitas, insieme con altre che rappre-
sentano l'entita statale e cittadina, ossia il Genius Populi Romani e,
naturalmente, Roma251. A divinita di questo tipo possiamo ipotiz-
™ Ibi, p. 151. Per le altre identificazioni proposte (mazzo di spighe, papavero),
anch'esse accettabili pero con riserva, vedi Wilson, Sikelia, p. 761.
550 Per Africa, vedi Salcedo, Africa, p. 75, n. 19b; per Asia, Bilhynia, Gallia, Hispania,
Macedonia, Noricum, Phrygia, Thracia, toynbee. The Hadrianic, taw. Ill, nn. 2. 5-7; rv,
nn. 1. 16; V, nn. 6. 22-23. 27. La stessa scena di advenlus pud subire varianti per quan-
ta riguarda la posizione della vittima: e il caso, ad esempio, delTADVENTVI avg mavre-
TANIAE, poiche il vitello pud essere posto dietro all'altare, rivolto dunque verso destra,
oppure dietro a Mauretania, rivolto invece verso sinistra (vedi Ganschow, Mauretania,
p. 559, nn. 7a.c).
!S' Vedi Sciiachinger, Die Reisen, pp. 95-96.
LA PERIFERIA DELL'IMPERO NEL UNGUAGCIO nGURATIVO MONETALE
219
zare fossero elevati anche i sacrifici al momento dell'arrivo di
Adriano nelle diverse citta e province raggiunte nel corso dei suoi
viaggi. Unicamente il suo adventus ad Alexandria riceve una piu
forte coloritura religiosa, tanto che la personificazione della citta,
il cui nome compare nella legenda monetale, e sostituita dalle
figure delle due piu importanti divinita egizie, che assumono per-
tanto anche il ruolo di riferimento geografico. Iside e Serapide,
con maggior familiarita di quanto sia permesso alle personifica-
zioni di nationes, stringono pertanto le mani di Adriano e della
moglie Sabina al di sopra di un'ara inghirlandata (fig. 21b)252.
Alia sfera religiosa possono rimandare anche gli oggetti, gli
animali e i vcgetali che le personificazioni tengono nelle mani o
hanno accanto253, in quanto simboleggiano culti, che possono
essere di diffusione solo locale, o che sono invece popolari in
tutto l'impero. E il caso, gia presentato, del modellino di monte
associato all'immagine di Cappadocia su emissioni di Adriano e di
Antonino Pio, che richiama il carattere sacro che il Mons Argaeus
rivestiva per la popolazione della regione. II sistro, ossia lo stru-
mento rituale attributo di Iside, dei suoi sacerdoti e dei suoi
seguaci25\ e invece tenuto nelle mani da Aegyptos, Africa e
Alexandria su monete di eta adrianea (figg. 21c, 24b)255. Da sim-
bolo della divinita egiziana per eccellenza esso diviene dunque
simbolo della terra egiziana e in senso lato africana (fig. 8a) cele-
brate in quanto luogo di origine di un culto diffuso in tutto l'im-
pero e in tutti i livelli della societa romana: richiamo a tale pro-
posito il patrio sistro agitato da Cleopatra sul virgiliano scudo di
Enea (Verg. Aen. viii 696).
Ancora al culto isiaco rimanda forse l'oggetto di non imme-
diata lettura che Alexandria regge nella sinistra su sesterzi adrianei
del tipo «Adventus». Secondo Toynbee si tratterebbe infatti di una
858 toynbee, The Hadrianic, tav. ii, nn. 20-21.
255 Per gli animali e i vegetali. la cui interpretazione e spesso in bilico tra richiamo
alia fauna e alia flora locali e attributi di divinita indigene, vedi infra.
8M Come ben noto, si tratta di uno strumento idiofono, attestato in Egitto fin
dall'Antico Regno e conosciuto, con qualche variante, anche da alcuni popoli meso-
potamici. dagli Ittiti e dagli Ebrei. Un telaio generalmente di metallo e fissato a un
manico e attraversato da barrette metalliche dotate talora di dischetti, che produco-
no il suono quando il sistro viene scosso (vedi t. Tibiletti, // sistro, in Iside, pp. 660-
661).
255 Toynbee, The Hadrianic, taw. i, n. 10; x, nn. 12-13; d, nn. 17-18. 21.
220
claudia perassi
situla, ossia del recipiente utilizzato per contenere l'acqua sacra
del Nilo o il latte nel corso dei rid isiaci256. L'attributo della citta
egiziana e in effetti simile ai rarissimi esemplari di situlae perve-
nud, e ai vasi lustrali tenud nella mano da raffigurazioni statuarie
di Iside257. L'accentuata connotazione religiosa che la personifi-
cazione di Alexandria riceve sulle emissioni di Adriano mi pare
accreditare questa identificazione, a favore di quella proposta
invece nel BMCEmp. che vede in esso una semplice borsa258.
AI culto di Cibele e di Attis fa invece riferimento il pedum che
Phrygia slringe nella sinistra su sesterzi emessi anch'essi da
Adriano (fig. 15)259. II riferimento alle due divinita orientali e raf-
forzato dairabbigliamento della personificazione (tunica corta al
ginocchio, anaxyrides, calzari, pilleus), poiche e quello tipico di
Attis (vedi supra). E palese dunque il desiderio di evidenziare il
contributo apportato dai rid locali alia formazione del pantheon
romano, tanto piu che il culto di Cibele fu introdotto ufficial-
mente a Roma proprio con il trasferimento nell'Urbe nel 204 a.
C. della pietra nera venerata nella citta frigia di Pessinunte. A que-
sta caratterizzazione di tipo religioso si assommerebbe, secondo
Toynbee, un aspetto storico-culturale, che, sulla base di un'equi-
valenza fra la Phrygia e Troia, punterebbe a presentare la regione
orientale come culla della civilta romana, attraverso la mediazio-
ne di Enea e dei suoi discendend260. La diffusione di un profon-
do interesse andquario rivolto alle origini midche della potenza
di Roma negli ambiend erudid dell'epoca mi pare confermata da
medaglioni in AZ coniad da Antonino Pio261, con raffigurazioni
856 Ibi, p. 42; tav. il, n. 19.
8" Per una situla in argento da Pompei. vedi hide, p. 430, n. v. 48; per le statue della
dea di eta romana con Tattributo della situla, Iside, pp. 161, nn. IV, 3.11; 422, n. V. 41.
8M BMCEmp. ii, p. 451, n. 876. Un oggetto di analoga forma, raffigurato su aurei ora
pero non piu rintracciabili. e descritto invece come un uccello da BMCEmp. ii, p. 376,
n. 317.
859 Toynbee, The Hadrianic, tav. v, n. 23. L'oggetto e stato variamente interpretato
come una spada ricurva e come un falcetto: la sua identificazione con un pedum, pro-
posta per la prima volta da toynbee, The Hadrianic, pp. 127-128 e accettata anche da
R. Vollkommer, Phrygia, in UMC, VII/1, Zurich-Munchen 1994, p. 407.
860 Toynbee, The Hadrianic, p. 128.
861 Vedi G.G. Belloni, Celebrazioni epiche in medaglioni di Antonino Pio. Una pagina di cul-
tura erudita, in «Serta historica anuqua». n, Roma 1989, pp. 191-205 = Belloni, Scritti,
pp. 437-454.
la periferia dell'impero nel unguaggio figurattvo monetale
221
quali la preparazione delle armi per Enea da parte di Efesto, lo
sbarco di Enea nel Lazio262, il rinvenimento della scrofa di
Lavinio.
Una correlazione fra cultura e religione e certamente presen-
te nella raffigurazione di Achaia su monete di Adriano263. La con-
sueta scena di «Restitutio» pone nello spazio fra la personificazio-
ne inginocchiata e il princeps un grande vaso, con piede largo e
snello, corpo piriforme e due alte anse (fig. 21d). Dalla imbocca-
tura fuoriesce un ramo di palma. II recipiente deve essere per-
tanto idendficato come un'anfora panatenaica in metallo264, con
evidente richiamo alia vittoria ottenuta nei concorsi adedci orga-
nizzad durante le Panatenee, dei quali l'anfora cosdtuiva il pre-
mio e la palma il simbolo265.
Cito infine emissioni adrianee dedicate alia celebrazione di
Nilus, sulle quali la personificazione del fiume, per sostenersi
nella sua posizione recumbente, punta talora il gomito sulla testa
di una Sfinge imponente (fig. 22a)266, con evidente riferimento ai
grandiosi monumenti faraonici della terra egiziana, tanto famosi
da essere compresi fra le Sette Meraviglie del mondo267.
