Monete romane da Filattiera-Sorano more

Published in "Filattiera-Sorano: gli insediamenti sul dosso della Pieve e altre ricerche", ed. by E. GIANNICHEDDA, Firenze 2010, pp. 147-150

Biblioteca dell'Istituto di Storia della Cultura Materiale 3 FILATTIERA-SORANO: GLIINSEDIAMENTI SUL DOSSO DELLA PIEVE E ALI KE RICERCHE a cura di Enrico Giannichedda con contributi di Marco Biagini, Emanuela Bisio, Leonia Burdassi, Roberto Cabella, Claudio Capelli, Marzia Dentone, Lucia Ferrari, Enrico Giannichedda, Giuliana Pagni, Claudia Perassi, Michele Piazza, Dorotea Riccobono, Andrea Saccocci, Manola Terzani All'lnsegna del Giglio i.<i sawo ndl'area dclla pieve e nitre evidenzc tarda antiche 4.12 Le monbte Le21 monete rinvcnutc nel corso degli scavi condot- ti a Filatticra sul sito dclla pieve di Santo Stcfano e in localita Sorano"", pur nella loro csiguita numcri- ca, ampliano notevolmentc il quadro numismatico relative) a quest'arca. K da scgnalarc innanzitutto I'importante novita costituita dal rinvenimcnto di quattro monete di eta medicvale (settore PV Mn 12, 13, 14 provenicnti rispcttivamcntc dalle US (i 152, l'V NV 716 e PV NV 747; FS trincca T5NW - Mn S)77, non documentate dalle precedenti inda- gini archeologichc condone a Hilattiera-Sorano7*. Ma anche il periodo romano imperiale, fino ad oggi attestato dal rinvenimcnto di clue soli csem- plari, si incrcmenta grazie al rccupcro di almeno 15 monete. Le monete di eta romana La massima parte degli esemplari di eta romana si data al periodo tardoantico, ma non mancano clue attestazioni relative al II sccolo d.C Un scster/.io (cat. n. 15) e un denario di Aclriano (cat. n. 1), databili rispcttivamcntc al 119 c al 134-138 circa, colmano pertanto in parte I'intervallo cronologico chc in precedenza si frapponcva fra 1'ultimo quarto del I sccolo d.C.7' e la scconda mcta del IVs". Singolare e il rinvenimcnto dclla moneta adrianea in argento cntro la tomba T 133 appartcnentc al sepolcrcto altomedievalc: la tomba e priva di altri oggctti di corredo, cosi come tutte le altrc indivi- duate. La pcrsistcn/.a, seppure sporadica, di un uso funerario dcllc monete nel corso del Mcdiocvo c fenomeno ormai accertato, aH'intcrno del quale e stato segnalato anche un ancor piu raro utilizzo di esemplari di eta romana*1. I pochi casi noti riguar- dand pcro monete in mctallo vile, come e anche per la massima parte dcllc monete cleposte ritualmente nclle sepolture durante il periodo romano. Raris- 11 schedc ili catalogo sono state redatte per le monete di eta romana da Claudia Pcrassi, pet quelle di eta medicvale da Andrea Saccocci. Ringrazio Ermanno A. Arslan per la consulenza nclla classificazione di alcuni esemplari. " Vedi in questa scde il contribute) di A. Saccocci. ~" Per le sette monete rinvenute nel eorso dcllc campagnc 1986- 1995, vedi Bia<;ini 1998. ""AsscdiTitodcll'80-81 (Biacini 1998. p. l84,Mn2). " AE ? di Costan/o II Augusto del 3.50-360 (BiAtaNi 1998. pp. 184-185, Mn .5). I'er una visionc di insicmc dclla documentazionc ligurc di moneta romana imperiale, vedi Pi ka 2002. " Sulla persistCnza del rito in eta tardo antica e nel corso del Mcdiocvo, vedi GASTALDO 1998, pp. 15-59; D'angela 1983, pp. 82-91; D'Asta i a 1995, pp. 319-326. L'utilizzo di monete romanc in sepulture medievali c documcntato dall'assc repubhlicano spc/- /.i to. rinvenuto entro la mano destra di un inumato deposto in una sepoltura di XV sccolo prcsso la pieve di Santa Maria all'lmpruncta (Fircnze) (GeLKHI 1981, p. 455) e dalla moneta di eta imperiale trattenuta sotto le mani dalPindividuo sepolto