Edifici e monumenti sulla monetazione di Nerone, in Neronia VI, Bruxelles 2002, pp. 11-34 morePublished in Actes du VI Colloque Internationale de la Société Internationale d’etudes neroniennes, Roma, 19-23 maggio 1999, J. M. Croisille et Y. Perrin ed. |
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EXTRAIT
COLLECTION LATOMUS
Fondee par M. Renard en 1939
Dirigee par C. Deroux et J. Dumortier-Bibauw
VOLUME 268 - 2002
Neronia VI
Rome a Pepoque neronienne
Jean-Michel Croisille et Yves Perrin (ed.)
EDITIONS LATOMUS - BRUXELLES
Edifici e monumenti sulla monetazione di Nerone
Una sia pur schematica catalogazione dei soggetti dei RJ delle emis-
sioni occidentali di Nerone in oro, argento e metalli vili sulla base delle
quattro categorie : "Divinita, Personificazioni", "Imperatore", "Oggetti,
animali", "Edifici, monumenti" permette di cogliere immediatamente
l'importanza che quest'ultima tipologia assunse nella tematica monetale
del princeps (tab. 1) ('). La sua intensita risalta ancora maggiormente se
si considera che raffigurazioni di edifici e monumenti compaiono sulle
monete di Nerone solo dal 63 in avanti (tab. 2). Sei sono le strutture archi-
tettoniche raffigurate a pieno campo : due edifici sacri (i templi di lanus
Geminus e di Vesta), due strutture di carattere eminentemente funzionale
(il Macellum Magnum e il Porto di Ostia), due monumenti di grande rap-
presentativita ideologica: YArcus Neronis e YAra Pads. Ma il quadro
delle presenze architettoniche sulla monetazione neroniana si completa
con altri due edifici, che costituiscono lo sfondo di scene a piii personag-
gi, incentrate sull'attivita dell'imperatore. I sesterzi relativi alia raffigura-
zione ds\Yadlocutio cohortium (') localizzano l'avvenimento davanti a
una semplicissima struttura a tre colonne, con copertura semicircolare
(fig. 1), nella quale si tende a riconoscere una parte deH'interno dei
Castra Praetoria (') soprattutto a motivo della scritta che fa esplicito rife-
(1) Ncll'elaborazionc della tabella mi sono attenuta alia catalogazione dei soggetti dei
R/ proposta da C. H. V. Sutherland - R. A. G. Carson. The Roman Imperial Coinage, P,
London. 1984 (da ora in avanti = RIC V), p. 151-154. 156-157. Ho sviluppato le tab. 2-4
sulla base della griglia cronologica e della scansione delle emissioni proposte dagli
stessi autori.
(2) RIC P, Nero. n° 95-97 (Roma, II emissione, c. 63); 130-136 (Roma, III cmissione,
c. 64); 371 (Lugdunum. I emissione, c. 64). 386-388 (Lugdunum. II emissione. c. 65).
429 (Lugdunum. Ill emissione, c. 65). 489-492 (Lugdunum. IV emissione. c. 66), 564-
565 (Lugdunum. V emissione. c. 66).
(3) La facciata dell'edificio, costruito da Tiberio tra il 20 e il 23 nella Regio VI, era
stata raffiguraia in precedenza da Claudio su aurei e denari emessi fra il 41-42 c il 46-47
(RIC P, Claudius, n° 7, 8. 20, 25, 26, 36, 37). Gli aurei c i denari con la scritta PRAETOR
RECEPT, coniati fra il 41-42 e il 44-45. si limitano invece a rappresentare la stretta di
mano fra Claudio e un prctoriano. senza illustrare per6 in alcun modo il luogo in cui essa
avviene (RIC P, Claudius, n" II. 12, 23. 24. 29).
12
cx. perassi
Tab. I. — Soggetti dei R / dellc cmissioni di Nerone
(AV, AR, AE)
Oggetti.
animall
11111 m i .1 Ii n i
14% 16/-
Kdifici,
monumenti
18%
DIvinita,
pci-Mmlflcazioni
51%
Tab. 2. — Cronologia delle emissioni con edifici e monumenti
(Zecche di Roma e Lugdunum)
Macellum AuRUSti Tempio di Ianus Geminus Tempio di Vesta Porto di Ostia Arcus Neronis Ara Pacis Castm Pracliiria Tempio (di Minerva9)
54
55
56
57
58
59
60
61
62
63 tt • •
64 tt + • • • • •
64/65
65 + • « co • • •
65/66 ■
66 • □ • • □ • •
T • tt X • • • •
68
B = Aurei (Roma) * ■ Denari (Roma) • « Sesterzi (Roma) tt ■ Dupondi (Roma) °o ■ Assi (Roma)
• ■ Sesterri (Lugdunum) + - Dupondi (Lugdunum) □ - Assi (Lugdunum)
EDIFICI E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE Dl NERONE
13
rimento ad un discorso dell'imperatore rivolto alle cohortes di stanza in
citta. L'estrema schematizzazione della struttura, che presenta anche
varianti soprattutto nella resa della copertura, talora chiaramente a tego-
le C), talaltra invece con 1'aspetto di un velario (5). non mi pare permette-
re una certa identificazione della zona dei Castra effettivamente raffigu-
rata (6). I sesterzi che celebrano invece il secondo congiarium distribuito
da Nerone (7) accennano in ultimo piano alia presenza di una costruzione
costituita da una fronte a quattro esilissime colonne sormontate da un
architrave (fig. 2). Una statua di Minerva in abiti militari, collocata a fian-
co deirimperatore quasi a presiedere il suo atto di generosita, induce a
individuare nell'edificio una costruzione legata al culto della dea, da loca-
lizzare probabilmente nella zona dei Septa del Campo Marzio, dove, nella
prima eta imperiale, avveniva la distribuzione dei congiaria (8). II simu-
lacra di Minerva assumerebbe pertanto la funzione di una sorta di genius
loci (9). Insostenibile mi pare invece l'interpretazione della presenza della
dea quale espressione dello scampato pericolo corso da Nerone nel 59, in
occasione deH'immaginario complotto orchestrato da Agrippina per eli-
minarlo, con il quale egli giustific6 l'uccisione della madre ("'): se i fatti
(4) G. Mazzini. Monele imperiali romane, I. Milano, 1957, tav. 44, n° 6v.
(5) RIC I1, tav. 19, n° 130.
(6) Alcune ipotesi in tal senso sono avanzate da Ph. Hill, Monuments of Rome as Coin
Types, London. 1989, p. 99 ; E. Lissi Caronna, Cas:ra Praetoria. in Lexicon
Topographicum Urbis Romae (da ora in avanti = LTUR), II. Roma, 1995. p. 252.
(7) RIC V, Nero, n° 102 (Roma, II emissione, c. 63); 158-162 (Roma, III emissione,
c. 64); 505-506 (Lugdunum, IV emissione, c. 66). La data del secondo congiario nero-
niano e variamcnte indicata dagli studiosi (in concomitanza con i ludi pro aeternitale
imperii del 59 da H. Mattingly, Roman Empire Coins of the British Museum, I, London,
1923 (da ora in avanti = BMC RE], p. 177, n° 3 ; nel 60 o poco prima in RIC P, p. 139 ;
forse poco dopo il 57 in G. Spinola. // congiarium in eta imperiale. Aspetti iconografici
e topografici. Roma, 1990 [Rivista di Archeologia. Supplementi 6), p. 11).
(8) Accolgo a tale proposito le conclusioni elaborate da C. Virlouvet. Tessera fru-
mentaria. Les procedures de distribution du ble public a Rome d la fin de la Republique
et au dibut de I Empire, Roma, 1995 (BEFAR 286). p. 79-81.
(9) C. Virlouvet, Tessera frumentaria [n. 8), p. 79-81, sia pure ipoteticamente, pro-
pone di riconoscere nell'edificio il tempio di Minerva elevato nel 62 da Pompeo con le
manubiae delle campagne in Oriente (per altre ipotesi, pp. 73-79). Mi pare invece da
rigettare I'identificazione della costruzione con dei generici horrea {BMCRE, I, p. 177),
o piu specificatamente con gli Horrea Agrippiana (Ph. Hill Monuments [n. 6], p. 77),
perche essa si basa su un travisamento della natura dei congiaria imperiali (distribuzione
di monete e non di cereali, con rarissime eccezioni : vedi C. Virlouvet, Tessera frumen-
taria |n. 8], p. 60) e non e suffragata da una puntuale lettura dei diversi particolari del sog-
getto monetale (per la quale, vedi C. Virlouvet, Tessera frumentaria [n. 8], p. 287-297).
(10) E. Cizek, La Roma di Nerone. Milano, 1986, p. 58.
14
CL. PERASSI
si svolsero in effetti in concomitanza con la festa delle Quinquatrie cele-
brate presso Baia in onore di Minerva, la statua della dea compare pero
anche nel soggetto monetale relativo alia distribuzione del primo congia-
rio, distribuito da Nerone nel 57 (").
Altri due soggetti della monetazione neroniana presentano caratteristi-
che tali per cui potrebbero essere considerati raffigurazioni di statue effet-
tivamente innalzate daH'imperatore. Mi riferisco innanzitutto agli aurei e
ai denari del 64/65 circa della zecca di Roma con la scritta AVGVSTVS
GERMANICVS (|;) e una immagine a figura intera di Nerone, ornato al
capo dalla corona di raggi. La suggestiva ipotesi che si possa trattare di
una raffigurazione della statua colossale posta nel uestibulum della
Domus Aurea, il cosiddetto Colossus Neronis, si scontra innanzitutto con
l'estrema sommarieta delle fonti relative al monumento ("), che si limi-
tano a sottolineare le sue enormi dimensioni. Incerto e pertanto se la sta-
tua al momento della sua elevazione si limitasse a raffigurare le sembian-
ze di Nerone C4), o se l'imperatore fosse in realta assimilato al Sole (").