4.1.4. Abbondanza e regalita
La cornucopia, simbolo per eccellenza di abbondanza e ferdlita,
e attributo innanzitutto di Africa, di Nilus e di Alexandria su emis-
sioni di Adriano (fig. 22a-b)268: e evidente il desiderio di sottoli-
neare in tal modo la feracita del suolo africano e in particolare
quella del territorio bagnato dal Nilo. La personificazione del
265 In questa scena, ricca di particolari, Ascanio porta sul capo il berretto frigio e uene
nella destra il pedum (Beixoni. Celebrazioni, p. 449, fig. 3).
865 Toynbee, The Hadrianic, tav. i, nn. 7-8.
861 Vedi Toynbee, The Hadrianic, pp. 27-28; S. Grunauer - von Hoerschelmann -
Achaia, in UMC\/\, Zurich-Munchen 1981. n. 2.
865 Nell'ambito del suo progetto di rivitalizzazione della cultura greca, Adriano rivol-
se particolare attenzione alle gare atletiche durante i suoi due o tre soggiomi ad
Atene, istituendo giochi (Dio lvix 16, 2) e presenziando quale giudice alle gare
(SHA, Hadr. 13, 1).
^toynbee, The Hadrianic, tav. i, nn. 17-18.
867 Sui diversi significati assunti dalla Sfinge nell'arte romana, vedi S. E. Katakis,
Sphinx, in LIMCvm/1, Zurich-Munchen 1997, p. 1174.
868 Toynbee, The Hadrianic, taw. i, nn. 11-24; ii. nn. 2-3. 15-16.
222
claudia pkrassj
fiume rafforza questa connotazione quale fonte della fecondita
dell'Egitto, grazie a un numero variabile di bambini, raffigurati in
atteggiamenti scherzosi, e talvolta quasi impertinend, attomo alia
composta figura del vegliardo. Spesso si tratta di quatlro fanciul-
li, che appaiono dotad di ben precisi elemenu caratterizzand (fig.
22a). Cio permette di riconoscere in essi gli amorini che, nell'i-
conografia antica, simboleggiavano le Quattro Stagioni269. E pro-
prio il ritmico altemarsi dei diversi periodi dell'anno che garan-
dsce l'abbondanza dei raccold, cui il Nilo contribuisce ogni esta-
te con lo straripamento delle sue acque, apportatrici di prosperi-
tas70. La presenza di un numero inferiore di bambini (da uno a
tre), privi inoltre di attributi specifici (fig. 22b), puo essere inve-
ce interpretata come raffigurazione allegorica dei pecheis, ossia dei
cubiu che, simboleggiati anch'essi nella statuaria da figurette di
bambini, alludono ai livelli di crescita delle acque del fiume
durante le periodiche inondazioni271. II corteo delle Quattro
Stagioni accompagnera Nilns sulla monetazione romana una sola
volta ancora, su una rarissima emissione di assi di Setdmio Severo
coniata nel 200 circa, a ricordo del viaggio da lui compiuto in
Egitto in quell'anno insieme al figlio Antonino272.
Anche Africa e Syria appaiono caratterizzate dalla cornucopia
*" C. Clay, Nilus and the Four Seasons on a New As of Seplimius Severus, in 'Numismatic
Chronicle*, 10 (1970), pp. 71-87. Estate e personificata da un amorino nudo, con fal-
cetto nella sinistra, seduto sul ginocchio destro di Nilus. Invemo e in piedi alle spal-
le di quest'ultimo, con il consueto mantello a cappuccio, circondato da canne che
alludono alia caccia di uccelli nelle paludi. II terzo amorino, che cinge con un brac-
cio la cornucopia di Nilus, puo essere identincato con Autunno, la stagione apporta-
trice dei frutti che sporgono appunto da essa. L'ultimo, inline, raffigurato a caval-
cioni di un ippopotamo, talora in atto di incoronare se stesso, e - anche per esclu-
sione - l'allegoria di Primavera.
Sulla fecondita delle piene del Nilo e delle sue acque nelle fonti letterarie roma-
ne. vedi Borca, // paesaggio. pp. 186-190.
rl Meno probabile mi pare l'interpretazione del numero di amorini inferiore a quat-
tro quale degenerazione dell'iniziale iconografia Nilo-Quattro Stagioni prospettata
da Clay. Nilus (vedi a tale proposito le osservazioni di S. Carianm. Personificazioni gto-
grafiche sulla monetazione ronutna, Tesi di Laurea, a.a. 1997-98, Universita Cattolica,
Mi 1.1 no, pp. 105-108). Si tenga presente che la caratterizzazione di dipinti e sculture
della personificazione del fiume egiziano attraverso la presenza di figure di fanciulli,
che, fino ad un numero di sedici, simboleggiano i cubiti, e ricordata da Filostrato
(Imag. 5) e da Plinio (Nat. Hist, v 57).
m Vedi Clay, Nilus, p. 72, tav. vill, nn. 1-3 (legenda: p m tr p vlii cos ii p p).
ia periferia oki j. impero nel unguaccio ficurattvo monetau:
223
sulle emissioni di Antonino Pio (fig. 3b)27S. In seguito solo Gallia
sara dotata di questo attributo, sulle monete di Postumo piu volte
citate274. E evidente pertanto il desiderio di enfatizzare la prospe-
rity economica di tali province, che proviene loro dalla ferulita
del suolo o dalla vivacita dei commerci.
La sola personificazione di Asia riceve su emissioni di Adriano
il simbolo per eccellenza di regalita, ossia lo scettro (fig. 22c),
richiamando in tal modo la dignita delle citta che popolano il ter-
ritorio della provincia e il loro potere sovrano nella conduzione
degli affari locali275.
Hispania invece dene nella destra il Palladio, per offrirlo a
Galba, su sesterzi emessi nel 68276. In questo caso non si tratta
pero di una definizione della personificazione attraverso questo
attributo pardcolare, quanto della raffigurazione simbolica del-
l'ottenimento del potere da parte di Galba, espresso appunto tra-
mite la consegna del simulacro di Pallade277. II messaggio ideolo-
gico predomina dunque sulla caratterizzazione etnografica.
4.1.5. Aurum coronarium
L'ampia serie di sesterzi, dupondi e assi emessa da Antonino Pio
nel 139 con raffigurazioni di nationes, piu volte citata, e da colle-
gare, come indico per la prima volta Joseph Echkel278, con il tri-
buto deW'aurum coronarium offerto al princeps dall'Italia e dalle
province dell'impero in occasione della sua adozione da parte di
875 toynbee, The Hadrianic, taw. vu, nn. 2-5; vill. n. 14.
"* Ibi, tav. xiv, nn. 6-9.
*™ Vedi ibi, p. 50; j. Ch. Balty. Asia O, p. 859. La cura di Adriano verso le citta dell'Alia
e ricordata da fonti letterarie ed epigrafiche (ToYNBEE, The Hadrianic, p. 49).
176 toynbee, The Hadrianic, tav. xv, n. 15 (legenda: hispania clvnia svl.
L'interpretazione e incerta fra quella di Hispania e quella della personificazione della
citta di ('Junta (Salcedo, Hispania, p. 639, n. 9).
177 Secondo Arce, La iconografia, p. 85, n. 11 si tratterebbe invece di Victoria, La rigi-
dita della staluetta e la sua frontalita mi sembrano pero rimandare piu precisamente
al! in imagine del Palladio (vedi anche Salcxdo, Hispania, p. 639. n. 9). II significato
ideologico comunque non muta. Toynbee, The Hadrianic, p. 102 mette in relazione il
soggetto monetale con Toracolo, del quale riferisce Svetonio (Galba 9), ric^Tito da
Galba nel tempio di Giove a Clunia, che gli profetizzo il ruolo di princeps dominumque
rerum.
878 Doctrina numorum, vu, 4 ss.
221
(3audia perassi
Adriano, awenuta 1'anno precedente. Questo tipo di offerta, dif-
fuso a Roma fin dagli anni Ottanta del n secolo a. C.279, era versa-
to in occasioni particolari quali trionfi, acclamazioni imperatorie
e loro anniversari, nascite, adozioni, proclamazioni a Caesar del-
l'erede destinato alia successione imperiale280, generalmente
sotto forma di vere e proprie corone d'oro, piu raramente trami-
te piccole statue di Victoria2*1 e - secondo taluni - anche nell'e-
quivalente metallo monetato282. Come gia awenuto talora in pre-
cedenza283, Antonino Pio abbuono in realta il tributo, completa-
mente .ill'Italia, per meta invece alle province (SHA, Ant. Pius 4,
10).
E questa la prima volta che il pagamento/remissione dell'au-
rum coronarium viene celebrato sulla monetazione. Tale scelta ico-
nografica e stata pertanto giustificata dagli studiosi con la volonta
del nuovo princeps di ribadire il proprio unreserved approval for his
predecessors work184, riprendendo la tematica 'provinciale' che
tanto spazio aveva ricevuto sulle sue emissioni. Una sorta dunque
di glorificazione di Adriano e della sua politica. Dodici personifi-
cazioni sono pertanto raffigurate stanti285, mentre tengono nella
579 T. Klauser, Aurum coronarium, «Mitteilungen des deutschen archaeologischen
Inslituts.. 59 (1944), pp. 138-139.