in una tomba basso medicvale a San Giorgio in Poggialc (Bologna) (Nl pol l 1975, p. 387; Geli chi 1981, p. 458, nota 25). Ancora inedito c il rinvenimcnto simo c infatti l'utilizzo di nominali argentei"2. Tali considera/.ioni pcrmettono dunquc di interpretare in giacitura sccondaria la prescn/a del denario di Adriano nclla tomba di Filattiera, prodotta dalla ca- suale collocazione dclla moneta nella terra utili/.zata per il ricmpimcnto dclla sepoltura. Anche I'ottimo stato di conscrva/.ionc del denario, chc mostra solo una leggera attcnua/.ionc dcllc parti maggiormente promincnti dcllc figure e dcllc Icttcrc, depone a favore di una durata in circolazione dcll'csemplarc per un breve periodo*'. Scgnalo infine come anche 11 sestetzio di eta adrianea da Filatticra Sorano sia stato ritrovato in giacitura sccondaria, cntro la terra di riempimento di una buca. La massima parte dcllc monete romanc rinvenute si data dunquc al IV-V sccolo d.C. L'usura dcl- lc supcrflci, talvolta molto intensa, dovuta alia permanenza in circolazione degli esemplari, c la corrosionc causata dall'azionc degli agenti chimici prcsenti nel tcrreno, rendono totalmente illeggibili, odi molto incerta interprctazione, numcrosi pezzi84. Molto ben conscrvato e pert) un follis di Costantc Augusto emesso fra il 347 e il 348 (cat. n. 16). Due monete (o forse trc) appartengono al tipo fel temp reparatiu, con raffigurazionc di un soldato in atto di sbalzare da cavallo un cavalicrc (cat. nn. 2, 4 cntrambi provenicnti da recupcro; cat. n. 17?), gia attestato da un esemplare rinvenuto nelle campagne di scavo 1986-199585. La pessima leggibilita dci pezzi non conscntc di accertare se le figure c le scrittc mostrino deforma/.ioni stilistiche eel cpigrafichc tali da permcttcrc una loro classificazione quali monete di imitazione1"'. II peso, in cntrambi i casi inferiorc al grammo, e pcro ncttamente piu basso di qucllo medio tcorico e reale dci prototipi iniziali, cosi come il diametro, di pochissimo superiore ai 10 mm*7. ili monete di 111 - IV sccolo. insieme con esemplari di eta medicvale, in una sepoltura coeva dagh scavi di P././a Marconi a Cremona (ringrazio Maila Chiaravallc per la scgnala/ionc). '•' Per la prima eta imperiale. si scgnala il caso dclla necropoli di Nave (Brescia), chc ha restituito trc quinari c due denari. uno dci quali suberato (martini 19X7, pp. 114-1 19); per quella tardo antica, il rccupcro di una moneta d'argento di prohabile et.i tco- dosiana cntro la mandibola dell'inumato deposto nella sepoltura 820 della necropoli dci cortili dclPUniversita GattoUca di Milano (PtRASSl2001,p. 110). n Sul rapporto esistente fra la durata in circolazione dcllc monete e l'usura dcllc loro supertici metallk he, vedi (lORINI 1992; Df LAMARE 1994; Sl kai in 1998. *4 Ho indicato nelle schedc il grado di usura (U)cA) corrosionc (C!) dei singoli esemplari, racendo riferunento alle classi proposte [\-r le monete romanc dal (iroupc suissc pour I'ctudc des trouvailles numerai- res, chc partendo dal grado I = moneta non o poco usurata/corrosa, giungono fino al grado 5 = moneta frusta/intcramcntc corrosa. *' Vedi supra, nota 5. ** Una pseudolcgcnda 4 forse presentc sull'cM.-mplare cat. n. 17. Arslan 1999, p. 370 sortolinea come sia in effctti labile il confine tra • esemplari ufficiali rr.is.iiul.in o sconctti ed esemplari contraftatti". Sullc imita/.ioni del tipo fcl temp reparatiu, vedi Cai i.F.caiKK 1998, pp. 40-43; Arsi an 1999, pp. 370-371; Arslan 2001, p. 207. - 147 - Parte Prima - 148 - Lo scavn nell'area delta pieve e altre evidenze tarda anticbe La produzione di tale monetazione contraffatta puo essere anchc di molto successiva alia data di emissionc delle scric ufficiali, proscgucndo lino al termine del IV secolo/primo terzo del V, con una permanenza in circolazione degli esemplari almeno fino al V secolo inoltrato*". Fra gli anni finali del IV secolo e i primissimi del successive) si data invece VA-. 