Lo scavo di Via dei Giardini (Imperia). Le monete more

Published in "Archeologie ad Imperia. Aggiornamento sulle ricerche (anni 2002-2007). Atti della giornata di studio (Imperia, 15 maggio 2008)", ed. by L. GAMBARO, Genova 2010, pp. 38-43

COMUNE Dl IMPERIA MINISTFRO PER I BENI E LE ATTIVITA CULTURALI Provincia GIORNATA DI STUDIO ARCHEOLOGIE AD IMPERIA (2002-2007) Imperia 15 maggio 2008 A CURA DI LUIGI GAMBARO DE FERRARI LO SCAVO Dl VIA DEI GIARDINI LE MONETE Claudia Perassi Nove sono le monete romane recuperate nel corso delle indagini archeologiche condotte a Imperia nel- I area della roce del corrente Prino. L'ambito cronolo- gico attestato dalla quasi totalita del materiale e la pri- ma eta imperiale: ben otto esemplari appartengono, infatti, alle emissioni di Augusto, Tiberio, Claudio e Domiziano. Precedents a tale periodo e solo un pezzo coniato nel periodo medio-repubblicano. Dopo un amplissimo intervallo cemporale, la documentazione riprende con una moneta battuta negli anni centrali del IV secolo d.C. 1. Il quadro numismatico II materiale imperiese appartiene tutto al segmen- to inferiore della monctazione, come avviene di con- sueto per quello ritrovato nel corso di scavi archeolo- gici. Si tratta infatti, in genere, di esemplari smarriti dai loro utenti: ed e naturale che il proprieiario di una moneta di basso valorc non metta in atto ricerche troppo affannose per ritrovarla, permettendolc cosi di giungere fino a noi. Gli esemplari emessi nel corso del I secolo d. C. si inseriscono nel quadro del numerario romano succes- sive alia riforma attuata da Augusto nel 23 a.C. circa, che riporto ordine nella produzione di monete, cadu- ta vittima anch'essa del disordine istituzionale che aveva contraddistinto la fase finale del periodo repub- blicano. Con la sola eccezione di un pezzo di produ- zione gallica, furono tutti coniati nella zecca di Roma, che proprio a seguito della riorganizzazione augustea riprese remissione di nominali in bronzo, interrotta a partire dall'eta sillana. II sistema quadrimetallico inaugurato da Augusto prevedeva, dunque, la conia- zione di nominali in oro (aureus, quinarius aureus), argento (denarius, quinarius) e in metalli non prezio- si. In oricalco, una lega di zinco e rame, venivano bat- tuti il sestertius (= 4 assi) e il dupondius (= 2 assi), in rame Yas e il quadrans (= 1/4 di asse). Tutti i nomina- li erano posti in relazione fra loro da un preciso rap- porto di valore, che ne permctteva la convertibilita. La documentazione in esamc comprende dunque un solo dupondio, battuto durante il principato di Claudio con il tipo di Cerere al Rovescio (cat. n. 7) e cinque assi', tre dei quali emessi da Tiberio in onore del padre adottivo divinizzato. Di questi, due (cat. nn. 4-5), databili al 15-16 d. C. circa, appartengono alia serie caratterizzata sul Rovescio da una figura femmi- nile in trono con scettro e patera nelle mani, interpre- tata generalmente come Livia, moglie di Augusto e madre di liberie), nel ruolo di sacerdotessa del divo Augusto. Un terzo esemplare (cat. n. 6), di collocazio- ne cronologica piu estesa (22/23-30 d.C. ca.), reca impresso il tipo dell'ara. Un quarto asse tiberiano (cat. n. 3) e invece del tutto illeggibile sia nella parte ico- nografica, sia nella parte epigrafica del Rovescio, cosi da essere genericamente assegnato agli anni di regno del princeps. L'asse piu tardo appartiene, inline, alia produzionc monetale di Domiziano (cat. n. 8): la notazione del quattordiccsimo consolato ricoperto dall'imperatore ne permette una datazione molto puntuale, fra I'88 e 1*89 d.C. L'esemplare si presenta in condizioni di conservazione