880 Secondo CTh 12, 13, 4 (379) tre sono le occasioni per l'offerta del tributo: amort
proprio, indulgentiarum laelitia, rebus prosper? gesti (vedi R. delmaire, Ijirgesses sacrees el
res privata. L'aerarium imperial et son administration du A* au V siecle, Roma 1989, pp.
387-400).
**' Un dono di questo Upo e ricordato, ad esempio, da parte delle citta della
Tripolitania in occasione della proclamazione di Valentiniano I (DeI-Maire, Largesses,
pp. 392; 397).
888 Cos\, ad esempio, ToYNBEE, The Hadrianic, p. 146. Secondo delmaire, I-argesses, p.
396 invece Tor coronairr est toujours estime au poids et jamais en monnaies.
885 Per il periodo precedente le fonti letterarie ricordano la remissione ope rata da
Augusto (Res GestaeDivi Augusti, xxi 3; Dio U 21,4; vedi G. G. Belloni. Le 'Res Gestae
Divi Augusti". Augusto: il nuovo regimee la nuova urbe, p. 137) e da Adriano (SHA. Hadr.
6. 5). La documentazione papiracea offre inoltre indicazioni circa una remissione
dell'aurum coronarium attuata da Nerone (O. MoNTEVECCHI, Nerone a una polis e ai
647!, -Aegyptos., 50 [1970], pp. 16-20).
884 Toynbee, The Hadrianic, p. 145. A detta di SHA, Ant. Pius8 Antonino Pio non intra-
prese alcun viaggio nel territorio dell"impero durante gli anni del suo principal".
m Sui significati sottesi alia scelta di determinate province e citta, vedi toynbee, The
Hadrianic, pp. 145-146. Sulla presenza anche di exterae gentes, personificate da Parthia
e Scythia, vedi anche L. houghtaun. Skythia, in LIMCvn/\, Zurich-Munchen 1994.
pp. 794-795.
la per1fer1a deix'impero nel. unc.l'agcio ficurattvo monetale
225
mano destra protesa un oggetto che fa riferimento al tributo del-
Vaurum coronarium. Fa eccezione a questo schema ripetitivo la sola
Alexandria, che avanza infatti verso destra, reggendolo con
entrambe le mani. Cio che viene recato e, nella massima parte dei
casi, una vera e propria corona, evidentemente d'oro, che puo
assumere la forma di una sottile ghirlanda chiusa da due nastri
(fig. 23a)2**, o di un piu massiccio diadema circolare. Quest'ultimo
puo essere un semplice cerchio di metallo (fig. 2c), ma talora
sembra dotato anche di una complessa decorazione, forse di
perle o gemmc (fig. 23c)287.
Piu problcmatica risulta 1'interpretazione di un attributo che,
per la sua conformazione, non sembra di poter identificare con
una corona, quanto piuttosto come una sorta di contenitore piu
o meno alto e di forma piu o meno complessa (figg. 2a, 23b).
Talora esso sembra infatti costituito da piu parti sovrapposte fra
loro, cosi da richiamare un recipiente dotato di una chiusura a
coperchio. Toynbee propone pertanto di identificarlo con un
fiscus26*, ossia il contenitore in metallo utilizzato per trasportare
ingenti quantita di monete per uso pubblico289. In tal caso, dun-
que, Vaurum coronarium sarebbe stato versato da alcune naticnes
sotto forma di una somma corrispondente al peso delle corone
vere e proprie290. Le non frequenti raffigurazioni di fisci permet-
tono di riscostruire tale tipo di contenitore come un massiccio
recipiente cilindrico, munito di un ampio e robusto manico semi-
circolare e dotato di un coperchio a calotta unito al vaso sotto-
stante tramite un complesso sistcma di sicurezza che ne assicura
**6 Vedi, ad esempio, Toynbee, The Hadrianic, tav. vtl, n. 8 (Alexandria); Mil, n. A
(Hispania).
**7 Per il primo tipo, vedi. ad esempio, toynbee, The Hadrianic, tav. MI, n. 10 (Asia);
Mil, nn. 9.13 (Phoenice; Sialia); per il secondo. Toynbee, The Hadrianic, tav. Ml, nn. 2-
3 (Africa); Mil. nn. 7.10 (Parthia; Phoenice).
888 Ibi, p. 146; vedi anche Ostrowski, Les personnifications. p. 59.
889 Vedi Ascon. In act. Verr. i 8, 22; Cic. In Verr. ii 3, 85. 11 termine, che originariamen-
te indicava un contenitore per usi agricoli in materiale di natura vegetale (giunco.
vimini. paglia). passa a indicare in eta imperiale la cassa pubblica istituita da Augusto
e facente capo all'imperatore, distinta pertanto dalla cassa dello stato, detta invece
aerarium.
890 Ma vedi supra, nota 282. Str.\ck, L'ntersuchungen, p. 40 indica gli oggetti come coro-
ne o diademi, mentre BMCEmp. rv, pp. Ixxix propone una piu completa gamma inter-
pretativa: from a clear wreath to an elaborate crown or basket.
226
claudia perassi
la perfetta chiusura e la facile trasportabilita291. Molto meno pre-
cise risultano le raffigurazioni sulle emissioni antonine, che per-
tanto potrebbero essere interpretate quali generici contenitori,
forse in metallo, utilizzati per custodire le corone d'oro.
4.2. Animali
Oltre al cavallo tenuto per le redini da Mauretania, del quale gia
si e detto, piu animali sono udlizzad per definire soprattutto le
regioni mediterranee dell'impero: Africa, Aegyptos ed Alexandria
innanzitutto, su emissioni che, a partire da Adriano, si datano
fino al iii secolo e, nel caso di Africa, fino agli inizi del iv. La per-
sonificazione di Africa puo dunque reggere in una mano uno
scorpione o essere affiancata da un leone (fig. 24a), mentre raffi-
gurazioni di Aegyptos possono essere completate dalla notazione
di un serpente arrotolato attorno ad un cesto o allungato dietro
di essa e da quella di un ibis, che le sta ritto di fronte (fig. 21c)292.
L'allegoria della citta di Alexandria, infine, puo reggere alternati-
vamente in mano un caneslro dal quale fuoriesce un serpente
(fig. 24b), oppure un trampoliere, mentre talora un coccodrillo
giace ai suoi piedi293. Quest'uldmo e attributo anche della perso-
nificazione di Nilus, insieme con l'ippopotamo (fig. 22a-b)294.
E evidente il richiamo immediato alia fauna locale africana e
in particolare all'ambiente deserfico e a quello nilodco. Ibis e ser-
penti sono infatd indicad anche nelle fond letterarie come gli
animali tipici della terra egiziana, tanto che il primo - a detta di
Eliano (De nat. anitn. ii 38) - non riesce a vivere in luoghi diversi
da quella. Fra il trampoliere e i retdli si instaura anzi una vera e
propria catena alimentare, che ha portato gli Egizi a venerare l'i-
bis come una divinita benefica, per il servizio che arreca al paese
nutrendosi dei serpend velenosi che lo infestano (Cic. De nat. deo-
291 Vedi H. Longperier, Recherches sur le insignes de la questure et sur les recipients mone-
laires, .Revue Archeologique», 18 (1868), pp. 58-72; 100-123; 158-171.
292 Per Africa, vedi Toynbee, The Hadrianic, taw. 1, nn. 23-24; ii, nn. 1-4; vtl nn. 2-5; x,
nn. 11 (legenda: cos il). 12-13 (legenda: provtdentiae avg). 14-15 (legenda: Africa).
16 (legenda: Africa). 18-20. 21-24 (legenda: f advent avg nn); per Aegyptos, Toynbee,
The Hadrianic, tax. i, nn. 9-10.
*" /to, taw. ii, nn. 15-18; vii, nn. 7-8.
291 /to, tav. i, nn. 11-22.
la periferia dell'impero nel unguaggio figurattvo monetale
227
rum i 36, 101 )295. Analogamente, il coccodrillo e l'ippopotamo
sono connotad come gli animali caratterisdci dei territori lungo i
quali scorrono le acque del Nilo296. Per le fond figurate e suffi-
ciente richiamare il celeberrimo mosaico con paesaggio nilodco
dall'abside del Santuario Inferiore della Fortuna Primigenia di
Palestrina, abitato da trampolieri, retdli, coccodrilli e ippopotami297.