In una tale iconografia imprescindibile sarebbe l'ornamento della corona
(11) R1C P, Nero, n° 100, 151-157, 394.434-435, 501-504. 578 (zecche di Roma e di
Lugdunum): manca invecc la notazione dell'edificio sullo sfondo. Per la data del primo
congiario, vedi Tac, Ann. XIII, 31, 2. La stessa considerazione impedisce di collegare la
statua di Minerva ai Ludi Quinquennales del 60, celebrati sotto la protezione della dea
(BMCRE, I p. 178).
(12) RIC V. Nero. n° 46 ; BMCRE. I. tav. 39.13-14.
(13) Sono raccolte in C. Lega. // Colosso di Nerone. in BCAC 93/2, 1989-1990.
p. 364-368.
(14) Le fonti cronologicamente piii vicine a Nerone descrivono la statua. con minore
o maggiorc chiarezza. come un simulacra dell'imperatore di dimensioni colossali (Suet.,
Nero 31 ; Pun., NH XXXIV, 45). E questa pertanto I'intcrpretazione seguita da A.
BflfilHIUS, El crescunt media pegmata celsa via (Martial's Dc Spectaculis 2,2), in Eranos
50. 1952, p. 131-135 e M. T. Griffin, Nero. The End of a Dynasty, London. 1984. p. 131.
216. Solo con Vespasiano la statua sarebbe stata trasformata in quella di Helios, con la
modifica della testa e Taggiunta della corona radiata (vedi A. Boethius. Et crescunt
(n. 14], p. 133).
(15) Cos! F. Tacer, Charisma. Sludien zur Geschichle des antiken Herrscherkultes. II.
Stuttgart I960, p. 306-317 ; P. Grimal. Le De Clementia et la rmaute solaire de Ne'ron.
in REL 49. 1971, p. 206 ; C. Lega. // Colosso [n. 13]. p. 349. 351; C. Lega. Colossus, in
LTUR. 1. Roma. 1993. p. 295 ; M. Bergmann. Der Koloss Neros, die Domus Aurea und
der Mentalitatswandel im Rom der friihen Kaiserzeit, Mainz. 1993 (Trierer Winckel-
mannsprogramme 13), p. 9 ; E. Champlin, God and Man in the Golden House, in Horti
romani, Atti del Convegno Internationale, Roma, maggio 1995. BollCommArchRoma.
Supplcmenti 6. Roma 1998. p. 336 ; M. A. Levi. Nerone e i suoi tempi, Milano. 1997-'.
p. 238 ; E. Segala, La reggia di Nerone. in E. Segala - I. Sciortino, Domus Aurea,
Milano. 1999. p. 11. Anche secondo questa ipotesi ricostruttiva la trasformazione della
statua in un vera e proprio simulacra del Sole avvenne soltanto nel 75 (C. Lega, Colossus
EDIFICI E MONUMENT! SULLA MONETAZIONE DI NERONE
15
radiata, elemento che e presente nella raffigurazione monetale ("■). La
tarda rappresentazione del Colosso su medaglioni di Gordiano III del
241/2-244 ("), nella sua nuova collocazione a fianco dell'Anfiteatro
Flavio attuata da Adriano, ha in comune con la figura sulle monete nero-
niane — oltre alia corona di raggi — l'impostazione lisippea del
corpo ('"). II Colosso pare completamente nudo ("), ma la parte inferiore
delle gambe e in realta nascosta dietro alia Meta Sudans. La statua raffi-
gurata sulle emissioni di Nerone e invece generalmente ricoperta da un
panneggio disposto attorno ai fianchi, alle cosce e a parte del petto, anche
se su taluni esemplari il drappeggio si limita a lambire le gambe dal
ginocchio in giu, lasciando scoperti il petto, il ventre e le cosce Gli
attributi tenuti nelle mani dalle due statue presentano poche affinita: il
Colosso raftigurato sul medaglione regge con la destra abbassata un timo-
ne, puntandolo al suolo e, forse, il globo con la sinistra ("), la statua
sulle monete di Nerone reca nella destra protesa un ramo e nella sinistra
[n. 15], p. 296): e evidente, perd, che la corona radiata doveva risalire alia prima elabo-
razione della statua quale immagine di Nerone come divinita solare (contra P. Howell,
The Colossus of Nero in Athenaeum 46. 1968/2. p. 295, secondo il quale i raggi vennero
aggiunti in eta vespasianea).
(16) Sulla diffusione di quesio particolare nella ritrattistica monetale di Nerone poste-
riore al 64. vedi U. W. Hiesinger, The Portraits of Nero in AJA 79, 1975, p. 120-121.
(17) F. Gnecchi, 1 Medaglioni romani, II. Milano, 1912, p. 89, n° 22-23 ; C. Perassi,
Medaglioni romani dedicati alia celebrazione dei ludi circensi in RIN 95, 1993. p. 396-
400 (si tratta di un'emissione di medaglioni in JE e non di monete, come indicano invece
erroneamente C. Leca, // Colosso [n. 13], p. 346 e E. Segala, La reggia [n. 15], p. 11).
Di pochissima utilita sotto questo punto di vista sono i sesterzi di Severo Alessandro con
veduta dell'Anfiteatro Flavio, sempre di difficile lettura nei diversi elementi della scena
(R. A. G. Carson, BMCRE, VI, London 1962. p. 128-129. n° 156-158 ; C. Perassi,
Medaglioni romani [n. 17], p. 396-398).
(18) Entrambe le figure rialzano leggermente il fianco destro rispetto al sinistra, flet-
tendo la gamba sinistra e ponderando il peso del corpo sulla destra.
(19) Cos) e infatti raffigurato nella ricostruzione grafica proposta da M. Bergmann.
Der Koloss [n. 15], p. 26.
(20) Vedi C. Lega, // Colosso [n. 13], p. 375, fig. 33. La modifica delfaspetto del
Colosso anche a livello dell'abbigliamento, e testimoniata con certezza nel 192. quando
Commodo gli attribui l'ornamento di una leontea di bronzo (Dione LXXUJ, 22, 3 non spe-
cifica per6 come fosse disposta ; vedi M. Bergmann, Der Koloss |n. 15], p. 11).
(21) Sull'insolita assegnazione del timone quale attributo del Sole, forse successiva
alia ulteriore trasformazione del Colosso dopo la morte di Commodo (C. Lega, // Colosso
[n. 13], p. 352 ; ma contra M. Bergmann, Der Koloss [n. 15], p. 11), vedi J. Gage, Le
Colosse et lafortuna de Rome in MEFRA 45. 1928. p. 106-122. Sulla funzione statica di
tale elemento, vedi C. Lega, Colossus [n. 15], p. 297.
(22) II particolare potrebbe in effetti essere il coronamento superiore della Meta
Sudans. dietro alia quale sporge il Colosso (vedi C. Lega, // Colosso [n. 131, P- 346 ; C.
Lega, Colossus [n. 15], p. 297).
16
CL. PERASS1
ll globo sormontato da una Victoriola incoronante. Ma nel corso della tra-
vagliata esistenza del Colosso, gli attributi caratterizzanti subirono nume-
rose trasformazioni, cosi che la rappresentazione di eta gordianica
potrebbe documentare una versione piii tarda rispetto a quella di epoca
neroniana.
Poco probabile mi pare anche la derivazione da un modello statuario
della figura di Apollo citaredo su assi della zecca di Roma e Lugdunum.
che Svetonio (Nero 25) pone invece in relazione con statue collocate da
Nerone nelle stanze del suo palazzo. Ma su queste emissioni tornero in
seguito.
L'originalita e il rilievo della tematica relativa ad edifici e monumenti
nel la monetazione di Nerone risultano anche dal confronto con quella
precedente e posteriore. Se le emissioni di Claudio di zecche occidentali
erano state anch'esse ricche di raffigurazioni architettoniche ("), si tratta
pero sempre di immagini del tutto convenzionali, che si limitano alia deli-
neazione dcllc strutture essenziali degli edifici. Indiscutibile e invece
l'esuberanza descrittiva delle raffigurazioni di eta neroniana, con l'ado-
zione di innovative formule prospettiche che permettono di rendere sul
piano del campo monetale la complessa conformazione di strutture archi-
tettoniche assai elaborate, come un porto affollato di navi. Le emissioni
degli immediati successori di Nerone recano unicamente le raffigurazio-
ni dell'ara Prouidentiae Augustae di Lugdunum e del tempio di Giove
Capitolino su monete di Vitellio (2J) e di un arco su assi di Galba (:*). Solo
con i Flavi edifici particolarmente significanti per l'ideologia imperiale,
quali YLseum Campense e l'Anfiteatro Flavio (26), torneranno a costituire
il soggetto unico di monete.
Tutte queste osservazioni permettono di ipotizzare un diretto interes-
samento di Nerone nell'elaborazione di questa tematica "architettonica",
propensione che non dovrebbe stupire in un princeps non in alia re tamen
damnosior quam in aedificando, secondo il giudizio di Svetonio (Nero
(23) RIC V, Claudius. n° 1 (Ara di Lugdunum), 3. 30. 33-35. 98. 114 (archi comme-
morativi delle vittorie sui Germani e i Britanni). Per i Castra Praeioria. vedi n. 3.
(24) RIC V. Vitellius, n° 31, 56, 129 (per il tempio. vedi anche RIC P, p. 207. n° 42 :
emissioni anonime del 68-69 di zeeca gallica).
(25) RIC V. Galba. n° 77-84. Anche il lipo della adlocutio (RIC P, Galba. n" 462-468)
sara privato dello sfondo architetlonico. per concentrarsi unicamente sul dialogo scrrato
fra I'imperatore e i suoi soldati.
(26) BMCRE II. London. 1930. p. 262. n° 190 ; p. 123. n. t ; p. 148. n° * : p. 189. n°
780 : p. 202. n° II.
