Uso pubblico di campane in età romana? Spunti dall’iconografia monetale; Appendice. I Glockentaler di Augustus der Jüngere di Braunschweig-Lüneburg, in "Del fondere campane. Dall’archeologia alla produzione" (Atti del Convegno, Milano, 23-25 febbraio 2006), Firenze 2007, pp. 23-37 more

DEL FONDERE CAMPANE DALL'ARCHEOLOGIA ALLA PRODUZIONE Quadri regionali per l'ltalia settentrionale a cura di Silvia Lusuardi Siena e Elisabetta Neri con la collaborazione di Filippo Airoldi Atci del Convegno Milano, Universita Cattolica del Sacro Cuore 23-25 febbraio 2006 ESTRATTO All'Insegna del Giglio uso pubblico di cam pane in eta romana? Spunti dall'iconografia monetale repubblicana Claudia Perassi* Una relatione sull'iconografia monetale e le campane non puo non iniziare da un brcvissimo accenno a una cmissione di talleri coniata ncl 1643 da August der Jiingcrc, duca di Braunschweig-Liineburg c principc di Braunschwcig-Wolfcnbiittcl (1635-1666). Puressendo dunque lontanissime quanto ad ambito cronologico da quello del mio incervento, sono pcro le monetc sulle quali ia raffigurazione di una campana acquista in asso- luto la massima evidenza, cosi da ricevere l'appellativo di Glockentaler. Sul R/ sono infatti raffigurate le diverse fasi di vita di una campana, dalla sua fabbricazione alia piena attivita sonora. Su di esse ritornero a conclusionc del conrributo1. La sola emissione di eta antica a me nota sulla quale il soggetto del Rl potrebbe essere inteso come raffigurazio- ne di una campana, ma di piccole dimension i. e una serie in /E della zecca di Me/ita (od. Malta), datata all'ultimo quarto del III secolo a.C. (fig. 1)'. Tale identificazione, anche se soltanto ipotetica a causa della sommarieta del disegno, pare pero piii convincente di quclla che vede invece nell'oggetto un apex, ossia il berretto sacerdotale romano. II confronto con altre immagini monetali, come quclla sui notissimi denari di Cesare del 49-48 a.C.-*, che raffigurano sul R7 quattro oggetti cultuali, ossia da sinistra a destra, un simpulum, un aspergillum, una securis e, appunto, un apex (fig. 2), evidenzia infatti come il copricapo sia sempre dotato, anche sugli esemplari di esecuzione meno accurata, dei due nastri, per poter essere annodato sotto al memo e di un elemento discoidale nel e infissa una verga di ulivo. Serena Fava interpreta quale probabile campanello anche uno dei numerosissimi marchi di controllo4 che caracterizzano la serie di denari coniata da I.. Pisone Frugi nel 90 a.C.5 (fig. 3). Si tratta in effetti di un pic- colo oggetto troncoconico, con base lievemente arcuata al centro, sormontato da un elemento a disco, che po- trebbe svolgerc la funzione di impugnatura: la mancata notazionc del capo del battaglio non c infrequente nelle raffigurazioni monetali di campane, come documenta, per esempio. quclla appesa al collo di un elefante im- " Univcrsita Cattolica del Sacro Cuore - Milano. 1 Vedi oltre. Appcndice. •' Cfr. PERASSI, GiROLA. C.uidi. NlWARESH, infill. CoLEIRO 1971 propone una datazionc della serie. identificata come un scstantc. al 211 a.C; per un primo tcntativo di rcvisionc cronologica di rune le cmissioni mclitensi, vedi Perassi, Novarese 2006. 'RRC 443/1. ' Fava 1969, p. 66. n. 244; lav. 1, n. 354. II simbolo rienrra l"ra quelli irairi dal mtmdo del teairo e della musica. che annovcrano strumenii a cordc c a fialo (pp. 65-66). 'RRC}A0l\. presso su unce di produzione etrusca, assegnate agli anni finali del III secolo a.C.6. Sulla monetazione grcca e romana non sono neppure numerosi i soggetti nei quali una campana compare come particolare accessorio del tipo principale. Le tipologie individuate, relative a una campana agganciata al collo di un animale (elefante, pantera) e a tintinnabula posti in re- lazionecon figure divine (Dioniso, Apollo, Baal Hammon/ Melqart/Eshmun), sono state presentate in qucsta sede ncl poster preparato dalla scrivente in collaborazione con Giu- seppe Girola, Fcderica Guidi e Margherita Novarese". Nei tipi qui considered, la presenza della campana trova una spiegazione all'interno di un'ampia tcmatica iconografica condivisa. Un unicum, ancora in parte enigmatico, e invece il soggetto di denari romani rcpubblicani che raffigura una colonna dalla quale pendono due campane. A quest'ultimo tipo dedichero pertanto la mia attenzione. I DENARI DI C. MlNUCIUS AUGUR1NUS, Ti. Minucius Augurinus e Petiluus Capitolinus Sul R7 dei denari coniati da C. Minucius Augurinus nel 135 a.C.8 compare, dunque, una scena insolitamente affbllata (fig. 4). Al centro, e un'alta colonna, formata da una decina di blocchi cilindrici sovrapposti e da un capitello ionico (eolico secondo altri)'', sopra al quale h 'Cfr. Perassi. Giroia. Guidi, Novarese, infra. Secondo Pease 1904, p. 57 anche rari leiradrammi emessi da Patraus. re della Pcionia (335-315 a.C. ca.), rafligurerebbcro sul R7. accanio a una scena di combanimcmo a cavallo, una piccola campana «as a mere emblem-. II riconoscimcmo propo- sro mi sembra piu peninenie di quello che vede ncll'oggctto ironcoconico con anello supcriorc, un clmo a forma di pileo (vedi Numismaiik Ijnz Miinchen. Auction 120. 18 maggio 2004. n. 112; Fritz Rudolf Kiinker Miinzcnhandlung, Auction 104,27 scttcmbrc 2005. n. 178: due esemplari dal I'aeonuin Hoard, battuto da Solheby's ncll'aprilc 1969). tamo piii che altri simboli usati nella stessa emissione rimandano alia sfera rcligiosa (hantfwroi. bucranio. clava. iridentc; vedi SNG. ANS, Part 7. nn. 1023-1047). Una campana compare anche nclcampo monetale di nominali in argento coniati ncl IV sec. a.C. dalla cilia di Parion (Mysia). come marchio di controllo apposto. insieme con altri. sul D/. sopra al tipo del buc {BMCGR Mysia, p. 95. n. 18: c. 400-300 a.C. o piii tardi: vedi Pease 1904, p. 57). ' Cfr. Perassi, Girola, Guidi. Novarese, infra. 1 RRC242I\: il DI ralfigura la consueta testa di Roma elmata. sono alia quale e la legenda roma. mcntrc a destra compare il contrassegno x. Id serie e datata invece al 129 da Barelon 1886, p. 228; fra il 150 c il 125 in BMCRR I, pp. 135-136, nn. 952-954; al 133-126 in CRR4bi. ''E indicato come eolico, con gradi diversi di probabiliia. da Becatti 1960. p. 35; Momk;liano 1969. p. 334; RRCn. 242/1: La Rocca 1990. p. 316 (che vede anche nella struttura della colonna un richiamo all'albero della palma. simbolo di icrtilita); Richardson 1992. p. 96: Toreuj 1993. p. 306. Beeloni 1993. p. 74 pensa invece a tin capitello -ionico. con le volute accentuate daH'incisore». cosi come Babeeon 1886. p. 226 (ripreso intcgralmcntc da Gage 1966, pp. 81-82); BMCRR I. n. 952. CRR n. 463; Hil l. 1989. p. 60; Gros.Torei.li 1994, p. 93. La colonna c inline definila come corinzia da Lyngby 1961. p. 139. quale 23 ( I Al IMA I'l KASSI posaca una piattaforma chc sostienc una statua maschile togata, con un lungo bastone nodoso nella destra pro- lesa. Let cure diverse vi riconoscono invece uno sceccro o un'asra'". Due campanc sono agganciare ai lad della piactaforma, cramite lunghe cacene. A sinistra della colonna, e sicuaco un personaggio maschile cogaco, con il piede desiro posaco sopra a un rialzo, generalmente inteso quale modius, mentre fra le mani racchiude uno o due oggetci oblunghi, incerpretati quali pagnocce". A descra, e un secondo personaggio maschile, anch'esso cogaco, con lituus nella descra procesa in avanci. La base della colonna e fiancheggiaca da due procomi leonine12, con lc zampe anceriori disrese, dietro alle quali si innal- zano due spighe di grano. II soggecco riencra nella cemacica caracceriscica del si- scema denariale della seconda mera del II secolo a.C, che consiste nella cclebrazionc dclle vicendc gloriose, vere o presunce, della gens alia quale apparciene il criumviro monecale1', Tucci i parcicolari della scena hanno crovaro chiarimenco all'incerno di questa incerprecazionc, pur permanendo qualche differenza circa la lettura di singoli aspecti della composizionc. Non mi addentro pcro sui complessi aspecci scoriografici della rappresencazione14, che riguardano sopraccucco il riconoscimenro dci ere personaggi cogaci, per sofFermarmi invece sul parcicolare dclle campane appese alia colonna. Qucsc'ulcima c una- nimamence riconosciuca come una raffigurazione della Columna Minucia, monumento ben noto alia storiogra- fia antica, che definisce il tale modo la columna honoraria 10 Rawisano ncll'oggctto un bastoneCooK 1902, p. 19; MoMKSUA- no 1%9, p. 334; RRC\, p. 274 (quale jctributo del console); Richard- son 1992. p. 96; Belloni 1993. p. 74;Torfi 1 i 1993. p 306 (o vitta >): uno scctiro Babelon 1886, p. 229; BMCRR I. n. 952 (che vede anche dclle spighe di grano); Lyngby 1961, p. 139; La RoCCA 1990. p. 316; un'asra. Be<:atti 1960, p. 35. 