L'appartenenza del leone all'ecosistema africano trova un rife-
rimento letterario nella definizione oraziana di Africa quale leo-
num arida nutrix (Carm. i 22, 15)298. In ambito monetale richiamo
invece le emissioni in argento di Giuba i, che accoppiano al busto
di Africa sul D/ l'immagine di un leone al passo sul R/299. Lo scor-
pione e infine indicato da Lucano (Fars. lx 833) come uno degli
animali velenosi che infestano il territorio africano.
Ancora a un caratterisdco esponente della fauna locale fa rife-
rimento la personificazione di Africa effigiata su emissioni datate
fra il 296-305 e il 308-311300. Essa regge infatd con la mano destra
una zanna di elefante (fig. 14b), con esplicita allusione al com-
mercio deH'avorio. Tale atdvita economica era awerdta cosi dpi-
ca dell'area africana, da dare all'avorio stesso il nome di lybicus
855 Anche Plin. Nat. Hist. X 75 ricorda il ricorso agli ibis nella lotta contro i serpenti
(vedi anche TOYNBEE, The Hadrianic, pp. 29-30).
296 Cosi, ad esempio, Plin. Nat. Hist, vni 89.95; xxvni 121 (vedi anche Toynbee, The
Hadrianic, p. 31; Borca, II paesaggio, pp. 192-193). 11 potere evocativo del coccodrillo
e dell'ippopotamo quali simboli dell'Egitto e cosi forte da fare dei due animali una
oggettivazione del paese africano su multipli di aureo, aurei e denari coniati da
Augusto nel 29-27 con legenda aecypto capta {R/Ci', pp. 69, nn. 275a-b; 86, n. 546);
Tesoros del Gabinete Numismdtico. Las 100 mejores piezas del Monetario del Museo
Archueologico National, Madrid 2003, p. 76, n. 16). All'ambito egiziano rimandano cer-
tamente anche sesterzi del 134 sui quali e raffigurato Adriano in atto di schiacciare
sotto al piede sinistra un coccodrillo (BMCEmp. Ill, p. 475, nn. 1552-1553; pp. 485-
486, nn. 1617-1620; contra Strack, Vntersuchungen, p. 138, per il quale il rettile sareb-
be invece un richiamo alia Palestina), forse con un'assimilazione del princepsa Horus,
divinita talora rappresentata proprio nel gesto di comprimere a terra animali peri-
colosi come scorpioni, serpenti e, appunto, coccodrilli (vedi Carianni, Personificazioni,
pp. 76-79).
597 Vedi F. Coarelli, hide e Fortuna a Pompei e Palestrina, in Alia ricerca di hide = «Parola
del Passato-, 49 (1994), pp. 119-129.
898 Vedi Toynbee, The Hadrianic, p. 34.
299 Alexandropoulos, Les monnaies, p. 402, n. 32. La funzione del felino quale ogget-
tivazione di Africa e ben esplicitata da denari di Clodio Macro emessi a Cartagine nel
68 {RICls, p. 194, nn. 7-12), sul D/ dei quali e raffigurata proprio una testa di leone.
500 Vedi Salcedo, Africa, pp. 77-78, nn. 32-33.35.
claudia perassi
dens (Enn. Ep. I 4). E interessante a tale proposito osservare come
anche Claudiano descriva la personificazione di Africa dotandola
dell'attributo di un dens eburnus (de cons. Stil. II 256).
Alcuni degli animali sopra descritti possiedono in realta una
duplice valenza simbolica, poiche oltre all'immediato richiamo
all'habitat africano ed egiziano, alludono anche a divinita e culti
locali. L'aspide e infatti allresi attributo di Iside301; lo scorpione
simbolizza il carattere solare del Mercurio africano302; il leone,
attraverso gradi diversi di assimilazioni, passa dalla semitica Tanit
all'egizia Sekhet/Sekhmet e infine alia romana personificazione
del Genius Terrae Africae™3. Quest'ulumo, nella sua manifestazione
mascolina, sincretistica fusione di Liber Pater con la divinita puni-
ca di Eshmun, e invece caratterizzato dall 'attributo della zanna di
defame304. II coccodrillo, infine, e associato aH'iconografia di
divinita egiziane, quali Iside e Horus, raffigurate talora in atto di
schiacciarlo sotto ai piedi305. Come si vede, si tratta in alcuni casi
di richiami a divinita di grande fama, in altri di culti che difficil-
mente si espansero oltre la loro zona di origine, aspetto questo
che dovette talora limitare la percezione anche religiosa degli ani-
mali che accompagnano le personificazioni a un numero ristret-
to di fruitori monetali.
Un'ulteriore personificazione mediterranea riceve un attribu-
to appartenente alia fauna locale. Si tratta di Arabia, raffigurata
dalla monetazione di Traiano su aurei e denari del 106-107 e su
M1 Raffigurazioni di Iside-Thermutis di eta romano imperiale raffigurano la dea con
corpo anguiforme (Malaise, Iside ellenislica, in Iside, pp. 100, n. in.8; 108, n. ni.22).
Toynbee, The Hadrianic, p. 41 sottolinea il perfetto parallelismo tra gli attributi asse-
gnati ad Alexandria su monete di Adriano e quelli indicati invece per Iside da
Apuleio, ossia un aureum crepitaculum e un antrum cymbium dal quale si erge un"aspi-
de (Mel. rx4).
308 Sul legame simbolico e iconografico dello scorpione con Mercurio, vedi F.
salcedo, El rilieve letrarquico de Rapidum (Sour-Djouab, Algeria). Politico y religion en el
Africa romana, «Antiquites africaines», 32 (1996), pp. 71-74.
505 Salcedo, El rilieve, pp. 75-76.
504 Ibi, pp. 76-77.
505 Vedi, ad esempio, A. Adria.ni, Municipality dAlexandrie. Annuarie du Musee greco-
romain 1935-1939, Alessandria 1940, pp. 139-140, tav. 55, 1. Ricordo anche come
Iside-Thermutis possa essere raffigurata in atto di allattare un piccolo coccodrillo,
rappresentazione del dio Sobek-Horus (vedi E. Bresciani, La Iside di Medinet Madi, in
hide, pp. 40-11; 78, n. n.53).
LA PERIFERJA DELLIMPERO NEL UNGUAGGIO FlGURATrVO MONETALE
229
sesterzi, dupondi ed assi del 111-114 e da quella di Adriano della
serie «Restitutor» con accanto un piccolo camelide (fig. 24c)306.
Poiche esso si limita spesso a sporgere dietro alle gambe della
personificazione, non e sempre percepibile la conformazione del
dorso: quando pero e ben visibile, si nota la presenza di una sola
gobba. La caratterizzazione dell'animale con un singulum tuberum
in dorso trova un esplicito parallelismo nella descrizione pliniana
dei carrwli arabici, differenti da quelli che popolano i pascoli della
Bactriana proprio perche dotau di una sola gobba, invece che di
due (Nat. Hist. \lll 67). In eta repubblicana infatti proprio un dro-
medario era stato raffigurato a fianco del re Areta m su denari di
M. Emilio Scauro e di P. Plauzio Ipseo del 58, a ricordo della
repressione della rivolta degli Arabi Nabatei e della sottomissione
del re Areta III, awenuta qualche anno prima307.
Meno perspicuo e invece il ruolo delegato alia figura del coni-
glio che accompagna la personificazione di Hispania su emissioni
di Adriano, Lucio Elio, Antonino Pio e Leliano (fig. 24d)308. II
livello di lettura piu diretto e quello di un richiamo «all'abbon-
danza di questo animale nella provincia"309; un primo grado alle-
gorico puo invece interpretare il coniglio quale symbol of prolific-
ness, a purely general allusion to the fertility of the Spanish provinces1™;
un livello simbolico meno immediato vede invece nel roditore
un'allusione alia ricchezza mineraria della regione, sulla base del
duplice significato che il termine cuniculus puo assumere di
«coniglio» e anche di «miniera»3". II cuniculus che scava la sua
tana nella terra sarebbe pertanto un'allegoria del minatore che
scende nei cunicoli sotterranei. Interpretazione, quest'ultima, cer-
506 Toynbee, The Hadrianic, taw. xi, nn. 14-18 (legenda: cos v pp spqr optimo print:;
spqr optimo principi; arab adqv1sit); ii, n. 24.
507 RRC 422/1. II sovTano e inginocchiato a terra, in evidente atto di resa, e tiene per
le mani le redini del dromedario, caricato della soma, con allusione forse al ruolo
della citta di Petra nel commercio carovaniero. Monete di Cesarea coniate durante il
vi consolato di Traiano raffigurano invece al R/ un cammello che avanza a sinistra
(Wroth, BMCGC. Galatia, p. 54, nn. 65-66).
508 Toynbee. The Hadrianic, taw. iv, nn. 10-14. 18-23; viii, n. 4; xv, nn. 19-20 (legenda:
hispania; temporvm feucitas).
