DEL FONDERE CAMPANE
DALL'ARCHEOLOGIA ALLA PRODUZIONE
Quadri regionali per l'ltalia settentrionale
a cura di
Silvia Lusuardi Siena e Elisabetta Neri
con la collaborazione di Filippo Airoldi
Atci del Convegno
Milano, Universita Cattolica del Sacro Cuore
23-25 febbraio 2006
ESTRATTO
All'Insegna del Giglio
uso pubblico di cam pane in eta romana?
Spunti dall'iconografia monetale repubblicana
Claudia Perassi*
Una relatione sull'iconografia monetale e le campane
non puo non iniziare da un brcvissimo accenno a una
cmissione di talleri coniata ncl 1643 da August der
Jiingcrc, duca di Braunschweig-Liineburg c principc di
Braunschwcig-Wolfcnbiittcl (1635-1666). Puressendo
dunque lontanissime quanto ad ambito cronologico da
quello del mio incervento, sono pcro le monetc sulle
quali ia raffigurazione di una campana acquista in asso-
luto la massima evidenza, cosi da ricevere l'appellativo
di Glockentaler. Sul R/ sono infatti raffigurate le diverse
fasi di vita di una campana, dalla sua fabbricazione alia
piena attivita sonora. Su di esse ritornero a conclusionc
del conrributo1.
La sola emissione di eta antica a me nota sulla quale il
soggetto del Rl potrebbe essere inteso come raffigurazio-
ne di una campana, ma di piccole dimension i. e una serie
in /E della zecca di Me/ita (od. Malta), datata all'ultimo
quarto del III secolo a.C. (fig. 1)'. Tale identificazione,
anche se soltanto ipotetica a causa della sommarieta del
disegno, pare pero piii convincente di quclla che vede
invece nell'oggetto un apex, ossia il berretto sacerdotale
romano. II confronto con altre immagini monetali, come
quclla sui notissimi denari di Cesare del 49-48 a.C.-*,
che raffigurano sul R7 quattro oggetti cultuali, ossia da
sinistra a destra, un simpulum, un aspergillum, una securis
e, appunto, un apex (fig. 2), evidenzia infatti come il
copricapo sia sempre dotato, anche sugli esemplari di
esecuzione meno accurata, dei due nastri, per poter essere
annodato sotto al memo e di un elemento discoidale nel
e infissa una verga di ulivo.
Serena Fava interpreta quale probabile campanello
anche uno dei numerosissimi marchi di controllo4 che
caracterizzano la serie di denari coniata da I.. Pisone
Frugi nel 90 a.C.5 (fig. 3). Si tratta in effetti di un pic-
colo oggetto troncoconico, con base lievemente arcuata
al centro, sormontato da un elemento a disco, che po-
trebbe svolgerc la funzione di impugnatura: la mancata
notazionc del capo del battaglio non c infrequente nelle
raffigurazioni monetali di campane, come documenta,
per esempio. quclla appesa al collo di un elefante im-
" Univcrsita Cattolica del Sacro Cuore - Milano.
1 Vedi oltre. Appcndice.
•' Cfr. PERASSI, GiROLA. C.uidi. NlWARESH, infill. CoLEIRO 1971
propone una datazionc della serie. identificata come un scstantc. al 211
a.C; per un primo tcntativo di rcvisionc cronologica di rune le cmissioni
mclitensi, vedi Perassi, Novarese 2006.
'RRC 443/1.
' Fava 1969, p. 66. n. 244; lav. 1, n. 354. II simbolo rienrra l"ra quelli
irairi dal mtmdo del teairo e della musica. che annovcrano strumenii a
cordc c a fialo (pp. 65-66).
'RRC}A0l\.
presso su unce di produzione etrusca, assegnate agli anni
finali del III secolo a.C.6.
Sulla monetazione grcca e romana non sono neppure
numerosi i soggetti nei quali una campana compare come
particolare accessorio del tipo principale. Le tipologie
individuate, relative a una campana agganciata al collo di
un animale (elefante, pantera) e a tintinnabula posti in re-
lazionecon figure divine (Dioniso, Apollo, Baal Hammon/
Melqart/Eshmun), sono state presentate in qucsta sede ncl
poster preparato dalla scrivente in collaborazione con Giu-
seppe Girola, Fcderica Guidi e Margherita Novarese". Nei
tipi qui considered, la presenza della campana trova una
spiegazione all'interno di un'ampia tcmatica iconografica
condivisa. Un unicum, ancora in parte enigmatico, e invece
il soggetto di denari romani rcpubblicani che raffigura una
colonna dalla quale pendono due campane. A quest'ultimo
tipo dedichero pertanto la mia attenzione.
I DENARI DI C. MlNUCIUS AUGUR1NUS,
Ti. Minucius Augurinus e Petiluus
Capitolinus
Sul R7 dei denari coniati da C. Minucius Augurinus
nel 135 a.C.8 compare, dunque, una scena insolitamente
affbllata (fig. 4). Al centro, e un'alta colonna, formata
da una decina di blocchi cilindrici sovrapposti e da un
capitello ionico (eolico secondo altri)'', sopra al quale h
'Cfr. Perassi. Giroia. Guidi, Novarese, infra. Secondo Pease 1904,
p. 57 anche rari leiradrammi emessi da Patraus. re della Pcionia (335-315
a.C. ca.), rafligurerebbcro sul R7. accanio a una scena di combanimcmo a
cavallo, una piccola campana «as a mere emblem-. II riconoscimcmo propo-
sro mi sembra piu peninenie di quello che vede ncll'oggctto ironcoconico
con anello supcriorc, un clmo a forma di pileo (vedi Numismaiik Ijnz
Miinchen. Auction 120. 18 maggio 2004. n. 112; Fritz Rudolf Kiinker
Miinzcnhandlung, Auction 104,27 scttcmbrc 2005. n. 178: due esemplari
dal I'aeonuin Hoard, battuto da Solheby's ncll'aprilc 1969). tamo piii che altri
simboli usati nella stessa emissione rimandano alia sfera rcligiosa (hantfwroi.
bucranio. clava. iridentc; vedi SNG. ANS, Part 7. nn. 1023-1047). Una
campana compare anche nclcampo monetale di nominali in argento coniati
ncl IV sec. a.C. dalla cilia di Parion (Mysia). come marchio di controllo
apposto. insieme con altri. sul D/. sopra al tipo del buc {BMCGR Mysia,
p. 95. n. 18: c. 400-300 a.C. o piii tardi: vedi Pease 1904, p. 57).
' Cfr. Perassi, Girola, Guidi. Novarese, infra.
1 RRC242I\: il DI ralfigura la consueta testa di Roma elmata. sono
alia quale e la legenda roma. mcntrc a destra compare il contrassegno x.
Id serie e datata invece al 129 da Barelon 1886, p. 228; fra il 150 c il
125 in BMCRR I, pp. 135-136, nn. 952-954; al 133-126 in CRR4bi.
''E indicato come eolico, con gradi diversi di probabiliia. da Becatti
1960. p. 35; Momk;liano 1969. p. 334; RRCn. 242/1: La Rocca 1990.
p. 316 (che vede anche nella struttura della colonna un richiamo all'albero
della palma. simbolo di icrtilita); Richardson 1992. p. 96: Toreuj
1993. p. 306. Beeloni 1993. p. 74 pensa invece a tin capitello -ionico.
con le volute accentuate daH'incisore». cosi come Babeeon 1886. p. 226
(ripreso intcgralmcntc da Gage 1966, pp. 81-82); BMCRR I. n. 952.
CRR n. 463; Hil l. 1989. p. 60; Gros.Torei.li 1994, p. 93. La colonna
c inline definila come corinzia da Lyngby 1961. p. 139.
quale
23
( I Al IMA I'l KASSI
posaca una piattaforma chc sostienc una statua maschile
togata, con un lungo bastone nodoso nella destra pro-
lesa. Let cure diverse vi riconoscono invece uno sceccro
o un'asra'". Due campanc sono agganciare ai lad della
piactaforma, cramite lunghe cacene. A sinistra della
colonna, e sicuaco un personaggio maschile cogaco, con
il piede desiro posaco sopra a un rialzo, generalmente
inteso quale modius, mentre fra le mani racchiude uno
o due oggetci oblunghi, incerpretati quali pagnocce". A
descra, e un secondo personaggio maschile, anch'esso
cogaco, con lituus nella descra procesa in avanci. La base
della colonna e fiancheggiaca da due procomi leonine12,
con lc zampe anceriori disrese, dietro alle quali si innal-
zano due spighe di grano.
II soggecco riencra nella cemacica caracceriscica del si-
scema denariale della seconda mera del II secolo a.C, che
consiste nella cclebrazionc dclle vicendc gloriose, vere
o presunce, della gens alia quale apparciene il criumviro
monecale1', Tucci i parcicolari della scena hanno crovaro
chiarimenco all'incerno di questa incerprecazionc, pur
permanendo qualche differenza circa la lettura di singoli
aspecti della composizionc. Non mi addentro pcro sui
complessi aspecci scoriografici della rappresencazione14,
che riguardano sopraccucco il riconoscimenro dci ere
personaggi cogaci, per sofFermarmi invece sul parcicolare
dclle campane appese alia colonna. Qucsc'ulcima c una-
nimamence riconosciuca come una raffigurazione della
Columna Minucia, monumento ben noto alia storiogra-
fia antica, che definisce il tale modo la columna honoraria
10 Rawisano ncll'oggctto un bastoneCooK 1902, p. 19; MoMKSUA-
no 1%9, p. 334; RRC\, p. 274 (quale jctributo del console); Richard-
son 1992. p. 96; Belloni 1993. p. 74;Torfi 1 i 1993. p 306 (o vitta >):
uno scctiro Babelon 1886, p. 229; BMCRR I. n. 952 (che vede anche
dclle spighe di grano); Lyngby 1961, p. 139; La RoCCA 1990. p. 316;
un'asra. Be<:atti 1960, p. 35. 1j srarua e descritra con spighe ncllc mani
da Gros, Torelu 1994, p. 93.
" Secondo Torelu 1993. p. 306 il logaro. ranSgurato ncl gcsio
iic\Y adbcutio, licne il piede su un scmplicc rialzo c ha nella sola mano
sinistra un oggciio non facilnicnte determinable; per Cook 1902, p.
