Il deposito monetale dalla vasca battesimale di Tas-Silg (Malta), in Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, 78, 2005-06, pp. 219-255 more

Published in M. P. ROSSIGNANI, C. BONETTI, C. PERASSI, D. LOCATELLI, La ripresa delle indagini della Missione Archeologica Italiana a Malta. Nuovi dati dal Santuario di Tas-Silġ e dalla Villa di S. Pawl Milqi, in Rendiconti della Pontificia Accademia Romana di Archeologia, 78, 2005-06, pp. 183-273

Estratto dai RENDICONTI della Pontificia Accademia Romano, di Archeologia, volume LXXVIII 2005-2006 -(fuori commercio)- La ripresa delle indagini della Missione Archeologica Italiana a Malta. Nuovi dati dal santuario di Tas-Silg e dalla villa di San Pawl Milqi di M. P. ROSSIGNANT Tipograha Vaticana II. DEPOSITO MONETALE Dl CLAUDIA I'l.RASSI I) deposito munetale rinvenuto sotto alia lasira di fondo del fotue baitesimale di Tas-Silg (US 4136). nel limo accumulato tra quesla c la sottostante vasca scavata nella roccia (US 4558),*' era COmpostO da 276 monelc in meiallo vile e da un iremisse hi/antino in oro." I,a catalogazione delle prime e risullata non poco compromessa dal loro staio di consena/ione: c siata comunque possibile la lettura di olire la meta di esse (60,79%)." II resio della documentazione e costituita da tondelli sui quali, piu * Le monete sono state catalogate durante il pcriodo del loro deposito tcinporaneo presso rUniversita Catlolica di Milano, reso possibile gra/ie alia collabora/.ione del Natio- nal Museum of Archaeology di Valletta, nella persona del dott. Nathaniel Cutajar, al quale va pertanto il mio piu vivo ringraziamento. Desidero ringraziare anchc la prof. Maria Pia Rossignani, Direttorc della Missione Archeologica Italiana a Malta, che mi ha aflidato lo studio del materiale. II reslauro delle monete c stato clfetluato dal Laboratorio Mia/./.o di Milano, con fondi del Ministero degli Affari Ksteri asseguali aU'L'niversita "l a Sapien/a" di Roma (prof. A. Ciasca). Le fotografie sono suite eseguite dal dott. Filippo Airoldi e dalla dott.ssa Gra/ia Facchinetti, presso il Laboratorio di Archeologia dell'Universita C.attolica. ■ Per time le questioni strettaniente archcologiche, riguardanu la prima e la seconda vasca, rimando alio studio di Chiara Bonctti (cfr. supra). ,; Nella presentazione preliminare del deposito (G Pkrassi, // deposito monrlalr dal san- luario di Tos-SHf; a Malta. Xatizie prrliminari, in I.'Africa Humana. Atti del XIV Com<rgno Interna- tionale di studi: h> spatio mariltimo del Mediterranea occidental. Geografia storica eil rronomia, S(U- sari, 7-10 dicemlrre 2(XK), Roma 2002, pp. 1073-1083) avcvo indicato il numero delle monete in 275 esemplari. Durante la fase di schedatura dei p<v/i, pero, e parso piii opportuno cata- logare separatainente tre minuscoli frammenti, inizialmente considerati pcrtinenti agli esemplari non integri conser\~ati nella stessa busta. Una inoneta frammentaria (nr. 278) e andata purtroppo distmtta nel corso delle operazioni di restauro, prima che potessc essere pesata e misurata. II pez/o catalogato con il nr. 277, inline, una piccolissima porzionc di meiallo di gr 0.07. non sembra debba essere annoverato fra il materiale di ti|x> numismalico. " Sulla percenluale di leggibilita di monete di V secolo rinvenute in ripostiglio. dun- que generalmente in una condizione di conservazione migliore rispelto a quella di esem- plari da giacitura stratilicata, vedi Asouvn. 2005. p. Hi. l a percenluale di monete illeggibili del deposito maltese (3'.).21%) e di poco superiore a quella dei ripostigli di Sassai i (33.25%) e di Tipasa, VilU des Fresques (33.95%). 220 REND. DELLA PONT. A<.( \I) ROM ll'ARCII. - VOL. LXXV1II o meno a fatica, e dccifrabile qualche segno iconografico e/o epigrafico. Certamcnte imrnsivo, a causa dell'amplissimo divario cronologico rispello al rcsto del materiale. dew i'wic . < msidcrato un pi< ciolo dei ( ;.\\ alicri di Malta, anch'tssii innlio mal rnn- servato, da attribuire al Gran Maestro Fra Jean Levesque de la Cassicre (1572-1581; nr. 129), rinvenulo nello strato pin superficiale del deposito. Per tale motivo non e da riferirc al deposito originario. La sua presenza potra costituire un segnale al fine di ricostruire la visibilita dei resu del santuario tra la tine del XVI e il XVIII secolo. composizionk dei. deposito Ix* 276 monete in Al attestano un ampio ambito cronologico. l.a moneta leggibile pin antica i ml.mi stata riconosciuta in un follis? di Costanzo II (337-361; nr. 1; fig. 10,1), mentre un nummus di Ciustiuiano I emesso prima delta rifonna del 538/539 (nr. 85; fig. 12.2) costituisce l'esemplare piu recente, per il quale e stato pov sibile individuare l'autorita emittente. I.o stesso inlervallo temporale puo essere asse- gnato anche allc monete scarsamente o del tutto illeggibili, databili unicamentc in base a minimi tratti grafici, posti in relazione al loro peso e al loro diametro (nrr. 86- 127), iiui'i" unkamente grazie a queste due ultime caratteristiclie (nrr. 17(1-276), pur nella consapevolezza della natura in parte arbitraria di una tale classificazione: sono infatti present! Al 3 e Al 4 che si datano fra la meta/fine del IV secolo c i pri- missimi anni del successivo, monete coniate nel V secolo e nominali di minime dimensioni e di pondometria inferiore al mezzo grammo - per esemplari integri - asscgnahili pertanto ad emissioni della prima meta del VI secolo.w Anche le monete contraffatte rientrano in tali estremi cronologici (cfr. infra). Se ne discosta invece il solo csemplare aureo rinvenuto, che si data alia seconda meta del VII secolo. 1. IV secolo-fmmo decennio del V Si tratta di 35 pezzi leggibili (4 o 5 folks; tredici AL 3, diciassette M 4: nrr. 1-35) e di 19 illeggibili (sette JE 3 e dodici M 4: nrr. 170-183; 202; 206-207; 220-221). Sono st.nr i it onosciute emissioni di Costanzo II. Costante, Giuliano, Valentiniano II. Gra- ziano?. Arcadio (fig. 10.1-5). 2. V secolo I.a produzione monetale di tale secolo e attestata con il maggior numero di esem- plari, ossia 44 per i quali e stata possibile l'individuazione deH'autorita emittente (nrr. 36-79) e 63 assegnati, invece, a questa/ooessulla base di labili tracce del tipo e/o della legenda. del peso e del modulo (nrr. 86-106; 184-201; 203-205; 208-219; 222- 230). I nomi imperiali - quando individual - rimandano a Valentiniano III (nrr. 36; 47-48). Teodosio II (nr. 37; fig. 10,7). Marciano (nrr. 49-56; fig. 10.8-11,1). Leone I " Per una precisa messa a punto dei problcmi pondometrici dfl nummus bizantino e barbarico nel VI secolo. vedi Morrisson. 1996, pp. 187-192. M P K< )SS1( .N AM t I \l • IND U.IM DEU A MISSION! \K( I lh( II C )( .!( . \ I I \M \N \ A M \l I \ 221 (nrr. 59-69; fig. 11,34), l.ibio Scvero? (nr. 70), Basilisco e Marco (nr. 71; fig. 11.5), Zenone (nrr. 72-73; fig. 11,6), Odovacar (nr. 77; fig. 11,7), Anastasio (nrr. 78-79; fig. 11,8). Quanto al nummuscon monogramma del re barbarico, Grierson propone una generica datazione fra il 476 e il 493, mentrc Kent e Mostecky la restringono il prinio al 477, il secondo al 486.*° I nummi con monogramma di Anastasio sono invece pre- cedenti alia riforma monetaria attuata dall'imperatore bizantino nel 498. Sono stati inoltre rinvenuti esemplari ancor oggi di controversa cronologia, ma che rientrano nella produzione "protovandala", cosi chiamata perche precede le emissioni iscritte con il nomc dei re vandali introdotte da Gunthamund (484-496). Tale moneta/ione t- testimoniata da due pe/zi anonimi con raffigtirazione di un bustO maschile drappeggiato e diademato sul D/ e la marca " D" entro corona di lauro sul R/ (nrr. 57-58; fig. 11,2)." Per tale emissione Brenot e Morrisson indicano una data- zione fra il 455 e il 475." Hahn e Grierson l'annettono invece alia produzione mone- tale del re Gunthamund,'', cosi come Mostecky, che indica una sua cronologia attorno al 490." I."origine africana di queste monete sembra essere comunque ormai accer- tata; sul suolo africano ne e stata infatti segnalata la presenza massiccia negli scavi di Cartagine e in una serie di ritrovamenti che si datano dalla fine del V all'inizio del VI secolo." 3. VIsecolo Sei monete appartengono ad emissioni coniate nella prima meta del secolo, pre- cedenleniente .ilia riforma di (iiustiniano del 538 9. Ti e sono nominali del valoi e di quattro nummi: al D/ e rafiigurato un busto maschile di incerta identificazione, che regge nella mano un ramo di palma, al R/ l'indicazione di valore N/IIII (nrr. 80-82; fig. 11.9). In questo caso non vi e unanimita fra gli studiosi. sia nella definizione del- l'ambito cronologico, sia neH'identificazione dcH'autorita emittente. A causa della mancanza di ogni riferimento epigrafico al potere reale, Grierson pensa infatti che l'emissione sia stata battuta neirAfrica vandalica, ma sotto l'autorita dei magistrati di " MECI, p. 28; RICX, n. 3502; Mostecky, 1997, p. 77. " L'esatto valore della marca e a tutt'oggi dibatluto: viene da taluni intesa nel senso di "500". dunque indicando un'equivalenza dell'/£ 4 con 1/500 di siliqua, da altri come let- tera iniziale del nomc denarius, con valore del nominale pari a 2. 4 o a 10 nummi (Morris- son, 2001, p. 153; Morrisson, 2003a, p. 87; D. Castrizio, Per una rilellura del sislema monetale vandalo I note preliminarij, in I.Africa romana XVI: Ai confini dell'impero: contatti, scamlri. con- Jlitti, Tazeur, 11-15 dicembre 2(H)2, Roma 2004, pp. 741-756; Morrisson, 2003b, p. 71). '-' Brknot - Morrisson. 1983. pp. 197-198; Morrisson, 1980. pp. 242-243; Morrisson, 2001, pp. 158-160; Morrisson, 2003b. p. 68. " Af/fl III. pp. 32-33; MEC I. p. 22. " Mostecky, 1997, p. 111. 45 Brkno i - Morrisson, 1983, p. 197; S. deloum, I.'eamomie monelaire de I'Afrique du Nord: les Irfsors monetaires des V et VI siecles ap.J.-C, in L'Africa romana VII: Soprairvivenze puniche e persistenze indigrne nel Nord Africa e in Sardegna, Sassari 15-17 dicembre 1989, Roma 1990, pp. 961-971. 222 REND. DELIA PONT. ACCAD. ROM. D'ARCH. - VOL LXXV1II Cartagine, fra il 488 ca. e il 533.46 Hahn e Mostecky riconoscono invece nel busto sul D/ la raffigurazionc di un re vandalo e assegnano pertanto i nominali, rispettiva- mente, a Thrasamund (ca. 515)47 e a Hilderich (523-530)." La produzione monetale di tale sovrano e comunque rapprescniata nel deposito maltese da un nummtucon il busto realc e la scritta HIL[DRIX] al I)/ e una croce patente entro ghirlanda al R/ (nr. 83; fig. 11,10), databile secondo Mostecky al 530.