EDIFICI B MONUMENTI SULLA MONETAZIONK DI NERONE
17
31) (")• Inoltre la personale propensione di Nerone per la caelatura, ossia
proprio per l'arte dell'incisione su metalli preziosi, che, stando alle paro-
le di Tacito (Ann. XIII, 3, 3), egli esercito fin dalla fanciullezza. mi pare
rendere molto credibile la sua partecipazione alia scelta e alia elabora-
zione dei soggetti delle sue monete.
*
* *
II primo edificio raffigurato e quello indicato come MAC AVG su
dupondi delle zecche di Roma e di Lugdunum emessi fra il 63 il 65 (28)
(fig. 3). L'iscrizione e generalmente interpretata come abbreviazione di
MACELLVM AVGVSTI (N). Nonostante le recenti critiche cui e stata
sottoposta, 1'identificazione tradizionale del soggetto monetale quale raf-
figurazione del grande mercato edificato da Nerone — il Macellum
Magnum citato dalle fonti (30) — mi sembra ancora la piu pertinente, ri-
spetto a quella che vi riconosce invece una veduta della Sala Ottagonale
della Domus Aurea ("), identificata a sua volta con la sorprendente strut-
tura della praecipua cenationum rotunda (32) che, nella descrizione di
(27) M. T. Griffin, Nero |n. 14], p. 120. Sulla connotazione negativa dell'attivita edi-
lizia di Nerone, che rientra nella condanna globale del suo operato elaborata dalla storio-
grafia filosenatoria. vedi J. Elsner, Constructing Decadence : the Representation of Nero
as Imperial Builder in Reflections of Nero. Culture History and Representation (ed. J.
Elsner et J. Masters). London, 1994. p. 112-126.
(28) RIC F, Nero, n° 109-111 (Roma. II emissione, c. 63); 184-187 (Roma. Ill emis-
sione, c. 64); 373-374 (Lugdunum, I emissione, c. 64); 399-402 (Lugdunum. II emissio-
ne, c. 65).
(29) Per una rapida rasscgna delle diverse interpretazioni della figura avanzatc dal
XVII secolo in avanti. vedi G. Arciprete, Roma. Machina o Macellum Augusti?
Considerazioni sul dupondio neroniano in Bolletlino di Archeologia 16-18, 1992. p. 280.
(30) C1L VI, 1648. 9183. Sull'edificio vedi soprattutto J. S. Rainbird - F. B. Sear. A
Possible Description of the Macellum Magnum of Nero in PBSR 39. 1971, p. 40-45 ; G.
Pisani Sartorio. Macellum Magnum in LTUR. III. Roma. 1996. pp. 204-206 ; P. Gros.
L'architecture romaine du debut de III' siecle av. J.-C. a la fin du Haul Empire. I. Les
monuments publics. Paris, 1996. p. 453-454.
(31) Tale identificazione. proposta per la prima volta da A. Profumo. Le fonti ed i
tempi dell'incendio neroniano. Roma. 1905. p. 680. e ora accolta da L. Fabbrini, Domus
Aurea. II piano superiore del quartiere orientate in AttiPontAccArch 14, 1982, p. 23-24 ;
L. Fabbrini, Domus Aurea : una nuova lettura planimetrica del palazzo sul colle Oppio in
Cittd e architettura nella Roma imperiale. Atti del Seminario, Roma. 1981 (Analecta
Romana Instituti Danici. Supplementum 10). Roma. 1983. p. 179 ; G. Arciprete. Roma
[n. 29). P- 279-285 ; L Iacopi. Domus Aurea. Milano. 1999. p. 14.
(32) La reale funzionc della Sala e stata a lungo dibattuta (per una rassegna delle
diverse posizioni. vedi E. M. Moormann, "Vivere come un uomo". L'uso dello spazio
nella Domus Aurea in Horti romani [n. I5|. p. 354-357). La sua identificazione con la
18
CL. PERASSI
Svetonio (Nero 31), era in grado di ruotare su se stessa. La scritta sui
dupondi sarebbe in tal caso da interpretare quale MAC(HINA)
AVG(VSTI), espressione per altro non presente nel testo svetoviano, ma
che indirettamente si collega alia definizione degli architetti della Domus
Aurea Severo e Celere quali machinatores, data da Tacito (Ann. XV, 42,
1). Secondo la testimonianza di Svetonio (Nero 31), l'appellativo di
aurea risale invece alio stesso Nerone : mi parebbe pertanto piu consono
un suo utilizzo in una scritta monetale che volesse definire la raffigura-
zione di una parte della nuova dimora imperiale.
Numerose sono poi le difficolta che si frappongono aH'accoglimento
dell'interpretazione del soggetto quale immagine della Sala Ottogonale,
innanzitutto di tipo cronologico. La seconda emissione di dupondi della
zecca di Roma, infatti, sulla quale l'edificio compare per la prima volta,
per la mancanza delle lettere SC e del marchio di valore viene datata al
63. Se e molto probabile che parte della Domus Aurea sulle pendici
dell'Oppio fosse gia in via di costruzione prima dell'incendio del luglio
del 64, la sezione piu immaginifica della residenza di Nerone, pero, alia
quale appartiene anche la Sala Ottagonale, ossia la parte orientale del
padiglione, ricevette la sua sistemazione finale solo alia ripresa dei lavo-
ri per riparare i danni arrecati dal fuoco ("). Difficile mi pare poi credere
che Nerone celebrasse sulle monete una parte di quella inuisa et spoliis
ciuium extructa domus (Tac, Ann. XV, 52, 1), l'edificazione della quale
doveva aver suscitato piu malcontento che ammirazione, se crediamo non
tanto ai giudizi moraleggianti degli storici, quanto ai dati concreti legati
al progetto : privatizzazione di gran parte del suolo pubblico del centra
cittadino, distruzione di edifici di pubblica utilita, abbandono delle inno-
vazioni urbanistiche intraprese a seguito dell'incendio (M), costi esorbi-
cenatio descritta da Svetonio, avanzata da H. PrOckner - S. Storz, Beobachtungen im
Oktogon der Domus Aurea in RM 81, 1974, p. 331-339, e accolta da E. M. Moormann,
"Vivere come un uomo" [n. 32], p. 356 ; G. Arciprete, Roma [n. 29], p. 281 ; I. Iacopi,
Domus Aurea [n. 31], p. 14. Essa viene invece scartata recisamente, per la mancanza di
evidenze archeologiche di conferma, da Y. Perrin, La Domus Aurea et Vidiologie nero-
nienne in Le systeme palatial en Orient, en Grece et a Rome, Leiden, 1987, p. 389 ;
L. Fabbrini, Domus Aurea : il palazzo suU'Esquilino in LTUR, I, Roma, 1993, p. 60 e
I. Sciortino, La visita in E. Segala -1. Sciorttno, Domus Aurea [n. 15], p. 93-94.
(33) Vedi E. Segala, // padiglione [a. 15], p. 27.
(34) Vedi M. T. Griffin, Nero [n. 14], p. 130-131 ; M. A. Balland, Nova Urbs et
"Neupolis". Rerrutrques sur les projects urbanistiques de Neron in M&FRA 11, 1965,
p. 349-393 : E. J. Phillips, Nero's New City in RF1C 106, 1978, p. 300-307. Un ridimen-
sionamento dei dati tramandati da Marziale, Giovenale, Tacito e Svetonio e stato proposto
da M. P. O. Morford, The Distorsion of the Domus Aurea Tradition in Eranos, 66, 1968,
p. 158-179.
EDIF1C1 E MONUMENT! SULLA MONETAZIONE Dl NERONE
19
tanti che costrinsero Nerone ad assumere provvedimenti certo molto
impopolari, come il differimento della paga ai soldati e della pensione ai
veterani, la spogliazione dei doni votivi custoditi nei templi di Roma,
oltre ad introdurre tassazioni vessatorie che colpirono i singoli cittadini e
intere comunita in Italia e nelle province (Svet., Nero 32 ; Tac. Ann. XV,
45, 1-2) ("). II ricordo di un edificio certo di minor sfarzo e di minor pre-
stigio, ma di innegabile comune utilita come un mercato, sottolinea inve-
ce l'interesse deirimperatore per i bisogni concreti della popolazione di
Roma, proprio in un momento in cui gli sforzi fmanziari del princeps
paiono tutti rivolti all*edificazione della propria sontuosa dimora. In tal
senso mi pare che la raffigurazione del Macellum Augusli si colleghi
tematicamente con la celebrazione del Porto di Ostia su sesterzi che si
sovrappongono in parte cronologicamente ai dupondi in esame (tab. 2).
Anche la resa prospettica adottata nella raffigurazione dell'edificio non
mi sembra pertinente alia reale architettura della Sala Ottagonale (*).
Come e noto, il prospetto della Domus Aurea si componeva di tre blocchi
edilizi, raccordati dai due grandi cortili poligonali posti ai lati della Sala
Ottagonale ("). Recenti ricerche hanno permesso di capire come tutti e tre
i corpi — e dunque anche la Sala Ottagonale — fossero limitati anterior-
mente da portici, mentre "non ci sono tracce sui muri degli interposti cor-
tili. che provino la presenza di porticati" (*). L'edificio raffigurato sui
dupondi e invece chiaramente strutturato come un corpo centrale fian-
cheggiato su entrambi i lati da portici.
L'identificazione con il Mercato edificato da Nerone e basata su uno
stringato passaggio di Dione Cassio (LXII. 18, 3) relativo al 59 : "dedico
Vayoga rd>v oi/wv, chiamata /<dxeAAov", che non fornisce pertanto nes-
suna indicazione sull*aspetto dell'edificio, a parte l'uso del termine
dyogd che non puo non richiamare un vasto ambiente porticato, a cielo
aperto. Quanto alia localizzazione, si tende oggi a riconoscere i resti del
Macellum neroniano nelle strutture di una grande costruzione a probabi-
(35) M. A. Levi, Nerone |n. 15], p. 218 ; E. Cizek, La Roma |n. I0|. p. 270.