molto buone, cosi da permettere la lettura di tutti i particolari del ritratto imperiale e dell'immagine di Fortuna, la dea che governa il destino degli uomini, rappresentata per questo con il timone nella mano destra. Tale freschez- za del tondello monetale e segno di una permanenza in circolazione dell'asse non particolarmcnte lunga, o non particolarmente intensa. Piii complessa risulta ridentificazione del tipo di nominale di produzionc gallica (cat. n. 2), per il qua- le gli studiosi indicano un'equivalenza con l'asse o con il dupondio auguster: quest'ultima identificazione sarebbe confermata dalla raffigurazione di due teste contrapposte sul Diritto. La moneta appartiene a un gruppo di quattro serie, emesse in notevoli quantita fra il 27 a.C. circa e il 10-14 d.C. dalla zecca di Colo- nia Nemausus o Nemausensium (odierna Nimes), che ebbero una circolazione vastissima, non limitata alia sola Gallia, ma estesa a tutto il territorio romano, con 38 diffuse attestazioni anche in Italia settcntrionalc'. La porzionc destra dell'csemplarc da Impcria, the subi unoperazione di dimezzamento in eta antica (vedi oltre), raffigura la testa nuda di Augusto rivolta a destra, dietro alia quale doveva trovarc collocazione quella di Marco Agrippa, rivolta invece a sinistra. Lamico e genero del princeps, nonche suo prezioso collaboratore c comandante della flotta, reca sul capo una doppia corona - di lauro e rostrale -, con eviden- te richiamo pertanto alle grandi vittorie navali di Mylae c di Nattlocho del 36 a.C. e di Azio del 31 a.C, riportata, quest'ultima, sulle forze congiunte di Mar- co Antonio e Cleopatra VII. Alia conquista romana deH'Egirto allude anche il tipo impresso sul Rovescio della moneta: il coccodrillo, simbolo della fauna che popola l'habitat nilotico, appare legato con una pesantc catena metallica ad una palma', dalla quale, nella parte di tondello non conservato, doveva pende- re una ghirlanda di lauro, cosi da ribadire l allegoria vittoriosa del tipo monetale. II peso originate del- resemplare dimczzato da Imperia, che possiamo rico- struire di poco supcriorc a 10 grammi, permette di assegnarlo alia terza serie coniata a Nemausus con il tipo del coccodrillo incatcnato, emessa con molta abbondanza fra il 16/15 circa e il 10 a.C, con una media ponderale di gr. 12,50.'' La moneta piii tarda, come gia anticipato, appar- tienc alia produzionc monetale in rame tardo-impe- riale (cat. n. 9). Nella ditficolta a ricostruire con esattezza la fase finale della monetazione romana. rimangono inccrti anche i nomi con i quali doveva- no essere designati i diversi nominali. Per conven- zione, si prererisce pertanto indicarli con sigle come AE 1, 2, 3, 4, in riterimento alle dimensioni del loro tondello, dalla maggiore alia minore. LAM 3 da Imperia appartiene dunque alle serie caratterizzata sul Rovescio dal tipo dell'imperatore in atto di tra- figgere con la lancia un nemico, sbalzandolo da cavallo. L'uccisione del cavaliere c celebrata dalla scritta monetale come una restaurazione di tempi felici. II soggetto fa la sua comparsa nella moneta- zione romana a seguito della riforma eftcttuata nel 348 dalTimperatore Costanzo II e viene utilizzato fino al 361 da numerose zccchc, occidentali come oriental!7, the appongono nell'esergo monetale la propria sigla. Tale indicazione risulta purtroppo illeggibile nel pezzo da Imperia. Parte delle monete dall'area della foce del Prino e stata ritrovata in contesti stratigrafici poco significati- vi. Un asse di Tiberio (cat. n. 5) proviene, per esem- pio, da un recupero di superficie, mentrc un secondo (cat. n. 3), cosi come la moneta di Augusto