1j srarua e descritra con spighe ncllc mani da Gros, Torelu 1994, p. 93. " Secondo Torelu 1993. p. 306 il logaro. ranSgurato ncl gcsio iic\Y adbcutio, licne il piede su un scmplicc rialzo c ha nella sola mano sinistra un oggciio non facilnicnte determinable; per Cook 1902, p. 19 il personaggio lerrcbbc torse dei cimbali ncllc mani c punlcrebbc il piede su una palla. Secondo BMCRR I, n. 952 la staiua regge una sola pagnoita c un piaito (cosi anche Hill 1989. p. 60). mentre per RCCn, 493 unicamcnte un piatto. u Talc lettura c di gran lunga prcvalcntc, con l'cccezione di Torelli 1993. p. 306 die vede ncgli animali due grifi. Per i|ueM'.ispelto della monciazionc rcpubblican^ rimndo .i Belloni 1993. pp. 55-112. " La scena e deBnita da Beli.oni 1993. p. 75 -fra lc piu suggestive, ma anche fra lc piu dense di signiheati politici di questo periodo della sioria repubblicana-. La tcmatica scelta del monciario avrebbe collega- menti ideologici con la questione .igraria e con il "parlilo" graccino. cui forsccranodunquc legati i Minucii(vedi RRC\. p. 275; Belloni 1993. p. 75: La Rocca 1990, p. 316). Lcdifftcolta interpretative riguardano soprattutto il personaggio posto a sinistra delta colonna, chc e stato via via riconosciuto in /? Minucius Augurinui. console nel 492; L. Minucius Augurinus, console I'anno scgucntc; L. Minucius Augurinus, prcfelto dcll'annona ncl 439; 71. Minucius Augurinus, console ncl 305. Per il togato collocato a destra. la critica e invece Concorde nell'indicare M. Minucius Faesus, il quale nel 300 a.C benche plcbeo. pole per la prima volta accedcre al collegio degli auguri, in ottempcranza alia lex Ogulnia, acquisendo cosi il cognomen di Augurinus, che venne esteso a ritroso anche sugli antenali (Bicatti 1960. p. 35 vede pcro ncl jH-rsonaggio solo un richiamo gencrico a talc cognomen), La statua innalzata sulla colonna c intes.i generalmcme come quella «li /. Minucius AmqUSJUU, GOD ikuM eccezioni. quali Pais 1915. p. 189 (ildio/genio Minucius); Lyngbv 1961. p. 148 (Trittolemo); Untott 1970 (/? Minucius. cos. 492). chc, secondo Plinio (Nat. Hist. XXXIV, 21), sarebbe stata dedicata fuori Porta Trigeminadal popolo romano1"' a Lu- cio Minucio [Esquilino] Augurino, prefecco dell'Annona nel 440-439 a.C, con il denaro di un'apposita colletta di un'oncia a testa. Tale onore voleva renderc merito a due azioni, entrambe lodevoli, compiuce da Augurino, ossia il suo rempescivo incervenco nel 439 concro il cencativo di usurpazione del potere da parte di Spurio Melio"' e la vendita di frumento (o farro, le fonti non sono con- cordi) nei mercati dell'Urbe, al prezzo parricolarmcnre convenience di un asse per modio17. L'erezione della colonna e in realca concraddecca non solo da alcri aucori, ma anche dallo stcsso Plinio, che a XVIII, 15 rifcrisce esclusivamente dell'innalzamento di una statua, cosi come anche Dionigi (XII, 4, 6), mentre secondo Livio (IV, 16) si sarebbe craccaco dell'omaggio di un bos auratus, interpretato dai piu come un'efhge di un bue in bronzo dorato"1. Parte della critica moderna, inoltre, pone in dubbio una cronologia al V secolo per un cale monumenco, che sarebbe invece scaco elevaco in seguico, ossia in epoca clleniscica, da un discendence di L. Minucio Augurino, con una rievocazionc di nacura propagandistica''. Ma veniamo al parcicolare delle campane. Dico subico che non condivido linconsucea leccura di Torelli, che vede delle vittae nei due oggetci pendenti dalla piactaforma sulla quale e collocaca la scacua'", in luogo del loro usuale rico- noscimenro quali campane. II deccaglio mi sembra invece reso con escrema prccisione e riconoscibilica nei diversi conir1. con la norazione anche del capo del barcaglio, che sporge con bell'evidenza da un corpo dalla forma piii o meno croncoconica, calora docaco di una sorca di orlo svasaco, che fa assumere alle campane i'aspecco di un "lam- pionc" (fig. 5). Poiche non sono noce alcre raffigurazioni Lo storico e inccrto se fu questa la prima volia in cui tale onore fu conccsso dal popolo e non dal Senaio, come affcrma anche Dionigi di Alicarnasso (XII, 16, 2-4). 16 L'cpisodio e rifcritoda Plinio (Nat. Hist. XVIII) cda Uvio (IV. 13-16). In quell'anno. segnato dalla carestia, il cavaliere Spurio Mdio aveva acquistatu dall'Ktruria del grano a propric spesc. per elargirio al popolo guadagnando- scne cosi il favorc. Minucio denuncio pcro al Senaio lc iramc rivoluzionaric di Melio. chc s-ennc penanio ucciso (su tutta la complcssa questione, vedi momksuano 1969. pp. 336-349; Lintott 1970. pp. 13-18). '7 Mentre Livio (IV. 16, 2) parla cspressamentc di una distribuzionc del frumentum Maelianum. dunquc di quello raccolto inizialmente da Spurio Melio, in Plinio (XVIII, 15) i due awenimenti sembrano meno consequenziali. " ( Wl, per rsempio. ToRfcU.1 1993. p. 306; (illOS, ToRLLLI 1994. p. 93. I.intott 1970, p. 15, nota 15c I a Rocca 1990. p. 316; Richardson 1992, p. 96 commcntano invece la testimonianza liviana come riferita. for- sc piu esattamcntc. al sacriHcio di un bue dalle corna dorate. La complessa queslione e eflicaccmcnte schcmatizzaia da Lyngby 1 %3. pp. 58-59. " Vedi Vessbcrg 1941, pp. 19-20 (proposia di daia/.ioi ic al 340-212 a.C. ca., o anche piii lardi, con terminus ante quern l'cmissione dei denari di C. Augurino, coniaii nella seconda mciadel II a.C); Torelli 1993. p. 306; CiRos. Torelli 1994, pp. 93-94 (vengono indicati come possibili committcnti M. Minucio Feso. augurc ncl 300 a.C. o M. Minucio Rufo. cos. 221). Acccttano invece una cronologia all'eta ctrusca Becatti I960, pp. 35-36; Sordi 1990; Sordi 1990b. w Torelli 1993. p. 306. 11 L'esatta comprensione di sirutiure architetionichc efRgiate su una scric monetalc. prcsuppone la visione il piu ampia possibile delle variami attestate nei diversi conii utilizzati per la sua battitura (vedi Hackens 1962. pp. 248-249). 24 USO PURRl.ICO [)[ CAM PANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALLTCONOCiKAHA MOM I ALL Khl'U BBLICANA di colonne dotatc di tali strumenti sonori, si potrebbc avanzare il dubbio circa la loro effettiva collocazione sulla Columna Minucia. L'intento dell'incisore e, infatti, quello di porre in risalto, anchc ricorrendo a forzature iconografiche, il ruolo svolto dalla gens Minucia «nel corso della sua secolare attivita magistratuale nel settore della distribuzione granaria»" e non di rapprcsentare con coerenza una scena reale. E sufficiente notare la prcscnza contcmporanea nella stessa composizione di personaggi vissuti in epoche fra loro differenti21. II soggetto monetale non e ncppure esente dal ricorso ad un linguaggio sim- bolico, come mi sembra palese nel particolare dellc due gigantesche spighc collocate alia base della colonna24. Un'ulteriore difficolta e rappresentata dalla constata- zione che denari successivi solo di un anno all'emissione di Caio Augurino, emessi da un certo 71. MinuciusAugu- rinus C.filius, figlio o fratello del primo25, ripropongono lo stesso soggetto della Columna Minucia sormontata da una statua e fiancheggiata da due personaggi togati (fig. 6)2'\ ma aboliscono proprio il dettaglio delle cam- pane. In realta tutta la composizione subisce una sorta di scmplificazione dei particolari: mancano anche i leoni alia base, il capitello e privo delle volute, cosi da sembrarc di tipo corinzio27, la statua si riconosce con difficolta. L'assenza delle campane puo rientrare anch'essa in questa opera di snellimento della scena28, che testimonia, come osserva giustamente Gian Guido Belloni, «la liberta con la quale gli incisori riproducevano i monumenti»2''. In un secondo soggetto monetale di eta repubblicana, incemrato anch'esso sulla raffigura/ionc di una smirrura architettonica, e stata da taluni rawisata la presenza di una serie di campane. Si tratta dei denari di Petillius Capitolinus del 43 a.C.30, che riportano come soggetto del R/ Piiiimagiiie del Tempio Capitolino (fig. 7)". ° La Rocca 1990, p. 316. 23 Che non si iracii di siaiue e mcsso in rilicvo da BeCATTI 1960. p. 35 (mcno sicuro su quest'aspetto e invece Richardson 1992, p. 96). J4 Per Becatti 1960, p. 36 erano invece -spighe bronzee, che inqua- dravano il fusto con una chiara allusione alle benemerenze annonarie di Minucio-. " Propendono per un piii o mcno probabile rappono fraterno fra i due RRC I, p. 276; Belloni 1993, p. 75. Tiberio sarebbe invece figlio del iriumviro Caio secondo Babelon 1886, p. 231; BMCRR1, p. 148, nota 1; Gage 1966, p. 81. * RRC2AHY. BMCRR I, p. 148, nn. 1005-1006 (124-103 a.C), CRR494 (119-91 a.C. ca.). Sul DI e raffigurata la testa clmata di Roma, dietro alia quale compare il contrasscgno *. La scritta roma, collocata da Caio sul DI dei propri denari, appare invece in questa emissione sul R/, con le lettere ro e ma poste in alto c separate dal capitello. "Vedi ToRELLi 1993, p. 306. -* RRC I, p. 275 pone in risalto la poca accuratczza nella resa delle serine poste sul R/, cosi afTastellate. da omettere talvolta alcunc lettere. "Belloni 1993, p. 75. " RRC487I1 -2. La scric c datata al 40 a.C. ca. in BMCRR I, pp. 571 - 572, nn. 4217-4225; al 37 a.C. in CRR 1149-1152, mentrc Babelon 1886, II, p. 291. indica anch'egli il 43. II triumviro monetale c torse da identificare con il Petillius Capitolinus citato da Orazio (Sat. 1,4,93-94; 10, 25-26), che, accusato di aver rubato la corona di Giove mentre era guardiano del Tempio Capitolino, fu poi prosciolto dall'imputazione grazic ai rapporti di amicizia con Augusto (vedi Babelon 1886. II, p. 291; /WOW I. pp. 571-572, nota 2; RRC I, p. 498). 11II DI raffigura la testa di Giove owcro un'aquila rittasu un lulminc: nel primo caso il nome del monctario occupa i due lati della moncta (capitolinvs al DI; petillivs al RV), nel secondo compare solo sul DI. I'na v.iri.uue del secondo lipo rcca le lettere S. ! . sul R/, da iruerpretare probabilmcntc come acronimo di sacrisfaciundis. II tipo monetale, soprattutto in alcune varianti dovutc all'uso di piii conii, e piuttosto schematico per quanto riguarda la parte propriamente costruttiva del massimo tempio delTUrbe, mentre ne riporta con una certa ricchezza l'apparato ornamentale, soffermandosi sulla decorazione del frontone, degli acroteri e degli spioventi del tetto'2. A noi interessano pero qui gli elementi che pendono negli intercolumni delle tre colonne centrali della facciata esastila, che, interpretati nei piii impor- tanti cataloghi numismatic! come ornaments, garlands, decorations", sono invece descritti quali gongo campane in alcuni studi relativi all'uso delle campane nel mondo romano14. La loro forma e, nel complesso, non dissimile da quella dei tintinnabula sospesi alia Columna Minucia. Una sorta di catena, costituita da grosse maglie sferoidali, piii o meno lunga, piii o meno rigida, termina con un elemento che assume sui vari conii aspetti diversi: a disco, troncoconico, globulare, a cupola. Diversamente da quanto awiene con le campane effigiate sui denari di C. Minucius Augurinus, almeno per quanto ho potuto osservare confrontando un certo numero di esemplari tratti da punzoni differenti, non si riscontra pero in nessuna rielaborazione la presenza di una ulteriore ele- mento sferico conclusive cosi da richiamare il capo di un battaglio sporgente dal corpo di una campana. L'interpretazione quali segnalatori acustici del partico- lare del soggetto monetale di Petillius Capitolinus e forse da imputare alia suggestione esercitata da un breve aneddoto, riferito da Svctonio (Aug. 91,2) e da Dione Cassio (LIV, 4, 3-4), effettivamente relativo alia sospensione di campane a un