Il sesterzio di Domiziano dal criptoportico del Capitolium: una deposizione intenzionale more

Published in "L’area del Capitolium di Verona. Ricerche storiche e archeologiche", ed. by G. CAVALIERI MANASSE, Verona 2008, pp. 583-589

Minister© per i Beni e le Attivita Culturali Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto L'area del Capitolium di Verona Ricerche storiche e archeologiche a cura di Giuliana Cavalieri Manasse redazione di Brunella Portulano Testi di A. Arzone, F. Bartoli, E. Bedini, M.L. Bianco, F. Biondani, S. Bocconcello, M. Holla. 15. Bruno. A. Buonopane, G, Cavalieri Manasse, G De Vecchi, E. Di Filippo Balestrazzi, S. Di Martino, E. Fedeli, A. Giumlia-Mair, PJ. Hudson, L. Lazzarini. G. Legrottaglie, S. Lodi, S. Lusuardi Siena, F Morandini, P. Ongarelli, C. Perassi, M.G. Pavoni, B. Portulano, C. Ravedoni, E. Rettore, E. Roffia, G. Stangherlin, M.J. Strazzulla, S. Thompson, G. Valenzano, G.M. Varanini Assonometria ricostruttiva del inonumento Dario Gallina IL SESTERZIO DI DOMIZIANO DAL CRIPTOPORTICO DEL CAPITOLIUM. UNA DEPOSIZIONE INTENZIONALE di Claudia Perassi 1. II ritrovamento 11 scsterzio di Domiziano. datato al 95 d.C. (Taw. CLIV, 135; 27. 6)', rinvcnuto nel criptoportico du- rante le operazioni di svuotamento del taglio US 490 CS. presents motivi di interesse per la modalita della sua deposizione. II taglio. profondo m 0.48 e largo m 0.6(). lit verosimilmente praticato nel cor- so della costruzione o del rifacimento dell'interca- pedine realizzata contro il muro 200. La moneta giaceva in posizione orizzontalc, in relazione alia fase iniziale del riempimento, a contatto con la fondazione del muro stesso. La collocazione del sesterzio appare penanto in- tenzionale e sembra sia da riferire alia pratica. ben documentata per il mondo romano, dell'occulta- mento di monete all'inlerno di strutlure edilizie, per SCOpi diversi da c|iielli della semplice tesau- rizzazione. La discriminante Ira le due tipologie di deposito mi pare sia costituita, in ultima anali- si. dalla accessibilita, anche poco agevole ma co- munque sempre attuabile, delle monete nascoste con finalita conservativa rispetto alia Impossibility di un recupero delle monete che I'urono occul- tate con motivazioni distinte dalla loro custodial Questa seconda pratica di deposizione monetale e 1 Per la sua classificazione. vedi in quesla sede Arzonc, p. 555, n. 10. Lo scavo del Criptoportico ha restitute due sole alirc monete di eta (lavia. ossia un denario sulx-rato di Vcspasiano (US 689 CS) e un assc di Domiziano (I S 688 CS). entrambi dalla terra del riempimento (vedi Arzone. pp 535; 555. nn. 8-9). ' Sui criteri distintivi dei due lipi di deposito. vedi I'erassi 2006. pp. 223-224. I'er l'eta roniana. il caso piii famoso di una lesaurizzazione di monete d'oro fra le mura domesiiche, e rap- presentato dalla pignatta domisuaedefossatn multiscum oplbus Mm/. Arg. I. 2-^1. attorno alia quale ruola VAulularia di I'laulo. L'intreccio della commedia e. infatti. basato sul ritrovamento della penlola in medio Jbco (Aul., Prol. 7-8). da pane del vec- chio avaro Euelione. A livcllo aicheukjgko, ricordo tnvccc le 301 monete in K. di IV secolo - meta V d.C, rinvenute nel 1991 a Cartagine. nella donius detla "La Rotonda", entro un'anlora, intcrrata fino alia spalla in una fossa scavata nel livello pavi- mentale di una niechia in muratura. Ui buca era a sua volta pro- tetta da una pietra rotonda. con funzione di copertura (IJrenoi 2002). ' Nonostante la sua diffusione. ha riccvulo, fino ad ora. scarsa atlenzione negli studi. Oltre a qualche breve cenno in (iore- cki 1976. pp. 183-184 e Merrifield 1987, p. 54. relativi solo alia documentazione rinvenuta in ease private di eta romana e a deposit! di fondazione sono. rispettivamente. Donderer 1986 e Crawford 2003. pp. 69-70 (censimento delle attestazioni alle pp. 74-75). " Per un'approfondita taialogazione delle testimonianze dal tcrritorio italiano. peninenti anehe ail edifiti a carattere pubhli- attestata archeologicamente a panire dal III secolo a.C. e fino al termine del IV secolo-inizi V d.C.3. Diffusa a Roma, in Italia' e su tutto il territorio dell"Impero\ riguarda sia edifici a carattere pub- blico. sia edifici a carattere private con il ricorso. nella massima pane dei casi, ad esemplari moneta- li in metallo vile: per la prima eta imperiale gene- ralmente assi e sesterzi. L'occultamento di nomina- li in argento e, invece. minima . Quanto alia pane degli edifici interessata da deposizioni di questo tipo, sono state individuate collocazioni in relazio- ne a pavimenti, soprattutto a mosaico, fondamen- ta. intonaci parietali, |ionc. soglie, murature . Se la dt pi isizione intenzionale di monete in contesti architettonici appare pertanto acclarata. piu slug- gente e. a tutt'oggi, l esatta interpretazione di tale consuetudine, per la mancanza cli Ibnti serine che ne chiariscano il contesto culturale. 