509 Cosi Salcedo, Hispania, p. 640.
"° Cosi Toynbee, The Hadrianic, p. 105, nota 1.
511 Cosi toynbee, The Hadrianic, pp. 104-105.
230
CLAUDIA PKKASSI
tamente intrigante, ma forse un po' troppo artificiosa e di non
pronta comprensione, a differenza delle due precedenti.
4.3. Vegetali
Attribud di dpo vegetale sono udlizzad per qualificare iconogra-
ficamente alcune nationes con richiamo a coldvazioni dalle quali
deriva a esse prosperita e lama. Numerose sono dunque le perso-
nificazioni fissate nel gesto di tenere in mano un mazzo di spighe,
con chiara allusione alia produzione granaria locale, alia quale
atUnge largamente anche la popolazione di Roma. Si tratta innan-
zitutto di Dardania su monete di Traiano e di Adriano312; di Africa
su emissioni di Adriano, Antonino Pio e Commodo5", di
Mauretania nel dpo adrianeo de\V«Adventus»iU, di Sicilia su ana-
loghe emissioni oltre che su quelle del dpo «Restitutor»ii,t di
Hispania cosi caratterizzata invece nel dpo «Provincia» (figg. 8a-b,
23a)S16. Nel caso di Africa e di Aegyptos, i due piu importand gra-
nai dell'impero (Ios. Flav. Bell Iud. II 16, 4), le spighe possono
essere deposte in grandi cesd collocad a fianco della personifica-
zione, talora insieme con dei frutti, simboli anch'essi della feraci-
ta della terra (figg. 21c, 24a)317. Africa, infine, su denari di
Setdmio Severo del 194-195 conserva le spighe entro una sorta di
borsa formata dalle pieghe de\V imatio3*6.
Emissioni del 68-69 piu volte citate, dedicate alia celebrazione
di Hispania, enfadzzano la produzione cerealicola di questa
regione raffigurando davand o sotto al suo busto due spighe o
ponendole sul capo una corona formata da spighe intrecciate
Ibi, tav. ix. nn. 26-28 (legenda: dardanici). Per la localizzazione della natio. vedi
supra, nola 3.
Ibi, taw. n, nn. 9-11; vil, n. 6; x, n. 10-13.
514 Ibi, tav. v, nn. 16-19.
,15 Ibi, tav. V. nn. 25-26.
"6 Ibi, tav. iv, n. 10. Secondo OSTROWSKl. Les personnifications, p. 115, n. 5 anche
lirilannia tiene nella mano destra alcune spighe su sesterzi di Commodo del 185
(Tovnbee, Tht Hadrianic, tav. xii, n. 2; legenda in esergo: BRrrr). interpretazione inve-
ce giustamente respinta da Tovnbee, The Hadrianic, p. 63.
"7 Ibi. taw. i, nn. 23-24; ii, nn. 1-3; x, n. 16 (denari di Settimio Severo del 201 con
legenda africa).
Ibi, tav. x, nn. 14-15 (legenda: africa).
la periferia dell'impero nel unguaggio f1gurattvo monetale
231
(fig. 4a)3'9. Talvolta anche la notazione di un papavero, tenuto
nella mano dalla stessa personificazione320, pud richiamare sim-
bolicamente le distese dei campi di grano, nei quali il fiore cresce
spontaneo.
Sesterzi, dupondi e assi di Traiano del 112-114 raffigurano
invece due bambini, ritd sopra una roccia accanto a Dacia. uno di
essi dene in mano due spighe, mentre il secondo stringe un grap-
polo d'uva (fig. la)321. Se e preclara un'allusione all'attivita agri-
cola della nuova provincia, piu problemadco appare invece il
ricorso alia figura dei bambini per presentare i risultati di tale
produzione. Secondo Tovnbee the two children stand for the settle-
ment of the cobnists and their families in the new cities*22. Mi sembra
invece che il pardcolare contesto legato ai frutd della terra possa
spiegame la funzione con un rimando allusivo agli amorini sim-
bolo delle Quattro Stagioni: il loro regolare perpetuarsi permette
infatd la crescita e lo sviluppo della colture323.
Un racemo di rite o grappoli d'uva deposd in un cesto sono
attribud di Aegyptos su monete di Adriano del dpo «Provincia»S24:
il richiamo e alle famose vitae albae Mareotides (Verg. Georg. n 91),
ossia alle vigne coltivate nei dintomi di Mareota, citta lacustre
prossima ad Alessandria325. Del fiore di loto che oma la testa dello
stesso Aegyptos e di Alexandria gia si e detto326.
Arabia su monete di Traiano e di Adriano poc'anzi citate327
dene nella mani due diversi dpi di vegetali (fig. 24c), che caratte-
rizzavano cosi fortemente il paesaggio locale e i traffici commer-
Vedi supra, 3.2.8. Sulla corona di spighe assegnata anche a Gallia su denari anepi-
grafi di Galba, vedi nota 80.
"° Tovnbee, The Hadrianic. tav. xv, n. 14.
Ibi. tav. xiii, nn. 16-17 (legenda: dacia avgvsta).
Ibi, pp. 77-78.
,fS Vedi supra. In ambito monetale mi limito a richiamare i sesterzi e i dupondi/assi
di Giulia Domna del 196-211 (RIC iv/1, pp. 208, n. 852; 210, n. 872), sui quali
Fecundilas, semisdraiata sotto a un tralcio di vite, si appoggia a un canestro di Irtitla.
Sul bordo del globo stellato posto accanto a lei avanzano tre piccole figure drappeg-
giate. Una quarta e invece in piedi, di fronte alia personificazione.
m Tovnbee, The Hadrianic, tav. i, n. 9.
"■ Ibi, p. 30. nota 3.
"* Vedi supra, nota 200.
m Vedi supra, nota 306.
232
Cl-AUDIA PKRASSI
ciali della popolazione araba, da marcare la rappresentazione let-
teraria di Arabia quale terra degli aromata326. Nell'attributo dalla
forma stretta e allungata si tende infatti a riconoscere, seppure in
modo dubitalivo, un fascio di calami odorati, tanto comuni in
Arabia (Plin. Nat. Hist. xii 48), da inondame 1'aria praestanti
odore129. La verga frondosa e identificata invece generalmente con
un ramoscello deH'albero dell'incenso330: dalle estese foreste sulle
colline arabe si ricavavano i grani di migliore qualita, che veniva-
no esportati in oltre 3.000 tonnellate all'anno, per lo piu verso
Roma5".
Per quanto riguarda l'elemento vegetale delle canne, non vi e
invece un puntuale riferimento ad una specifica regione dell'im-
pero, quanto il richiamo a un habitat pardcolare: esse sono infatti
utilizzate per sottolineare il carattere acquadco di tutte le perso-
nificazioni fluviali descritte in precedenza (Nilo, Danubio, Reno,
Eufrate, Tigri: figg. 3a.c; 22 a-b). Anche Ovidio descrive la perso-
nificazione di quest'uldmo flume, che sfila nella processione
trionfale di Caio Cesare, praecintus harundinefrontem (Ars i 223).
Restano ancora da citare le piante di palma e di ulivo, che pos-
sono entrambe assumere una duplice valenza, descritdva in un
caso, ideologica in un altro. Se infatd la presenza di un albero di
palma carico di caschi di datteri sulle numerose emissioni che
528 Vedi A. Zambrini, Notes sur TArabie dans les sources classiques, in /"rofumi d'Oriente, Atti
del Convegno (Pisa 1995), Roma 1997, pp. 481-494.
s" L'interprelazione, suggerita per la prima volta da W. H. roscher, Ausjurliches
Lexicon dergriechischen und romischen Mylhologie, s. v., Il/l, Leipzig 1890-1894. p. 2101.
e accolta da Toynbee, The Hadrianic, p. 48; da P. Naster, Arabia adquisita sur les mon-
naies de Trajan. •Quademi Ticinesi-, 12 (1983). pp. 162-164; da J. Cm. Baltiiy, Arabia.
in UMC\\/\. Zurich-Munchen 1984, p. 469 e da Ostrowski, I^s personnifications, p.
101. Con calamo aromalico Plinio intende probabilmente fare riferimento aW'acorus
calamus (vedi Punio. Storia nalurale. iii. Botanica, Libra dodicesimo [trad, e note di A.
Perutelu), Torino 1984, p. 67. nota 104.1), o alia commiphora abyssinica (Ostrowski,
Les personnifualions, p. 101, nota 2). Per altre interpretazioni proposte, vedi methy,
La representation, p. 279. nota 49.
"° Sull'identificazione del ramo, vedi Naster, Arabia, p. 164. L'attributo dei calami odo-
rati caratterizza la personificazione sulle monete traianee ed adrianee. mentre solo
sulle prime essa tiene nella destra protesa anche il ramo di incenso.