19 il personaggio lerrcbbc torse dei cimbali ncllc mani c punlcrebbc il
piede su una palla. Secondo BMCRR I, n. 952 la staiua regge una sola
pagnoita c un piaito (cosi anche Hill 1989. p. 60). mentre per RCCn,
493 unicamcnte un piatto.
u Talc lettura c di gran lunga prcvalcntc, con l'cccezione di Torelli
1993. p. 306 die vede ncgli animali due grifi.
Per i|ueM'.ispelto della monciazionc rcpubblican^ rimndo .i
Belloni 1993. pp. 55-112.
" La scena e deBnita da Beli.oni 1993. p. 75 -fra lc piu suggestive,
ma anche fra lc piu dense di signiheati politici di questo periodo della
sioria repubblicana-. La tcmatica scelta del monciario avrebbe collega-
menti ideologici con la questione .igraria e con il "parlilo" graccino. cui
forsccranodunquc legati i Minucii(vedi RRC\. p. 275; Belloni 1993.
p. 75: La Rocca 1990, p. 316). Lcdifftcolta interpretative riguardano
soprattutto il personaggio posto a sinistra delta colonna, chc e stato via
via riconosciuto in /? Minucius Augurinui. console nel 492; L. Minucius
Augurinus, console I'anno scgucntc; L. Minucius Augurinus, prcfelto
dcll'annona ncl 439; 71. Minucius Augurinus, console ncl 305. Per il
togato collocato a destra. la critica e invece Concorde nell'indicare M.
Minucius Faesus, il quale nel 300 a.C benche plcbeo. pole per la prima
volta accedcre al collegio degli auguri, in ottempcranza alia lex Ogulnia,
acquisendo cosi il cognomen di Augurinus, che venne esteso a ritroso anche
sugli antenali (Bicatti 1960. p. 35 vede pcro ncl jH-rsonaggio solo un
richiamo gencrico a talc cognomen), La statua innalzata sulla colonna c
intes.i generalmcme come quella «li /. Minucius AmqUSJUU, GOD ikuM
eccezioni. quali Pais 1915. p. 189 (ildio/genio Minucius); Lyngbv 1961.
p. 148 (Trittolemo); Untott 1970 (/? Minucius. cos. 492).
chc, secondo Plinio (Nat. Hist. XXXIV, 21), sarebbe stata
dedicata fuori Porta Trigeminadal popolo romano1"' a Lu-
cio Minucio [Esquilino] Augurino, prefecco dell'Annona
nel 440-439 a.C, con il denaro di un'apposita colletta di
un'oncia a testa. Tale onore voleva renderc merito a due
azioni, entrambe lodevoli, compiuce da Augurino, ossia
il suo rempescivo incervenco nel 439 concro il cencativo
di usurpazione del potere da parte di Spurio Melio"' e
la vendita di frumento (o farro, le fonti non sono con-
cordi) nei mercati dell'Urbe, al prezzo parricolarmcnre
convenience di un asse per modio17.
L'erezione della colonna e in realca concraddecca non
solo da alcri aucori, ma anche dallo stcsso Plinio, che a
XVIII, 15 rifcrisce esclusivamente dell'innalzamento di
una statua, cosi come anche Dionigi (XII, 4, 6), mentre
secondo Livio (IV, 16) si sarebbe craccaco dell'omaggio
di un bos auratus, interpretato dai piu come un'efhge di
un bue in bronzo dorato"1. Parte della critica moderna,
inoltre, pone in dubbio una cronologia al V secolo per
un cale monumenco, che sarebbe invece scaco elevaco in
seguico, ossia in epoca clleniscica, da un discendence di
L. Minucio Augurino, con una rievocazionc di nacura
propagandistica''.
Ma veniamo al parcicolare delle campane. Dico subico
che non condivido linconsucea leccura di Torelli, che vede
delle vittae nei due oggetci pendenti dalla piactaforma sulla
quale e collocaca la scacua'", in luogo del loro usuale rico-
noscimenro quali campane. II deccaglio mi sembra invece
reso con escrema prccisione e riconoscibilica nei diversi
conir1. con la norazione anche del capo del barcaglio, che
sporge con bell'evidenza da un corpo dalla forma piii o
meno croncoconica, calora docaco di una sorca di orlo
svasaco, che fa assumere alle campane i'aspecco di un "lam-
pionc" (fig. 5). Poiche non sono noce alcre raffigurazioni
Lo storico e inccrto se fu questa la prima volia in cui tale onore
fu conccsso dal popolo e non dal Senaio, come affcrma anche Dionigi
di Alicarnasso (XII, 16, 2-4).
16 L'cpisodio e rifcritoda Plinio (Nat. Hist. XVIII) cda Uvio (IV. 13-16).
In quell'anno. segnato dalla carestia, il cavaliere Spurio Mdio aveva acquistatu
dall'Ktruria del grano a propric spesc. per elargirio al popolo guadagnando-
scne cosi il favorc. Minucio denuncio pcro al Senaio lc iramc rivoluzionaric
di Melio. chc s-ennc penanio ucciso (su tutta la complcssa questione, vedi
momksuano 1969. pp. 336-349; Lintott 1970. pp. 13-18).
'7 Mentre Livio (IV. 16, 2) parla cspressamentc di una distribuzionc
del frumentum Maelianum. dunquc di quello raccolto inizialmente da
Spurio Melio, in Plinio (XVIII, 15) i due awenimenti sembrano meno
consequenziali.
" ( Wl, per rsempio. ToRfcU.1 1993. p. 306; (illOS, ToRLLLI 1994. p.
93. I.intott 1970, p. 15, nota 15c I a Rocca 1990. p. 316; Richardson
1992, p. 96 commcntano invece la testimonianza liviana come riferita. for-
sc piu esattamcntc. al sacriHcio di un bue dalle corna dorate. La complessa
queslione e eflicaccmcnte schcmatizzaia da Lyngby 1 %3. pp. 58-59.
" Vedi Vessbcrg 1941, pp. 19-20 (proposia di daia/.ioi ic al 340-212
a.C. ca., o anche piii lardi, con terminus ante quern l'cmissione dei denari
di C. Augurino, coniaii nella seconda mciadel II a.C); Torelli 1993. p.
306; CiRos. Torelli 1994, pp. 93-94 (vengono indicati come possibili
committcnti M. Minucio Feso. augurc ncl 300 a.C. o M. Minucio Rufo.
cos. 221). Acccttano invece una cronologia all'eta ctrusca Becatti I960,
pp. 35-36; Sordi 1990; Sordi 1990b.
w Torelli 1993. p. 306.
11 L'esatta comprensione di sirutiure architetionichc efRgiate su una
scric monetalc. prcsuppone la visione il piu ampia possibile delle variami
attestate nei diversi conii utilizzati per la sua battitura (vedi Hackens
1962. pp. 248-249).
24
USO PURRl.ICO [)[ CAM PANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALLTCONOCiKAHA MOM I ALL Khl'U BBLICANA
di colonne dotatc di tali strumenti sonori, si potrebbc
avanzare il dubbio circa la loro effettiva collocazione
sulla Columna Minucia. L'intento dell'incisore e, infatti,
quello di porre in risalto, anchc ricorrendo a forzature
iconografiche, il ruolo svolto dalla gens Minucia «nel
corso della sua secolare attivita magistratuale nel settore
della distribuzione granaria»" e non di rapprcsentare con
coerenza una scena reale. E sufficiente notare la prcscnza
contcmporanea nella stessa composizione di personaggi
vissuti in epoche fra loro differenti21. II soggetto monetale
non e ncppure esente dal ricorso ad un linguaggio sim-
bolico, come mi sembra palese nel particolare dellc due
gigantesche spighc collocate alia base della colonna24.
Un'ulteriore difficolta e rappresentata dalla constata-
zione che denari successivi solo di un anno all'emissione
di Caio Augurino, emessi da un certo 71. MinuciusAugu-
rinus C.filius, figlio o fratello del primo25, ripropongono
lo stesso soggetto della Columna Minucia sormontata
da una statua e fiancheggiata da due personaggi togati
(fig. 6)2'\ ma aboliscono proprio il dettaglio delle cam-
pane. In realta tutta la composizione subisce una sorta
di scmplificazione dei particolari: mancano anche i leoni
alia base, il capitello e privo delle volute, cosi da sembrarc
di tipo corinzio27, la statua si riconosce con difficolta.
L'assenza delle campane puo rientrare anch'essa in questa
opera di snellimento della scena28, che testimonia, come
osserva giustamente Gian Guido Belloni, «la liberta con
la quale gli incisori riproducevano i monumenti»2''.
In un secondo soggetto monetale di eta repubblicana,
incemrato anch'esso sulla raffigura/ionc di una smirrura
architettonica, e stata da taluni rawisata la presenza di
una serie di campane. Si tratta dei denari di Petillius
Capitolinus del 43 a.C.30, che riportano come soggetto
del R/ Piiiimagiiie del Tempio Capitolino (fig. 7)".
° La Rocca 1990, p. 316.
23 Che non si iracii di siaiue e mcsso in rilicvo da BeCATTI 1960. p.
35 (mcno sicuro su quest'aspetto e invece Richardson 1992, p. 96).
J4 Per Becatti 1960, p. 36 erano invece -spighe bronzee, che inqua-
dravano il fusto con una chiara allusione alle benemerenze annonarie
di Minucio-.
" Propendono per un piii o mcno probabile rappono fraterno fra i
due RRC I, p. 276; Belloni 1993, p. 75. Tiberio sarebbe invece figlio
del iriumviro Caio secondo Babelon 1886, p. 231; BMCRR1, p. 148,
nota 1; Gage 1966, p. 81.
* RRC2AHY. BMCRR I, p. 148, nn. 1005-1006 (124-103 a.C),
CRR494 (119-91 a.C. ca.). Sul DI e raffigurata la testa clmata di Roma,
dietro alia quale compare il contrasscgno *. La scritta roma, collocata da
Caio sul DI dei propri denari, appare invece in questa emissione sul R/,
con le lettere ro e ma poste in alto c separate dal capitello.
"Vedi ToRELLi 1993, p. 306.
-* RRC I, p. 275 pone in risalto la poca accuratczza nella resa delle
serine poste sul R/, cosi afTastellate. da omettere talvolta alcunc lettere.
"Belloni 1993, p. 75.