2. Funzione di time capsule Una possibile interpretazione. forse la piti owia. suggerisce che la moneta sia stata utili/zata quale co. sacro. funerario e privato. vedi Ciuidi 2002-21x13. ' Per il territorio extra-ilaliano. cito, per esempio, il rinveni- mento di un asse di Claudio per Germanico (37-41 d.C). inca- stonato in un foglio di piomlx>. sigillato dentro a una muratura della villa romana di l-i Oomergue (Sauvian) (Clavel 1970, p. 609: Donderer 1984. pp. 180-1811; la moneta di eta costantinia- na rinvenuta dietro a una tessera di mosaico di una domus di Parigi (Darmon, Ijvagne 1977, pp. 162-163); la moneta di Teo- dosio 1 inserita nella malta di un pavimento mosaicalo della villa di Hucclecote (Gloucestershire) (Donderer 198-1, p. 183. n. 27>. 6 £ questo il caso del deposito monetale di fondazione rin- venuto nel corso delle indagini archeologiche che hanno in- teress:ito l arca dei cortili dell'l'niversita Cattolica di Milano, in una zona a carattere insedialivo (Perassi 2001, p. 102). Un'olla in ceramics comune, con tracce di ulilizzo sul fuoco, intenzio- nalmente collocata in un taglio praticato nel corso dcllo scavo delle fondazioni di un edificio ed ohliterato dalla stesura del pri- mo livello di calpestio dell'amhiente. contcneva. insieme ad un composto limoso con alta percentuale di carboni. un denario di Lucio Torquato (112-111 a.C). un denario di Ottaviano (29-27 a.C. ca.) e un denario di Augusto (15-13 a.C). Donderer 1984; Guidi 2002-2003. Soprattutto nell'eventuali- ta di rinvenimenti monetali relativi a piani pavimentali in terra battuta e a strati di fondazione. e necessaria la massima cautela inteq»retativa: nel primo caso per l eventualita di una presenza accidentale della e moneta e. in conseguenza cioe a perdite fonuite; nel secondo per la loro jx>ssibile giacitura secondaria. nella terra utillzzata per la colmatura della fossa di fondazione. 583 (. pi rassi sorta di inclicatore cronologico delle fasi di edifica- zione/ristrutturazione/rifunzionalizzazione di una struttura edilizia. L'ipotesi e stata formulata, per esempio, in riferimento al deliberato oeeultamento di un gruppo di dieci monete di eta coscantiniana (335-357 d.C.), al mpmento della posa in opera del pavimento della cappella orientale della basilica lusitana di Torre de Palma (Concelho de Monfor- te)8. Le monete avrebbero cioe rivestito, agli occhi dei loro deponenti. "some sense of signature as time marker or cultural banner, imparting to vague- descendants something of the 'days of the lives' of the basilica's creators and. in a broad way, their own identities'"'. Tale funzione della moneta quale time capsule'" sembra prevalere nella persistenza della pratica in eta moderna". Significativa ed esplicita in que- sto senso appare la descrizione della cerimonia di posa della prima pietra della casa di F.doardo e di Ottilia ne Die Wabheruancltscbaften di Wolfgang Goethe (18()9)'J. Questa pietra - leggiamo - non e. infatti. solo il blocco che conferisce l'esatta an- golazione e la regolarita aU'edificio e la perpendi- colarita e l'ecjuilibrio a tutti i muri della casa: essa e, al tempo stesso, un Deukslein, ossia una pietra commemorativa''\ In compartimenti scavati al suo interno. vengono dunque racchiusi oggetti diversi, "affinche servano di documento per una lontana posterita". Queste guaine di metallo saldate con- tengono notizie serine; su queste piastre di metallo sono incise parecchie cose memorabili; in queste belle bottiglie di vetro sotterriamo il piu buon vino vecchio, con la sua data di nascita: ne mancano monete di vario genere. coniate in quest'anno"'\ Tale esplicita capacita datante dei nominali. grazie alia menzione delPanno dell'era cristiana nel quale sono stati emessi, e rintracciabile sulla monetazio- ne europea solo a partire dal XVI secolo'". Per le monete romane. la possibility di una datazione in base alle figure e/o alle scritte. sia pure per via indiretta, e limitata essenzialmente alle fasi tardo- repubblicana ed imperiale. quando la cronologia degli esemplari pud essere ricostruita in base al ritratto effigiato sul loro Diritto, dapprima dei di- versi contendenti in lotta per la conquista del po- tere. in seguito de\\'Augustus, della Augusta o del Caesar, e alle indicazioni epigrafiche. che. per il I e II secolo d.C. comprendono estese citazioni del- la titolatura imperiale1". F.ccezionali sono pertanto aurei. sesterzi e medaglioni in /E di Adriano1", in " Huffstol 1998, pp. 225-226 (la stessa funzione 6 indkata da Veil 1982. p. 51). Merrifield 1987. p. 5" ricorda come, fra i co- struttori di "wooden sailing-ships" persista la consuetudine di collocate una moneta nell'albero maestro delle imbarcazioni. as dating the construction of the ship, by using a coin of ihe same dale'' (per attestazioni dcH'usanza anche in eta romana, vedi olire). » Huffstol 1998, p. 226. '" Ibidem. " l a consuetudine di occultare monete nei Bauapfer, quasi del tutto scomparsa in piena eta medievale ncll'Europa me- diietranea. dove riprende solo nel corso del JflV-XV secolo. conosce invece una maggiore continuity di attestazioni in Eu- ropa settentrionale (Saccocci 2005. pp. 121-123). Testimonian- ze fino al XIX secolo sono riferite da Sartori 1898, p. 26 e Veil 1982. pp. 51-52; per attestazioni anche contemporanee, vedi Huffstol 1998. p. 222 (cita come luoghi privilegiati le camere da letto e le soglie di ingresso: p. 226. nota 4). Hra i molli casi individuati archeologicamente. segnalo il rinvenimento di 19 monete occultale entro una bottiglia inserita in una pietra di fondazione del 1854. rinvenuta a Stoccarda (Klein 1994); le 16 monete e medaglie del 1820, anch'essc da una pietra di fondazione di pertinenza dcll'ospedale della stessa citta (Klein 1993); le 18 monete d'oro e d'argento di Giorgio III. fra le qua- li due scellini del 1798. sepolte SOttO alia pietra di fondazione della Christ Church di Birmingham (Gunsione 1973); le cinque monete. una delle quali datata al 1550, rilrovale. insieme con una medaglia di Ferdinando 1, nella pietra angolare delle mura di fondazione di un edificio dalla iniziale funzione ospcdalicra a Vienna (Schulz 1984). Per occultamcnti intenzionali di mo- nete del XVIII e XIX secolo enlro intagli di strutture lignee di abitazioni e di arredi. vedi l.eistner 1966. 