dimezza- ta (cat. n. 2), e pcrtinente alia lase moderna del sito. Rilevante e stato, di contro, il rinvenimento di un asse di Tiberio e del dupondio di Claudio (cat. nn. 4, 7) in fase con la risistemazionc del tratto della via Julia Augusta intercettato dalle indagini archeologiche. La data piii recente ofFerta dai due escmplari. rappresen- tata dal 41-50 circa d.C, e naturalmente da valutare solo come un termine post quern per tali attivita di riassetto. II grado di usura poco accentuato del dupondio, depone pero per una sua durata in circola- zione non troppo estesa. L'AE 3 di Costanzo II (cat. n. 9) proviene invece da uno strato legato alia creazio- ne del primo impianto abitativo nell'area, che com- porto robliterazione della strada. Anche in questo caso la moneta non sembra aver a%'uto una durata di vita molto lunga, poiche le sue supcrfici appaiono piii compromesse da fenomcni di corrosione conseguenti alia permanenza per secoli nel terrcno, che non per I usura dovuta ad una circolazione prolungata. 2. Le monete dimezzate Risulta interessante il dato che due delle monete ritrovate a Imperia siano state deliberatamente spczza- tc a meta. Un csemplare (cat. n. 1) e molto usurato, ma mi sembra certa una sua catalogazione come un asse bairuio durante il periodo medio-repubblicano, caratterizzato dunque dalla testa di Giano barbato sul Diritto e da una prua a destra sul Rovescio. II secon- do pezzo e la moneta coniata a Nemausus negli anni finali del I sec. a.C"., appena descritta (cat. n. 2). II fenomeno del dimezzamento degli assi Gia- no/Prua e di qualche serie ben precisa di eta tardo- repubblicana prodotta in zecche diverse da Roma, fra le quali anche le emissioni galliche con il cocco- drillo", e ampiamente attestato in tutta la parte occi- dentale dell lmpero, sia sul territorio italiano, sia nelle regioni al di la delle Alpi (Gallia c Germania, soprattutto).' La sua pratica dovette raggiungere in alcune aree una rilevanza dawero notevole, sc nel 1877 furono recuperati a Saepinum oltre quattro chilogrammi di monete dimezzate, purtroppo non idcntificabili.1" 39 Claudia Petassi La produzione di assi con i tipi di Giano e della prua aveva avuto inizio nella zecca di Roma nel 225 a.C, perdurando fino al primo decennio del I secolo a.C, con una pondometria pero sempre calante. Si passo infatti da un asse detto librale perche il suo peso teorico corrispondeva a una libra romana di gr 327,45 ca, a un asse semiunciaJe, battuto a 1/24 di libra, dun- que a gr 13,65 (peso teorico). Fra questi due estremi ponderali si collocano gli assi detti sestantali, basati su un peso di 1/6 di libra (= gr 54,58), immessi in circo- lazione in concomitanza con l'introduzionc del siste- ma del denario in argento nel 211 a.C. circa, e quelli decri unciali, battuti poco dopo su un piede di 1/12 di libra (= gr 27,29)." Sono proprio gli assi di queste due riduzioni ponderali, coniate in notevole quantita, ad essere interessati dalla pratica del frazionamento. Poi- che il diametro medio degli assi di entrambe le serie ponderali si pone Ira mm 32 e mm 29 e il peso reale dei singoli esemplari varia notevolmente rispetto a quello teorico, con una netta tendenza verso il basso, il materiale spezzato rinvenuto in scavo, nella massi- ma parte dei casi ridotto a mezzi tondelli completa- mente evanidi, pertanto del tutto privi di elementi di riconoscimento significativi, risulta difficilmence inse- ribilc con certezza in una delle due riduzioni dell'asse repubblicano.12 I numismatici si sono interrogati gia alia fine del XIX secolo sul motivo del dimezzamento intenziona- le di alcuni ben precisi nominali