** Ancora alle emissioni dei re vandali rimanda, infine, un escmplare a nome di Gelimer (530-534): al D/ e rappre- scntato il busto del re con la scritta [G]EIL A[...],*• al R/ il monogramma del suo nome (nr. 84; fig. 12,1). Grazie al rinvenimento da Tas-Silg, c stato dunque possibile attestare, per la prima volta, la circolazione sul territorio maltese di monetazione protovandala e van- dala. Pur essendo, infatti, conservata nel Medagliere di Valletta e in quello della Cat- tedrale di 'Mdina una dozzina di nominali ostrogoti c vandali, il loro rinvenimento sull'arcipelago e documcntabile unicamcnte per due esemplari ostrogoti apparte- nenti alia collezione di Gustav Pisani.51 Gontemporaneo, o di pochissimo posteriore ai nummia nome dei re vandali, e un nummus della zecca di Cartagine, che rientra fra le emissioni battute da Giustiniano prima del 538/539 (nr. 85; fig. 12,2). Al D/ e appena percepibile la raffigurazione del busto imperiale volto a destra, mentre al R/ e chiaramente leggibile il numerale A." La zona del campo monetale sottostante e purtroppo fortemente corrosa: sembra 46 MF.CX, p. 21. 4:,WflIII, p. 63. m Mostecky. 1997, p. 141 (interpreta 1'elemento vegetale al D/ come una spiga). » MIB I, p. 94; Mostecky, 1997, p. 141. '" .Secondo Mostecky, 1997, p. 142 la scritta sarebbe da integrare in GEILA-M1R, con suddivisione a livello della lettera "A". SuH'escmplare maltese. ben leggibile in questa zona del campo monetale, il nome del sovrano c certaniente spezzato dopo la lettera "L", cosi come indicate anche da Ml-.C I. p. 420. nrr. 28-30. MIB I, nr. 21 legge invece GEILA-RIX. 51 Vedi Azzopardi, 1993, p. 88, n. #: si tratta di un follis della zecca di Roma databile al 491/3-534, del lipo INVICTAROMA con aquila al R/ (MIB I, 74b; MEG I. nrr. 100-109) e di un decanummo della zecca di Ravenna databile fra il 536 e il 554, del tipo FELIX R W'l'.NN'A {Mix l, nrr. 145-1 19). Pei gli altri esemplari conservati a Valletta, vedi P. H.K Gray, Numismatic Collection. Coins of the Vandas and Ostrogoths, in Museum Annual Reports 1956-57, pp. 8-9, nrr. 1-11; Azzopardi. 1993, p. 87. Sulla diffusione della monetazione enea vandalica fuori dall'Africa, vedi C. Morrisson, La diffusion de la monnaie de Carthage hots d'Afrique du Vau Vlt siecle, in Numismatique, Uingues, failures el arts du livre, specifirile des arts figures. Actes du Vllt Colloque international, Nice, 21-31 octobre 1996, Paris 1999, pp. 109-118; Morrisson, 2001. pp. 162-164; Morrisson, 2003b, pp. 81-84. w DOC\, p. 170, nrr. 308-309 (datazionc al 534-539). La proposta di attribuzione del- I'cseinplare all'cta giustininanea ha trovato conferma nella grande esperienza di Cecile Morrisson (College de France. Centre d'histoirc et civilisation de Byzancc), che desidero ringraziare anche per rinlcresse con il quale segue i miei studi sulla documentazione monetale dal territorio di Malta. L'emissione con numerale A risulta la piti attestata fra i nummi giustinianei rinvenuti negli scavi americani a Cartagine (vedi Morrisson. 1996. p. 188). m. p. rossk.nani et al. - indagini delia missione archeologica ITA1JANA a malta 223 pero percepibilc la presenza della sigla di oincina "C" che - secondo la classificazione proposta da Halm'1' - potrebbe restringere la datazione del nummus al 533/534-537. La cronologia dclla piu rccenle moneta in /E attestata ncl deposilo mallese e dunque pressoche contemporanea alia conquisia bizantina di Malta, awenuta nel 533/535 ad opera di Belisario.54 Fra la line del V secolo e gli inizi del VI e possibile datare aliri 67 esemplari, unicameme sulla base delle loro caratteristiche di peso e di modulo (nrr. 107-127; 231-276). 4. VII secolo Appartiene a (ale periodo il solo tremisse di Costantino IV (nr. 128; fig. 12,7), datato da Grierson agli anni compresi fra il 670 e il 674 circa,''5 da Hahn al periodo fra il 674 e il 681A motivo della presenza del bordo lineare sul R/ e soprattutto dei pnnli posu alia fine della scrilla e dopo la sigla CONOB, il tremisse pud essere asse- gnato con certczza alia produzione della zecca di Siracusa," dove proprio l'emissione di frazioni del solido fu sempre molto abbondanie.5" Cecile Morrisson ha messo in rilievo come la massima parte delle monete bizanune di IX secolo conservate nei medaglicri di Valletta e di 'Mdina sia. per I'^ppuiito. di cmissione siracusana.w 5. Monete di imilmione Oltre ad esemplari di produzione ufficiale, il deposito contiene monete di imita- zione, di complessa definizione cronologica (nrr. 142-169 = 9,74%). I.a serie si apre con due radiati contraffatti, il primo certamente derivato da un prototipo monetale di Tetrico II (nr. 142; fig. 12,3: tipo prinoiwf.nt), il secondo, molto mal conser\-ato, " MIB I, tab. IX, nr. 192 (vedi anche pp. 68-69). M In mancan/a di fonti letterarie ed archeologiche, le vicende della storia nialtese, relative agli anni (enninali del V secolo e alia prima meta del successive), lino alia conqui- sia bizantina, sono ricostruite dagli storici in analogia con quelle siciliane (annessione al regno vandalo dal 455 circa fino al 476, passaggio nelle mani di Odovacar e in scguito alia sconlitta di quest'ultimo in quelle di Theodoric nel 493: vedi T. S. Brown, Byzantine Malta: a Discussion of the Sources, in Medieval Malta. Studies on Malta Be/ore the Knights. Malta 1975, pp. 71-75; BRUNO, 2004. p. 21). ss DOC, II/2, p. 553, nr. 59bis. -MIB III, tab. VIII, nr. 42. " DOC II/2. pp. 521-523; AttBII, pp. 153-154. " Sulle emission! in oro della zecca di Siracusa, vedi ('.. Morrisson -J. N. Barrandon - J. Poirikr, Souvellrs recherches sur I'histoire monetaire byzantine: evolution comparee de la monnaie d'or a Constantinople et dans les pnwinces d'A/rique el de Sidle, in Jahrtnich dec iisterreichischen Byzantinistik, XXX1I1 1983, pp. 267-286. M C. Morrisson, l/i Sidle byzantine: une lueur dans les siecles obscurs, in Quad. Tic, XXVII 1998, p. 312, nt. 17 (vedi anche Az/.opardi, 1993, p. 97): si tratta, puriroppo, nella massima parte di monele per le quali il rinvenimento sul lerritorio deH'arcipelago e soltanto ipo- tizzabile. 224 rknd. delia PONT. accad. rom. d'arch. - vol. i .xxviii forse imilantc soggctti dclle emission! di Claudio II (nr. 143). E nolo che proprio gli amoniniani dclla seconda meta del III secolo (soprammo quelli di consacrazione del Divo Claudio c degli usurpatori galliri) furono a lungo imitati. Per le regioni dell'A- Irica sciienii ionalc. si pensa che la loro contraffazione sia dui.ua per gran pane del IV secolo,"0 mentre la loro permanen/.a nclla circolazione locale si sia spinta per lo mciio lino all'iiltinio quarto di quello successive), se non ollrc.61 Pur nella dillicolta a disiinguere scnipic con rertczza le due caiegorie di eniissioni, rinvenimenli norda- fricani allestano la minima proporzione di anloniniani ufliciali rispetlo a quclla di radiati contraffalli:'- cito il caso del riposliglio dalle lei me dclla Rcgio 111 di Sabraiha con tre esemplari di emissione regolare contro 292 di imiiazione."' In i onsidera/ione del peso (gr 1,19) e del diametro (mm 16). la seconda moneta maltese ricntra fra i pezzi di imitazione di modulo e di peso maggiori, che precedct- '" Brknoi - Morrisson, 1983, p. 194; S. Oarraffo, Nuove ricerche numismatirhe a Sabmtha ealsptis Magna, in Lib. Ant., XV-XV1 1978-1979. pp. 101-112. Ialc indltazione cronolo^i i; fornila pircxmpio dal ripost^lm alg< rmo di Ribc- lais \in Merane. Ibi mato da 305 nionele, fra le quali si scgnala la prescn/a di sei esemplari radiati, occultato al piii tardi intorno al 480 (BRENOT, Morrisson. 1983, pp. 191-211; sulla docunieniazione nord-africana, vedi P. Saiama, NolradditionneUe, in MEFRA, l.XXXVI 1974. pp. 539-540; per la presenza di imitazioni radiate in un riposuglio calabrcse che si chiude con cmissioni di Valentiniano III. vedi M. A. Mastkuxoni, // riposliglio di Bova Marina, lor. S. I'asquale: brevi nolr sui rinvenimenli monelali nell'area dello Stretto. in MTJ-'R\. Moyen Age. C.IU 1991, pp. 283-284). II pcrmanerc in circolazione di radiati di imitazione fino all'eta van- dala pare invece dot umentata dal gruzzolo di 22 monete. parte di un piii consistentc lotto che <■ possihile congetturare fosse coslituito da circa 200 esemplari. ritrovato in una fogna dell'antica TMbMl (R. Turcan, Une trouvaille monelaire a Announa /Algeriel, in Lalomus. XXXI 1972. pp. 130-145; Tlrc\n. 1984; Mostf.cky, 1997, p. 84). Sulla persistenza anche della pialica dclla contraffazione lino al periodo bizantino, vedi inoltre le osser\'a/ioni di Ti Rc.w. Une trouvaille, cit., pp. 140-143. "-' Vedi R. Macau so, / "radiati barlmri " e la rirrolazione monetaria in Tripolilania net IV serolo d.C, in Quad. Arrh. Ub., XV 1992, p. 327. Anche nel caso del riposliglio algerino di M'Sila. per quaMD riguarda le monete radiate si constata que la majorite est conslituee de frap- pes irregulieres (S. Dki.oi m, Xotes stir le tresor monelaire de M'Sila [Jin du Ve siecle debut du Me sierle, apres J-CI, in I'roceedings of the 10" International Congress of Numismatics. Ijmdon 1986, London 1989, p. 309). In ambito maltese. segnalo come le campagne di sravo condone dalla Missione Archeologica Italiana a Malta nel sito di Tas-Silg fra gli anni 1963 e 1970 abhiano r: utiuto quattro antomniani (uno di ( allicno t tre per il divo Cliudiu), du quali tic sono certainente di produzione ulfu iale (vedi C. Pkrassi, Rinvenimenli monelali da Tas- Silg, in Un luogo di rullo, 2005j. M R. Ma<ai.I'so, Rinvenimenli monetari nella Regio III. Insulae 4-5 di Sabratha. in Quad. Arrh. Lib., XIV 1990. pp. 327-332 (il riposliglio conteneva anche cinque tondelli non coniati). 61 MaCALUSO, Rinvenimenli cit. (nola 63). p. 216; S. G.\rr.vfo. Notes on Coin Production, Use and Circulation in Tripolilania and Crete in hde Roman and Early Byzantine limes /resume), in Coin Finds and (jiin Use in the Roman World. The Thirteenth Oxford Symposium on Cjiinage and Monetary History, March 1993. Berlin 1996. p. 182. M I' R( >NSI( .NA.NI KI \l INDAGINI DM\.\ MISSION! \K( HEOUX.K a H AI I AN A \ \l\l [ \ '_''_'."> tero i "minimi" radiati il cui diametro risuha compreso fra i 12 e gli 8/6 mm."' Di peso neiiamentc inferiore e invece l'esemplare contraffatto di Teirico (gr. 0,57; mm 12), probabilmente fuso.65 Degno di nota c l'accosiamento delle due monete con quanto oggi resta dell'imponente ripostiglio di Victoria (isola di Gozo):1* i 27 cscm- plari conservati presso il Gozo Museum of Archaeology, minima porzione delle circa 4.000 "small bronze coins" rinvenute entro un contenitore di terracotta nel gennaio del 1937,": sono infatti antoniniani e/o radiati contraffatti. I soggetti imitati, quando riconoscibili, sono quelli delle monete di consacrazione del Divo Claudio (almeno 11 esemplari, con i tipi dell'ara e dell'aquila), e dei due Tetrici (sei pezzi?). Anche un secondo gruzzolo di 26 monete, conservato presso il National Museum of Archaeo- logy di Valletta, forse in origine parte anch'esso del ripostiglio gozitano, richiama in quattro casi antoniniani emessi in onore di Claudio II divinizzato, in dieci invece antoniniani di Tetrico I e di Tetrico 11.'" 