11 W; Goethe. Le ajfinila elettive, Milano 1978. pp. 141-145 (irad. ital. di C. Baseggio; vedi anche Veil 1982; l'erassi 2006. p. 224). " Le affinita elettive, p. 144. 1' Hid avanti. si chiarisce che la pietra e posata "a garanzia del piu lungo godimento possibile [della casa] da pane dei proprietari presenti e futuri". Ma. |>er la transitoriela delle cose umane, e possibile che il piccolo lesoro possa essere disigilla- to: "e cio non potrebbe accadere se non nel caso che venisse distrutto lutto quanto noi non abbiamo ancora neppur edifi- cato" (le. affinita elettive, p. 115). Richiamo a tale proposito come le rovine del Municipio di Norimberga abbiano restituito un Bauopfer costiluito da monete e medaglie. conservate in un recipiente di bronzo, e da due bottiglie di vino rosso e bianco, occultate sotto alia prima pietra dell'edificio, daiata al 10 giugno del 1616. L'iscrizione mkmokia AMi'i i(ficalionis) cvRUe NORlMBtergensis) chiarisce il significato della deposizione (vedi Veil 1982. p. 239, nota 6). * I partecipanti alia cerimonia. invitati dal muratore che so- printende alia posa della pietra a iramandare ai posteri qual- cosa di proprio. aggiungono anch'essi qualche oggetto: un uf- ficiale, due bottoni dell'uniforme; le signore. peltinini. fialette di profumo ed allri ornamenii; Ottilia. la catenella d'oro, alia quale e appesa la miniatura del padre (Le ajfinila elettive, p. 1 is). " 1j menzione della data di cmissione delle monete in base al compulo degli anni ilell'era cristiana si diffuse in Occidenie molto lentamente; dopo un isolato tentativo sulla monetazione danese nel XIII secolo. fu la zecca germanica di Aachen ad inaugurare. nel 1373. tale consuetudine. che rimase, per6, di fatto confinata alia Germania e ai Paesi Uassi fino alia fine del XVI secolo. L'uso sistematico si ebbc solo a partire dal XIX secolo (vedi Grierson 1984, p. 124). La menzione del numero di tribuntcia poteslas rivesti- ta dall'imperaiore al momento della emissione di una serie monetale, permette di restringere la dalazione ad un periodo di tempo anche inferiore all anno solare. Diverso e. natural- mente, il contesto della monetazione alessandrina: la zecca egiziana. infatti, proseguendo la tradizione tolemaica. indica esplicitamente l anno di coniazione delle monete. calcolando- lo in riferimento all anno di regno deU'imperatore. RIC. II. p. 357, n. 144; p. 419. n. 609. Gnecchi 1912, III, p. 16, n. 56. 58i ii sESTtK/JO 1)1 DOMIZIANO DAL C.WITOIH>KTK~.<> DEL KMUtUJI .11. I SA DEPOSIZIONE INTENZIONALE quanto menzionano l'874esimo anno dalla fonda- zione di Roma, ossia il 121 d.C.: ann(o) ikjccixxiiii \Ai<alis) vrbQs) Wrimum)1'1 uk( censes) co\s(tituit). i- evidente, pero, come, anche in questo caso, il fine ultimo della legenda monetale sia non canto quello di indicare I'anno di emissione delle mone- te e dei medaglioni, bensi di collocare cronologi- camente I'istituzione, da parte dell'imperatore, di spettacoli drcensi da celebrate in occasione del natalis I rbis Pur con le difficolta ora evidenziate. non e del tutto da escludere una validita dell'interpretazione del numerario intenzionalmente occultato in un edificio quale time capsule anche per I'eta romana, nel caso in cui siano siati deposti una sola mone- ta. o piii esemplari fra loro strettamente coevi, e nell eventualita in cui il periodo di costruzione. ristrutturazione della struttura edilizia combaci con quello di emissione del numerario depostcr Per I'eta moderna. e significativa. a tale proposito. la composizione del deposito monetale inserito nella pietra di londazione della Porta Reale' di Valletta, venuto alia luce nell'agosto del 196-4. In occasione delle riedifica/.ione del principale varco di accesso alia capita le malte.se. realizzata nel 1853 durante la dominazione inglese dell'arcipelago, in una ca- \ ita scavata nella pietra e chiusa da un coperchio di zinco. venne dunque deposta una bottiglia di vetro bianco, sigillata con un turacciolo di sughe- ro, all'interno della quale era inserito un rotolo di carta, oggi purtroppo indecifrabile, una moneta d'oro. otto in argento e cinque in bronzo. appar- tenenti alle emission! della Regina Vittoria. La piu tarda di data proprio al 1853. mentre gli altri nove esemplari leggibili. in circolazione nell'anno di edificazione della Porta - si datano al 1841 (uno), 1844 (due). 1845 (uno), 1848 (uno), 1849 (uno), 1851 (due). 