bronzei romani. Per la realta italiana, ancora oggi fondamentale e lo studio di Lorenzina Cesano pubblicato sulla "Rivista Italiana di Numismatica" del 1915. Oltre a presentare il cen- simento di 169 pezzi ritrovati nell'Urbe e in centro Italia c la segnalazione di sei ritrovamenti da "vari punti della penisola italica"'1, la studiosa pone l'opera- zione del taglio di numerario romano in relazione con la situazione di penuria di divisionale spicciolo che si verifico nella circolazione monetale della seconda meta del I secolo a.C, a seguito dell'arresto, a partire dall'eta sillana, della produzione di moneta enea da parte della zecca di Roma. Ad essa pose termine la riforma monetale di Augusto, che ebbe come conse- guenza la riapertura della zecca dell'Urbe per la conia- zione dei nuovi nominali in oricalco e rame. Le monete spezzatc pertanto "dovettero compiere lo stes- so ufficio delle monete intiere, ebbero cioe corso come quelle e insieme con quelle come meta e quarti dei nominali interi".11 Lampia diffusione geografica e cronologica della pratica, inoltre, conrermerebbe che essa non awenne "contro l'espresso volere di Roma".1'1 In Italia sarebbe cessata, pero, prima che nei territori al di la delle Alpi, dove la frammentazione interesso anche gli assi augustei e tiberiani."' Theodor Buttrey prospetta invece "two totally separate instances of halving"1 per la monetazione repubblicana e per quella della primissima eta impe- riale. La prima fu comune a tutto l'Occidente roma- no, mentre la seconda - in base ai ritrovamenti - avrebbe interessato solo la valle del Reno negli anni Trenta del I secolo d.C.ia Lo scopo di quest'ultima operazione di dimezzamento fu effettivamente quella di creare due monete che valessero la meta rispetto aH'originale, ossia due semissi partendo dal tondello di un asse.1'' II frazionamento degli assi sestantari e di quelli unciali Giano/Prua e delle cmissioni in bronzo tardo repubblicane di zecche diverse da Roma awen- ne invece negli anni Venti del I secolo a.C. ed ebbe a che fare effettivamente con la riforma monetale mes- sa in atto da Augusto.J" Forse pochi anni prima della sua realizzazione, e certamente in seguito, alio scopo di ottenere una redefinition of the currency1', gli assi con testa di Giano al Diritto (sestantali ed unciali) furono ritariffati quali dupondii, cos! che la loro fram- mentazione origino due assi di standard semiunciale, di peso pertanto pressoche equivalente a quello degli assi battuti a Roma su un piede di gr 11 circa, in con- seguenza all'intervento augusteo in ambito moneta- rio. Lo stesso awenne con le monete di emissione gal- lica ed italica, assi o dupondi che fossero." Lo stock monetario in circolazione nei due ultimi decenni del- l'eta repubblicana doveva pertanto risultare composto da vecchie monete intere o spezzate, spesso pressoche ridotte dall'usura a un pezzo di metallo privo di ogni segno iconografico ed epigrafico, come e per l'esem- plare da Imperia, e dai nuovi sesterzi, assi, dupondi e quadranti introdotti da Augusto. La frammentazione di monete repubblicane e un fenomeno ben documentato anche da ritrovamenti dal territorio ligure. Per l lmperiese si possono citare due esemplari rinvenuti a Monte Colma. Anche in questo caso un pezzo (cat. n. 10), completamente eva- nido, pub essere identificato con un asse del tipo Gia- no/Prua. II secondo (cat. n. 11) appartiene invece con certezza alia produzione coniata da Ottaviano nel cor- 40 Lo scavo di via dei giardini. Le monele so delle guerre civili, in localita diverse da Roma. I nominaJi, forse anch'essi dei dupondi21, vennero pro- dotti in quanticativi