" RRC487I1 -2. La scric c datata al 40 a.C. ca. in BMCRR I, pp. 571 -
572, nn. 4217-4225; al 37 a.C. in CRR 1149-1152, mentrc Babelon
1886, II, p. 291. indica anch'egli il 43. II triumviro monetale c torse da
identificare con il Petillius Capitolinus citato da Orazio (Sat. 1,4,93-94;
10, 25-26), che, accusato di aver rubato la corona di Giove mentre era
guardiano del Tempio Capitolino, fu poi prosciolto dall'imputazione
grazic ai rapporti di amicizia con Augusto (vedi Babelon 1886. II, p.
291; /WOW I. pp. 571-572, nota 2; RRC I, p. 498).
11II DI raffigura la testa di Giove owcro un'aquila rittasu un lulminc:
nel primo caso il nome del monctario occupa i due lati della moncta
(capitolinvs al DI; petillivs al RV), nel secondo compare solo sul DI.
I'na v.iri.uue del secondo lipo rcca le lettere S. ! . sul R/, da iruerpretare
probabilmcntc come acronimo di sacrisfaciundis.
II tipo monetale, soprattutto in alcune varianti dovutc
all'uso di piii conii, e piuttosto schematico per quanto
riguarda la parte propriamente costruttiva del massimo
tempio delTUrbe, mentre ne riporta con una certa
ricchezza l'apparato ornamentale, soffermandosi sulla
decorazione del frontone, degli acroteri e degli spioventi
del tetto'2. A noi interessano pero qui gli elementi che
pendono negli intercolumni delle tre colonne centrali
della facciata esastila, che, interpretati nei piii impor-
tanti cataloghi numismatic! come ornaments, garlands,
decorations", sono invece descritti quali gongo campane
in alcuni studi relativi all'uso delle campane nel mondo
romano14. La loro forma e, nel complesso, non dissimile
da quella dei tintinnabula sospesi alia Columna Minucia.
Una sorta di catena, costituita da grosse maglie sferoidali,
piii o meno lunga, piii o meno rigida, termina con un
elemento che assume sui vari conii aspetti diversi: a
disco, troncoconico, globulare, a cupola. Diversamente
da quanto awiene con le campane effigiate sui denari di
C. Minucius Augurinus, almeno per quanto ho potuto
osservare confrontando un certo numero di esemplari
tratti da punzoni differenti, non si riscontra pero in
nessuna rielaborazione la presenza di una ulteriore ele-
mento sferico conclusive cosi da richiamare il capo di
un battaglio sporgente dal corpo di una campana.
L'interpretazione quali segnalatori acustici del partico-
lare del soggetto monetale di Petillius Capitolinus e forse da
imputare alia suggestione esercitata da un breve aneddoto,
riferito da Svctonio (Aug. 91,2) e da Dione Cassio (LIV, 4,
3-4), effettivamente relativo alia sospensione di campane a
un tempio dedicato a Giove, decisa da Augusto in scguito
ad un sogno35. Durante tale visionc notturna, a Iuppiter
Optimus Maximus che si era lamentato perche la costru-
zione del nuovo tempio consacrato a Iuppiter Tonans gli
aveva sottratto devoti"', il princeps aveva risposto di aver
messo ilTonantecomesuo portinaio. Perquesto motivo,
fece immediatamente guarnire «tintinnabulis fastigium
aedis» (Svet. Aug. 91, 2), ad imitazionc di quelli sospesi
alle porte delle abitazioni (vedi oltre).
L'identificazionc dei singoli ornamenti e resa complcssa non tanto
dalla piccolezza deH'immaginc monetale, quanto dalla stringatezza del
disegno, limitato spesso alia notazione di qualche linea dal significato
poco comprensibile. Al ccntro del frontone sembra comunque di vedere
in alcuni conii una figura seduta in trono, in altri invece un'aquila ad
ali spicgatc. II tetto e talora decorato da grifi, talora da cavalli (di qua-
drighe?) agli acroteria angularia e mediana, mentre statue in piedi (non
infrequentcmente ndotte a semplici brevi linee vcrticali) paiono ornare 1
lati obliqui del tetto. In non poche monete la resa affrettata del soggetto
del R/ contrasta fortcmcntc con I'cleganza. la forza plastica e la ricchezza
di dettaglio dell'aquila o delta testa di Giove effigiate sull'altro lato.
"Vedi rispettivamente BMCRR I, p. 571, n. 4217; CRR 1149 (vedi
anche Belloni 1960, p. 277, n. 2287); RRC4S7II.
M Morillot 1888, pp. 57-58; Cook 1902, p. 19; Baudot 1913.
p. 7.
■ Le tcstimonianze letterarie sono infatti citatc in relazione ai denari
di Petillius Capitolinus sia da Morillot 1888, pp. 57-58 sia da Cook
1902, p. 19.
36 II tempio fu votaio da Augusto nel 26 a.C, nel corso della gucrra
cantabrica, come atto di ringraziamcnto per essere sfuggito ad un fulminc.
Fu consacrato sul Campidoglio nel scttcmbrc del 22 a.C, dunque una
ventina d'anni dopo l'emissione di Petillius (Capitolinus. Sul tempio,
vedi Richardson 1992, pp. 226-227; Gros 1996, pp. 159-160. Per le
contraddizioni fra la vcrsionc di Svetonio c quella di Dione. vedi oltre.
2S
CI-AUDIA PKRASS1
Fig. 1 — Moncra in dclla zecca di Meliui.
a
Fig. 3 - Denario di C. Piso Frugi (DI).
Fig. 5 - Particolare di denario di C. Mimuius Augurinus.
Fig. 7 - Dcnari di Petillim Capltolinus,
Fig. 2 - Dcnari di C. Giulio Cesarc (R/).
b
Fig. 4 - Dcnari di C. Minuc'mi Augurimis.
Fig. 6 - Dcnari di Minucius Augurimis.
Fig. 8 - Quinario di Domiziano.
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uso PUBBL1CO di campane in eta romana? SPUNTI dall'iconografia monetale repubblicana
Ritengo dunque che, per l'eta repubblicana, solo i dcna-
ri di C. MinuciusAugurinus raffigurino delle campane. Ma
quale poteva essere la funzione di tali strumenti sonori?
funzione delle campane sospese
alla COLUMNA MlNUCIA
A quanto ne so, Henri Babelon fu il primo a interrogarsi
sulla destinazione dcllc campane pendenti dalla Columna
Mimicia. La sua spiegazione fu che «les clochettes suspen-
dues au monument, servaient a annoncer l'ouverture et la
fermeture du marche»i7: si tratta ad evidenza del marche
au ble, citato poco sopra'*. La stringatezza della frase non
permette di comprendcre se lo studioso francese ritenesse
che le campane fossero effettivamente agganciatc alia
Colonna, owero se - in realta - fossero pertinenti alia
struttura edilizia del mercato e che la loro collocazionc
sul monumcnto nell'immagine monetale fosse da valu-
tare come una forzatura dell'incisorc che, grazie a questo
particolare, metteva ancora una volta in evidenza I'attivita
dei Minucii ncl rifornimento alimentare della popolazione
dell'Urbe. Quest'ultima mi sembra, pero, l'esegesi piu
valida: la sospensione delle campane al capitello, ad una
notevole altezza da terra, ne avrebbe impedito infarti un
suono regolamentato sulla base di precise esigenze, come
quella del scgnalc di inizio e di fine delPattivita del mercato,
prospettata da Babelon. Tale interpretazione, ripresa in
seguito da Grueber e in parte da Belloni19, mi pare renderc
pero nccessario un breve riesame delle poche fonti lettera-
rie dalle quali e nata la suggestione che campane fossero
suonate per annunciare non solo I'apertura e la chiusura
del mercato, ma anche quelle delle terme40.
Per quanto riguarda il mercato, i due passi individuati
sono entrambi ambientati nel mondo greco, ossia ad
Atene (Plut., Symp. IV, 4,2) e sull'isola di Iasus, in Caria
(Strab. XIV, 2, 21) ed hanno attinenza con lavenditadi
un prodotto ben spccifico e dalla rapida deteriorabilita,
qual e il pesce. Nel primo, dunque, Plutarco definisce
golosi o buongustai coloro che si alzano ogni volta che
il pesce e messo in vendita e che hanno un orecchio ben
fine, per sentire il KibSlov. Strabone riferisce invece un di-
vcrtente ancddoto, che ha per protagonista un citaredo,
al quale tutta la popolazione di Iasus presta ascolto, fino
a quando il Kcbowv non annuncia la vendita del pesce.
Allora tutti gli astanti, tranne chi e debole di udito, lo
abbandonano e se ne vanno al mercato del pesce'".
' Babelon 1886.11. p. 228.
v" Non c in realta chiaro a quale mcrcaio volesse riferirsi Babelon con lale
csprcssionc. I j Porui Triganitui, all'esterno della quale sorgeva la Columna
Minucia, si apriva nelle mura repubblicane. in prossimila del Forum Boarium.
ossia del mercalo destinaio alia vendita dei buoi (vedi Coarelli 1996).
" BMCRR I, pp. 135-136, noca 1; Belloni 1993, p. 76.
40 1 pochi passi sono citati e brevemenie commentaii da Morillot
1888. pp. 9-10; Esperandieu s. d., p. 342, noia 5 (vedi anche Baudot
1913. p. 7: Maieron 2001. p. 32).
41 La sioriella lermina con i ringraziamcnti del citaredo al solo spet-
tatorc rimasto -mentrc tutti gli altri, sentito il suono del K0>8wv, se ne
sono andati via-. 11 sordo chiede allora conferma che il Ktbotov abbia gia
suonato. Avutala, anch'cgli si alza e si allontana.
Nei due passi, dunque, il suono di un Kiboiov pare
awisare i compratori dell'arrivo del pesce fresco, e non
del momento di apertura del mercato (momenti proba-
bilmente coincidenti), e tanto meno della sua chiusura.