1 km.urn esemplari contraffatti dal dcposilo di Tas-Silg. pel pondometria e modulo si dispongono su una larga scala di v-alori. con la presenza di pezzi anche di estrema leggerezza (meno di mezzo grammo, con cadute ponderali lino a gr 0,22/0,20) e di diametro minimo (mm 7/8). I tipi piu frequentemente imitati rien- trano fra quelli consueti (Victoria, croce in ghirlanda, monogramma imperiale). Talora il modcllo iconografico ed epigrafico di rifcrimento e riprodotto in modo tal- menle " i iassimlivo", con pscudoiscrizioni e semplici lincc prive di coeren/a orga- nica, da impedirne il riconoscimento.'" II tipo piu imitato e costituito dalla croce in ghirlanda, che subisce modifiche quali la notazione di un contorno lineare (in un caso addirittura doppio: nr. 139; fig. 12,5), posto aU'esterno della corona vegetale. Segnalo anche gli esemplari nrr. 141, 143 e 145 (fig. 12,6), anomali in quanto i due lati riproducono entrambi il soggetto di un R/ monetale. Su una faccia e pertanto raf- " Sulla preponderanza in area africana di esemplari contraffatti per fusione rupetto a quelli coniati, diffusi invece in Gallia, vedi A, Boiiroeois - C. Brenot, Tresors de monnaies de Immze du V sircle provenant dAlgerie, in Quad. Tic, XXIV 1995, pp. 309-311:317. " I.'insediamento moderno insisle suU'antieo abitato di Gaulos (per i dali slnrici ed archeologici, vedi Bri no, 2004, pp. 34-36). Vedi C. G Zammit, Water Cistern and Coins at Victoria, Gozo, in Museum Annual Reports, 1936-37. p. 14: il contenitore era collocato accanto ad una cisterna, forse perlinenle ad una - Roman habitation or other premises of different nature »; vedi anche A. B< >n \sn< >, Roman Malta, Roma 1992. p. 78, che indica pero erroncamente le monete come "sestertii of the Gallic Empire (A. D. 259-273) "; AZZOMIH 1993. p. 67; C. Perassi, Aspetti della circolazione monetale sull'arciprlago maltese (I sec. d.C-533/5 d.C.j, in Alii del XIII Congresso Internationale di Xumismiitica, Madrid, 15-18 settembre 2003, c.s. ** Vedi Perassi, Aspetti cit. (nota 67). m Anche in questo caso si possono citare confronti con esemplari rinvenuti in ripostigli dal territorio nordafricano, quale quello di Announa (Tiircan. line trouvaille cit. [noia6l]; Ti.'rcan, 1984). Robert Turcan sottolinea giiislamenle come, in quesli casi, il termine di contraffazione sia in un certo senso abusive, «car on ne voit pas du tout a quels modeles les fabricanls «>iii pu se referer, quand le flan ne porte pas d'autre empreiute <|iie des points et des traits - (TUSCAN, 1984, p. 226). 226 KKNI) DELLA PONT. ACCAD. ROM. PARCH - VOL. 1.XXV1II figurata una croce in ghirlanda, racchiusa in due casi da una linca di contorno,70 sul- Taltra una figura fcmminile drappeggiata stante. derivazionc probabile da un*imma- gine di Victoria,'1 nel prinio esemplare; forse due figure in piedi. con cortc vesti c lan- cia(?) nella mano ncl sccondo; una figura maschile stante, con lancia (o labaro?) nella mano sinistra nel ter/o. Quest'ultima moncta presenta anche una pseudoscritta, della quale sono leggibili unicamente alcuni segni vagamcnte cocrenti, lungo il bordo del tondello e in esergo. La croce sembra inoltre essere liancheggiata da due globelti, posti nei due quarti superiori del campo monetale, richiamando in questa sua caratteristica un esemplare contraffatto da Tipasa.7'-' II deposito maltese contiene, infine, 12 esemplari di nummi anonimi con al R/ una figura di Victoria eslremamcnte stilizzata (nrr. 46-57; fig. 12,1: per quattro l'iden- lificazionc e solo ipoti//al>ile), confermando l'abbondanlc produzione di quesia serie." Un solo pezzo (nr. 46) presenta tracce epigrafiche al D/: poiche le poche let- tere percepibili non sembrano rimandare alia legenda delle emissioni ufRciali di Thrasamund (496-523) con Victoria con corona al R/, I'esemplare deve rientrare nella categoria delle monete con nonie del sovrano vandalo a legenda dcTormata.7' Sui T" II contorno e sottile sull'esemplare nr. 141, che raffigura la ghirlanda con forme ancora naturalistic he, ,is-,,h marralo invece sul nr. 145, sul quale la corona vegetale e tra- sformata in un elemenio del unto lineare. Solo quando il prcscnlc testo era gia in bozze, ho potuto prendere visione del lavoro di M. Asoiati, II ripostiglio di Camporegio (Grosseto). Note suite imitauoni bromee ill \ v<. il. I .*. /• nulla question!' della cosiddrtta moneta in rame nelTIta- lia longobarda, in Hiv. It. Numism., CYH 2006, pp. 113-161, nel quale sono discusse le imita- zioni con i tipi Figura stante con asta e Croce in ghirlanda. Tali serie sono assegnate a una produzione nell'ambito del V sec, in area centro-italica. 71 Fra i quaranta M. 4 di imitazione derivati dal tipo croce in ghirlanda attestati dal ripo- stiglio di Falerii S'ovi, sono prescnii due esemplari che accoppiano su enirambe le facce un soggetto del R/: in un caso si tratta della figura di Victoria con asta nella destra (vedi Aso- tATI, 2005, p. 114, nr. 1632; con proposta per il nascondimento del tesoro in una data com- presa negli anni Settanta del V sccolo, non molto oltre il 476; ib>d„ p. 65). "TfRCAN, 1984, p. 227, nr. 24 (vedi anche un esemplare dal ripostiglio di I.ipari-Monte Rosa in P. Orsi, KpOStigUo mimetale del basso impero e dei primi tempi iiizantini rinvenuto a Lipari, in Riv. Ital. Numism., XXIII 1910, pp. 357, n. 11). La notazione di quattro piccoli globi ai lati della croce e una caratlerislica documentata da non pot hi esemplari rinvenuti negli scavi di Cartagine (vedi. p. es., I'. Visona, The Coins - 1983, in The Circus and a Byzantine Cemetery at Carthage, I, Tunis-Ann Arbor 1988, nrr. 488-493): la definizione cronologica di tali pezzi, forse assunti a modello per un lato dei nominali contiallatti maltese e algerino, e ancora discussa. Ira chi li assegna all'eta di Giustiniano e chi li antcdata invece alia seconda mcta del V (la questione e ben presentata in Asoiati, 2005, p. 50, nota 176. con proposta di iuNcriir remission! nella produzione protovandala). Lt zecca di produzione e invece concordemente judicata in Cartagine. 73 Sono noti ri|m>stigli formati unicamente da esemplari di Victoriae anonime, come quelli rinvenuti a Vicus Omelae (od. Sidi Aich, Tunisia), compcKto da 873 pezzi, e a Bou Lilate (od. Algeria), forma to da 108 esemplari (vedi Morrisson, 1980, p. 245; Dei.oii.m, L'economiecit. [nota 45), pp. 969-971). 74 Morrisson, 1980, pp. 246-257. M. P. ROSSIGNANI kt Al. - INDACIM DELLA MISSIONE ARCHEOUX;i( A 11 \l I \\A A MALTA 227 i csianli minimi l'immagine della (lea apparc ( u altei izzata da una semplificazionc dei tratti cosi accentuata, da richiamare solo vagamcntc il proiotipo vandalo.75 La pon- dometria varia da gr 0,21 (nr. 157) a gr 0,85 (nr. 147), con una media ponderale di poco superiore al mezzo gram mo.7" I diameiri sono compresi fra 7 e 11 mm. Morrisson indica come periodo per la coniazione delle Victoria*-anonime la prima meta del VI secolo. a partire dagli anni successivi al 520 circa. II deposito maltese (onlenna tale datazionc, pur non offrendo appigli per una sua pin precisa determi- uazione: lie csemplari piovengono dal livello 1). con terminus post quern al 534-5HI I (minimus di Giustiniano), quaiiro da E (tptp nummus di Gelimer del 530-534), tie da F (tp/f. nummus&\ Hilderich del 523-530) e due da G. In quesi'ultimo livello la moneta leggibile piu tarda e un X. 4 a Dome di Leone I (457-474; nr. 199), ma sono present! almeno cinque esemplari di pondometria inferiorc al mezzo grammo, la cui emis- sionc puo essere anche pin tarda. La produzione delle serie delle Vietoriae anon inn- i imanda ancora una volta aH'Africa settentrionale; in quest'area sono documentate in quantita considerevole in numerosi ripostigli. F, sufllciente citare quello rinvenuto a Ain Kelba, a ovest dell'antica Tubunae (od. Algeria), composto da 1252 esemplari, dei quali ben 1025 del tipo in esame. Per tale ripostiglio Morrisson ha proposto una data di interramento al 520 o poco dopo.7 6. If zecche Veramente esiguo c il numero di esemplari sui quali e stato possibile leggere la sigla della zecca di produzione. Per i nominali coniati ncl IV secolo, si tratta di Antio- chia (nr. 8; nr. 26?): Gonstantinopolis (nr. 28; fig. 10,5); Aquileia (nr. 12; fig. 10,4), Aquileia/Roma/Thessalonica (nrr. 21-25) e di una generica zecca orientale (nr. 4; fiH. 10,2). II secolo sin ( essivo vede la presenza di esemplari da Constantinopolis (nrr. 49, 61, 64, 78-79), Roma (nrr. 36, 70?), Nicomedia (nr. 50), Ravenna (nr. 77), oltre che da una zecca localizzata in area orientale (nrr. 35, 60). Ncl complesso, emerge comunque come il rifornimento monetario dell'arcipelago maltese fosse svolto dalle zecche attive sotto gli imperatori che. a partiic dagli anni finali del l\' secolo. reggono la Pars (Mentis dell'impero: Arcadio, Tcodosio II, Marciano, l^one I, Basilisco e ''• Vedi, a talc proposito. Brknot - Morrisson, 1983, pp. 198-199; Morrisson, 1980, pp. 240- 241; Mostosy, 1997, pp. 136-139. 711 Morrisson, 1980, pp. 241-242 (vedi anche Morrisson, 2001, p. 159) individua due divei se lipologie airinteruo della serie. t he si dislinguono per il tipo di londello utilizzaio, s|>esso nel primo caso, soitile nel secondo: tale aspetto e anche indicatore di una cronolo gia relativa fra i due tipi. II peso medio dei pczzi piu grossi e di gr 0.48 (i 106 esemplari da Ain Kelba documentano una scala ponderale da gr 0,68 a gr 0,12), quello dei tondelli di minor spessore gr 0,27 (peso massimo degli esemplari da Ain Kelba gr 0,54, peso minimo gr 0,0?)). Nel primo gruppo rientrano certamente i pezzi tnaltesi nrr. 147-152. Nessun esemplare dal deposito di Tas-Silg risulta forato, caralleristica invere l're<|uentemente rile- vata su quesu pezzi (vedi Morrisson, 1980, p. 242) . " Morrisson, 1980, p. 240. M. P. ROSSK.NANI FT Al_ - INDACINI OELLA MISSIONK ARCIIEOI.OC.IC A ITALIANA A MALTA 229 In realta, anche se assnmessimo la cronologia del trcmisse cli Costantino IV (670- 674) come terminus post quern per la contemporanea deposizione di tutte le monete, il deposito avTebbe una sua coerenza. Ritrovamenti da aree periferiche e semiperiferi- che del bacino mediterraneo hanno infatli permesso di appurare come nominal] in /E di IV e di V secolo potessero ancora circolaredurante il VII, per sopperire al debole rifornimento di moneta divisionale nella prima eta bi/aniina, da Foca in avanti."3 Eccezionale sarebbe, pero, un accumulo formato da una sola moneta aurea a frontc di un assai piu cospicuo nucleo di esemplari in M.M Anche in questo caso sono i dati archeologici a chiarire la modalita di formazione del deposito, che e in realta conseguente ad una deposizione delle monete awenuta in