1S52 (uno)JJ. 3. Funzione di legantc I'n'ulteriore spiegazione per la collocazione " La Ictiera I' e slala variamente integrata. con proposle die non mulano. peri), il senso generale della proposizione (vedi I'erassi 1993. pp. 391-392). J" Anche la legenda romae aeter(nac) xMno) Miulesimo) er hri- HO che compare mi antoniniani di I'acaziano (248-249 cLC.), a commenio di una raffigurazionc della dea Roma in irono (R1C. IV/3. p. 105. n. (>. Caialli 2003. pp 18-19). mi sembra avere piii un intenlo eclebrativo di un evenlo panicolarmenie fest<>«>. os- sia la ricorrenza del lOOlesimo anno dalla londazione dell'l r- piuttosto die di fissazione cronologica dell emissione. Jl Per il mondo anlico e in mancanza di aliri dementi daianii. (ale conlemporaneila poirebbe essere viziala dalla dalazione della strudura edilizia essenzialmente sulla base della cronolo- gia della moneta e rinvenula/e. " Vedi "Re|)on on the forking of the Museum Department intenzionale di esemplari monetali in contesti architettonici, questa volta strettamente fun- zionale. e stata recentemente prospettata sulla base del rinvenimenio di cinque monete duran- te i lavori di restauro delle superfici marmo- ree dell'Arco di Costantino a Roma-'. Quattro di esse erano alienate, in posizione orizzonta- le. in uno strato di inalta compatta. composto di calcite e di framnienti di ceramica comune ed acroma, posizionato sul coronamento della cornice di imposta del fornice occidentale. La quinta era invece in.ylobala in uno strato, simile a quello prececlente. ed arricchito con piccole scaglie di marmo e laminette metalliche, posto sopra alia cornice di imposta del fornice centra- le-'. Le monete. pertanio. sarebbero state utiliz- zate "come per conlerire maggior consistenza airimpaslo"-\ La possibile funzione di legante. esercitata dai piccoli tondelli monetali in metallo. pare trovare un'eco in quanto strive Siculo Flacco, gromatico attivo nel 11 secolo d.C, a proposito della posa in opera delle pietre di confine. Egli riferiscc. infatti, che sotto ad esse vengono collocati: "... aut cal- cem, aul gypsum, aut carbones. aut uitria t'racta. aut cineres, aul testam tusam, aut decanummos, aut pentanummos26..." (Grom Vet., p. 359 L). In realta. la funzione di tali deposizioni non appare completamente chiara. Esse costituiscono. infatti. in prima battuta, i cosiddetti termini succumbi, che. COStituiti da maleriale immarcescibile (calce. gesso, carboni. frammenti vitrei, ceneri. terracot- ta, monete). risultano difficilmente confondibili col terriccio e sono penanto adatti ad attestare in modo ineciuivocabik- l estensione della a te con- finaria. soprattutto nel caso di controversier. ma sembrano dotate anche di altre, piu sfumate, fun- zioni. per il ruolo privilegiato rivestito clal terreno posto sotto alle pietre confinarie nel corso della cerimonia di infissione del terminus. Entro la buca nella cjualc il cippo sara poi messo a dimora. in- fatti. si depongono e si bruciano le ofFerte: fruges, favi, vino, liba e/J/</.vJ". oltre alia stessa vittima sa- crific ale. V'errebbe pertanto messa in alto, secondo Piccaluga, una "singolare tecnica di edilizia sacra- for the Year 196-1". p. 14. ° Le monete sono un sesterzio di Rlippo I (244-249 d.C). un follis di Liclnio (312 d.C. ca.), un as.se di probabile emissione giulio-claudia. un antoniniano Ibrse di Massimiano (280-291 o 2% d.C) e una moneta in bronzo coniala presumibilmenle dalla cilia di FUaddfia di Lidia (Davidde 2001. p. 58). '• Davidde 2001. p. 58. - Ibidem. -'' Gli inusuali termini numlsmatid sembrano alludere a nonii- nali in rame, di scarso valore economico (vedi Hultsch 1901: Schwabacher 1937). " Piccaluga 1974, p. 109. ■ Ihiilcm. pp. 119. 303. secondo la quale si pub ipoiizzare che tali soslanze. ulili/z.ilc nel corso dei Termuuilui. cosliluissero I'oggelto dei sacrifici anche della cerimonia di infissione. 585 < PERASSI le. che usa quasi a mo' cli malta le ceneri per fissa- re le pietre alia fossa""'. Le monete. se pur cli mo- desto valore, rivestirebbero, inoltre, un significato simbolico, in quanto sarebbero collegate con la richicsta, che veniva avanzata ai termini nel corso dei riti dei Termitteilia, di non lasciarsi corrompere dall'oro30. I 'no scopo funzionale poirebbe essere archeologi- camente confennato dalle numerose atteslazioni cli esemplari monetali, spesso in quahtitativi superiori ad alcune centinaia, riirovati inglobati nella malta di allettamento clelle tessere musive clei pavimen- ti a mosaieo31. Tale consuetudine. documentata soprattutto nell'area orientale dell'Impero'-, non e seonosciuta anche sul territorio italiano33. Esu- la. pero. dalle mie competenze accertare se una tale funzione di legante potesse essere utilmente esercitata dalle monete. Essa non avrebbe. pero. riscontro nei casi in cut, come per il criptoportico Veronese, fu occultato un solo esemplare34. 