II termine K(j)5cov e normalmente tradotto nelle diverse
lingue con il vocabolo corrispettivo di "campana", fa-
cendo dunque prospettare l'utilizzo in questa situazione
di strumenti dotati di una certa potenza sonora, cos! da
poter essere uditi anche a distanza. Secondo H. Ihur-
ston, invece, K<i)5(flV potrebbe in realta fare riferimcnto
con maggiore precisione a un gong4-'. Un uso pubblico
di un disco metallico di questo tipo e ben attestato per il
mondo romano dal soggetto di un'emissione di quinari
di Domiziano dell'88 (fig. 8)41: un araldo, con veste
lunga fino al polpaccio e risvolto alia vita, copricapo a
punta ornato con due piume, incede verso un cippo,
tenendo nella destra protesa una mazza, con la quale
poter percuotere uno scudo rotondo, decorato da un
busto elmato di Minerva, cosi da richiamare l'attenzione
della popolazione dell'Urbe. Che il suo annuncio abbia
come oggetto lo svolgimento del Ludi saeculares indetti
dall'imperatore e reso perspicuo dall'iscrizione incisa
sul cippo: cos/xiiii/lvd/saec/fec44. Nello strumento a
percussione tenuto dal messo sarebbe dunque da ricono-
scere un discus''', citato da Cicerone proprio in relazione
con I'apertura di un edificio pubblico, ossia le terme:
«...gli uditori preferiscono ascoltare il suono del discus
piuttosto che le parole del maestro: appena lo sentono
suonare, anche se il soggetto trattato e il piu elevato, il
piu sublime, tutti abbandonano il filosofo e corrono ad
ungersi d'olio» (De orat. II, 21)41'.
° Thurston 1907, p. 419 osserva infatti come il ricorso dello
stcsso termine in contesti che descrivono la ronda notturna delle
sentinelle (Tuc. IV, 135; Arist., Aves, vv. 842ss.), rende incrcdibile
I'uso di vere e proprie campanclle «for a duty in which the avoidance
of accidental noise must often have been of the highest importance-
tin alternativa si potrebbe trattarc di cymbals). Questi e altri passi
relativi a sentinelle dotatc di K0)8d)v sono commentati da Morillot
1888, pp. 25-27; Pease 1904, p. 43 (vedi anche Baudot 1913, p. 7;
Maieron 2001, p. 30).
" RICH, pp. 167-168, nn. 116-116a.
44 Fra l'araldo e il cippo trova posto anche un alto candclabro. Sveto-
nio (Claud. 21,2) ha tramandato la solenne formula usata dal banditore.
con l'invito ad assistere a giochi che. per la loro teorica scadenza secolare.
-nee spectasset quisquam nec spectaturus esset-. Anche Augusto in oc-
casione dell'indizione dei Ludi Secolari del 17 a.C. aveva emesso denari
e aurei con la raffigurazionc dell'araldo. che lienc pero un caduceo nella
mano destra, mentrc lo scudo e decorato da una Stella a sei raggi (vedi
NCI, p. 66, nn. 339-340).
" Saglio 1892. p. 280. fig. 2467 riporta il discgno di un discus da
Pompei in bronzo «servant de cloche-, forato al ccntro pet ralloggiamen-
to di una barra o di un anello di sospensione e dotato di un battente,
anch'esso in bronzo, fissato con una catena di fcrro. Un altorilievo da
Metz r.ilfigura invece una figura femminile scminuda, che tiene con la
mano destra un discus, sospeso a un lungo nastro, mentrc con la sinistra
regge una soria di piccola clava, con la quale si appresta a suonarlo
(Esperandieu s.d., fig. 6993).
4(1 Sul segnale di apertura e chiusura delle terme dato «mediante una
specie di gong, che faceva ufficio di campanella-, vedi Paoli 1990, p.
196. Mcnochiara la tcstimonianzadi I-rontone (AdM. Caes., IV, 6):«...
mentre noi stavanio chiacchierando in questo modo [...]. suono il discus,
annunciando che mio padre si era diretto alle terme-. Sembra comunque
di capirc che il discus venga suonato in questa occasione aH'intetno del
palazzo imperiale. e non dell'edificio termale.
claudia perassi
Ancora a un cdificio termale fa riferimento un epi-
grammadi Marziale (XIV, 163), dal titolo Tintinnabulum:
«Restituisci la palla. / Suona I'aes thermarum. /Tu coniinui
a giocare? / Vuoi tornare a casa dopo un semplice bagno
ncWAcqua Virgo». A me pare che l'ambientazione del com-
ponimento poetico sia l'interno delle terme: Marziale si
rivolge a una persona che sta giocando a palla, awertendola
che, se persiste nel gioco, dovra rinfrescarsi non prendendo
un bagno caldo, ma con I'acqua fredda deWAcqua Virgo,
ossia dcll'acquedotto di Roma. L'esercizio del gioco della
palla da parte dei frequentatori delle terme e ben attestato
da un passo di Seneca (Ep. 56, 1-2), dedicate agli svantaggi
di abitare sopra a un bagno pubblico. Fra le molestie subite,
il filosofo cita proprio colui che non puo giocare a palla
se non grida e comincia a contare i colpi ad alta voce'17. In
questa interpretazione, dunque, il termine tintinnabulum
farebbe riferimento al suono di una campanella che deve
essere awertito da chi gia si trova aH'interno delle terme:
non dovendo awisare la popolazione esterna, possiamo
immaginarla come una campana di piccole dimensioni,
adatta ad essere percepita in un ambiente chiuso48.
Escludo pertanto ogni collcgamento con mercati e con
terme per quanto riguarda le campane agganciate alia Co-
lumn// Minucia. Per cercare di meglio definire la funzione
di tali segnalatori sonori, vi e pero un lungo passo di Plinio
(Nat. Hist. XXXVI, 91-93), che puo essere utilmente
messo in relazione con l'immagine monetale, come gia pro-
pose nel 1939 Carlo Albizzati4''. Si tratta della descrizione
del monumento funebrc eretto per il re Porsenna presso
Chiusi, alia fine del VI secolo a.C, che lo storico asserisce
di riprendere da Varrone5". Dalle parole di Varrone/Plinio
emerge dunque un monumento complesso51, dalle pro-
*" Vedi Paoli 1990, p. 197.
*" Morii.iot 1888, pp. 8-9, dopo aver affermato che -chcz les Grccs
ei les Romanics, e'est par le «on d un tintinnabulum que I'ouverture
des bains etait annonccc-, ciia il rinvenimenio nel 1548 nelle Terme
di Diocleziano di una campanella in bronzo, prowista dell'iscrizione
Firm i balneatoris con riferimento, dunque, a un proprierario di ba-
gni pubblici (vedi anche Pease 1904, p. 35, sccondo il quale I'oggeno
sarebbe appartenuio alia collezione privata di Fulvio Orsini). Anche rale
notizia mi pare confermare l'ucilizzo dei tintinnabula aH'intcrno degli
stabilimenti balneari, per awenire coloro gia vi si uovavano.
* II confronto e riportato da Momigliano 1939, p. 377, noia 55 ed
e in seguiro ripreso da Becatti 1960, p. 36; RRC I, p. 273; La Rocca
1990, p. 316. Secondo Belloni 1993, p. 77, introdurrebbe invece
"allusioni complicate*.
^ La -complicata "macchina" architertonica. assurda e senza confronti
nel mondo classico- (Mansuelli 1976, p. 621) era ormai scomparsa ai
tempi di Plinio c probabilmenie gia dello stesso Varrone (vedi Capde-
viixe 1993, pp. 55-56). Plinio afrerma di basare la propria descrizione
anche sulla tcstimonianza difabulae F.truscae, nelle quali secondo Sordi
1990, p. 235; Sordi, Casteliani 1990, p. 93 sarebbcro da rawisare le
Htstortae Tusau, altrove utilizzate e citate dallo stesso Varrone, compostc
fra il 207 c 1*88 a.C. e tradotte in latino nel I secolo a.C.
51 II scpolcro, del quale si e anche negata la reale esistenza (vedi
da ultimo Capdeville 1993), c stato oggetto fin dal Rinascimento di
tentativi ricosiruttivi, piu o mcno fantasiosi (vedi, p. es., Fergusson
1885, tav. LX; Sordi, Castellani 1990, fig. 1; sull'inutilitadi taliespe-
rimenti, Mansuelli 1976, p. 625; per un elenco completo degli studi,
Capdeville 1993, pp. 54-55). Non sono mancatc neppure opcrazioni
di riconoscimento della tomba di Porsenna in superstiti ipogci ctruschi,
con una preferenza per quello di Poggio Gaiella (vedi Mansuelli 1976,
p. 623; CATDtviiui 1993. p. 55). L'ultimo tentativo su entrambi i fronii
e rappresentato da Gaugler 2002, che non mi c stato possibile consultare
a causa della sua difficile rcpcribilita (c pero pesantemente stigmatizzato
per l'assoluta -absence of critical methodology, da Warden 2003).
porzioni enormP2, una sorta di labirinto inestricabile, con
una struttura quadrangolare di base in blocchi di pietra,
sopra alia quale si innalzavano ben tre ordini di piramidi
altissime, separati da piattaformc. Ix cinque piramidi della
prima serie erano a loro volta ricoperte da una sorta di
baldacchino ricurvo5', al quale stavano appese delle cam-
panelle rette da catene, che, agitate dal vento, diffondevano
il loro suono a grande distanza («ex quo pendeant exapta
catenis tintinnabula, quae vento agitata longe sonitus
referant»), come un tempo aweniva a Dodona, specifica
Plinio. Quest'ultimo riferimento topografico chiama in
causa il famoso santuario oracolare di Zeus localizzato nella
citta epirota (vedi oltre), assai rinomato nel tardo arcaismo,
ma ormai decaduto ai tempi di Plinio54.
Come si vede, vi sono notevoli somiglianze fra le
campane della Columna Minucia e i tintinnabula del
sepolcro reale etrusco: sono infatti entrambi sospesi
tramite catene ad un elemento portante della costruzione
(baldacchino o piattaforma), posto ad una cerra altezza
dal suolo. Plinio non fornisce nessuna spiegazione circa
la funzione delle campane agganciate al mausoleo di
Porsenna". Al significato di tali strumenti sonori sospesi
a strutture architettonichc dedico la propria attenzione,
invece, Arthur Bernard Cook nel 1902, partendo dalla
ricca documentazione letteraria rclativa al AcoSiofaiov
XaXKetov, ossia al congegno risonanie che, nel santua-
rio di Zeus a Dodona - menzionato anche nel passo di
Plinio, come abbiamo appena notato tintinnava in
modo cosi incessante da divenire metafora del parlare
logorroico51'. Nella ricostruzione proposta dallo studioso,
basata su una minuziosa lettura dei passi degli scoliasti
c dei lessicografi, il gong attivo a Dodona sarebbe stato
inizialmente costituito da una fila di «rcsonant tripods»,
52 L'altczza indicata da Plinio equivalea m 180, la larghezza a m 90.
Per un ridimensionamento di tutte le misure tramandate dallo storico,
basato -sulla resa in piedi romani di una sconosciuta misura etrusca, che
i traduttori delle Historia Tuscae (...) indicavano con p. », vedi Sordi,
Castellani 1990, p. 93 (vedi anche Sordi 1990, pp. 236-237). Tale
misura corrispondcrebbe pertanto non al picde (= m 0.296), ma al palmo
o al pollice, equivalenti rispeuivamentc a 1/4 e a 1/16 del piede, con
una preferenza per il primo (= m 45x22,5), in quanto una misura in
pollici darebbe luogo a un monumento -di dimensioni troppo meschine-
(Sordi, Castellani 1967, p. 93), ossia m 12x6.