piu momenti. Gli esemplari in JE erano infatti concentrati entro uno strato di limo spesso circa 11 cm (fig. 7), nel quale sono state individuate almeno sei diverse fasi di accumulo, corrispondcnti ai sei livelli riconosciuti (D, E, F, G, H, I)."5 II livello G, ossia il (418 identificabili), da esemplari "antichi" ancora circolanti a emissioni cli Giustiniano (vedi G. Bijow-sky, The Gush Halm Hoard Reconsidered, in Atiqot, XXXV 1998, pp. 77-108; Morrisson, 2001, p. 169). " Garraffo, Notes at. (noia 64), pp. 182-183 (scavi nell'insediamento protobizantino presso Farea del Pretorio di Gorlina); E. Arsian, Mutamenti difunzione e di slruttura degli stock monetari in Europa tra Ve VIII secolo, in Morfologie sociali e cultural! in Europa fra tarda antichitd e alto medioevo, I, p. 438; E. Arslan Gsmsiderazioni sulIa circoliizione monetaria in eta protobizan- tina a S. Anlonincr, E. A. Arsian - F. Ferrk.tti - G. Miriai.do, / reperti numismatici greci, ronmni e hizantini, in T. Mannoni - G. Muriaido (cur.), Sant'Antonino. Un insediamenta fortificato nella Liguria Inzanlina. Bordighera 2001, pp. 240-242; 233; E. A. Arsian, Emissione, circolazione e tipologia delta moneta tra tarda antico e alto medioevo in Liguria. in Roma e la Liguria Maritima, Bordighera 2003. La situazione romana e stata delineata da A. Roveuj, Residualitu, non resi- dualitd, continuita di circolazione. Alcuni esempi dalla Grypta Balbi. II quadro monetale. in / mate- rial! residui nelln scavo archeologico. Atti delta Tavola Rotonda, Roma, /'> mono 1996, Roma 1998, pp. 186-195. II quadro metodologico e siato tracciato da A. Saccocx:i, Monete romane in con- test! archeologici medioevali in Italia, in Qtiad. 'lie, XXVI 1997, pp. 385-404. M Per il V secolo, il dettagliato catalogo stilato in RIG X, menziona fra i mixed hoards solo due riposiigli cosi composti (p. clxxvii), ossia quello di Bosnek (Bulgaria) con circa mille nominali in /E e un solido di Teodosio II e quello di Rencovo (Portogallo), compo sto da un solido di Onorio e un numero imprecisato di monete in /E (da Gostantino a Ono- rio). L'clenco di riposiigli conteneriti moneta bronzea vandalica, pubblicato in Morrisson, 2001, pp. 166-170, segnala il solo rinvenimento di Sessa Aurunca (Caserta), nel quale furono deposti solidi e iremissi ostrogoti insieme con oltre 2.000 nummi ostrogoii, vanda- lici e bizantini (p. 169). 8S L'acribia c l'estrema pazienza poste in alto nelle operazioni di recu|>ero c di rileva- mento grafico dellc monete hanno permesso di individuare Tesistenza di differenli fasi di accumulo: desidero penanto citare gli archeologi Ghiara Bergamaschi, Alelo Borlenghi e Anna Maria Rossi che, sotto la direzione di Ghiara Bonetii, hanno materialmente prowc- dulo a lali operazioni. La soiiigliezza dello strato limoso ha reso lalora complessa Tesaua definizione degli stacchi fra un livello e il successivo e la conseguente corretta attribuzione di alcuni esemplari ad un livello preciso: tale sicurezza si ha per quelle monete posizionale con precisione una sopra all'altra. 232 Rl Ml DKI.l.A PONT. ACCAI). ROY. D'ARCH. - VOL I.XXVIII ta dalla Missione Italiana a Tas-Silg.9'' Tali considerazioni mi sembrano deporre anch'essc per un'inici prelazione dell'accumulo monelale come composto da due parii, cronologicamente distinte: la deposizione della prima, costituita dai soli esem- plari in metallo vile, si chiude nella prima eta giustinianea, quella della seconda, for- mal, i es( lusivamente dal iremisse bizantinn. awiene nella sei onda meta del \ II sei olo. Chiarita la modalila di formazione del deposito, restano ora da comprendere i motivi per cui le monete crano state gettate nel fonte battesimale, durante la liturgia sacramentale. FlNZIOM l)FI. DEPOSITO Come gia indieato da F. Dolgcr nel 1932."" il punto di partenza per ogni rifles- sione mi talc consuetudinc, c costituito dal canone 48 del Concilio di Elvira: Emendari plaruit, ut ii qui baptizantur, ut fieri solebat, nummos in concha rum mittant, ne sacerdos quod gratis uccrfiit, pretio distrahere videalur. II testo, recentemente riferito al 365,'" dispose perianto che i battezzandi non introducessero piu monete nel fonte battesimale, come erano invece solid fare, affinche non sembrasse che la somministrazione del Battesimo awenisse dietro mercede. l-a stessa preoccupazione e espressa in un'epi- stola di Papa Gelasio I ai vescovi della Lucania (11 marzo 494): il pontefice fa espli- cito divielo che il battesimo e la cresima siano assoggettati al versamcnto di alcuna tassa e che i renascentes siano vessati con il pagamento di qualsivoglia tributo, perche quod nos gratis accepimus, gratis dare mandamur.w La lettera gelasiana sposta dunque fino al termine del V secolo la persistenza di tale richiesta di imposizione pecuniaria ai neofiti, localizzandola anche nei tcrritori meridionali della penisola italiana, dun- que sia in un ambito cronologico molto prossimo (se non coincidente) alia docu- mentazione numismatica di Tas-Silg,^ sia in un contesto territoriale centro-mediter- raneo. Ia genericita del testo permette, pero, di cogliere unicamente la persistenza di una richiesta di pagamento in concomitaiiza con il Baiiesiino. senza coiisrntire di comprendere come concretamente awenisse tale dazione di denaro, ossia con l'e- *1 Vcdi Nov.miesf, If monete cit. (nota 92), p. 49, nr. 123. " D6LGER 1932, pp. 1-24; vedi anche F. Dolc.kr, Munirn in einem Baptisterium der Haibittsd Krim. in Antike und Christentum, III 1932, pp. 149-150; m.. Die Kolner Taufiaier und die Miinzen in Taujbecken, in Antike und Christentum, V 1936, p. 293. ": J. St blrbioia Mariinkz, Xuevos concilios hiipano-romanos de los siglos III \ A' Iji coleccion de Elvira, Malaga 1987. * Ep. 14, 5 (vedi DdLCER, 1932, p. 7; in., Der Eiilnercit. [nota 96], 293; M. RKHEITI, Manuale di storia liturgica, IV: I Sacramenti, i sacramentali, Milano 1959 (rist. anast. 2005), p. 132). I.a questione hi dibattuta ancora a lungo, come documentano il Sinodo di Braga (572), il (kiiicilio di Emerita (664 o 666), il (xincilio di Narbonne (1609) (per tutti, vedi rkhktti, Manuale, cit. [nota 98), p. 132; Dok;kr, 1932; Facoiinktti, 2004, p. 286). II Con- cilio di TrentO affermo a tale proposito il ricorso ad un giusto mezzo, dichiarando che il sacerdote non puo esigerc una tassa, ma e lecito che accetti cio che i fedeli ofl'rono spon- taneamente, seguendo una pia consuetudinc (Kiciietti, Manuale, cit. [nota 98), p. 132). M P ROSSGNANIET AL. [NDAQN1 BELLA M1SSIONE ARCIIEOLOGK'A ITALLANA A MALTA 233 ventuale immissione dclle monete nel fonte, come attestato invece dal prccedente canone conciliarc. Oltre alia documentazione letteraria, anche la realta archeologica confcrma in almeno tre casi, oltre a quello maltese, la ritualita dell'oSeria monctale nelle piscine battesimali.""1 Accumuli di monete sono dunque stati segnalati nel condotto perime- irale e nello scarico della vasca ottogonale del Battistero di San Giovanni alle Fonii di Milano,"" nella canaletta di scarico del fonte del battistero paleocristiano del com- plesso episcopalc di Chersoneso (Crimea),1"8 nel tratto iniziale di una canaletta col- legata alia vasca dell'edificio battesimale paleocristiano di Piacenza (quest'nltimo caso e, in realta, di incerta altendibilita).l", Indimostrabile e invece la provenienza dal fonte battesimale della cattcdrale di Trier di 182 monete datate fra la seconda meta del III secolo e hi tine del IV d. C, rinvenute in una canaletta che corre nei pressi del battistero. poiche l'eventuale collegamento fra la canaletta e il fonte stesso e andaio distnuto nel corso di attivita successive."* I casi censiti indicano pertanto l'estensione geografica del fenomeno, che pare interessare una fase cronologica compresa h a la fine del V secolo/inizi del VI e la fine del VII secolo/inizi dell'VIII.1"5 L'esistenza della consuetudine gia nella seconda meta del IV secolo e pero dimostrata dal documento conciliare piu volte richiamato. Grazie al rinvenimento di Tas-Silg, il rito e attestato nella comunita paleocristiana maltese a partite dalla fine del V secolo/inizi del VI, fades cronologica alia quale si data il livello I, il piu antico del deposito (vedi supra). Non si puo escludere, pero, che I'offerta di monete avesse interessato anche il periodo di utilizzo quale fonte battesi- male della sottostante vasca scavata nella roccia.1"6 Poiche essa era priva di un foro di scarico per I'acqua, e possibile ipotizzare che le monete venissero recuperate in seguito dal fondo della piscina, in analogia a quanto poteva verificarsi per le offerte lno Vedi Facuunktti 2004, pp. 286-288; Perassi - Facciiinetti 2003. ioi l,, 222 monete, 221 in A', eel una in argento, sono databili fra la meta del IV secolo e la fine del Vl-inizi del VII (vedi E. A. Arsian. Monete provenienti dal canale perimelmlr del fonte battesimale, in Im cilia e la sua memoria. Milano e la tradizione di sanl'Ambrogio. (jitalogo della Mostra, Milano 3 aprile-8 giugno 1997, Milano 1997, pp. 176-177; G. Facchineiti, 2004, pp. 286-287; Pk.rassi - Facciiinetti, 2003. l.a data/.ione del fonte si pone nel V-VI secolo. 108 Le indagini archeologiche condotte nel 1876 misero in luce diverse monete in AL, databili fra la meta del Pv' secolo e gli inizi del VI (vedi Dou.er, 1932, pp. 149-150; Facciii- netti, 2004; Perassi - Facchinei ii, 2003;. "', Nel 1857 furono rinvenute "circa 60 piccole monete di rame del diamelio di < irca 8 mm " (P. Piva, // battistero paleocristiano di Piacenza, in Ant. Tard., V 1997, pp. 265-274): in condizioin assai precam di ronscrvazione iht ne hmito la leggihilm nsultano oggi disperse (Facciiinetti 2004. p. 286; Perassi - facchdotti, 2003). "M Devo la precisazione al Dr. Da\id Wigg-Woll (Fundmunzen der Antike, Goedie L'ni- versitiit. Frankfurt am Main), che ha studiato il deposito monelale. ora in corso di stampa in Fundmunzen der rbmischen Zeit in Deu'.schland, IV 3/2, pp. 224-237. A lui vanno pertanto i miei piu vivi ringraziamenu. 105 Vedi Facchinetti, 2004, p. 286; Perassi - Facc.hinetti, 2003. "* Vedi Bonetti, supra. 