4 con Victoria in atto di trascinare un prigioniero, del tipo SAWS REI pvm.ica/ae con cristogramma a sinistra del campo monetale (cat. n. 3)19. Ancora successivo e un secondo Ar. 4, sul Rovescio del quale e stata possibile la lettura di un monogramma imperiale (cat. n. 8), che puo esscrc pero sologenericamente assegnato alia seconda meta del V secolo, poichc permane un'incerte/.za sul suo scioglimento, fra i nomi di Leone I (457-474 d.C.) e Zenone (475-476 d.C!.). Perquanto riguarda i restanti esemplari, in taluni casi e solamente percepibile la pre- senza di un busto/testa imperiale sul Diritto,che non e pero possibile identiticare con piii prccisione (cat. nn. 10,19). In altri, infine, i soggetti del Rovescio sono di troppa generica iconografia (crocc in ghirlanda: cat. nn. 6-7; scritta entro ghirlanda: cat. n. 9), per permet- tere una loro piii puntuale datazione, che vada oltre la generica indicazionc di fine IV-V secolo. Tale dato cronologico e confermato dalla pondometria degli esemplari, in ogni caso pero molto corrosi o consunti, che c costantemente inferiore al grammo. Anchc a propositi) di questi nominali si deve segnalare come le loro tipologie siano state a lungo imitate in esemplari di produ/.ione non ufficiale: per il tipo della croce entro ghirlanda anchc nel corso del VI secolo*'. Solo in due casi e stata possibile la faticosa lettura delle lettere indicate nell'esergo monetale e la consegucnte identifica/ionc della zecca di produ/.ione degli esempla- ri. En tram be le monete, il follis di (!ostante Augusto e I'^F, 4 tipo salus rei jmblica/ae gi.i citati, recano la sigla di Aquileia. Sul primo esemplare e decifrabile anche il numcro dell'officina produttrice, ossia la prima, indi- cato tramite una lettera A posta nel campo monetale, fra le due figure di Victoria. Per quanto riguarda invece il secondo, stante Pincerta lettura della lettera "S" in esergo, e solo ipotiz.zabilc una sua coniazione nella seconda officina. Pur nella pochczza del campione a disposi/ione e non sottovalutando Papporto della casualita, il dato relativo ad una circolazione "intensa" di moneta di emissionc aquileiese a Filattiera trova una corrispondenza con quanto rilevato a Luni. Per il IV secolo, infatti, le monete di Aquileia sono seconde per numcro solo a quelle coniate nella zecca di Roma1". "GlLLEGHH 1998,p.42;ARSl.an 1999, pp. 370-371; Arsi an 2001, p. 207. ** I-i moneta tat. n. 5 appartienc forsc alia stcssa tipologia. "Akm an 1999,pp. 371-371. '" BERTINO 1983, p. 266. La tabclla riportata da Bfrtino 2003, p. 127. rclativa ai siti del l.cvantc ligurc di Albintimiliiim. Vada Sa- Una persistenza in uso della moneta tardo romana in rame fino alPeta bizantina, se non oltre, e ormai accertata anche per il territorio ligure, come docu- mentato, per la zona del Ponente, dagli scavi di S. Antonino di Pcrti92. La stratigrafia di rinvenimento delle monete da Filattiera sembra pero escludere in questa specifica realta un cosi prolungato utilizzo, poichc esse provengono da 1 i vol I i stratigrafici perti- nenti alia fase tardo antica dei siti indagati. Claudia I'i k \sm Li- MONETE MUDIOEVAI.I (ili esemplari di epoca medioevale venuti alia luce