tempio dedicato a Giove, decisa da Augusto in scguito ad un sogno35. Durante tale visionc notturna, a Iuppiter Optimus Maximus che si era lamentato perche la costru- zione del nuovo tempio consacrato a Iuppiter Tonans gli aveva sottratto devoti"', il princeps aveva risposto di aver messo ilTonantecomesuo portinaio. Perquesto motivo, fece immediatamente guarnire «tintinnabulis fastigium aedis» (Svet. Aug. 91, 2), ad imitazionc di quelli sospesi alle porte delle abitazioni (vedi oltre). L'identificazionc dei singoli ornamenti e resa complcssa non tanto dalla piccolezza deH'immaginc monetale, quanto dalla stringatezza del disegno, limitato spesso alia notazione di qualche linea dal significato poco comprensibile. Al ccntro del frontone sembra comunque di vedere in alcuni conii una figura seduta in trono, in altri invece un'aquila ad ali spicgatc. II tetto e talora decorato da grifi, talora da cavalli (di qua- drighe?) agli acroteria angularia e mediana, mentre statue in piedi (non infrequentcmente ndotte a semplici brevi linee vcrticali) paiono ornare 1 lati obliqui del tetto. In non poche monete la resa affrettata del soggetto del R/ contrasta fortcmcntc con I'cleganza. la forza plastica e la ricchezza di dettaglio dell'aquila o delta testa di Giove effigiate sull'altro lato. "Vedi rispettivamente BMCRR I, p. 571, n. 4217; CRR 1149 (vedi anche Belloni 1960, p. 277, n. 2287); RRC4S7II. M Morillot 1888, pp. 57-58; Cook 1902, p. 19; Baudot 1913. p. 7. ■ Le tcstimonianze letterarie sono infatti citatc in relazione ai denari di Petillius Capitolinus sia da Morillot 1888, pp. 57-58 sia da Cook 1902, p. 19. 36 II tempio fu votaio da Augusto nel 26 a.C, nel corso della gucrra cantabrica, come atto di ringraziamcnto per essere sfuggito ad un fulminc. Fu consacrato sul Campidoglio nel scttcmbrc del 22 a.C, dunque una ventina d'anni dopo l'emissione di Petillius (Capitolinus. Sul tempio, vedi Richardson 1992, pp. 226-227; Gros 1996, pp. 159-160. Per le contraddizioni fra la vcrsionc di Svetonio c quella di Dione. vedi oltre. 2S CI-AUDIA PKRASS1 Fig. 1 — Moncra in dclla zecca di Meliui. a Fig. 3 - Denario di C. Piso Frugi (DI). Fig. 5 - Particolare di denario di C. Mimuius Augurinus. Fig. 7 - Dcnari di Petillim Capltolinus, Fig. 2 - Dcnari di C. Giulio Cesarc (R/). b Fig. 4 - Dcnari di C. Minuc'mi Augurimis. Fig. 6 - Dcnari di Minucius Augurimis. Fig. 8 - Quinario di Domiziano. 26 uso PUBBL1CO di campane in eta romana? SPUNTI dall'iconografia monetale repubblicana Ritengo dunque che, per l'eta repubblicana, solo i dcna- ri di C. MinuciusAugurinus raffigurino delle campane. Ma quale poteva essere la funzione di tali strumenti sonori? funzione delle campane sospese alla COLUMNA MlNUCIA A quanto ne so, Henri Babelon fu il primo a interrogarsi sulla destinazione dcllc campane pendenti dalla Columna Mimicia. La sua spiegazione fu che «les clochettes suspen- dues au monument, servaient a annoncer l'ouverture et la fermeture du marche»i7: si tratta ad evidenza del marche au ble, citato poco sopra'*. La stringatezza della frase non permette di comprendcre se lo studioso francese ritenesse che le campane fossero effettivamente agganciatc alia Colonna, owero se - in realta - fossero pertinenti alia struttura edilizia del mercato e che la loro collocazionc sul monumcnto nell'immagine monetale fosse da valu- tare come una forzatura dell'incisorc che, grazie a questo particolare, metteva ancora una volta in evidenza I'attivita dei Minucii ncl rifornimento alimentare della popolazione dell'Urbe. Quest'ultima mi sembra, pero, l'esegesi piu valida: la sospensione delle campane al capitello, ad una notevole altezza da terra, ne avrebbe impedito infarti un suono regolamentato sulla base di precise esigenze, come quella del scgnalc di inizio e di fine delPattivita del mercato, prospettata da Babelon. Tale interpretazione, ripresa in seguito da Grueber e in parte da Belloni19, mi pare renderc pero nccessario un breve riesame delle poche fonti lettera- rie dalle quali e nata la suggestione che campane fossero suonate per annunciare non solo I'apertura e la chiusura del mercato, ma anche quelle delle terme40. Per quanto riguarda il mercato, i due passi individuati sono entrambi ambientati nel mondo greco, ossia ad Atene (Plut., Symp. IV, 4,2) e sull'isola di Iasus, in Caria (Strab. XIV, 2, 21) ed hanno attinenza con lavenditadi un prodotto ben spccifico e dalla rapida deteriorabilita, qual e il pesce. Nel primo, dunque, Plutarco definisce golosi o buongustai coloro che si alzano ogni volta che il pesce e messo in vendita e che hanno un orecchio ben fine, per sentire il KibSlov. Strabone riferisce invece un di- vcrtente ancddoto, che ha per protagonista un citaredo, al quale tutta la popolazione di Iasus presta ascolto, fino a quando il Kcbowv non annuncia la vendita del pesce. Allora tutti gli astanti, tranne chi e debole di udito, lo abbandonano e se ne vanno al mercato del pesce'". ' Babelon 1886.11. p. 228. v" Non c in realta chiaro a quale mcrcaio volesse riferirsi Babelon con lale csprcssionc. I j Porui Triganitui, all'esterno della quale sorgeva la Columna Minucia, si apriva nelle mura repubblicane. in prossimila del Forum Boarium. ossia del mercalo destinaio alia vendita dei buoi (vedi Coarelli 1996). " BMCRR I, pp. 135-136, noca 1; Belloni 1993, p. 76. 40 1 pochi passi sono citati e brevemenie commentaii da Morillot 1888. pp. 9-10; Esperandieu s. d., p. 342, noia 5 (vedi anche Baudot 1913. p. 7: Maieron 2001. p. 32). 41 La sioriella lermina con i ringraziamcnti del citaredo al solo spet- tatorc rimasto -mentrc tutti gli altri, sentito il suono del K0>8wv, se ne sono andati via-. 11 sordo chiede allora conferma che il Ktbotov abbia gia suonato. Avutala, anch'cgli si alza e si allontana. Nei due passi, dunque, il suono di un Kiboiov pare awisare i compratori dell'arrivo del pesce fresco, e non del momento di apertura del mercato (momenti proba- bilmente coincidenti), e tanto meno della sua chiusura. II termine K(j)5cov e normalmente tradotto nelle diverse lingue con il vocabolo corrispettivo di "campana", fa- cendo dunque prospettare l'utilizzo in questa situazione di strumenti dotati di una certa potenza sonora, cos! da poter essere uditi anche a distanza. Secondo H. Ihur- ston, invece, K<i)5(flV potrebbe in realta fare riferimcnto con maggiore precisione a un gong4-'. Un uso pubblico di un disco metallico di questo tipo e ben attestato per il mondo romano dal soggetto di un'emissione di quinari di Domiziano dell'88 (fig. 8)41: un araldo, con veste lunga fino al polpaccio e risvolto alia vita, copricapo a punta ornato con due piume, incede verso un cippo, tenendo nella destra protesa una mazza, con la quale poter percuotere uno scudo rotondo, decorato da un busto elmato di Minerva, cosi da richiamare l'attenzione della popolazione dell'Urbe. Che il suo annuncio abbia come oggetto lo svolgimento del Ludi saeculares indetti dall'imperatore e reso perspicuo dall'iscrizione incisa sul cippo: cos/xiiii/lvd/saec/fec44. Nello strumento a percussione tenuto dal messo sarebbe dunque da ricono- scere un discus''', citato da Cicerone proprio in relazione con I'apertura di un edificio pubblico, ossia le terme: «...gli uditori preferiscono ascoltare il suono del discus piuttosto che le parole del maestro: appena lo sentono suonare, anche se il soggetto trattato e il piu elevato, il piu sublime, tutti abbandonano il filosofo e corrono ad ungersi d'olio» (De orat. II, 21)41'. ° Thurston 1907, p. 419 osserva infatti come il ricorso dello stcsso termine in contesti che descrivono la ronda notturna delle sentinelle (Tuc. IV, 135; Arist., Aves, vv. 842ss.), rende incrcdibile I'uso di vere e proprie campanclle «for a duty in which the avoidance of accidental noise must often have been of the highest importance- tin alternativa si potrebbe trattarc di cymbals). Questi e altri passi relativi a sentinelle dotatc di K0)8d)v sono commentati da Morillot 1888, pp. 25-27; Pease 1904, p. 43 (vedi anche Baudot 1913, p. 7; Maieron 2001, p. 30). " RICH, pp. 167-168, nn. 116-116a. 44 Fra l'araldo e il cippo trova posto anche un alto candclabro. Sveto- nio (Claud. 21,2) ha tramandato la solenne formula usata dal banditore. con l'invito ad assistere a giochi che. per la loro teorica scadenza secolare. -nee spectasset quisquam nec spectaturus esset-. Anche Augusto in oc- casione dell'indizione dei Ludi Secolari del 17 a.C. aveva emesso denari e aurei con la raffigurazionc dell'araldo. che lienc pero un caduceo nella mano destra, mentrc lo scudo e decorato da una Stella a sei raggi (vedi NCI, p. 66, nn. 339-340). " Saglio 1892. p. 280. fig. 2467 riporta il discgno di un discus da Pompei in bronzo «servant de cloche-, forato al ccntro pet ralloggiamen- to di una barra o di un anello di sospensione e dotato di un battente, anch'esso in bronzo, fissato con una catena di fcrro. Un altorilievo da Metz r.ilfigura invece una figura femminile scminuda, che tiene con la mano destra un discus, sospeso a un lungo nastro, mentrc con la sinistra regge una soria di piccola clava, con la quale si appresta a suonarlo (Esperandieu s.d., fig. 6993). 4(1 Sul segnale di apertura e chiusura delle terme dato «mediante una specie di gong, che faceva ufficio di campanella-, vedi Paoli 1990, p. 196. Mcnochiara la tcstimonianzadi I-rontone (AdM. Caes., IV, 6):«... mentre noi stavanio chiacchierando in questo modo [...]