234 RFM). DELIA I'OM. ACCAl). ROM. D ARCII. - VOL. l.XXVIII monetali gettate nella sorgemi di acque salutari in eta romana,107 owero che il depo- sito monetale sia stato asportato al momcnio dclla dismissione della vasca come fonte. La consuctudine sembra terminare a Tas-Silg con la conquisia bizantina dcH'arcipe- lago maltese, come attesta la piu tarda moneta in AL rilevata nei livelli D-I, che si data appunto all'eta giustinianea. II rinvenimento nello strato C del trcmisse aureo datato alia seconda meta del VII secolo e, a tutt'oggi. di problemauca interprelazione. Le monete novate nei fonti bat- tesimali poco sopra citati sono, infatti, nella pressochc totalita dei casi, nomiuali in /E: eccezionali a tale norma appaiono nnicamcnie il tremisse da Malta c nn tremisse lon- gobardo, coniato ad imitaxione di tm'cmissione ravennatc di Manri/io Tiberio (582- 602). pervenuto fra il materiale numismatico dagli scavi del Battistero milanese di San Giovanni alle Fond."" Pur noil potendosi comunqtie escludere, in via teorica, la cir- costanza che nominali in oro e in argento, eventualmcnte deposti dai neoliti nell'ac- qua del fonte, venissero reenperati a motivo del loro maggior valore, il ricorso prefe- renziale ad esemplari in /E in ambito battesimale trova conferma in altri nsi rituali delle monete di eta romana. come i depositi di fondazione."" le offerte alle divinita delle acque,"" le deposizione di monete nelle sepolture.'" L'inconsueto utilizzo di un tremisse potrebbe essere conseguente alio svolgimento di una cerimonia connessa noil tan to con la somministrazione del battesimo, quanto con la vita del fonte: lorse una sua riconsacraz.ione o sconsacrazione."'- In altcrnativa, e possibile ipotizzare una sporadica ripresa della pratica di deporre nummi in concha in occasione del battesimo di un personaggio di livcllo sociale elevato. che desiderava in tal modo richiamare una consuetudine antica, rimarcando nei contempo il proprio prestigio, con la depo- sizione di una moneta aurea. Alio stato attuale della ricerca anche il significato (o i significati?) connesso all'offcrta di denaro nelle acque battesimali appare ancora sfuggente. II canone sinodalc prima citato, sanzionando tale com portamento con una motivazione di lipo etico, individua nella deposizione monetale una sorta di pagamento che deve I 'nVpigi ale da Narni. datata al 56 d.C, fa infatti riferimento al rci uperodi una ^lijn deposta in tin Incus, ossia in uno specchio d'acqua naturalc o arlificiale. al tine di poter sostencre le spese per I'abbellimento di un tempio (vedi G. FACCHlNETn, Inline stipes: I'offerta ili monele nelle acque delta penisnla italiana, in Hiv. II. Xumism., CIV 2003. p. 18). "* Vedi E. A. ARSLAN, Tremisse aureo di Mnurizio Tiberio dal Battistero di San Giovanni idle Fond, in hi dtta i' la sun memoria. Milano e l/i tradizione di sant'Ainbrogio. (latalogo della Mostra, Milano 3 a/rrile - 8 giugno 1997, Milano 1997, p. 177: provenienza da strati rime- scolati). "" Vedi C. Pf.rassi, // sesterzio di Domiziano dal criploportiro del Capitolium di Verona: una deposizione intenzionalet. in // Capitolium di Verona, Verona, c.s. ""Vedi Facx:uinktti, 2004, pp. 278-279. III Vedi C. PERASSI, Le monete della necropoli: osservazioni sul rituale junerario, in Hicerclie archeologirhe nei cortUi delTUniversita CattoUca, I.n necropoli turdoantirn. Atti delle Oiomate di Studio, Milano, 25-26 gennaio 1999, Milano 2001, pp. 101-114. "- Vedi Perassi - Facchineto 2003. \l I' KnsMc.vwi El Al- - lNDM.INI l)H l.\ MISSKJNI UtCHEOLOGICA I1A1JAW t MALTA 235 cssci c corrisposlo (la ii qui haptizantitr, per ottcncrc I <-1;m ^i/iom- del sac raincnlo da pai n- del sacerdos. Ma perche devolvcre lale comprnso? K possibile che. oltrc all'a- vidita di colore) ( lie amministiavuno il battcsimo, entrassero in gioco motivazioni piu profondc, nelle quali la moncta svolgeva un ruolo complesso, che andava in parte anche al di la della propria funzione meramente liberatoria, attingendo alle sue molieplici valenze simbolirhc?m L'eventuale retribuzione richiesta dal sacer- dolc sarebbc stata infatti ben piu congruamcnte deposta nelle mani di quesli, piut- tosto the getlala nel fonle. Si icuga presente anche I'esiguo valore economic <> del- I'intero deposito maltesc: la documentazione ofT'erta dalle tablettes Albertini " per- mette infatti di formulare, per I'uhinio decennio del \' secolo, un'equivalenza di un solido con I 1.200 nummi (arroiondati a 12.000) secondo l interprela/ione di Mor- risson,"'' con 14.700 (arroiondati a 14.400) secondo quella di Philip C'.rierson."6 I prezzi c he si evincono dalla siessa documentazione riguardario, per esempio. 400 folks (= 3.200 nummi))per un maphorion, 150 piles (= 1.200 nummi)) per un paio di scarpc di cuoio, 16 folles (= 128 nummi?) per una pianta di ulivo, un solido e 700 folks per linn schiavo bianco di sei anni."" Volendo indie are. con un calcolo un po" "* Vedi a tale proposito. Miinien in liraurh und Aberglaul>rn. Srhmuek undDeknr, Vbtiv und Amulrtt. piilitische und religiose Srllntdarstellung. Mainz am Khein 1982; C. Pkrasm, I'si "non monetali " delle motuir wmane: monele-gioirlh, monete-talisimino, rrwiietr-vflhlu, ill Son solo monete. Secondo rich di cOlloqui di NuJiusnuttica, Bologna 2005. pp. 20-32. 1,1 Come lieu nolo, con laic iiimic sono designale delle lavolelte in legnii cli c eclro. rin- venute nel 1928 nella regione di Tebcssa (Algeria), studiale per la prima volla cla Kugene AJbertini, sulle quali sono annotati in corsivo latino atti cli vendita dataii agli ultimi ire anni di regno del re (iunthamund (493-49B). '"Vedi Morrisson 1989. pp. 245-246: Morrisson 2001. pp. 151-152; Morrisson 2003b. pp. 70-71 (vedi anche CastHEIO, ftf una rileltura cit. [nola 411. pp. 749-753). 116 Ph. Grikrson. The Tablettes All>ertini and the Value of the Solidus in the Fifth and Sixth Centuries A. I)., in Journal of Roman Studies, XLIX 1959. p. 78. ": I soli nominali indicati nelle tablettes sono il solido e il foliis questO sarebbc secondo Morrisson 2001. p. 152 l'ultimo esempio di un follis di conto, del N^alore di 8 nummi (da qui le equivalence proposte nel testol. mentre C.RitRsos. The Tablettes cit. (nota 116). p. 75 lo considera un follis rcale. equivalente, dunque. a 42 nummi. "" Con l.i l ilorma di Giustiniano. successiva pcro alia piOi tarda moneta in .1' rinve- nuta a Tas-Silg, il solido costaminnpolitano, tariffato a partire dalla riforma di Anasta- sio a 14.400/11.520 nummi, venne etjuiparato dapprima a 8.400 nummi, poi a 7.200 (vedi Morrisson, 1989, pp. 247-248). Un dettagliato elenco di prezzi e salari nell'impero bizantino dal V al VII secolo e riportato da Morrisson. 1989. pp. 252-256. Ric biamo anche la stima proposta da C. Brknoi. Remarque sur la nature des "tresors " d propos d'un tresorde monnaies romaines du V' Irouve d Carthage, in Ritrovamenti monetali nel mondo antico: problemi e metodi. Atti del Congresso Internationale, Padova 31 marzo-2 aprile 21)1)1), Padova 2002, pp. 156-157, per un deposilo monetale da Cartagine. lormato da 301 nummi e abbandonato verso il 440/meta del V sec: la somma era cli otto voile inferiorc al pi ezzo di un pesce cli grandi dimensioni, clesunto da Ate;., Civ. XXI1.8. Sulle differen/.e regio nali dei prezzi delle merci fra I'Orienle e 1'Africa. che sembrano indicare un poiere d'acquisto del bronzo piu alto nelle province occidentali dell'impero bizantino, vedi 2S6 REND. DELLA PONT. A(XIAI). ROM 1) ARCH. - VOL. I.XXV1II grossolano, un valore in nummi per l'iniero deposito maltese di monete in sulla base di un peso medio di gr 0,5/0,6 per il nummus della fine del V secolo/inizi del VI." ' si ricava una corrispondeiiza del peso lolale delle monete (= gr 209.75) a 419,5/349,5 nummi. In merito, dunque, all'interpretazione del rito, e per ora possibile avanzare solo (|uale suggestione, supporiaia da passi di autori crisliani relativi al Battesimo, che cosliluiscono una sorta di promemoria per ultcriori approfondimenii. Devo al prof. Enrico Mazza l'indicazione di un possibile legame fra moneta e giuramento. Conn- nolo, il battesimo, almeno ("mo alia line del IV secolo, <■ esseii/.ialmenle un rito di giuramento, qui lie If baptise a I'lililigution de faire le bint, e'est-d-dne de tie p(U VOler, de n etre pas adullere, de tie pas manquer a la parole donnee, de ne pas nier UIU delle si Ion est assigne en justice.™ I-a descrizione del giuramento battesimale tramandalo dalle fonti'21 accosta tale formula di impegno al sarrr.mentum militiae, ossia al giura- mento che lega il soldato al proprio impemtor.'" Non mi risulta che nel corso di talc pi (imessa le monete giocassero alcun ruolo, che c possibile invece ipotizzare per l'eta romana piu arcaica in occasione del giuramento formulato in ambito di processo civile,'-1 quando una somma di denaro veniva consacrata al dio da colui che prestava giuramento, per garantire la verita della propria dichiarazione.1*1 Una tale funzione asseverativa <li una promessa solenne poirebbe essere stata svolta anche dalle monete gettate nel fonte battesimale, perdendosi poi nel suo esatto signiiicato quando il bat- tesimo assume la forma di una adesione a Cristo e di una professione di fede. Ricordo, infine, come in eta romana le olferte monetali alle acque salutari siano inter- pretate quale espressione del consolidamento di un patto fra l'uomo e la divinita.'-'• E possibile accennare ad altri pcrcorsi di ricerca. La deposizione di monete nel Ionic battesimale potrebbe, forse, avei lappicscntato i na specie di ex-voto offerto pel Morrisson, 1989, pp. 259-260.. che sottolinea anche come l'inferiore tasso di monctiz- zazione delle campagne permettesse prezzi piu bassi rispetto a quclli praticati nelle citta (Morrisson. 1989. p. 258). " ' Sulla base dei dati forniti da eseinplari conservaii n collczioni. rinvenuti in scavo <• in ripostigli, Morrisson, 1996, pp. 190-191 indica un peso medio di gr 0,52 per il mmmul giiisiinianeo precedente al 538, di gr 0,58 per quello battuto da Hilderic e 0,71 per quello di Gelimer, " I.. M.\/./.A. I'ourquoi a t tut utilise //' mut .saemmentum' pour designer les sacraments Chre- tiens?, in Melanges en I'honneur du I'rofesseur Marcel Metzger = Revue de Droit canonique, Stra- sbourg 2006, c. s. '•' La tesUmonianza piu arnica e rappresenlata da Plinio il Giovane (£/>. 10,96,7), ripreso da lerlulliano (y. .S. A. lertulliant, Apotogettruni. hrepols Turnholti 1954. p. 88; per la discussione dei testi letterari e lilurgiri. vedi da ultimo Mazza. Pourquoi cit. [nuta 120)). m Ibid. m \'edi Eu. CtQ, Sacramentum, in Diclionnaire des Antiquites grecques et romaines, IV.2, Paris, pp. 951-955. l;l Si tratta della procedura delta sacramentum contendere, "expression usitee pour caracteriser la procedure de l'acuon de la loi par serment" (ibid., p. 952; vedi anche p. 953). '"J. L. Desnier, Slips, in Retme de Vhistaire des religions, GOV 1987, pp. 219-230. M. P. ROSSIGNANI ET AL. - indagin1 DELL/\ MISSIONE ARCHEOLOCICA i7aliana A MALTA 237 la guarigione deH'anima dal peccato, acquisita tramite il Battesimo, in analogia con la deposizione di monete ncllc acque ritcnutc curative, a seguito dclla ritrovata salute fisica. Tale consuetudine risulta ancora attestata in eta paleocristiana,126 anche se, per Ambrogio, la capacita di guarire e riservata solo alle acque che possiedono la graliam Christi (Sacr. 1,5,15). Le monete potrebbero inoltre aver svolto la funzione di una "multa", che doveva essere versata dai battezzandi come risarcimento per potersi immergere nelle salutari acque del Battesimo;127 o, ancora, simboleggiare il passaggio dalla morte nel peccato alia vita nella grazia di Dio, grazie al paragone fra fonte bat- tesimale e tomba attestato nel pensiero teologico del cristianesimo delle origini (cfr. Rm 6, 3-7).128 E possibile, inline, congetturare anche tin utilizzo della moncta quale talismano, immesso nell'acqua consacrata per scacciare da essa i deinoni che even- tualmcntc vi fosscro penetrati,'59 sulla base dclla capacita profilattica che pud essere assunla dalla moneta in eta romana e medievale.130 '" Vedi 06ic.fr 1932, p. 24; Facchisetti 2004, p. 286; Perassi - Facchinetti 2003; sull'of- ferta di monete nelle lonti salutari, vedi Fa(x;hinki"i i, laclae stijws cil. (nota 107), pp. 13-55. m Vedi a confronto Ambr. Exp. Ev. sec. I.ucam, 7, 157-158 (Perassi - Facchinetti 2003). 