4.Valenza talismanica e simbolica II confronto con altre consuetudini e rituali di eta romana. che comportano il ricorso ad esemplari monetali. pub. infine. aprire la strada ad un ul- teriore percorso interpretativo, che considera la moneta nelle sue valenze talismaniche e simboli- ehe. La prima di esse e, d'altra parte, demanclata al numerario occultato nelle structure edilizie ancora ai nostri giorni35. La documentazione offerta da alcuni relitti di navi romane fornisce testimonian- za, per esempio. circa la pratica di fissare sotto all'albero maestro una moneta. in segno cli buon auspicio36. Degni di attenzione sono anche i cre- pitacula, ossia i giochi sonori infantili utilizzati nel mondo romano per acquietare il pianto clei neo- nati e, nel contempo. scacciare gli spiriti maligni, cui essi erano particolarmente esposti. Attorno ad un anello in bronzo erano pertanto agganciati piccoli pendagli dalla chiara funzione apotropai- ca: perle di vetro. campanelle in metallo. ronclelle di corna di cervo ed anche monete'7. La valenza bene-augurante che la moneta pub assumere in eta romana e documentata anche da qualche rara testimonian/.a scritta. come la ben nota invettiva cli Giovanni Crisostomo {Horn. 2.5) contra i'uso, in- valso fra i Cristiani ancora nel [V secolo. di indos- sare intorno alia testa e ai piedi esemplari emessi da Alessanclro Magno. (|uali portafortuna. Sveto- nio {Aug. 75. 1) ricorda, invece. offerte cli monete elargite all'inizio del nuovo anno, come augurio di prosperita materiale38. E possibile ipotizzare che tale eapacita amuleti- ca possa essere demanclata alle monete in const-- guenza della loro forma, della loro composizione metallica e dei soggetti che vi sono raffigurati3''. Quanto all'aspetto circolare, era infatti credenza comune che gli spiriti maligni non potessero pe- netrare negli oggetti rotondi'": il cerchio, proprio per la sua forma awolgente, assume la valenza cli un simbolo prolettivo. usato come cordone di ditesa intorno alle citta. ai templi e alle tombe. per impedire ai nemici, alle anime vaganti e ai demon! cli penetrarvi. Per il mondo romano, il cerchio ma- gico del pomerium e la triplice processione circo- lare clei tre animali da latte intorno alia proprieta terriera, durante il rito della lustratio, simholeg- giano con forza tale credenza". Quanto al metal- -"' Piccaluga 1974. p. 303- Anche il ricorso al miclt*. nei favi c nella composizione clelle locaccc. avrebbe avuto in se il significato cli lissazione clei termini, rimandando alle qualita vincolanti e bloccanii che il mondo laiino attribuiva acl esso (Piccaluga 1974. pp. 311-316). II segno cli confine sarebbe cioe sialo reso rilualmenle inamovibile. poiche salclaio alia fossa col miele i Ibidem, p. 323). *' Ibidem, pp. 126-127. " Una interpretazione quale "deposito voiivo di offene" e invece prospellala da Arslan 1996b. p. 308. per la concenlra- zione cli ollre 20.00(1 monete (divisional! minor! in bronzo. frammenti di monete e contraffazioni emessi tra la fine del IV secolo e il 476 d.C ca.) nella malta di preparazione della pavimcntazione. a grancli lastroni cli pietra. del cortile della Sinagoga cli Gafarnao. a Donclerer 1984. pp. 182-18". con un elenco particolareg- giato dei rinvcnimenti. " l.e atteslazioni individuate riguardano, pero, fino ad ora, quahtitativi limitati cli pezzi: e il caso. per esempio. delle ire monete cli IV secolo rinvenute nella calce posta sotlo alle tesse- re del mosaieo del pavimento della cosicldetta "Aula Mecliana" della basilica di Parenliiim (Guidi 2002-2003, pp. 142-143). Naturalmente il rinvenimento e possibile solo nel caso in cui si proceda alia rimozione del pavimento musivo. • Kicordo inoltre come la deposizione fosse localizzata a li- vello della risega di fonclazione e non nella malta. " Seconclo Hulfstot 1998. p. 22s: "modern-day-builders who similarly acid a coin etc. into a wall probably do so with va- rying degrees of religious motive - varying all the way clown to zero, where it may not be unlikely to find a construction worker professing atheism, who nevertheless tosses a coin into the wet mortar or concrete, as he might into a wishing well, just for good luck ". v' Vedi I'era 1993. p. 358; la funzione talismanica puo essere dedotta dai soggetti monetali utilizzati. Fortuna. Giano, lsicle (vedi PeraSSi 1999. pp. 55o6). Ui consuetudine risulta diffusa ancor oggi. se pure con funzioni different! (vedi Sartor! 1898. p. 26; Marsclen 1965: supra, nota 8). " Vedi Pera 1993, pp. 358-359: Perassi 1999. p. 57. *! [Hello stesso contested si collocano le lucerne donate in oc- casione della festivita clelle Kalendae fanuariae, il cui disco era decorate), oltre che da una figura di Victoria, anche da immagini di monete. poste attorno a serine che auspicavano un nuovo anno fausto e Felice al loro clonatore o al loro pos- sessore (vedi Pent 1993. p. 352: Perassi 1997. pp. 52-53>. Per quest'ultimo aspetto. vedi oltre. "' Vedi Pera 1993. p. 349. " A livello |X'rsonale. il cerchio-protettore assume la forma clell'anello. del bracciale. della collana. della cintura. della co- rona (vedi Perassi 1997. p. 52). 586 II. SESTERZIO l>l DOMIZJANO HAL CKIITOI'ORTICO DEL CMVmtlt'M: UNA DEPOSIZIONE IWTENZIONAU! lo, con esso si confezionavanp molti amuleti, ton funzione talismanica e apotropaica, in grado cioe di procurare il bene a coloro che li indossavano e di allontanare il male dai loro possessor^2. E proprio il metallo assume un ruolo di primo piano nella cerimonia di posa della prima pietra del Tempio Capitolino a Roma, nella fase di rico- struzione operata da Vespasiano nel 70, dopo che I'edificio era andaio distrutto nel dicembre dell'an- no precedente, in conseguenza di un incendio"'. La descrizione tramandata da Tacito (Hist. IV, 53) e generosa di particolari, Seguendo i consigli degli aruspici, dunque, si awia la riedificazione dell'edi- fico sacro sulle sue stesse fondamenta. rispettan- done cioe l'antica pianta. II giorno del solstizio d'estate. lo spazio dedicato al tempio viene recin- tato con ghirlande e corone: al suo interno pren- dono posio soldati dai nomi favorevoli, che reca- no in mano rami di alberi benauguranti, ed esso viene asperso con acqua dalle vergini Vestali e da bambini non orfani. 