(36) Vedi anche Y. Perrin, Domus Aurea [n. 32|, p. 389.
(37) L'esistenza di un secondo cortile a nord del complesso della Sala Ottagonale. un
tempo solamenle ipotizzata. e stata confermata dalle indagini archeologiche svolte negli
anni fra il 1969 e il 1977 (vedi L. Fabbrini. Domus Aurea [n. 31 J. p. 174-178).
(38) L. Fabbrini, Domus Aurea : il palazzo (n. 32], p. 56 ; 1. Iacopi, Domus Aurea
[n. 31), p. 11. E. Segala. // padiglione [n. 15], p. 24 pare invece presuppoiTe la presenza
di un porticato che delimitava tutto il lato lungo dell'edificio (vedi anche l'ipotesi
ricostruttiva a p. 12).
20
CL. PERASSI
le carattere commerciale individuata sul Celio (w). Due labili indizi mi
paiono infine indicare come probabile la funzione dell'edificio quale
mercato del pesce. II termine 6'vov usato da Dione assume infatti in eta
romana il significato pregnante di "pesce", delimitando la precedente
generica accezione di "companatico" E proprio all'acquisto di tale
merce fa riferimento la scenetta raffigurata sull'epigrafe funeraria dell'
argentarius Lucio Calpurnio Dafno, che esercito la sua attivita finanzia-
ria nel Macellum Magnum ai tempi di Nerone (4I).
La documentazione numismatica non permette una chiara ricostru-
zione dell'edificio. Una struttura colonnata a due piani, con copertura
talora semiconica, talora semicircolare, alia quale si accede da un'alta
gradinata, e racchiusa fra due portici, anch'essi con un piano sopraele-
vato. II solo intercolumnio interno del portico di sinistra e voltato : su
alcuni esamplari fra le due colonne pende una ghirlanda vegetale (42). La
differenza di altezza che — in modo piu o meno accentuate — sempre
caratterizza il portico di destra rispetto a quello di sinistra, che e invece
alto quanto la struttura centrale, e il loro diverso rilievo. sembrano essere
artifici utilizzati dagli incisori per indicare la posizione piu arretrata del
secondo rispetto al primo (41). Sulle monete neroniane questa particolari-
ta si ritrova solo nelle raffigurazioni del Macellum Magnum : quelle rela-
tive al tempio di Giano e aWArcus Neronis si limitano infatti ad avanzare
sullo stesso piano della fronte un solo lato della costruzione (alternativa-
mente il destro o il sinistra nel caso del tempio, sempre il sinistra nel caso
dell'arco). J. S. Rainbird e F. B. Sear hanno pertanto interpretato il sog-
getto monetale come una rappresentazione dell'interno del Macel-
(39) G. Pisani Sartorio, Macellum Magnum [n. 30), p. 205.
(40) E. A. Sophocles, Greek Lexicon of the Roman and B\zaniine Periods. Cam-
bridge, 1914, p. 828. s.v.
(41) CIL VI, 9183. L'argentario presiede alia vendita della merce trasportata in gran-
di ceste ricoperte da stuoie da due personaggi raffigurati ai suoi lati. Sopra alia sua testa
e incisa l'iscrizione "Da pisce|m|" e un pesce sembra tenere nella destra anche Lucio
Calpurnio Dafno (vedi J. Andreau, Les affaires de Monsieur Jucundus, Paris, 1974
[CEFR 19], p. 76 ; S. Balbi De Caro, La banco a Roma, Roma, 1989 [Vita e costumi dei
Romani antichi 8), p. 23-24). Per la datazione del rilievo all'eta neroniana, suggerita dalla
fisionomia e dalla pettinatura dei tre personaggi, vedi M. R. Panetta, Nerone. II principe
rosso. Milano, 1999, p. 131.
(42) Vedi G. Mazzini. Monete imperiali [n. 4], tav. 48, n" 129.
(43) J. S. Rainbird - F. B. Sear. A Possible Description [n. 30). p. 46.
EDIFICI E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE DI NERONE
21
lum (") : al centra si eleva la costruzione della tholos macelli (J<). entro
cui doveva essere conservata una statua, che — come normalmente avvie-
ne nelle raffigurazioni monetali —, e per convenzione raffigurata invece
sul limitare della soglia. La possibile interpretazione dell'oggetto tenuto
nella mano sinistra quale tridente, permette di ipotizzare una sua identifi-
cazione come simulacra di Nettuno (*). La presenza di questa divinita, il
cui culto e attestato nei macella (47). potrebbe collegarsi con la decora-
zione a delfini della balaustra di ingresso (48). Ai lati della tholos sono raf-
figurati due dei portici che nella realta dovevano circondare 1'interno
della piazza, nei quali si aprivano le tahernae. Quello a sinistra, mag-
giormente rilevato e dotato anche di un ingresso voltato. potrebbe rap-
presentare il lato sinistro del cortile, mentre quello a destra, piu sfumato
rispetto all'insieme della figura, dovrebbe essere inteso come il lato col-
locato sullo sfondo, in parte obliterato della costruzione della tholos.
Questa mi pare essere la ricostruzione piu attendibile. In alternativa si
potrebbe interpretare il soggetto come raffigurazione della facciata del
Macellum, che sarebbe costituita pertanto da un avancorpo centrale di
ingresso fiancheggiato da portici. Ma tale ricostruzione non tiene conto
del diverso modo in cui questi ultimi sono raffigurati.
Ho gia sottolineato il collegamento tematico tra la raffigurazione del
Macellum Magnum e quella del Porto di Ostia, che si succede su quattro
serie di sesterzi datate fra il 64 e il 67 delle zecche di Roma e Lugdunum
(fig. 4) (J*). Con esse Nerone sottolinea il suo impegno nei soddisfare le
esigenze alimentari della popolazione di Roma. II Porto e il Mercato sono
entrambi definiti Augusti nelle scritte monetali, quasi ad evidenziare il
ruolo personale svolto da Nerone nella costruzione del primo e nei com-
(44) J. S. Rainbird - F. B. Sear, A Possible Description [n. 30), p. 45-46. Vedi anche
P. Gros, L'architecture romaine [n. 30], p. 454.
(45) Varrone. frg. Non. 6.719 = 448 M. Vedi G. Pisani Sartorio. Macellum Magnum
[n. 30], p. 205.
(46) G. Pisani Sartorio, Macellum Magnum |n. 30], p. 204.
(47) G. Pisani Sartorio, Macellum Magnum (n. 30], p. 204.
(48) J. S. Rainbird - F. B. Sear, A Possible Description [n. 30], p. 45.
(49) RIC P, Nero, n° 178-183 (Roma, HI eniissione, c. 64); 440-441 (Lugdunum, III
emissione, c. 65); 513-514 (Lugdunum. IV emissione, c. 66); 586-589 (Lugdunum. V
emissione, c. 67). Non mi addentro nella interpretazione dei singoli particolari della
scena, che richiederebbe uno studio specifico per la sua complessita. A sinistra, e raffigu-
rato un molo di forma semi-circolare, con un portico, una figura che sacrifica su di un'a-
ra e una costruzione dal tetto a botte. A destra. e una barriera di frangiflutti (o un molo?).
alPestremita della quale e una figura. seduta su una roccia. Nei mare aperto. tra il molo e
la barriera. in alto, una statua in piedi. con scettro nella sinistra, posta sopra una colonna
collocata su un basamento circolare. In basso. Nettuno. semisdraiato a sinistra, su un
22
CL. PERASSI
pletamento del secondo (50). Lo stesso interesse del princeps nel sopperi-
re ai bisogni fondamentali della popolazione era gia stato magnificato dal
soggetto di sesterzi coniati a Roma e Lugdunum fra il 63 e il 67 ("), con
la raffigurazione di Annona Augusti e di Cerere, ridondante di simboli dal
chiaro significato : spighe di grano, modio, cornucopia, nave. La sola
Cerere, invece, con spighe e papaveri nelle mani, era stata celebrata su
aurei e denari emessi a Roma fra il 60/61 e il 62/63 (52). Agli anni suc-
cessivi all'incendio si datano infine i grandiosi progetti di Nerone relati-
vi alia costruzione di un canale che unisse i porti di Pozzuoli e di Ostia
direttamente a Roma, evitando il cabotaggio della costa e migliorando
cosi l'approvvigionamento dell'Urbe (").
Questo ampio quadro di riferimenti mi pare risolvere la questione rela-
tiva al lungo intervallo di tempo intercorso fra l'inaugurazione del
Macellum nel 59 e la sua raffigurazione sulle monete, che alcuni inter-
pretano pertanto come testimonianza di una ricostruzione del mercato a
seguito dei danni subiti nel corso dell'incendio del 64 (M) (per altro non
testimoniata dalle fonti). A tale interpretazione si oppone il dato cronolo-
gico relativo alia prima raffigurazione dell'edificio su dupondi emessi gia
nel 63. Eventuali danni subiti dal Macellum, evidentemente di non grave
entita, dovettero essere presto riparati, senza apportare modifiche all'a-
suolo sinuoso, a petto nudo e con il mantello drappeggiato sulle gambe. Tiene il timone
nella destra e un delfino nella sinistra. Al centra, un numero variabile di navi. Vedi. da
ultimo. M. Pensa, Alcune considerazioni sulle immagini di porti nella documentazione
numismatica in RIN 99, 1998, p. 117-120.
(50) Sulla data della conclusione dei lavori del Porto di Ostia iniziati da Claudio, che
taluni pongono gia prima della morte di quest'ultimo, altri invece in eta neroniana, vedi
K.-R. L. Thornton, Julio-claudian Building Programs : a Quantitative Study in Political
Management, Wauconda, 1989, p. 87-88.
(51) RIC P, Nero, n° 98-99.137-142 (Roma); 372, 389-391,430-43.1,493-497. 566-
572 (Lugdunum).
(52) RIC 1!, Nero. n° 23-24, 29-30, 35.