128 Vedi Perassi - Facchineth 2003. Ancora attestata nel IV secolo, e in modo piu sfu- mato anche nel V, e la consuetudine di deporre nelle sepolture monete, singole o riunite in gruzzoli (vedi Perassi, Le monete, cit. [a nota 111]). '-"'Tale paura risulta ben presente nel rituale paleocristiano (vedi Dolger 1932, p. 9). 150 Sul tale funzione, vedi R. Per*. La moneta antka come talismano, in Atti del Qmvegno Internationale di Studi nutnismatici "Moneta e non moneta ", Milano, 11-15 maggio 1992) = Riv. It. Numism., XCV 1993, pp. 347-361; H. Maguirk, Magic and Money in the Early Middle Ages, in Speculum, LXX1I 1997, pp. 1037-1054; Perassi, Usi "non moneiali ~, cit. (a nota 113); C. Perassi, XJn prodigioso jilalterio monelale. nella Costantinopoli del XII secolo. I.'ef>istola 33 di Michek Italico, in Aevum, LXXIX 2005, pp. 363-405. CATAI.OGO AWERTKN/.K II catalogo c suddiviso in ire parti. Nella prima parte "Monetc leggibili" gli esem- plari sono caialogati in scquen/a cronologka, sulla base delle dala/ioni proposle nel volume del Roman Imperial Coinage indicate nella colonna " Bibliografia/Tipo ". Qualora sia stato possibile individuare solo l'autorila emittente, la datazione fa rifcrimento al pcriodo di regno dei diversi imperatori. Le zecche sono indicate tramite le siglc adot- tale in I site Roman Bronze Coinage. Al = Alexandria, An = Anliochia; Aq = Aquileia; C = Con- slantinopolis; H = Heraclea Thrarica; K = Cyzirus; Ka = Carthago, N = Xicomedia. R = Roma: Ra = Ravenna; Th = Tliessalonira. In descri/ione della parte epigrafica e iconografica degli esemplari riporta unicamente gli dementi realmente visibili, senza inlegrazioni. Nel caso in cui si sia accertato solo il upo del R/, nella colonna " Bibliografia/Tipo " viene indicate) il rimando agli indici del LRBC. Per le monetc con monogramma impe- riale il confronto e con i monogrammi (= mngr) segnalati nel vol. X del RJC. Nella seconda pane " Moneie di imitazione " l'ordine degli esemplari e dato dalla datazione del proloiipo imitato. quando e stato possibile individuarlo. I.'emissionc o il lipo con trail at to sono indicaii nella colonna "Protoiipo ", con rimandi ai volumi del ft/Co alle lipologie indicate in LRBC. Nella terza parte "Monete illeggibili " gli esemplari sono disposti su base ponde- rale, dal pin pesanle al piu leggeio. Quando la cronologia di 1111 esemplare <• dcsunla essenzialmente dalla sua pon- dometria e dal suo modulo, owero nell'inipossibiliia della leiiui a deH auioi iia emii- lente, ho us;tto il carattere corsivo, per segnalare la natura in pane conven/ionale di (ali proposle e la loro arbitrarieta. sopratlulto nei casi borderline, nei quali l'apparte- nenza di una moneta ad una lase tronologica o ad un'altra non e cosi perspicua. Nella colonna " L!S -1562 " ho indicato il livello di rinvenimento delle monete (let- tere da C a I), seguito dal numero progressivo assegnato aH'cscmplare al momenio del suo ie< upero o dalla sigla st. (a. b, c ...) per gli esemplari da selacciatura. In alcuni rari casi ho ritenuto opportune segnalare nella colonna " Diam./spess." anche lo spev sore del tondello. in quanto eccedente le misure slandard. Nella colonna "Peso" sono riportatc anche alcune caratteristiche relative alio stato di conservazione degli esemplari: " fr " = moneta frammentata; "fo* = moneta forata: "cod. fus." = cudolo di fusione. L'indicazione "III." = Illeggibile indica l'impossibilita a decifrare correiia- mente le lellere e i Irani iconografici the si awertono presenti sul tondello monetale, mentre ho utilizzato Tespressione "Ev." = eranido. quando le superfici monetali mi sono sembrate ormai prive di qualsiasi tratto epi/iconografico. I. MONETE LEGGIBII.I Nr. cat. Nomin. Autorita emit. Cronologia Zecca I) B Peso Diam. Spes. mm. Or. ,issi gradi US 4562 Bibliografia/Tipo 2. S. FnOut fig. 10.1 mm fub FoUis fig. 10,2 £9 7. £3 8. /E3 f>g. 10,3 9. 10. 11. 12 13. MS ,€3 £4 lig. 10.4 Mi 14 .+'.4 Costanzo II 337-361 ( osl.illlc 347-348 Costanzo II 347-348 Costanzo II 347-348 HNKAn.AJ Costanzo II? 347-348? Giuliano 361-363; R Giuliano 355-363 Valentinianol? Valente? 364-375; An 364-378 Graziano? 367-383? Graziano? 367-383? V .ill mini.mo D 383-388; Aq Arcadio 383-395 Arcadio 383-395 ...]TIVS[... Testa dad ad. .JSPFAVG Busto diad. ad. ...]VS(... Busto diad. a d. Testa diad. a d. Testa diad. a d. ...JAVG Bnstodiad. ad. Basto a d.. testa ntida Busto diad. a d. Busto diad. a d. ...)R[... Busto diad. ad.. Busto diad. a d. DN\'ALENTINI-AN\'SPFA\'(. Busto cor. diad. a d. ...]ADIVSCTAVGBu*tocor. diad. a d. ...]CADI\'SPFAV[G Busto cor. diad. a d. II! 1.28 13 F.64 ...]IAF.DD[... Due Victoriar affrontate con corona 1.47 14 360 G207 \KTORIAF.DD A\ (AM .2 Due llrtonwallroiilate ion corona 1,13 13 VOT/XX/MVLT/XXX in gliirlanda; 1.68 14 es.,SM[... Due Vidtnitu aHronaxe con corona? 1,35 13 Un soldato. trofeo sulla spalla sinistra, 0,87 13 schiaccia a terra un prigioniero, premendogli la d. nil capo |...]I-PVBUCF. I.'imperatore, in picdi. globo nella d.. lancia nella s. 1,32 15 I.'imperatore. labaro uella s., avanu 1.25 15 verso d., trascinando un prigioniero; es. ...NTE L'imperatore, labaro nella 5., avanza 1,29 I t verso d„ trascinando un prigioniero 111. 1.431V 15. &4 383-H)3 DN[... Busto diad. a d. III. VICTORIA!... Due Victoriar affrontate con corona; es., SMA[QJP SALVSREI-PVBI .l(! (... Victoria con trofeo avanza a s. trascinando un prigioniero; a s„ (rislogramma Victoria con troleo avan/a a s. trascinando un prigioniero; a s., cristogramma SA[... Victoria con trofeo avanza a s. 1.44 13 1.26 12 180 (.179 VICTORIAF.DDAVGNM.2 210 G175 E80 VICTORIAEDDAGNN1.2? 360 H218 VIRTEXERC-ROMANOKVM 360 F.54 SPESREI-PVBLICF. 360 I 243 RICK, p. 274, nr. 10; p. 281, bis nr. 35 (tipo GI.ORIA- ROMANORVM.8) D 18 GI.ORIA-ROMANORVM.8 H227 G 189 180 Dst.a R/CIX.p. 104. nr. 47a 0.87 14 MO E81 SAI.VSRF.I-PVBI.I(:AF..2 1,10 14 180 F 130 come nr. 13 1.20 12 180 E 60 come nr. 13 16. £4 S83-40S Busio a d. \1ctonactm irolco avail/a a s. - ■-------— ir.Lsciuando un prigioniero? 17. <£4 Busto ,i d. Victoria (on tioln» avau/.a a s M k( in ulilii un Iit liiii *rilrbti h 11 itM II1«U1(1(1 IIII [JliUIIHIH II) 1.03 IV 12x10 360 H VH9 come nr lfi II ^.,7 HJIIIt. 111. l\l 18. -C4 383-403 Tracer di busto a d. Victoria con trofeo avan/.i a s. 1.20 is 180 F 133 come nr. 16 It hi III i llll 11 Mill I 111 If "I'll 11 <IM ! I l.ll II 1< > llll 1)1 11;II H III 1" 19. .T. 4 <>g<> 1(14 Fvanido Mctorut con trofeo a van/a a s. It m in mi ii nit itnirif linen i (1 tlM II llll Ul(f llll 1II 1 1' ' M 11 III 1.30 is (t 180 come nr 16 zU. .T. 4 ■twt uri Ml III. \~ictona con trofeo avan/a a s. 11 iii in iiii li i llll in u'ti iniri i i LI (LX II Idlll II1 llll I M 11, M H 1 It I'' 0.69 fr 12 F 102 come nr 16 21. E4 38:5-388 Tracce di husto diad. a d. Due Urtoriwallronlale con corona 0,91 11 (j 160 victor-iaav(;.4/av(m;.3 Aq. R, I'll 22. iE4 383488 Ii.kii-<li busio .i (1. Due KdNMraffinntue con corona 1.04 1L' 360 E53 come nr. 21 \<| k. 1 It 23. .i 4 383-388 Busto a d. Due Urtoniv aflVontale con corona? 1.08 11 360 G 178 come nr. 21 \f|, k. i n 1 rr\A (con. fus.) 24. .€4 383-388 Tracce di busio diad. a d. Due lirfoiwaffronlate con corona? 0,70 13x11 D 30 come nr. 21? Aq, R, Th 25. /F. 4 >)U>1 >)uu Kv.mido Due Yidoniu' all ton (ate <on corona* n 11 11 v» 1CK> COIIR 111. £ir Aq. R, Th 26. M4 S65388 Busio a d. VOT/X/MVI.(T)/XX in ghirlanda; 1.12 12 180 E51 RICK. p. 292. nr. 65? An? es.. ...](NT) 27. M4 387-388 Busio diad. a d. Porta di accainpamcnlo: sopra. siella; 0.83 is 300 R? An? I es. R/Q?[... 28. £4 Valcntiniano II [DN]VALENTINIA\VSI>i \\ Victoria, Irofeo sulla spalla, avan/a 1,36 13 360 H228 RJCW, p. 234. nr. 86a fig. 10.5 388-392: C G Testa diad. a d. verso s. Irascinando un prigioniero; | vie | es. ...JNS{— 29. ,£ 3 mrta IV-408 Busio diad. a d. III. 1 Q*7 1.:'/ i i i* i l on 30. /F. 3 mrta l\ '--HIS Busio a d. diad. Figura siante; 1.59 Ir i - ii 'Mil 31, i£3 mrta IV-WH Tracce di busio a d. III. 1.56 is G 199 £ /r..» —nLdno mrta i \ -tf/n 1 r*lf r "f" Ml 111 I vf i i " i t \ 1 1 ill ( I (11 IHIM1 '.111 Ill 1.22 is D 6 33. iE3 mrta W4M BuStO a d. 111. 1.45 D 1 34. /E3 mrta IY406 Tracce di busio a d. Ill 1.44 12 D32 35. i£ 3 401-403 DN[...]AVG Busto cor., elm. Constantinopolis ill Irouo. di Ironic. l.ll 1 1 360 F 118 RIC X, p. 248. nnr. 85-100 fig. 10.6 <:. k. n. An di frame, lamia sulla spalla d„ scellro nella d„ globo niceloro nella s (tipoCONCORDIA- SClldo nella s. AVGGG.3) 36. £4 Yalenliiiiaiio III Busto diad. a d. Victoria avanza a 0,56 fr 8 F 114 SAI.VSRFI-l'VBI.ICE.2o 425-c. 435; R VICTOR-1AAVGG.I Nr. cal. Nomin. Autorita emit. Cronologia Zecca 1) R/ Peso er. Diana. Soes. mm. Or. assi gradi US 4562 Bibliografia/Hpo 37, It 1 lit;. KI.7 Tcodosio ii 425435 ...JIVSPFAVG Buslo diad. a d. Crocc in ghirlanda 0.88 II 181) II 237 R1CX. p. 275, nnr. 440-155 S8. .•£4 425435 DI... Tracer di busio diad, a d. Croce in ghirlanda 0.30 8 F 106 39. £4 425-135 ...]FAVG Bnsioad. Crocr paicnic in ghirlanda 1,14 11 G 171 40. IE. A 425435 BllStO diad. a d. Croce in ghirlanda 0.84 9 D25 41. 1 ! 125435 Tesia a d. Crocr palcnte in ghirlanda 1.12 10 F144 42. MA 425435 Buslo diad. a d. Crocr in gbiilauda 0.42 7x10 H St, 4 43. MA 425435 Tracer di buslo a d. Crocr in gbii lauda 1,49 fr 11 E35 44. IB. 4 425-135 Tracer di buslo a d. Crocc in ghirlanda 0,97 11 180 F 108 45. IE A 425435 Tracer di buslo? Crocr in ghirlanda. 0,52 9 H 238 46. IE I 125435 111. ('rocc in ghirlanda 0.33 11 H 211 17. ALA 425-455 Valetuiniano iii ...JA\VS[... Busio diad. a d. 111. 0,87 12 fr F 145 48. ,F.4 425-155 Valcnliniano iii ...JTIN1[... Busload. III. 0,75 II C 193 49. .4£4 Marciano 450457; C Ad.....