11 pretore, poste le viscere di un verro, di un ariete e di un toro sacrificati so- pra ad un altare di zolle, eleva preghiere a Giove, Giunone e Minerva e agli dei tutelari dell'Impero, perche portino a buon fine l'opera intrapresa e permettano che la loro dimora. incominciata dalla pietas degli uomini. si elevi in altezza, con i'aiuto divino. Dopo i sacrifici e le preghiere, i magistrati, i sacerdoti. i senatori, i cavalieri e gran parte del popolo. uniti in uno sforzo gioioso, alzano insie- me la prima pietra44. Nelle fondamenta vengono infine gettale argeuli aurique stipes el metaOorum primitiae (IV, 53. 5). Sebbene il termine slips rivesta nel suo primo si- gnificato, quale appare delineato dalle fonti lette- rarie di I secolo a.C. - VIII d.C. quello di moneta offerta agli dei1'', mi sembra che in tale occasione si possa escludere il ricorso a metallo coniato, os- sia a nominali in oro e in argento"'. Le monete indicate quali slips dagli autori latini sono, infatti. pezzi in bronzo di scarso valore economico' . A queste considerazioni di ordine lessicale, si ag- giunge la nota riponata da Tacito (IV. 53. 5). circa Pawertimento, prospettato dagli aruspici, di non profanare il tempio con pietre e con oro che fosse- ro stati destinati ad altri scopi, Anche le primitiae di metalli non preziosi sono, pertanto, gettate nel- le fondamenta nullis fornacibus uictae, sect nt gi- gnunfur (ibidem). La parola slips avrebbe in que- sto caso particolare un significato piii sfumato, nel senso cioe di un'offerta, costituita da pezzi d'oro, d'argento e di altri metalli, che consolida simboli- camente e materialmenie un accordo stipulato fra gli uomini e le divinita48, ossia il patto che lega la pietas dei primi, che hanno dato avvio alia rico- struzione del tempio di Giove Ottimo Massimo, con il benvolere delle seconde, che ne permettera la sua completa realizzazione. cosi come suona la preghiera pronunciata dai pretore. Mi pare evidente come tutto il complesso della cerimonia. cosi fortemente impregnata di aspetti simbolici che rimandano al buon augurio e al suc- cesso dell'opera intrapresa, allontani comunque ogni possibile tentazione circa un'interpretazione strettamente funzionale della deposizione di me- tallo nelle fondamenta del Capitolium romano. Le osservazioni di Mircea Eliade a proposito dei riti del costruire'', come sempre stimolanti, posso- no infine prospettare un'interpretazione simboli- ca' del metallo, e dunque anche di quello moneta- to, deposto nelle staitture edilizie. Originariamen- te. infatti, tali riti avrebbero comportato sacrifici umani50, sostituiti in seguito dalla immolazione di animali o dalla deposizione nelle fondamenta di a Vedi Pera 1993. pp. 348-349i Perassi 1997. p. 52. Nel 69. infaQi, si sviluppo un fuoco violenlo nel torso della battaglia the oppose i paitigiani di Vespasiano, the si t-rano rifugiati nel retinto tlel tempio di Giove Ottimo Massimo, a <|uelli di Vitellio. l-e fonti sono pero distordi circa le modalita eon cui brucid I'edificio sacro (vedi Barzand 1984). La rico- struzione vespasianea fu di breve durala, poithe, gia nell'80. un nuovo incendio distrusse interamente il Tempio Capitolino; the venne riedificato da Domiziano (vedi Richardson 1992. p. 223; Coarelli 2001. p. 39). " In tal modo, o nel significato simile di "pietra di fondazio- ne". sono generalmente intesi i termini lapis e saxum, usati da Tacito. Piccaluga 1974, pp. 126-128 preferiste pensare. invete, in mantanza di soluzioni piu soddisfatenti. ad una cerimonia the comporto la reinfissione del terminus capitolino, ossia della pietra di confine collocata all'interno del tempio di Giove Ottimo Massimo (ibidem, pp. 125-127). " Le fonti sono state raccolte e distusse da Hatthinetti 2006, pp. 42-47. * Secondo Piccaluga 1974. p. 126, invece, si sarebbe tratla- to "del lantio di denaro nelle fondamenta aperle"; per I'fiffig 1975. p. 61 della deposizione della slips volira e probabilmen- te anche dei resti dei sacrifici nella Fundamentgrube. 4" Pest. 379, 3: Stipem dicebanl pecuniam signatam. Se pure il termine non fa riferimento a nessuno specifico noniinale del sistema mdnetale romano. sulla storta di Varrone (/./.V. 182: ties quoque stipem dicebanl), se ne puo dedurre una sua eqtiivalenza semantita ini/.iale ton l'asse e, in seguito. con i nominali in metallo vile (vedi Perassi 1997, p. 49; Facchinelti 2006, p. 47). " Su tale significato del termine, vedi Desnier 1987; Facchi- netti 2003, pp. 16-17; Pacchinetti 2005, p. 45. w Secondo Merrifield 1987. p. 50 i depositi rituali rinvenu- ti nelle costruzioni. appanengono alia categoria dei "rites of tommentement" (per i quali, vedi pp. 48-50). 50 La pratica non sembra estranea nemmeno alia cultura roma- na: sacrifici umani sono stati infatti identificati in tonnessione ton la tostruzione, alia meta deH'VUl secolo a.C. del muro aile pendici del Palatino (.noma, pp. 291-300). Secondo Briquel 2000, p. i3. la pratica sarebbe da intendere quale "satralizza- zione della tinta. un modo per renderla inviolabilc": anche l uttisione di Remo da parte di Romolo, quando questi attra- versa con le armi in mano il fossa to appena stavato dai fratello, "avrebbe forse tonservato il ritordo di una pratita del sacrificio umano legato alia costruzione del muro del Palatino". 