Pesi monetali bizantini in vetro dal territorio siciliano, in Byzantino-Sicula IV, 2002, pp. 439-474 more

Publishe in "Atti del I Congresso Internazionale di Archeologia della Sicilia bizantina" (Corleone, 30 luglio-2 agosto 1998)

ISTITUTO SICILIANO DI STUDI BIZANTINI E NEOELLENICI QUADERNI - 15 - BYZANTINO - SICULA IV ATTI DEL I CONGRESSO INTERNAZIONALE DI ARCHEOLOGIA DELLA SICILIA BIZANTINA PALERMO 2002 Claudia Perassi PESI MONETALI BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SICILIANO* La mia relazione rientra in un piu vasto programma di ricerca relativo ai pesi monetali in vetro di eta bizantina ritrovati sul territorio italiano. Lo spunto per questa indagine e stato originato dal rinvenimento, nel corso degli scavi condotti a Luni clall'Istituto di Archeologia dell'Universita Cat- tolica di Milano, di un peso in vetro bizantino in uno strato superficiale della taberna E del Foro.1 Lo spoglio bibliografico mi ha fatto constatare innanzitutto come i pur ampi e documentati lavori relativi ai pesi in vetro bizantini, in non pochi casi escludessero la zona occidentale del Mediterra- neo come area di ritrovamento di questi oggetti. Ancora nel 1980 Gary Vikan nel suo lavoro Security in Byzantium, per molti aspetti ricco di stimo- li e di suggerimenti, asseriva che «glass weights have been unearthed at various places in the eastern Mediterranean, including Constantinople, along the Danube, in Asia Minor, and in Egypt ».2 Piu recise le affermazioni di Marvin Ross nel Catalogo della Dumbarton Oaks Collection relativo agli oggetti in vetro: i pesi di questo tipo « all came from the eastern Mediterra- ean or the Balkans»} e di Klaus Wessel nel Keallexicon zur byzantinhchcn * Oltre alle persone cilate nel corso del lavoro, desidero estendere i miei ringraziamenti anche ai colleghi Silvia Lusuardi Siena e Carlo Maria Mazzucchi per i suggerimenti di tipo archeologico e paleografico, a Christopher Entwistle del British Museum e a Frederick H. van Doorninck Jr. della Texas A&M University per le informazioni relative a due pesi che non mi e stato possibile esaminare di persona. Un grazie anche ad Andrea Saccocci. per una remota indicazione bibliografica che si e rivelata assai preziosa. Per le ricerche in Sicilia tondamentale e stata I'assistenza partecipe di Miriam Paternico. 1 II pezzo, dall'US 14%. e in corso di pubblicazione da parte della scriventc in Luni III. 2 G. Vikan. Security in Byzantium. Locking Scaling and Weighing, (Dumbarton Oaks. "Byzantine Collection. Publication", 2), Washington 1980. p. 56. Vedi anche p. 37. ' M. Ross, Catalogue of the Byzantine and Early Medioeval Antiquities in the Dumbarton Oaks Collection, vol. I: Metalwork, Ceramics. Glass, Glyptics, Painting, Washington 1962, p. 83. 440 C, PERASSI Kunst: «aus dem westromischen Reich solche glasernen Gewichte nicht bekannt».4 Eppure, gia la estesa catalogazione di exagia bizantini in vetro redatta da Ugo Monneret de Villard sulk "Rivista Italiana di Numismati- ca" del 1922 recensiva almeno un pezzo «trovato a SiracusaV mentre altri quattro erano indicati come appartenenti a collezioni siciliane (Palermo e Siracusa).1' Ma su questi esemplari tornero in seguito. Si tratta certamcnte di oggetti non comuni. La piu completa cataloga- zione di pesi monetali in vetro di eta bizantina a me nota, curata a piu riprese sulla rivista "Archeonumis" da Jean Forien de Rochesnard, elenca per l'eta bizantina 266 pezzi.7 La sua catalogazione e limitata agli esem- plari editi e a quelli della propria raccolta. Non include dunquc, per esem- pio, i 155 pesi in vetro della ricca collezione della Menil Foundation di Houston, o i circa cento esemplari della raccolta delTAmerican Numi- smatic Society di New York,8 in entrambi i casi tuttora inediti. La produzione degli exagia vitrei dovette essere comunque numerica- mente ridotta, se confrontata con la invece abbondante documentazione relativa ai pesi bizantini in metallo.9 A tale proposito e sufficiente citare il dato fornito dalla Collezione Lucien Naville del Cabinet de Numismati- que du Musee d'Art e d'Histoire di Ginevra, formata da ben 321 pezzi in metallo.10 ' K. Wessel. Gldserne Gewichte, in Reallexicon zur byzantinischen Kunst. II. Stuttgart 1971, col. 798. Analoghc affermazioni anche in G. Schlumberger. Voids de verre etalons monetifortnes d'origine byzantine. "REG" 7,1895. pp. 59-60 e K. Pink, Riimische undByzantinische Gewichte in osterreichischen Sammlungen ("Sonderschriften des osterreichischen Archaologischen Institutes in VC'ien", 12), 1939, p. 70. ' U. Monneret De Villard. Exagia bizantini in vetro. "RItNum" 1922. p. 98. n. 10a. 6 Ibid,, p, 97, n. 4c; p. 100, n. 4a; p. 101, n. la; p. 102, n. 2a (per questi tre ultimi l'A. rimanda a P. Orsi. Byzanlma Siciliae. "ByzZ" 1912. pp. 204-209). : J. Forien de Rochesnard, Le pesage monetaire. Les poids de verre. "Archeonumis" 1972/4, pp. 16-21: 1972/5, pp. 32-4}; 1973/6, pp. 5-17. La catalogazione stilata da Monneret de Villard cit. a nota 5 comprendeva invece 178 pezzi. * La raccolta della Menil Foundation e formata da 187 pesi in vetro e metallo di eta tardo romana e del primp periodo bizantino. lino alia meta del VII secolo (vedi Vikan cit. a nota 2, p. 31). La collezione dell'American Numismatic Society raggruppa un centinaio di pesi in vetro, soprattutto del Vl-VII d.C. Per nessuno di essi e indicata la localita di ritrovamento. Molti provengono pero dalla collezione di P. Balog, il quale li aveva a sua volta acquistati da M. M. Jungfleisch. La collezione di quest'ultimo era formata essenzialmente da pezzi rinvenuti in Egitto (devo queste notizie alia cortesia di W. Metcalf, Chief-Curator dell'ANM). * I pesi vitrei bizantini sono anche di gran lunga meno numerosi degli analoghi pesi di produzio- ne araba (vedi Schlumberger cit. a nota 4, p. 59). Per il solo territorio siciliano. P. Balog, Fatimidand Post-fatimid Glass Jetons from Sicily, "StMagreb" 7, 1975. pp. 125-148, cataloga 57 pezzi. ' N. Diirr. Catalogue de la Collection Lucien Naville au Cabinet de Sumismatique du Musee PESI MONETALI BIZANTIN1 IN VETRO DAL TERRITORIO SICILIANO 44 1 Anche il ritrovamento di pesi in vetro nel corso di scavi archeologici risulta infrequente ed inferiore rispetto a quello dei pesi in metallo. Per citare ancora una volta la documentazione di Luni, nel corso delle cam- pagne di scavo condotte fra il 1970 e il 1991 sono venuti alia luce tre pesi bizantini in metallo" ed uno solo in vetro. Richiamo inoltre la consisten- za della Raccolta di pesi del Museo di Aquileia, in parte frutto di rinveni- menti fortuiti nell'agro aquileiese, che conta 36 esemplari in piombo e bronzo daU'eta tardo-romana a quella bizantina, ma nessuno in vetro.12 La documentazione fornita infine dal relitto di Yassi Ada ha restituito ben otto pesi in bronzo, ma un solo esemplare in vetro." Eccezionale appare pertanto il recente rinvenimento di un intero ripostiglio di 21 esem- plari vitrei dagli scavi di Sardi.14 La nostra conoscenza di questa categoria di pesi e dunque per ora basata essenzialmente su esemplari conservati in Collezioni pubbliche e private, molto spesso privi dell'indicazione relauva alia localita di ritrova- mento. In taluni casi essa puo essere congetturata con una buona dose di certezza: cosi la raccolta del Re d'Egitto, oggi dispersa, consistente in 22 pesi,15 doveva certo essere formata in parte, se non nella sua totalita, da i'Art e d'llistoire de Geneve, "Genava" 12, 1964, pp. 65-106 (sono compresi sia pesi commerciali. sia pesi monetali). Di tutti i pezzi e ignota l'origine ed il luogo di ritrovamento, ad eccezione del peso n. 320, da Beirut (ibid., p. 65). " II primo, di forma circolare, raffigura una croce greca e le lettere N G, racchiuse entro coro- na; il secondo e invece di forma sferica con le due calotte lagliatc e le lettere, a caratteri leggermente rilevati, O+Y (giustapposte) G (Scavi di Luni. Relatione preliminare delle campagne di scavo 1970- 1971, a c. di A. Frova, Roma 1973, p. 865, n. 161; p. 554, CM 1589). II terzo esemplare, inedito. e quadrangolare. Entro corona sono poste le lettere NS sotto ad una croce greca. 12 P. Lopreato, / pesi ageminati del Museo di Aquileia e il sisiema ponderale bizantino, in / Musei di Aquileia. Arti applicale, ceramica, epigrafia, numismalica ("Antichita Altoadriatiche" XXIV), Udine :984, pp. 71-102. Sulle modalita di costituzione della raccolta, vedi ibid., p. 71. 15 I pesi erano custoditi, insieme ad almeno tre staderc c a monete in oro e bronzo, nella dispen- sa principale della nave, chiusa da un lucchetto. Erano probabilmente racchiusi entro una custodia di legno, della quale venne infatti rinvenuto un frammento (G.F. Bass - F.I I. van Doorninck Jr., Yassi Ada, vol. I: A Seventh-Century Byzantine Shipwreck, College Station 1982, pp. 204-205). 14 II ripostiglio, ritrovato nel corso della campagna di scavo del 1996 sul pavimento della stanza N di un complesso residenziale ubicato alia periferia occidentale della citta (settore MMS/S), e in corso di pubblicazione da parte di M.M. Fulghum e F". Heintz sul]'" American Journal of Numismatics" (A Hoard of Early Byzantine Glass Weights from Sardis, "AJN" 1998. pp. 105-120). Desidero ringra- ziare gli Aa. per avermi messo a disposizione con grande liberalira il loro lavoro prima della stampa. " Vedi M.M. Jungfleisch, Les deneraux et estampilles byzantins en verre de la Collection Frohner, "Bulletin de I'lnsutut d'Egypte" 14, 1931-1932, pp. 234; Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1973/ 6, p. 16.1 pesi della raccolta furono inseriti da Monneret de Villard nel suo catalogo, con la segnalazio- ne che gli era stato possibile studiarli personalmente (Monneret de Villard cit. a nota 5, p. 93, nota 1). 442 C. PERASSI pezzi provenienti dal territorio egiziano, zona di rinvenimento di nume- rosi esemplari conservati in altre raccolte. Diversamente, per i quattro pesi che Monneret de Villard, nel suo articolo del 1922 poc'anzi citato, segnalava come appartenenti alia Collezione milanese di Brera, confluita poi nelle Raccolte comunali di Milano,16 che gia allora non era stato pos- sible rintracciare se non nella documentazione d'archivio,17 si pud esclu- dere un ritrovamento dal territorio milanese.18 La vasta e scientificamen- te inappuntabile indagine stratigrafica che ha interessato negli ultimi anni varie zone della citta, ricchissima di ritrovamenti monetali, non ha infatti restituito numerario ufficiale bizantino.19 La presenza di quattro pesi in vetro risulterebbe percio anomala rispetto alia documentazione d'insie- me fino ad ora offerta dal territorio di Milano. Si stanno comunque intensificando le segnalazioni di pesi in vetro ri- trovati nel corso di regolare attivita di scavo: oltre al recente ripostiglio da Sardi, prima menzionato, che amplia la documentazione fornita dall'esplo- razione della citta, costituita in precedenza dai tre pesi rinvenuti nel 1962 nella taberna E14,2" cito i ritrovamenti di Sucidava (Romania),21 Tel Shi- qmona (Israele) e Anemurium (Turchia).22 Per il territorio italiano, oltre al peso da Luni piu volte richiamato, mi sono noti un esemplare anch'es- "' Ibid., p. 98, n. llbi p. 105, nn. 45a, 46b. 69a (erroneamente indicate) con il n. 60a). " Ibid, p. 93. 