(53) Sui questi progetti, che non vennero mai portati a termine a causa delle insor-
montabili difficolta tecniche, vedi M. A. Balland, Nova Urbs \n. 34], p. 387-391 ; A.
Abaecherli Boyce, Nero's Harbor Sestertii in AJA 70, 1966, p. 65-66 ; E. Cizek, La
Roma |n. 10], p. 275-276. La ricerca di nuove fonti di grano fu probabilmente una delle
cause della spedizione caucasica progettata nel 67-68, cost come il taglio dell'istmo di
Corinto iniziato nel settembre del 67 doveva essere funzionale al miglioramento dei tra-
sporti cerealicoli verso la capitale (M. T. Griffin, Nero (n. 14], p. 109). Sulla politica di
Nerone nei riguardi dei bisogni alimentari della popolazione di Roma, vedi M. T. Griffin,
Nero [n. 14], p. 107-109 ; J. Elsner, Constructing Decadence [n. 27], p. 119-120 ; M. E.
K. Thorton, Nero's New Deal in TPPhA 102, 1971, p. 629-630.
(54) Y. Perrin. Domus aurea [n. 32], p. 374 ; G. Pisani Sartorio. Macellum Magnum
[n. 30], p. 205.
EDIFICI E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE Dl NERONE
23
spetto dell'edificio, che e infatti raffigurato senza significative differenze
sulla emissione precedente all'incendio e su quelle successive.
Dopo l'isolata presenza della Basilica Emilia su denari del 61 a.C. (5S)
e la non certa raffigurazione di parte del porto di Ostia su assi dell'88 f56),
e questa la prima volta che edifici di tipo eminentemente funzionale assu-
mono il ruolo di soggetti monetali, affiancandosi alia piu consueta cele-
brazione di costruzioni a carattere sacro (templi, are) o celebrativo (archi,
cippi, colonne, statue).
Unicamente il tempio di Vesta, fra quelli ai quali Nerone dedico le sue
cure, viene raffigurato sulla sua monetazione (fig. 5) ("). Si tratta di aurei
e denari della sola zecca di Roma databili fra il 64/65 e il 66 ('"). II tem-
pio venne certamente distrutto dall'incendio (Tac, Ann. XV, 41, 1): la
sua ricostruzione ad opera di Nerone non e esplicitamente attestata dalle
fonti, ma pud essere arguita dalla testimonianza monetale e dalla notizia
di Tacito relativa all'uccisione di Pisone all'inizio del 69 proprio all'in-
temo dell'edificio (Tac, Hist. I, 43). L'importanza del culto di Vesta nelF
ambito dell'ideologia dello stato romano pu6 certo avere indotto alia
immediata ricostruzione del tempio e alia sua rappresentazione sulle
monete : degli edifici sacri che, secondo la testimonianza di Tacito (Ann.
XV, 41) furono devastati dal fuoco, solo quello di Vesta venne raffigura-
to da Nerone sulle sue monete. Non e forse da escludere anche il sottile
richiamo tematico fra la flamma pia che brucia nel tempio e la flamma
profana (Ov., Fast. VI, 440)causa di tanta distruzione in citta ("). II tem-
pio di Vesta rappresenta la raffigurazione piu convenzionale fra quelle
neroniane a carattere architettonico, richiamando da vicino il soggetto di
denari emessi da Quinto Cassio nel 55 a.C. circa (M). Proprio l'esistenza
(55) M. H. Crawford, Roman Republican Coinage, Cambridge 1974. n° 419/3a
(denari di M. Lepido).
(56) M. H. Crawford, Roman [n. 55), n° 346/3 (assi di C. Censorino).
(57) Sul tempio. vedi L. R. Richardson, A New Topographical Dictionary of Ancient
Rome. London. 1992. p. 412-413.
(58) Entrambe le emissioni non recano elementi che ne permettano una sicura data-
zione : secondo RIC P, Nero, n" 61-62 sarebbero coniate fra il 65 e il 66 circa, mentre per
D. W. Mac Dowall. The Western Coinages of Nero. New York, 1979 (Numismatic Notes
and Monographs 161). p. 159. 163 la loro coniazione sarebbe iniziata gia nel 64.
(59) II riferimento di Orazio e relativo all'incendio del 214 a.C. Ininfluente nella scel-
ta del soggetto mi pare l'episodio narrato da Tacito {Ann. XV, 36) a proposito della dila-
zione del viaggio di Neone in Egitto. programmato un anno prima dell'incendio, a causa
di presagi negativi avvenuti all'interno del tempio di Vesta (M. T. Griffin, Nero ]n. 14],
p. 122).
(60) M. H. Crawford, Roman [n. 55], n° 428/1 ; G. Fuchs, Architekturdarstellungen
24
CL. PERASSI
di un modello precedente a cui riferirsi puo essere stata la causa del mag-
gior conservatorismo di questo soggetto rispetto alle altre rappresenta-
zioni di edifici e monumenti sulle emissioni di Nerone. II tempio e reso
nelle sue strutture essenziali (podio, colonne, copertura, statua), senza
indulgere alia notazione di particolari secondari e senza alcuna ricerca di
una sua resa prospettica. Si noti come tutte e sei le colonne della tholos
siano collocate sullo stesso piano della fronte dell'edificio. Manca qual-
siasi tentativo di rendere la circolarita del tempio, che costituiva invece la
sua caratteristica architettonica precipua, poiche richiamava l'aspetto sfe-
rico della terra (Ov., Fast. VI, 280-281) (<")• Enigmatica e la presenza di
una statua (femminile?), seduta in trono(?), con scettro nella mano sini-
stra e patera(?) nella destra protesa, posta sul limitare della soglia del
tempio. Ovidio afferma infatti recisamente che curuo nulla [simulcra]
subesse tholo (Fast. VI, 296), poiche in quel tempio si cela il fuoco ine-
stinguibile, che non puo avere nessuna effige (fi2). Escludo che nell'ela-
borazione deH'immagine monetale sia stata aggiunta una statua che nella
realta non esisteva, alio scopo di permettere l'identificazione dell'edifi-
cio, come pure e stato proposto (M). La sua riconoscibilita era infatti
demandata, con ben maggiore evidenza rispetto alia genericita tipologica
del simulacra, alia scritta VESTA, che accosta la raffigurazione su tutte le
emissioni. Si puo forse ipotizzare che 1'affermazione di Ovidio circa la
aniconicita del culto di Vesta sia stata superata proprio in occasione della
ricostruzione del tempio in eta neroniana : emissioni di eta tlavia (M) con
la raffigurazione dell'edificio mostrano infatti anch'essi una statua all' in-
terno dell'intercolumnio centrale (M).
auf romischen Miinzen der Republik unci derfriihen Kaiserzeit. Berlin. 1969 (AMUGS 1).
p. 51-57.
(61) La particolare struttura del tempio e invece chiaramente leggibile su un rilievo in
marmo della prima eta imperiale (P. Zanker, Augusto e il polere delle immagini, Torino.
1989. tig. 160).
(62) La raffigurazione del tempio sulle monete di Q. Cassio [n. 55] colloca infatti nel-
1'intercolumnio centrale una sella : una statua con scettro e patera e invece posta al di
sopra del tetto.
(63) Cost Ph. Hill, Monuments [n. 6], p. 23.
(64) Si tratta di aurei, denari ed assi emessi da Vespasiano a proprio nome e a quello
dei figli, fra il 70-74 e il 78-79 (BMCREII, London, 1930, p. 11, n° t; p. 15, n° * ; p. 17,
n° 90 ; p. 18, n° t; p. 23, n° * ; p. 29, n° % ; p. 52, n° * ; p. 72, n° 365 ; p. 75, n° 372 ;
p. 84, n° 411-413 ; p. 144, n° 648 ; p. 151, n° 664 ; p. 155, n° 674 ; p. 159. n° 691).
(65) La statua femminile e certamente raffigurata in piedi, con scettro nella sinistra e
patera(?) nella destra protesa.
EDIFICI E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE Dl NERONE 25
Tab. 3. — Numero di emission! con edifici e monumcnii
(AV, AR, AE)
Un eminente significato propagandistico si puo riconoscere anche
nella celebrazione del Tempio di lanus Geminus (**). L'edificio assume
un ruolo fondamentale fra i soggetti della monetazione neroniana, sia per
numero di emissioni (18), sia per la varieta di nominali sui quali compa-
re (tab. 3 e 4) (67). Solo questo soggetto e infatti documentato su emissio-
ni nei tre metalli : aurei. denari, sesterzi, dupondi e assi (nominali di
modulo ancora inferiore poco si prestavano a raffigurazione cosi elabora-
te). La sua presenza e da collegare ad un episodio che marco fortemente
il principato di Nerone, esplicitamente menzionato nella lunga scritta
monetale, di inconsueta prolissita : PACE P(opuli) R(OMANI) TERRA
MARJQ(ue) [VBIQVE talora sugli assi] PARTA IANVM CLVSIT. 11
(66) Sul tempio c la sua controversa localizzazione nell'area del Foro. vedi F.
CoARFi.L.i. // Foro mmano. I (Periodo arcaico). Roma 1983. p. 89-97 ; E. Tortorici. lanus
Geminus, aedes, in LTUR, III. Roma 1996. p. 92-93.
(67) R1C V, Nero n° 50-51 (Roma, aurei e denari: c. 64-65): 58 (Roma, aurei: c. 65-
66); 263-271, 283-291. 300-311 (Roma, sesterzi. dupondi, assi, IV emissione, c. 65);
323-328, 337-342, 347-350 (Roma, sesterzi. dupondi, assi. V emissione. c. 66); 353-355.
362, 366-367 (Roma, sesterzi, dupondi, assi, VI emissione, c. 67): 421 (Lugdunum, assi,
II emissione, c. 65); 438-439, 468-472 (Lugdunum, assi, sesterzi. Ill emissione, c. 65);
510-512, 537-539 (Lugdunum, sesterzi. assi. IV emissione, c. 66); 583-585 (Lugdunum.
sesterzi. V emissione. c. 67).