. suono il discus, annunciando che mio padre si era diretto alle terme-. Sembra comunque di capirc che il discus venga suonato in questa occasione aH'intetno del palazzo imperiale. e non dell'edificio termale. claudia perassi Ancora a un cdificio termale fa riferimento un epi- grammadi Marziale (XIV, 163), dal titolo Tintinnabulum: «Restituisci la palla. / Suona I'aes thermarum. /Tu coniinui a giocare? / Vuoi tornare a casa dopo un semplice bagno ncWAcqua Virgo». A me pare che l'ambientazione del com- ponimento poetico sia l'interno delle terme: Marziale si rivolge a una persona che sta giocando a palla, awertendola che, se persiste nel gioco, dovra rinfrescarsi non prendendo un bagno caldo, ma con I'acqua fredda deWAcqua Virgo, ossia dcll'acquedotto di Roma. L'esercizio del gioco della palla da parte dei frequentatori delle terme e ben attestato da un passo di Seneca (Ep. 56, 1-2), dedicate agli svantaggi di abitare sopra a un bagno pubblico. Fra le molestie subite, il filosofo cita proprio colui che non puo giocare a palla se non grida e comincia a contare i colpi ad alta voce'17. In questa interpretazione, dunque, il termine tintinnabulum farebbe riferimento al suono di una campanella che deve essere awertito da chi gia si trova aH'interno delle terme: non dovendo awisare la popolazione esterna, possiamo immaginarla come una campana di piccole dimensioni, adatta ad essere percepita in un ambiente chiuso48. Escludo pertanto ogni collcgamento con mercati e con terme per quanto riguarda le campane agganciate alia Co- lumn// Minucia. Per cercare di meglio definire la funzione di tali segnalatori sonori, vi e pero un lungo passo di Plinio (Nat. Hist. XXXVI, 91-93), che puo essere utilmente messo in relazione con l'immagine monetale, come gia pro- pose nel 1939 Carlo Albizzati4''. Si tratta della descrizione del monumento funebrc eretto per il re Porsenna presso Chiusi, alia fine del VI secolo a.C, che lo storico asserisce di riprendere da Varrone5". Dalle parole di Varrone/Plinio emerge dunque un monumento complesso51, dalle pro- *" Vedi Paoli 1990, p. 197. *" Morii.iot 1888, pp. 8-9, dopo aver affermato che -chcz les Grccs ei les Romanics, e'est par le «on d un tintinnabulum que I'ouverture des bains etait annonccc-, ciia il rinvenimenio nel 1548 nelle Terme di Diocleziano di una campanella in bronzo, prowista dell'iscrizione Firm i balneatoris con riferimento, dunque, a un proprierario di ba- gni pubblici (vedi anche Pease 1904, p. 35, sccondo il quale I'oggeno sarebbe appartenuio alia collezione privata di Fulvio Orsini). Anche rale notizia mi pare confermare l'ucilizzo dei tintinnabula aH'intcrno degli stabilimenti balneari, per awenire coloro gia vi si uovavano. * II confronto e riportato da Momigliano 1939, p. 377, noia 55 ed e in seguiro ripreso da Becatti 1960, p. 36; RRC I, p. 273; La Rocca 1990, p. 316. Secondo Belloni 1993, p. 77, introdurrebbe invece "allusioni complicate*. ^ La -complicata "macchina" architertonica. assurda e senza confronti nel mondo classico- (Mansuelli 1976, p. 621) era ormai scomparsa ai tempi di Plinio c probabilmenie gia dello stesso Varrone (vedi Capde- viixe 1993, pp. 55-56). Plinio afrerma di basare la propria descrizione anche sulla tcstimonianza difabulae F.truscae, nelle quali secondo Sordi 1990, p. 235; Sordi, Casteliani 1990, p. 93 sarebbcro da rawisare le Htstortae Tusau, altrove utilizzate e citate dallo stesso Varrone, compostc fra il 207 c 1*88 a.C. e tradotte in latino nel I secolo a.C. 51 II scpolcro, del quale si e anche negata la reale esistenza (vedi da ultimo Capdeville 1993), c stato oggetto fin dal Rinascimento di tentativi ricosiruttivi, piu o mcno fantasiosi (vedi, p. es., Fergusson 1885, tav. LX; Sordi, Castellani 1990, fig. 1; sull'inutilitadi taliespe- rimenti, Mansuelli 1976, p. 625; per un elenco completo degli studi, Capdeville 1993, pp. 54-55). Non sono mancatc neppure opcrazioni di riconoscimento della tomba di Porsenna in superstiti ipogci ctruschi, con una preferenza per quello di Poggio Gaiella (vedi Mansuelli 1976, p. 623; CATDtviiui 1993. p. 55). L'ultimo tentativo su entrambi i fronii e rappresentato da Gaugler 2002, che non mi c stato possibile consultare a causa della sua difficile rcpcribilita (c pero pesantemente stigmatizzato per l'assoluta -absence of critical methodology, da Warden 2003). porzioni enormP2, una sorta di labirinto inestricabile, con una struttura quadrangolare di base in blocchi di pietra, sopra alia quale si innalzavano ben tre ordini di piramidi altissime, separati da piattaformc. Ix cinque piramidi della prima serie erano a loro volta ricoperte da una sorta di baldacchino ricurvo5', al quale stavano appese delle cam- panelle rette da catene, che, agitate dal vento, diffondevano il loro suono a grande distanza («ex quo pendeant exapta catenis tintinnabula, quae vento agitata longe sonitus referant»), come un tempo aweniva a Dodona, specifica Plinio. Quest'ultimo riferimento topografico chiama in causa il famoso santuario oracolare di Zeus localizzato nella citta epirota (vedi oltre), assai rinomato nel tardo arcaismo, ma ormai decaduto ai tempi di Plinio54. Come si vede, vi sono notevoli somiglianze fra le campane della Columna Minucia e i tintinnabula del sepolcro reale etrusco: sono infatti entrambi sospesi tramite catene ad un elemento portante della costruzione (baldacchino o piattaforma), posto ad una cerra altezza dal suolo. Plinio non fornisce nessuna spiegazione circa la funzione delle campane agganciate al mausoleo di Porsenna". Al significato di tali strumenti sonori sospesi a strutture architettonichc dedico la propria attenzione, invece, Arthur Bernard Cook nel 1902, partendo dalla ricca documentazione letteraria rclativa al AcoSiofaiov XaXKetov, ossia al congegno risonanie che, nel santua- rio di Zeus a Dodona - menzionato anche nel passo di Plinio, come abbiamo appena notato tintinnava in modo cosi incessante da divenire metafora del parlare logorroico51'. Nella ricostruzione proposta dallo studioso, basata su una minuziosa lettura dei passi degli scoliasti c dei lessicografi, il gong attivo a Dodona sarebbe stato inizialmente costituito da una fila di «rcsonant tripods», 52 L'altczza indicata da Plinio equivalea m 180, la larghezza a m 90. Per un ridimensionamento di tutte le misure tramandate dallo storico, basato -sulla resa in piedi romani di una sconosciuta misura etrusca, che i traduttori delle Historia Tuscae (...) indicavano con p. », vedi Sordi, Castellani 1990, p. 93 (vedi anche Sordi 1990, pp. 236-237). Tale misura corrispondcrebbe pertanto non al picde (= m 0.296), ma al palmo o al pollice, equivalenti rispeuivamentc a 1/4 e a 1/16 del piede, con una preferenza per il primo (= m 45x22,5), in quanto una misura in pollici darebbe luogo a un monumento -di dimensioni troppo meschine- (Sordi, Castellani 1967, p. 93), ossia m 12x6. " L'csprcssionc usata da Plinio per descrivere questa parte del mo- numento "Orbis aeneus et petasus unus», ha daio luogo a interpretazioni differenti, che vedono nella copertura «un disco c un petaso» (Buonamici 1939. p. 375); -un disco di bronzo c un unico baldacchino ricurvo- (Mu- gellesi 1988; vedi anche Corso 1988, p. 649, nota 92, 1); -un cappcllo circolarc dalla forma leggermente concoidc- (Mansuelli 1976, pp. 624- 625); -un disco di bronzo e una cupola* (Sordi, Castellani 1990, p. 92). Incerto e anche il tipo di matcriale che costituiva il baldacchino, se cioe si trattasse di una struuura inieramcnie in meiallo o se fosse invece solo un rivestimcnto mctallico applicato sopra alia pietra (Mansuelli 1976, pp. 624-625; Sordi, Castellani 1990. pp. 96-97). s* Vedi Corso 1988. p. 649, nota 92, 1. " A corollario del confronto tipologico fra i due monumenti, si puo osservare come da qualcuno sia stata avanzata anche una interpre- tazione della Columna Minucia non come architettura commcmorativa pubblica, ma quale sema funerario privato* (I.a Rocca 1990, p. 316; vedi anche Lyngby 1963, pp. 56-57, che richiama il passo di Festo. p. 109 Lyndsay, circa l'csistcnza di un sactllum Minucii in prossimita della Porta Minucia). Cook 1902. Sccondo Strabone (VII. frgm. 3), il suono prodotto perdurava piu del tempo necessario per contare fino a quattrocento (vedi Cook 1902, p. 12). 28 USO PUBBUCO Dl CAMPANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBI.1CANA disposti attorno alia sede oracolare «so closely together that, if one were knocked, the vibration would go echoing on round the whole serie-57. In seguito, forse nel corso del IV secolo a.C, il congegno sarebbe stato sostituito da una piu complessa macchina sonora, com- posta da un lebete in bronzo e da una statua, anch'essa bronzea, rappresentante un giovane che stringeva in mano una frusta, «whose lashes, when swayed by the wind, struck the caldron and produced a reverberant sound"™. Sia il lebete sia il mastigophoros erano collocati sopra ad un'alta colonna. Cook pone l'accento sulla funzione di potentissimo 'aTfOTpoTratov del gong di Dodona. II suo scopo era in- fatti quello di allontanare con il proprio suono continuo tutti gli influssi maligni dal recinto sacro5'1, in virtu dclla capacita profilattica e apotropaica della percussione di oggetti metallici, che le fond antiche attestano utilizzata nel caso di eclissi lunari, di funerali, di particolari riti misterici e non6". Per il mondo romano e sufficiente richiamare la festa dei Lemuria, durante la quale il pa- terfamilias, per purificare la casa e scacciarne i fantasmi, percuoteva dei piatti di bronzo pronunciando per nove volte la formula: «Manes exite paterni» (Ov., Fast. V, 441-443)61. Piu modestamente una lucerna in bronzo a semivolute da Pompei (I d.C; fig. 9), attribuisce la stessa funzione purificatrice a una serie di campanelle1'2. Essa e infatti collegata mediante sottili catene a una statuetta di pigmco dal fallo smisurato, dal quale pendono tre tintinnabula e un amuleto falliforme. Due campanelli sono a loro volta agganciati alia testa della statuina, che ne sorrcgge un terzo nelle mani. L'oggetto riunisce cosi il magico potere dei tintinnabula nell'allontanare il ma- locchio al simbolo per eccellenza della fecondita63. Alia luce di queste osservazioni, ritengo che anche al suono delle campane agganciate alia Columna Minucia si possa dunque assegnare una funzione apotropaica, connessa alia purificazione dello spazio circostante''4, piu che una mansione di tipo pratico. L'altezza alia quale esse sono appese implica che la loro capacita sonora doveva essere attivata dal passaggio del vento, come aweniva itCook 1902, P. 7. * Cook 1902, p. 9; per un disegno ricostruttivo, vedi p. 12. v* Cook 1902. pp. 20-25: la natura mantica del suono del gong, aticsiaia da alcune fonii, rappresenterebbe uno sviluppo succcssivo della sua iniziale funzione profilattica o apotropaica. 