massicci intorno al 38 a. C. in una zecca che si presume attiva sul territorio italiano, seppur non meglio localizzabile.24 Entrambi i lati raf- figurano una testa maschile: sul Diritto Ottaviano, leggermente barbato, in segno di lutto per la morte di Cesare, sul Rovescio il Divus Iulius incoronato di lau- ro, del quale il primo, non ancora Augusto, si defini- sce filius. L'esemplare da Monte Colma presenta solo la parte posteriore del capo di Ottaviano, mentre la rafflgurazione di Cesare divinizzato e limitata al pro- filo del volto. Ancora in ambito ligure, rilevante per la sua impo- nenza appare la documentazione di moneta frammen- tata dagli scavi di Genova, Colic di Castello. II materia- le numismatico, costituito da 99 pezzi databili dall'eta repubblicana a quella tardoantica, e stato infatti ritrova- to intenzionalmente spezzato in piu del 60% dei casi. Si tratta di porzioni variabili quanto ad estensione, cor- rispondenti a un mezzo, a un terzo e perfino a un quar- to del tondello originale.'^ II loro pessimo stato di con- servazione non ha permesso la lettura di nessun parti- colare, ne iconografico, ne epigrafico. Spostandoci piu a oriente, il materiale numismatico da Luni compren- de un mezzo asse repubblicano completamcntc usura- to2'' e un mezzo dupondio di Ottaviano dclla zecca gal- lica di Vienna, coniato nel 36 a. C. circa.2 Per analogia con la skuazione imperiese, segnalo anche I'interessante documentazione dagli scavi di Pianello Val Tidone (Piacenza). Le campagne di scavo condotte fra il 1985 e il 1997 hanno restituito infatti ben quindici monete spezzate sulle ventidue di eta repubblicana. Fra esse erano presenti assi repubblica- ni Giano/Prua, un esemplare (o due?) del tipo DIVOS IVLIVS come quello da Monte Colma e un dupondio di Nemausus con il coccodrillo incatenato come quello da Imperial" Catalogo (tav. V a) Impkria, Via dei Giardini 1. Moneta dimezzata (asse repubblicano?) DI Parte destra di testa gianiforme? R/ Prua a d.? AE; gr 7,40; mm 30; IM GA US 197 2. Asse di Augusto dimezzato, zecca di Nemausus., ca. 16/15-10 a.C. DI Testa nuda di Augusto a d. Sotto, [DIV]IE R/ Parte anteriore di un coccodrillo, incatenato a una pal- ma, dalla quale pende una ghirlanda. In alto, [COL] NE[M] AE; gr 5,12; mm 26; 180°; IM GA US 210 RPCl, 523 3. Asse di Tiberio, zecca di Roma, 14-37 d.C. DI ...]DIVIAVGFAVG[.... Testa di Tiberio a s., con coro- na di lauro. R/ Scritta e soggetto illcggibili. AE; gr 9,51; mm 27; IM GA US 100 4. Asse di Tiberio per il Divo Augusto, zecca di Roma, ca. 15-16 d. C. DI [DIWSAVGV-STVSPATER]. Testa del Divo Augusto a s., con corona di raggi. Davanti, fulmine; in alto, Stella a sei raggi. Rl Figura femminile drappeggiata, seduta in trono a d., i piedi posati su uno sgabello, la patera nella destra proresa, lo scettro nella sinistra. Nel campo, a s., S; a d., C. AE; gr 9,42; mm 27; 360°; IM GA US 193 RICV, p. 99, n. 72 5. Asse di Tiberio per il Divo Augusto, zecca di Roma, ca. 15-16 d.C. DI DIWSA]VGV-STVSPATER. Come la precedentc. R/ Come la precedente. AE; gr 9,15; mm 27; 360°; IM GA sen. B sporadico RICV, p. 99, n. 72 6. Asse di Tiberio per il Divo Augusto, zecca di Roma, ca. 22/23-30(?) d.C. DI DIWSAVGVSTVSfPATER]. Testa a s. del Divo Augusto, con corona di raggi. Rl Recinto di un'ara. A s., S; a d., C; in es„ PROVIDENT. AE; gr 9,66; mm 28; 180°; IM GA US 106/108 RICV, p. 99, n. 81 4 1 7. Dupondio di Claudio, zecca di Roma, ca. 41- 50(?