10 L \ non fomicce alcuna notizia circa la localita di rinvenimento di questi pesi che invece segnala con rnolta precisione per altri pezzi della sua catalogazione: e certo dunque che il panicolare non era stato annotato nella scheda del Gabinetto di Brera che egli pote consultare {ibid., p. 95). La dominazione bizantina a Milano, nel corso della guerra goto-bizantina, fu di brevissima durata: riguardo una prima volta gli anni fra il 557 e il 559, una seconda il periodo compreso fra il 566 e il 569 (vedi CP. Bognetti. Milano sollo il regno del Coli. in Sloria di Milano, vol. II. Milano 1954. pp. 35-59; pp. 51-54). Sulla mancanza di monetazione ufficiale di produzione bizantina dal territorio della citta. vedi A. Arslan. Le monete, in Scavi MM). Ricerche di archeologia urbana a Milano durante la costruzione della Linea ) della melropolilana (1982-1990), a c. di D. Caporusso, vol. 3.2, Milano 1991. p. 91. Per le monete dagli scavi di Piazza Duomo, vedi A. Arslan, La lestimo- nianza della monela, in La cilia e la sua memoria. Milano e la tradizione di S. Ambrogio, Milano 1997, pp. 65-67. La documentazione dagii scavi della necropoli rinvenuta nell'area dell'UniversitaCattolica e in corso di studio da parte della scrivente. "' Vedi A. von Saldern, Ancient and Byzantine Glass from Sardis. Cambridge MA-London 1980. p. 90, n. 668; J. Stephens Crawford, The Byzantine Shops at Sardis, Cambridge MA-London 1990, pp. 88-89. 21 E. Popescu, lnscriptili grecesti si laline din secolele IVXlll descoperite in Romania, Bucaresti 1976, p. 310, n. 502. 22 Per gli esemplari da Tel Shiqmona e Anemurium, ancora inediti, vedi Byzantium. Treasures of Byzantine Art and Culture from the British Collections, ed. by D. Buckton, London 1994. p. 89, nn. 86 e 88 (schede a cura di C. Enrwistle). PESI MONP.TAI.I BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SICILIANS 443 so dalla Liguria, da scavi inediti condotti ad Albenga nel 1968 sotto alia chiesa di S. Carlo25 e un esemplare dalla Sicilia, ritrovato nel corso dell'in- dagine archeologica della Villa del Casale di Piazza Armerina.24 E necessario premettere ancora qualche parola di carattere generale, per meglio inquadrare la problematica relativa ai pesi in oggetto. Come si constatera, gli aspetti ancora irrisolti sono superiori alle certezze acquisi- te. Proprio per questo motivo lo studio di pezzi stratigraficamente data- bili e geograficamente collocabili, e della massima importanza. Si tratta di piccoli dischi in vetro, dal diametro compreso fra mm 17 e mm 25 ca., generalmente contornati da un ampio bordo rilevato. Lo spes- sore si aggira intorno al mezzo cm. Sono noti pesi incolori e colorati: giallo, verde, blu, malva. Nella loro classificazione si deve tenere conto di alcune variabili rela- tive alle figure e alle scritte che compaiono sul Diritto.25 II Rovescio e invece sempre aniconico e anepigrafo. La tipologia maggiormente atte- stata e quella con semplice monogramma centrale, a blocco o crucifor- me* Menc frequentemente, al centro del dischetto possono invece tro- vare collocazione uno o piu busti maschili (eparca?), in veduta frontale. La figura puo essere limitata alle spalle o essere estesa anche alia notazio- ne del solo braccio destro, o di entrambe le braccia. In questi casi, nella mano destra tiene la mappa.27 Ai lati, talora e collocata una croce. Ecce- zionale e la tipologia che associa il monogramma aU'immagine del busto maschile. Attorno al busto o al monogramma centrali viene disposta, con " B. Massabo, Velri romani dai nuovi scavi della necropoli del "Monte" di Albenga (Savona): rapporto preliminare, in Alii della I Giornala Sazionale di Studi; "II vetro dall'antiehita all'eta con- temporanea" (Venezia 1995). Venezia 1996. p. 30. Devo la segnalazione a Giovanni Murialdo, che ringrazio anche per la generosa collaborazione alle mie ricerche bibliografiche. " Vedi olire. Monnerei de Villard cit. a nota 5, p. 99. n. 17f menziona anche un peso in vetro conservato presso il Musco Cristiano Vaticano. per il quale non allega pero nessun dato relativo alia provenienza. 8 Non esisie a lutt'oggi uno studio tipologico esaustivo su questa categoria di oggetti. Brevi indi- cazioni in tal senso in Hntwistle cit. a nota 22, p. 15; Forien de Rochesnard cit. a nota 7. 1972/4, p. 21. * I monogrammi conosciuti sono circa 450 (vedi S. Bendall, Byzantine Weights. An Introduction, London 1996, p. 60). L'interpretazione del particolare fu a lungo dibattuta {fibula?, mappa?), vedi Schlumberger cit. a nota 4, p. 66; A. De Markoff. Exagia byzantins en verre, in Proces-verbaux el memoires du Congres International de Numismatique el d'Art de la medaille contemporaine (Bruxelles 1910), Bru- xelles 1910, p. 636. 444 C. PERASSI una certa frequenza, una scritta dall'andamento circolare. In rarissimi casi l'iscrizione, organizzata su piu righe, occupa invece interamente la super- ficie piana del disco.2" Tali scritte. oltre a un nome proprio generalmente al genitivo, possono menzionare o mcno il titolo di eparcoV. Numerica- mente esigui sono invece i pesi la cui scritta o il cui monogramma fanno riferimento all'imperatore: sono noti esemplari a nome di Anastasio I, Giustino 1, Giustiniano I, Giustino IF9 e Maurizio Tiberio.30 La produzione dei pesi in vetro di eta bizantina e variamente datata dagli studiosi: il VI secolo e concordemente indicato come il periodo di massimo sviluppo." II loro utilizzo prosegue certamente anche nel VII secolo:'2 gli Arabi, infatti, dopo la conquista dell'Egitto nel 641 fecero un uso intensivo di pesi in vetro, mutuando tale pratica da quelli bizanuni.'* La eventuale, dimostrabile presenza di pesi bizantini in vetro in contesti siciliani archeologicamente databili oltre il VII secolo, quando l'isola e invece ancora saldamente sotto il controllo di Bisanzio, ossia fino alia definitiva conquista araba dell'STS,'"1 potrebbe permettere di estendere la datazione di tali pesi anche oltre i limiti cronologicamente ora assegnati. Ancora piu complessa risulta la scansione cronologia delle diverse ti- pologie. Sulla base della conformazione dei monogrammi, certamente gli esemplari con monogramma a blocco precedono quelli con monogram- ma cruciforme. Questi ultimi entrano in uso nell'arte bizantina solo verso •'" Oltre die lipologie sopra ricordate. sono attestati anche lipi eccezionali, come quello chc assomma un busio. un monogramma e una scritta circolare (Entwistle cit. a nota 22, p. 87. n. 82). Una classiticazione quali pesi monetali rimane inccrta per quci dischi vitrei dall'aspetto generale e talora anche dalla iconogratia cimili a quelli degli cxagi? (p. es. uno o piu busn maschilil ptro sem- pre anepigrafi (vedi De Markolf cit. a nota 27. pp. 642-643; Foricn de Rochesnard cit.a nota 7, 1973/ 6. pp. 12-15; contra, P. Orsi. Sicilia hizanltna. Roma 1942 [Collezione meridionale, seric III: il Mez zogiorno artistico], pp. 195-196). " Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1972/5. p. 32. 10 Entwistle cit. a nota 22, p. 89, n. 88. " Vikan cit. a nota 2 p. 37; Ross cit. a nota 3, p. 83. Forien de Rochesnard cit. a nota 7. 1972/ 4. p. 21 indica una datazione fra il 395 e il 645. F-ntwistle cit. a nots 22. p. 15; Bendall cit. a nota 26. p. 9; D. Feissel, he Prefet de Constantinople, les potdselalons et I'estampillage de I'argenlerie au VI el au VII Steele, "RNum* 28. 1986, p. 121. " Vedi P. Balog. Potds monetaires en verre byzantino-arahes, "RBelgNum", 1958. pp. 127-134; Vikan cit. a nota 2, p. 37. u Sulla conquista arabu ddl'isoU, scandita dal susscguirsi della prcsa ilelle principali citta (Pa- lermo nell'831; CcfaKl ndl'857; F.nna Ira l'858 e l'859; la capitale Siracusa nell'878; Taormina nel 9021. vedi F. Burgarella. /.' Mezzogtorno dai Rizanttnt a Federico II, in Sloria d'ltalia, vol. III. Torino 1983.pp.214-215; TheSewCambridge MedievalHistory, vol. II (c. 700-c. 900), ed. by R. Mckitterick. Cambridge 1995. p. 347. PESI MONF.TAI.I BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SICILIANO 445 la meta del VI secolo." Piu complessa e la collocazione dei pcsi con busto maschile: sono infatti ritenuti da alcuni posteriori agli exagia con mono- gramma,'6 ma il ritrovamento a Sucidava, in uno strato databile al VI secolo, di un esemplare con la raffigurazione di un busto e una iscrizione relativa a Flavio Geronzio,'7 mi pare contraddire questa cronologia, tan- to piu se si tiene presente che un eparca di Costantinopoli con tale nome esercito la sua carica Ira il 560 e il 562.iB La funzione di questi oggetti e stata in passato a lungo dibattuta (amu- leti, monete, gettoni da gioco),59 ma l'interpretazione oggi accettata, pur con qualche limitata riserva,"1" e quella circa un loro utilizzo quali pesi campione per la verifies ponderale delle monete d'oro, dunque il solido/ nomisma e le sue frazioni, il semisse e il tremisse. L'obbligo all'uso di exagia ufficiali per il controllo del peso delle monete in metallo prezioso da parte degli esattori delle tasse e dei mercanti e attestato da una ricca legislazione, che si data da Costantino a Giustiniano I,4' con la quale l'au- torita centrale cerco di porre fine agli abusi perpetuati in questo campo. A tale scopo Giustiniano nel 545 prescrisse che pesi campione fossero custoditi nella chiesa piu importante di ogni civitas.42 Qualche anno piu tardi, con la Pragmatica Sanzione del 554 (cap. 19), in relazione al territo- rio italiano, dispose che le merci e le monete fossero date e ricevute sulla base delle misure e dei pesi che erano stati distribuiti.'" La moderna critica numismatica ha individuato percio nei pesi in ve- tro gli esemplari utilizzati per il controllo delle singole monete, mentre » Vedi ollre. " Fulghum - Heintz cit. a nota 14. Popescu cit. a nota 21, p. 310, n. 302. 18 Vedi R. Guilland. Eludes sur Thistoire administrative de /'empire Byzanlin. L'Eparque, "Byzantinoslavica" 41. 1980, pp. 149-150; J.R. Martindale, The frosopography of the Late Roman Empire (527-641), iiib, Cambridge 1992. Gerontius 3. " J.-Forien de Rochesnard. Proces-verhalde la seance du 7 oclobre 1950, "BNumParis" 5, octobrc 1950, pp. 2-4; Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1972/4, pp. 16-17. 40 G. Kenneth Sams. The weighing implements, in Yassi Ada cit. a nota 13, p. 212; Ross cit. a nota 3, p. 84, n, 99; p. 85. n. 101. " Vedi E. Babelon, Exagium. in Dictionnairc des antiquites grecques et romaines, II/l, Paris 1892, pp. 873-878; M. Hendy, Studies in the Byzantine Monetary Economy <c. }00-1450), Cambridge 1985. pp. 329-338. 