587 C. PERASSI vegetali e di oggetti particolari, carichi di ener- giaM. II senso primordiale di tali offertc e c}uello di "promuovere la costruzione al rango delle crea- ture", delle esistenze durevoli, che devono percio essere animate' sia attraverso l'anima o il sangue della vittima sacrificata, sia attraverso la 'forza' infusa da certe sostanze (oro, perle, alimenti) o effigi"". Altre interpretazioni, simbolicamente piu sfumate, contestate pero con fermezza dallo stesso Eliade51, credono che i sacrifici di costruzione abbiano lo scopo di trasformare l'anima della vittima in un demone protettore^', oppure servano a rabbonire lo spirito del luogo. irritato dalla nuova costruzio- ne", o, ancora, siano dovuti al timore dell'uomo primitivo per il 'nuovo'1*. Secondo Donderer, in- fine, ogni Bauopfer sarebbe nel contempo sia un atto di ringraziamenio alia divinita (Dank fur das Gelingen des Bamverkes), sia un atto di richiesta di intercessione (Bitte um Schulz durch die gottli- cben Macbtef. 5. La deposizione del sesterzio di Domiziano: quale funzione? Non so quale, fra le ipotesi sopra avanzate, pos- sa spiegare la posa intenzionale del sesterzio di Domiziano durante i lavori di rifacimento dell'in- tercapedine del muro orientale del criptoportico del Capitolium Veronese. La collocazione di un solo esemplare e la stessa ubicazione della mone- ta escludono unicamente, a mio parere, che essa possa essere stato utilizzata con scopi funzionali, ossia quale legante. Si tratto, allora, della colloca- zione di una sorta di 'sigillo cronologico' dell'ope- razione o, non invece, di una piii complessa ritua- lita, che possiamo solo in parte awertire nel suo esatto significato? Mi sembra certo che lesemplare non venne. co- munque, scelto a caso, ossia indipendentemente dai soggetti che vi erano raffigurati e dalle scritte che vi erano impresse'". II sesterzio e in ottimo stato di conservazione: sono da segnalare unica- mente una certa consunzione della legenda posta sul Diritto, nello spazio del campo monetale di fronte al mento e al collo del ritratto imperiale e aspetti, invece. di corrosione del metallo lungo il bordo del Rovescio, a destra, successivi pero alia deposizione del nominale^'. La nitidezza del rilie- vo delle immagini e delle lettere delle iscrizioni trova scarsi confronti con le monete normalmente rinvenute in contesti archeologici. Segnalo, pero, un interessante accostamento con un esempla- re nuovamente deposto in connessione con una struttura architettonica di prestigio. ossia 1'asse di Claudio del 50-"54 rinvenuto, insieme con un asse di Gaio del 37, nella malta usata come legante dei sesquipedali che terminavano il muro di fondazio- ne del colonnato del lato occidentale del portico forense di Aquileia''". Nel caso del sesterzio dal criptoportico verone.se, si deve, purtroppo. lamentare come al momento del suo recupero non sia stato rilevato quale fos- se il lato a vista della moneta, se cioe il Diritto. con la raffigurazione della testa di Domiziano co- ronata di lauro, o. di contro, il Rovescio, con la rappresentazione di Giove Victor, a petto nudo, il manto drappeggiato attorno al ventre e alle gambe e fissato alia spalla sinistra. La divinita, seduta in maesta sopra ad uno sgabello, i piedi sollevati da un basso panchettino, tiene lo scettro puntato al suolo nella sinistra e una piccola statua di Victoria incoronante nella destra protesa61. Nel primo caso potrebbe prevalere, infatti, I'utilizzo della moneta quale time capsule, fissando cioe cronologicamen- 51 Eliade 1990. pp. 47-54, 8'i (vcdi anche Veil 1982, p. 51). La potenza del metallo, ossia la sua capacita di essere sorgente di viia e di fertilita, deriva dalla sua generazione nelle viscere della Terra (Eliade 1980. pp. 39-47). ,J Eliade 1990. p. 49. ,J Ibidem, pp. 49-50. w Tale Spiegazione e inaccettabile. perehe si avrebbe l'in- credibile trasformazione del 'fantasma' di chi viene sacrificato contro la propria volonta. in un genio tutelare dei propri as- sassini (Eliade 1990, p. 49). " L'imerpretazione potrebbe avere solo una validita parziale, in quanto vi sono riti di fondazione. per esenipio in conco- mitanza con il varo di una nave, nei quali non e chiamato in causa nessun genius loci CEliadC 1990. p. 50). * Secondo Eliade 1990. p. 50 la novita' non ha. sempre e eomunque. un significato negativo per I'uomo delle culture arcaiche. " Donderer 1984. p. 181. " La scelta di soggetti parlanti' e stala talora rilevata in casi di utilizzo delle monete romane con particolari funzioni rituali. E il caso, per esempio. degli esemplari fissati sotto aH'alberO maestro delle navi. le c:ui raffigurazioni. per esempio la prua di nave o Iside richiamano il mondo della navigazione e del viaggio (Perassi 1999. pp. 55-56; supra, nota 36). o ancora. dei crepilacula. con la scelta di soggetti che possono richiamare la sfera dell'infanzia (Perassi 1999, p. 5^). In alcuni casi anche le monete deposte nelle sepolture possono fare ipotizzare una loro scelta consapevole. sulla base del carattere 'escatologico' delle loro scritte e delle loro figure (Perassi 1999. pp. 65-69). " Sul diverso esito sulle superfici metalliche deH'usura causa- ta dalla durata di circolazione delle monete e della corrosione conseguente alia permanenza nel tcrreno. vedi Gorini 1992c: Serafin 1998; Usureecorrosion. L'asse di Gaio appartiene alle emissioni per Agrippa. mentre quello di Claudio e del tipo LibertOSAugusta (vedi Maselli Scot- ti el at. 1999. coll. 364-365; Casari 200 t. p. 66; Guidi 2002-2003. pp. 132-133) Ringrazio la prof. Monika Verzar-Bass per avere attiralo la mia attenzione su questo interessante confronto. 