Sul commercio dell'incenso arabo, vedi P. M. Costa, // ruolo deli'Arabia net commer-
cio delle spezie e dell'incenso: da Elio Gallo a Vasco da Gama, in Pmfumi, pp. 431-440; sul
suo uso nel mondo romano, G. Salmeri, DeU'uso dell'incenso in epoca romana, in
Profumi. pp. 533-537.
la pkriff.ria dklltmpero nel unguagcio ficurattvo monetale
233
commemorano le vittorie giudaiche di Vespasiano e Tito332, costi-
tuendo il sostegno al quale si appoggia l'afflitta personificazione
di ludaea (fig. 25a) e talora anche il supporto dello scudo sul
quale scrive Victoria, trova una perfetta consonanza nell'alferma-
zione di Plinio ludaea incluta est vel magispalmis (Nat. Hist, xill 26),
piu problemadca risulta la sua connessione con Britannia su un
medaglione di Costanzo Cloro piu volte menzionato (fig. 5b)333.
Escludendo dunque la possibility che il ramo di palma tenuto
nella mano dalla personificazione abbia atdnenza con la flora
locale, si deve necessariamente ripiegare sul significato che esso
assume nell'ambito della simbologia vittoriosa. La palma, dun-
que, emblema della vittoria romana sull'impero secessionista di
Carausio e Alletto, e in realta consegnata da Costanzo Cloro a
Britannia, inginocchiata di fronte a lui. L'ambientazione trionfa-
listica della scena e accentuata dal gesto di Victoria, che pone una
corona di lauro sul capo del Caesar.
Una sfumatura in parte polidca e forse rawisabile anche nelle
raffigurazioni di ludaea sulle emissioni di eta adrianea. I dpi
«Provincia», «Adventus» e «Restitutor» pongono infatd ai lad della
personificazione due o tre bambini (fig. 25b), che tengono nelle
mani un maestoso ramo di palma e avanzano verso il princeps,
salutandone l'arrivo334. A tale proposito mi pare molto suggestivo
l'accostamento, proposto da Toynbee, fra l'ingresso di Adriano
nella nuova citta di Aelia Capitolina, fondata sulle ro\ine di
Gerusalemme, e quello di Cristo nella Citta Santa, quando chil-
dren with palm-branches also played a similar part, ipotesi awalorata
dai titoli di Benefattore e Salvatore del Mondo accordad ad
Adriano355.
La presenza di un albero di palma diero alia personificazione
di Phoenice sulle monete di Antonino Pio336 e invece nuovamente
m TOUan, The Hadrianic. tav. x\l, nn. 17-21; XVH, nn. 1-3.5.7-8.10-14.
Vedi supra, noU 90.
554 Toynbee, The Hadrianic, tav. v, nn. 1-4. Si noti 1'anomalia del tipo 'Proviruia*, nel
quale la personificazione non e raffigurata sola, come ax'viene in tulti gli altri casi
della serie, ma insieme al princeps. sovrapponendosi pertanto al tipo •Advenlus- (in
questo caso vi e pero la presenza dell'ara sulla quale, come di consueto, ludaea bru-
cia grani di incenso).
"'Toynbee:. The Hadrianic, pp. 120-121.
,56 /hi, tav. van, nn. 8-10.
234
CLAUDIA PERASSI
sol tan to una coloritura di tipo paesaggistico (fig. 25c).
La stessa ambivalenza di significato si awerte, come detto
poc'anzi, a proposito delle personificazioni raffigurate con un
ramo di ulivo in mano. Nel caso di Hispania sulle emissioni adria-
nee e antonine (fig. 24d)337, e evidente il richiamo alia produzio-
ne olearia della Baetica, indicata da Plinio come seconda solo a
quella italica (Nat. Hist, xv 8). Ancora Claudiano descrivera la
personificazione con la chioma nexa glaucis foliis Minervae (de cons.
Stil. ii 228-229). II ramo d'ulivo stretto nella mano di Germania su
aurei e denari di Traiano del 98-100338 simboleggia invece la con-
dizione di pace della provincia, asserita anche dal cumulo d'armi
sopra al quale siede la personificazione. Un simbolo di pace rive-
ste anche il ramo tenuto da Gallia su emissioni di Postumo gia
richiamate339.
5. Osservazioni conclusive
Quale atteggiamento mentale nei riguardi della estesa periferia
dell'impero emerge dunque dalle raffigurazioni monetali dedica-
te alle nationes che compongono V oikumene romana.?
Delle quattro categorie espressive qui adottate, quella relativa
agli atteggiamenti in cui sono raffigurate le nationes e ai gesti che
esse compiono e certamente la meno utilizzata per evocarne le
caratteristiche etnico-culturali. Nella massima parte dei casi, infat-
ti, l'azione nella quale la personificazione e colta isolatamente, o
tramite la quale interagisce con un secondo personaggio, illustra
la relazione che intercorre fra la natio e la potenza romana. Nel
corso del tempo si passa da gesti e da portamenti che denotano
completa e rassegnata sottomissione (natio prigioniera o suppli-
ce), ad altri che indicano invece la partecipazione, talora attiva
talora passiva, della natio alia vita dell'impero (la personificazione
accoglie l'imperatore nel corso dei suoi viaggi, lo ringrazia per i
benefici ricevuti, reca il tributo dell 'aurum coronarium, offre i frut-
ti del proprio suolo).
Ibi, taw. IV. nn. 10-23; VIII, n. 4.
Ibi, tav. xiv, nn. 21-22.
Vedi supra, nota 195.
LA PERIFERIA DELL'IMPERO NEL UNGUACGIO FIGURATIVO MONETALE
235
II punto di svolta e, come ben noto, rappresentato dalla mone-
tazione di Adriano: essa riflette infatti la visione dell'impero ela-
borata dal princeps come una unita composita, a brotherhood of fel-
low-citizens... living togheter on an equality in prosperity and peacth0.
Con le emissioni adrianee l'interesse etnografico nei confronti
delle nationes che vivono lontane dal centro dell'impero e quello
geografico/ambientale per le regioni dove esse abitano raggiun-
gono pertanto il loro culmine. In precedenza qualche accenno
era stato proposto per esempio con la notazione della carnix in
riferimento a Gallia su monete del 68-69 o con l'immagine della
palma sulle emissioni relative a Iudaea di eta flavia.
In seguito la tematica monetale si limitera, nella massima parte
dei casi, a riprendere stancamente i modelli elaborati sulla mone-
tazione di Adriano, awertiti evidentemente come imprescindibili
e perfetti per illustrare le caratteristiche delle diverse nationes.
Cosi fara Antonino Pio, creando nel contempo qualche nuova
personificazione, come Parthia e Phoenice, che appare pero priva
della vistosa ricchezza descrittiva di quelle elaborate dal suo pre-
decessore. Cosi faranno ancora alia fine del m secolo e agli inizi
del rv la monetazione tetrachica e quella costantiniana, adottan-
do per esempio per la figura di Africa i segni iconografici gia pre-
senti sulle Reiseerinnerungmunzen adrianee, ai quali viene aggiunto
soltanto l'attributo della zanna di elefante, tenuta nella mano
destra. In eta tardo antica saranno proposti nuovamente i porta-
menti atti a denotare la situazione di umiliante resa delle nationes,
raramente assegnati invece alle personificazioni sulla monetazio-
ne post-traianea. Tali emissioni non celebrano pero piu l'attivita
espansionistica della invincibile macchina da guerra romana, ma
la sua funzione in difensa dei confini, minacciati da popolazioni
che, da estremamente periferiche, si sono fatte ora pericolosa-
mente vicine.
Con il prevalere dell'interesse etnografico, la tematica mone-
tale evoca gli aspetti culturali, religiosi, economici, militari delle
diverse nationes e ne raffigura i costumi e i copricapi tradizionali.
Si illustrano gli alberi e i vegetali che costituiscono lo scenario
naturale in cui esse vivono e gli animali che lo popolano; si richia-
mano l'orografia e l'idrografia del loro territorio. Nella scelta di
TOYNBEE. TheHadrianic, p. 3 (vedi anche pp. 1-6 e MfrniY, La representation, pp. 279-281).
236
claudia pkrassi
tutti questi elementi mi pare emergere comunque un'attenzione
particolare al rapporto di queste popolazioni periferiche con il
centre-, costituito naturalmente da Roma. Vengono preferite
infatti divinita che godono di un culto intenso e diffuso anche
neU'Urbe (Iside, Cibele ed Attis. non vi e traccia, invece, per
esempio, di Artemide Efesia nella iconografia di Asia); vegetali e
animali che vi giungono in ingend quantita tramite il commercio
(grano, vite, aromi, animali esotici); attivita economiche che
hanno il loro esito finale in gran parte sui mercati romani (traffi-
co marittimo o carovaniero esercitato dalle nationes orientali).