+) d.C. DI TICLAVDIVSCAESAR[AVGPMTRP]I\1I'. Testa nuda di Claudio a s. R/ CERES-AVGVSTA. Cerere. drappeggiata e vclata. seduta in trono a s., spighe nclla destra protesa, una lunga tor- cia nella sinistra. In es., SC. AH; gr 13,97; mm 28; 360°; IM GA US 198 UlCP.p. 127, n.94 8. Asse di Domi/iano, zecca di Roma, 88-89 d.C '.. DI IMPCAESDOMITAVG[GERMCOSX]IIIICF.N- SPERPP Iista di 1 )omiziano a d., con corona di lauro. RJ FORTVNAK-AVGVS[TI]. Parma, drappcggiata, in picdi, di fronte, testa a s., la cornucopia nella sinistra, il timone puntato a terra nella destra. Nel campo, a s., S; a d.. C. AH; gr 9,84; mm 29; 180°; IM GA US 197 R1CWIX, p, 310. n. 648 9. AE 3 di Costanzo U, 348-361 d.C. DI ...]VS[... Busto di fronte, testa a d. con diadcma, di Costanzo II. RJ [FEJLTEMP-REPARATIO. L'imperatore in atto di tra- figgcre con la lancia un nemico. sbalzandolo da cavallo. Es. ill. AE; gr 2,10; mm 19; 360°; IM GA US 118 Sanremo, Month. Colma 10. Mo net.i dimezzata (asse repubblicano?) DI Scritta e figura illeggibili. RJ Scritta e figura illeggibili. AE;gr 12,73; mm 32 11. Moneta di Ottaviano dimezzata, zecca in Italia, 38 a.C. ca. DI Parte posteriore della testa nuda di Ottaviano a d.; die- tro. DIV1[F]. RJ Parte antcriore della testa del Divo Ciiulio a d.. con dia- dcma. Oavanti, |D]IV[OS]. AE; gr 7,33; mm 29 WCI.620 Note Unicamente come indicazioni di massima, ricordo che la testimonianza epigrafica da Pompei attesta come nella cittadina vesuviana un boccale di vino di media qualita costassc un solo asse, mentre se ne pagavano due per vini di migliore qualita e quattro per il prelibato Falerno (C// IV, 1679). I.'acquisto quotidiano di prodotti alimentari da parte di una famiglia composta probabilmente da tre persone. descritto da un'iscrizione annotata sulla parete di una casa (C'/Z. IV.5380), comporta invece una spesa media di circa sei scster/.i al giorno, con una uscita annuale die pub pertanto esscre calcolata in circa 2.160 sesterzi. La prima ipotesi e sostenuta da C"iR/\M 1946. p. 75; propcndono invece per la seconda A MAN DRV 1986. p. 27cRPC\. p. 153. 1 Vedi Grant 1946, pp. 71-72. l.a prcsen/.a di tale albero resta a tutt'oggi di difficile spiegazione: un chi.uo legame dell'immagine della pal ma con la citta di Neinausus c attestato pero da altrc emissioni qui prodotte (vedi CHRISTOI. GOLDINEAU 1987, pp. 99-100). Permanc incerto anche il motivo che indusse a privilegiare su questc abbondanti serie galliche un'iconografia celebrativa della conquista del- I'EgittO (per le diverse ipotesi. vedi CHRISTOl., GOUOI- nij\u 1987, pp. 100-103). NeU'esemplare da Imperia il particolarc dei nastri, con i quali e annodata la ghirlanda. risulta di diffici- le let t ura. La testa di Augusto non sembra inl.mi recare la corona di lauro, che compare invece sulla serie sueccssiva, di peso leggermente superiore (gr 13,27), coniata Ira il 9/8 a. C. ca. e il 3 d. C. (per la ricostruzione della pondometria del- le quattro emissioni. vedi RPC1, p. 153). Vedi CAIXEGHER 1998, pp. 36-39. Sono ben attestati anche assi a nome di Cneo e di Sesto Pompeo e nominali in bronzo di Ottaviano emessi dal- le zecche galliche di Copia e Vienna e da una terza, localizzata probabilmente in Italia (vedi Bl.'lTRHV 1972, A? Lo scavo di via dei giardmi. Le monele pp. 34-37). Secondo Cksano 1915, p. 33. diversamen- te da quanto attestato oltralpe (vcdi al proposito BUT- trf.y 1972, pp. 37-38), la documentazionc italiana cscludcrebbe l'utilizzo di monctc spezzate di AugustO e per Augusto divinizzato. La vetusta ddl'articolo richie- derebbe pero un aggiornamento dei dati, che sono comunque confermati da BUTTREY 1972, p. 39 e Madonna 1990, p. 134. La consuetudine ebbe una forte ripresa in eta tarda, quando nominali di modulo e di peso maggiori rispetto ai successivi AL 4 vennero deliberatamente spezzati a meta, cos) da essere