durante gli scavi 1996-2000 sono soltanto 4, ma a dispetto del loro numcro sembrano comunquc in grado di fornire utili informazioni sugli usi monetari della zona di provenienza. II pezzo piu antico c un denaro d'argetltO di Bercn- gario II ed Adalberto e della zecca di Pavia databile alia meta del X secolo (cat. n. 21). A qucll'cpoca la zecca di Pavia era sicuramente la piii importante del Regno d'ltalia (v. RoVELLl 1995), ma occorre dire che nei ritrovamenti sporadici gli esemplari di questa citta diventano assai frequenti solo a partire dal periodo degli Ottoni (962-1002). I .a presenza di un esemplare pavese piii antico,che tra I.iguria eToscana trova un parallclo soltanto a Luni (Bertino 200.3) eTravalle presso Firen/.e (Tondo 197X), sembra testimoniare un prccoce sviluppo della circolazione monctaria, probabilmente determinato dalla felice collocazione geografica di Filattiera lungo uno dei principali per- corsi di attraversamento dell'Appennino. I )alla stessa ragionc puo essere giustificata la presenza di un denaro normanno di XI secolo (cat. n. 12), un tipo di moneta che, per quanto rinvenuto con una certa frequenza a Roma (come negli scavi della Confcssionc di San Pietro,cfr. Serai ini 1951) e nel Sud Italia (cfr. Travaini 1999, pp. 117-118), nel Centro-Nord del paese sembra essere attestato soltanto in aree legate alle grandi vie di comunicazionc internazionale od ai piii important] centri di scambiocommerciale: monete normanne, ad esempio, sono state rinvenute ad Aosta (Vita dei medaglieri 1995), ad Alba (BARELLO 1999), nel Finale Figure (Muriai.im) 2003),a Luni (Bertino 200.3), a Pavia (Prelim 1880-1890; Ward-Perkins 1978), nella montagna Modenese (MAESTRI 1927) ed a Poggibonsi (ClCALl 1996). Sicuramente piii legata alia minuta circolazione locale appare la presenza dei due pezzi di Savona c di Ge- Cenua, i.una c Varignano indica un'attcsta/.ionc di esemplari di IV secolo cmessi dalla zecca di Aquileia in tune le cinque localita considerate (vedi anche PfcRA 2003, p. 119). "! Arsi an 1998, p. 438; Arsi.an 2001, pp. 240-242; Arsi.an 2003, p. 121; |xr la documcnta/.ionc lunense, I'akodi 2001, p. 51. - 149 - Parte Prima nova dci sccoli XIV-XV (cat. nn. 13, 14),che in ogni caso sembrano attestarc la dipenden/a dclla xona dall'arca monetaria ligure piuttosto the da quclla toscana (sulla drcolazione monetaria delParea ove si trova Filattiera, v. ora anche RlCCl 1993; su quella rclativa a regioni finitime dclla Toscana settcntriona- le, v. Rossi 1998, Degasperi 2003). Anori.a Saccocci Filattiera pievc 1. Adriano; denario, zecca di Roma; 134-138 d.C. ca. 1)/1IADRIANVS AVC.COS1I1PP.Testa nuda di Adriano, a d. K SAI VS AVG. Salus, drappeggiata, in piedi, a d., in atto di nutrirc da una patera un serpente, che si erge da un'ara. ft.; 2,69 gr; 18 mm; 180°; U 2; Mil 1 - PV NV T 133 R/CII,p.371,n. 267 (CP) 2. ft. 4; seconds meta IV-ini/i V d.C. I)/1 abilissime tracce di busto di imperatore a d., nun iden- tifieabile. R7Tracce del tipo /<■/ temp rcparatiit (FH). ft.; 0,64 gr; 12 mm; U 4/5; Mn 2 - PV Ree. (CP) 3. ft. 4; zecca di Aquilcia; fine IV-ini/i V d.C. I)/ ...|N|... Busto di imperatore a d., non identifieabile. RV ISAIVSRKI PVBLICAE). Victoria, il trofeo sulla spalla, avanza verso s., trascinando un prigionicro. Nel campo, a s., cbrismon. In es., AQ|S?]