61 Victoria nella mano sinistra tiene uno dei suoj attributi ca- ratterizzanli, insieme con la corona: le mtnime dimensioni del- la figura rendono incerta l'identificazione tra un trofeo ovvero un rami) di palma. 588 il sksitkzio 1)1 domiziano l>.m. uuitoi'oktico dki. CAPmUJI M i \a dfposiziom ivitnzh >n m i te le attivita di costruzione o manutenzione della struttura al principato cli Domiziano, ritratto ap- punto su quel lato del sesterzio. Si deve osservare, a questo proposito, come il materiale archeolo- gico. rinvenuto nel riempimento (US 491 CS) del taglio effettuato per collocate i tegoloni che for- mavano I'intercapedine, sia databile proprio entro il I secolo d.C. Nel la seconda eventualita, invece, reputerei non casuale la relazione fra la divinita raffigurata sulla moneta e la divinita alia quale e consacrato I'edificio template, al quale appartie- ne il criptoportico. Vi sarebbe cioe una sorta di dedicazione sotterranea', come se si fosse volu- to 'fissare' in qualche modo alle fondamenta del complesso la protezione di Giove Victor, tramite il ricorso alia sua immagine, impressa su di una moneta. Si lenga presente che la legenda del Ro- \cscio non e nel piii consueto caso nominativo, ma in un dativo dedicatorio, utilizzato con meno frequenza neH'epigrafia monetale. La concordanza cronologica e ambientale fra la deposizione Veronese e la narrazione taciliana poc'anzi ricordata, relativa alia posa della prima pietra del tempio di Giove Ottimo Massimo du- rante il principato di Vespasiano, induce a do- mandarsi ancora se la prima possa essere vista come un pallido riflesso, una prosaica riduzione della seconda. La fastosa cerimonia. traboccan- te di tutte le sfumature simboliche che abbiamo cercato di mettere in evidenza, culminata nella collocazione di frammenti di metallo. pre/ioso e non. nelle fondamenta del tempio romano po- trebbe cioe essere stata banalizzata nella collo- cazione di uno o piu sesterzi nel criptoportico di Verona (altri ve ne potevano essere lungo I'in- tercapedine estesa per tutta l'ala ovest). ossia di un'offerta certo meno dispendiosa e di piu age- vole reperimento? Resta. inline, da sottolineare come l eta tlavia sem- bri giocare un ruolo intense e particolare nell'am- bito della deposizione intenzionale di monete in strutturc edilizie. Impronte di numerario ascrivibi- le alle emissioni cli Domiziano e di Tito sono slate rilevate sugli inlonaci di murature di due clonus edificate sul Palatino"- e nella villa imperiale' di Castelgandolfo63. Un esemplare (o piu?) di Domi- ziano venne occultato entro la porta di ingresso della Curia Iiiliti", evidentemente nel corso dei lavori di ristrutturazione della facciata dell'edificio, promossi dallo stessoprinceps. Una moneta di Tito fu invece deposta sotto il basamento della siatua equestre di C. Calpetano Ranzio Quirinale Valerio Festo. eretta nell'area antistante la basilica forense di Tcrgesle nell'80-o5 d.C"\ I n sesterzio di Domi- ziano del 95-96 d.C. anch'esso del tipo iovi victori, venne collocato nella malta cli Lino degli strati di preparazione del pavimento di un ambiente del- la villa di Caselette"". Recente e. infine. il ritrova- mento a Ptuj (Slovenia. 199"i. di un deposito di fondazione nelle fondamenta di una casa di eta romana, costituito da un recipiente in terracotta entro il quale erano stati collocati un asse di Ve- spasiano del 75 d.C. con raffigurazione di Aequi- tas, un analogo nominate cli Domiziano dell'84-85 d.C, con il tipo di Victoria, ossa di uccello, gusci di uova e lucerne"". '-' Guarducci 1971-72. pp. 167-172; Guldl 2002-2003. p. 19. "' Ciuarducci 1971-72. pp. 167-172: Guicli 2002-2003. p. H. • Bartoli 1963. p. 44; Toitorici 1993. pp. 332-335; Guidi 2(K)2-2O03. p. 27. ' Verzar-Bass 1998, pp. 779-781; Guicli 2002-2003, pp. i 10-141. * Wataghin Cantino 1977, p. 15; Guicli 2002-2003. pp. 157- lsH. Per il terrilorio britannico. Merrificld 198". p. 54. a pro- posito di [TKXiete in .-F. occultale riiualmente in vasellame di- pt tslo in pa\'imenti o nascoslo sono di essi. c'ila un esemplare di Vespasiano da Famingham (Kent) e uno cli Domiziano cla Ashlead (Surrey). Solo una prohahile inlerprelazione quale deposito di fondazione e prospeltata. invece. per i |5 denarii dall'eta repubblicana al 77-78 d.C. rinvenuti nel 1986. durante indagini archeologiche del lone cli l:,lninliaugh. edificalo du- rante la campagna britannlca di Agrlcola del 79-80 d.C. (vedi Bateson. Hansen 1990). Vedi Semrov 2004. p. 505. n. 167 3 (ringrazio la dort.ssa Grazia Facchinelti per la segnalazione) 589
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