26
CL. PERASSI
Tab. 4. — Numero di emissioni con edifici e monumenti
(suddivise per tipo di metallo)
AV AR AE
□ Tempiodi lanus (ieminus D Arcus Neronis
■ Maccllum Augusti D Porto di Ostia
□ Ara Pacis ■ H mpid di Vesta
riferimento e pertanto alia chiusura delle porte del tempio di Giano,
secondo il rito che sanciva in tal modo la condizione di pace del popolo
romano, motivata in questo caso dalla composizione per vie diplomatiche
della secolare questione relativa al regno di Armenia ("*). Sebbene
Svetonio (New 13)collochi solo nel 66 la chiusura delle porte del tempio,
in concomitanza con la venuta di Tiridate a Roma, dove venne incorona-
to re da Nerone con una fastosa cerimonia nel Foro, la documentazione
numismatica permette di affermare come probabile una prima chiusura
gia nel 64, anno in cui per la prima volta il tempio compare su aurei e
denari della zecca di Roma. Anche nel corso dell'anno seguente si susse-
guono emissioni a Roma e Lugdunum con la raffigurazione del tempio a
porte gia chiuse (tab. 2). In realta la prima fase del compromesso roma-
no-partico aveva avuto luogo fin dal 63 a Rbandeia, quando Tiridate
aveva deposto il diadema di fronte a un'immagine di Nerone.
L*importanza del gesto venne sancita dal trionfo decretato al princeps dal
Senato insieme con numerose acclamazioni imperatorie (m).
(68) Sugli sviluppi dei rapporti fra Roma e 1'Armenia in eta neroniana, vedi soprat-
tutto M. A. Levi, Nerone |n. 15], p. 177-202 ; M. T. Griffin, Nero [n. 14). p. 226-230 ;
E. Cizek. La Roma [n. 10], p. 289-299 ; L. Sperti. Nerone e la submissio di Tiridate in un
bronzetto da Opitergium, Roma, 1990 (Rivista di Archeologia. Supplement!. 8). p. 22-30.
(69) M. T. Griffin, Nero |n. 14], p. 122 ; L. Sperti, Nerone [n. 68], p. 24-27.
EDIF1CI E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE DI NERONE 27
Gli aurei si limitano a presentare la facciata dell'edificio, quasi com-
pletamente occupata da una porta ad arco, chiusa, fiancheggiata da due
colonne e suddivisa in sei rettangoli da fasce orizzontali decorate da gros-
se borchie (fig. 6). I sesterzi, i dupondi e gli assi mostrano anch'essi la
fronte del tempio (fig. 7), ma riproducono anche un fianco dell'edificio
(alternativamente il destro o il sinistra), che viene fatto avanzare fino ad
essere posto sullo stesso piano della facciata : soluzione che evidenzia la
difficolta degli incisori a riprodurre la tridimensionalita dell'edificio (™).
II tempio appare pertanto come una piccola costruzione a pianta qua-
drangolare, con colonne forse corinzie agli angoli. I muri sono costituiti
fmo a meta della loro altezza da lastre rettangolari. La parte superiore e
occupata da una larga apertura chiusa da una grata. Al di sopra corre un
fregio a rilievo decorato da girali vegetali e fiori, racchiuso da ovuli.
L'edificio termina con una fascia ornata da palmette, che delimita tanto la
facciata quanto il lato. Filippo Coarelli ha messo in rilievo la perfetta cor-
rispondenza fra la descrizione del tempio riportata da Procopio (Bell.
Goth. I, 25) e le raffigurazioni monetali di eta neroniana (7I). Lo storico
ne sottolinea le piccole dimensioni, descrivendolo come un edificio "tutto
di bronzo", con due porte, anch'esse di bronzo, collocate di fronte alle
due facce del simulacra di Giano, conservato all'interno (72). L'aspetto
metallico doveva derivare alia costruzione da un rivestimento dei muri
con lastre di bronzo, ben evidenti nell'immagine sulle monete. La testi-
monianza numismatica non fornisce invece indicazioni sicure circa il tipo
di copertura dell'edificio, che potrebbe essere dotato di un tetto piano (")
o esseme addirittura privo, presentandosi cosi come una struttura ipe-
traH-
(70) D. W. Mac Dowall, The Western [n. 58], p. 128-129.
(71) F. Coarelli, // Foro romano [n. 66]. p. 91-93.
(72) Aurei e sesterzi di Commodo paiono raffigurare la statua custodita nel tempio.
collocandola entro una struttura a baldacchino (BMCRE IV. 1940, p. 278, n° t; p. 803,
n° 568-571 ; p. 807, n° t)- Vedi Ph. Hill, Monuments In. 6], p. 11.
(73) M. Guarducci, Janus Geminus, in Melanges d'archeologie et d'histoire offerts a
Andre Piganiol, in. Paris, 1966, p. 1612 ; V. Muller, The Shrine of Janus Geminus in
Rome in AJA 47, 1943, p. 439 ; A. L. Adams Holland, Janus and the Bridge, North-
ampton/Mass. 1963 (Papers and Monographs of the American Academy in Rome 21),
p. 136 : la presenza della tetto sarebbe indicata dall'uso del verbo mhxeiv da parte di
Procopio.
(74) Ovidio (Fast. I, 275) definisce il tempio di Giano quale sacellum : secondo Festo
(IV, 933), tale denominazione fa riferimento a loca diis sacrata sine tecto. La mancanza
di copertura e certa per il Sacellum Cloacinae, che presenta strette affinita topografiche e
28
CL. PERASSI
La rilevanza attribuita da Nerone alia composizione della questione
partica e confermata dalla raffigurazione su monete di altri monumenti
legati alle vicende orientali. Esse costituirono in realta l'avvenimento di
maggior rilievo nel campo della politica estera di tutto il principato di
Nerone : l'insistente, prolungata celebrazione di un successo ottenuto su
un fronte di cosi grande importanza strategica e forse da intendere anche
come una risposta al malcontento diffuso nell'ambiente militare, che
poco apprezzava il comportamento del princeps, piii interessato ad esi-
birsi sulla scena teatrale che a partecipare di persona alle attivita della
guerra (7S). Sesterzi coniati a Roma nel 64 circa e a Lugdunum dal 65 al
67 circa (7<) recano dunque l'immagine deWArcus Neronis (fig. 8), vota-
to dal Senato in onore del principe fin dal 58 (Tac, Ann. XIII, 41, 4) ed
edificato sul colle Capitolino nel 62 (Tac, Ann. XV, 18, 1) (77), mentre
assi battuti unicamente a Lugdunum nel 65 e nel 66 circa rappresentano
YAra Pads Augustae (7S) (fig. 9). E evidente il deliberato richiamo alia
politica di Augusto. Secondo Orazio {Od. IV, 15, 6-10), infatti, proprio la
restituzione da parte di Fraate nel 20 delle insegne strappate a Crasso
motivo una delle chiusure del tempio di Giano in eta augustea. Ancora e
chiaro il ricordo di Augusto nella scritta monetale, che riprende quasi alia
lettera le parole delle Res Gestae (cap. 13) relative alia triplice chiusura
del tempio : cum per totum imperium populi romani terra marique esset
parta uictoriis pax ("). Anche la scelta di raffigurare proprio l'Arco
Partico e non invece i tropaea de Parthis decretati a Nerone nella stessa
occasione (Tac, Ann. XIII, 41, 4) (w), puo essere spiegata con il deside-
f'unzionali con il tempio di Giano (vedi a tale proposito F. Coarelli, // Foro romano
|n. 66|, p. 97).
(75) E. Cizek, La Roma |n. 10], p. 254. Sull'equiparazione dei successi artistici di
Nerone a quelli militari nel corso delle cerimonie celebrate dopo il viaggio in Grecia, vedi
M. T. Griffin, Nero [n. 14], p. 163 ; E. Cizek, La Roma [n. 10]. p. 142-144.
(76) RIC P, Nero n° 143-150 (Roma, 111 emissione, c. 64); 392-392 (Lugdunum, II
emissione. c. 65); 432-433 (Lugdunum, III emissione, c. 65); 498-500 (Lugdunum, IV
emissione. c. 66); 573-575 (Lugdunum, V emissione, c. 67).
(77) Vedi F. S. Kleiner, The Arch of Nero in Rome. A Study of the Roman Honorary
Arch before and under Nero, Roma, 1985 (Archaeologica 52), al quale rimando per tutti
gli aspetti relativi alia ricostruzione del monumento (per le emissioni di Roma e
Lugdunum, vedi soprattutto p. 72-77); F. S. Kleiner, Areas Neronis in LTUR I, Roma,
1993, p. 101 ; De Maria, Gli archi onorari di Roma e dell'Italia romana. Roma, 1988
{Bibliotheca Archaeologica 7), p. 73-76 ; 113-115.
(78) RIC I2, Nero n° 418 (Lugdunum, II emissione, c. 65); 456-461 (Lugdunum, I
emissione, c. 65); 526-531 (Lugdunum, IV emissione, c. 66).
(79) Vedi L. Sperti, Nerone [n. 68], p. 25.