" L'csprcssionc usata da Plinio per descrivere questa parte del mo-
numento "Orbis aeneus et petasus unus», ha daio luogo a interpretazioni
differenti, che vedono nella copertura «un disco c un petaso» (Buonamici
1939. p. 375); -un disco di bronzo c un unico baldacchino ricurvo- (Mu-
gellesi 1988; vedi anche Corso 1988, p. 649, nota 92, 1); -un cappcllo
circolarc dalla forma leggermente concoidc- (Mansuelli 1976, pp. 624-
625); -un disco di bronzo e una cupola* (Sordi, Castellani 1990, p.
92). Incerto e anche il tipo di matcriale che costituiva il baldacchino, se
cioe si trattasse di una struuura inieramcnie in meiallo o se fosse invece
solo un rivestimcnto mctallico applicato sopra alia pietra (Mansuelli
1976, pp. 624-625; Sordi, Castellani 1990. pp. 96-97).
s* Vedi Corso 1988. p. 649, nota 92, 1.
" A corollario del confronto tipologico fra i due monumenti, si
puo osservare come da qualcuno sia stata avanzata anche una interpre-
tazione della Columna Minucia non come architettura commcmorativa
pubblica, ma quale sema funerario privato* (I.a Rocca 1990, p. 316;
vedi anche Lyngby 1963, pp. 56-57, che richiama il passo di Festo. p.
109 Lyndsay, circa l'csistcnza di un sactllum Minucii in prossimita della
Porta Minucia).
Cook 1902. Sccondo Strabone (VII. frgm. 3), il suono prodotto
perdurava piu del tempo necessario per contare fino a quattrocento (vedi
Cook 1902, p. 12).
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USO PUBBUCO Dl CAMPANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBI.1CANA
disposti attorno alia sede oracolare «so closely together
that, if one were knocked, the vibration would go
echoing on round the whole serie-57. In seguito, forse
nel corso del IV secolo a.C, il congegno sarebbe stato
sostituito da una piu complessa macchina sonora, com-
posta da un lebete in bronzo e da una statua, anch'essa
bronzea, rappresentante un giovane che stringeva in
mano una frusta, «whose lashes, when swayed by the
wind, struck the caldron and produced a reverberant
sound"™. Sia il lebete sia il mastigophoros erano collocati
sopra ad un'alta colonna.
Cook pone l'accento sulla funzione di potentissimo
'aTfOTpoTratov del gong di Dodona. II suo scopo era in-
fatti quello di allontanare con il proprio suono continuo
tutti gli influssi maligni dal recinto sacro5'1, in virtu dclla
capacita profilattica e apotropaica della percussione di
oggetti metallici, che le fond antiche attestano utilizzata
nel caso di eclissi lunari, di funerali, di particolari riti
misterici e non6". Per il mondo romano e sufficiente
richiamare la festa dei Lemuria, durante la quale il pa-
terfamilias, per purificare la casa e scacciarne i fantasmi,
percuoteva dei piatti di bronzo pronunciando per nove
volte la formula: «Manes exite paterni» (Ov., Fast. V,
441-443)61. Piu modestamente una lucerna in bronzo a
semivolute da Pompei (I d.C; fig. 9), attribuisce la stessa
funzione purificatrice a una serie di campanelle1'2. Essa e
infatti collegata mediante sottili catene a una statuetta
di pigmco dal fallo smisurato, dal quale pendono tre
tintinnabula e un amuleto falliforme. Due campanelli
sono a loro volta agganciati alia testa della statuina, che
ne sorrcgge un terzo nelle mani. L'oggetto riunisce cosi
il magico potere dei tintinnabula nell'allontanare il ma-
locchio al simbolo per eccellenza della fecondita63.
Alia luce di queste osservazioni, ritengo che anche al
suono delle campane agganciate alia Columna Minucia
si possa dunque assegnare una funzione apotropaica,
connessa alia purificazione dello spazio circostante''4, piu
che una mansione di tipo pratico. L'altezza alia quale esse
sono appese implica che la loro capacita sonora doveva
essere attivata dal passaggio del vento, come aweniva
itCook 1902, P. 7.
* Cook 1902, p. 9; per un disegno ricostruttivo, vedi p. 12.
v* Cook 1902. pp. 20-25: la natura mantica del suono del gong,
aticsiaia da alcune fonii, rappresenterebbe uno sviluppo succcssivo della
sua iniziale funzione profilattica o apotropaica.
60 Sulla funzione profilattica del suono del bronzo, vedi, oltre a
Cook 1902, p. 25; Morillot 1888. pp. 47-62; Pease 1904, pp. 35;
Esperandieu s. d., p. 343; Galliazzo 1979, p. 156.
" Gli oggetti percossi sono definiti -Temesaeaque aera» {fast. V, 441),
probabilmcntc dal nomc dclla citta bruzia di Temesa. famosa per le sue
minierc (vedi Cook 1902. pp. 19-20).
" Vedi Homo fabrr 1999, pp. 268-269. n. 350 (la lucerna e stata
rinvenuta nclla regio IX, 11,2, sul bancone del tcrmopolio).
" Per I'associazione di campanelle a oggetti itifallici, vedi Pease
1904, p. 50; Galliazzo 1979, p. 156. Una funzione apotropaica era
demandata anche ai campanacci appesi al collo degli animali (vedi Mo-
rillot 1888, pp. 12-17; Pease 1904, pp. 36-37; Esperandieu s. d., pp.
342-343; Galliazzo 1979, p. 156) e alle campanelle inserite in oggetti
di uso personale, come i gioielli e le vesti (Morillot 1888, pp. 18-25;
Esperandieu s. d., p. 342; Galliazzo 1979, p. 156).
* Secondo La Rocca 1990, p. 316, che richiama anch'egli a talc
proposito i tintinnabula della tomba di Porsenna, esse agirebbero -contro
la cattiva sorte».
anche per il Atootovatoi' xaXiceioi' e per il monumcnto
funebre di Porsenna a Chiusi. D'altra parte, come osserva
Cook, la posizione innalzata del gong a Dodona, elevato
sopra a due colonne, e dei tintinnabula nella tomba
reale etrusca, in relazione al baldacchino che ricopre le
cinque piramidi della prima serie, segnala una sorta di
separazione di tali strumenti acustici dal mondo profano,
sospendendo il loro tintinnare fra il cielo e la terra65.
Secondo Galliazzo, infine, sono proprio le campane dalla
forma "a cupola" piu o meno incurvata, come sono anche
quelle raffigurate sui denari di C. Minucius Augurinus,
ad essere utilizzate in eta romana in ambito religioso c
magico, forse per un richiamo della loro configurazione
alia volta del mondo"'.
Non molto diversa dovette essere la finalita dei
tintinnabula fatti sospendere da Augusto al tempio di
Iuppiter Tonans, poco sopra richiamati. Nell'intenzione
delprinceps, quale appare dal racconto riferito dalle fonti
letterarie, essi sembrano dover svolgere una funzione del
tutto pratica, assimilata, secondo la versione di Sveto-
nio, a quella dei campanelli che pendevano dalla porta
delle abitazioni come conseguenza della definizione
del dio quale ianitor di Giove Capitolino'' ; secondo il
racconto di Dione, invece, a quella del Ktb8u)V utilizzato
dalle sentinelle notturne, come risultato dell'ufficio di
TTpO(J)u\af; assegnato al Tonante. Morillot, penso con
ragione, mettendo in risalto le incongruenze fra la ver-
sione di Svetonio e quella di Dione''8, ritiene che i due
storici non conoscessero in effetti il vero motivo della
sospensione delle campane alledificio sacro. Tale gesto
sarebbe stato originato invece da «une idee religieuse
ou superstitieuse»'''', connessa alia capacita purificatrice
del suono dei metalli. Con maggior precisionc, Pierre
Gros, sottolineando anch'egli come I'aneddoto dimostri
l'incapacita dei due storici a comprendere ormai l'esatta
eziologia della presenza delle campane, richiama il valore
apotropaico di protezione contro la folgore attribuito
ai tintinnabula1", che ben si addiceva ad un tempio nel
quale Giove era venerato con l'epiteto di Tonans.
Un'ultima questione riguarda la grandezza delle
campane raffigurate sui denari di C. Minucius Auguri-
nus. II netto risalto nell'immagine monetale di questo
particolare e il rapporto fra la dimensione del corpo
delle campane e quella della colonna sembrano indicarc
la sospensione al monumento di strumenti sonori di
notevole ampiezza: il diametro massimo delle prime cor-
risponde, infatti, a meca circa della larghezza del fusto
della seconda, nella zona sottostante il capitello. Come e
" Vedi Cook 1902, pp. 27-28.
66 Vedi Galliazzo 1979. pp. 158-159: si tratta del gruppo A della
scansione tipologica proposta.
67 Sull'uso di campanelle in relazione all'ingresso delle case, vedi
Morillot 1888, pp. 7-9; piu dubitativo Pease 1904. pp. 32-34, contra
Esperandieu s. d., pp. 341-342.
*■* Oltre allc diverse mansioni anSdate a Iuppiter Tonans nei confronti
di luppitrr Opiimu< Maximui, appena indicate, lo storico latino fa porrc
i tintinnabula sul frontone del tempio, mentre secondo lo storico grcco
il Ktooiov sarebbe stato appeso alia statua di culto del dio.
"Morillot 1888, p. 58.
"Gros 1996, p. 159.