|NMA(...;as.. .;.JVSPF[... Buslo diad, ad. Monogramnia di Marciano in ghirlanda; sotto, CON 1,05 11 180 H214 A7CX543 50. MA Marciano 150457; N Busio <liad a d. Monogramnia di Marciano in ghirlanda; soiio. ...)CA 1,49 10 180 G 203 K/CX547 (ma mngr I) 51. MA llg. 10,8 Marciano 450-157 ...JVC Buslo di Ironic, Irsla diad. a d. Monogramnia di Marciano in ghirlanda: in alio, sirlla 1,32 11 360 G186 Mngr/«:2 52. ,*4 Marciano 150457 A s., ...]A[... Busio di Ironic, irsla diad. a d. Monogramnia di Marciano in ghirlanda 0,47 10 360 Hst.a Mngr lilC. A 53. .€4 Marciano 450457 ...|NMAR[...|VS[... Busio diad. a d. Tracer di monogramma di Marciano in gbiilauda 0.95 ISfr 90 1248 54. ,F. 1 fig. 11,1 Marciano 450457 ...]IAWSPF[... Busio diad. i d. Monogramma di Marciano in ghirlanda; supra, crocc 1,00 li 360 G 170 Mngr HIC.\ 55. .F.4 Marciano 450457 Tracer di busio a d. Monogramma di Marciano in ghirlanda 1,14 HI 360 F 121 Mngr RIC 3-5 ec 4-" A M&rciano? 450457? Busio a d. Tracer di monogramma (MarCRUlOr) o,m o 5 E67 57. Summns fig. 11.2 Prolovand. anonima 455475; Ka Busio a d. Lruera I) in ghirlanda 0.61 8x10 180 F107 Morris.* >\ 2001. p. 159; MEC I. p. 418. nnr. 13-14 (484496); Al/fill. fig. 40. nr. 14; MosmsY. IOP7. p ill (490ca.) 58. Xiitnmu* Pro'ovand. Ituslo a (1. Lcltcra 1) in nhirlanda o.:w '.i I- -1. come nr. 57 .11 1 ' 1 1 1 1 1 J J 4 l 455-475; Ka ■VI .nr. /T, 1 Leone 1 \ «, 11V- i (1 l.WC Rutin Kniio ghirianda, leone accosciaio a s. 0.85 ] ] j, ] s;o F 136 fig. 11,3 457-174 diad, a cl. 60. ILA Leone I Busio dud. a d. Monogrammadi Leonel in ghirianda 1,08 11 180 (; 182 \lngi R/C5 457-171 H, C, N, K 61. Leone I A s.. DNL: a d„ EO. Busto L'imperatore, htnga croce nella d.. 0.85 11 lb 180 E 38 IUCX 702 457-474: C diad. a d. irauicnc con la s. un prigtoniero; a s.. slrll i- l( )\ MI ll.l. is.....|WIS 62. £.4 Leone I Testa diail a d. Monograinnia di Ix-one 1 in ghirianda 0,39 1 _ c 1 flfl r [so Mllgl 1 i.> 1 —11 1 63. ,€4 Leone 1 Traccc di busio a d. Monogramma di Irone 1 in ghirianda 0,79 l'i (i Htl Ii4. E 1 Leone 1 ...]() Busto diad. a d. Verina in piedi. scettro irasversalc 1.11 11 180 1- 122 157-474; ('. ik Mil >., 1? 11 M H ( (11k till ii) ik 1 lit 11. 65. £ 1 Leone 1 ...)F.O[... Busto diad. ad. Verina in piedi. scettro trasversale 0,81 11 180 I) 17 457-174 ik Mil V , jcl' '•<• > 11 111 IL!*. 1 (I 1k 11.1 11., .1 ' 1.. mure Hdhi leitera E 66, <£4 Leone I Busto diad. a d. Vjl>'Uk'l ttk |s|44/I| if'ulll'Jl 1 t *- ILI -g * | 'fc ' 1 | (* \( ill).i in nit ml sit nio u <i>\( i mk 1 07 11 fo 60 0 4 Rn 1 1 j bg. 1 1.4 ixt IT t nella s.. pIoIk) cruciffGfO nella d. 67. AL4 Leone I? .l^7_J74> I.T / —t 1 "1' iii MflniYffniniiwa di 1 eoiie I in crfiirianna? > 1 1 'lis rtL 1 * M 1 i . 1 1 ■ L ' 1 J IA I'llV 1 111 111. 0,77 11 fr F 131 Mngr IUC1? 68. X.A Leone I? Trarce di busto a d.? nutii.1 m.iiiu con m111n- ii<ts\( i>utic 0 33 8 fr G l(»l 13 /—I /-t. (Verina?) 69. &4 Leone I? Testa diad. a d. 1 i u i i A' mi iit/Mri~iiinit'i '1 i -i iiii" i 1 1 .11 ' 1 (11 1IM PI "*lil dlllll 111 V ' ('IK - 1 0,59 8 360 E 46 13 /**I /"I. 70. M 4 I Jbio Severo? Segni indccilrabili Mi ni( HTiimiiiii di 1 iliitt Severo** 0.40 ■T / U 1 - Wl H).». I\. 71. Basilisco e Marco Busio diad. a d. Monogramma di Basilisco e Marco 0,82 9 180 Y 120 Mngr R/C 2 fi<T I) 5 475-I76 in ^birlanda 72. /F, 4 Zenone Busio diad. a d. Monogramma di Zenone in ghirianda 0.80 9 180 1." \i.,.„. i>jf i .vlllp 1 17i: ill 1 4/tVUII 73. /f. 4 Zenone Busio diad. a d. Monograinnia di Zenone in ghirianda 1.17 low l\ oo Utw If If 1 •( fie 11 6 476-191 74. A 4 457-491 Testa diad. d d. Monograinnia (Leone? Zenone?) in 052 7 1 245 ghirianda 7:.. 1 1 457-491 Tracce di busio a d. Monogramma (Leone? Zenone?) 0,87 8 II 235 76. .« 4 457-491 TVacce di busio a d. Monoeramma (Ix-one? Zenone?) 0.62 in G201 Nr. cat. Nomin. Autorila emit. Cronologia Zecca D/ R/ IVsc, frr. tr PI I Or. a v-i gradi US 4562 Bibliofrafia mm 77. Summits fig. 11,7 Odovacar 477; Ra Buslo cor. diad. a d. Monogramma di Odovacar in ghirlanda 0.99 1 1 1 i 180 F125 MCX, p. 442. nr. 3502; MEC l,p.28(47&493);Mt«s-ruxv 1997. p. 77 (486) 78. Mhmhh Anastasio 491498; C BuMO diad. a d. Monogramma di Anastasio in ghirlanda 0.31 7 Est. ■ IHHA.p. 11, nr. 15 79. Summus fig. 113 Anastasio 491-198; 0 [Yaccc di busload. Monogramma di Anaslasio in ghirlanda 0.38 9 E52 OOHM nr. 78 HO 4 uummi Anoninio ca. 523-533; Ka Busto inaschile a s. (mi ramo di palma N/IUI 1.12 11 '«> D22 MEC I, p. 422. nnr. 51-56; MIH 1. lab. 42. nr. 20 (ca. 515); Mostecky, 1997. p. 141 (5z>d30) 81. \ nummi Anonimo ca. ekbkk»; Kfl Buslo maschilc a s. con r.uno di palma \ mi 1.04 11 360 D33 conic nr. Sll 82. A nummi fig. 1!,9 Anonimo ca. 523-533; Ka Buslo maschilc a s. con rami) di palma \ llll 1,16 10 330 ES6 come nr. 83. Summits tin 11 1 f 1 HUderich DtO-DJU. IS.! As., HIL[D];ad. [REX] Croce in ghirlanda 0,56 8 F152 ,VJ«:i,p.418,nnr.24-25;;V//fl I, tat>. M, nr. i\ (Hiij-KtA) 84. Summus fig. 12.1 Gelimer 530-534; Ka \ - f/'lLMI.— J 411(111 A v. (.Ill a d.. A| MIR Bnsio diad. a d. Monogramma di (idimcr in ghirlanda 0.71 9 360 E 86 lll'/'l _ i.ii,___OO Hi 'lll> MIX. 1. p. 120. nnr. 28-.W): MIH 1. lab. 42. nr. 25 (GEH.A-RIX) 85. Xummus tig. 12.2 Giustiniano 1 534-539; Ka Traccc di buslo a d. Numcralc A in ghirlanda: sollo, C(?) 0.34 8 Dsi. b /XXI, p. 170, nr. 3099; MR 1, lab. IX, nr. 192 (533/4-537/9); nr. 193 (537-539) 86. X.A Vstc. Ill VO|... in ghirlanda 0,87 0 <; 205 87. /f.A Vstr. Buslo a d. Sditta su due right- in ghirlanda? 0,70 | | O 200 88. if. 4 Vat III. C.hirlanda? 1.34 o, o E 44 89. -€4 Vstr. Traccc di buslo a d. DL 1.13 1 1 D27 90. A. 4 Vstc. Icsl.i diad. .t (1 in 1.30 19 t. 1 il 91. .£4 Vstc ... JVC; Traccc di buslo a d. 111. 1.15 11 F 143 92. /E4 Vstc Buslo a d. Kvanido 1,12 12 G 187 93. /f. 4 Vstc. Tracer di legenda Buslo a d.? Monogramma! .09 fr 10 D 13 4." J /r. i \ sec. USUI CVanido CrOCC in ghirlanda 1.06 IS r u> i 95. £4 Vstc III. Monogramma? 1.05 111 F97 96. £4 Vstc. Buslo a d. DL 0.% 8 F 105 97. £4 Vstc. Buslo a d. III. 0,96 II E74 98. 1 l Vstc. Bvanldo lihirlanda? 0.91 11 C 188 99. £4 Vstc \ \m < c di husto a d. III. 0.85 D 10 11 240 I I HUt IUU. -T. f 1 t#Y. Tracce di busto a d.* \w\tlJ u r . i|f| ii . 1*1 . . t i . * | j | i . 1 . -.>K'iit>^riiiiiiii.i in ^niri.uKM. 0 88 hi 111 i. 10.^ 101. .■E 4 I'.nr. Ill Tnt~t*f Hi i~ftwf llillll iii l 11h v 0.83 | | II 221 102. & 4 I'vr. Tr-j*■/"»» Hi i**cf9 9 H 1 1 ill 11 ill U 'til .1 ' 1 in 0.80 |n D 23 103. M 4 Vser. Busto diad. a d. in 0,78 1 I E st. b 101. /£ 4 III. SitiTt'a t inmicriiir• in cmii'lnin 1 i' i*i i 111. i 11 tin ii i (in in \i i ii i iw i \ iii. 0,73 9 H 229 105. MA V Sf(. Busto a d. 111. 0,73 8 E70 Y 1 Ti—Hi tctJlQ 1 H i 1 ill i c (11 '< .1 tl (1. v •) 111 lilllli.i. 0 70 HI 11 2 l:i 10". S. 4 V SfC.-M. VI l est a a d » V jui (1 Vi* Monogram ma? Orocc? 0.66 8 G 157 108. <£4 Tra^/"f Hi ffcla 3 H 11 dill Hi UMil it (i. I i ii i c Hi i i i ii < in iritiitniH i II alii in mm in 141 mi lit nil <i 0,64 fr In E 40 109. It 4 VbcA*. 17 in (totp nalente in i'hiiktnd.i' vi h rl i Lnllv 11IV 111 l^lllliniiwil. 0.64 10 E 73 1 In. \ 1 K«t • 17 Yr^tccp Hi iiiisIm i H 11 all C 111 UUSliI a II. ( .111 rri 11(*f 't ' V Mill 1.11 11 11I. 0,63 10 E 71 111. ,£ 4 V* vc -/n V'/ Itiivlo a H * Ull MV1 it 11.. Ill iniKTI 111 111 1 III llllll l .t mm .1 * ii 11 rt?l illIIiiiii III Ul III 1(111(1(1. 0,63 g E 65 112. * 4 Vwr.-in. VI Tracce di testa diad. a d. III. 0,63 fr 10 II 217 113. /E 4 V src.-in. VI HI (Voce in cbii'hiii(Li V'l h 111 Willi 0,61 g E 49 114. /€ 4 V set.-in. VI III. MonoffTiiifflnflf 'i ■ \ /11 uiiiiiiu. 0,61 fr 12 F 134 1 ] vt 4 V w -in 17 Ti"j»v#' Hi Kiiviit '» H 1 1 dill 111 IJI1MI • ii 11. (iiiirlanHi * l_'l hi Idlllld. 0,58 9 E 66 116 .£ 4 » in.-hi. ii Testa a d.? ( t (11 1 • 11 iii'iiii' 111 (fliirriiiH i ' 1 1 >l l jJilHllll III 1* 1 III lilllllit 0.56 11 H 242 1 1 7. f 1 Knr-m 17 III. V rin 1 111 unci ilr in cliirLuidii' " 1 1 lla/ 11 Ulllv 1 .ill Ill 1LIIII Idl l( id. 0,50 lo E 75 118. 4 l's**r.-in. 17 Iiiicin i H DUMll '1 11. \l( inciiTr'iiiiiiiit * 111 11I111 1111 1 .*iin 11 mi niuiMi in ki 111 i«iiiid 0,48 fr 11 F 116 119. X. 4 V w -in 17 Tnirp Hi Kiiktii 1 H 11 ill i t HI UUMU tl 11. {, 11111 11111 1-l»l 111 Idlllld. 0,46 8 I) st. d 120. <€ 4 V iff.-in. V7 Tracce di busto a d * III. 0,46 9 E76 121. <£4 Vsec-in. VI ...]N(?)[... Testa diad. ad. III. 0,40 8 Est. c 122. fL 4 Vscc.-in. VI TvAcvr di busto a d ? Ill 0,37 8 H 222 123. 4 V src.-in. \1 Tracce di busto a d. III 0,32 8 F 150 124. £4 Vm*t vi Tracce di busto a d. III 0.31 8 F.90 125. £4 V see-in. VI 111. Monogramma in ghiilanda 0,30 fr 8 G 164 126. £4 VsecAn. VI Tracce di testa a d. 111. 0,23 7 E69 127. £4 V src.-in. VI Tracce di busto a d. III. 0,21 fr 9 D7 128. Treinissc fur 19 7 tig. «,/ Coslaiilino l\' l»7(Ui7il- l.r i>/mi/'t, r»r DNCOXSI \\ 1 IMSITAVG Rusto diad. cot*, pal. a d. VlCTORIA-AVi ASM )RVM Croce nait nit su nasi, ii 11., 1 . i s.. \.i_iiiwi> e ire pimti a iriangolo 1,41 14 180 C 7XXTI/2, p. 553, nr. 59bis; MIR 111 ril> VI11 nr 49 .h/o 111. 1.III. \ 111, III . \l (ca. 6744181) 129. Picciolo Fra Jean Levesquc De la Gassiere 1572-81: Malta Stcmma di Fra De la (lassicre (on leotie rampante mi m udo. entro contomo lineare Croce a olio pnnle deH'Ordine di Malta, entro contomo lineare 0,61 14 Csn Resteuj, SvMMt't, 1977, p. 66, nr. 27 II. MONETE DI IMITAZIONE Nr. Autorita emit. Peso Diani. us cat. Nomin. Cronologia D/ R/ F- Spes. 4562 Prototipo Zecca mm. 130. Anion. Post 270- ...]RICVS[...Testaad-di Tetrico II in abiti militari, in piedi. di fronts, 0.58 14 G 202 Imitazione del tipo PRINC-IWF.NT fig. 12,3 273/4 Tetrico U ramo nella d. abbassata, lancia nella s. <Hl (JtfCV/2, p. 423, nr. 260) 131. Anion. sec. meta HI ...JACF...SV... Testa rad. a d. m.; es, PE[?] 1,19 17 E77 132. M4 post 383-387 ca. Pseudolegenda, a d.: SNV Busto diad a d. Pseudolegenda, a s.: 1AV Victoria avan?a a s., con corona nella d. sollevata e palma sulla spalla s. 1,10 180° 11 G159 Imitazione del tipo VICTORIAAVGG/AVGG 133. X.4 post 440455 ca. Segni non dcciliabili Croce in ghirlanda? 0,20 9 G 185 Imitazione del tipo croce in ghirlanda (425435)? 134. /E4 post 440455 ca. Testa diad. a d. Croce in ghirlanda 0,40 in F98 come nr. 133 135. /E4 post 440455 ca. D[...; Busto diad. a d. Croce in doppia ghirlanda 0,92 10 1244 come nr. 133 136. /E4 post 440455 ca. Pseudolegenda a d.; busto ad Croce in ghirlanda 0,40 9 Dst.g come nr. 133 alto rilievo a d. 137. /E4 post 440455 ca. Pseudolegenda? Busto diad. a d. Croce in ghirlanda non ccntrata rispetto al tondello monetale 1,25 10 E92 come nr. 133 138. £4 post 440455 ca. 111. Croce in ghirlanda slilizzata entro sottile contomo lineare 0,99 10 F.72 come nr. 133 139. IE4 tig. 12,5 post 440455 ca. testa a a.r Croce in ghirlanda entro doppio contomo lineare 0,49 11 F146 come nr. 133 140. M4 post 440455 ca. Busto a d. entro spesso Croce potenziata entro ghirlanda stilizzata 0,58 9 Dst. f come nr. 133 contorno lineare entro contorno lineare 141. £4 post 440455 ca. Figura femminile drappeggiata stantc {VictoriaT) Croce in ghirlanda entro sottile contomo lineare 0,52 9 D 10 R/ come nr. 133 142. X.4 post 440455 ca. A d„ G. Busto diad. a d. con Croce entro ghirlanda 0,31 in F 142 come nr. 133 cvidenle capigliatura a spazzola 143. IE 4 post 440455 ca. Due figure stand con cone Croce patente latina 0,32 8 G 156 D/ imitazione del tipo vesti e lancia nella mano? Gl.ORIAROMANORVM. 