(80) Sul monumento. pressoche ignoto. vedi F. S. Kleiner, The Arch [n. 77], p. 72 ;
EDIFICI E MONUMENT! SULLA MONETAZIONE DI NERONE
29
no di quest'ultimo di presentarsi come il continuatore delle conquiste
augustee, poiche" anche Augusto aveva provveduto a riprodurre sulle pro-
prie monete l'arco trionfale a lui decretato per la vittoria sui Parti (*'). II
richiamo ad Augusto e infme palese nella scelta del soggetto deWAra
PacisAugustae. certamente il monumento di Roma piii significativo in tal
senso prima deU'edificazione del Tempio della Pace da parte di
Vespasiano. Non mi sembra debbano persistere dubbi suH'identificazio-
ne del monumento : priva di reale fondamento e infatti l'alternativa pro-
posta da Mattingly relativa ad un'ara elevata a Lugdunum in occasione
della vittorie partiche (82), altrimenti ignota. Gli assi raffigurano il recinto
posto su una base modanata, entro il quale e racchiusa l'ara : sugli esem-
plari dalla fattura piu accurata si possono riconoscere i due fregi delimi-
tati orizzontalmente da una fascia e verticalmente da lesene della fronte
orientale : quelli inferiori sono decorati da elementi vegetali, semplifica-
zione dell'elaborato viluppo delle girali d'acanto, mentre quelli superiori
raffigurano le due figure femminili. sedute in direzione dell'apertura del
recinto, identificate con 'Tellus" e Roma (8!). Nella celebrazione dei suc-
cessi ottenuti sui Parti, dunque, persiste da parte di Nerone Timitazione
del modello augusteo, al quale il giovane princeps si era rifatto fin dal
discorso programmatico pronunciato di fronte al Senato (Svet., Nero X,
1) e che per altri aspetti aveva invece rigettato dopo la svolta del 58
Ancora una ripresa di un tema spiccatamente augusteo e documentata
dalle monete con l'immagine di Apollo (fig. 10). E naturalmente faspet-
to di Apollo citaredo a suscitare l'interesse di Nerone. con femissione a
Roma e Lugdunum di assi (8S), la cui esegesi iconografica suscita pero
qualche difficolta. La figura monetale, che la scritta non qualifica in alcun
modo (**), e stata infatti variamente interpretata dagli studiosi quale
G. C. Picard, Les trophies romains. Contribution it I'histoire de la Religion et de I'an iri-
omphal de Rome, Paris. 1957 (BEFAR 187), p. 337.
(81) RIC P. Augustus. n° 359 (denari del 16 a. C).
(82) BMCRElp. 180.
(83) Per 1'identificazione delle figure, rimando a E. La Rocca, Ara Pacis Augustae in
occasione del restauro della fronte orientale. Roma. 1986. p. 43-49.
(84) M. A. Levi. Nerone [n. 15], p. 137 ; E. Ceek. La Roma [n. 10], p. 82-83.
(85) RIC P. Nero. n° 73-82 (Roma, I emissione. c. 62); 121-123 (Roma. II emissio-
ne. c. 63); 205-212 (Roma. Ill emissione. c. 64); 380-381 (Lugdunum. I emissione.
c. 64); 414-417 (Lugdunum. II emissione. c. 65); 451-455 (Lugdunum. Ill emissione.
c. 65).
(86) I RJ della I emissione della zecca di Roma sono in parte anepigrafi, in parte dota-
ti della scritta PONTIF MAX TR P IMP P P. che compare poi sugli assi delle successive
emissioni di Roma e su tuttc quelle battute a Lugdunum.
30
CL. PERASS1
Apollo, Nerone assimilato alia divinita, Nerone tout court f8'). E noto
come Svetonio (Nero, 25) accomuni le statue che ritraevano Nerone
citharoedico habitu collocate nelle camere da letto del palazzo imperiale
e le monete battute con lo stesso soggetto. Le due azioni paiono pertanto
contemporanee, avvenute cioe entrambe al ritorno di Nerone a Roma, al
termine del viaggio compiuto in Grecia tra il 66 e la fine del 67 (8S). Ma
la mancanza nella titolatura del D/ degli assi del praenomen "imperator",
che Nerone assunse nel 66 in occasione della venuta di Tiridate a Roma
(Svet., Nero XIII, 2), induce ad anticipare la data di emissione delle
monete fra il 62 e il 64 circa per gli assi coniati nella zecca di Roma e fra
il 64 e il 65 circa per quelli della zecca di Lugdunum, prima quindi del
viaggio in questione.
Anche l'iconografia del soggetto monetale pare comunque urtare con-
tro la testimonianza di Svetonio, secondo la quale gli assi rappresente-
rebbero, come detto, Nerone in abito da citaredo. La figura e in realta, e
senza possibility di equivoci, quella di un Apollo citaredo.
II particolare piu significativo a tale proposito e costituito dall'abbi-
gliamento, identico a quel In che la divinita indossa nelle raffigurazioni di
stile arcaistico che lo mostrano — come sulle monete in esame — in atto
di avanzare traendo il suono dalla cetra (fig. 11) (w). L'abbigliamento
dell'Apollo monetale ne ripete puntualmente il motivo della doppia veste,
costituita da una breve tunica trattenuta alia vita da un nastro sottile, che
si sfrangia sui fianchi in un ricco ventaglio di pieghe ed e sovrapposta a
una seconda, lunga invece fino alia caviglia ed animata al centro dal tipi-
co motivo arcaicizzante del fascio di pieghe che si raccoglie fra le gambe
aperte nel passo. Ancora simile e il fastoso mantello, che ricade dalla
schiena fino a terra, disposto secondo il caratteristico andamento arcai-
cizzante a zig-zag. II manto, del tutto incongruamente, sporge anche
(87) Apollo : M. T. Griffin, Nero [n. 14], p. 120 ; E. Simon. Apollo in Lexicon
Icongraphicum Mythologiae Classicae, III, Miinchen-Ziirich. 1984, p. 401, n° 242 ;
p. 440; Nerone come Apollo citaredo : M. A. Levi, Nerone |n. 15], p. 122-124; E. Cizek,
Im Roma [n. 10], p. 78 ; C. H. V. Sutherland, Coinage in Roman Policy (31 b. C. - A. D.
68), London, 1971, p. 170 ; Ph. Hill, The Temples and Statues of Apollo in Rom in NC
1962, pp. 138-139 ; D. W. Mac Dowall, The Western |n. 58] ; RIC V, p. 156 ; Nerone :
J. Rufus Fears. Princeps a Diis Electus : the Divine Election of the Emperor as a Politic
Concept at Rome, Rome. 1977 (Papers and Monographs of the American Academy in
Rome 26), p. 326.
(88) E questa la ricostruzione cronologica proposta da K. R. Bradley. The
Chronology of Nero's Visit to Greece in Latomus 37. 1978, p. 61-72, secondo il quale
Nerone sarebbe ritornato a Roma "not after 31st December. 67".
(89) Simon. Apollo |n. 87], p. 411. n° 348 ; p. 412. n" 351 ; p. 413. n° 353.
EDIFIC1 E MONUMENT! SULLA MONETAZIONE DI NERONE
31
davanti al corpo della divinita, piu discretamente neH'immagine moneta-
le, con piii evidenza nelle figure di Apollo assunte a confronto, quasi a
costituire uno sfondo alia figura, vivacizzato da giochi di ombre e di luci.
Ancora tipicamente arcaicizzante e il procedere del dio sulle punte dei
piedi sollevati, quasi danzando. Simile e infine il tipo di cetra, resa in
modo piu sommario nell'immagine monetale, ma caratterizzata in tutti i
casi da un rigonfiamento marcato a meta dei bracci C°). Solo alcuni assi
invece documentano la pettinatura di stile arcaicizzante che raccoglie i
capelli in lunghe trecce ("): piu numerose sono le rappresentazioni del
dio con le chiome legate in un morbido nodo sulla nuca.
Del tutto diverso e il costume indossato dai comuni citaredi (w). Non
mi e riuscito di reperire immagini di eta romana che li rappresentino in
atto di avanzare al suono della cetra : i pochi casi individuati riguardano
infatti citaredi che si esibiscono stando seduti ("). Fra questi e certo signi-
ficativa per il luogo di provenienza una raffigurazione pittorica dal cali-
darium della Villa di Poppea ad Oplontis (fig. 12) (**). II citaredo siede su
una base quadrangolare. Indossa un semplice chitone di colore chiaro, a
mezze maniche, fissato sulla spalla destra da tre piccole fibule, sopra al
quale e drappeggiato un mantello dalla linea aderente al corpo, di colore
scuro, che si dispone trasversalmente al petto e avvolge i fianchi e le
gambe, fino alle caviglie (").
(90) Lo strumento suonato da Apollo sugli assi di Nerone e certamente una cetra. e
non una lira, come pure talvolta indicato (sulle differenze fra i due strumenti. vedi M. P.
Guidobaldi, Musica e danza, Roma. 1992 [Vita e costumi dei Romani antichi. 13], p. 55).
(91) Vedi, p. es., G. Mazzini, Monete imperial! [n. 4], tav. 50, n° 197. La frequente
modifica della pettinatura a trecce nella piu consueta acconciatura a crocchia, e docu-
mentata sulle monete anche per la figura di Spes (vedi C. Perassi, Spes. Iconografia. sim-
bologia, ideologia nella moneta romana, Milano, 1991, p. 27).
(92) Per le fonti letterarie di eta greca e romana relative all'abbigliamento dei citare-
di, vedi E. Saglio, Citharista in Diclionnaire des antiquitis grecques el romaines, 1/2,
Paris, 1887, p. 1216.
(93) Per raffigurazioni statuarie di Apollo citaredo seduto, abbigliato con lunghe vesti,
vedi M. Flashar, Apollon Kitharodos. Slatuarische Typen des musischen Apollon, Koln-
Weimar-Wien, 1992, pp. 114-123.
(94) Vedi M. R. Panetta, Nerone [n. 41], p. 39.
(95) Un abbigliamento un poco piu ricco ed elaborato mostra invece il citaredo bar-
bato, seduto su di un klismos, con plettro e cetra nelle mam. nella pittura con scena di gara
musicale daM'oecus dell'Apollo citaredo della Casa del Citarista di Pompei (Le pitture
della "Casa del Citarista", descritte da O. Eua. Roma. a. XVI e. f. [Monumenti della pit-
tura antica scoperti in Italia, sez. Ill: La pittura ellenistico-romana. Pompei, fasc. I],
p. 14. fig. 8).