29
CLAUDIA PERASS!
ben noto, non sono pcro pcrvcnutc dal mondo romano
campane di grande formato \ ma soltanto campanelle
di qualche centimetro di altezza72. Le dimension! mas-
sime dei tintinnabula di eta romana sono, dunque, di
poco supcriori ai dicci centimetri, come e il caso di due
campanacci per animali domestici in bronzo da Pompei,
alti rispettivamente cm 10,7 e 11,2 (fig. 10)73. Rientra
in talc tipologia anchc un famoso esemplare in bronzo
rinvenuto a Tarragona nell'aprile del 1894, databile tra
la seconda meta del II sccolo e gli inizi del III d.C. ':
sebbene sia stato piu volte descritto in bibliografia come
dotato di una circonferenza di ben 45 cm, rapportata
a un altezza di soli 127\ esso e invece un normalc
campanello largo cm 14,2 ed alto cm 11,7 (fig. 11) ■
Un unicum e invece la lunga iscrizione disposta su tre
righe lungo la base del suo corpo, chc definisce 1'oggetto
come un cacabulus utilizzato nel corso di cerimonie
religiose77* da taluni connesse con il culto imperiale7*.
~x «Toui le mondc admel commc un fait incontestable que les
clochcttes oni precede les cloches; ces derniercs sont unc creation du
christianismc. tandis que 1'humble clochette etait connue du mondc
juif et paicn- (Baudot 1913. p. 5).
' l.a bibliografia sullc campane e il loro uso nel mondo greco e
romano e piuitosio datata: fondamentalc rimanc infatti ancora oggi
Morillot 1888, con discussione di fonti letterarie e archeologiche.
La lunga recensione a tale lavoro di Phase 1904 apporta nuovi de-
menti in entrambi i cipi di documentazione, approfondendo alcune
temaiiche. Al testo di Morillot attinge ampiamente anche la voce
Tintinnabulum (Kio&wi') del Dktionnaire des antiquites grecques et
romaines (Esperandieu s.d.). Galliazzo 1979, pp. 156-158, sulla
base di un consistente inventario di pczzi contcstualizzati, tenia una
prima suddivisione tipologica dei campanelli di eta romana imperiale,
menire Maieron 2001 non reca sostanziali novita al quadro delineato
Ira la fine dcN'Ottoccnto c gli inizi del Novecento. Sulle dimensioni
delle campane nel mondo romano, vedi dunque Morillot 1888, p.
5. taw. IV.V.VI.
n Hornofaber, p. 148, nn. 143-144 (diam. cm 6,2 e 6,5). Vedi anche
p. 269, n. 351: campanello in bronzo con prcsa sagomata e corpo a
cupola; alt. cm 5,5; diam. cm 4,1.
74 Vedi Hubner 1894. II rinvenimento avvenne nel corso di scavi
condotti nclle vicinanze di Plaza del Progreso (od. Plaza Corsini).
incerto se al momento della scoperta la campana fosse dotata o meno
del battaglio, poichc Ic fonti piu antiche sono discordanti su questo
punto: sccondo Hubner 1894, p. 39 la campanilla nc era priva, mcntre
la descrizione riporiaia in Eph. Epigr., p. 447 la indim ~tum phtillofcrreu
fortasse aetate recentiore adiecto*.
75 Hubner 1894, p. 39; Eph. Epigr. p. 447; Esperandieu s. d., p.
343; Pease 1904, p. 54; £tienne 1958, p. 173, nota 4; Galliazzo
1979, p. 156; Maieron 2001, p. 31.
"'' Devo la precisazione delle esatte dimensioni della campana, con-
servata prcsso il Museu National Arqucologic de Tarragona (MNAT
2863) alia cortesia di Josep Anton Rcmola Vallverdu, Conservador de
Documentacio, Collcccions i Reccrca, chc ringrazio anchc per avermi
inviato una fotografia digitale deH'oggetto, concedendomi il diritto alia
sua riproduzione. Alfoldy 1975,1, pp. 200-201 aveva indicato soltanto
1'altezza della campana (12 cm), illustrandola in ben tre figure in scala
1:1 (taw. cxlii, 1-2; cxliii, 2).
11 [ermine cacabulus e una forma diminutiva di cacabus, chc
significa recipiente per cuoccre il cibo, marmitta, generalmente in
terracotta, ma anche in stagno c bronzo (vedi Saglio s.d.). II suo uso
nel significato di campana, non altrimcnti attcstato, si giustifica forse
con un richiamo alia forma a cupola dcll'cscmplarc tarraconesc. L'intera
scritta, variamente ricostruita dagli epigrafisti, e indicata da Alfoldy
1975,1, p. 201 come: DEPICacabulus salvis Augustis vtrnaculus nuniius
iuniorIs(a)eculum bonum s(enatui) p(opulo)qfue) Rfomano) et populo
Romano (sic), felix Tarraco. £ dunque la campana stessa a parlare: dopo
l'acronimo iniziale, da intendere come De p(ublico), o Dep(recator), il
cacabulus si definisce il piu giovane mcssaggero indigeno della salute
dell'Augusto (o sotto Augusti fortunati). un mcssaggero che augura
Fra i numerosissimi esemplari di minima grandezza, si
puo citare invece una bclla campanella, ritrovata nel
North Essex (fig. 12a), per la quale si propone un uso
pertinente a finimenti per cavallo e una datazione fra
il 43 e il 100 ca. d.C.79. In lega di ramc c oggi priva di
battaglio, prescnia sci piccoli fori triangolari incisi sul
corpo conico. L'oggetto e alto cm 2,99 compresa Tim-
pugnatura (cm 1,03), ha un diametro di cm 2,55 e un
peso di gr 10,44. Da una sepoltura a incinerazione della
necropoli romana deH'Universita Cattolica di Milano,
databile fra III-IV (?) sccolo d.C, proviene invece un
campanellino a cupola, privo anch'esso di battaglio,
dotato di una impugnatura a piccolo arco forato, nella
quale e inserito un filo di bronzo a forma di anello, per
una piu facile presa del piccolo oggetto. La sua altezza
e infatti di soli cm 1,8, con una larghezza alia base di
2,7 (fig. 12b)80.
In considcrazionc di questa lacuna nella documen-
tazione a noi giunta e della non perfena resa propor-
zionale di tutti gli elementi della scena raffigurata
sui denari di C. Minucius Augurinus, attestant dalla
statura dei due personaggi in piedi, che raggiunge
quella dell'intera colonna, cosi come dall'altezza delle
spighc, corrispondente a quella di meta del fusto della
stessa, resto in dubbio se l'effettiva dimensione dei se-
gnalatori acustici della Columna Minucia abbia subito
una soprawalutazione grafica nella rappresentazione
monetale. La possibility che campane di non piccole
dimensioni e di un certo peso, agganciate a una strut-
tura architettonica, possano anch'esse venire smosse
dal passaggio del vento e documentata, pero, ancor
oggi in Cina dalla "Pagoda delle Sei Armonie", innal-
zata a Hangzhou (Zhejiang) lungo il corso del fiumc
Qiantang (fig. 13). La costruzione originale risale al
terzoanno del regno Kaibao (970 d.C.) della Dinastia
Song Settentrionale. Distrutta completamente da un
incendio nel 1121, fu ricostruita nel 1153. Subi poi
rimaneggiamenti nel XVI, XVIII e XIX secolo, ma solo
all'esterno. Si presenta attualmente come un cdificio a
pianta ottogonale, alto 60 m, costituito da una parte
interna in mattoni. a sette piani, e da una esterna in
legno, a tredici. Sospese ad ogni angolo dei tredici tetti
ottogonali, sono centoquattro campane di ferro, che
suonano al minimo soffiarc del vento (fig. 14).
tempi propizi al Senaio e al Popolo Romano e al I'opolo (Romano?
Tarraconcnsc?) e a Tarraco di vivere felicc (altre proposte di lenuta in
Hubnfr 1894; EsnfiSANDIBU s. d., p. 343; bTlBNNB 1958, pp. 173-
174). La forma Salvis Augustis indica forsc il regno congiunto di due
Augusti (Marco Aurelio e Lucio Vero. Marco Aurelio e Commodo.
Sctlimio Scvero c i due figli).
7HCosi Hubner 1894, p. 41; Esperandieu s. d., p. 343; Pease 1904,
p. 54; £tienne 1958, p. 174. Pcnsa invece allc cclcbrazioni del Nuovo
Anno Alfoldy 1975. p. 201.
'' Numerosi e acttntamcnte documenod sono i ritrovamemi di
campane/campanclli dal [erritorio inglese. che confluiscono nel Porta-
ble Antiquities Scheme's Finds Database (vedi www.finds.org.uk). Per la
camp..nella cl.il North 1 vsex. vedi KSS-954081 (il battagliodoveva csscrc
in ferto, per la presenza di iracce di ossidazionc ferrosa in rela/ione alia
sommita interna del corpo della campana; sulla struttura dei battagli di
eta romana, vedi Galliazzo 1979, p. 158).
"Vedi Airoldi 1995/96, p. 240 (n. inv. 5196/1; tomba 5197).
30
claudia pf.rassi
Appendice
/ Glockentaler di Augustus der Jiingere
di Braunschweig-Liineburg
I Glockentaler"', cosi denominati dai tipi del R/
incentrati tutti sulla raffigurazione di una campana,
furono emessi nel 1643 da Augustus der Jiingere di
Braunschweig-Liineburg82, principe di Braunschweig-
Wolfenbiittel (lOaprile 1576-17settembre 1666) (figg.
15, 16). Settimo e ultimo figlio di Henricus Julius, per
la propria posizione terminale nella linea dinastica, si
dedico nella giovinezza ai viaggi c agli studi81. Nel 1635,
in seguito alia morte senza eredi del cugino Friedrich
Ullrich, awenuta l'anno precedente e a conclusione di
una complessa trattativa familiare, nella quale inter-
venne anche l'imperatore Ferdinando II, venne infine
designato principe di Wolfenbuttel (nell'odierno Land
di Niedcrsachscn, in Bassa Sassonia). Le vicende della
"Guerra dei Trent'anni" (1618-1648)81 impedirono pero
il suo effettivo insediamento nella capitale del regno
per ben otto anni, fino al ritiro delle truppe imperiali
dalla citta.