12 Caput 15 della Novella CXXVIII. Di notevole interesse e a tale proposito il ritrovamento del ripostiglio di Sardi in un ambiente utilizzato as a chapel or small church at some point in its history (vedi Fulghum - Heintz cit. a nota 14). " Hendy cit. a nota 41, pp. 332-333. I 16 C. PERASSI quclli in metallo con iscrizioni che fanno riferimento a nominali, ossia le lettere N o S, iniziali rispettivamente di nomisma e di solidus, potevano essere impiegati nel corso di transazioni economiche che coinvolgevano maggiori quantita di monete.44 Ma la relazione fra pesi in vetro e pesi in metallo non e ancora pertettamente chiara, cosi come non e accertato il motivo dell'iitilizzo del vetro a rianco del metallo, solo per un breve pe- riodo di tempo,4' a parte la constatazione del basso costo della produzio- ne del primo e della sua inattaccabilita all'ossidazione, alia corrosione e alia alterazione fraudolenta.4" Non sembra inficiare tale ricostruzione I'obiezione relativa alia ampia scala ponderale documentata dai pesi in vetro, che non corrispondono c|iiasi mai perfettamente alia pondometria dei nominali equivalenti. Essi ser\'ivano infatti per determinare «the tolerance above or below which a coin would not be accepted)).47 D'altra parte la funzione di pesi monetali e esplicitamente indicata nelle serine che compaiono sui pesi in vetro di epoca umayyade e abbaside,48 diretti discendenti degli analoghi oggetti di eta bizantina. La presenza di segni numerali e rarissima sugli esemplari di produzione bizantina.49 Fra questi degno di nota e pero un peso che " I pesi in metallo utilizzati per uso commerciale rccano invece indicazioni in libbrc e once ( Vikan cit. a nota 2. p. 57). Sono pero noti due esemplari vitrei iscritti con il simbolo unciale formato dalle lettere () e G. Essi testimoniano come inche i pesi in vetro potessero essere usati per la pesatura di merci oltre che per le moncte (Entwistle cit. a nota 22. p. 90, n. 91). " Per quando riguarda i pesi in metaJo. sono attestati infatti esemplari databili fino al XIII secolo (vedi Bendall cit. a nota 26. pp. 20-221. " Vedi B. Kisch. Sales and Weights A Historical Outline. New Haven - Ixindon 1965, p. 79; V'ikan cit. a nota 2, p. 37; Kntwistle cit. a nota 22. p. 15. * Si deve anche tenerc presente come le bilance in uso nel mondo antico non raggiungesscro certamente la sotisticatezza e la precisione di quelle atttiali. A qucstc considerazioni se nc possono aggiungere altre. di tipo mctrologico, relative alia fluttuazione del peso del solido e della libra in eta bizantina (vedi Entwistle cit. a nota 22, pp. 14-15; Babelon cit. a nota 41, p. 876; Forien de Rocliesnard cil. a nota 7. 1972/4. pp. 17-18). '• P. Balog, The Valimid Class felon. "AnnlstltNum" 18 19, 1972-1973. p. 188. Cito il caso di due esemplari. entrambi indicati dalla scritti quali pesi per un dinar completo (gr 4.25). che pesano |K-ro rispettivamente gr 4,22 c gr 4,19 (vedi P. Balog, Voids el eslampilles en verre de poids en bronze musulmans du Musee dart el d'bisloire de Geneve. "Genava". 1973, p. 305, n. V.26: p. 303. n. V,10). Nel mondo arabo I'utilizzo dei gettoni in ve;ro quali pesi monetali cessa in epoca fatimita. quando. a partire dal regno di al-IIakim (386 411 E./S96-1020 d. C). essi assumono il valore di monete vcre e proprie, in sostituzione della valuta in ramc (Balog, The Valimid cil., pp. 188-195; M.A. De l.uca, Reperticon iscrizioni arabe. in SegfiSta II. llCaStello e la moschea. Scavi 1989-1995. a c. di A. Molinari. Palermo 1997, pp. 205-206). " Vedi Monneret de Villard cit. a nota 5. p. 101, nn. la-4a. PES1 MONETAL1 BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SICILIANO 447 reca le lettere N e A (= vouicua a'): il suo peso (gr 4,5) corrisponde esat- tamente a quello del solido (tab. 1,5). Altri aspetti ancora di difficile definizione sono quelli relativi all'auto- rita emittente e alia zona di produzione dei pesi vitrei. La specificazione su un certo numero di esemplari dell'indicazione kni ercap^ou fornisce l'indicazione circa il coinvolgimento nella loro produzione dell'eparca di Costantinopoli, menzionato d'altronde in modo inequivocabile su alcuni pezzi.50 All'ereapxo^ xf\q rioXeax; era affidato infatti il controllo delle atti- vita economiche, commerciali e industriali della capitale dell'Impero. Ma la presenza di oltre 450 diversi monogrammi induce a ritenere che doves- sero essere coinvolti anche altri eparchi, per esempio quelli provinciali," e probabilmente anche funzionari subalterni della prefettura.52 Seppure non espressamente nominato dalle iscrizioni presenti sui pesi in vetro, un ruolo primario doveva essere svolto anche dal Comes Sacrarum Largitio- num, al quale, secondo la novella di Giustiniano poc'anzi citata, spettava il compito di distribuire nelle citta dell'impero i pesi campioni per le mer- ci, per l'oro, l'argento e gli altri metalli." Se la produzione del prototipo pare debba essere comunque assegnata a Costantinopoli, secondo alcuni e da ritenere possibile una duplicazione a livello locale, per far fronte alle richieste, che possiamo supporre molto numerose.54 Analisi archeometriche effettuate su pezzi della stessa serie Quaitropesi recanoinfani la menzionc dcll'eitapxoc itoAecoc, odcU'enapxo^ Pcoun.5 . Vedi I I. Gregoire, L'enapxo? Pco^l? . A propos d'un poids-elalon byzantin, "BCH" 3, 1907, pp. 321-327; Feisscl cit. a nota 32, p. 122; Entwistle cit. a noia 22, p. 15. In prcsenza della sola espressione eirapxoi; e invecc difficile, se non impossibile. individuare eon esattezza di quale lipo di eparca si Irani, a causa del triplice significato che il termine puo assumere; eparca della Citta, ossia di Costan- tinopoli; eparca prefetto o governatore di una regione o di una citta; eparca codicillario (vedi Guilland cit. a nota 38, p. 32). Sul restringimento del signilicato a partire daU'Vlll secolo. vedi J.-CI. Cheinet, Etudes critiques. L'Eparque: correcli/s el addilifs, "Byzanlinoslavica" 45. 1984, p. 51. " Vedi ibid., p. 15; Bendall cit. a nota 26, p. 60. " Feissel cit. a nota 32, p. 127. " Due pesi, pero in metallo e di uso commercialc. riportano i nomi di Giovanni e di Giuliano Comiles Sacrarum Largilionum (il primo nel 546/7 o 572/3, il secondo nel 565: vedi R. Delmaire. Largesses sacrees el res privata. L'aerarium imperial el son adminislration du IVe au Vle siecle ["Collection de 1'Ecole Francaise de Rome", 121], Roma 1989, pp. 519-520). u Vedi Vikan cit. a nota 2, p. 37; J. Durand, Verrerie, in liyzance. Larl byzantin dans les collections publiques francaises, Paris 1993. p. 93; Ross cit. a nota 3, p. 83. A tale proposito. pur in mancanza di specifiche indagini chimiche dei pesi del ripostiglio da Sardi. Fulghum - Heintz cit. a nota 14 metto- no in rilievo come essi presentino caratteristiche cromatiche e di struttura simili a quelle dei vetri prodotti localmente. 448 C. PKRASSI rinvenuti in localita diverse dell'impero potrebbero fornire qualche dato concrete) in tal senso. Presento ora i risultati delle mie ricerche relative alia Sicilia. Esse hanno per ora condotto alia individuazione di sette pesi bizantini in vetro in Musei dell'isola. Due appartengono invece ad una collezione privata. Per quanto riguarda inline i ritrovamenti da scavo, mi e nota unicamente la documen- tazione proveniente dalla Villa del Casale di Piazza Annerina (tre esempla- ri). Sono consapevole chc la documentazione deve essere certamente piu ricca. II mio intervento in questa sede ha anche lo scopo di sollecitare la segnalazione di pezzi - editi e inediti - da scavo e da collezione. I pezzi da collezioni pubbliche riguardano principalmente il Museo Archeologico Regionale "P. Orsi" di Siracusa. Si tratta in tutto di cinque esemplari. Tre di essi erano gia stati pubblicati da Orsi in Sicilia Bizanti- naP Grazie a ricerche d'archivio condotte dalla dott.ssa Curcio, che qui desidero ringraziare insieme al Direttore del museo siracusano, dott. Giu- seppe Voza, c stato ora possibile accertarne la provenienza. Due pezzi sono invece inediti."1 L'esistenza di un sesto peso e per ora solo congettu- rabile sulla base di una rapidissima e non molto chiara affermazione del Balog nel suo lavoro relativo ai gettoni in vetro iatimidi e post-fatimidi dalla Sicilia. Se ne pub postulare la provenienza dalle vicinanze del Ca- stello di Donnafugata o da Sofiana.5' 1. PESI CON MONOGRAMMA CRUCIFORME 1.1 Peso con monogramma cruciforme "0EOAQPOY" Gli esemplari del Museo "P. Orsi" testimoniano la grande varieta ico- nografica dei pesi vitrei alia quale ho poc'anzi accennato. Due di essi ap- partengono alia categoria caratterizzata dalla presenza del solo monogram- ma ccntrale cruciforme. Tale tipologia e in assoluto quella maggiormente " Orsi cii. ii nota 28, p. 195. '" E probabile percid chc la loro entrata nel Museo siracusano sia posteriorc alia pubblicazione (lell'Orsi che schedo gli aliri pezzi della stessa collezione. Balog cit. a nota 9. p. 128: a proposito dei 32 geuoni islamici posseduti dal Museo (31 ritrova- li nel 1912 presso il Castello di Donnafugata, uno rinvenuto a Sofiana), I'A. scrive inlalti: the batch contains aim a Byzantine exagium. PESI YONETALI B1ZANTIN1 IN VETRO DAI. TF.RRITORIO S1CILIANO 449 attestata per questa classe di oggetti. Pur nclla limitatezza numerica dcgli esemplari a me noti, la documentazione dal territorio siciliano si inserisce appieno in questo quadro distributive Su dieci esemplari, infatti, ben quattro recano impresso un monogramma strutturato a croce. Fra i pesi conservati a Siracusa degno di nota e qucllo con un mono- gramma cruciforme centrale che sintetizza le lettere 0. E. O, A, Q, P. T'8 (tab. 1,1; Fig. 1). Sembra pertanto risolvibile ncl nome al genitivo 0eo8(opo\)." Di colore verde chiaro, ha un diametro massimo di mm 22 (diam. max. della supcrficie incusa mm 16) e un peso di gr 1,8. 11 bordo e piuttosto rilevato e di dimensioni regolari. La sua pondometria per- mette di affermare soltanto che veniva utilizzato per la verifica di una frazione del solido. Si pone infatti a meta fra il peso del semisse (gr 2,27) e quello del tremisse (gr 1,52). Jean Forien de Rochesnard cataloga otto pesi con monogramma cen- trale riferibile al nome 0e68copo<; .6" Identici a quello dell'esemplare sira- cusano sono i monogrammi impressi su un peso conservato al Cabinet des Medailles della Bibliotheque Nationale di Parigi, proveniente dalla Collezione Frohner,''1 e su un secondo, che faceva parte ciella dispersa raccolta Chaveth2 (tab. I, nn. 2-3). II legame fra il pezzo di Parigi c quello del Museo Orsi e rafforzato dalla identica gradazione cromatica dei due exagia.bi Essi potrebbero percio rappresentare due esemplari di un'unica serie, approntati per la pesatura del solido e di una sua frazione. L'esem- plare del Cabinet des Medailles pesa infatti gr 4,05. Quanto al peso della raccolta Chavet, non mi e stato possibile reperire nessuna indicazione relativa al peso, alle dimensioni, al colore. Monogrammi simili, che presentano pero l'inversione delle lettere E e P rispetto ai bracci orizzontali della croce, sono documentati su un peso conservato anch'esso a Parigi (ex Collezione Schlumberger),M su un esem- » Orsi cit. a nota 28, p. 195. n. 1. fin. 105.a (inv. n. 2-1992). " Meno probabile e lo scioglimcnto in AiopoOt-oi) (vedi Feisscl, Voids de Theodore, in Byzatce cit. a nota 54, p. 96, n. 50). <* Forien de Rochesnard cil. a nota 7, 1975/6, pp. 7-8, nn. F46 F52. Ibid., p. 8, n. F50. Per una illustrazione fbtografica del pezzo, vedi Feissel cit. a nota 59. H Forien de Rochesnard cit. a noia 7. 