32
CL. PERASSI
Poiche dunque l'iconografia della figura monetale e certamente quella
di Apollo, la testimonianza di Svetonio potrebbe essere piu correttamen-
te interpretata nel senso che gli assi recavano una raffigurazione di
Nerone citaredo. assimilato pero al dio. E proprio l'eccellenza nel canto
che fonda l'uguaglianza del princeps con la divinita (Svet., Hero 53). Gli
assi potrebbero allora documentare un antecedente alia assimilazione piu
sfrenata di Nerone ad Apollo, che segui la tourne'e greca. D'altra parte,
Seneca (Apol. IV, 1, 22-24) e Calpurnio Siculo (Eel. IV, 87, 91, 158-159 ;
VII, 83ss) 0*) gia all'inizio del regno avevano paragonato la voce e 1'a-
spetto di Nerone a quelli di Apollo e il pubblico lo aveva acclamato con
tale nome alia sua prima esibizione sulle scene nel 59 : ma solo al suo
ritorno dalla Grecia, anche i Senatori lo salutarono con il nome di
Apollo C7). La piccolezza dell'immagine monetale, ostacolando una pre-
cisa visione dei tratti fisiognomici del volto del citaredo, poteva permet-
tere una interpretazione ambigua della figura, che alcuni potevano inten-
dere solo come immagine divina, altri anche come immagine del princeps
assimilato al dio della musica. Sotto questo aspetto non mancavano pre-
cedenti piu o meno larvati. quali la presenza in un ambiente a destinazio-
ne pubblica di una statua di Augusto che lo ritraeva habitu ac statu
Apollinis (*)■
Dopo l'intensa, originale celebrazione riservata da Augusto ad Apollo
sulle sue emissioni, e questa la prima volta che la divinita ricompare sulla
monetazione romana. L'immagine di Apollo sulle monete neroniane
segna pero una rottura decisa rispetto ai precedenti di eta augustea, che
pure avevano assegnato all'Apollo Aziaco celebrato su emissioni del 16-
10 proprio 1'attribute della cetra, oltre a quello della patera o del plet-
tro (w). La compostezza, l'atteggiamento pensoso e rattenuto dell'Apollo
augusteo che, pur tenendo in mano lo strumento musicale non e raffigu-
rato nell'atto di trarne il suono, si tramuta nell'estatico compiacimento
(96) Vedi in M. T. Grift™. Nero [n. 14]. p. 149-150 ; E. Cizek, La Roma [n. 10], p. 79.
(97) Vedi Griffin. Nero [n. 14]. p. 120.
(98) Pseudo Acron, in Hor. Episi. I. 3. 17 ; Comm. Cruq.. in Hor., Epist. 1.3.17 (vedi
M. Corbier. De la maison d'Hortensius a la Curia sur le Palatin in MEFRA 104. 1992,
p. 901 ; M. Flashar. Apollon Kithadoros (n. 93], p. 204). Gia in eta augustea denari co-
niati fra il 29 e il 28 avevano raffigurato una testa maschile nclla quale i tratti di Augusto
parevano fondersi e volutamente confondersi con quelli di Apollo (J. Poluni, Divine
Assimilation and Imitation in the Late Republic and Early Principate in Between
Republic and Empire, ed. K. A. Raaflaub, M. Toher, Berkeley-Los Angeles-Oxford,
1990, p. 349-350, fig. 18).
(99) R1C V, Augustus. n° 170-171 ; 179-180 ; 190-193 ; 365.
TAVOLA I
Fig. 1. — Sesterzio di Nerone con scena Fig. 2. — Sesterzio di Nerone con sccna
di adlocutio (zecca di Lugdunum, 64-67) di congiarium (zeccadi Roma. 63-64) [J. R
[J. P. C. Kent-B. Overbeck-A. U. Stylow. C. Kent-B. Overbeck-A. U. Stylow, Die
Die r/imische Munzen. Munchen, 1973, lav. romische Miinzen, Munchen, 1973, lav. V,
52,^ 203]. n° 194].
Macellum Augusli (zecca di Roma. 63-64) Porto di Ostia (zecca di Roma. c. 64)
[G. Mazzini. Monele imperiali romane, (Classical Numismatic Group. Auction 40.
Milano. 1957. tav. 48. n° 129]. 19%. n° 1392].
TAVOLA II
Fig. 5. — Aureo di Nerone con il tern- Fig. 6. —Aureo di Nerone con il tempio
pio di Vesta (zecca di Roma. 65-66) |J. P. di lanus Geminus (zecca di Roma, 64-66)
C. Kent-B. Overbeck-A. U. Stylow, Die [G. Fuchs, Architeklurdarstellungen auf
romische Miinzen. Miinchen, 1973. tav. 51, romischen Miinzen der Republik und der
n" 1961. friihen Kaiserzeit, Berlin, 1969, tav. II.
n° 128].
Fig. 7. — Sesterzio di Nerone con il Fig. 8. — Sesterzio di Nerone con
tempio di lanus Geminus (zecca di Roma, I'Arcus Neronis (zecca di Lugdunum, c. 66)
65-67) [C. H. V. Sutherland, Monnaies [Antike Miinzen, Auktion Leu 72, 1998.
romaines, Fribourg, 1974, n° 309]. n° 415].
Fig. 9. — Asse di Nerone con YAra
Pads (zecca di Lugdunum. 65-66)
|Munzcn und Medaillen, Auklion 12. 1996,
n° 485].
Fig. 11. — Base di candelabra di eta
augustea con Apollo Citaredo (Roma.
Palazzo dei Conservatori. Braccio Nuovo.
n° 2771) [Lexicon Iconographicum
Mylhohgiae Classicae, II1/2. n° 348).
TAVOLA III
Fig. 10. — Asse di Nerone con Apollo
Citaredo (zecca di Roma. 64-65) [J. R C.
Ki;nt-B. Overbeck-A. U. Stylow, Die
romische Miinzen, Munchen. 1973. tav. 51.
n° 199].
Fig. 12. — Suonatore di cetra (Villa di
Oplontis. calidarium) [M. R. Panetta.
Nerone. II principe rosso, Milano. 1999. p.
39].
EDIFIC1 E MONUMENTI SULLA MONETAZIONE Dl NERONE
33
dell'Apollo neroniano, che avanza con ampio passo, al ritmo della musi-
ca, il busto leggermente arcuato all'indietro per lo sforzo di reggere la
grande cetra, lo sguardo rivolto verso l'alto. La differente teologia apol-
linea di Augusto e di Nerone non potrebbe risaltare nel modo piu
netto (10°).
*
* *
Le raffigurazioni di edifici e monumenti rappresentano dunque un
gruppo cronologicamente ben definito all'interno della produzione mone-
tale di Nerone. La svolta e segnata daU'anno 63, quando vengono emes-
si i dupondi con il Macellum Augusti e i sesterzi sui quali semplici strut-
ture architettoniche (Castra Praetoria; Tempio di Minerva ?) costitui-
scono lo sfondo di scene in cui agiscono piu personaggi. L'anno succes-
sivo inizia la coniazione delle emissioni con il tempio di lanus Geminus,
il Porto di Ostia e YArcus Neronis, che si protraggono fino al 67. Nel 65
compaiono i due ultimi soggetti a carattere architettonico, ossia il tempio
di Vesta e YAra Paris, entrambi utilizzati fino al 66.
Lo sviluppo di questa categoria tipologica non si discosta dal generale
andamento della tematica monetale di Nerone. Fra il 61 e 63 (soprattutto
in seguito alia ripresa nel 62 della coniazione di monete in metalli vili),
scompaiono infatti definitivamente i soggetti di tipo tradizionale, che ave-
vano caratterizzato la prima fase della sua monetazione (""). Le copiose
emissioni coniate dal 64 al 66 nelle zecche di Roma e Lugdunum, sono
contraddistinte da una notevole varieta di soggetti dal forte contenuto
ideologico (102). L'aspetto innovativo della monetazione di Nerone si
interrompe bruscamente negli anni finali del suo principato : dapprima la
lunga assenza da Roma del princeps e della corte impegnati nel viaggio
in Grecia e poi l'incalzante evoluzione della rivolta antineroniana causa-
no il completo disinteresse di Nerone per l'iconografia delle monete (l03).
Questa mancanza di attenzione, proprio in un momento di cosi grave
crisi, mi pare indicare ancora una volta la debolezza della talora ancora
troppo enfatizzata capacita di "propaganda" del mezzo monetale.
(100) Sulla diversa teologia apollinea di Augusto e di Nerone. vedi E. Cizek. La Roma
[n. 10], p. 313.
(101) C. H. V. Sutherland, Coinage [n. 87], p. 152, 159-160.
(102) C. H. V. Sutherland, Coinage [n. 87], p. 164-168 ; M. T. Griffin, Nero [n. 14],
p. 121.
(103) RIC I!, p. 141 ; C. H. V. Sutherland, Coinage [n. 87]. p. 172.
34
cl. perassi
Rispetto alia vasta attivita edilizia promossa da Nerone a Roma (,(14),
viene operata una selezione degli edifici da raffigurare sulle monete, tra-
lasciando quelle costruzioni e quei monumenti troppo legati agli aspetti
piiJ innovativi del "neronismo", come la Domus Aurea e il Colossus
Neronis, o il Gymnasium Neronis e le Thermae Neronianae. Gli edifici e
i monumenti raffigurati rientrano invece essenzialmente in due temi di
grande impatto ideologico, che tradizionalmente erano oggetto della ico-
nografia monetale : l'approvvigionamento alimentare deH'Urbe e la poli-
tica espansionistica di Roma (in questo caso, la risoluzione della questio-
ne partica). L'originalita della tematica "architettonica" di Nerone e dun-
que da ricercare piu nella raffinata elaborazione dei soggetti che nella
motivazione ideologica di base : a parte le raffigurazioni del Macellum
Augusti e del Porto di Ostia, compaiono infatti le consuete immagini di
templi, are, archi onorari.
Claudia Perassi.
(104) Per un elenco dell'intera attivita edilizia di Nerone. vedi K. and R. L. Thornton,
Julio-claudian [n. 50], p. 138-139.