II solenne ingresso di Augustus der Jiingere a Wol-
fenbiittel il 14 settembre del 1643, accompagnato dalla
moglie Elisabeth Sophie von Mecklenburg-Gustrow e
81 Come ben nolo, il lallero e un nominale d'argento, cmcsso
da numerosi Mali europei per quasi quattro secoli. IL termine dcriva
dall'abbreviazione di Joachimsthaler Guldengroschen, nome daio a
monete coniale fra il 1518 c il 1528 a Joachimsthal (od. Jachymov,
nella Boemia nord-occidentale) con la raffigurazione di san Gioac-
chino. del peso di gr 27,2, il cui valorc corrispondeva a quello di un
Goldgulden, ossia 60 kreuzer. Dal 1566 al 1750 il tallcro costitui, con
il nomedi Reichstaler, la moneta ufficiale del Sacro Romano Impero.
inizialmcme batiura con un fino pari all'889%o, un peso di gr 29,2
e un corso di 68 kreuzer. Con allcrnc vicende ponderali c qualchc
lieve diminuzione del riiolo, I'emissione del lallero si protrasse fino
al 1871. In quell'anno nella Germania unificata venne infani sospesa
la coniazionc di monctc d'argento, con rimroduzionc di un sistcma
monomeiallico in oro. II 1° ottobre 1907 il lallero venne infine
demonetizzato (vedi Dictionnaire de numismatique. s. w. Reichstaler.
Ihaler, pp. 495, 574).
~": II ducaio di Braunschweig-Liineburg si formo alia fine del XII
secolo, dalla spartizione dei terrirori posti nella Bassa Sassonia appartenuii
a Enrico il Leone. Nel 1267 venne frazionato in due stati, riparriri fra la
linea dei duchi di Liincburg c quclla dei duchi di Wolfcnbiiticl. Oltrc
a questi. si crearono in seguiio aliri rami collaterals alcuni solo dina-
stici, fra i quali emerge quello dei Calenberg/Hanover, il cui esponente
Giorgio Luigi, pronipore di Giacomo I Stuart, divenne nel 1714 re di
Gran Bretagna e Irlanda.
v Visito Thalia, la Francia. l'Olanda c l'lnghilterra, conducendo i
propri studi a Rostock, Tubingen e Strasburgo. Uomo dai molteplici
inreressi culrurali, fu aurore, sorto lo pseudonimo di Gusravus Selenus,
del primo manualc sul gioco degli scacchi in lingua tcdesca (Das Scbach-
oder Konigsspiel, 1616) c di un trattato di criptografia (Cryptomenytices
el Cryptograpbiae libri IX, 1624). A lui si deve anche la fondazionc a
Wolfenbuttel della Bibliotheca Augusta, che al momento della sua mor-
te rapprcscntava una delle piu celebri collezioni principesche di libri,
ricca di circa 35.000 volumi con 135.000 titoli (vedi Gr6ssel 1984;
Caspar 1993).
M Si tratta del cosiddctto periodo franccsc (1636-1648) del lungo
conflitto, che vide I'allargamcnto dei pacsi belligeranti con il coinvolgi-
mento della Francia di Richelieu, alleata della Svezia, dell'Olanda e di
alcuni principati italiani. Le ripetute sconfitte subite dagli Spagnoli c
dalle truppe imperiali di Ferdinando III, portarono alia conclusione della
"Guerra dei Trent'Anni", con la firma della pace di Vcstfalia nel 1648.
da un vasto seguito, fu allietato dai suono di tutte le
campanedelduomo cittadino. II ricordodi talefestantc
scampanio fu affidato alia coniazione dei Glockentaler.
Al gioioso concerto di campane dedico un breve com-
ponimento poetico dai titolo Langgewiinschter jrdlicher
Glocken-Klanganche Johann Valentin Andreae85, con il
quale Augustus der Jiingere intrattenne rapporti episto-
lari per molti anni. Pur non esprcssamente nominandoli,
la poesia rappresenta una descrizione letteraria dei diversi
tipi monetali raffigurati sui Glockentaler, consentendone
una migliore comprensione dei complessi contcnuti
iconografici ed epigrafici. Propongo pertanto la tradu-
zione in italiano del cesto poetico, curata da Stefanie
Vogler86.
Allegro suono delle campane
lungamente desiderato
Una campana tirata per molto tempo
senza battaglio non produce nessun suono.
II rintocco effettuato senza battaglio
non vale la fatica.
Anche il battaglio senza campana
giace inutilmente sul ceppo.
Quando il battaglio viene appeso,
allora la campana risuona forte.
Le parole ed i fatti insieme al prosperare
possono rallegrare cielo e terra.
Ora che la campana risuona con il battaglio,
sono beati Dio e gli angeli.
Rcnde contenti il padrone ed il servo,
impone clemenza e diritto.
Ne sono contenti il paese e la gente.
Egli c lodato vicino e lontano.
Ad Augusto e Sofia onorc,
sempre piu onore in questo mondo.
Din don, din don, din don, din don.
Sia lodato c ringraziato Iddio.
La serie del Glockentaler comprende dunque sei
talleri87, che si differenziano per il tipo del R/, oltre
a mezzi talleri e a quarti di tallero8". Tutti coniati nel
1643 nellc zecche di Zellcrfeld e di Goslar (od. Land di
Niedersachsen)89, sono accomunati da alcuni elementi
15 Teologo luterano tedesco (1586-1654), a cui e attribuita la
composizione del Cbymiscbe Hochzeit Christiani Rosencreutz anno 1459
(1616), una delle opere fondanti della confratemita di carattere esoterico
dei Rosacrociani.
Ringrazio vivamente la prof. Stefanie Vogler dell'Universita Bicocca
di iMilano, per la preziosa collaborazionc. 11 testo in tedesco c pubblicato
da Grossei. 1984, p. 155.
La collocazione dei diversi talleri entro qucsta numcrazionc da uno
a sci dipende unicamente dallo stadio di vita delta campana rafBgurata
sul R/ (vedi oltre).
w La serie aniro ben presio I'attenzionc degli studiosi. l.a bibliografia
relativaal XVII eXVUI sccoloe riporrata da Grossel 1984, p. 154, che
rappresenta la piu recenteedettagliataanalisidei Glockentaler (vedi anche
Dictionnaire de numistnatique, s. v.. p. 252; Caspar 1993).
89 Entrambe ubicare nello Harz, furono attivc la prima dai 1634 al
1788, la seconda dall'XI secolo al 1763/64. Per la coniazione dei Gloc-
kentaler venne utilizzato I'argento delle miniere dello Harz (vedi Gros-
sel 1984, p. 154); solo per l'ultimo tallero e stato ipotizzato il ricorso
a chymischen Silber, conseguente all'interesse per il mondo esoterico e
alchemico di Augustus der Jiingere (vedi Grossel 1984, p. 156).
32
USO PUBBLICO Dl CAMPANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBLICANA
iconografici cd cpigrafici, innanzitutto dal tipo del D/,
che raffigura Augustus der Jungere in armi (fig. 17a)'"1.
Solo il sesco tallero rappresenta invece lo scemma dei
Brauschweig-Liineburg (fig. 17b). Lungo il bordo
corrc costantcmcntc la scritta: Augustus hertzog zu
brauns[chweig] und lu[neburg].
Anche la legenda del R/ si ripete uguale sui primi
cinque talleri, riportando il motto di Augustus der
Jungere: alles mit bedacht (= Tutto con riflessione),
e l'anno di emissione, preceduto o mcno dall'indicazio-
ne anno, scritta per esteso, o variamente abbreviata'".
Prima o dopo la notazione cronologica, possono trovare
posto anche le lettere h. s., iniziali dell'incisore Hein-
rich Schulter, con I'eventuale stemma di questi, ossia
due chiavi incrociatc. Se ne differenzia nuovamente il
scsto tallero, perche reca la scritta tandem patientia
victrix.
Eine Glocke langgezogen I
ohne Schwengelgibt kein Thon (vv. 1-2)
I primi due talleri (fig. 18), che richiamano con esattczza
con il tipo del R/ i vcrsi iniziali del componimento di
Andreae, si distinguono fra loro unicamente per la scritta
posta in basso ncl campo monctalc92.
DI augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu:. Augustus der
Jiingcre quasi a figura intera, rivolto a s., con I'armatura, ma
a capo scopcrto. Ticne I'elmo nella sinistra, lo scettro nella
dcstra.
R7 alles * mit " bedacht * anno 1643. Campana priva di
bauaglio, sospesa al ceppo, dal quale pende una corda. Sul
corpo della campana, la scritta tsceb o tsgeb o gloria. Nel
campo,' sic * nisi * o * uti " sic " nisi *93.
La campana si presenta, dunque, gia sospesa al proprio
ceppo, dal quale pende la corda che ne permettera il
suono, ma ancora priva di battaglio: dunque, per ora,
muta. A tale impossibility di rintocco, si riferiscono lc
scritte collocate sotto alio strumento sonoro: sic nisi e
uti sic nisi.
Piii complessa e l'interpretazione dell'acronimo inciso
sul corpo della campana, che in alcuni conii appare
come tsceb, in altri come tsgeb. Emil Grossel riporta
le seguenti integrazioni: Tandem Sortientur Consilia
Exitum Bonum; Tandem Significant Campana Even-
turn Bonum (o Exitum Brunsvicensem), per la prima
sigla; Tandem Sequetur Gloriam Eventus Bonus; Tandem
Sequetur Gloriosus Exitus Brunsvicensis; Tandem Signifi-
cabit (Sonabit) Gloriosum Exitum Brunsvicensem, per la
90 Sui quarti di tallero il duca e abbigliato con un manto dalla ricca
bordura.
'" Ricorrono le abbreviazioni ano c ao.
" Vcdi Grossel 1984, pp. 155-156.
w La campana raffigurata sui talleri con " sic ' nisi " e iscritta presso-
che costantemente con I'acronimo tsceb/tsgeb, poichc la parola gloria
c documcntata da un unico conio (vedi Grossel 1984, p. 156). I talleri
con * uti " sic ' nisi ' utilizzano invece in misura uguale le trc scritte:
per qucsto vengono talora suddivisi in due gruppi distinti (il secondo
tallero con tsceb/tsgeb. il terzo con gloria), dando cosi originc a una
serie formata da scttc talleri (vedi Grossel 1984, p. 156).
seconda'4. Tuttc lc diverse proposte richiamano comun-
quc la questione della forzata dilazione dell'ingresso di
Augustus der Jungere a Wolfenbiittel, risolta la quale
potra awenire la sua gloriosa partenza da Braunschweig.
La scritta gloria e da interpretare come riferita alia
stessa vicenda.
Auch der Schwengel ohne dock I
liegt vergebens auf dem Block (vv. 5-6)
Anche il R/ del terzo tallero (fig. 19) trova una puntuale
descrizione nella poesia di Andreae, poichc raffigura un
battaglio, appoggiato contro un blocco quadrangolare.