1975/6, p. 8. n. F50a. 0 II colore del vetro e indicato semplicemente come vert, senza ulteriori speciricazioni circa una sua sfumatura piu o -neno chiara da Feissel cit. a nota 59. M Schlumberger cit. a nota 4, p. 72, n. 50. 450 ( . IT.RASS1 Tab. I PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. (tav. LXVI, (ig. 1) Siracusa, Mu- seo "P. Orsi" (n. inv. 24992) 1.8 22 verde chiaro monogr. centrale: (-) al centra; e a sn;0+rinalto;M a ds; a+(d in bas- so frazione Akrai (Palazzolo post 535/554 di solido Acreide, SR) 2. Parigi, BN. ex Collez. Frohner {Byzance. p. 96, n. 50) 4,05 15 verde monogr. centrale: solido 0 al centra; e a sn; Off in alto; n a ds; A-Ho in bas- so sconosciuta imprecisabile Collez. Charvet (dispersa; v. Ar- cheonumis 1973/ 6, p. 8, n. F50a) monogr. centrale: ? sconosciuta imprecisabile 0 al centra; e a sn;0+V in alto; n a ds; a-hd in bas- so Parigi. BN. ex Coll ezione Schlumberger (v. REG 1895, p. 72, n.30) verde monogr. centrale. solido sconosciuta imprecisabile entro corona: ©al centra; n a sn; 0«-Y in alto: E a ds; Atoin basso 5. 4,5 ? Collezione del Re d'Egitto n. 15786 (dispersa; v. RIN 1922, p. 101, n. la) monogr. centrale: solido Egitto ante 641 0 al centra; n a sn;()+rinalto;E a ds; A-K»in bas- so. Sotlo al mono- gramma: a sn, N; ads, A 6. 1.7 23 giallo monogr. centrale: frazione Relitto di Yassi ante 625-626 Turchia. Museo 0 al centra; n a di solido Ada (in naviga- di Bodrum [Yassi sn; O+T in alto: e zione dalle co- Ada, p. 204. W 8) a ds; a+m in bas- ste del Mar so Nero o da una localita vicino a Costantinopoli) PESI MONETALl B1ZANTINI IN VETRO DAL TERRITOKIO SKIILIANO 451 plare della Collezione del Re d'Egitto65 e suH'unico peso in vetro ritrova- to sul relitto di Yassi Ada'* (tab. I, nn. 4-6). Sul primo esemplare il mono- gramma e contornato da una corona fitomorfa, assente sugli altri.67 II peso egiziano, invece, come poc'anzi segnalato, indica eccezionalmente il suo valore, con la annotazione delle lettere N e A sotto al monogramma. Sono conosciute inoltre altre varieta di monogrammi, che differiscono pero notevolmente da quella del peso siciliano: un esemplare della Colle- zione Mordtmann, per esempio, abolisce la 0 centrale, ponendola invece a sinistra, mentre le lettere n, O.T giustapposte sono collocate in alto e la E e a destra.68 Vi sono infine esemplari sui quali il nome 0e68copot; e accompagnato dall'indicazione enap^oq , talora in modo esplicito,"'' talo- ra con l'inserimento delle sole lettere FI, A, X in un monogramma cruci- forme strutturato come sui pesi tab. I, nn. 4-6.70 Non e certo che tutti i pesi ora descritti possano essere assegnati alio stesso personaggio. Teodoro e infatti nome molto frequente nella onoma- stica bizantina.'1 Le fonti menzionano pero un Teodoro Teganiste, epar- " Monneret de Villard cit. a nota 5, p. 101, n. la. " G. Kenneth Sams. The weighing implements, in Yassi Ada cit. a nota 13, p. 20-1, fig. 10-3. * Non mi sono noti altri pesi in vetro sui quali il monogramma ::ia circondato da una corona. Raramente il monogramma puo essere inserito all'intcrno di un cerchio (vedi, p. es.. Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1973/6. p. 7. n. F46a; Schlumbcrger cit. a nota 4. p. 70, nn. 22-23; p. 71, nn. 25.27; p. 73, n. 31). II particolare della corona c invece ampiamente documentsto sui pesi bizan- tini in metallo rotondi e quadrangolari. Piii o meno schematizzata. racchiude in genere le lettere segno del valore del peso, inframmezzate o sormontate da una croce (vedi. p. es.. Diirr cit. a nota 10. tav. l.nn. 1,4, 5; tav. 2, nn. 8, 10). ** A.D. Mordtmann, Byzanttnisibc Classtempel, "ByzZ" 7, 1898, p. 608, n. 15. 6V Tre pesi raffigurano un buato maschile contornato dall'iscrizione: + EH I QEOAflPOY EIlAPXOYIvedi Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1972/5, p. 37, n. 1126). Un esemplare reca al ccntro un monogramma risolvibile in ©eoScopou. racchiuso entro la scritta: + ENAO=-sEnAPXOTPCi>s ■ eeoSoipou ivfio^orarou endpxou P(6ur|? (vedi G. Zscos - A. Veglery. Byzantine Lead Seals, 1/3. Basel 1972. p. 1695. n. 3000A). Anche I'iscrizione circolare di un secon do peso, mal conservato. appartenente alia Collezione del Re d"Egitto (pubblicato in Monneret de Villard cit. a nota 5. p. 97. n. 5a). potrebbe essere intcgrata in tal senso (vedi Feissel cit. a nota 32. p. 130. nota 69: i due monogrammi invenono pero la posizione delle lettere E e P rispetto ai bracci orizzontali della croce). Altri due esemplari infine circondano il busto maschile con un lestone strutturato in otto semicerchi che racchiudono le lettere OEOASlPOYlForien de Rochesnard cit. a nota 7, 1972/5, pp. 37-38, n. E27). "' Schlumberger cit. a nota 4, p. 71, n. 27. Per lo sciogliniento del monogramma in tal senso. vedi Feissel cit. a nota 32, p. 131. 71 Un monogramma identico a quelle presente sul peso del Museo "P. Orsi" e documentato su un sigillo del comes ©ed&wpoc . datato Ira il 550 e il 650 (vedi Zacos Veglery cit. a nota 69. 1/1. p. 460. n. 520; Martindale cit. a nota 38. Theodorus 106). 452 (.. FI1KASSI ca di Costantinopoli per quattro volte prima del 526,72 e un secondo eparca di tale nome sotto l'imperatore Eraclio, nel 612.74 L'attribuzione dei pesi in vetro al primo eparca sembra ostacolata dalla struttura cruciforme del monogramma, certamente non anteriore al 536.74 La cronologia dell'epar- cato del secondo Teodoro a noi noto sembra invece maggiormcnte con- sona a questo tipo di monogramma. La notevole varieta iconografica ed epigrafica dei pesi a nome di Teodoro, pero, rende estremamente difficile indicare quali di essi siano effettivamente riconducibili all'eparca del 612. A lui possono essere assegnati con una certa sicurezza i pesi vitrei che recano esplicitamente l'indicazione endpxou e quelli qui indicati con i nn. 4-6, che presentano tutti la stessa disposizione delle lettere E e P nel monogramma centrale.'5 Ma la inversione nella collocazione di due lette- re in uno stesso monogramma non pare essere indizio sufficiente per esclu- derne l'attribuzione ad un unico personaggio."' Anche i pesi nn. 1-3 (fra cui quello siciliano) potrebbero pertanto - sebbene piu dubitativamente - essere ricondotti al medesimo eparca. I pesi con monogramma cruciforme sono databili genericamente alia seconda meta del VI secolo e a quello successive. Non e stato lino ad ora messo in risalto come il peso dal relitto di Yassi Ada possa fornire una data ante quern al 625/626 per i pesi a nome di Teodoro,77 rafforzandone l'attri- buzione all'eparca del 612. In tal senso e anche l'indicazione cronologica ricavabile dall'esemplare della Collezione del Re d'Egitto: la sua pressoche certa provenienza dal suolo egiziano permette intatti di datare il peso ante- riormente al 641, ossia prima della conquista araba di quella regione. Se " Vedi |.R. Martingale. The Prosopography of the Late Roman Empire IIB (395-527). Cambridge 1980. Theixlorus 57 (fu eparca di Costaniinopoli una prima volia in una data sconosciuta alia fine del regno di Anastasio, una seconda nel 518/519. una terza nel 520 e una quana dal 524 al 5261. 1 Vedi Maningale cit. a noia 58, Theodorus 158 (vedi anche Theodorus 68, 85 e 155); Feissel cit. a nota 32. pp. 123, 130 131. 139. ' Vedi W. Fink. Das friihbyzanlinische Monogram Un/ersuchungen zu Losungsmoglichkeilen, "IbOByz" 30,1981, p. 77; Feissel cit. a nota 32. p. 121. Sulle moneie il primo monogramma cruciforme si data agli anni 560-565, su emissioni di Giustiniano I. Zacos - Veglcry cit. a noia 69. p. 1695. n. 3000A assegnano invece il peso a nome di Teodoro a tale eparca. 7' Vedi Feissel cit. a nota 32, pp. 129-131. u' Ibid., p. 132. nota 79. 1'iii dubitativamente lo stesso A. si esprime in Feissel cit. a nota 59. Le monete ritrovate sul relitto (un loll do di Fraclio ed escmplari in bronzo del 625-626) permettono di datare raflondamento della nave nel 626 o poco dopo (vedi da ultimo F H. van Doorninck. Kirkens skib? Yassi Adavraget fra 600-lallet, in Hvad Middelhavet gemmer, Arhus 1997, pp. 105-120: una versionc in inglese del testo e consultabile all'URL http://nautarch.tamu.edu/INA/ yassiada7.html. PI-SI MONKTAI.I B1ZANTIN1 IN VETRO DAL TERRITORIO S1CIL1ANO 453 anche il peso del Museo Orsi potesse essere ascritto alio stesso eparca, sa- rebbe possibile indicare ora anche una data post quern, sebbene in senso molto lato. Le nuove ricerche d'archivio hanno infatti permesso di appura- re una sua provenienza siciliana, da Akrai (Palazzolo Acreide, SR). II peso potrebbe dunque suggerire per la produzione degli exagia a nome di Teo- doro, una datazione posteriore almeno al 535-536, ossia alia presa dell'isola da parte dei Bizantini78 (o piu realisticamente successiva al 554, anno della promulgazione della Pragmatica Sanzione), collimando percio con la cro- nologia deducibile dalla struttura del monogramma. Pur essendo assai suggestiva una tale ricostruzione, che grazie alia con- sonanza dei dati cronologici desumibili dal luogo di ritrovamento di piu pesi, permetterebbe di datare al 612 i pesi in vetro a nome delTeparca Teodoro, mi preme sottolineare ancora una volta come sia possibile che fra la seconda meta del VI e il VII secolo altri eparchi con questo nome, a noi sconosciuti, si siano awicendati a Costantinopoli, curando la fabbri- cazione di exagia sui quali il loro monogramma venne impresso in forme, anche se di poco, differenti. Non si deve poi tralasciare di ricordare come sia ipotizzabile anche il coinvolgimento di funzionari subalterni all'epar- ca nella produzione degli exagia in vetro, la cui esistenza e per noi ancora meno accertabile di quella degli eparchi. 1.2 Peso con monogramma cruciforme "K£2N[...]?" Un peso del Museo "P. Orsi" ancora inedito appartiene anch'esso alia tipologia caratterizzata dal solo monogramma cruciforme centrale (tab. 11,1; Fig. 2). L'inventario museale si limita ad indicare un acquisto del pezzo, senza precisarne pero 1'esatta provenienza.79 Di colore blu cobalto, pesa gr 2,03 e misura mm 21 (diam. max. della superficie incusa mm 12). II bordo massiccio, dall'andamento regolare, appare intaccato da alcune erosioni. II peso doveva essere utilizzato per il controllo ponderale dei semissi. Ai quattro bracci della croce sono collocate le seguenti lettere: K a sinistra; Q in basso; N a destra; O e T giustapposte in alto. Un identico monogramma e impresso su un exagium della collezione Schlumberger, ora conservato a Parigi8" (tab. 11,2; Fig. 3). I due monogrammi sono acco- ;* Sulla conquista bizantina della Sicilia, vedi Burgarella cil. a nota 3-1. pp. 129-137. 