60 Sulla funzione profilattica del suono del bronzo, vedi, oltre a Cook 1902, p. 25; Morillot 1888. pp. 47-62; Pease 1904, pp. 35; Esperandieu s. d., p. 343; Galliazzo 1979, p. 156. " Gli oggetti percossi sono definiti -Temesaeaque aera» {fast. V, 441), probabilmcntc dal nomc dclla citta bruzia di Temesa. famosa per le sue minierc (vedi Cook 1902. pp. 19-20). " Vedi Homo fabrr 1999, pp. 268-269. n. 350 (la lucerna e stata rinvenuta nclla regio IX, 11,2, sul bancone del tcrmopolio). " Per I'associazione di campanelle a oggetti itifallici, vedi Pease 1904, p. 50; Galliazzo 1979, p. 156. Una funzione apotropaica era demandata anche ai campanacci appesi al collo degli animali (vedi Mo- rillot 1888, pp. 12-17; Pease 1904, pp. 36-37; Esperandieu s. d., pp. 342-343; Galliazzo 1979, p. 156) e alle campanelle inserite in oggetti di uso personale, come i gioielli e le vesti (Morillot 1888, pp. 18-25; Esperandieu s. d., p. 342; Galliazzo 1979, p. 156). * Secondo La Rocca 1990, p. 316, che richiama anch'egli a talc proposito i tintinnabula della tomba di Porsenna, esse agirebbero -contro la cattiva sorte». anche per il Atootovatoi' xaXiceioi' e per il monumcnto funebre di Porsenna a Chiusi. D'altra parte, come osserva Cook, la posizione innalzata del gong a Dodona, elevato sopra a due colonne, e dei tintinnabula nella tomba reale etrusca, in relazione al baldacchino che ricopre le cinque piramidi della prima serie, segnala una sorta di separazione di tali strumenti acustici dal mondo profano, sospendendo il loro tintinnare fra il cielo e la terra65. Secondo Galliazzo, infine, sono proprio le campane dalla forma "a cupola" piu o meno incurvata, come sono anche quelle raffigurate sui denari di C. Minucius Augurinus, ad essere utilizzate in eta romana in ambito religioso c magico, forse per un richiamo della loro configurazione alia volta del mondo"'. Non molto diversa dovette essere la finalita dei tintinnabula fatti sospendere da Augusto al tempio di Iuppiter Tonans, poco sopra richiamati. Nell'intenzione delprinceps, quale appare dal racconto riferito dalle fonti letterarie, essi sembrano dover svolgere una funzione del tutto pratica, assimilata, secondo la versione di Sveto- nio, a quella dei campanelli che pendevano dalla porta delle abitazioni come conseguenza della definizione del dio quale ianitor di Giove Capitolino'' ; secondo il racconto di Dione, invece, a quella del Ktb8u)V utilizzato dalle sentinelle notturne, come risultato dell'ufficio di TTpO(J)u\af; assegnato al Tonante. Morillot, penso con ragione, mettendo in risalto le incongruenze fra la ver- sione di Svetonio e quella di Dione''8, ritiene che i due storici non conoscessero in effetti il vero motivo della sospensione delle campane alledificio sacro. Tale gesto sarebbe stato originato invece da «une idee religieuse ou superstitieuse»'''', connessa alia capacita purificatrice del suono dei metalli. Con maggior precisionc, Pierre Gros, sottolineando anch'egli come I'aneddoto dimostri l'incapacita dei due storici a comprendere ormai l'esatta eziologia della presenza delle campane, richiama il valore apotropaico di protezione contro la folgore attribuito ai tintinnabula1", che ben si addiceva ad un tempio nel quale Giove era venerato con l'epiteto di Tonans. Un'ultima questione riguarda la grandezza delle campane raffigurate sui denari di C. Minucius Auguri- nus. II netto risalto nell'immagine monetale di questo particolare e il rapporto fra la dimensione del corpo delle campane e quella della colonna sembrano indicarc la sospensione al monumento di strumenti sonori di notevole ampiezza: il diametro massimo delle prime cor- risponde, infatti, a meca circa della larghezza del fusto della seconda, nella zona sottostante il capitello. Come e " Vedi Cook 1902, pp. 27-28. 66 Vedi Galliazzo 1979. pp. 158-159: si tratta del gruppo A della scansione tipologica proposta. 67 Sull'uso di campanelle in relazione all'ingresso delle case, vedi Morillot 1888, pp. 7-9; piu dubitativo Pease 1904. pp. 32-34, contra Esperandieu s. d., pp. 341-342. *■* Oltre allc diverse mansioni anSdate a Iuppiter Tonans nei confronti di luppitrr Opiimu< Maximui, appena indicate, lo storico latino fa porrc i tintinnabula sul frontone del tempio, mentre secondo lo storico grcco il Ktooiov sarebbe stato appeso alia statua di culto del dio. "Morillot 1888, p. 58. "Gros 1996, p. 159. 29 CLAUDIA PERASS! ben noto, non sono pcro pcrvcnutc dal mondo romano campane di grande formato \ ma soltanto campanelle di qualche centimetro di altezza72. Le dimension! mas- sime dei tintinnabula di eta romana sono, dunque, di poco supcriori ai dicci centimetri, come e il caso di due campanacci per animali domestici in bronzo da Pompei, alti rispettivamente cm 10,7 e 11,2 (fig. 10)73. Rientra in talc tipologia anchc un famoso esemplare in bronzo rinvenuto a Tarragona nell'aprile del 1894, databile tra la seconda meta del II sccolo e gli inizi del III d.C. ': sebbene sia stato piu volte descritto in bibliografia come dotato di una circonferenza di ben 45 cm, rapportata a un altezza di soli 127\ esso e invece un normalc campanello largo cm 14,2 ed alto cm 11,7 (fig. 11) ■ Un unicum e invece la lunga iscrizione disposta su tre righe lungo la base del suo corpo, chc definisce 1'oggetto come un cacabulus utilizzato nel corso di cerimonie religiose77* da taluni connesse con il culto imperiale7*. ~x «Toui le mondc admel commc un fait incontestable que les clochcttes oni precede les cloches; ces derniercs sont unc creation du christianismc. tandis que 1'humble clochette etait connue du mondc juif et paicn- (Baudot 1913. p. 5). ' l.a bibliografia sullc campane e il loro uso nel mondo greco e romano e piuitosio datata: fondamentalc rimanc infatti ancora oggi Morillot 1888, con discussione di fonti letterarie e archeologiche. La lunga recensione a tale lavoro di Phase 1904 apporta nuovi de- menti in entrambi i cipi di documentazione, approfondendo alcune temaiiche. Al testo di Morillot attinge ampiamente anche la voce Tintinnabulum (Kio&wi') del Dktionnaire des antiquites grecques et romaines (Esperandieu s.d.). Galliazzo 1979, pp. 156-158, sulla base di un consistente inventario di pczzi contcstualizzati, tenia una prima suddivisione tipologica dei campanelli di eta romana imperiale, menire Maieron 2001 non reca sostanziali novita al quadro delineato Ira la fine dcN'Ottoccnto c gli inizi del Novecento. Sulle dimensioni delle campane nel mondo romano, vedi dunque Morillot 1888, p. 5. taw. IV.V.VI. n Hornofaber, p. 148, nn. 143-144 (diam. cm 6,2 e 6,5). Vedi anche p. 269, n. 351: campanello in bronzo con prcsa sagomata e corpo a cupola; alt. cm 5,5; diam. cm 4,1. 74 Vedi Hubner 1894. II rinvenimento avvenne nel corso di scavi condotti nclle vicinanze di Plaza del Progreso (od. Plaza Corsini). incerto se al momento della scoperta la campana fosse dotata o meno del battaglio, poichc Ic fonti piu antiche sono discordanti su questo punto: sccondo Hubner 1894, p. 39 la campanilla nc era priva, mcntre la descrizione riporiaia in Eph. Epigr., p. 447 la indim ~tum phtillofcrreu fortasse aetate recentiore adiecto*. 75 Hubner 1894, p. 39; Eph. Epigr. p. 447; Esperandieu s. d., p. 343; Pease 1904, p. 54; £tienne 1958, p. 173, nota 4; Galliazzo 1979, p. 156; Maieron 2001, p. 31. "'' Devo la precisazione delle esatte dimensioni della campana, con- servata prcsso il Museu National Arqucologic de Tarragona (MNAT 2863) alia cortesia di Josep Anton Rcmola Vallverdu, Conservador de Documentacio, Collcccions i Reccrca, chc ringrazio anchc per avermi inviato una fotografia digitale deH'oggetto, concedendomi il diritto alia sua riproduzione. Alfoldy 1975,1, pp. 200-201 aveva indicato soltanto 1'altezza della campana (12 cm), illustrandola in ben tre figure in scala 1:1 (taw. cxlii, 1-2; cxliii, 2). 11 [ermine cacabulus e una forma diminutiva di cacabus, chc significa recipiente per cuoccre il cibo, marmitta, generalmente in terracotta, ma anche in stagno c bronzo (vedi Saglio s.d.). II suo uso nel significato di campana, non altrimcnti attcstato, si giustifica forse con un richiamo alia forma a cupola dcll'cscmplarc tarraconesc. L'intera scritta, variamente ricostruita dagli epigrafisti, e indicata da Alfoldy 1975,1, p. 201 come: DEPICacabulus salvis Augustis vtrnaculus nuniius iuniorIs(a)eculum bonum s(enatui) p(opulo)qfue) Rfomano) et populo Romano (sic), felix Tarraco. £ dunque la campana stessa a parlare: dopo l'acronimo iniziale, da intendere come De p(ublico), o Dep(recator), il cacabulus si definisce il piu giovane mcssaggero indigeno della salute dell'Augusto (o sotto Augusti fortunati). un mcssaggero che augura Fra i numerosissimi esemplari di minima grandezza, si puo citare invece una bclla campanella, ritrovata nel North Essex (fig. 12a), per la quale si propone un uso pertinente a finimenti per cavallo e una datazione fra il 43 e il 100 ca. d.C.79. In lega di ramc c oggi priva di battaglio, prescnia sci piccoli fori triangolari incisi sul corpo conico. L'oggetto e alto cm 2,99 compresa Tim- pugnatura (cm 1,03), ha un diametro di cm 2,55 e un peso di gr 10,44. Da una sepoltura a incinerazione della necropoli romana deH'Universita Cattolica di Milano, databile fra III-IV (?) sccolo d.C, proviene invece un campanellino a cupola, privo anch'esso di battaglio, dotato di una impugnatura a piccolo arco forato, nella quale e inserito un filo di bronzo a forma di anello, per una piu facile presa del piccolo oggetto. La sua altezza e infatti di soli cm 1,8, con una larghezza alia base di 2,7 (fig. 12b)80. In considcrazionc di questa lacuna nella documen- tazione a noi giunta e della non perfena resa propor- zionale di tutti gli elementi della scena raffigurata sui denari di C. Minucius Augurinus, attestant dalla statura dei due personaggi in piedi, che raggiunge quella dell'intera colonna, cosi come dall'altezza delle spighc, corrispondente a quella di meta del fusto della stessa, resto in dubbio se l'effettiva dimensione dei se- gnalatori acustici della Columna Minucia abbia subito una soprawalutazione grafica nella rappresentazione monetale. La possibility che campane di non piccole dimensioni e di un certo peso, agganciate a una strut- tura architettonica, possano anch'esse venire smosse dal passaggio del vento e documentata, pero, ancor oggi in Cina dalla "Pagoda delle Sei Armonie", innal- zata a Hangzhou (Zhejiang) lungo il corso del fiumc Qiantang (fig. 13). La costruzione originale risale al terzoanno del regno Kaibao (970 d.C.) della Dinastia Song Settentrionale. Distrutta completamente da un incendio nel 1121, fu ricostruita nel 1153. Subi poi rimaneggiamenti nel XVI, XVIII e XIX secolo, ma solo all'esterno. Si presenta attualmente come un cdificio a pianta ottogonale, alto 60 m, costituito da una parte interna in mattoni. a sette piani, e da una esterna in legno, a tredici. Sospese ad ogni angolo dei tredici tetti ottogonali, sono centoquattro campane di ferro, che suonano al minimo soffiarc del vento (fig. 14). tempi propizi al Senaio e al Popolo Romano e al I'opolo (Romano? Tarraconcnsc?) e a Tarraco di vivere felicc (altre proposte di lenuta in Hubnfr 1894; EsnfiSANDIBU s. d., p. 343; bTlBNNB 1958, pp. 173- 174). La forma Salvis Augustis indica forsc il regno congiunto di due Augusti (Marco Aurelio e Lucio Vero. Marco Aurelio e Commodo. Sctlimio Scvero c i due figli). 