D/ * augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu:. Augustus der
Jungere quasi a figura intera, rivolto a s., con I'armatura, ma
a capo scoperto. Ticne I'elmo nella sinistra, lo scettro nella
destra.
R/ * alles * mit * bedacht * 1643. Battaglio sul quale c
la scritta 13 k. maji, posato contro un blocco (di legno? di
metallo?), inscritto con ap. 13.v.10.in. F. Nel campo, in basso
sed? o hic. sed.
II senso della raffigurazione e dato dalla iscrizio-
ne incisa sul blocco, contro il quale e appoggiato il
battaglio. La notazione Ap[ocalypseos] 13v(ersus] 10
in F[ine] richiama, infatti, le parole finali del decimo
versetto del tredicesimo capitolo dell'Apocalisse: Hic
est patientia et fides sanctorum. Ad essa si deve colle-
gare la scritta che compare invece sul battaglio, 13
k[alendas] maji, corrispondente alia data del calen-
dario giuliano del 19 aprile (1643). Tale indicazione
cronologica corrisponde a quella del conseguimento
dell'evacuazione della fortezza di Wolfenbiittel, ot-
tenuta grazie all'intervento dell'arciduca Leopold
Wilhelm e del principe elettore Friedrich Wilhelm
von Brandenburg'1''. La presenza della congiunzione
sed; o della scritta leggcrmente piii estesa hic. sed'"',
completa il senso della parte epigrafica del R/, per la
quale Grossel propone due possibili interpretazioni,
entrambe riferite alia impossibilita di far risuonare la
campana: si sono csercitate qui a sufficienza pazienza
e fede, ma nonostante cio la campana non puo essere
ancora suonata; il battaglio e qui, ma non h ancora
introdotto nella campana, e dunque sono ancora
necessarie pazienza e fede, fino a che esso non sara
posizionato'1 .
"•Grossel 1984, pp. 155-156.
95 La partenza delle truppc impcriali da Wdlfcnbutiel, oltre che da
Einbedc e Goslar. fu favorita anche dallo sbarramcnto del fiumc Oker.
che sommcrsc d'acqua per scitimane I'intera citta, rendendo insoppor-
tabile la permanenza dcH'cscrcito (vedi Grossel 1984, p. 154; Caspar
1993, p. 191).
96 Quest'ultima e attestata solo su tre variazioni di conio (vcdi
Grossel 1984, p. 156).
" Grossel 1984, p. 156. Una gestione "politica" del battaglio, del
suo suono c, aH'opposto, del suo silenzio, e ben documcmato in ambito
gcrmanico nel corso del XV secolo, quando il battaglio della campana a
stormo. controllata dal borgomastro e di proprieta del Comune. veniva
smontato e racchiuso in un armadio in situazioni politiche delicate o di
crisi (Cfr. Tripps. infra).
33
1 1 m dim'i RAVSI
Ne la raffigurazione sulle monete, ne la citazione poe-
tica chiariscono invece appieno la funzione e la natura
del blocco quadrangolare contro il quale e adagiato il
battaglio. Potrcbbc forse trattarsi di una barra metallica,
necessaria per la fusione dell'asca atta a procurare il suono
della campana. La traduzione di Langgewiinschterfroli-
cher Glocken-Klang, curata da Stcfanie Vogler, propone
invece di rcndere Block con ceppo, nel senso generico
di pezzo di legno, intendendo cioe un banco di lavoro.
II senso della frase richiamerebbe il concetto di inutilita
di un battaglio "che sta poi sul ceppo = tavolo", ossia
non attaccato alia campana'18.
Wird der Schwengel eingehenckt I
denn die Glocke laut erklingt (vv. 7-8)
Sul RJ del quarto e del quinto tallcro (fig. 20) la
campana, ormai completata in ogni sua parte, e pronta
per essere suonata.
DI Augustus.hf.rt/.og.zu.brauns.und.Lu:. Augustus dcr
Jiingere quasi a figura intera, rivolto a s., con rarmatura, ma
a capo scopcrto. Tiene I'clmo nclla sinistra, lo scettro nclla
destra.
Rl ' alles " mit ' bedacht ' 1643. Campana, completa di
ceppo, corda, battaglio. Nel campo, a s., tan, a j., dem; sul
battaglio, la lettera e; sulla campana, waidir; sotto, m.viib. 13
o m.viib.14
La lunga iscrizione, disposta in parte nel campo mo-
netale, in parte sul corpo della campana e sul battaglio,
differisce sui due talleri per il tempo verbale utilizzato
c per la notazionc cronologica finale: tandem e[rgo)
w[olfenbiittclum] a[b] i[niustis] Dlctentoribus] i(nvite)
r[estituitur]/r[estitutum] m[ensis] septembris decimo
tertio [die] Mcrcuri/m[ensis] septembris decimo quarto
[die] Iovis".
La prima data, ossia mercoledi 13 scttembre (1643),
corrispondc pertanto alia tanto auspicata evacuazione
di Wolfenbiittel da parte delle truppe imperiali, che a
torto vi si crano insediate; la seconda, ossia il giovedi
successivo, all'altrettanto molto desiderato ingresso uf-
ficiale in citta di Augustus der Jiingcrc, al suono gioioso
dcllc campane del duomo, che saii laffigurato sul tallcro
conclusivo della serie.
Klingklang, Klingklang, Klingklang, Klingklang/
Gott sey des ewig Lob und Dank (w. 19-20)
ll D/ del sesto e ultimo tallcro"*', come gia dctto,
si differenzia da quelli delle monete prccedenti per la
n Comunicazionc scriiu del 23 gennaio 2007.
" L'intcgra/ionc al tempo presence o al passato del vcrbo rntituert
dipende dalla data cspressa nella scritta collocata nel campo monetale del
quarto e del quinio tallcro. con rifcrimcnto a due divcrsi giorni. il primo
contcmporaneo. il sccondo successivo alia rrslitutio di Wolfcnbuttcl (vedi
Grossel 1984, p. 156).
'°° Secondo alcuni studiosi, come il Rchtmcicr. autorc di una
Br<inmchwcig-Lunel>ur%uche Chronica (1721), la serie dei Glockerttaler
sarebbe completata da un ulteriore tallero. detto Sthiffs- o Rrisrtaltr.
Al DI e rafngurato il busto di Augustus der Jiingcrc a d., con la con-
parte iconografica, mentre il RJ, pur riportando una
legenda eccezionale rispetto a quelle fino a qui utilizzate,
si collega con il proprio soggetto alia tcmatica figurata
degli altri talleri, conducendola anzi a compimento.
Esso e infatti incentrato sulla raffigurazione della cam-
pana che puo finalmcnte effbndere il proprio suono su
Wolfenbiittel (fig. 21).
DI augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu. Stemma dci
duchi di Braunschwcig-Liinenburg, sormontato da cinque
elmi.
RJ ' tandem " patientia "victrix * anno ' 1643. Campana
sulla quale i- l'iscri/.ionc nu; pac./ex so.i:i9, doiata di battaglio
c sospesa al ceppo. Da questo pendc una corda a tre cappi,
azionati da tre mani. Sullo sfondo, la fortczza di Wolfenbiit-
tel"", illuminata da un sole splendente.
La scritta del RJ, celebrativa della victrix patientia
che Augustus der Jiingere dovette escrcitare per quasi
otto anni, rievoca una delle due virtu che il passo del-
I'Apocalisse citato, come abbiamo visto, sul terzo tallcro
attribuisce ai santi (Ap 13, 10). 11 frutto di tale paziente
attesa e il festantc suono della campana, il Klingklang,
Klingklang, Klingklang, Klingklang con il quale si con-
clude la composizione di Andreae piii volte richiamata.
Anche il sole sembra manifestare, con il suo intenso
fulgore, la propria approvazione per il felice esito della
complessa successione dinastica del ducato di Braun-
schweig-Wolfcnbutter02.
La scritta sulla campana e da integrare con
Nu[ncius] PAc[is] ex so[no) El[ius], ancora una volta
da riferire all'abbandono della citta da parte delle
truppe imperiali, apporiatore di un auspicato perio-
do di pace, sotto la guida illuminata di Augustus der
Jiingere103.
sucta legenda augustus.hertzoc.zu.brauns.u.lu:, mentre sul R/
compaiono due navi. una in mare apcrto e I'alira accostaia a riva, dalla
quale sporgc una passcrella verso cui si awia un viaggiaiorc. con un
lungo has tone in mano c la spada al fianco. L'usuale scrina alles mit
bkdacht c accompagnata dal mono iacta est alea. II soggciro vienc
inicrprcraio come simbolo della condoira politira drl duca, basau su
una gesiione del potcrc con Taiuio di Dio e con la riflcssione (vedi
Gr6ssel 1984, p. 157).
,01 Secondo Caspar 1993. p. 191 si iraiiercbbc invece della veduia
prospeitica della residenza ducale, cinta dai bastioni.
101 II definiiivo insediamcnio di Augustus der Jungcre nella resi-
denza di Wolfenbuuel si ebbe il 26 febbraio 1644 (suirimpossibiliia
di meiiere in relazionc laic daca con il numero di conii utilizzaii per
approniare il sesio DUppo dei Gloekentaler, valutato appunro in 26
da Herr Hof-Rahi Schmidi, sulla base deH'crfcKivo conteggio di 21
punzoni diversi documcntati dalle monete della propria collezione,
vediCROSSELl984.p. 156).
IC, Fra Ic emissioni legate alia figura di Augustus der Jiingere e al
suo piu che ventennale regno, meriiano di essere citati i talleri emessi
nel 1666, in occasione dell'ottamcmesimo complcanno del duca, tl
cui busro compare al D/ sovrastato da un putto in atto di deporvi
una ghirlanda di lauro c da un sccondo che suona una tromba, con
chiara allusioncalla sua fama di studioso (vedi Grossel 1984, p. 157;
Caspar 1993. p. 191). Alia mortc di Augustus dcr Jiingere, awenuta
ncllo stcsso 1666, venncro approntati i cosiddctti Sterbeiitalcrti o
Hegnibnistaler, che rafiigurano al Rl un albcro privo di roglie, sulle
radici del quale t appoggiato un tcschio, accompagnatu dalla sen(eu-
za sic transit cloria mundi (vedi Grossel 1984. p. 157; Caspar
1993, p. 191).
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