79 N. inv. 39051. 80 Schlumberger cil. a nora 4, p. 69, n. 19. 454 G. PERASSI Tab. II PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. (tav. LXVI. fig. 2,03 21 Mil monogr. centrale semisse Siciiia post 535/554 2) Siracusa, Mu- cobalto cruciforme seo "P. Orsi" (n. KnN[...?] inv. 39051) 2. (tav. LXVI, lig. ? 15 ? monogr. centrale tremisse? sconosciuta imprecisabile 3) Parigi, BN, ex cruciforme C o 11 e z i o n e KliN[...]? Schlumberger (v. REG 1895, p. 69, n. 19) munati anche dalla caratteristica, che pare unica nella intera classe dei monogrammi cruciformi, di porre le lcttere a una certa distanza dai brac- ci della croce c non invece perfettamentc legate ad essi, come consuctu- dine. Identica e anche la forma della 0) appena accennata nelle sue diver- se componenti. Questi particolari paleografici inducono a ritenere i due pesi come appartenenti ad una serie approntata da un unico personaggio. Non sono in grado di proporre uno scioglimento del monogramma, ncmmeno in via ipotetica, se non un possibile inizio del nome con le lette- re KQN. Schlumberger, sia pure in forma dubitativa, propone di leggervi KQNCTANTINOT:81 tale soluzione mi pare pero poco probabile, poiche essa verrebbe meno ad una delle caratteristiche proprie dei monogrammi bizantini, ossia quella di sintetizzare tutte le lettere del nome che viene siglato.82 II solo nome a mia conoscenza composto unicamente dalle let- tere K, Q, N, O, ossia Kovcov, non e proponibile per la diversa uscita del caso genitivo. L'unico dato cronologico desumibile dal peso conservato a Siracusa e quasi certamente acquistato ncH'isola, si riferisce a una sua probabile po- steriorita alia conquista bizantina. Come gia sottolineato, gli esemplari con monogramma a croce rappresentano gli exagia tipici della seconda meta del VI secolo e di tutto quello successive M Ibil " Vedi W. I lorandner. Monogram, in The Oxford Dictionary of Ryzanlium, II. New York-Oxford 1991, p. 1397. PESI MONETALI BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SIC1L1ANO 455 1.3 Peso con monogramma cruciforme "NIKOAAOY" Ho potuto prendere visione di altri due pesi con monogramma cen- trale cruciforme di sicura provenienza dal rerritorio siciliano, ora conser- vati in una collezione privata dell'isola. H primo di essi (tab. 111,1; Fig. 4), di colore blu e mancante in alto di una piccola parte del bordo, riporta un monogramma molto semplice, costituito dalle lettere N (a sinistra), A (in basso), K (a destra), O e T giustapposte (in alto). E pertanto risolvibile in NIKOAAOY.83 Di forma Tab. PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. (tav. LXVI, fig. 2,9 25 blu monogr. centrale semisse Sicilia post 535/554 4) Collez. privata cruciforme siciliana NIKOAAOY 2. (lav. LXVI, fig. 5) 1,99 San Pietroburgo, Museodell' Ermita- ge (v. Congrlnt- Num 1910, p. 641, n. 16) 20 verde monogr. centrale cruciforme NIKOAAOY frazione di solido sconosciuta imprecisabile 3. Parigi, BN, ex Collezione Schlumberger (v. REG 1895, p. 70, n. 21 4,10 25 monogr, centrale cruciforme NIKOAAOY solido sconosciuta imprecisabile 4. Londra, Universi- ty College (v. Ar- cheonumis 1973/ 6, p. 6, n. F33c) 25 monogr. centrale cruciforme NIKOAAOY solido? sconosciuta imprecisabile 5. ? Londra, British Mu- seum (v. Archeo- numis 1973/6, p. 5, n. F33d) ? monogr. centrale cruciforme NIKOAAOY sconosciuta imprecisabile 83 Eccessivo mi pare a tale proposito il dubbio avanzato in relazione a un monogramma simile da Schlumberger cit. a nota 4. p. 70, n. 21. 456 C. PERASSI non perfettamente circolare e di limitato spessore (mm 2), e racchiuso in un orlo in leggero rilicvo e molto sottile (diam. max. mm 25; diam. max. della superfine incusa mm 21). Quattro esemplari, fra quelli editi, recano lo stesso monogramma: sono conservati nei musei di San Pietroburgo, Parigi e Londra.84 Pud essere significativo notare come i tre pesi dei quali vengono pubblicati anche un disegno o una fotografia (tab. Ill, 2-4) mostrino in comune con il peso siciliano una forma "sbilanciata" della croce del monogramma (Fig. 5). L'asta verticale non e infatti intersecata esattamente a meta da quella oriz- zontale, cosicche la parte alia quale si innestano le lettere O e T giustap- poste risulta molto piu breve di quella che termina con la lettera A. Que- sta caratteristica sembra pertanto accostare strettamentc i quattro pesi, indicandone forse una contemporanea produzione. Per ncssuno degli esemplari qui assunti a confronto e nota la prove- nienza. Pertanto solo il peso dal territorio siciliano pud fornire una gene- rica datazione successiva alia conquista deU'isola. L'esistenza di un eparca di Costantinopoli a nome Nucotaxoc, e con- getturabile unicamente sulla base del monogramma a blocco, pero di molto dubbia soluzione, impresso sugli exagia qui riportati alia tab. VP' (e per i quali e stata proposta in questa sede un diverso sciogli- mento), che definiscono il personaggio quale ETtapxoi; n6A.eto<; nella scritta circolare lungo il bordo. In ogni caso, comunque, la sicura an- teriorita dei monogrammi a blocco rispetto a quelli cruciformi mi pare escludere recisamente l'assegnazione di entrambe le tipologie ad uno stesso eparca"6. 1.4 Peso con monogramma cruciforme "<t>A£2PENTIOY" o "<1>A£2PEN- T1NOY" II quarto peso a me noto con monogramma cruciforme centrale di sicura provenienza siciliana appartiene anch'esso ad una raccolta privata. Approntato per la verifica ponderale dei solidi, e di colore giallastro " Vcdi Dc Markotf cii. a noia 27. p. 641. n.16; Schlumberger. cit. a noia 4. p. 70, n. 21; Foricn de Rochcsnard cii. a nota 7. 1975/6, n. F33c-d. " V'edi intra, note 102-103. Martindalc cii. a nota riporia lo stesso poso sia sotlo il nome Nicolaus 3. sia sotio il nome Carinus I, in cncrambi i casi in modo dubitativo. PhNI MONETALI BIZANTINI IN VF.TRO DAI. TF.RRITORIO SICILIAN! > 457 (tab. IV, 1; F'g- 6). Presenta uno spcssore elcvato (mm 4) e una forma molto regolare, sottolineata da un ampio bordo (mm 5). II diametro totale e di mm 25. II monogramma e racchiuso entro un sottile cerchio die si snoda lungo la circonferenza della superficie incusa. Questa stessa caratteristica, unita ad una medesima conformazione del dischetto, si ritrova in due exa- gia conservati a San Pietroburgo: il primo (tab. PV,2; Fig. 7,a) indicato an- ch'esso per la pesatura dei solidi. il secondo (tab. IV,4; Fig. 7,b), invece, per quella di una loro frazione.87 Non sono purtroppo verificabili per il quarto esemplare con identico monogramma (tab. IV,3). Esso faceva parte infatti della colkzione del Re d'Egitto,HS oggi dispersa, della quale non esiste do- cumentazione grafiea ne fotografica. II monogramma presenta un aspetto confuso, per l'affollamento di numerose lettere, che obliterano quasi completamente la struttura della croce. Sono certamente riconoscibili le lettere O al centra; P a destra; N ed E a sinistra; A in basso; T, O. T giustapposte in alto. Devo il suo sciogli- mento in <I>AiiPENTIOV o OAS2PENTINOY a John Nesbitt. della Dum- barton Oaks Collection di Washington, che desidero pertanto ringraziare per la sua fondamentale collaborazione. La lettera Q, resa quale to, e crip- tata nella zona inferiore della angolata O posta al centra del monogram- ma (meno probabile e una sua assenza dovuta ad un errore di scrittura). La [, come e consuetudine, viene resa grazie al braccio verticale della croce, che assolve al compito di rappresentare anche parte delle lettere T e <t>. Quanto alia resa grafiea delle singole lettere sui tre pesi in esame, 1'esemplare tab. IV,2 si distingue dagli altri due (e dunque anche da quel- 10 siciliano) per la anomala inclinazione della lunga sbarra inferiore della E, che si prolunga fino a congiungersi alia A collocata in basso, al termine del braccio verticale della croce. Le fonti non tramandano nessun eparca di Costantinopoli a nome OXcopevTio^ o OXwpevTtvo^ .w I pesi parrebbero pertanto documentare I'esistenza di un eparca fino ad ora sconosciuto: ma, come piu volte osser- vato, non si deve escludere I'esistenza di monogrammi anche non riferibi- 11 a tali funzionari. II ritrovamento di due esemplari rispettivamente in •: Vedi De Markoff cil. a nota 27. p. 641. nn. 22-23. " Vedi Monncret de Villard cit. a nola 5, p. 102. n. )}c. " Per una lisia depli eparchi di Cosianiinopoli fra il 527 e il 641 noti dalle fonti. vedi Martingale cit. a nota J8. pp. 1479-1481. -58 C. PERASSI Tab. IV PESO 0 COLORE TIPOLOGIA ,'ALOPE PROVENIENZA DATAZIONE 1. (tav. LXVI, fig. 4,3 25 giallastro monogr. centrale solido Sicilia post 535/554 6) Collezione pri- cruciforme vala siciliana NIKOAAOY o OAO.PENTINOY 0 /low 1 Y\/ll fin c. (lav. lavii. ng. verde monogr. centrale soiido sconosciuta ... imprecisabiie 7 at Qan PiotrA- chiaro cruciforme i burgo. Museo del- NIKOAAOY o 1' E r m i t a g e OAUPl'NTINd-l {v.CongrlntNum 1910, p. 641, n. 22) - 3. 4,20 1 ? monogr. centrale solido Egitto ante 641 Collezione del re cruciforme d'Egitto (dispersa: NIKOAAOY o V. RIN 1922, p. *AiJPENTINOY 102, n.33c) t(tav. LXVII, fig. 1,84 18 verde monogr. centrale frazione sconosciuta imprecisabiie 7,b) San Pietro- motto cruciforme di solido burgo. Museo del- chiaro NIKOAAOY o rErmilage (v. 4>A£lPENTINOY CongrlnlNum 1910, p. 641, n. 23) Sicilia (tab. IV, 1) e in Egitto (tab. IV,3) delimita la cronologia della serie frail 535/554 eil 641. 