. ft.; 0,99 gr; 13 mm; 360°; eodolo di fusione; C 3; Mn 3 -PVAUS 16(2) (CP) 4. ft. 4; seeonda meta IV-inizi V d.C].? D/ ...]AVG (?). R/Tipo /<■/ temp reparatin (FH)? ft.; 0,71 gr; 12 mm; C 5; Mn 4 - PV Ree. (CP) 5. ft. 4; fine IV-inizi V d.C. IV Tracce di busto di imperatore a d., non identifieabile. R/ Tipo salus ret puhlicae? ft.; 0,47 gr; 11 mm; C 4/5; Mn 5 - PV A US 6 (CP) 6. /F.4; fine IV-VI d.C? IV III. R/ Croce in ghirlanda. ft.; 0,93 gr; 10 mm; C 5; Mn 6 - PV A US 16 (3) (CP) 7. ft. 4; fine IV-VI d.C? IV III. R/ Croce in ghirlanda. ft.; 0,75 gr; 11 mm; G 4/5; Mn 7 - PV F US 123 (CP) 8. A 4; seeonda meta V d.C IV III. R/ Monogramma in ghirlanda (l.eone I? Zenone?). ft.; 0,83 gr; 8 mm; C 4/5; Mn 8 - PV I US 273 (CP) 9. 1 4; V-VI d.C? 1)/ I abilissime tracce di busto di imperatore a d., non iden- tifieabile. R/ Seritta entro ghirlanda. A:; 0,30 gr; 10 mm; C 4; Mn 9 - PV F US 122 (CP) 10. Moneta in AF. IV I.abilissime tracce di busto di imperatore a d., non iden- tifieabile. R/ III. ft.; 0,91 gr; 10 mm; C5; Mn 10 - PV A US 16 (CP) I 1. Moneta in AI IV 111. R/ III. ft.; 0,17 gr; 9,5 mm; moneta incomplcta; C 5; Mn 11 - PV A US 6 (CP) 12. Duchi di Normandia; denaro; fine XI sec. IV Croce doppia accantonata da pseudoiettere. R/ Disegno geometrico con linee e pseudoiettere. AR; 0,415 gr; 18 mm; Mn 12 - PV G US 152 Dumas 1979, pp. 93-94, tav. XX (gruppo C) (AS) 13. Savona, comune a nome di I.udovico il Bavaro; mczza petaeehina; 1350-1396 D/ +LV.1)().VI.( :VS |REX|. Croce patcnte: il tipo delta croce, come parte dclla legenda, e obliterato dall'immagine del R/ (aquila), cssendo la moneta ribattuta. R/ +SA.|().NA|. Aquila ad ali spiegate: il tipo del I'aquila, come parte dclla legenda, c obliterato dall'immagine del IV (croce), cssendo la moneta ribattuta. Mi; 0,416 gr; 14 mm; Mn 13 - PV NV US 716 CNI III, p. 575, nn. 7-9 (vedi Fkrro 2001, tav. II) (AS) 14. Autorita incerta; denaro minuto; Genova; 1458-1515 DI I...]GV[...). Porta dclla eitta. R/ |...|1-A-C intersccata da croce entro cerchio. Mi; 0,579 gr; 13 mm; Mn 14 - PV NV US 747 CNI III, tav. IX, nn. 2-4 (vedi per il tipo Makiani 1906, pp. 103-110) (AS) Campo Filattiera Sorano 15. Adriano; sestcr/.io; zecca di Roma; 1 19 d.C . D/ |IMPC:AFSARTRAIAN|VS HAD|RIANVSAVC|. Busto di Adriano a d.,eon corona di lauro e panneggio sulla spalla sinistra. RV [PONTMAXTRPOTCOS1II]. Roma, seduta a s. su una corazza, il piede destro appoggiato su un elmetto, lunga lancia nella sinistra, Victnriola incoronante nelle destra protcsa. Dietro, scudo rotondo. Es., S.C ft.; 21,75 gr; 33 mm; 180°; U 4; Mn 1 - FS S US 26 K/C II, p.411,n.562b (CP) 16. Costante Augusto; /o///s; zecca di Aquilcia; 347-348 d.C I V CONSTANISPFAVCI. Busto di Costante a d., con coraz- za,paludamentum e diadema. RJ VICTORIAF.DDIAVGCQNN]. Due Victoriac guardano Puna verso I'altra, tenendo nella sinistra una corona. Nel campo, lettcra A. F.s. AQ. ft.; 0,85 gr; 15 mm; 360°; U 2; Mn 2 - FS S US 12 K/C VIII, p. 322, n. 81 (CP) I-. .1 4; seeonda meta IV-inizi V d.C IVTracce di legenda (o pseudolcgenda?) R/Tipo fel temp reparatin (FH)? ft.; 0,93 gr; 14 mm; moneta incomplcta; esemplare fuso?; C: 4/5; Mn 3 - FS S US 20 (CP) 18. ft. 4; fine IV-VI d.C? D/Tracce di busto di imperatore a d., non identifieabile. R/ Croce in ghirlanda? ft.; 0,17 gr; 8 mm; C 5; Mn 4 - FS S US 42 (CP) 19. ft. 4 IV Tracce di busto di imperatore a d., non identifieabile. R/ III- ft.; 0,37 gr; 11 mm; C 5; Mn 5 - FS S US 57 (CP) 20. Moneta in ft, IV III. turn. ft.; 1,59 gr; 14 mm; C 5; Mn 6 - FS S US 58 (CP) 21. Berengario II ed Adalbcrto; denaro; Pavia; 95 I -960 d. LV +BERENCARV. Nel campo, RFX. RJ Al.BF.RTVS RF. Nel campo, PA/PI A. AR; 0,91 gr; 18,5 mm; Mn 7 -T5-NW US 5 CNI IV, p. 477, nn. 6-7; Mh.C 1,- (AS) - 150 -
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