Anche l'adozione di armi e insegne militari tradizionali, come la
sica e il draco di Dacia o la faretra ricolma di frecce di Moesia, oltre
a connotare in senso etnografico alcune personificazioni, indica
come le diverse nationes di frontiera collaborino all'opera di dife-
sa del limes romano.
L'utente delle monete, qualora ne avesse interesse341, era dun-
que in grado di cogliere il significato di segni iconografici che
facevano parte della sua quoddiana esperienza di vita o con i
quali aveva dimestichezza visiva, perche riproposd su monumend
pubblici e su oggetd di uso comune. Eccezionale in tal senso e
l'attributo del 'modello' del Mons Argaeus assegnato a Cappadocia,
simbolo nello stesso tempo orografico e religioso, come abbiamo
detto, difficilmente capace di esercitare una qualche suggestione
sull'osservatore romano, per la limitata diffiisione di questo culto.
In questo panorama cosi ricco di spund e suggestioni, cosi
attento a cogliere gli aspetd piu tipici e piu nod dei popoli, anche
di quelli che vivono ai margini estremi dell'oikumene, pochissime
raffigurazioni si segnalano di contro per la loro anonimita: i casi
piu palesi sono dad da Libya, la cui immagine compare solo su
sesterzi di Adriano della serie «Restitutor»M2, e da Thracia per
quanto riguarda la serie adrianea dell'«Adventus». Entrambe sono
infatd prive di qualsiasi attributo caratterizzante e di ogni ele-
mento descritdvo specifico: penso, per esempio, alia possibilita di
acconciare le chiome della prima in una acconciatura a riccioli
Sulla capacita visiva dell'-osservatore frettoloso e distratto», ossia dell"utente quo-
tidiano dello spazio (al quale pud essere assimilato - a mio parere - l'utente delle
monete), vedi P. zanker, Spazi figurativi e forme di ricezione nella Roma imperiale.
Question! e suggerimenti per inlerpreli, in Un 'arte per 1'impero, pp. 226-229.
M! Toynbee, The Hadrianic, tav. v, n. 5; p. 121.
la periferla dellimpero nel linguaggio figurativo monetale
237
calamistrad343 o di dotare la seconda della rhomphaia, la dpica lan-
cia a punta triangolare in uso presso le popolazioni traciche344. E
evidente come in questo caso la riconoscibilita della natio fosse
demandata unicamente alia legenda monetale: rispetdvamente
restitvtori libyae ed adventvi avg. thraciae.
La caratterizzazione delle personificazioni di nationes awiene
dunque soprattutto ricorrendo alle categorie espressive dell'abbi-
gliamento e dei particolari accessori che esse tengono nelle mani
o che stanno ai loro piedi (oggetd, vegetali, animali). D'altra
parte anche Virgilio (Aen. van 722-723) osserva come le victae gen-
tes sbalzate sullo scudo forgiato da Vulcano per Enea si differen-
zino fra loro proprio grazie all'habitus vestis et armis, oltre che per
le diverse lingue parlate. Cosi come lo spettatore che vede sfilare
nel corso delle cerimonie funebri di Augusto e di Perdnace le sta-
tue degli ethne sconfitti, riconosce le singole personificazioni gra-
zie agli abid che esse indossano, perche richiamano il costume
nazionale dei singoli popoli (Dio m 34, 3; lxxv 4, 5).
In ambito letterario una accurata descrizione di alcune imma-
gini di nationes e proposta da Claudiano in relazione a Hispania,
Africa, Gallia, Britannia ed Oenotria (ossia Italia) in un passo piu
volte citato (decons. Stil. ii 228-264), la cui lettura pud essere d'aiu-
to per comprendere il percorso mentale grazie al quale un osser-
vatore - in questo caso un osservatore certamente molto colto -
giungeva ad individuare le diverse personificazioni 'etnico-polid-
che', il percorso cioe che gli permetteva di passare dalTimmagine
al concetto, tramite il riconoscimento di 'stereodpi iconografici'
che erano diventad un solido elemento cosdtudvo del proprio
immaginario345. Ancora una volta si segnala il ruolo primario svol-
Sui cosiddetti -boccoli libici-, che si riscontrano in raffigurazioni non monetali di
Libya, vedi E. Catani, Per un'iconografia di Libya in eta romano, «Quademi di Antichita
Libiche», 12 (1987). pp. 390-391. 11 retore Giulio Onorio (iw d.C.) descrive invece
una statua di Libya in similitudinem Africae, dotata di ben tre attributi caratterizzanti:
le spighe nella destra. la zanna elefantina nella sinistra, il modio sui quale punta un
piede (vedi Catani, Per un'iconografia, p. 399; M.-A. Zagdoun, Libye, in UMCx\/\,
Zurich-Munchen 1992, p. 286). Si tenga pero presente che i pochi esemplari dell'e-
missione pervenuu' fino a noi sono tutti in cattivo stato di conservazione.
Su questo upo di lancia, vedi PoUTO, Fulgentibus, p. 56. Una spada ricurva viene
invece tenuta in mano dalla personificazione sulle monete coniale da Antonino Pio.
3,5 Suirimportanza di tali stereotipi iconografici nel sistema «relativamente chiuso e
statico» deirimmaginario del periodo imperiale, vedi ancora le acute osservazioni di
Zanker, Spazi figurativi, p. 228.
238
CLAUDIA PERASSI
to dall'ornamentazione della testa e dall'abbigliamento. II poeta
descrive una ghirlanda di ulivo per Hispania (w. 228-229), una
corona di spighe per Africa (v. 256), una invece di edera intrec-
ciata alia vite per Oenotria (w. 263-264), un copriacapo costituito
dalla pelle di un monstrum Caledonium per Britannia (v. 247). Al
contrario Gallia si presenta con i capelli sciolti (241-242). Quanto
agli indumenti, Hispania indossa una veste intessuta con l'oro del
fiume Tago (w. 229-230), mentre Britannia un manto, lungo fino
ai piedi e azzurro come le onde dell'Oceano (w. 248-249).
Inoltre, Gallia reca al collo una ricca torques (v. 242). Solo due
sono gli attributi tenuti nelle mani dalle personificazioni: pesanti
giavellotti di ferro sono assegnati a Gallia (v. 242), un tralcio
sovraccarico di grappoli e consegnato ad Oenotria (w. 263-264).
Nella scelta di tutu questi particolari e evidente il desiderio di
richiamare aspetti della flora e della fauna locali (grano, vite,
ulivo, elefante, bestia mostruosa della Caledonia), elementi tipici
dell'equipaggiamento militare di una popolazione (gaesa), o della
sua economia (ricchezza metallifera), caratteri della conforma-
zione geografica della terra in cui essa vive (le onde dell'Oceano),
non diversamente da quanto e stato evidenziato per il linguaggio
figuradvo monetale. Talora anzi, come e stato notato piu volte nel
corso del lavoro, si segnala una sovrapposizione perfetta nella
scelta dei segni iconografici assegnad alia stessa personificazione
dal testo letterario e dalla immagine effigiata sulle monete.
Poiche Claudiano sta evidentemente descrivendo un dipinto che
raffigura le quattro personificazioni, nella sua descrizione sono
indicad anche pardcolari dad dall'uso del colore, come la pelle
bruciata dal sole di Africa o le gote tatuate di Britannia, impedid
invece alle raffigurazioni monetali, e altri che non potrebbero
essere percepiti su una moneta, per le minime dimensioni del
tondello metallico: e il caso della collana portata al collo da
Gallia.
La temadca monetale relativa alia raffigurazione di nationes e
dunque testimonianza di un interesse intenso da parte della com-
mittenza a creare immagini dotate di una sicura forza evocatrice.
La loro connessione in una «rete di strutture semantiche»346 era
Ibi, p. 228.
LA per1feria DELL'IMPERO NEL LINGUAGGIO f1guratwo MONETALE
239
in grado di portare gli osservatori a comprendere il messaggio
ideologico che il potere polidco desiderava inviare al suo pubbli-
co reladvamente a quella specifica natio e, piu in generale, relati-
vamente ai rappord fra il centro del potere e la sua periferia.
Esistevano evidentemente livelli diversi di ricezione347, variabili
soprattutto in rapporto al differente grado di cultura dei fruitori
monetali. Cosi che la figura di Alexandria, per esempio, con i suoi
attribud del sistro, del serpente che fuoriesce da un canestro, del-
l'ibis, del coccodrillo e del fiore di loto poteva essere riconosciu-
ta da alcuni solo come personificazione di ambito egiziano e nilo-
tico, menire altri, grazie anche al supporto epigrafico348, poteva-
no interpretarla piu correttamente come immagine personificata
della citta egiziana.