2. PESO CON MONOGRAMMA A BLXXXO " [lAYAOY" Un acquisto cla Akrai. come per l'esemplare con monogramma 0eo- 5copo\), e indicate nell'inventario del Museo "P. Orsi" per il peso di colo- re blu scuro, con monogramma centrale non cruciforme risolvibile in nATAOT'10 (tab. V,l; Fig. 8). A sinistra, e una croce a bracci patenti. II disco e di struttura ovoide, con un diametro massimo di mm 19 (diam. max. della superticie incusa mm 16). II bordo rilevato non ha un anda- " Vedi Orsi cil. a noia 28. p. 195, n. 2. fig. 10J,b (inv. n. 29249). PES MONETALI BIZANT1N1 IN VETRO DAL TIRRITORIO SIOLIANO 459 mento regolare: ben evidente nella parte sinistra, tencle ad assottigliarsi fino quasi a scomparire in quella opposta. U suo peso di gr 5 eccede, anche se di pochi centigrammi, quello del solido. Sono noti comunque esemplari con pondometria ancora superiore, probabilmente indicati per la verifica di multipli della moneta d'oro di base.91 II confronto con esemplari editi non ha portato fino ad ora all'indivi- duazione di pcsi perfettamente identici a quello siciliano.92 11 pezzo mag- giormente simile appartiene alia collezione dell'University College di Lon- dra:9' reca infatti il medesimo monogramma, ma e privo della croce (tab. V,2). II peso, il diametro, il colore e la provenienza sono sconosciuti. Altri due exagia invertono la posizione dclle lettere O e T giustapposte all'asta orizzontale della P. Il primo (tab. V,3), appartenente alia raccolta del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo,94 e di colore verde molto chiaro e pesa gr 4,21.95 E dunque un peso campione per la verifica dei solidi. II secon- do (tab. V,4), invece, per il quale non si hanno dati se non quello relativo al peso (gr 2,12), si prospetta quale exagium per i semiassi.96 L'assegnazione dei quattro pesi ad uno stesso personaggio si delinea pertanto, come nel caso degli esemplari a norae di Teodoro, non comple- tamente accertabile. La documentazione scritta non ha tramandato alcu- na notizia circa un eparca di Costantinopoli chiamato riauAoi; .'' Puo es- sere forsc significative la constatazione che nessuno dei numerosi pesi con monogramma risolvibile in I1ATAOT indichi anche una sua funzione quale eparca. La datazionc dei monogrammi a blocco che, come abbiamo gia evi- denziato, furono sostituiti da quelli a croce intorno alia meta del VI secolo,9* indicherebbe in questo caso l'arrivo in Sicilia di un esemplare ': Vedi Entwistle cil. a nola 22, p. 90. n. 90; Jungfleisch cit. a nota 15. p. 242, n. 25. 1,2 Orsi cit. a nota 28. p. 195 indicava a confronto tre pes: della collezione del British Museum, osservando pero come essi presenuno una E involute nell'asta destra della II, assente invece sul peso siracusano. Per un tale monogramma sembra pero preleribUe uno scioglimento in flAETOY (vedi Forien De Rochesnard cit. a nota 7. 1973/6. pp. 5 6. nn. F34a-f). Vedi Forien De Rochesnard cit. a nota 7. 1973/6, p. 6. n. F36. " De Markoff cit. a nota 27, p. 642. n. 28, tav. 31,28. *' Diam. max. complessivo mm 21; diam. max. della superficie incusa mm 13. * Monogrammi risolvibili in nAVAOT compaiono anche su alcuni pesi sotto alia Iigura di uno o due busti maschili (Forien De Rochesnard cit. a nota 7. 1972/5. pp. 36-37. nn. K21-E22): le indica- rioni fornite dall'A. mi paiono in molti casi troppo imprecise per essere utilizzate in questa sede. '7 Vedi nota 89. " Horandner cit. a nota 82, pp. 1397 1398; Entwistle cit. a nota 22, p. 15. 460 C. PERASSI Tab.V PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 5 19 blu Monogramma a solido"? Akrai(Palaz- post 535/554 1. (lav. LXVII.fig. carico blocco: sopra alia zolo Acrei- 8) Siracusa, mu- n: 0 a sn; Ya ds. de, SR) seo "P. Orsi" Nel campo, a sn, (n. inv. 29249) croce palente. 2 ■> i 7 Monogramma a i sconosciuts imprecisabile Londra, Universi- blocco: sopra alia ty College {Ar- ri:0 a sn; Ya ds. ch&onumis 1973/ 6, p. 6, n. F36I 3. 4,21 21 verde Monogramma a solido f ? San Pietroburgo, molto blocco: sopra alia Museo dell'Ermi- chiaro HYasn;Oads. lage (v. CongM- Num 1910, n 28) 4. 2,12 ? ? Monogramma a semisse Egitto ante 641 Collezione del Re blocco: sopra alia d'Egitto (dispersa: IIYasn;Oads. v. Archdonumis 1973/6, p. 6, n. F35b) approntato prccedcntemente o quasi contemporaneamente alia conquista dell'isola. Ma le nostre scarsissime conoscenzc sulla modalita di diffu- sione dei pesi monetali da Costantinopoli verso il resto dell'Impero sug- ^crisce di accettare qucsta indicazione cronologica con cautela: non sap- piamo infatti nulla sulla durata di vita e di utilizzo dei pesi in vetro. Pur nella limitatissima consistenza del campione in esame, non e forse co- munque solo dovuta a casualita la minore rappresentativita, fra il mate- riale di provenienza siciliana, dei pesi con monogramma non crucifor- me (due esemplari rispetto ai quattro con monogramma a croce). La prcssoche certa provenienza deU'esemplare tab. V,3 dall'Egitto, confer- ma la produzione deU'esemplare anteriormente al 641. PES M0NETAL1 BIZANTINI IN VP.TRO DAL TERRtTORIO SICU.IANO 461 3. PESO CON MONOGRAMMA A BLOCCO "AKYA1NOY" (?) E SCRIITA CIRCOLA- RE "+EriAPXOY nOAEWC" Un monogramma a blocco e impresso anche sul secondo dei due pesi, fino ad ora inediti, conservati presso il Museo "P. Orsi" (tav. VI, 1; Fig. 9). Si tratta del terzo pezzo indicato nell'inventario come un acquisto da Akrai." II suo interesse e notevole, poiche viene ad arricchire una tipolo- gia poco documentata, costituita da un monogramma racchiuso entro una scritta che corre lungo la circonferenza del disco centralc. II peso, del diametro massimo di mm 19 (diam. max. della superficie incusa mm 15), e di colore grigio-blu molto cupo. La pondometria di gr 1,91 permette di considerarlo un exagium indicato per la verifica di una frazione del soli- do, probabilmente un semisse. Le lettere della scritta sono poco rilevate nella zona superiore del dischetto. La debolezza di impressione verifica- bile su molti pesi vitrei e da imputare alia difficolta del procedimento della loro fabbricazione. Studi a tale proposito hanno riguardato soprat- tutto i pesi in vetro arabi, per i quali e stato possibile ricostruire un proce- dimento che cbnsisteva nel versare anzitutto su una superficie piana fred- da una piccola quantita di vetro fuso. Quando questa, dilatandosi, rag- giungeva una forma discoidale, si procedeva alia punzonatura di un solo lato del tondello. Non doveva essere agevole stabilire il grado di tempera- tura ottimale per ottenere una marchiatura perfetta: se la superficie del vetro era infatti diventata ormai troppo consistente, l'impressione risulta- va poco netta e i particolari perdevano di evidenza.UK' Si discosta da que- sta proposta M. Ross, secondo il quale i pesi sarebbero stati ottenuti pres- sando una piccola quantita di pasta di vetro bollente fra due pezzi di ferro, uno dei quali dotato dell'incisione del monogramma, delle figure o delle scritte che dovevano essere impressi su una faccia del dischetto.101 Liscrizione circolare, preceduta da una croce greca, menziona specifi- camente il ruolo dell'eparca di Costantinopoli nella emissione del peso: " N. inv. 45305. I numeri di inventario molto diffcrenti dei ire pcsi mi paiono cscludcrc una loro conicmporanea immissionc nella raccolra siracusana (e dunque anche un loro coniemporaneo acquisto). Vedi F.R. Mason, The Manufacture of Eight-Century Egyptian Glass Weights and Stamps, in G. C. Miles, Early Arabic Glass Weights and Stamps ("Numismatic Notes and Monographs'". 111). New York 1948. pp 51-69; M. M. Jungflcisch. Ou et comment furent fabriques les poids, jetons et estampilles arahes en verre, "Cahtun" 4. 1956, pp. 91-93; De Ltica cit. a nota 48. p. 206). 101 Ross cit. a nota 3, pp. 84-85. 462 C. PERASSI Tab. VI peso 0 colore tipologia valore provenienza datazione 1. (tav. LXVII. fig. 1,91 19 grigio- +EIlAriXOV frazione di Akrai (Palaz- post 535/554 9) Siracusa, Mu- blucupo nOAECOC solido zolo Acrei- seo "P. Orsi" (n. e monogr. centrale (semisse?) de, SR) inv. 29249) (akvainov?) 2. (lav. lxvii, lig. 2,22 21 blu scuro +l"IIAnxov semisse sconosciuta imprecisabile 10) San Pietro- nOAEOC burgo.Museodel- e monogr. centrale i limii lay c i v. (akvainov? ) CongrlntNum 1910. n. 12) 3. 2,10 19 biu +EnAnxor semisse sconosciuta imprecisabile Parigi, BN, ex nOAECOC Collezione Froh- e monogr. centrale ner (v. B/E 1932, (akvainov.') n.3) 4. 4,37 25 ? +En.Anxor solido i ? BLSi/3. iioaewc p. 1696, e monogr. centrale n. 3000C (akvainov?) +EI1APXOV nOAECOC. Purtroppo il monogramma centrale resta di dif- ficile scioglimento. Sono ben evidenti le lettere N, A, K, O, T, alle quali si possono aggiungere una I e una A, utilizzando parte della struttura della grande N centrale e della A sottostante. Le combinazioni possibili sono molteplici: NIKOAAOT, AN1KIOY, KAAAINIKOY. KAPINOT.102 Mi pare pero che il monogramma voglia indicare la presenza di una doppia Y, la prima eclata nel tratto che collega le sue sbarre oblique della A, la seconda piu normalmente giustapposta all'asta verticale destra della N. Propendo pertanto per una lettura del monogramma come AKTAINOT. La specificazione nella scritta circolare della funzione svolta dal perso- naggio indica, in questo caso, in modo indubitabile che siamo in presenza "" Vedi Fcisscl cit. 3 nota 52, p. 130. Nell'uhimo caso, la P sarebbe dala dall asta sinistra della N sormontata dalla (): e qucsta la proposta di Zacos-Veglery cit. a nota 69, p. 1696, n. 30O0C. (vedi Suiche Martindale cit. a nota 3S, IIIA, Carinus? I). PESI MONLTAI.I BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORK) SICiLIANO 463 di un eparca di Costantinopoli. II nome'Akua,ivo£ non e tramandato fra quelli degli eparchi a noi noti. Ma le nostre conoscenze al riguardo sono estremamente lacunose. Per il periodo compreso fra il 527 e il 615/616 J. R. Martindale elenca 34 nomi di eparchi per i quali si conosce l'esatta cronologia. L'eparcato di altri 36 puo essere solo genericamente collocato nel VI o nel VII secolo.La maggior parte di essi sono dunquc per noi ignoti: questa funzione, priva di una periodicita regolare, doveva infatti essere di breve durata.'04 La struttura non cruciforme del monogramma depone comunque per una datazione del peso entro la prima meta del VI secolo. La particolarita deU'esemplare a nome di 'Akuaivos; e accresciuta dalla constatazione che, fra gli esemplari con scritta circolare +EFIAPXOT nOAEOX:, esso e l'unico a presentare un monogramma a blocco. Relativa- mentc piii numerosi sono quelli con monogramma cruciforme. Piu diffusi infine quelli con busto maschile centrale. Fra i pezzi editi, sono pressoche identici al peso siracusano un exagium della collezione del Museo dell'Ermitage (tab. Vl,2; Fig. 10)"" e uno della raccolta del Cabinet des Medailles della Bibliotheque Nationale di Parigi (tab. VI,3).106 Le affinita fra i tre esemplari sono notevoli: oltre al colore, e uguale la conformazione gcnerale del dischetto, piuttosto piccolo e contor- nato da un bordo sottile e poco promincnte rispetto alia superficie centrale incusa. Ancora equivalente e la loro destinazione al controllo di frazioni del solido. Per queste caratteristiche comuni mi sembra di poter indicare una fabbricazione dei primi tre pesi in una stessa officina localizzata a Costanti- nopoli, come indica chiaramente la menzione dell'eparca della citta. Da li un peso fu esportato in Sicilia: per gli altri due non e noto il luogo di ritro- vamento, anche se per l'esemplare di San Pietroburgo e probabile un rinve- nimento nella parte orientale dell'Impero. Di aspetto completamente differente e invece un peso con analogo monogramma e identica scritta conservato nella Collezione Zachos di Ba- silea. E infatti dotato di un bordo ampio e dalla curvatura ben eviden- te,107 nettamentc rilevato rispetto all'area impressa. La pondometria lo indica quale peso campione per i solidi. '•> Martingale cit. a noia 58, pp. 1479 1481. m Fcisscl cit. a nota 32. pp. 120-121. " De Markoff cit. a noia 27. p. 640, n. 12. ''" Jungflcisch cii. a nota 15. p. 255, n. 3. "" Zacos-Veglery cit. a nota 69. p. 16%, n. 3000c;. 