7HCosi Hubner 1894, p. 41; Esperandieu s. d., p. 343; Pease 1904, p. 54; £tienne 1958, p. 174. Pcnsa invece allc cclcbrazioni del Nuovo Anno Alfoldy 1975. p. 201. '' Numerosi e acttntamcnte documenod sono i ritrovamemi di campane/campanclli dal [erritorio inglese. che confluiscono nel Porta- ble Antiquities Scheme's Finds Database (vedi www.finds.org.uk). Per la camp..nella cl.il North 1 vsex. vedi KSS-954081 (il battagliodoveva csscrc in ferto, per la presenza di iracce di ossidazionc ferrosa in rela/ione alia sommita interna del corpo della campana; sulla struttura dei battagli di eta romana, vedi Galliazzo 1979, p. 158). "Vedi Airoldi 1995/96, p. 240 (n. inv. 5196/1; tomba 5197). 30 claudia pf.rassi Appendice / Glockentaler di Augustus der Jiingere di Braunschweig-Liineburg I Glockentaler"', cosi denominati dai tipi del R/ incentrati tutti sulla raffigurazione di una campana, furono emessi nel 1643 da Augustus der Jiingere di Braunschweig-Liineburg82, principe di Braunschweig- Wolfenbiittel (lOaprile 1576-17settembre 1666) (figg. 15, 16). Settimo e ultimo figlio di Henricus Julius, per la propria posizione terminale nella linea dinastica, si dedico nella giovinezza ai viaggi c agli studi81. Nel 1635, in seguito alia morte senza eredi del cugino Friedrich Ullrich, awenuta l'anno precedente e a conclusione di una complessa trattativa familiare, nella quale inter- venne anche l'imperatore Ferdinando II, venne infine designato principe di Wolfenbuttel (nell'odierno Land di Niedcrsachscn, in Bassa Sassonia). Le vicende della "Guerra dei Trent'anni" (1618-1648)81 impedirono pero il suo effettivo insediamento nella capitale del regno per ben otto anni, fino al ritiro delle truppe imperiali dalla citta. II solenne ingresso di Augustus der Jiingere a Wol- fenbiittel il 14 settembre del 1643, accompagnato dalla moglie Elisabeth Sophie von Mecklenburg-Gustrow e 81 Come ben nolo, il lallero e un nominale d'argento, cmcsso da numerosi Mali europei per quasi quattro secoli. IL termine dcriva dall'abbreviazione di Joachimsthaler Guldengroschen, nome daio a monete coniale fra il 1518 c il 1528 a Joachimsthal (od. Jachymov, nella Boemia nord-occidentale) con la raffigurazione di san Gioac- chino. del peso di gr 27,2, il cui valorc corrispondeva a quello di un Goldgulden, ossia 60 kreuzer. Dal 1566 al 1750 il tallcro costitui, con il nomedi Reichstaler, la moneta ufficiale del Sacro Romano Impero. inizialmcme batiura con un fino pari all'889%o, un peso di gr 29,2 e un corso di 68 kreuzer. Con allcrnc vicende ponderali c qualchc lieve diminuzione del riiolo, I'emissione del lallero si protrasse fino al 1871. In quell'anno nella Germania unificata venne infani sospesa la coniazionc di monctc d'argento, con rimroduzionc di un sistcma monomeiallico in oro. II 1° ottobre 1907 il lallero venne infine demonetizzato (vedi Dictionnaire de numismatique. s. w. Reichstaler. Ihaler, pp. 495, 574). ~": II ducaio di Braunschweig-Liineburg si formo alia fine del XII secolo, dalla spartizione dei terrirori posti nella Bassa Sassonia appartenuii a Enrico il Leone. Nel 1267 venne frazionato in due stati, riparriri fra la linea dei duchi di Liincburg c quclla dei duchi di Wolfcnbiiticl. Oltrc a questi. si crearono in seguiio aliri rami collaterals alcuni solo dina- stici, fra i quali emerge quello dei Calenberg/Hanover, il cui esponente Giorgio Luigi, pronipore di Giacomo I Stuart, divenne nel 1714 re di Gran Bretagna e Irlanda. v Visito Thalia, la Francia. l'Olanda c l'lnghilterra, conducendo i propri studi a Rostock, Tubingen e Strasburgo. Uomo dai molteplici inreressi culrurali, fu aurore, sorto lo pseudonimo di Gusravus Selenus, del primo manualc sul gioco degli scacchi in lingua tcdesca (Das Scbach- oder Konigsspiel, 1616) c di un trattato di criptografia (Cryptomenytices el Cryptograpbiae libri IX, 1624). A lui si deve anche la fondazionc a Wolfenbuttel della Bibliotheca Augusta, che al momento della sua mor- te rapprcscntava una delle piu celebri collezioni principesche di libri, ricca di circa 35.000 volumi con 135.000 titoli (vedi Gr6ssel 1984; Caspar 1993). M Si tratta del cosiddctto periodo franccsc (1636-1648) del lungo conflitto, che vide I'allargamcnto dei pacsi belligeranti con il coinvolgi- mento della Francia di Richelieu, alleata della Svezia, dell'Olanda e di alcuni principati italiani. Le ripetute sconfitte subite dagli Spagnoli c dalle truppe imperiali di Ferdinando III, portarono alia conclusione della "Guerra dei Trent'Anni", con la firma della pace di Vcstfalia nel 1648. da un vasto seguito, fu allietato dai suono di tutte le campanedelduomo cittadino. II ricordodi talefestantc scampanio fu affidato alia coniazione dei Glockentaler. Al gioioso concerto di campane dedico un breve com- ponimento poetico dai titolo Langgewiinschter jrdlicher Glocken-Klanganche Johann Valentin Andreae85, con il quale Augustus der Jiingere intrattenne rapporti episto- lari per molti anni. Pur non esprcssamente nominandoli, la poesia rappresenta una descrizione letteraria dei diversi tipi monetali raffigurati sui Glockentaler, consentendone una migliore comprensione dei complessi contcnuti iconografici ed epigrafici. Propongo pertanto la tradu- zione in italiano del cesto poetico, curata da Stefanie Vogler86. Allegro suono delle campane lungamente desiderato Una campana tirata per molto tempo senza battaglio non produce nessun suono. II rintocco effettuato senza battaglio non vale la fatica. Anche il battaglio senza campana giace inutilmente sul ceppo. Quando il battaglio viene appeso, allora la campana risuona forte. Le parole ed i fatti insieme al prosperare possono rallegrare cielo e terra. Ora che la campana risuona con il battaglio, sono beati Dio e gli angeli. Rcnde contenti il padrone ed il servo, impone clemenza e diritto. Ne sono contenti il paese e la gente. Egli c lodato vicino e lontano. Ad Augusto e Sofia onorc, sempre piu onore in questo mondo. Din don, din don, din don, din don. Sia lodato c ringraziato Iddio. La serie del Glockentaler comprende dunque sei talleri87, che si differenziano per il tipo del R/, oltre a mezzi talleri e a quarti di tallero8". Tutti coniati nel 1643 nellc zecche di Zellcrfeld e di Goslar (od. Land di Niedersachsen)89, sono accomunati da alcuni elementi 15 Teologo luterano tedesco (1586-1654), a cui e attribuita la composizione del Cbymiscbe Hochzeit Christiani Rosencreutz anno 1459 (1616), una delle opere fondanti della confratemita di carattere esoterico dei Rosacrociani. Ringrazio vivamente la prof. Stefanie Vogler dell'Universita Bicocca di iMilano, per la preziosa collaborazionc. 11 testo in tedesco c pubblicato da Grossei. 1984, p. 155. La collocazione dei diversi talleri entro qucsta numcrazionc da uno a sci dipende unicamente dallo stadio di vita delta campana rafBgurata sul R/ (vedi oltre). w La serie aniro ben presio I'attenzionc degli studiosi. l.a bibliografia relativaal XVII eXVUI sccoloe riporrata da Grossel 1984, p. 154, che rappresenta la piu recenteedettagliataanalisidei Glockentaler (vedi anche Dictionnaire de numistnatique, s. v.. p. 252; Caspar 1993). 89 Entrambe ubicare nello Harz, furono attivc la prima dai 1634 al 1788, la seconda dall'XI secolo al 1763/64. Per la coniazione dei Gloc- kentaler venne utilizzato I'argento delle miniere dello Harz (vedi Gros- sel 1984, p. 154); solo per l'ultimo tallero e stato ipotizzato il ricorso a chymischen Silber, conseguente all'interesse per il mondo esoterico e alchemico di Augustus der Jiingere (vedi Grossel 1984, p. 156). 