ricon- dotti a valori piir bassi. La pratica dovette invece essere assai mono diffusa nel periodo medioimperiale: Madonna 1990, p. 135 cita pero, per esempio, un a.sse c un denario dimezzati di Adriano da Tuvitnum, mentre undid esemplari in bronzo da Adriano a Volusiano sono menzionati da cesano 1915, p. 27 tra il materia - le dal Tevere (la stessa cksano 1915, p. 38 propone per il frazionamento monetale di questo ambito cronologi- co funzioni rituali, die sarebbero da valutare con nuovi dati contestualizzati). l.a consuetudine era diffusa anche a Roma stessa, come si evince per esempio dalla documentazionc monetale recuperata dal fondo del Tevere (vcdi Cksano 1915, p. 26; Sr.RAi lN 2004). Vcdi Cksano 1915. p. 28: il ritrovamento comprende- va anche molte lucerne e "vasetti", oltre a 192 moncte in bronzo intere "di vari moduli cd epoche diverse, imperiali. etrusche e famigliari [sc. rcpubblicane]" (la notizia e riportata in NSc, 1877, p. 282). II peso reale dei singoli esemplari e pero molto vario, con una tendenza al ribasso rispetto alia media teorica. Gli 84 pczzi di assi anonimi sestantali (scrie IMC56/\) del Museo Kestner di Hannover, per esempio, vanno da un peso massimo di gr 62,74 (BERGER 1989, n. 508) a un peso minimo di gr 13,64 (Bl.RChR 1989, n. 592). Vedi a tale proposito anche Bl,' i i REY 1972, p. 40, secondo il quale '"the two groups of asses would not have been sharply distinguishable in circulation". Nessuno riguarda il territorio ligure: per la Cisalpina sono menzionati la meta di un denario di C. Cassius da Masera (Padova) e alcuni pezzi dal Gran San Bernardo (Cksano 1915, pp. 28-29). M Cksano 1915, p. 35. " Cksano 1915. p. 36. 14 Cksano 1915, p. 33. " BUTTREY 1972, p. 40. 11 BUTTREY 1972, pp. 40-41. I nominali spezzati furono infatti nella massima parte dei casi degli assi (BUTTREY 1972, p. 42). ' Blttrkv 1972, p. 43. BUTTREY 1972, p. 47. Tale ipotesi troverebbe conterma nell'iconografia del- I'asse augusteo. Unico fra i nominali enei emessi nella zecca dell'Urbe, esso reca infatti sul Diritto il ritratto del prhiceps, che assumcrebbe pertanto il significato di un contrassegno di valore, richiamando cosi la tipologia degli assi e dei dupondii spczzati che, proprio a seguito del loro dimezzamento, erano caratterizzati da una sola testa (buttrey 1972, pp. 43-33). Questa considerazio- ne non tiene conto. pero, del tatto che gli assi sestanta- li ed unciali ancora in circolazione alia fine del I secolo a.C. dovevano essere spesso cosi fortemente usurati da risuliare pressoche illeggibili. u Vedi amandrv 1986, p. 25 e RPC. I, p. 161; si tratte- rebbe invece di assi unciali ridotti per AMELA VaLVERDE 2003, p. 29. Altri aurori vi riconoscono infine dei sesterzi (la questione metrologica, con le diverse ipotesi elaborate in merito, e presentata in A.mki A VaLVERDE 2003, pp. 28-29). Sono state propostc zecche quali Puteoli e Perusia, ma non sono mancatc localizzazioni anche in ambito galli- co (per uno status quaestioms, vedi amkia Vai.vkrdk 2003, pp. 30-35). ;( BlAGINI 1993, p. 241. Per il territorio italiano, il ritro- vamento di tondelli frammenrati in porzioni inferiori della meta e citato da Cesano 1915, pp. 26-27. Bkrtino 1973, p. 839, n. 7 (gr 12,15). RPC I, 517. Inedito, dagli scavi della tabermi (J del l oro cittadino (US 1689; gr 9,19; mm 31). Anche questa serie monetale di coniazione gallica risulta subire con frequenza operazioni di spezzatura (vcdi BUTTREY 1972, p. 35). -'" Coi.ombi 2007-2008. 43 10
x

Log In

or reset password

Reset Password

Enter the email address you signed up with, and we'll send a reset password email to that address

Academia © 2012