464 C PERASSI 4. PESO CON SCRITTA DESTRORSA "NHKHWPOT" L'ultimo peso descritto da Orsi in Sicilia bizantina e per il quale l'auto- re non era stato in grado di reperire confronti,10* appartiene anch'esso ad una tipologia attestata assai raramente. Al centra della superficie piana del disco, privo del bordo rilevato, e inscritto il nome NHKBtOFOY (tab. VII, 1; Fig. 11). Le lettere sono precedute da una croce e disposte su tre linee, con andamento destrorso. II peso di gr 1,61(N lo indica quale exagium per i tremissi. Il colore e verde opaco. La stessa gradazione cro- matica e lo stesso peso sono segnalati da Forien de Rochesnard per un esemplare della propria collezione"0 (tab. VII.2). Un pezzo a nome Nice- foro appartiene infine alia Dumbarton Oaks Collection di Washington.1" La scritta c pero sinistrorsa e racchiusa entro perlinatura. La seconda H e infine sostituita da una I. II peso molto basso dell'esemplare (gr 0,69) potrebbe essere imputato alia sua cattiva conservazione, segnalata da Marvin Ross. I tre pesi, per alcune loro caratteristiche, si differenziano sia dagli esem- plari unicamente epigrafici, sia da quelli che recano un nome proprio al genitivo e 1'immagine di uno o piii busti maschili. Sui primi, infatti, il nome non e indicato per esteso, ma siglato in un monogramma, mcntre i secondi lo dispongono con andamento circolare attorno alia piccola figu- ra centrale."2 Poco frequente e anche la conformazione del dischetto dei pesi a nome di Niceforo, poiche esso non appare contornato dal consueto bordo rilevato. La loro struttura complessiva li avvicina a un peso a nome di Costantino,1" unicamente epigrafico se si esclude la presenza di una Stella posta sopra alia scritta, in cui il nome dell'imperatore e disposto su piu linee: CONSTAN/TINVS/CAESAR/A. Anch'esso e privo deU'orlo in rilievo. Con bordo accentuato e invece un secondo peso caratterizzato dalla sola iscrizione ANA/ CTAC, da assegnare ipoteticamente aU'impera- "* Orsi cit. a nota 28, p. 195, n. 3. fig. 103,c (n. inv. 12419). Ibid, fomisce in realta. ccrtanicntc per un errore di stampa, un peso di gr 16. "° Forien de Rochesnard cit. a nota 7. 1973/6, p. 5, n. F30. •:: Ross cit. a nota 3. p. 85. n. 101. 112 E il caso, p. es.. dei pesi con i nomi di AHMOC0ENOV, HCVXIOV. NEIAOT. CEPriOV, QEOAtOPOT, ©EOIlEMnTOY (Forien de Rochesnard cit. a nota 7, 1972/5, cit., p. 33, n. E5; p. 35, n. E12-E13; p. 36, n. E19; p. 37, n. E24; pp. 37-38. n. E27; p. 38, n. EJ1). Ibid., 1972/4, p. 21, n. C18. L'esemplare e indicato conic ritrovato in Oriente (peso gr 1,10; colore hlu opaco). PESI MONF.TALI BIZANTINI IN VETRO DAL TERR1TORIO SIC.ILIANO 465 Tab. VII PESO 0 COLORE TIPOIOGIA VALCRE PROVENIENZA DATAZIONE 1 /tow I V\/ll fin i. \iav. lavii. Tig. 1 1 vcrdc OCIIUd Mllcdlc Ufcfil llooo 11) Siracusa. Mu- opaco su tre righe: (arrivo in Sicilia, seo "P. Orsi"(n. HN+/ ma I'emissione inv. 12419) OOHK. pud essere pre- YOP cedente: fine V- inizi VI secolo?) 2. 1,60 verde Scritta lineare tremisse sconosciuta imprecisabile Collezione Fo- opaco su tre righe: rien de Roches- HN+/ nard [Archeonu- ODIIK, mis 1973/6, p. 5, YOP n. F30b) 3. 0,69 12 ? Entro perlinatura. probabilmente da Washington, Col- scritta lineare su tre Costantinopoli lezione Dumbar- righe: ton Oaks (DOC +NH/ 1962, p.85, n. KKPO 101) POY tore Anastasio I (491-518)."J Questi confronti potrebbero indurre a col- locare i pesi a nome di Niceforo in una data relativamente bassa, prima della produzione dei pezzi con monogramma a blocco.'" L'inventario del Museo Orsi attesta Pacquisto dell'esemplare siciliano a Siracusa, mentre per quello di Washington e segnalata una possibile provenienza da Costantinopoli. La particolarita dei pesi con il nome di Niceforo mi induce ad escludere che essi possano essere assegnati a piu personaggi omonimi. Se i due pesi potessero essere riconducibili alio stesso Niceforo, avremmo la conferma della produzione di pesi campione in uso in Sicilia direttamente a Costantinopoli."6 111 Ibid., 1972/5, p. 32, n. DI tpeso gr 2.25: colore hianco-violaceo). L'identiticazione e peril controversa: vedi Jungfleisch cit. a nora 15. p. 235; Fulghum - Heimz cit. a nota 14. "' Ross cit. a nora 3. p. 85. n. 101 propone invece una datazione al VII secolo. "* Vedi a questo proposito Vikan cit. a nota 2, p. 37: «it is unlikely that virtually identical weights (and from widely separated localities! could have originated with a private commission, and not through public issuances". -166 C. PERASSI 5. PES1 CON BUSTO CENTRA 1,K KSCRITTA C1RCOLARE 5.1 Peso con busto centrale e scritta circolare "+Eni AGtONTOC ETIAPX" Ritrovato anch'esso a Siracusa, analogamente aJ peso con il nomc cli Niccforo sopra descritto, e lesemplare che Monncret de Villard indicava come conservato a Catania, nel Museo del Convento di San Nicola di Arena"7 (tab. VIII,1). Le ricerche condotte grazie all'interessamento del dott. Finocchiaro a Catania, presso il Museo di Castello Ursino nel quale sono oggi confluite le raccolte in precedenza custodite nel Convento dei Benedettini, non hanno permesso fino ad ora di rintracciare il pezzo. Esso e pertanto noto solo da segnalazioni bihliografiche, quali la menzione della scritta nel Corpus Inscriptionum Graecarum, IV, n. 9030."* L'inte- resse esclusivamente epigratico della citazione ha fatto si che non venisse- ro tramandati i dati relativi al peso, al diametro e al colore del pezzo. \lexagium appartiene ad una delle tipologie piu comuni. Attorno ad un busto maschile con il braccio destro lcvato verso ralto,"9 e disposta la scritta: +Eni AGOuNTOC EI1APX (le lettere A e P sono in nesso). Non mi risulta nessun altro peso in vetro con il nome di Leone o con monogram- ma cosi interpretabile. Le fonti non menzionano nessun eparca di Co- stantinopoli di tale nome. La sua attivita e percio testimoniata solo dal- l'iscrizione deWcxagium siracusano.120 Tab. VIII PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. ? ? +EJ1I \eClXTOC ? Siracusa post 535/554 Catania. Museo EDAPX del Convento di attorno a un busto San Nicola di Are- maschile na (disperse v. CIGIV, n. 9030) " Monnerci dc Villard cit. a nota 5. p. 98. n. 10a. Enoneamcntc indicato con il n. 9950 in Sclilumlx'rper cil. a nota 4. p. 65. n. 2 c I;oricn de Roihcsnard cit. a noia 7. 1972/5, p. 35. Non c quests la sede per alfroniare la complessa problematica relaiiva alia esatta interpreia- /ionc del buslo. indicato dai diversi studiosi quale immapine di Cristo. dell'imperatore o dc-H'eparca. Maningale cit. a nota }8. Leo 16. PES1 M0NETAL1 BIZANT1NI IN VETRO DAL TF.RRITOKIO S1CILIANO 467 5.2 Peso con bus/o cenlrale e scritta circolarc "+APOCGPIOV eilAPXOY" Appartienc alia stcssa tipologia del pczzo ora descritto l'unico peso in vetro proveniente dalla Sicilia occidentale a me noto, ossia tm esemplare conservato a Palermo, ma segnalato come ormai irreperibile gia da Mon- neret de Villard nel 1922'-'1 (tab. IX, 1). La sua iscrizione e censita an- ch'essa nel Corpus Inscriptionum Graecarum, IV, n. 8995, con l'indicazio- ne topografica: in Museo Regiae Acadcmiae}22 La scritta posta attorno al busto centrale e: +APOC6PIOT 6ITAPXOY (in entrambi i casi le lettere O e Y sono giustapposte). Siamo nuovamente in presenza di un peso documentato in piu esem- plari, che rappresentano una scala ponderale completa, dal solido al tre- misse.':i II colore, quando e noto, e in tutti i casi segnalato come costitu- ito da gradazioni cromatiche del verde. Per tre esemplari (tab. IX.2-3.5) e documentata anche la provenienza: Cizico, Melitopol (Ucraina), Egitto. Lesemplare siciliano, che possiamo ipotizzare con notevole certezza ri- trovato a Palermo o nelle vicinanze della citta, rappresenta il solo peso dell'eparca Droserio di provenienza invece occidentale. La particolare struttura amministrativa della Sicilia124 non pare dunque aver avuto ri- flesso nel campo della distribuzione dei pesi monetali, che essa infatti - come in piu casi e risultato nel corso della presente ricerca - condi\ ide con altre zone dell'impero bizantino. Anche in questo caso il peso egiziano tornisce una datazione anteriore al 641. L'esistenza di un eparca di Costantinopoli di nome Droserio e testimoniata unicamentc dalla iscrizione degli exagia qui citati.l2i -': Monneret de Villard cii. a noia 5, p. 97, n. 4c: «Non rinvenni». 11 nome dell'eparca i in reaha lettO erroneamente quale popepioy. '-' Vedi Jungflvisch cii. a nota 15. p. 606, n. 7; Forien de Rochesnard dt, a noia 7. 1972/5, p. }3. n. H6b.e; De Markotl cit. a nota 27. p. 638, n. 5; Schlumbergcr cii. a noia -1. p. 63. n. 2. ■ GiusUiiiano conserve alia Sidlii lo statuto parooalare del quale I (sola aveva godutc in precc denza. cosliiuendo una sona di dominio privalo dell'imperalore. Alia line del VII secolo I'isola venne traslormaia in un tenia, con il conseguente decentramenio deU'economia. della dilese e del- ramminislrazione (vedi A. (iuillou. Iai Sicilc Byzantine Etat de reiherches, in Symposion Hyzantinon CulUxjue International ties Historiens de Byzance. Les lies de /'empire Byzantin [Strasbourg 1973]. "ByzF" 5. 1979. pp. 97-107; S. Borsari, L'antministrazione del tema di Sicilia. "RSI" 66. 1954. pp. 133 158; sulla moneiazione siciliana del periodo e la sua circolazione ben oltre i conlini dell'isola, vedi da ultimo C. Morrison, La Sicile byzantine: itne Itieitr dans les siecles obscurs. "Quaderni di Numismaiica e Aniicbita Classiche" 27. 1998. pp. 307-3341. n Martingale cii. a nota 38, IIIA, Droserius 2. 468 c. pf.rassi Tab.IX DC CO U POI ADC TIDAI API A I IPULUblA /Al ADC VALUHc DDAX/CMICM7A PKUVcNIcNZA n ATA"7lf~*MC UAIAZlUNL 1. 9 ? verde +APOC6PIOY 1 Palermo? post 535/554 Palermo chiaro eilAPXOT f™ nt" t\' dliUHIU a Ul ■ UUolU n ftQO^1 n. q/jji IMaDLI NIC 2. ? 9 9 +apoce p.ioy 7 Cizico imprecisabiie Collezione Mordt- enAPxoT rriann (v. BZ1898, attorno a un busto p. 606, n, 7) maschile 3. 4,79 ? ? +APOC€PIOT solido Acquistato a Me- imprecisabile Berlino, Miinz-ka- GI1APXOY litopol (Ucraina) binett (v. Archeo- attorno a un busto numis 1972/5, p. maschile 33, n. E6b)'* 4. 4,50 ? verde +apoc6 Ptor solido sconosciuta imprecisabiie San Pietroburgo. mollo erupxor Museo dell'Ermi- chiaro attorno a un busto lage (v. Conglnt- maschile Num 1910, p. 638) 25 VCI UOOll u , _1 1 1 1 1 solido Aroui^tstn 3(1 fivUUIOldlw ClV antp fi41 Pflrini RN px GIIAI'XOT Atene. di prove- Collezione attorno a un busto nienza egiziana Schlumberger (v. maschile flEG 1895, p. 63. n.2) 6. 2.17 9 9 +APOCG PIO V semisse sconosciuta imprecisabiie Berlino. Munz-ka- enAPXor binetl (v. Archeo- attorno a un busto numis 1972/5, p. maschile 34, n, E6e) 7. 