32 USO PUBBLICO Dl CAMPANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBLICANA iconografici cd cpigrafici, innanzitutto dal tipo del D/, che raffigura Augustus der Jungere in armi (fig. 17a)'"1. Solo il sesco tallero rappresenta invece lo scemma dei Brauschweig-Liineburg (fig. 17b). Lungo il bordo corrc costantcmcntc la scritta: Augustus hertzog zu brauns[chweig] und lu[neburg]. Anche la legenda del R/ si ripete uguale sui primi cinque talleri, riportando il motto di Augustus der Jungere: alles mit bedacht (= Tutto con riflessione), e l'anno di emissione, preceduto o mcno dall'indicazio- ne anno, scritta per esteso, o variamente abbreviata'". Prima o dopo la notazione cronologica, possono trovare posto anche le lettere h. s., iniziali dell'incisore Hein- rich Schulter, con I'eventuale stemma di questi, ossia due chiavi incrociatc. Se ne differenzia nuovamente il scsto tallero, perche reca la scritta tandem patientia victrix. Eine Glocke langgezogen I ohne Schwengelgibt kein Thon (vv. 1-2) I primi due talleri (fig. 18), che richiamano con esattczza con il tipo del R/ i vcrsi iniziali del componimento di Andreae, si distinguono fra loro unicamente per la scritta posta in basso ncl campo monctalc92. DI augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu:. Augustus der Jiingcre quasi a figura intera, rivolto a s., con I'armatura, ma a capo scopcrto. Ticne I'elmo nella sinistra, lo scettro nella dcstra. R7 alles * mit " bedacht * anno 1643. Campana priva di bauaglio, sospesa al ceppo, dal quale pende una corda. Sul corpo della campana, la scritta tsceb o tsgeb o gloria. Nel campo,' sic * nisi * o * uti " sic " nisi *93. La campana si presenta, dunque, gia sospesa al proprio ceppo, dal quale pende la corda che ne permettera il suono, ma ancora priva di battaglio: dunque, per ora, muta. A tale impossibility di rintocco, si riferiscono lc scritte collocate sotto alio strumento sonoro: sic nisi e uti sic nisi. Piii complessa e l'interpretazione dell'acronimo inciso sul corpo della campana, che in alcuni conii appare come tsceb, in altri come tsgeb. Emil Grossel riporta le seguenti integrazioni: Tandem Sortientur Consilia Exitum Bonum; Tandem Significant Campana Even- turn Bonum (o Exitum Brunsvicensem), per la prima sigla; Tandem Sequetur Gloriam Eventus Bonus; Tandem Sequetur Gloriosus Exitus Brunsvicensis; Tandem Signifi- cabit (Sonabit) Gloriosum Exitum Brunsvicensem, per la 90 Sui quarti di tallero il duca e abbigliato con un manto dalla ricca bordura. '" Ricorrono le abbreviazioni ano c ao. " Vcdi Grossel 1984, pp. 155-156. w La campana raffigurata sui talleri con " sic ' nisi " e iscritta presso- che costantemente con I'acronimo tsceb/tsgeb, poichc la parola gloria c documcntata da un unico conio (vedi Grossel 1984, p. 156). I talleri con * uti " sic ' nisi ' utilizzano invece in misura uguale le trc scritte: per qucsto vengono talora suddivisi in due gruppi distinti (il secondo tallero con tsceb/tsgeb. il terzo con gloria), dando cosi originc a una serie formata da scttc talleri (vedi Grossel 1984, p. 156). seconda'4. Tuttc lc diverse proposte richiamano comun- quc la questione della forzata dilazione dell'ingresso di Augustus der Jungere a Wolfenbiittel, risolta la quale potra awenire la sua gloriosa partenza da Braunschweig. La scritta gloria e da interpretare come riferita alia stessa vicenda. Auch der Schwengel ohne dock I liegt vergebens auf dem Block (vv. 5-6) Anche il R/ del terzo tallero (fig. 19) trova una puntuale descrizione nella poesia di Andreae, poichc raffigura un battaglio, appoggiato contro un blocco quadrangolare. D/ * augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu:. Augustus der Jungere quasi a figura intera, rivolto a s., con I'armatura, ma a capo scoperto. Ticne I'elmo nella sinistra, lo scettro nella destra. R/ * alles * mit * bedacht * 1643. Battaglio sul quale c la scritta 13 k. maji, posato contro un blocco (di legno? di metallo?), inscritto con ap. 13.v.10.in. F. Nel campo, in basso sed? o hic. sed. II senso della raffigurazione e dato dalla iscrizio- ne incisa sul blocco, contro il quale e appoggiato il battaglio. La notazione Ap[ocalypseos] 13v(ersus] 10 in F[ine] richiama, infatti, le parole finali del decimo versetto del tredicesimo capitolo dell'Apocalisse: Hic est patientia et fides sanctorum. Ad essa si deve colle- gare la scritta che compare invece sul battaglio, 13 k[alendas] maji, corrispondente alia data del calen- dario giuliano del 19 aprile (1643). Tale indicazione cronologica corrisponde a quella del conseguimento dell'evacuazione della fortezza di Wolfenbiittel, ot- tenuta grazie all'intervento dell'arciduca Leopold Wilhelm e del principe elettore Friedrich Wilhelm von Brandenburg'1''. La presenza della congiunzione sed; o della scritta leggcrmente piii estesa hic. sed'"', completa il senso della parte epigrafica del R/, per la quale Grossel propone due possibili interpretazioni, entrambe riferite alia impossibilita di far risuonare la campana: si sono csercitate qui a sufficienza pazienza e fede, ma nonostante cio la campana non puo essere ancora suonata; il battaglio e qui, ma non h ancora introdotto nella campana, e dunque sono ancora necessarie pazienza e fede, fino a che esso non sara posizionato'1 . "•Grossel 1984, pp. 155-156. 95 La partenza delle truppc impcriali da Wdlfcnbutiel, oltre che da Einbedc e Goslar. fu favorita anche dallo sbarramcnto del fiumc Oker. che sommcrsc d'acqua per scitimane I'intera citta, rendendo insoppor- tabile la permanenza dcH'cscrcito (vedi Grossel 1984, p. 154; Caspar 1993, p. 191). 96 Quest'ultima e attestata solo su tre variazioni di conio (vcdi Grossel 1984, p. 156). " Grossel 1984, p. 156. Una gestione "politica" del battaglio, del suo suono c, aH'opposto, del suo silenzio, e ben documcmato in ambito gcrmanico nel corso del XV secolo, quando il battaglio della campana a stormo. controllata dal borgomastro e di proprieta del Comune. veniva smontato e racchiuso in un armadio in situazioni politiche delicate o di crisi (Cfr. Tripps. infra). 33 1 1 m dim'i RAVSI Ne la raffigurazione sulle monete, ne la citazione poe- tica chiariscono invece appieno la funzione e la natura del blocco quadrangolare contro il quale e adagiato il battaglio. Potrcbbc forse trattarsi di una barra metallica, necessaria per la fusione dell'asca atta a procurare il suono della campana. La traduzione di Langgewiinschterfroli- cher Glocken-Klang, curata da Stcfanie Vogler, propone invece di rcndere Block con ceppo, nel senso generico di pezzo di legno, intendendo cioe un banco di lavoro. II senso della frase richiamerebbe il concetto di inutilita di un battaglio "che sta poi sul ceppo = tavolo", ossia non attaccato alia campana'18. Wird der Schwengel eingehenckt I denn die Glocke laut erklingt (vv. 7-8) Sul RJ del quarto e del quinto tallcro (fig. 20) la campana, ormai completata in ogni sua parte, e pronta per essere suonata. DI Augustus.hf.rt/.og.zu.brauns.und.Lu:. Augustus dcr Jiingere quasi a figura intera, rivolto a s., con rarmatura, ma a capo scopcrto. Tiene I'clmo nclla sinistra, lo scettro nclla destra. Rl ' alles " mit ' bedacht ' 1643. Campana, completa di ceppo, corda, battaglio. Nel campo, a s., tan, a j., dem; sul battaglio, la lettera e; sulla campana, waidir; sotto, m.viib. 13 o m.viib.14 La lunga iscrizione, disposta in parte nel campo mo- netale, in parte sul corpo della campana e sul battaglio, differisce sui due talleri per il tempo verbale utilizzato c per la notazionc cronologica finale: tandem e[rgo) w[olfenbiittclum] a[b] i[niustis] Dlctentoribus] i(nvite) r[estituitur]/r[estitutum] m[ensis] septembris decimo tertio [die] Mcrcuri/m[ensis] septembris decimo quarto [die] Iovis". La prima data, ossia mercoledi 13 scttembre (1643), corrispondc pertanto alia tanto auspicata evacuazione di Wolfenbiittel da parte delle truppe imperiali, che a torto vi si crano insediate; la seconda, ossia il giovedi successivo, all'altrettanto molto desiderato ingresso uf- ficiale in citta di Augustus der Jiingcrc, al suono gioioso dcllc campane del duomo, che saii laffigurato sul tallcro conclusivo della serie. Klingklang, Klingklang, Klingklang, Klingklang/ Gott sey des ewig Lob und Dank (w. 19-20) ll D/ del sesto e ultimo tallcro"*', come gia dctto, si differenzia da quelli delle monete prccedenti per la n Comunicazionc scriiu del 23 gennaio 2007. " L'intcgra/ionc al tempo presence o al passato del vcrbo rntituert dipende dalla data cspressa nella scritta collocata nel campo monetale del quarto e del quinio tallcro. con rifcrimcnto a due divcrsi giorni. il primo contcmporaneo. il sccondo successivo alia rrslitutio di Wolfcnbuttcl (vedi Grossel 1984, p. 156). '°° Secondo alcuni studiosi, come il Rchtmcicr. autorc di una Br<inmchwcig-Lunel>ur%uche Chronica (1721), la serie dei Glockerttaler sarebbe completata da un ulteriore tallero. detto Sthiffs- o Rrisrtaltr. Al DI e rafngurato il busto di Augustus der Jiingcrc a d., con la con- parte iconografica, mentre il RJ, pur riportando una legenda eccezionale rispetto a quelle fino a qui utilizzate, si collega con il proprio soggetto alia tcmatica figurata degli altri talleri, conducendola anzi a compimento. Esso e infatti incentrato sulla raffigurazione della cam- pana che puo finalmcnte effbndere il proprio suono su Wolfenbiittel (fig. 21). DI augustus.hertzog.zu.brauns.und.lu. Stemma dci duchi di Braunschwcig-Liinenburg, sormontato da cinque elmi. RJ ' tandem " patientia "victrix * anno ' 1643. Campana sulla quale i- l'iscri/.ionc nu; pac./ex so.i:i9, doiata di battaglio c sospesa al ceppo. Da questo pendc una corda a tre cappi, azionati da tre mani. Sullo sfondo, la fortczza di Wolfenbiit- tel"", illuminata da un sole splendente. La scritta del RJ, celebrativa della victrix patientia che Augustus der Jiingere dovette escrcitare per quasi otto anni, rievoca una delle due virtu che il passo del- I'Apocalisse citato, come abbiamo visto, sul terzo tallcro attribuisce ai santi (Ap 13, 10). 11 frutto di tale paziente attesa e il festantc suono della campana, il Klingklang, Klingklang, Klingklang, Klingklang con il quale si con- clude la composizione di Andreae piii volte richiamata. Anche il sole sembra manifestare, con il suo intenso fulgore, la propria approvazione per il felice esito della complessa successione dinastica del ducato di Braun- schweig-Wolfcnbutter02. La scritta sulla campana e da integrare con Nu[ncius] PAc[is] ex so[no) El[ius], ancora una volta da riferire all'abbandono della citta da parte delle truppe imperiali, apporiatore di un auspicato perio- do di pace, sotto la guida illuminata di Augustus der Jiingere103. sucta legenda augustus.hertzoc.zu.brauns.u.lu:, mentre sul R/ compaiono due navi. una in mare apcrto e I'alira accostaia a riva, dalla quale sporgc una passcrella verso cui si awia un viaggiaiorc. con un lungo has tone in mano c la spada al fianco. L'usuale scrina alles mit bkdacht c accompagnata dal mono iacta est alea. II soggciro vienc inicrprcraio come simbolo della condoira politira drl duca, basau su una gesiione del potcrc con Taiuio di Dio e con la riflcssione (vedi Gr6ssel 1984, p. 157). ,01 Secondo Caspar 1993. p. 191 si iraiiercbbc invece della veduia prospeitica della residenza ducale, cinta dai bastioni. 