L'ideazione delle raffigurazioni monetali relative a nationes si
pone in rapporto sinergico con le immagini diffuse tramite altri
mezzi di comunicazione figurata di produzione ufficiale (statue,
rilievi, dipinti), rapporto che non e pero compito di questo lavo-
ro qualificare ne quantificare. Mi sembra invece degno di atten-
zione sottolineare il contributo apportato dalla monetazione loca-
le nell'elaborazione di tipologie che sono poi riprese dalle emis-
sioni coniate nella zecca di Roma. Richiamo pertanto il ruolo
delle monete dei sovrani numidici e mauri nella trasmissione del-
rattributo delle exuviae elephantis quale copricapo di Africa e
Mauretania, quello delle emissioni dei re dell'Armenia per la defi-
nizione della tiara come simbolo della natio armena, l'intervento
delle emissioni siciliane per la proposizione della trisceles quale
emblema dell'isola, la ricca produzione monetale della zecca di
Caesarea per quanto riguarda l'immagine del Mons Argaeus, quel-
la di Antiochia per la personificazione del fiume Orontes, quella di
Alexandria per gli attributi assegnati alia figura del Nilo.
Se pure tali emissioni non hanno costituito il modello diretto
al quale attinsero gli incisori della zecca di Roma per creare le
immagini monetali delle nationes di volta in volta evocate, poiche
M7 Vedi ancora ibi, p. 226.
"* Sulla funzione della cosiddetta -alfabeuzzazione povera» nella comprensione
delle serine apposte sulle monete. vedi C. Perassi, Monete nelle tombe di eta romana impe-
rial: casi di scella inteniionale sulla base dei soggetti e delle scritte?, in Trouvailles monetaires
de tombes (Actes du Colloque International, Neuchatel 1995), Lausanne 1999. pp. 48-49.
240
claudia perassi
in mold casi si tratta di monete di cronologia molto piu antica
rispetto alia produzione romana, esse hanno pero contribuito al
formarsi di quegli 'stereotipi iconografici' dei quali si e detto,
quando non ne sono stati addirittura il punto di awio. La cultura
della periferia ha collaborato cioe alia sua stessa definizione ico-
nologica e iconografica da parte del centre
RIFERIMENTI FOTOGRAFICI
Fig. 1: a. UMC m/2, p. 236, Dacia 11; b-d. UMC m/2, p. 141, Britannia
7a.10a.10b
Fig. 2: a-c. UMCv/2, pp. 609, Kappadokia 1; 610, Kappadokia 4-5.
Fig. 3: a. UMC\\/% p. 439, Armenia 1; b. BMCEmp. rv, tav. 27, n. 61; c.
P. C. Kent, B. Overbeck, A. U. Stylow, Die romische Miinzen, Munchen
1973, tav. viii, n. 265R; d. UMC m/2, p. 255, Danuvius 6; e. UMC m/2,
p. 141, Britannia 9a; f. Kent, Overbeck, Stylow, Die romische Miinzen, tav.
131, n. 591.
Fig. 4: a-b. UMC viii/2, pp. 396, Gallia 2b; p. 370, Hispania 10.
Fig. 5: a. UMCvm/2, p. 370, Gallia 12; b. UMCui/2, p. 141, Britannia 14.
Fig. 6: a. UMCv/2, p. 531, Iudaea 2; b. UMCw/2, p. 102, Germania 6;
UMC 1/2, p. 366, Alamannia 2.
Fig. 7: a. BMCEmp. ill, tav. 31, n. 3; b. UMC vii/2, p. 518, Sarmatia 1.
Fig. 8: a. C. perassi, Monete romane. Catalogo commentato di monete
dell'Universita Cattolica, I.S.U., Milano 1985, n. 30; b. Methy, La represen-
tation, tav. rv, n. 71.
Fig. 9: UMC vii/2, p. 104, Pannonia 5.
Fig. 10: UMC vni/2, p. 559, Mauretania 6.
Fig. 11: a. UMCvm/2, p. 370, Gallia 5; b. UMCw/2, p. 102, Germania 9.
Fig. 12: UMCvx/2, p. 177, Makedonia 14.
Fig. 13: UMC Vll/2, p. 569, Skythia 1.
Fig. 14: a. BMCEmp. at, tav. 96, n. 2; b. UMC i/2, p. 190, Africa 45b.
Fig. 15: UMCvii/2, p. 17, Phrygia 7.
Fig. 16: a. UMC vii/2, p. 550, Sikelia 4; b. BMCEmp. m, tav. 95, n. 16.
Fig. 17: a. Methy, La representation, tav. iv, n. 61; b. UMCw/2, p. 607,
Nikomedia 19.
la periferia dell impero nel unguaggio figurattvo monetale
241
Fig. 18: a. UMC vi/2, p. 619, Noricum 1; b. UMC vi/2, p. 23, Kilikia 2.
Fig. 19: a. Methy, La representation, tav. i, n. 8; b. UMC m/2, p. 235,
Germania 7a; c. Methy, La representation, tav. ii, n. 39; d. UMC m/2, p.
236, Dacia 18a.
Fig. 20: a. UMC n/2, p. 629, Asia ii 1; b. UMC m/2, p. 95, Bithynia 7.
Fig. 21: a. UMC viii/2, p. 13, Thracia 1; b. Methy, La representation, tav.
hi, n. 52; c. UMC i/2, p. 294, Alexandria 1; d. UMC i/2, p. 19, Achaia 2.
Fig. 22: a-b: BMCEmp. m, tav. 95, nn. 12. 8; c. UMCa/2, p. 629, Asia n 3.
Fig. 23: a. ZJMCviii/2, p. 396, Hispania 6; b. Methy', La representation, tav.
hi, n. 58; c. BMCEmp. iv, tav. 27, n. 1.
Fig. 24: a. UMC \/2, p. 190, Africa 48; b. BMCEmp. m, tav. 63, n. 5; c.
UMC1/2, p. 371, Arabia 1; d. UMC viii/2, p. 396, Hispania 5a,
Fig. 25: a. UMCv/2, p. 538, Iudaea 13; b. Methy, La representation, tav.
hi, n. 49; c. UMCvu/2, p. 330, Phoenice 1.
242
CLAUDIA perass1
c d
Fig. la. Sesterzio di Traiano (112-114d.C); b. Sesterzio di Adriano (119
d.C); c. Asse di Antonino Pio (155 d.C); d. Medaglione in JE di
Commodo (185 d.C).
a b c
Fig. 2 a. Sesterzio di Adriano (134-138 d.C); b-c Sesterzi di Antonino Pio
(139 d.C).
l.\ pkrifkr1a DKI.l.'IMI'F.RO nk1. I JNC.IAGGIO FIGLRATIVO MONETAIJC
243
d e f
Fig. 3a. Sesterzio di Traiano (116-117 d.C.); b. Sesterzio di Antonino Pio
(139 d.C); c. Sesterzio di Traiano (105-111 d.C); d. Denario di Traiano
(106 d.C. circa); e. Sesterzio di Antonino Pio (140-143 d.C); f. Multiplo
in oro di Costanzo Cloro (297 d.C).
b
Fig. 4a. Denario di Galba (68-69 d.C); b. Denario (68 d.C).
244
claudia pkrassi
a b
Fig. 5a. Antoniniano di Gallieno (256 -259 d.C); b. Muldplo in oro di
Costanzo Cloro (297 d.C).
a b c
Fig. 6a. Aureo di Vespasiano (70 d.C); b. Aureo di Domiziano (84-94
d.C); c. Muldplo in oro di Costandno i (313 -315 d.C).
Fig. 7a. Sesterzio di Traiano (104 -111 d.C); b. Muldplo in oro di
Costandno n (332 -333 d.C).
la periff.r1a dell'impero nel linguagcio figurativo monetale
245
Fig. 12. Sesterzio di
Adriano (134-138 d.C).
Fig. 13. Sesterzio di
Antonino Pio (139 d.C).
246
claudia perassi
Fig. 17a. Sesterzio di Antonino Pio (139 d.C); b. Sesterzio di Adriano
(134-138 d.C).
la periferia dell'impero nel unguaggio figurativo monetale
247
Fig. 19a. Sesterzio di Domiziano (85-96 d.C); b. Aureo di Traiano (103-
111 d.C); c. Sesterzio di Adriano (134-138 d.C); d. Antoniniano di
Traiano Decio (249-251 d.C).
Fig. 20 a-b. Denario e sesterzio di Adriano (134-138 d.C).
248
CLAUDIA perass1
IA PKRIFKRIA DEL.I.1mpero NEL UNCUAGCIO FIGURATIVO MONETALE
249
Fig. 25a. Sesterzio di Tito (80-81 d.C); b. Sesterzio di Adriano (134-138
d.C); c. Sesterzio di Antonino Pio (139 d.C).