1,32 17 verde +apoce piov tremisse sconosciuta imprecisabiie San Pietroburgo, molto enAPXor Museo dell'Ermi- chiaro attorno a un busto lage (v. Conglnt- maschile Num 1910, p. 638. n. 5) ''" Monneret de Villard cil. a noia 5, p. 97, n. 4d scgnala come su questo esemplare le letiere O e V nella scriita EflAPXOV non siano giustapposte, a differcnza degli altri cinque da lui catalogaii. PESI MONETAI.I BI/.ANTIM IN VETRO D;\L TERR1K )RI<) SK .II.IAN'O 469 5.3 Peso con buslo cent rale e scritta tircolare "+ CGPFIOY *" L'unico peso in vetro di eta bizantina che mi risulta rinvenuto in Sicilia durante una attivita di scavo riporta nuovamentc alia parte orientale del- I'isola. Si tratta di un esemplare ritrovato negli scavi che interessarono i livelli posti "sopra i pavimenti in mosaico" della Villa del Casale a Piazza Armerina.127 Purtroppo (lino Gentili si limita a queste vaghissime indi- cazioni stratigrafiche. La continuita di vita della villa torse fino all'eta bizantina sarebbe attestata da fasi di restauro molto tarde. Da quest'epo- ca in avanti la villa si trasformo gradualmente in un piccolo villaggio con- tadino.128 Nonostante le ricerche condotte, non sono stata in grado di accertare l'attuale collocazione del peso. La mia conoscenza visiva e per- tanto limitata alia minuscola fotografia pubblicata a corredo dell'articolo di Gentili,129 alia quale rimando. II peso raffigura al centro della superficie incusa il consueto busto maschile con il braccio destro levato verso l'alto (tab. X,l). Attorno e collo- cata la scritta CGnriOT, preceduta da una croce e conclusa da una Stella a sei raggi. II dischetto vitreo ha forma regolare, con bordo piuttosto stretto (diam. max. mm 22; diam. max. della superficie incusa mm 15). La tipologia che limita la scritta circolare ad un nome proprio al geniti- vo non e frequentc. Oltre a quelli in esame, sono attestati pesi di questo tipo a nome di An.uoa6evou, Houxtou, NeiXou, 0eo5wpou. 0eo7t€H7tTOU.1(n Un esemplare uguale a quello siciliano apparteneva alia Collezione del Re d'Egitto, ora dispersa131 (tab. X,2). Una sua provenienza da quella regione dell'impero e pressoche certa. II suo peso (gr 4,45) lo indica come peso campione per il solido, mentre l'esemplare siciliano doveva essere utilizzato nella verifica ponderale dei semissi. Ancora una volta, possia- mo restringere la sua emissione a prima della conquista araba dell'Egitto. I2; G.V. Gentili. Le poids monetaires en verre byzantins, hyzantino-arabes el arabes provenanl des fouilles de la Villa romaine de Piazza Armerina, in Annates du 4 Congres International d'Etude Historique du Verre (Ravenne-Venise 1967), Liege 1969. pp. 157-138. 128 A. Carandini-A. Ricci-M. De Vos, Filoso/iana, La Villa di Piazza Armerina Immagine di un aristocratico romano al tempo di Costanlino, Palermo 1982, p. 5J. Gentili cit. a nota 127, fig. 4, n. 2. "° Vedi nota 113. "' Forien De Rochesnard cit. a nota 7, 1972/5. p.37. n. E24. Sono anche noti pesi con il solo monogramma risolvibile in CGPriOV, o con monogramma racchiuso cntro la scritta circolare tou ev8o4( OTdrou] erapl x»v] P6| fitil 5 (Forien De Rochesnard cit. a nota 7, 1973/6, pp. 6-7, nn. H0- F41; Zachos - Veglery cit. a nota 69, p. 1696. n. 3000B). 470 C. PP.RASSI Tab. X PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. 2,15 22 verde C6PI" IOY semisse Piazza Arme- post 535(554 Imprecisabile (v. 4CongrlntEtHi-sIVerre 1969. p chiaro attomo a un buslo maschile rina (EN), Villa del Casale 138) 2. 4.45 ? C€PP IOY solido Egitto ante 641 Collezione del Re attomo a un d'Egitto (dispersa; v. Archeonumis busto maschile 1972/5, p. 37, n. E24) 6. pesi "bizantino-aram" Dagli stessi scavi effcttuati nella Villa del Casale di Piazza Armerina provengono anche due pesi assegnati da Gentili alia categoria dei pesi "bizantino-arabi""2 (tab. XI,1-2), secondo la definizione elaborata da P. Balog. Vengono in tale modo definiti quegli esemplari emessi privata- mente da mercanti copti ad imitazione dei pesi in vetro bizantini, dopo la caduta dell'Egitto in mano araba e prima dell'introduzione dei pesi arabi ad opera di Abd 'Al Malik nel 690 ca.1" Si distinguono dai pesi bizantini veri e propri per la detormazione della lettere del monogramma, chc ven- gono copiate maldestramente, senza essere comprese, trasformandosi cosi in segni grafici privi di significato. 11 loro ritrovamento sul territorio siciliano apre una complessa serie di interrogativi. Perche pesi prodotti per breve tempo in Egitto da privati sono giunti fino in Sicilia? E quando sono stati portati suH'isola: all'epoca della loro produzione o in seguito alia conquista araba, posteriore di qua- si due secoli? O la loro fabbricazione e invece locale e - analogamente alia realta egiziana - testimonierebbe una iase di passaggio "non-utficia- le" fra la emissione dei pesi bizantini e quella dei pesi arabi? L'emissione di pesi bizantini si prolungo allora oltre il VII secolo? 112 Vecli Gentili cit. a nota 127, p. 128. Anche in questo caso non mi e stata possibile la visione autoptica deuli esemplari: rimanilo pertanio a ibid., fig. -4.1-4. Vedi Balog cit. a nota 3). pp. 128-1)1. PESI MONETAL1 B1ZANTINI IN VETRO DAL TERRJTORIO SICIl.IANO 471 Tab. XI PESO 0 COLORE TIPOLOGIA VALORE PROVENIENZA DATAZIONE 1. 3,80 25 bianco monogramma deformato solido Piazza Arme- arrivo in Sicilia rina (EN), Vil- post 535/554 la del Casale (emissione: 640- Imprecisabile (v. 4CongrlntEt-Hi- stVerre 1969, p. 138) 690 o V secolo?) 1. 2.30 18 bianco monogramma semisse Piazza Arme- arrivo in Sicilia deformato rina (EN), Vil- post 535/554 la del Casale (emissione: 640- 690 o V secolo?) Imprecisabile (v. 4CongrlntEtHi- stVerre 1969, p. 138) Recentemente Christopher Enrwistle ha pero proposto, sia pure dubita- tivamente, una anticipazione al V secolo dei pesi in vetro con monogram- ma deformato, partendo dalla considerazione che nella seconda meta del VII secolo e poco probabile una imitazione di monogrammi a blocco, poi- che essi erano ormai stati sostituiti da quello cruciformi. I pesi con mono- gramma alterato sarebbero, pertanto, da considerare precursori dei veri e propri monogrammi a blocco."4 La loro presenza sul territorio siciliano ne indicherebbe in questo caso un uso prolungato, almeno fino alia seconda meta del VI secolo. '" Entwistle cit. a nota 22, p. 90, n. 91. Nelle tabelle sono state adottate le seguenti siglc o abbreviation! bibliografiche: BIE = Bulletin de I'lnstitut d'Egypte; Byzance = Byzance. L'art byzantin dans les collections publiques francaises. Paris 1993; BLS = Byzantine Lead Seals, 1/3, Basel 1972: CIG = Corpus Inscription/tin Graecarum; CongrlntNum = Proces-verbaux et memoires du Congres International de Numismatujue el d'Art de la medaille contemporaine, Bruxellcs 1910; DOC = M. Ross, Catalogue of the Byzantine and Early Medioeval Antiquities in the Dumbarton Oaks Collection, vol. I: Mctalwork, Ceramics, Glass, Glyptics, Painting, Washington 1962; Yassi Ada = G. F. Bass - F.H. van Doorninck, Yassi Ada, vol. I: A Seventh-Century Byzantine Shipwreck, College Station 1982; 4CongrlntEtllist\'erre = Anna- tes du 4 Congres International d'Etudc Historique du Verre, Liege 1969; REG = Revue des Etudes Grecques; RIN = Rivista Italiana di Numismatica; BZ = Byzantinische Zeitschrift. 11 peso e indicato in grammi; il diametro in millimetri. I disegni sono di Remo Rachini. Le fotografie dei pesi alle figg. 2 e 9 sono pubblicate su concessione dell'Assessorato Regionale BB. CC. AA. della Regione Sicilia. E vieiata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo. 472 C. PERASSl TAB. XII - Pesi in vetro bizantini dal territorio siciliano nATA7IONF PR("I\/FNIFN7A 1IRIPA7 ATTl IAI F monogramma a nATAOV Prima meta del VI Akrai (Palazzolo Siracusa. museo blocco secolo [post 535?) Acreide, SR) "P. Orsi" monogramma a AKVAINOV Prima meta del VI Akrai fPala770lo Siracusa. museo blocco entro la scrit- (eparca dl secolo [post 535?) Acreide, SR) -P. Orsi" ta: *nAPXor Costantinopoli) nOAEOOC monogramma 1) 0EOM2POV 1)anle 625/6 1) Akrai (Palazzolo 1) Siracusa, museo crucilorme (eparca?) (612?)? Acreide, SR) "P. Orsi" 2)K£1N| ... 2) seconda meta 2) sconosciuta 2) Siracusa, museo del VI-VII secolo "P. Orsi" 3) NIKOAAOV 3) seconda meta 3) sconosciuta 3) Sidlia, collezione 4) <J>A£2nENTIOV del VI-VII secolo privata o <t>AI2IIENTINOV 4) seconda meta 4) sconosciuta 4) Sicilia. collezione del VI-VII secolo privata nomeal gemtivo su tre righe NHKHDOPOV Arrivo in Sicilia: post 535/554 (I'emissione pub essere precedente: fine V-inizi VI sec.? Siracusa Siracusa, museo "P. Orsi* busto entro la scntta: +E PI 1 (nome al genitivo) GIIAI'X A€(u\TOC (eparca) post 535/554 Siracusa Catania, Castello Ursino? busto entro la scrit-ta: + (nome al genitivo) eriAPXor APOCGPIOV (eparca) post 535/554 Palermo? disperso busto entro la scrit-ta: + (nome al genitivo) " CS prior post 535/554 Piazza Armerina (EN). Villa del Ca-sale ? monogramma crucilorme detormato 1) Non identificabile 2) Non identilicabile 1) arrivo in Sicilia: post 535/554 (emis-sione:tra640 e690 o nel V secolo) 2) arrivo in Sicilia: post 535/554 (emis-sione: fra640 e690 o nel V secolo) 1) Piazza Armerina (EN), Villa del Ca-sale 1) Piazza Armerina (EN), Villa del Ca-sale ? PESI MONETALI BIZANTINI IN VETRO DAL TERRITORIO SICHJANd 473 Fig. 1 Siracusa, Museo Archeologico Regiona- le "P. Orsi", n. inv. 24992; Peso con monogram- ma cruciformc "0EOAS2POY" (da P. Orsi, Si- cilia bizantina. Roma 1942, p. 195, fig. 103, al Fig. 3 Parigi, Bibliotheque Nationale, ex Collezio- ne Schlumberger. Peso con monogramma cruciforme "K£JN[...]?" tREC, 1895, p. 69, n. 19) Fig. 5 San Pietroburgo, Museo dell'Ermitage. Peso con monogramma cruciforme "N1KOAAOY" iCatgrbttNum 1910, tav. XXXI, n. 16) Fig. 2 Siracusa, Museo Archeologico Regionale "P. Orsi", n. inv. 39051. Peso con monogramma cruciforme "KON[...]?" 0 1 2 cm Fig. 4 Collezione privaia siciliana. Peso con mo- nogramma cruciforme "N1KOAAOY" (disegno di Remo Rachini) 0 1 2 cm Fig. 6 Collezione privata siciliana. Peso con mo- nogramma cruciforme "<t>AQPENTIOY" o "OAilPENTINOY" (disegno di Remo Rachini) 474 C. PERASSl Fig. 7a-b San Pieiroburgo, Museo delFErmitage. Pesi con monogramma cruciforme "OM2PEN— TIOY"o"0>AnPENTINOY" {CongrlntNum 1910. tav. XXXI,nn. 22-23) Fig. 8 Siracusa, Museo Archeologico Regionale "P. Orsi", n. inv. 29249. Peso con monogramma a blocco "ITAYA OY" (P. Orsi, Sieilia bizanlina, Roma 1942, p. 195. fig. 103,b) Fig. 9 Siracusa, Museo Archeologico Regionale "P. Orsi", n. inv. 45505. Peso con monogramma a blocco "AKYAIN OY*(?) e scritra circolare " +En A PKOY n O A EOT" Fig. 10 San Pietroburgo, Museo delFErmitage. Peso con monogramma a blocco "AKYAI — NOY"(>) e scriila circolare "+EI1APKOY IK> A ECflC" (GmgrlntNum 1910, tav. XXXI, n. 12) Fig. 11 Siracusa, Museo "P. Orsi", n. inv. 12419. Peso con scritta dcstrorsa "NUKUJOPOY" (P. Orsi, Sieilia bizantina, Roma 1942, p. 195. fig. 103,c)
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