101 II definiiivo insediamcnio di Augustus der Jungcre nella resi- denza di Wolfenbuuel si ebbe il 26 febbraio 1644 (suirimpossibiliia di meiiere in relazionc laic daca con il numero di conii utilizzaii per approniare il sesio DUppo dei Gloekentaler, valutato appunro in 26 da Herr Hof-Rahi Schmidi, sulla base deH'crfcKivo conteggio di 21 punzoni diversi documcntati dalle monete della propria collezione, vediCROSSELl984.p. 156). IC, Fra Ic emissioni legate alia figura di Augustus der Jiingere e al suo piu che ventennale regno, meriiano di essere citati i talleri emessi nel 1666, in occasione dell'ottamcmesimo complcanno del duca, tl cui busro compare al D/ sovrastato da un putto in atto di deporvi una ghirlanda di lauro c da un sccondo che suona una tromba, con chiara allusioncalla sua fama di studioso (vedi Grossel 1984, p. 157; Caspar 1993. p. 191). Alia mortc di Augustus dcr Jiingere, awenuta ncllo stcsso 1666, venncro approntati i cosiddctti Sterbeiitalcrti o Hegnibnistaler, che rafiigurano al Rl un albcro privo di roglie, sulle radici del quale t appoggiato un tcschio, accompagnatu dalla sen(eu- za sic transit cloria mundi (vedi Grossel 1984. p. 157; Caspar 1993, p. 191). 34 USO pubbl1co Dl CAMPANE IN ETA ROMANAf SPUN I I DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBLICANA I I \l I>1\ I'l KXSM FONTI ICONOGRAFICHE 1. Miinzcn & Mcdaillcn Dcutschland GmbH. 17 on. 2005. n. 418 2. a: Numismaiica Ars Classica, Auction 25.25 giugno 2003. n. 316; b: Classical Numismatic Group, Mail Bid Sale 67, 22 scttcmbrc 2004, n. 1211 3. Fava 1969, p. 66. n. 244; tav. I, 354 4. a; Auktionsliaiis H. D. Ranch GmbH, Auction 73, 17 maggio 2004, n. 479; b: Dr. Busso Pcus Nachfolgcr, Auc- tion 372,30 ottobrc 2002. n. 862; c: Classical Numismatic Group. Mail Bid Sale 61. 25 scttembre 2002. n. 1217 (R/) 5. Classical Numismatic Group. Mail Bid Sale 61.25 scttcm- brc 2002. n. 1217 (R/) 6. a: Numismatics Ars Classica, Auction 25,25 giugno 2003, n. 263; b: Tkalcc AG. Auction 2005. 9 maggio 2005. n. 120: c: Classica] Numismatic Group, Mail Bid Sale 61, 25 scttembre 2002. n. 1218 (R/) 7. a: Classical Numismatic Group. Triton VI. 14 gennaio 2003. n. 781; b: UBS Gold & Numismatics. Auction 76. 5 scttcmbrc 2006. n. 5545 8. Leu Numismatik AG, Auction 86, 5 maggio 2003, n. 818 9. Homo fahrr, p. 269. n. 350 10. Homofabtr, p. 148, nn. 143-144 11. MuscoNacionalArqucol6gicodcTarragona(MNAT2863; n. diap. 8934) 12. a: www.finds.org.uk ESS-954081 (consultazionc febbraio 2007); b: foto F. Airoldi) 13. http://www.denniscox.eom/H/.4116Hrmnl'agoda.jpg 14. http://cnglish.cri.en/mmsource/imagcs/2005/l l/04/liuhc- ta_sl.jpg 15. www.hab.de/museum/gcschichtc/august.htm (consultazio- nc febbraio 2007) 17. a: UBS Gold & Numismatics, Auction 67, 5 scttembre 2006, n. 2250; b: Dr. Busso Pcus Nachfolgcr. Auction 385, 2 novembre 2005, n. 2763 18. a: Frit/ Rudolf Kunkcr Miinzcnhandlung. Auction 115, 25 scttcmbrc 2006, n. 2230; b: Fritz Rudolf Kunkcr Miin- zcnhandlung Auction 110, 16 marzo 2006, n. 4329 19. Wcstfalische Auktiongcscllschaft. Auction 29. 14 febbraio 2005. n.618 20. a-b: Fritz Rudolf Kunkcr Miinzcnhandlung, Auction 110. 16 marzo 2006. nn. 4335-4336 21. Dr. Busso Pcus Nachfolgcr, Auction 385. 2 novembre 2005, n. 2763 BlBLIOGRAFIA Amoi.ni F. 1995/96. Ricerche sulla necropoli dell'Universitii Cat- tolica. Le lombe a incinemzione. Tesi discussa presto la Eacolta di Lellerr e Eilosofia delTUniversita Cattolica di MiLirio, rel. prof. M.P. Rossignani. Alfoldy G. 1975. Die romischen Imcbrifien von Tarraco, I-ll. Berlin. Babelon H. 1886, Description bistorique el chronologque des mommies de l/i Republique ronmiiie, l-ll, Paris. Baudot J. 1913.1.es cloches. Paris. Bf.catti G. 1960. Im colonna collide istoriaia. Probiemi slorici, iconografici. slilistici, Roma. Belloni G.G. I960. Comune di Milano. Le monete romane delicto repubb/icana. Catalog del/e Raccohe Numismaticbe, Milano. Belloni G.G. 1993. Ismonettiimmim, Societa, politica, cultura. Roma. BMCRR = H.A. Gruebf.r, Coins of the Roman Republic in the British Museum, l-III, London 1910. BMC. Mysia = W. Wroth. A Catalogue of the Greek Coins in the British Museum. Mysia. London 1892. Buonamici Ci. 1939, Fonti di storia etrusca. Fircnze. Capdeville G. 1993, Porsenna. re del labirinto, in La civilta di Chiusi e delsuo territorio. Atti del XVII Convcgno di Studi etruschl cd italici (Chianci.inoTermc. 28 maggio-1 giugno 1989). Fircnze. pp. 53-71. Caspar E. 1993, Endlich siegt die (ieduld. Glockentaler erinnern an die Befreiung Wolfenbiitlels vor 350Jahren und an einen Iserzoglichen Buchernarren, -Gcldgeschichtlichc Nachrich- ten-. 156, pp. 191-192. Coarelli F. 1996, Porta Trigmina. in Lexicon Topograpbicum Urbis Romae. Ill, pp. 332-333. CookA.B. 1902, The Cong at Dodona, "Journal ol Roman Stud- ies-. 22. pp. 5-28. Coleiro E. 1971, Maltese Coins of the Roman Period. -Numis- matic Chronicle-, scr. VII. 11. pp. 67-91. Corso A. 1988, Introduzione e note al libro XXXVI. in Plinio. Storia Naturale. V, Torino, pp. 511-739. CRR = E.A. Sydenham, The Coinage of the Roman Republic. London 1952. Dictionnnirede Numismatique, sous la direction dc M. Amandrv, Paris 2001. Eph. Epigr. = Ephemeris Epigraphica. VIII, 1898. fasc. III. n. 198. pp. 447-448. Esperandieu Iim. s.d.. Tintinnabulum. in Dictionnaire des anti- quites grecques et romaines. V, Paris, pp. 341-344. £tienne R. 1958. Le culte imperial dans la peninsule iberique d'Auguste a Diocletien, Paris. Fava S. 1969. / simboli nelle monete argentee repubblkane e la vita dei Romani. Torino. Fercl'SSON J. 1885. The Tomb of Porsenna. -Journal of Roman Studies-. 6. pp. 207-232. Gage J. 1966. Ledieu "inventor"et les Minucii. - Melanges d'Ar- cheologic et d'Histoire-, 78. pp. 79-122. GaLUAZZO V. 1979. Bronzi romani del Museo Civico di Treviso. Roma. Gaucler W. M. 2002. The Tomb ojTmts Porsenna at C.lusium. and Us Religious and Political Implications. Bangor (Me). Grossel E. 1984, Herzog August der Jungere und seine Glockenta- ler, -Gcldgeschichtlichc Nachrichtcn-, 101, pp. 153-157. Gros P. 1996. luppiter Tonans. Aedes, in Lexicon Topograpbicum Urbis Romae. III. Roma. pp. 159-160. Gros P.. Torelli M. 1994, Storia deU'urbanistica. II mondo romano, Bari (I ed. 1988). Homo fiber. Natura, scienza e tecnica nell'antica Pompei. Catalog) delta mostra tenuta a Napoli nel 1999. a cura di A. Ciarallo, E. Dc Carolis, Milano 1999. Hackens T. 1962. Architectura numismaiica: apropos de quebjues publications recalls. -I.'Antiquitc Classiquc-. 41, pp. 245- 254, pp. 9-26. Hill I'll. V. 1989, Themonuments oj'Ancient Rome as Coin Types. London. HObner E. 1894, Campanilla romana de Terragma. -Boletin dc la Real Acadcmia dc la Historia-. 25. pp. 39-42. La Rocca 1990. Statue onorarie. in Roma e ITtalia radices Imperii. Milano. pp. 316-317. Lintott A. W. 1970, The Tradition ofVioUnce in the Annals ofthe Early Roman Republic. «Historia~, 19. pp. 12-29. Lyncby H. 1961. Porta Minucia, -Eranos». 59, pp. 136-164. 36 t'SO rtJHUGO 1)1 CAM PANE IN ETA ROMANA? SPUNTI DALL'ICONOGRAFIA MONETALE REPUBBIICANA Lyngby H. 1963, Porta Miliaria. -Eranos", 61, pp. 55-62. Maieron O. 2001, La cainpana nella quotidianita attravmo i classiri, in Campane e campanili in Friuli, Atii del Convcgno dl studio (Udinc. 7 novcmbrc 1997), Udinc, pp. 29-34. Mansuelli G. 1976, // monumento fiinebre di Porsina a Chiusi, in L'llaliepreromaine el la Rome republicaine. Melanges offeris a Jacques Heurgon. II, pp. 619-626. Momigliano A. 1939, Due spumi di storia romana arcaica. -Srudia ci Document? Historiac et Inns . 2, rase. 2, pp. 373-398 ■ Quarto contributo alia storia degli studi classiri e del mondo antico. Roma 1969, pp. 329-361. MoRiiiOT L, 1888, Etudesur Vemploi del clochettes chez lei anrieni el depuis le triomphe du christianisme, Dijon. Mugellesi R. 1988, Traduzionedellibro XXXVI, in Plinio. Storia Naturale, V.Torino, pp. 511-739. Pais E. 1915, Storia critica di Roma, II. Roma. PaOU U. E. 1990, Vita romana, Uii, costunii, istituzioni, tradi- zioni, Milano (1 cd. Fircnzc 1962). Pease A. S. 1904, Notes on Some Uses of Bells Among the Greeks and Romans, -Harvard Studies in Classical Philology*, 15, pp. 29-59. Perassi C, Novarese M. 2006, Ijt monetazione di Melita e di Gatdos: note per un riesame, in L'Africa romana XVL Mobilita delle persone e dei popoli, dinamiche migratorie, emigrazioni ed immigrazioni nelle province occidentals deU'Impero romano (Rabat 15-19 diccmbrc 2004), Roma. pp. 2381-2408. RIC I = C.M.V. Sutherland. Roman Imperial Coniage, I. 31 BC-AD 69, London 1984. WC'II = H. Mattingi.y, E. A. Sydenham, Ibe Roman Imperial Coinage, II. Vespasian lo Hadrian, 1-ondon 1910. Richardson L. Jr. 1992, A New Topographical Dictionary of Ancient Rome, Baltimore-Dindon. RRC = M. H. Crawford, Roman Republican Coinage, Cam- bridge 1974. Sagi.io E. 1892. Discus, in Diclionnaire des Antiquiies (ireci/ues el Romaines, 11/1. Paris, pp. 277-280. Saguo E. s.d., Cacabus. in Diclionnaire des Antiquiies Grecques el Romaines. 1/1, Paris, p. 774. SNG. ANS, Pan 7 = Silloge Nummorum Graecorum. Vie Collection of die American Numismatic Society. Part 7: Macedonia I: Cities. Thraco-macedonian Tribes. Paeonian Kings, New York 1987. Sokdi M. 1 ». // monumento ill Ponenna ('biusi e mi crmrc di traduzione del Filarele, in Tradizione delTaniico nelle li- terature e nelle arti occidentali. Sludi in memoria di Maria Bellincioni Scarpai, Parma, pp. 235-239. Sokdi M., Castellani C. 1990, Un frammenio delle Historiac Tuscac e la struttura archileltonica del monumento di Porsenna a Chiusi, «Rcndiconti dell'Istituto Eombardo. Accademia di Scienze e Lcttere. Classe di Lettere c Scienze Morali e Storichc, 124, pp. 91-98. Thurston H. 1907. Bell, in Ihe Catholic Encyclopedia. II, New York, pp. 418-424. Torelu M. 1993. Columna Minucia, in Lexicon Topographicum Urbis Romae. 1, Roma. pp. 305-307. Vessberg O. 1941. Sludien zur Kunslgeschichte der rbmiichen Republik, Leipzig. Warden G. 2003. Rcccnsionc a Ihe Tomb of lutn Porsenna at Clusium. and Its Religious and Political Implications, by William M. Gaugler, "American Journal of Archaeology", 107/3. pp. 517-518.
x

Log In

or reset password

Reset Password

Enter the email address you signed up with, and we'll send a reset password email to that address

Academia © 2012