22 (408423)?; R/ come nr. 133 144. /E4 post 440455 ca. A d. tracce di pseudolegenda. Croce patente in ghirlanda 0,70 9 D9 R/ come nr. 133 Busto diad. a d. 145. /E 4 post 440-455? ca. Pseudolegenda a d. Grande croce entro spesso contomo 0.68 11 H230 D/; imitazione del tipo fig. 12,6 Figura maschilc slante, con niantello corto al ginocchio, lancia? labaro? nella s.; es., pseudolegenda lineare (forse doppio); un globetto nei due quarti superiori? VICTOR1AAVG.3 (425455)?; R/ come nr. 133 146. Ntinmus post 520 ca. Tracce di scritta deformala. Busto a d. Victoria n s., corona nella d. 0,52 360° 10 F 129 D/ e R/: imitazione del u'po VICTORIA di Thrasarnund (496-523; Morkisson. 1980, .nr. Ift«-a36) 1 147. Summits |mi«.i :YJ0 < .i Segni indecifrabili ■ Innn ill li . .1 .i., i . ii i hi i in-Ill (1 -I liltmii in ii i>in< . (oi oua in ii.i 0 ft'! i)/ c R/: imimionc del tipo VICTORIA di ITirasamund (496-523. Morrison. 2001. p. 159) 148. Summits pose 520 ca. .Segni indecifrabili Victoria A\ frome. corona nella d. 0,67 fr 9 F 123 vedi nr. 147 149. Summits post 520 ca. BustO a (1. Yiflirrin di fronie. corona nella d. 0.65 9 E37 vedi in 1 17 150. Summits post 520 ca. Segni noil decifrabili Victoria di Ironic, corona nella d. 0.62 11) F.45 vedi nr. 147 151. Summits posi 520 ca. Tcsla diad. a d.? Victoria di fronie. corona nella d. 0,59 7 D28 vedi nr. 147 152. Nu minus posi 520 ca. Testa a d.? Victoria (W fronie. corona nella d.? 0,50 9 D24 M ill nr. 147 153. Summits posi 520 i .i 111. Victoria <\i fronie. corona nella d.? 0,51 9x11 E78 vedi nr. 147 154. Summits fie, 12.4 port 520 ca. Testa a (1. Victoria di fronie. corona nella d. 0,41 180 8 E61 vedi nr. 147 155. Summm posi 520 ca. Busto a d.? Victoria di fronie, corona nella d.? 0.40 G196 vedi nr. 147 156. \ u mm Hi posi 520 ca. Busto a d. VictoriatU fronie. corona nella d. 0,33 360° (cod. fus.) - F 135 vedi nr. 147 157. Xummm posi 520 ca. Busio diad. .t d. lirfonndi fronie. corona nella d. 0,21 9 G208 vedi nr. 147 ] 5.S. X.4 Tracer di buslo a d. Tracer di nionogramnia enlro conlorno perlinato e lineare 0.56 fr 7 E43 Imita/ionc del tipo monogramma in ghirlanda (men Vsec.) 159. £4 Tcsla a d. con cvidenlc ciullb di capclli r\ || | i * > . ■ i i I'seiidolegenda: da s. in basso, V I.I, h. Al centra, croce? asla vertirale? 1,42 11; 2,5 F 113 160. £14 Busln diad. a d. I'seiidolegenda: ...]\H[... Al cenlro. linee parallele? 1,00 9 G 184 161. £4 Segni indecifrabili (lesia a d.?) Psciidolcgenda indecifrabile. Al cenlro. lignra slante? 0.64 10 G 168 162. M. 4 Segni non decifrabili. eniro ghirlanda? Croce? Stella? eniro spessa linea di conlorno 0.57 9 E55 163. X.4 III Ghirlanda sulizzaia: al cenlro segni indecifrabili. 0,59 9 F 124 164. JE4 Segni grand indecifrabili Ghirlanda stili/zata: al centra brevi segni indecifrabili 0,76 11 G169 165. li.4 Segni grafici indecifrabili Doppio conlorno circolare e segni grafid nu oerenti 0,45 8 D34 166. M4 I'omone di grande lesla a d. CllXC? 0.22 7 Dst. i 167. £4 (lh irlanda? (ihii Ian da? 0,38 8 Est. h 168. X.4 Tesla a d. Segni grand nel campo monelale (lettere?) e due globelli 0.85 8 E41 169. .€4 Globetto centrale Globetto centrale 0,67 7; 2 F151 III. MONETE ILLEi Nr. cat. Mom. Cronologia D/ R/ Peso P- Diam. Spes. mm. US 4562 170. £3 mela N-408 III. 111. 3,46 16 D2 171. £$ mela IV-408 Ev. Ev. 1,87 18 F140 172. £3 mela IV-408 Ev. Ev. 1,70 IS G197a 173. £3 mela N-408 Ill 01, 1,44 13 G194 174. £4 fine IV-in. V 111. 0). 1,31 11 E62 175. £4 fine l\'-in. V III. 01. 1,24 11 H225 176. £4 fine IV4n* V III. 01, 1,23 12 F 101 177. £4 fine N-in. V Ill III. 1,20 13 F.48 178. £4 fine IV-in. V 111. DL 1,17 10:2,5 H215 179. £4 fine IV-in. V III. III. 1,09 11 F109 180, £4 fine IV-in. V III. III. 1,08 10 F 117 181. £4 fine IV-in, V 111. III. 1,08 9 G198 18*2. A3 mela N-408 111. 111. 1,02 14 D8 183. £3 mela N-408 111. 111. 1,02 15 G176 184. £4 Vsec. Ev. Ev. 1,02 8; 2,5 E68 18.5. £4 Vsec. 01. 01. 0,99 9 G173 186. £4 ' Vsec. 111. Ill 0,97 lu H209 187, M4 Vsec. III. 01. 0,96 12 Dll 188. £4 V sec. Ill 01; 0,96 11 D 19 189. £4 Vsec. III. 111. 0,95 11 Est a 190. £4 Vsec. III. Ill 0,94 II E93 iyj. /£ 4 V sec. in. in in. o,y^ l .1 192. £4 Vsec. Ill Ev. 0,88 ll F 115 193. £4 Vsec 01. III. 0,85 11 G 174 194. £4 Vsec. 01. Ill 0,84 8; 2,5 D3 195. -*4 Vsec Ev. ill. 0,84 8 D20 Nr. cat Nom. Cronologia D/ R/ Peso gr. Diam. Spes. mm. US 4562 225. £4 V sec. III. 111. 0,62 11 E82 226. £4 Vsec. III. ill. 0,62 Id G 197b 227. £4 Vsec. Ill III. 0,60 fr 12 F149 228. £4 Vsec. III. ill. 0,59 10 Dsi. e 229. £4 Vsec. 111. ill. 0,58 10 F103 230. £4 V sec. 111. III. 0,57 10 F96 231. £4 V-in. VI III. 111. 0,57 9 G195 232. £4 V-in. VI III. ill. 0,56 11 F14I 233. £4 V-in. VI Ev. Ev, 0,54 7 Esi.g 234. £4 V-in. VI III. III. 0,53 9 G177 235. £4 V-in. VI 111. m. 0,53 8 Esi.d 236. £4 V-in. VI III. in. 0,52 10 F155 237. £4 V-in. VI 111. in. 0,51 10 E50 238. £4 V-in. VI III. in. 0,49 10 G 158 239. £4 V-in. VI 111. in. 0,49 8 D st. c 240. £4 V-in. VI Ill in. 0,48 8 Dsi. h 241. £4 V-in. VI 111. in. 0,47 10x7 E79 242. £4 V-in. VI 111. in 0,45 8 F 100 243. £4 V-in. VI III. in. 0,44 fr 8 F 139 244. £4 V-in. VI Ill in. 0,44 ll' H233 245. £4 V-in. VI 1U. in. 0,43 10 Hst. b 246. £4 V-in. VI III. in. 0,43 11 F128 247. £4 V-in. VI III. HI. 0,43 8 F127 248. £4 V-in. VI III. in 0,43 11 G206 249. £4 V-in. VI 111. in. 0,41 9 H219 250. Unit,? I'm. 17 in in 0,40 9 C. 192 196. £4 Via. 111. III. 0,81 fr 12 DS 197. £4 Vut III. III. 0,80 10 F94 198. a: 4 Vstf. Ev. Ev. 0.80 III H213 199. £4 Via. 111. III. 0.79 11 G 166 200. £4 Vstr. III. III. 0.78 fr 9 E56 201. £4 Vsa. III. Ill 0.78 12 E63 202. £3 mtU IV4U 111. III. 0.77 fr 15x10 1)26 203. £4 Vsec. III. III. 0,77 10 E89 204. £4 Via. 111. III. 0.76 Hi 1246 205. £4 Via. 111. III. 0.75 fr 10x7 E57 206. £4 fitiel\'-in. V in Ill 0.74 12 H231 207. .€4 fine /Vin. V hi. III 0.74 12 11212 208. £4 Vsec in. III 0,74 7 1247 209. £4 Via. in. III. 0,73 10 E42 210. £4 Vsec. Ev. Ev. 0.73 9 H236 211, £4 Via. Ev. Ev. 0.73 10 F153 212. £4 Via. Ev. Ev. 0.72 8 F99 213. £4 Via. III. III. 0.71 12 E84 214. £4 Vier. III. III. 0,71 8 F104 215. £4 Via. III. 111. 0.70 10 II 216 216. £4 Vsa. 111. III. 0,69 11 F.39 217. £4 Via. DL Ill 0.68 in H226 218. £4 Vsa. iii iii 0.67 9 11 224 219. £4 Via. 111. III 0,67 fr li' E47 220. £4 fine IV-in. V III. III 0,66 fr 12 F 112 221. £4 fine /V-in. V III. III 0,65 13 F147 222. £4 Vsec. Ill III. 0,65 9 D21 223. £4 Via. III iii. 0,64 fr n H 223 224. £4 Vsa. III. III. 0.63 fr9 E87 251. £4 V-in. VI 111. III. 0,39 7 1 249 252, £4 V-in. VI III. 111. 0,39 11x8 G167 253. £4 V-in. VI ill. III. 0,38 7 D31 254. £4 Vin. VI Ev. Ev. 0,37 10 Est.f 255. £4 V-in. 17 Ill DL 0.36 7 E59 256. £4 V-in. W III III. 0.36 10 F126 257. £4 V-in. VI III. Ill 0,36 10 Gst.b 5 258, £4 V-in. VI Ill III, 0,35 9 Est. e | 259. £4 V-in. VI 11! III. 0,34 7 F 110 > 260. £4 V-in. VI Ill Ill 0.34 in F 119 261. £4 V-in. VI 111 III. 0,34 8 F154 9 r 262. £4 V-in. VI III 111. 0.33 9 D16 263. £4 V-in. V/ III III. 0,33 II E91 2 264. £4 V-in. VI III. III. 0.32 fr 9 F95 I 265. £4 V-in. VI III. III. 0.31 fo 10 F 132 266. £4 V-in. 17 III. Ill 0.31 8 H234 267. £4 V-in. VI III. III. 0.31 11 H232 I 268. £4 :? III. III. 0.30 7 G 162 a 269. £4 V-in. VI III. III. 0,29 0 H 241 B o 270. 271. 272. £4 £4 £4 V-,n. VI V-in. VI V-in. 17 III. III. Ill III. III. III. 0,28 fr 0,25 0.21 fr 10 8 7x6 G 181 G 165 F 148 i 273. £4 V-in. VI III Ill 0.18 fo fr 9 E85 > > 274. £4 V-in. VI III. III. 0,15 fr 8 G si. a I 275. £4 V-in. VI III. Ill 0,10 7 G 162 b 276. £4 V-in. VI Ill III. 0,09 fr 6 Kill 277. Moncta? III ill 0.07 fr 7 G204 278. la moncu i andala dismiiia duranic le ofx-ra/ioni di rrsiauro E83 250 REND. OH LA PONT. M ( \l> ROM D'ARCH. - Mil . LXXVIII 7 8 Fig. 10. 1. Mlis? di Costan/o II (337-361: nr. 1); LFollisdi Costaiuo II (3-17-348; nr. 4): 3. .¥. 3 <li Valenuniano I? Valenter (3(14-375; nr. 8); 4. /E 4 di Valenliniano II (383-388; nr. 12); 5. -f. 4 di Valenliniano II (388-392; nr. 28); 6. * 3 (401-403: nr. 351; 7. IB. 4 di Tco- dosio II (425-435; nr. 37); 8, A\ 4 di Marciano (450-457; nr. 51) M I1 R< >SSI( .NAM V. 1 \l INDM.IM I1H I.\ MISSION*: \R< IIKOHM :l< A II ALIANA \ MALTA 251 3 4 • • ## 5 6 7 8 *• • • 10 Fig. II 1*4 di Marriano (450-457; nr. 54); 2. Ninnmus " protovmulalico " (455-47:>, nr. 57); 3. X. 4 di Leone1 (457-474; nr. 59): 4. /E 4 di Leone I (457-474; nr. 66); 5. /E 4 di B:Lsilisro e Marco (475-476; nr. 71): 6. /E 4 di Zenone (476-491: nr. 73); 7. Sum- musA\ Odovaear (477: nr. 77): 8. \....../. <li Anaslasio (491-498; nr. 79); 9. -/ imrnini anonimi (523-530; nr. 82): 10. \ummus di Hilderich (523-530; nr. 83) RF.ND. HI I I A PONT. \C< \I) ROM. IV ARCH. - VOL. I.XXV1U 7 Fig. 12. I. \ummus di Olimer (530-5S4; nr. 84): 2. Summus di (iinsiiniano I (534-699; nr. 85); 3. Anloniniano (nr. 130); 4. Victoria anonima (post 520 ca.; nr. 154): 5. Muneta di imitazione (nr. 145); (i. Moncia <li imitazione (nr. 139); 7. Tremisse di Cosiantinn IV ((>7<M>74; nr. 128) MP. ROSSIGNANI ET AI„ - INDAGINI DELIA MISSIONE ARCHEOLOCiCA 11 VI UNA A MALTA 253 ABBRIAIAZIOM BIBUOGRAFICHF. Asolati, 2005 Axzopardi. 1993 BRENOT - MoRRISSON, 1983 Bruno, 2004 DOC II/2 DOLGER, 1932 Facchinetti, 2004 1.RBC. MFC 1 MIH i M1BU M. Asoi.vn, // lesoro di Falerii Sovi. 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Cagiano de Aze- vedo et al., Roma 1968. Missione Archeologica Italiana a Malta. Rapporto preliminare della campagna di scavo 1968, a c. di M. Cagiano de Aze- vedo et al., Roma 1969. Missione Archeologica Italiana a Malta. Rapporto preliminare della campagna di scavo 1969, a c. di M. Cagiano de Aze- vedo et al., Roma 1972. Missione Archeologica Italiana a Malta. Rapporto preliminare della campagna di scavo 1970, a c. di M. Cagiano de Aze- vedo et al., Roma 1973. C. Morrisson, La trouvaille d'Ain Kelba et la circulation des minimi en Afriipie au debut du Vie siecle, in Melanges de Numismatic/ue, d'Archeologie et d'Histoire offer! s a J. I/ifaurie. ed. P. Bastien, F. Di uas. H. Hi vei in. C. Morrisson. Paris 1980, pp. 239-248. c Morrisson. Monnaies et prix a Byzance du V an \11 siecle, in Hommes et richesses dans /'Empire byzantin, I: IV au VII siecle, Paris 1989. C. Morrisson, Nummi byzanlins et barbares du Vie siecle, in X«p«ktt|p. 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